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SEZ. DISABILITA NEWS Prima degli autismi, le persone

16 Gennaio 2015, 14:23pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Prima degli autismi, le persone

INSERITO DA ANGELA CECERE «In un contesto complesso e frammentato come quello che gravita intorno alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie, desideriamo assumere una posizione forte e precisa, soprattutto pensando al rischio che queste persone corrono di vedere strumentalizzate le proprie istanze, e al pericolo che l’attenzione si sposti dalla persona alla malattia»: così il Presidente Nazionale dell’ANFFAS presenta il documento pubblico sull’autismo diffuso dall’Associazione

«Desideriamo oggi ribadire ulteriormente il nostro impegno nel rappresentare le istanze delle persone con autismo e delle loro famiglie, partendo dall’ascolto diretto delle loro voci, in collaborazione con i soggetti che a vario titolo operano nel campo e in un’ottica di sussidiarietà rispetto ad uno Stato chiamato a garantire diritti e pari opportunità per tutti i cittadini».
Così Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS, l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presenta il Documento di posizione ANFFAS in materia di salute, disabilità e disturbi dello spettro autistico, reso pubblico in questi giorni e realizzato grazie al lavoro svolto dal gruppo nazionale dell’Associazione, che raccoglie oltre cento membri in tutta Italia, tra famiglie, soci ed esperti del settore.

Si tratta di un documento che delinea la posizione dell’ANFFAS, ancorandosi strettamente agli approcci fondati sulle evidenze scientifiche e facendo espresso riferimento allaLinea Guida n. 21 dell’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi nello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti), ma soprattutto ponendo bene al centro lacomplessità della persona, prima ancora del singolo disturbo o del trattamento, e il suo diritto alla costruzione di un progetto globale e personalizzato di vita che, se redatto precocemente e attuato da operatori qualificati e formati, può garantire la piena inclusione nella società e la migliore qualità di vita possibile.
«In un contesto complesso e frammentato come quello che gravita intorno alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie – sottolinea ancora Speziale – desideriamo assumere una posizione forte e precisa, non tanto e non solo per le questioni specifiche emergenti in materia, quanto piuttosto per il rischio che queste persone corrono di vedere strumentalizzate le proprie istanze, di essere penalizzate dallaframmentazione della rappresentanza e degli interventi e per il pericolo che l’attenzione si sposti definitivamente ed inequivocabilmente dalla persona alla malattia, con un balzo indietro dentro un modello che con tutte le nostre forze da anni tentiamo di archiviare definitivamente, insieme alle discriminazioni che questo ha causato e ancora causa alle persone con disabilità».
«È per questo – conclude il Presidente dell’ANFFAS – che la nostra Associazione, oltre alla diffusione della propria posizione ufficiale in materia, ha deciso di mettere in campo una specifica progettualità, dal titolo Autismi 2.0, mirata a rendere concrete le riflessioni e i princìpi contenuti in questo nostro documento». (S.B.)

SUPERANDO

16.01.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS Notizie buone e meno buone sulla mobilità

16 Gennaio 2015, 14:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Notizie buone e meno buone sulla mobilità

 INSERITO DA ANGELA CECERE Ascoltare attentamente le istanze provenienti dalle Associazioni che si occupano di disabilità dovrebbe sempre essere una buona regola, per gli Amministratori Pubblici, come dimostrano due vicende in Liguria e nel Veneto dagli esiti positivi. Quando invece accade che la Rete Ferroviaria Italiana “fa da sé”, come è successo in provincia di Treviso, i risultati sono a dir poco deludenti… Per usare una formula semplice e ben nota, “Nulla su di Noi, senza di Noi”!Notizie buone e meno buone arrivano dalla Liguria e dalVeneto, sul fronte dellamobilità, rispetto ad alcune vicende di cui ci eravamo già occupati nei mesi scorsi. Ma andiamo per ordine e partiamo da Rapallo, in provincia di Genova, dove all’inizio di settembre non avevano usato mezzi termini Roberto Mattioli eAntonio Cucco, in rappresentanza, quest’ultimo, dell’ASPAL (Associazione Paratetraplegici Liguria) e della FISH Liguria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel descrivere la situazione della locale stazione ferroviaria: «Un ascensore nuovo, ma non funzionante, una biglietteria intasata con lunghe code di attese sotto il sole, una stazione dove un disabile in carrozzina non può né partire né arrivare, perché, nonostante le promesse di un anno fa, non è stato ancora trovato un carrello elevatore adeguato per far salire le carrozzine sui treni. Mancano inoltre gli scivoli e il benché minimo accesso facilitato per chi ha problemi di deambulazione».
Qualche settimana fa, però, abbiamo ricevuto un messaggio ancora una volta da Roberto Mattioli il quale, a dir poco soddisfatto, ci ha informato «dell’operatività, per la prima volta, di un carrello elevatore che permetterà ai disabili di utilizzare la Stazione dei Treni di Rapallo sia per partire che arrivare».
Anche la rapida cronistoria dei fatti tratteggiata da Mattioli merita di essere riportata, a dimostrazione che, come egli stesso scrive, «le lotte portate avanti dai cittadini con tenacia e nel nome del rispetto delle leggi servono e alla lunga non possono che portare a dei risultati positivi». «Dopo più di un anno di denunce e di proteste – ricorda infatti – è arrivata dapprima l’attivazione dell’ascensore del primo piano (1° ottobre) e ora anche il carrello elevatore. Era infatti il 12 settembre 2013 che a seguito di una nostra denuncia, la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ci aveva risposto per la prima volta, comunicandoci che la Stazione di Rapallo era interdetta alle persone con disabilità perché il carrello elevatore per la salita e la discesa delle carrozzine non poteva essere utilizzato, in quanto la stazione stessa è posizionata in una curva e quindi l’unica alternativa era recarsi alle stazioni limitrofe di Chiavari e Santa Margherita Ligure». «Una risposta apparentemente senza appello – prosegue Mattioli – ma dopo ulteriori denunce e proteste nell’aprile e nell’agosto dello scorso anno, nei confronti sia della Regione Liguria, sia di Trenitalia e del Comune di Rapallo e grazie all’intervento di Antonio Cucco, referente dell’ASPAL e della FISH Liguria, insieme al Difensore Civico di Genova Francesco Lalla, siamo arrivati a una positiva conclusione della vicenda».Un’altra buona notizia arriva poi dalVeneto, concludendo positivamente una vicenda tra il serio e il “semigrottesco”, nella quale anche qui il peso della mobilitazione lanciata dalla FISH Veneto è stato certamente molto importante. Ricordiamo dunque i fatti.
Tutto era nato con il progetto quanto meno discutibile lanciato dall’allora assessore regionale agli Affari SocialiRemo Sernagiotto, denominatoAiutati (sottotitolo: Per aiutare te stesso ed essere utile agli altri), iniziativa illustrata anche con una serie di immagini e presentata come «sensibilizzazione per le persone che si trovano vicino ai parcheggi dei disabili, in modo da indurle ad aiutare il disabile a scaricare/caricare la carrozzina», tramite dei pali segnalatori – sorta di “lampioni speciali” – alimentati a pannelli solari, attivando la cui luce rotante, con l’utilizzo di un telecomando, venisse appunto attirata l’attenzione delle persone che si trovano nelle vicinanze del disabile, inducendole ad aiutarlo nello scaricare e caricare la carrozzina nell’auto.
«Mentre la Giunta della Regione Veneto taglia i servizi, con conseguenze pesanti sulle persone e sulle famiglie – aveva dichiarato un indignato Flavio Savoldi, coordinatore della FISH Veneto, portavoce di altre prese di posizione analoghe – l’Assessore agli Affari Sociali “si diverte” con progetti come questi!».
E tuttavia, nonostante le tante proteste, nel febbraio dello scorso anno, la Giunta Regionale aveva approvato una specifica Delibera (n. 160), decidendo appunto di «avviare un percorso sperimentale di applicazione di 180 postazioni luminose attivate dal disabile stesso con telecomando posizionate in prossimità dei parcheggi dedicati», chiedendo ai Comuni di presentare le domande relative entro il 31 marzo prossimo e “dulcis in fundo”, stanziando per l’iniziativa «197.000 euro a carico del Bilancio Regionale per l’esercizio 2014 sul capitolo […] “Fondo nazionale per le politiche sociali”».
«Quella proposta e quel provvedimento – aveva dichiarato a quel punto Elisabetta Gasparini, sempre in rappresentanza della FISH Veneto – non solo non interessa alle persone con disabilità, ma le indigna. Si tratta infatti di un’iniziativa non realista, impossibile da realizzare, con grossi pericoli anche per la sicurezza delle persone e da ultimo, ma non certo ultimo, causa di uno spreco inutile di danaro pubblico». «Siamo esterrefatti – aveva aggiunto Savoldi – e chiediamo a tutti i cittadini di prendere visione della Delibera approvata il 20 febbraio dalla Giunta Regionale, sul Progetto Aiutati e dirinviarla al mittente».
Ebbene, mentre il contestato assessore Sernagiotto ha nel frattempo ceduto la propria carica di Assessore Regionale, approdando al Parlamento Europeo – ove per altro fa parte della Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali e potrà quindi “sbizzarrirsi” con nuove “originali” proposte a livello continentale – è arrivato, il 13 novembre scorso, un nuovo Decreto Regionale (Decreto della Sezione Non Autosufficienza n. 120), che sostanzialmente “archivia” quel progetto.
«Almeno in questo caso -informa infatti Flavio Savoldi – la mobilitazione della FISH, la petizione da noi lanciata contro la riduzione dei servizi e la denuncia dell’operato dell’ex assessore Sernagiotto hanno permesso la vittoria del buon senso, dal momento che sui 581 Comuni del Veneto, solo due hanno confermato la richiesta delle postazioni luminose nei parcheggi. Si tratta esattamente di Montebelluna e Casale sul Sile e vale la pena tenerli presenti!».

Proprio Montebelluna, in provincia di Treviso, è infine al centro dell’ultima notizia, quella decisamente meno buona, che dimostra come “a far da sé”, senza cioè avvalersi della collaborazione delle organizzazioni che si occupano di disabilità, i risultati possono esseremolto deludenti.
Anche qui le proteste non erano mancate, arrivando addirittura a un sit-in davanti alla stazione di Montebelluna,promosso dall’UICI di Treviso (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), cui aveva aderito anche la FISH Veneto, dopoché – casus belli – Massimo Vettoretti, presidente della stessa UICI locale, era stato letteralmente “abbandonato a se stesso” in una stazione totalmente priva di assistenza.
«È una vergogna – aveva dichiarato per l’occasione lo stesso Vettoretti – che nel 2014 solo il 10 per cento delle stazioni italiane siano accessibili alle persone con disabilità, ma non intendiamo mettere da parte questa dura battaglia, che va avanti ormai da anni. Ogni volta, infatti, che contattiamo le Ferrovie dello Stato, la risposta è sempre la stessa: “Ci dispiace, provvederemo”…». «Il nostro pressing – avevano rincarato dalla FISH Veneto – sarà costante e proseguirà oltre il 3 ottobre, perché le stazioni che non forniscono assistenza, come quella di Montebelluna, sono la maggioranza. In tal senso va detto con chiarezza che i treni locali e quelli regionali sono un mezzo di trasporto pubblico che va potenziato, reso accessibile e velocizzato, perché l’accessibilità dev’essere garantita a tutti i cittadini, senza discriminazioni».
Come aveva risposto, dunque, la Rete Ferroviaria Italiana? Con una nota ufficiale, in cui si dichiarava che sarebbero stati «realizzati entro l’anno i percorsi tattili per ipovedenti nella stazione di Montebelluna (Treviso), sulle linee ferroviarie Padova-Calalzo e Treviso-Montebelluna. A seguito infatti delle novità introdotte con la nuova offerta ferroviaria del trasporto regionale, che comporta cambi di treno anche in questa stazione, avevamo già avviato le procedure per la posa in opera dei percorsi tattili. Sono stati così richiesti e ottenuti i finanziamenti necessari per realizzare l’intervento nel più breve tempo possibile».
Tale risposta non aveva certo soddisfatto il Presidente dell’UICI della Marca, secondo il quale «se quello dei percorsi tattili è certamente un piccolo traguardo raggiunto per le persone con disabilità visiva, che dire di quanto resta da fare per tutte le persone in carrozzina e a mobilità ridotta?». «Se questo è un tentativo di “dividere il fronte” – aveva aggiunto – non va certo bene. I nostri amici con disabilità motoria hanno protestato con noi davanti alla stazione di Montebelluna e per questo continueremo a lottare accanto a loro».
Che dire dunque oggi, dopo che quei lavori – pur mantenendo le promesse – sono stati eseguiti per metà e anche con una serie di errori? «Avevano promesso il lavoro entro l’anno – ha dichiarato qualche giorno fa Vettoretti al quotidiano “Il Gazzettino” – e così è stato fatto. Peccato, però, che i percorsi tattili siano stati realizzati a metà, e con errori nel braille, come il numero 4 che nella legenda della mappa è più simile a un 3! E questo si deve certamente anche al fatto che la nostra Associazione non è stata assolutamente coinvolta nel lavoro».
Insomma, un intervento fatto talmente male, che «se scendo dalla scala sbagliata – ha sottolineato ancora il Presidente dell’UICI di Treviso – non trovo il percorso! Permane poi una scala (senza ascensore) per arrivare al nuovo parcheggio, anche qui senza percorso tattile, così come il Binario 2. E infine va segnalato anche l’utilizzo della gomma, materiale che invece, nei percorsi tattili, dovrebbe essere impiegato per gli interni».

Comne concludere? Dicendo che forse ascoltare sempre le istanze e avvalersi dei suggerimenti provenienti dalle Associazioni che si occupano di disabilità potrebbe essere una buona regola, non solo per gli Amministratori Pubblici, ma anche per la Rete Ferroviaria Italiana, perché in questo campo, come dimostra quanto accaduto a Montebelluna, a “far da sé” si rischia di fare molto male. E non è nemmeno fuori luogo ricordare una formula semplice e ben nota, vale a dire “Nulla su di Noi, senza di Noi”!

SUPERANDO

16.01.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS Sostegno ai disabili, il pasticcio dei fondi

15 Gennaio 2015, 15:37pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Sostegno ai disabili, il pasticcio dei fondi

INSERITO DA ANGELA CECERE Gli istituti superiori ancora in attesa delle risorse, tagliano le ore  Il solito pasticcio «all’italiana». Dopo la comunicazione ufficiosa fatta dalla Regione alla Provincia e relativa alla somma che andrà a coprire la spesa per i servizi destinati agli studenti disabili delle superiori, i dirigenti d’istituto e le famiglie si trovano comunque con orari ridotti per i loro figli. Insomma, i soldi ci sono ma le scuole non ne possono ancora disporre perchè gli enti pubblici non li hanno ancora distribuiti.  

«In una telefonata dei giorni scorsi - dice il presidente della Provincia Monica Giuliano - l’assessore regionale Rossetti mi ha comunicato che a bilancio sono stati stanziati i fondi. I nostri uffici hanno preparato una lettera per chiedere un atto formale nel quale venga certificata l’erogazione della somma che abbiamo chiesto, ma finchè i circa 250 mila euro richiesti non ci verranno erogati non potremo girarli agli istituti superiori. Credi sia solo questione di tempo». 

Tempo che i dirigenti degli istituti scolastici non hanno perchè il servizio agli studenti con disabilità va garantito, almeno per quanto possibile. E così corrono ai ripari trovando soluzioni diverse. Dimezzano le ore o, se ne hanno la fortuna, utilizzano somme di bilancio accantonate, come nel caso del Ferraris Pancaldo. «Recentemente ci è arrivata comunicazione per la copertura delle ore fino al mese di marzo - dice il dirigente Alessandro Gozzi - e siccome l’ultima tranche che permetterebbe di coprire le ore fino a giugno non ci è arrivata abbiamo deciso di reperire fondi nostri per garantire il servizio fino a fine anno ai 3 studenti che ne usufruiscono». 

«Allo stato attuale non ci è permesso di affermare che sarà assicurato lo stesso numero di ore garantito fino a dicembre - dichiara la dirigente del Boselli-Alberti Maria Laura Tasso - abbiamo convocato il Gruppo per l’inclusione, con rappresentanti degli insegnanti e dei genitori, nel quale discuteremo la situazione e valuteremo come distribuire le risorse a disposizione». 

Altri istituti hanno deciso provvisoriamente di tagliare le ore in attesa di ricevere le risorse necessarie a garantire il servizio fino a fine anno, come al liceo Della Rovere. «Ci è stato comunicato - dicono alcuni operatori del Faggio, cooperativa che segue i disabili nelle superiori della provincia - che le 57 ore prima di dicembre, sono state ridotte a 23 ore settimanali. Questa mattina (ieri n.d.r.) non abbiamo svolto il servizio al Della Rovere e di fatto le ore sono state ridotte. Questo ci preoccupa perchè significa ridurre il tempo dedicato ai ragazzi». 

«A mia figlia sono state ridotte le ore - spiega la madre di una studentessa - ho chiesto spiegazioni all’istituto ma non mi è ancora stata data risposta».

 

LA STAMPA

15.01.2015.

 

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SEZ. DISABILITA NEWS Disabilità e congedi parentali

15 Gennaio 2015, 15:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Disabilità e congedi parentali

INSERITO DA ANGELA CECERE In questi mesi abbiamo parlato di congedi parentali molte volte ma, con questo post, vogliamo approfondire una tematica che molti lettori del blog ci hanno richiesto. Disabilità e congedi parentali: la nostra specialista, l’Avv.Simona Fontana, fa il punto sui diritti previsti dalla legge in questi casi.

 

Il Testo Unico a sostegno della maternità e della paternità riconosce ai genitori di figli minori con handicap in situazione di gravità di poter prolungare il congedo parentale entro il compimento dell’ottavo anno di vita del bambino.

Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell’intervento assistenziale permanente ed alla capacità complessiva individuale sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante commissioni mediche all’uopo istituite.

Il primo comma dell’art. 3 della legge 5 febbrai 1992 n. 104 “legge- quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate” riconosce la persona diversamente abile in colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

La persona con handicap ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura ed alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale ed alla efficacia delle terapia riabilitativa.

Il prolungamento del congedo parentale può essere fruito anche in misura continuativa o frazionata per un periodo massimo, comprensivo anche dei periodi di congedo parentale, non superiore a tre anni.

Per usufruire di siffatto congedo è necessario che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno, ossia per le intere 24 ore, presso strutture ospedaliere simili, pubbliche private che assicurano assistenza sanitaria continuativa, salvo che sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore

L’indennità è corrisposta nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo. I periodi di congedo straordinario non sono computati ai fini della maturazione di ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto, ma, essendo coperti da contribuzione figurativa, sono validi ai fini del calcolo dell’anzianità assicurativa.

Il diritto di usufruire del prolungamento del congedo parentale non spetta

  • ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari;
  • ai lavoratori a domicilio;
  • ai lavoratori agricoli giornalieri;
  • ai lavoratori autonomi;
  • ai lavoratori parasubordinati;
  • in caso di contratto di lavoro part-time verticale, durante le pause di sospensione contrattuale;
  • quando la persona disabile in situazione di gravità da assistere sia ricoverata a tempo pieno
  • nelle stesse giornate di fruizione dei permessi retribuiti

In alternativa al prolungamento del congedo parentale il genitore può decidere di usufruire di due ore di riposo giornaliero retribuito fino al compimento del terzo di anno di età.

Il genitore, trascorsa l’età del figlio prevista per poter usufruire del prolungamento del congedo parentale, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.

Siffatti diritti sono ovviamente riconosciuti ad entrambi i genitori anche nel caso di genitori adottativi che possono usufruire alternativamente.

Gli obiettivi che siffatte agevolazioni mirano a realizzare sono specificatamente indicati nell’articolo 1 della legge 104 del 1992 e consistono:

  1. nel garantire il pieno rispetto della dignità umana ed i diritti di libertà e di autonomia della persona con handicap;
  2. nel prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, tramite il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona con handicap alla vita della collettività, nonché nel la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali;
  3. nel perseguire il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e nell’assicurare il servizi e le prestazioni per la prevenzioni, la cura e la riabilitazione delle minorazione
  4. ed, infine, nella predisposizione di interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona con handicap.

Alla luce, quindi, delle chiare e precise finalità che la normativa mira a realizzare è importante conoscere quali sono i propri diritti da esercitare allo scopo di garantire una dignitosa assistenza al proprio figlio disabile ed è fondamentale attivarsi qualora non vengano correttamente rispettati.

Autore: Simona Fontana

FAMILY LIFE

15.01.2015.

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Sez. Disabilità news Provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi civili e sordi: importi e limiti reddituali per il 2015

14 Gennaio 2015, 15:35pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sez. Disabilità news Provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi civili e sordi: importi e limiti reddituali per il 2015

INSERITO DA MORENA MOTTA

Ogni anno vengono ridefiniti, collegandoli agli indicatori dell'inflazione e del costo della vita, gli importi delle pensioni, assegni e indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche. Per il 2015 importi delle provvidenze e limiti reddituali sono stati fissati dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell'INPS con Circolare del 9 gennaio 2015, n. 1 (Allegato n. 3).

Nella tabella che segue riportiamo gli importi in euro, comparati con quelli del 2014.

La circolare 1/2015 dell’INPS richiama anche una nuova importante disposizione in vigore già dal 2014. L’art. 25, comma 6 bis, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 (convertito dalla legge 11 agosto 2014, n.114) stabilisce che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap, in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.”

Pertanto, per le prestazioni a favore di invalidi civili per le quali nell’anno 2015 risulti memorizzata nel database una data di revisione sanitaria, il pagamento è stato impostato anche per le mensilità successive alla data di scadenza della revisione. Ciò significa che l’erogazione di pensioni, indennità e assegni non si interrompono alla data di scadenza di revisione e l’interessato continua a percepirli sino alla data della effettiva visita.

La stessa disposizione, lo ricordiamo, riguarda anche la validità dei verbali di handicap (legge 104/1992).

FONTE: HANDYLEX.ORG

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SEZ. DISABILITA NEWS Scuolabus per i disabili sbloccati 6mila euro

11 Gennaio 2015, 11:18am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Scuolabus per i disabili sbloccati 6mila euro

SEZ. DISABILITA NEWS Scuolabus per i disabili sbloccati 6mila euro

INSERITO DA ANGELA CECERE 

VICO EQUENSE. La Giunta municipale sblocca altri 6mila euro per prorogare il servizio di trasporto scolastico per i giovani studenti disabili che frequentano le scuole superiori. La cifra garantirà la presenza degli scuolabus per un altro mese per i 13 giovani che ne hanno fatto richiesta, arco di tempo necessario per arrivare all’auspicato sblocco dei fondi provinciali.

Manca ancora l’atto ufficiale (che dovrebbe arrivare la settimana prossima) ma il Comune di Vico Equense è già stato informato che, a fronte di una richiesta di 137mila euro per trasporto e assistenza specialistica in aula fino a giugno, se ne vedrà riconoscere soltanto 127mila.

SORRENTO PRESS

11.01.2015.

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Sez. Disabilità news Demenza. Diabete, fumo, obesita' tra i fattori di rischio dell’Alzheimer

10 Gennaio 2015, 14:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MORENA MOTTA Il diabete può aumentare fino al 50% il rischio di demenza

Sono stati resi noti nei giorni scorsi i dati del Rapporto Mondiale Alzheimer 2014, intitolato “Demenza e riduzione del rischio: analisi dei fattori di protezione modificabili”, presentato in Italia dalla Federazione Alzheimer in occasione della recente Giornata Mondiale Alzheimer, durante il Mese Mondiale Alzheimer, campagna internazionale di sensibilizzazione per contrastare l’emarginazione sociale legata alla malattia. I FATTORI DI RISCHIO DEMENZA - Il rapporto mette in luce evidenze sorprendenti, mostrando come ci sia una coincidenza tra i fattori di rischio di demenza, con quelli di alcune altre gravi malattie. Il rapporto indica ad esempio che il diabete può aumentare il rischio di demenza del 50%. Ma non solo. Obesità e scarsa attività fisica sono importanti fattori di rischio di diabete e ipertensione e, come tali, dovrebbero essere oggetto di attenzione. Il rischio cardiovascolare è in fase di miglioramento in molti Paesi ad alto reddito, ma in vari Paesi a reddito medio-basso si osserva una crescita dei fattori di rischio cardiovascolare, con un’incidenza crescente di diabete, cardiopatie e ictus. Anche l’astinenza dal fumo risulta fattore strettamente legato a una riduzione del rischio di demenza: tra soggetti dai 65 anni in su, gli ex-fumatori presentano un rischio simile a chi non ha mai fumato, mentre per coloro che continuano a fumare il rischio risulta essere molto più elevato. Controllare quindi diabete e ipertensione, oltre che smettere di fumare sono prassi che possono aiutare a prevenire l’insorgere di questa malattia. Ma non solo. Lo studio indica che i soggetti che hanno avuto migliori opportunità d’istruzione presentano un rischio di demenza più basso in età avanzata. Tenere il cervello allenato è quindi un altro comportamento da attivare. STILE DI VITA E PREVENZIONE - Anche questo studio conferma quello che già si sa per molte patologie: lo stile di vita è fondamentale per aiutare la nostra salute a preservarsi. Nonostante ciò, da una indagine sulla conoscenza della popolazione in tema di riduzione del rischio di demenza, risulta che queste prassi non vengono solitamente associate a questa malattia. I dati di un’indagine diffusa da Bupa hanno infatti dimostrato che molte persone non hanno ben chiaro quali siano le cause e le azioni da intraprendere per tentare di ridurre il proprio rischio di demenza. Poco più di un sesto (17%) degli intervistati sanno che i rapporti sociali con amici e parenti può influire sul rischio. Solo un quarto (25%) ha riconosciuto il sovrappeso come possibile fattore di rischio e solo uno su cinque (23%) ha affermato che l’attività fisica può influire sul rischio di demenza e di perdita di memoria. Dall’indagine è inoltre emerso che più di due terzi (68%) degli intervistati nel mondo temono di contrarre la demenza in età avanzata. L’ESPERTO – Così Graham Stokes, DG di Dementia Care, Bupa: “Età e caratteristiche genetiche rientrano tra i fattori di rischio, ma l’astinenza dal fumo, il consumo di cibi più sani, l’attività fisica e una buona istruzione, se associati all’abitudine di mantenere il cervello in esercizio, contribuiscono in misura significativa a contenere al minimo le possibilità di soffrire di demenza. Possono fare tutto questo anche le persone che soffrono già di demenza, o che presentano segnali della malattia, contribuendo a rallentarne la progressione”. INTERVENIRE A LIVELLO NAZIONALE - Lo studio sollecita ad includere maggiormente le persone anziane nei programmi per le malattie non trasmissibili, diffondendo il messaggio che non è mai troppo tardi per cambiare, in quanto il corso futuro dell’epidemia globale di demenza dipende soprattutto dal successo o dal fallimento dei tentativi di migliorare la salute pubblica globale in tutta la popolazione. Uno sforzo comune per affrontare il crescente onere delle malattie non trasmissibili è strategicamente importante, efficiente ed economicamente vantaggioso. L’adozione di uno stile di vita più sano rappresenta un passo positivo verso la prevenzione di varie patologie a lungo termine, quali cancro, cardiopatie, ictus e diabete.

FONTE: ANSA

Sez. Disabilità news Demenza. Diabete, fumo, obesita' tra i fattori di rischio dell’Alzheimer

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Sez. Disabilità news Iscrizioni per l'anno scolastico 2015/2016 online dal 15 gennaio

9 Gennaio 2015, 12:12pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sez. Disabilità news Iscrizioni per l'anno scolastico 2015/2016 online dal 15 gennaio

INSERITO DA MORENA MOTTA Al via le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Per gli alunni con disabilità la domanda on-line dovrà essere perfezionata presentando certificazione e diagnosi funzionale

Le iscrizioni on line alle scuole statali, per il prossimo anno scolastico 2015/2016, potranno essere effettuate dal 15 gennaio al 15 febbraio 2015. Questa è la scadenza stabilita MIUR per le iscrizioni alle classi prime della scuola primaria, della secondaria di primo e secondo grado e, nelle Regioni che hanno aderito, ai corsi di istruzione e formazione presso i Centri di formazione professionale regionali. Anche quest’anno nelle scuole dell’infanzia rimane in vigore l’iscrizione in modalità cartacea, che potrà essere effettuata nello stesso arco di tempo.

La registrazione sarà possibile già dal prossimo 12 gennaio sul portale delle iscrizioni on line, dove gli utenti potranno raccogliere informazioni relative alla ricerca della scuola e alle modalità di registrazione e compilazione della domanda. I genitori, per poter effettuare l’iscrizione, dovranno individuare la scuola d’interesse, registrarsi sul sito, compilare ed inviare la domanda alla scuola di destinazione attraverso il sistema Iscrizioni on line. L’Ufficio Relazioni con il Pubblico resterà a disposizione attraverso il suo canale web (www.istruzione.it/urp), via telefono, e-mail e in presenza attraverso gli sportelli del Miur. Inoltre, le istituzioni scolastiche destinatarie delle domande offriranno un servizio di supporto per le famiglie prive di strumentazione informatica.

Le domande saranno accolte entro il limite massimo dei posti disponibili nella singola istituzione scolastica, definito sulla base delle risorse di organico e dei piani di utilizzo degli edifici scolastici predisposti dagli Enti locali. Per i casi di eccedenze, ogni scuola deve aver individuato criteri di precedenza nell’ammissione mediante delibera del Consiglio d’Istituto, da rendere pubblica con affissione all’albo, con pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica e, per le iscrizioni on line, in apposita sezione del modulo di iscrizione opportunamente personalizzato dalla scuola.

INCLUSIONE – Le iscrizioni di alunni con disabilità effettuate nella modalità on line dovranno essere perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta, da parte dei genitori, della certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della Diagnosi Funzionale, a seguito degli appositi accertamenti collegiali previsti dal D.P.C.M. n. 185/06. Sulla base di tale documentazione, la scuola procederà alla richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi a carico dell’Ente locale. Anche le iscrizioni di alunni con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), effettuate nella modalità on line, dovranno essere perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta, da parte dei genitori, della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della L. n. 170/10, in base a cui saranno previste le misure educative e didattiche previste dal DM 5669/11 e dalla annesse Linee Guida.

FONTE: DISABILI.COM

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Sez. Disabilità news Disabilita', accessibilita' e condomini: quali sono le regole?

8 Gennaio 2015, 18:07pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sez. Disabilità news Disabilita', accessibilita' e condomini: quali sono le regole?

INSERITO DA MORENA MOTTA Suggerimenti dell’esperto per l’abbattimento delle barriere architettoniche

La propria casa dovrebbe essere sinonimo di accoglienza, benessere e accessibilità: una ovvietà non sempre effettiva nella pratica, dove capita che le barriere architettoniche impediscano o ostacolino la mobilità domestica, costringendo le persone con disabilità a vivere male in casa propria. Lo abbiamo compreso dalle numerose richieste dei nostri lettori che, rivolgendosi alla nostra rubrica Esperto barriere architettoniche, cercano suggerimenti e consigli per rendere la loro abitazione o quella di un famigliare accessibile e confortevole, anche cercando di capire come fare valere i propri diritti sul fronte dell’abbattimento delle barriere architettoniche. In particolare nella rubrica viene affrontato spesso il problema delle barriere presenti nei condomini; il caso più discusso riguarda l’installazione di ascensori: chi deve affrontare la spesa? Quali sono le leggi cui fare riferimento? A chi bisogna rivolgersi? Quali i tempi e le modalità dell’installazione? Ci sono contributi e agevolazioni? Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza su questo argomento, aiutati dal nostro Esperto di barriere architettoniche, l’Ing. Marco Marchetti, disponibile a rispondere alle domande di chi ci segue. Innanzitutto la legge che regolamenta l’abbattimento delle barriere architettoniche nei casi di immobili privati come i condomini è la N.13 del 1989 che regola la concessione di contributi per interventi atti al superamento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio e dei non vedenti)”. La domanda per i contributi va presentata al sindaco del comune nel quale si trova l’immobile entro il 1° marzo di ogni anno. Qualora il richiedente sia disabile riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione dalla competente ASL, ha diritto di precedenza nell'assegnazione dei contributi. E per quanto riguarda il parere dei condomini sui lavori di abbattimento delle barriere? Su questo ci fa riferimento alla Legge N.220 11 dicembre 2012 “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici” che stabilisce il quorum da raggiungere durante le decisioni nell’assemblea condominiale: “sia in prima che in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza degli interventi in assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio”. Riportiamo qui alcune richieste da parte dei nostri lettori per esemplificare con esempi concreti quanto detto prima: “Sono il capo del condominio di uno stabile di 5 appartamenti situato su due livelli. Al piano terra dello stesso, in uno dei due appartamenti presenti ,abita una coppia di disabili(…): l'eventuale ascensore deve essere pagato da tutti i condomini o solamente dalla persona disabile? e ancora : Mia madre è invalida al 100% (…) la sua casa di residenza è posta in uno stabile al quarto piano senza ascensore, sto tentando di farlo installare ma sono interessati solo tre condomini su quindici totali. Volevo sapere da Lei se pensa che possa chiedere il contributo, inoltre Le chiedo essendo l'immobile ubicato nel comune di Roma devo mandare la domanda al sindaco genericamente o ad un ufficio in particolare?” L’ingegnere Marchetti chiarisce chi deve effettuare le spese: “Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118, ed all'articolo 1 primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo lì 36, secondo e terzo comma, del Codice civile”. Per istallare un ascensore e condividere le spese inoltre deve esserci la maggioranza dei condomini, in caso contrario “Se l'assemblea non delibera l'innovazione (o comunque non si pronuncia entro tre mesi in merito ad essa), nell'ipotesi in cui le opere siano tra quelle comprese nell'elencazione formulata nel comma 2 dell'art. 2 e il portatore di handicap (o chi ne esercita la tutela potestà) intenda avvalersi del diritto di farle eseguire ugualmente, le spese saranno a suo totale carico. Dovrà inviare la domanda in Comune all’ufficio “servizi sociali”.” Un’altra lettrice chiede: “Per arrivare a casa dobbiamo fare due rampe di scale per accedere al nostro piano (..) mia madre ha 75 anni e gravi problemi di deambulazione, posso chiedere al condominio che vengano effettuati i lavori per far arrivare l'ascensore fino al nostro piano? Che diritti posso far valere?”. Anche in questo caso la soluzione non cambia: “Il DM 236/89 prevede che le parti comuni siano accessibili (per edifici costruiti dopo il 1989). Può sicuramente chiedere al condominio, se la risposta è negativa, può fare gli interventi (adeguamento ascensore o installazione di un servo scala o piattaforma elevatrice) pagando personalmente.” Ribadisce l’esperto. Dall’altra parte ci sono i progettisti, che hanno l’obbligo di garantire l’accessibilità negli spazi esterni. In particolare si vuole fare chiarezza sulle caratteristiche che le rampe devono avere per essere a norma facendo riferimento al DM 236/14 giugno 1989. L’esperto spiega, riportando il testo del Decreto Ministeriale sopracitato , all’art. 8.1.11: “Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m ottenuto esclusivamente mediante rampe inclinate poste in successione. La larghezza minima di una rampa deve essere: -di 0,90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote; -di 1 ,50 m per consentire l'incrocio di due persone. Ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, ovvero 1,40 x 1,70 m in senso trasversale e 1 ,70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l'ingombro di apertura di eventuali porte. Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza. La pendenza delle rampe non deve superare 1'8%. Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa. In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere comunque di valore inferiore rispetto a quelli individuati dalla linea di interpolazione del seguente grafico”.

FONTE: DISABILI.COM

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Sez. Disabilità news Treni accessibili. Il nuovo regolamento UE per agevolare i viaggiatori disabili

8 Gennaio 2015, 17:34pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MORENA MOTTA Tra gli interventi previsti, percorsi tattili, mappe in rilievo e porte più ampie per l’accesso ai treni Nel nostro Paese la pratica di prendere il treno è qualcosa che non di rado va a sbattere con muri di difficoltà. Tralasciando la frequenza dei ritardi dei nostri convogli, è la scarsa accessibilità a persone con disabilità che fanno del mezzo treno uno strumento per spostarsi non alla portata di tutti. Problemi di accessibilità sono ad esempio il frequente guasto o mancanza di montascale nelle stazioni, la mancanza di rampe di accesso per consentire alle carrozzine di salire a bordo, ma anche la mancanza di informazioni sonore o tattili nelle stazioni, ad uso di persone non vedenti, e così via. Sulla questione, abbiamo raccontato delle proteste di utenti, come pure della nascita di iniziative popolari che stanno riscuotendo particolare attenzione, come #vorreiprendereiltreno. Non si possono quindi che salutare positivamente le novità che arrivano da Bruxelles, dove la Commissione Europea nei giorni scorsi ha adottato un nuovo regolamento che contiene alcuni requisiti tecnici minimi per il settore ferroviario, affinchè prendere il treno sia una azione che tutti – persone con disabilità incluse – possano compiere. Il regolamento prevede che siano realizzati interventi nelle stazioni ferroviarie, con obbligo di percorsi podo-tattili a terra e mappe a rilievo per i non vedenti, ma anche all’interno dei treni, i quali dovranno essere dotati di porte più ampie per consentire l’accesso a chi abbia problemi di deambulazione e/o ausili, rampe più dolci nelle aree riservate per persone in carrozzina e più luce nei mezzi per agevolare le persone ipovedenti. Si tratta di prime indicazioni molto importanti, anche se va detto che il regolamento non sarà applicato retroattivamente, ovvero a convogli e stazioni già esistenti, ma a quelli di nuova realizzazione. In sostanza, le stazioni e i treni già in circolazione non saranno modificati per allinearsi a queste direttive, che però dovranno essere applicate a nuovi mezzi e spazi. Le direttive dovranno inoltre essere recepite dai singoli stati membri che dovranno a loro volta, singolarmente, redigere piani nei quali illustrare in che modo applicheranno il regolamento e come intendono mettere in pratica azioni per il superamento delle barriere architettoniche nelle stazioni ferroviarie e nei treni. Insomma, la strada è ancora lunga, ma il tentativo di imporre regole condivise per l’accessibilità è una azione che necessariamente guarda alla considerazione del diritto di ciascuno a spostarsi in autonomia, che è partecipazione alla vita comunitaria.

FONTE: DISABILI.COM

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