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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Minori disabili, dalla Regione un contributo di 700 euro per il prossimo triennio

9 Gennaio 2016, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Minori disabili, dalla Regione un contributo di 700 euro per il prossimo triennio
 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Minori disabili, dalla Regione un contributo di 700 euro per il prossimo triennio

INSERITO DA MORENA MOTTA Un contributo finanziario annuale a favore delle famiglie con figli minori di 18 anni disabili per il triennio 2016 – 2018. A stanziarlo la Regione Toscana con nuove modalità di accesso alle risorse. Il contributo è annuale per il triennio 2016 – 2018 ed è pari a 700 euro per ogni minore disabile in presenza di un’accertata condizione di handicap grave. La modulistica per la presentazione delle domande è scaricabile dal sito della Regione Toscana, nella sezione “Atti” -decreto dirigenziale n. 6436 del 29.12.2015. La piattaforma web aggiornata sarà funzionante a partire dal 1° febbraio. La domanda deve essere presentata al proprio Comune di residenza, entro il 30 giugno di ciascun anno di riferimento del contributo. La domanda può essere presentata dalla madre o dal padre del minore disabile, o da chi esercita la patria potestà, indipendentemente dal carico fiscale, purché il genitore faccia parte del medesimo nucleo familiare del figlio minore disabile per il quale è richiesto il contributo. Sia il genitore, sia il figlio minore disabile devono essere residenti in Toscana, in modo continuativo da almeno ventiquattro mesi, in strutture non occupate abusivamente, a partire dalla data del 1° gennaio dell’anno di riferimento del contributo. il genitore che presenta domanda e il figlio minore disabile devono far parte di un nucleo familiare convivente con un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 29.999 euro.

FONTE GONEWS Comune di Volterra - Ufficio Stampa

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Legge di Stabilità: quali novità per le persone disabili nel 2016?

9 Gennaio 2016, 10:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Legge di Stabilità: quali novità per le persone disabili nel 2016?
 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Legge di Stabilità: quali novità per le persone disabili nel 2016?

INSERITO DA MORENA MOTTA La legge di Stabilità per il 2016 introduce importanti novità anche in materia di disabilità, con effetti diretti sulla vita delle persone disabili e delle rispettive famiglie.

LE NOVITA’ DELLA STABILITA’ PER I SOGGETTI DISABILI

La manovra finanziaria per il 2016, contiene, infatti, una serie numerosa di norme nuove che comprendono:

1) nuovi Fondi Sociali;

2) vita indipendente;

3) scuola e inclusione scolastica;

4) Carta della Famiglia;

5) povertà ed esclusione sociale;

6) Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile;

7) trasporto pubblico;

8) salvaguardia degli esodati;

9) settore sanitario;

10) aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza);

11) malattie rare.

VITA INDIPENDENTE

In riferimento, ad esempio, alla vita indipendente, la legge di Stabilità, al comma 406 dell’unico articolo, non stanzia “un vero e proprio fondo”, bensì un finanziamento circoscritto al 2016. Il Legislatore, si apprende, stanzia infatti 5 milioni di euro per incrementare le attività progettuali atte ad introdurre adeguate misure per rendere concretamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave, così come stabilito dalle disposizioni di cui alla Legge 21 maggio 1998, n. 162.

E’ da ricordare, in tal senso, come recentemente una parte del Fondo per le Non Autosufficienze, esattamente 20 milioni nel corso degli ultimi 2 anni, è stata indirizzata a sovvenzionare progetti orientati dalle Regioni, in via sperimentale, a favore della garanzia e tutela della vita indipendente dei soggetti disabili.

Non è certo se, nell’immediato futuro, questo nuovo finanziamento sarà concepito per le medesime finalità, ancora non conoscendosi modalità e parametri di spartizione.

LEA – LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA

Sono stati previsti 60 giorni di tempo dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2016 per provvedere ad aggiornare il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che reca la Definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza.

In base alla procedura, definizione ed aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza vengono realizzati mediante apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su parere del Ministro della Salute insieme con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, e dietro l’intesa con la Conferenza Stato Regioni.

Per il 2016, ai fini dell’applicazione dei nuovi LEA, vengono stanziati 800 milioni di euro, derivanti dal Fondo Sanitario Nazionale. Viene, poi, istituita presso il Ministero della Salute una “Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale”.

A quest’ultima, viene, inoltre, demandato il compito di determinare che l’applicazione dei LEA venga effettuata in maniera omogenea in tutte le Regioni, rispetto a prestazioni e livello di qualità.

FONTE LEGGIOGGI.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO A Ruota Libera, in arrivo la guida di Pisa per un turismo a misura di disabili

8 Gennaio 2016, 17:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO A Ruota Libera, in arrivo la guida di Pisa per un turismo a misura di disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO A Ruota Libera, in arrivo la guida di Pisa per un turismo a misura di disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un progetto per un turismo accessibile appositamente studiato per le persone con difficoltà motoria che parte dalla Toscana. È “A Ruota libera” ideato e finanziato dalla Fondazione Cesare Serono e che si sta realizzando grazie alla collaborazione con le amministrazioni comunali delle città d’arte toscane. Da oggi la guida di Pisa arricchisce la collana e sarà possibile anche per chi ha difficoltà motorie apprezzare le bellezze della città. Infatti, la guida identifica e descrive un itinerario che tocca i siti accessibili anche a chi ha problemi con scale, strade sconnesse e mezzi pubblici non sempre adeguati.

Oggi, il 15 dicembre, la presentazione a Palazzo Gambacorti con l’Assessore al Sociale del Comune di Pisa e Presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi e Gianfranco Conti, Direttore Generale della Fondazione Cesare Serono, promotrice e finanziatrice del progetto.

“L’idea del progetto è nata dalla considerazione che le città italiane non possono essere considerate per tutti, perché scale, marciapiedi sconnessi, mezzi pubblici non sempre dotati degli ausili idonei perché tutti possano accedervi e tanto altro, rendono gli spostamenti di una persona a mobilità ridotta molto simili a un percorso a ostacoli – afferma Gianfranco Conti – L’Italia in ambito comunitario non è certo tra le nazioni che spiccano per l’attenzione all’accessibilità delle proprie città e questa guida rappresenta uno strumento utile per diffondere la cultura del turismo per tutti”.

“E’ costante l’impegno dell’Amministrazione per abbattere le barriere. Rendere Pisa vivibile per le persone disabili significa renderla più vivibile per tutti”-commenta l’Assessore Sandra Capuzzi.

Si ricorda inoltre che recentemente il Comune di Pisa ha nominato il garante per i disabili.

“La Fondazione Cesare Serono da anni si occupa di disabili, ossia dei loro diritti e della loro qualità di vita – afferma Conti –. Le barriere architettoniche sono da sempre uno dei peggiori nemici per coloro che si muovono con difficoltà. Inoltre, sono un ostacolo che si frappone tra queste persone e le infinite bellezze delle nostre città d’arte. Abbiamo pensato di combinare mobilità, turismo ed arte”.

“Il progetto A Ruota Libera, conclude Conti, è solo agli inizi e si arricchirà di nuovi e importanti servizi. Basti citare che le guide sono già state tradotte in inglese e sono disponibili per tablet e smartphone. Tutte le informazioni sulle guide e su un turismo accessibile sono reperibili su un sito che la Fondazione Cesare Serono ha creato appositamente per i viaggiatori disabili,www.itinerariaccessibili.it”.

Se la Fondazione Cesare Serono è la promotrice e la finanziatrice del progetto, Pierluca Rossi ne è il principale interprete. Dopo aver girato il mondo per più di 20 anni con la videocamera in mano realizzando documentari e reportage per i principali canali televisivi e/o riviste, a Pierluca è stata diagnosticata la sclerosi multipla che in pochi anni ne ha limitato talmente la mobilità che oggi utilizza una sedia a rotelle per spostarsi. Non si è abbattuto e ha continuato a fare il suo mestiere ovviamente con un’ottica e una sensibilità diversa. “Dopo anni passati a combattere la mia malattia – dice Pierluca Rossi – che mi ha spesso confinato in casa, ho capito che a tutti quelli che utilizzano una sedia a rotelle servivano una motivazione e uno strumento. La motivazione sono le bellezze di cui l’Italia è ricca, e lo strumento sono i nostri itinerari che permetteranno a quelli come me di apprezzarle in tutta sicurezza”.

Le guide con i percorsi adatti anche a chi ha difficoltà motorie sono il primo importante tassello del progetto “A Ruota Libera”. Per quanto riguarda Pisa è stato identificato e descritto un itinerario che percorso a piedi non presenta ostacoli per chi si muove con difficoltà. Complessivamente congiunge 8 punti d’interesse storico, artistico e culturale di Pisa. Il percorso comprende anche suggerimenti su dove mangiare, bere o riguardanti servizi utili per chi viaggia come toilette, bancomat e farmacie.

Un aspetto particolarmente delicato è la valutazione dell’accessibilità di una struttura e il rischio di scivolare nella soggettività è sempre in agguato. Per le guide di “A Ruota Libera” il problema è stato risolto grazie al contributo di Village for all, che ha messo a disposizione della Fondazione Cesare Serono la metodica da loro sviluppata. “Affianchiamo con entusiasmo il progetto A Ruota Libera della Fondazione Cesare Serono perché perfettamente in linea con il nostro motto ‘A ciascuno la sua vacanza’ – commenta Roberto Vitali, presidente di V4A – . E’ un piacere per noi aver messo a disposizione della Fondazione V4AInside, un’innovazione tecnologica e organizzativa nel processo di raccolta ed elaborazione dei dati e delle informazioni relativi all’accessibilità delle strutture, creata da V4A“.

Le guide con i percorsi sono pubblicate dalla casa editrice Polaris, che ha fatto nascere una nuova collana appositamente per il progetto “A Ruota Libera”, dal titolo “Itinerari accessibili: istruzioni per l’uso”. Dopo Pisa, che unitamente a Lucca si aggiunge alla guida di Firenze, arriverà la guida di Milano che sarà pronta per l’Expo 2015. A seguire tutte le più importanti città d’arte italiane.

Molti sono i sostenitori che offrono un importante supporto e contributo: FIAT, che ha messo a disposizione un’auto attrezzata per persone con difficoltà motoria; Canon che ha fornito le attrezzature per le riprese; Toshiba per l’hardware; Avid che ha dato il software per il montaggio dei filmati;Homelidays che ha garantito il soggiorno nelle città d’arte; ProMedicare che ha messo a disposizione una sedia a rotelle espressamente studiata per Pierluca.

Redazione Fondazione Cesare Serono

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Boras è la città più accessibile d’Europa

8 Gennaio 2016, 17:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Boras è la città più accessibile d’Europa
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Boras è la città più accessibile d’Europa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le città svedesi si confermano a misura di disabile. Dopo Goteborg, che ha vinto l’Access City Award l’anno scorso, quest’anno è stata premiata Borås, alla quale è stato riconosciuto il merito di un approccio globale e strategico alla creazione di una città accessibile a tutti.

L’Access City Award è il premio che viene assegnato alle città dell’Unione Europea con più di 50mila abitanti che promuovono maggiori attività e progetti accessibili per i disabili. Ad assegnare il premio è la Commissione Europea in collaborazione con l’EDF, European Disability Forum. Quattro i parametri in base ai quali il premio viene assegnato: infrastrutture dedicate, informazione, comunicazione, strutture e servizi. Lo scopo del premio è quello d’incoraggiare le città a condividere le loro esperienze positive e assicurare un accesso senza barriere alle persone disabili.

Secondo la Commissione Europea, Borås, a volte chiamata la Venezia del nord, è un buon esempio di azione locale per contribuire ad eliminare i numerosi ostacoli che le persone con disabilità si trovano tuttora ad affrontare nella loro vita quotidiana. Il premio è stato consegnato nel corso della conferenza organizzata ogni anno dalla Commissione europea, in cooperazione con l’European Disability Forum, per celebrare la Giornata europea per le persone con disabilità. Il secondo posto è stato assegnato a Helsinki (Finlandia) ed il terzo a Lubiana (Slovenia).

La Commissione europea assegna anche menzioni speciali alle città che dimostrano di essere all’avanguardia nel rendere accessibili l’ambiente urbano, i trasporti, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le infrastrutture pubbliche e i servizi. Quest’anno le città che hanno ricevuto una menzione speciale sono:

  • Logroño (Spagna), per l’ambiente urbano e gli spazi pubblici;
  • Budapest (Ungheria), per il lavoro compiuto nel campo del trasporto;
  • Arona (Spagna), e Lussemburgo, per le strutture e i servizi pubblici.

Come al solito, non ci sono città Italiane tra i vincitori e neanche tra i sette finalisti. Ci si può consolare con il fatto ci sono Alessandria, Parma e Brescia tra le 33 città selezionate su 62 candidate, una città italiana in più rispetto allo scorso anno.

Simon Basten

Fonte: Commissione Europea

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia

8 Gennaio 2016, 17:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati del 15 Ottobre 2014 l’Istat ha offerto un quadro informativo articolato sulla disabilità in Italia.

I dati del documento “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive di sostegno familiare” riguardano il biennio 2012-2013 e riportano che le persone disabili in Italia (definite nel rapporto come persone con “limitazioni funzionali”) sono circa 3,2 milioni di cui 2.500.000 anziani. Sono di più le donne: il 7,1% contro il 3,8% degli uomini. E, dai 55 anni in su, lo scarto tra uomini e donne si registra in tutte le fasce d’età. Un milione e 500mila persone, il 2,6 % di popolazione dai sei anni in su hanno limitazioni di tipo motorio, 900mila individui hanno difficoltà nella sfera comunicativa (vedere, sentire, parlare).

La maggiore riduzione di autonomia riguarda il 2,5% della popolazione di 6 anni e più: si tratta di 1,4 milioni di persone costrette a stare a letto, su una sedia a rotelle o in casa, una percentuale che tocca il 9,7% nelle persone anziane. In più della metà dei casi, il 55,5%, i disabili soffrono di più tipi di “limitazioni funzionali”: 900mila, il 29,3%, hanno disabilità motorie e difficoltà nello svolgere la loro vita quotidiana. Numeri che aumentano nel Sud e nelle Isole.

Non sono disponibili dati precisi relativi ai disabili senza sostegno familiare ai quali spetta di diritto l’indennità di accompagnamento, secondo dati nel 2012 erano 2.111.524. Questi disabili hanno una forte riduzione di mobilità e di autonomia.

Nel documento Istat si fa riferimento anche a chi ha gravi disabilità: al numero sopra indicato sono stati aggiunti i minori fino ai sei anni di età. I disabili gravi fino ai 64 anni vivono spesso con i loro genitori (il 10,6%) o solo con il partner (9,6%). Al Sud sono sempre di più: il 46% vive al Sud, il 33% al Nord e il 20,8% al Centro. I disabili gravi sono 51mila. Il 23% di loro ha assistenza sanitaria spesso data da servizi pubblici, il 15,5% paga l’assistenza non sanitaria, mentre più della metà, il 54%, ricorre all’aiuto di familiari. Sono 260mila le persone disabili gravi che vivono ancora con la famiglia, di questi ben 86mila hanno genitori anziani: in alcune situazioni abbiamo figli fino a 64 anni e genitori che hanno ben più di 80 anni. Nella maggior parte dei casi (il 54%) i figli ottengono cure e assistenza, solo il 17,6% ha assistenza domiciliare.

Il 59% è composto da uomini e per lo più hanno un’età compresa fra i 6 e i 24 anni (51%) e dai 25 ai 44 anni (32%). Uno dei dati più allarmanti è il fatto che il 64% dei figli sopravviverà ai suoi genitori e ai suoi fratelli, si parla di ben 165mila individui. Nel 2015 si calcola che 2300 persone perderanno le persone che si prendono cura di loro. Il 63% dei “figli” che rischiano di sopravvivere ai genitori vive a carico della famiglia stessa e la metà di loro ha risorse insufficienti.

Il 50% della popolazione giovane e adulta con grave disabilità non riceve aiutida servizi a pagamento e può contare solo sull’aiuto dei familiari. Sono 51mila i disabili gravi, il 23% di loro ha assistenza sanitaria, mentre il 15,5% paga l’assistenza sanitaria. La metà di loro può contare solo sull’aiuto di familiari. Il 20%, invece, non ha nessuno che li possa aiutare: la loro situazione economica è tragica e rimangono 10mila persone senza sostegno, rendendo la legge “Dopo di noi[1]” sempre più necessaria.

La legge quadro n° 328 del 2000 stabilisce che i Comuni devono occuparsi di assistenza sociale, economico-logistica delle famiglie in cui ci sono bisogni sociali e dell’integrazione fra persone disabili. A causa della crisi, i Comuni, a partire dal 2009, hanno ridotto drasticamente le spese sociali. Ma quanto si spende per un disabile? La spesa varia da Regione a Regione: a livello nazionale, in media, si spendono 2.886 euro, ma chi vive nel Nord-Est usufruisce di servizi e interventi per una spesa media annua di 5.370 euro pro capite che scendono a 777 euro nel Sud. La spesa più alta è quella di Trento (14.671 euro pro capite) contro i 303 euro pro capite della Valle d’Aosta e i 504 euro pro capite della Calabria. Nella maggior parte dei casi questa spesa è relativa al sostegno socio-educativo scolastico (19%), ai laboratori protetti (20%), alle strutture residenziali (16%) e all’assistenza domiciliare (14%).

Il documento Istat prende in considerazione le strutture residenziali di tipo socio-sanitario, offerta finanziata per la maggior parte dallo Stato centrale, in particolare per la quota di assistenza di natura sanitaria e dal welfare locale per la quota di natura sociale. Le strutture erogatrici sono di natura pubblica e privata (profit e non profit): il 29,1% dei posti letto è finanziato con risorse pubbliche, il 45,3% è a carico delle associazioni no-profit, mentre il 25,7% è legato al settore privato. In Italia i posti letto nelle strutture residenziali per persone con disabilità sono 312mila, dei quali 269mila rivolti agli anziani.

Queste strutture si prendono carico ogni anno di 307mila persone con disabilità: l’85% sono anziani, i 15% adulti e meno dell’1% minori. Come emerge da questi dati, nell’assistenza ai disabili, il settore del non profit si occupa insieme al pubblico e al privato di disabili. Circa trentamila istituzioni hanno erogato 4,3 milioni di prestazioni. Molte di queste sono di natura sanitaria, in particolare di riabilitazione o di lunga degenza (queste ultime hanno riguardato ben 480mila disabili).

Il 47% di queste istituzioni non profit sono produttori market, il 49,9% si trovano nel Nord-Ovest e il 42,8% nelle Isole. Il 26,9% di queste strutture è finanziato con soldi pubblici, 23,6% al Nord-Ovest e 37,5% nelle Isole.

Il progetto di legge Dopo di noi è una norma, proposta dalla deputata del PD Ileana Argentin, dovrebbe tutelare i disabili rimasti soli dopo il decesso dei genitori. Prende spunto da un fatto di cronaca di qualche mese fa: il 9 aprile, a Roma, un padre ha ucciso il figlio disabile e la moglie di cui non riusciva più a prendersi cura.

Chiara Laganà

Fonte: ISTAT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Bonus elettrici per malati gravi costretti a usare apparecchiature salvavita

8 Gennaio 2016, 17:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Bonus elettrici per malati gravi costretti a usare apparecchiature salvavita

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Autorità per l’energia, nella giornata Nazionale della Sla, ha voluto ricordare che i malati gravi che sono costretti a usare apparecchiature salvavita collegate all’energia elettrica possono richiedere al proprio comune di residenza uno sconto sulla bolletta della luce. Il bonus-sconto può valere dai 177 ai 639 euro. Per fare la richiesta e avere informazioni in merito si può andare direttamente sul sito dell’Autoritàper l’energia (www.autorita.energia.it) e quello dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani (www.bonusenergia.anci.it) o telefonare al numero verde 800.166.654 (Sportello per il consumatore di energia).

L’elenco dei macchinari con diritto di bonus èpresente nel decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011:

  • apparecchiature di supporto alla funzione cardio-respiratoria:apparecchiature per pressione positiva continua, ventilatori polmonari, polmoni d’acciaio, tende per ossigeno terapia, concentratori di ossigeno, aspiratori, monitor multiparametrici e pulsossimetri (misurano la saturazione dell’ossigeno)
  • apparecchiature di supporto alla funzione renale: apparecchi usati per la dialisi, apparecchi per l’emodialisi
  • apparecchiature di supporto alla funzione alimentare e attività di somministrazione: nutripompe (somministrano nutrimento tramite i sondini), pompe d’infusione, pompe a siringa
  • mezzi di trasporto per il sollevamento di disabili: carrozzine elettriche, sollevatori mobili, sollevatori mobili a sedile elettrici, sollevatori mobili a barella elettrici, sollevatori fissi al soffitto elettrici, sollevatori per la vasca da bagno
  • dispositivi per prevenire e per curare le piaghe da decubito: materassi antidecubito.

Tutti i macchinari precedentemente elencati possono essere oggetto di bonus, il valore èdiversificato in tre fasce a seconda della potenza, del tipo e del tempo di uso. Lo sconto viene detratto dalle bollette per tutto il periodo in cui viene usato l’apparecchio.

Non solo, gli sconti si possono anche cumulare: chi ha giàrichiesto il bonus per disagio economico, puòaggiungere allo sconto anche il bonus per disagio fisico.

Solo nel 2013, sono stati assegnati 23.600 bonus per il disagio fisico, il 30% in più rispetto ai 17.700 del 2012. Secondo il presidente dell’Autoritàper l’energia elettrica, questo aumento si deve anche al miglioramento del calcolo dei bonus.

Soddisfatto il presidente dell’ANCI, Piero Fassino, secondo il quale “l’operativitàdel bonus èun ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle fasce piùdeboli della popolazione”.

Chiara Laganà

Fonti: Agenzia per l’energia elettrica, Handylex

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità

8 Gennaio 2016, 17:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Italia è ancora indietro per quel che riguarda gli investimenti nel settore della Sanità. Secondo Meridiano Sanità il nostro Paese può generare valore aumentando gli investimenti su due settori: innovazione e prevenzione. L’Italia, secondo il rapporto dell’OCSE Health Statistics 2015, spende 2355 euro per la spesa sanitaria pro capite totale ed è molto indietro rispetto alla media dell’Unione Europea e inferiore rispetto a Germania, Francia e Regno Unito. Fra questi Paesi e il nostro il divario è molto alto: 13% con il Regno Unito e più del 51% con la Germania. I dati sarebbero stati ben diversi se avessimo preso in considerazione il 1990: 25 anni fa la spesa prova capite del nostro Paese superava il 25%.

Nonostante si spenda poco per la sanità, l’Italia ha ancora performance superiori alla media europea per quel che riguarda lo stato di salute della popolazione (anche se preoccupano i fattori di rischio legati ai bambini e all’aspettativa di vita in buona salute), performance in linea con la media europea in efficienza e appropriatezza e qualità dell’offerta sanitaria e performance inferiori rispetto alla media europea per quel che riguarda la risposta ai bisogni di salute. A preoccupare sono i dati relativi ai vaccini, soprattutto quelli pediatrici.

Delude anche la spesa in prevenzione, che, come ha indicato AGENAS, è stata di 4,9 miliardi nel 2013, il 4,19% del totale, rispetto all’obiettivo del 5% stabilito dai LEA, manca un miliardo di euro in finanziamenti. Per questo tema, Meridiano Sanità consiglia di dare maggiore valore alla prevenzione e alla promozione della salute e ridurre la diffusione delle malattie infettive e i fattori di rischi per lo sviluppo, la crescita economia e il welfare. Sul piano operativo si dovrebbe lanciare una campagna informativa per capire la vera importanza dei vaccini; aumentare e migliorare i programmi di screening a livello nazionale per eliminare differenze fra regioni e ridurre, infine, i fattori di rischio modificabili. Per le risorse economiche, invece, istituire un fondo nazionale per i vaccini, trattare gli interventi di prevenzione con un rapporto costo-efficacia e trovare fondi innovativi.

Per quanto riguarda, invece, l’innovazione, in Italia è ancora molto basso il consumo di nuovi farmaci rispetto agli altri Paesi europei. Il consumo dei farmaci nuovi sul mercato, introdotti nel 2014, è inferiore al 91,2%, 81,6% per quelli introdotti nel 2013: dati che sono molto indietro rispetto al resto d’Europa, gli stessi che riguardano gli investimenti nel settore farmaceutico. Questo settore può essere al centro di produttività, crescita e innovazione della sanità italiana.

Per Meridiano Sanità l’innovazione gioca un ruolo centrale, da salvaguardare per ottenere migliori risultati e non va sottovalutata la digitalizzazione delle attività, dei processi e dei dati. Per risollevare questo settore bisogna migliorare gli Health Technology Assestment (1), avere un modello per la spesa farmaceutica più semplice, individuare nuove collaborazioni fra pubblico e privato nella ricerca, monitorare l’accesso all’innovazione farmacologica, aumentare la sanità digitale.

Sulla spesa sanitaria, Meridiano Sanità propone di mantenere costante il rapporto spesa/PIL; avere e garantire una programmazione pluriennale e finanziamento integrativo.

In conclusione per Meridiano Sanità, investire è la chiave di tutto: migliorerebbe i risultati sanitari e l’aspettativa di vita e di buona salute, conterrebbe i costi, aumenterebbe la produttività lavorativa e migliorerebbero l’ecosistema della ricerca e della produzione nel settore life sciences.

Chiara Laganà

Fonte: Ambrosetti

(1) Secondo il ministero della Sanità “un approccio multidisciplinlare per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia attraverso la valutazione di più dimensioni quali l’efficacia, la sicurezza, i costi, l’impatto sociale e organizzativo”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa

8 Gennaio 2016, 17:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Milano ha vinto l’Access City Award 2016, il premio che viene assegnato alle città dell’Unione Europea con più di 50mila abitanti che promuovono maggiori attività e progetti accessibili per i disabili. Dopo due città svedesi, Boras eGoteborg, che hanno vinto negli ultimi due anni, quest’anno vince una città italiana, ed è la prima volta.

Ad assegnare il premio è la Commissione Europea in collaborazione con l’EDF, European Disability Forum. Quattro i parametri in base ai quali il premio viene assegnato: infrastrutture dedicate, informazione, comunicazione, strutture e servizi. Lo scopo del premio è quello d’incoraggiare le città a condividere le loro esperienze positive e assicurare un accesso senza barriere alle persone disabili.

Secondo la Commissione Europea, Milano, in aggiunta ai considerevoli ed eccellenti sforzi sull’accessibilità, è stata premiata anche per la promozione dell’occupazione delle persone con disabilità, il supporto alla vita indipendente ed i piani ambiziosi per il futuro.

“Con l’assegnazione del premio Access City Award 2016 da parte dell’Unione Europea – afferma il Sindaco Giuliano Pisapia – Milano si conferma tra le città guida del Continente come ha affermato in questi giorni anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Sono orgoglioso che la nostra città sia stata scelta come esempio dell’impegno su un fronte così importante come quello della disabilità. Per un amministrazione pubblica e’ fondamentale, insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti, dare una risposta concreta per rendere Milano sempre più accessibile a tutti. Questo riconoscimento internazionale dimostra che siamo sulla strada giusta”.

Milano ha battuto Wiesbaden, seconda, e Tolosa, terza. Quest’ultima è stata anche premiata come la città più “smart”, grazie ai numerosi siti internet accessibili. Altre menzioni speciali sono andate a Vassa (Finlandia) e Kaposvar (Ungheria).

“Finalmente …. che soddisfazione”, ha commentato il Direttore della Fondazione Cesare Serono, Gianfranco Conti. “Sino ad oggi non ha mai figurato una città italiana tra le finaliste dell’Access City Award. Per me e la Fondazione Cesare Serono, che da sempre si occupa di persone con disabilità, potete immaginare la frustrazione anche in considerazione del fatto che sono molte le amministrazioni comunali che si stanno impegnando seriamente per rendere la vita delle persone disabili sempre più accettabile e la loro integrazione un fatto reale. Quando ho saputo che Milano era tra le finaliste la mia soddisfazione era già grande, poi, quando il premio è venuto a Milano ho veramente detto finalmente.

“La soddisfazione tocca me e la Fondazione veramente da vicino. Alcuni anni fa ho varato il progetto a Ruota libera. Il progetto prevede per le più importanti città d’arte italiane la pubblicazione di guide che identificano itinerari che permettono a un disabile motorio di godere delle bellezze della città in questione senza trovarsi di fronte a barriere insormontabili. Lo scorso anno ho deciso di fare la guida di Milano per permettere ai visitatori disabili dell’Expo di godere delle grandi bellezze che la città di Milano offre. Sono entrato in contatto sia col comune di Milano che con gli organizzatori dell’Expo, con i quali abbiamo collaborato in perfetta armonia. Devo dire che sono rimasto veramente colpito dagli enormi sforzi e, soprattutto, dai progressi che la città aveva fatto in termini di accessibilità e integrazione. Da qui la soddisfazione nel vedere che tutto questo lavoro veniva riconosciuto al massimo livello. La strada è aperta e sono certo che molte altre città italiane possono competere e ambire all’ambito premio”.

Simon Basten

Fonti: Commissione Europea, Comune di Milano

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo

8 Gennaio 2016, 16:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo

INSERITO DA ANGELA CECERE TESSERA. Un furto che ha generato sdegno, visto contro chi è stato perpetrato. A finire nel mirino dei ladri è infatti una comunità che si occupa di aiutare disabili e persone in difficoltà, a Tessera, comunità che ora è rimasta senza un cent. I criminali sono entrati in azione nella prima mattina di lunedì. Sono arrivati davanti alla sede della comunità Contatto molto probabilmente in auto. Per entrare nella struttura non hanno incontrato particolari difficoltà, è stato sufficiente forzare una serratura per avere poi la strada spianata. Ma stando alla ricostruzione dei fatti delle forze dell’ordine, è facile immaginare che i ladri conoscessero piuttosto bene la comunità Contatto. Una volta dentro infatti hanno immediatamente disattivato l’impianto di allarme, e hanno puntato all’ufficio della comunità. Una volta dentro hanno individuato rapidamente la cassaforte, e non è stato necessario armeggiare tanto con arnesi e flessibili per scassinarla o distruggerla per trafugare il contenuto. I ladri l’hanno semplicemente aperta, come se conoscessero la combinazione, o come se fossero riusciti ad individuarla. A quel punto il gioco era fatto. Hanno preso i contatti che vi erano contenuti, e sono scappati con un bottino di circa 2 mila euro. Ma non basta. Per non rischiare, i ladri oltre ad aver disattivato alcune telecamere di videosorveglianza, hanno ben pensato di rubare le altre prima di fuggire e far perdere le proprie tracce. Sul posto sono arrivati gli agenti di polizia del commissariato di Mestre, allertati dagli operatori della comunità di Tessera. Le forze dell’ordine hanno provveduto a compiere i rilievi di rito, alla ricerca di elementi che possano aiutare a individuare i responsabili. Quel che si sa è che i ladri hanno agito probabilmente in coppia, e che quel luogo sembravano conoscerlo piuttosto bene. Ma senza le immagini delle telecamere di videosorveglianza il lavoro degli agenti di polizia è certamente più difficile. Un furto quello subito dalla comunità Contatto, che ha generato un’ondata di sdegno visto il fine benefico per cui opera.

FONTE http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/01/06/news/ladri-nella-comunita-per-disabili-lasciati-senza-un-cent-1.12728867

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili, quando la scuola lascia indietro un bambino

8 Gennaio 2016, 16:53pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili, quando la scuola lascia indietro un bambino

INSERITO DA ANGELA CECERE Il dialogo tra la compagna di classe e la madre del piccolo N., alunno autistico di 12 anni non ha alcun significato per molti.

Quelle poche battute non rappresentano una prova scientifica e nemmeno un indizio di colpevolezza nei confronti della scuola che accoglie N. e la sua compagna.

Da sole le parole ci raccontano di un bambino che non frequenta la classe alla quale è destinato e nient’altro.

Se si ha la pazienza di ascoltare i genitori di N. e della trascorsa esperienza felice nella scuola primaria con il figlio disabile impegnato come presentatore in una recita di fine anno si ha la sensazione che oggi qualcosa non va come dovrebbe andare nella scuola media Fucini- Roncalli di Gragnano (Na) .

Il racconto di un bambino “segregato” per ore dinanzi ad un pc che manda in continuazione le stesse immagini di un film e le richieste, fin troppo garbate ma mai rassegnate, della famiglia di incontrare il dirigente e gli insegnanti di loro figlio trasmettono a chi le ascolta un senso di nausea e di rabbia.

Tutto il resto dagli esposti al direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania o quello alla polizia di stato rappresentano un rituale che decine di migliaia di famiglie italiane disperate compiono ormai da anni.

Se si ha adesso la pazienza di rileggere il testo di quei sintetici sms le parole “ma in classe non viene” diventano macigni ingombranti, troppo ingombranti per un Paese che ha messo al bando nel 1977 le classi differenziali e che ha un governo che parla di buona scuola ai quattro venti.

Quella buona scuola il piccolo N. non sa proprio cosa sia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/06/disabili-quando-la-scuola-lascia-indietro-un-bambino/2349961/

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