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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

SEZ. DISABILITA NEWS Percorsi comuni contro la sclerosi multipla

13 Novembre 2015, 16:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Percorsi comuni contro la sclerosi multipla

INSERITO DA ANGELA CECERE Porre le basi per un percorso comune tra i diversi attori in campo nella complessa partita della presa in carico integrata e continuativa delle criticità legate alla sclerosi multipla»: con questo obiettivo l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha riunito oggi, 13 novembre, a Roma, i molti interlocutori con i quali sta lavorando intensamente per dare vita in ogni Regione a modelli di PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali)

PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali) sono strumenti fondamentali per garantire alle persone con sclerosi multiplauna corretta presa in carico socio sanitaria e integrata. I servizi sanitari, fatti di interventi frammentati, parcellizzati e dispersi in una quantità di articolazioni e servizi tra centri clinici per la sclerosi multipla, centri di riabilitazione, servizi di medicina legale, servizi di protesi e ausili, servizi farmaceutici territoriali, dovranno favorire l’integrazione e l’interazione tra ospedale e territorio e i servizi sociali del Comune, definendo i percorsi specifici che garantiscano continuità della cura, dell’assistenza e della centralità della persona»: così recitava il primo punto dell’Agenda della Sclerosi Multipla,documento presentato nel mese di maggio di quest’anno dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con cui tradurre in scadenze e atti concreti gli impegni contenuti nellaCarta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla la quale, come avevamo riferito a suo tempo, era stato elaborata per definire appunto le priorità da affrontare nel prossimo futuro, per le oltre 75.000 persone del nostro Paese con sclerosi multipla e che aveva visto come prima firmataria Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. Come avevamo pure segnalato recentemente, sono state finora cinque le Regioni a muoversi sulla strada dei PDTA, vale a dire l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sicilia, la Toscana, il Veneto.

Per fare dunque il punto della situazione, l’AISM ha riunito oggi a Roma, per la prima volta, imolti interlocutori con i quali sta lavorando intensamente per dare vita in ogni Regione a modelli di PDTA. All’incontro, infatti, sono presenti referenti istituzionali a livello nazionale e regionale, oltreché esponenti dei Centri Clinici impegnati sulla sclerosi multipla, delle Aziende Ospedaliere, dei Servizi Socio-Sanitari Territoriali e dei Centri di Ricerca Socio-Sanitaria, insieme a una nutrita rappresentanza di persone con sclerosi multipla, dei Presidenti Regionali e Provinciali dell’Associazione. Come spiegano dall’AISM, «con questo convegno intendiamo porre le basi per un percorso comune tra i diversi attori in campo nella complessa partita della presa in carico integrata e continuativa delle criticità legate alla sclerosi multipla. Dal bisogno di avere una diagnosi sicura e veloce, al bisogno di avere sùbito i farmaci necessari e di una riabilitazione costante. Dalle necessità dei bambini con sclerosi multipla pediatrica, che faticano a trovare risposte omogenee e specifiche, a quelle delle persone con sclerosi multipla grave, che necessitano di assistenza domiciliare continuativa e di servizi di cure palliative ancora poco praticabili oggi in Italia. Senza trascurare le necessità di avere una corretta valutazione dei livelli di disabilità e invalidità e l’importanza di strumenti normativi e servizi sociali che garantiscano un adeguato inserimento lavorativo». (S.B. Ufficio Stampa AISM (Barbara Erba),barbaraerba@gmail.com.

SUPERANDO

13.11.2015 16.07

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SEZ DISABILITà NEWS «Un partner disabile? È normale» Così cade il tabù su sesso e amore

12 Novembre 2015, 15:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

Un'immagine del film "The session" (2012)

Un'immagine del film "The session" (2012)

INSERITO DA MORENA MOTTA Questionario online realizzato da uno psicologo. Oltre il 90% degli intervistati considera normale che una persona disabile provi sentimenti erotici e la metà non esclude un coinvolgimento emotivo con un disabile motorio o sensoriale. Ma ci sono ancora resistenze per i disabili cognitivi.

«E se una persona disabile si innamorasse di te?»: è una delle 30 domande contenute nel questionario «Sessualità e disabilità: indagine su atteggiamenti ed esperienze». Un questionario «rigorosamente anonimo», si precisa subito sotto il titolo, per «mettere le persone in condizione di esprimersi sull’argomento senza condizionamenti sociali», spiega lo psicologo che lo ha elaborato, Lelio Bizzarri, che da anni si occupa del tema. E che il 1 dicembre a Roma, presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio, presenterà i risultati della ricerca.

«Ho riscontrato che, in letteratura così come nelle condivisioni di operatori, genitori e persone disabili stesse, questo è un argomento tabù - spiega - come se le persone con disabilità non fossero contemplabili come potenziali partner. D’altro canto però, ho conosciuto decine di persone disabili, anche con gravi patologie, che hanno rapporti sessuali, storie sentimentali o hanno avuto dei figli insieme al proprio partner, sia questo disabile o no. Allora mi sono chiesto se questi assunti circa l’indesiderabilità delle persone disabili siano davvero così incrollabili». Al questionario, pubblicato per diverse settimane on line, hanno risposto quasi 1.000 persone. Lo screening è ancora in corso, ma Bizzarri intanto anticipa qualche osservazione e qualche dato. «La notizia principale è che la maggioranza schiacciante delle persone riconoscono la normalità di desideri sessuali e sentimenti nelle persone con disabilità e che quasi la metà non esclude la possibilità di coinvolgersi sessualmente e sentimentalmente con una persona con disabilità fisica o sensoriale. Ciò testimonia che il tabù sessualità e disabilità comincia a crollare. Sarà interessante confrontare il cambiamento di atteggiamento con le esperienze effettive e porsi degli interrogativi».

Stando ai dati, infatti, mentre tanti si dichiarano teoricamente disponibili a una relazione con un partner disabile, ancora pochissime sono, in effetti, le coppie «miste». È «normale» che un disabile si innamori. Meno, se disabilità è cognitiva. Innanzitutto il campione, «seppur limitato, è composto però da una grande varietà di persone differenti per genere, età, residenza, titolo di studio e rapporto con la disabilità». Da una prima lettura delle schede, più del 90% degli intervistati considerano «normale che una persona con disabilita motoria o sensoriale esprima sentimenti d’amore erotico», e riconoscono a questa «la possibilità di dare e ricevere piacere, nonché di essere partner a tutto tondo».

A questo punto, c’è però da fare una precisazione significativa: «Una leggera resistenza si evidenzia rispetto a comportamenti sessuali da parte di persone con deficit cognitivi: l’8% degli intervistati ha infatti dichiarato che non è normale: una percentuale che scende al 3% nel caso dei disabili motori e sensoriali». Quasi la metà non esclude relazione con disabile. Per quanto riguarda il possibile coinvolgimento personale in una eventuale relazione con un partner disabile, «431 intervistati (45% del campione) non escludono un coinvolgimento sentimentale con una persona con disabilità motoria o sensoriale. E solo 17 (1,86%,) escludono categoricamente che potrebbero ricambiare». «Sarà interessante però capire se e come variano gli atteggiamenti in funzione delle variabili demografiche e soprattutto rispetto al fatto di essere disabile o meno - spiega Bizzarri - Anche qui infatti esiste un pregiudizio: che cioé l’essere disabile predisponga positivamente verso altre persone con disabilità. Il questionario ci aiuterà a capire se sia davvero così». Il rischio, cioè, è che il tabù inizia a cadere, sì, ma soltanto in teoria: mentre il superamento del pregiudizio e del luogo comune resti ancora fortemente radicato nei costumi e nella cultura. Questo, almeno in parte, i dati del questionario sapranno chiarirlo.

FONTE CORRIERE DELLA SERA e REDATTORE SOCIALE

12/11/2015 15:46

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SEZ. DISABILITà NEWS "Roma, la città del Giubileo è un inferno per chi è disabile come me"

10 Novembre 2015, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITà NEWS "Roma, la città del Giubileo è un inferno per chi è disabile come me"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una ragazza racconta la sua odissea quotidiana in una Capitale dove tutto, dalla mancanza di parcheggi a quella di scivoli alle buche nei marciapiedi, rende la vita quotidiana impossibile a chi ha problemi motori. E dice: "Dal centro alla periferia, il quadro è desolante: l'ultima volta che ho preso la metro è stato nel 2006"

Maurizia Lorenzetti è una ragazza che sperimenta sulla propria pelle il disagio quotidiano e misconosciuto di vivere, da invalida con gravi difficoltà motorie a Roma, in quella capitale che a breve celebrerà il Giubileo. Un disagio che a volte sconfina in qualcosa di molto più pesante. Scivoli-fantasma, segnaletiche criptiche, gradini dove non dovrebbero, posti auto riservati occupati dal più prepotente; pedane occasionali, trasporti inaccessibili e buche-killer lungo l'asfalto e sui marciapiedi. Tutti i gesti giornalieri che diamo per scontati, per una persona disabile possono rivelarsi azioni epiche degne di un superoe. Se la città, la nostra e la loro città, non collabora, e si riveste di una giungla inestricabile di barriere architettoniche, attenta ai diritti umani di base. Un Medioevo che non finisce sui tavoli della politica, nelle aule di giustizia, al talk-show della sera. E non c'entrano tanto Marino o gli infidi sampietrini: questo è un problema eterno nella città eterna. Roma non è una città per disabili. "Ho deciso di scrivere un libro intitolato "Roma è una barriera architettonica", perché di fatto è così - ci spiega Maurizia con piglio risoluto, di una che combatte e non si arrende - lo dico da persona disabile che ha ormai rinunciato a girare da sola, visto che ogni centimetro della mia città è un ostacolo insormontabile. E posso ritenermi quasi fortunata perché la mia disabilità motoria è grave, ma non sono sulla sedia a rotelle. Sto analizzando da mesi luoghi sia pubblici che privati, le strade del centro e quelle della periferia, i mezzi pubblici: e il quadro che emerge è desolante". TRASPORTI, PARCHEGGI E SCIVOLI "Giro per Roma con la mia auto e posso sì percorrere le zone a traffico limitato, ma queste sono spesso sprovviste dei parcheggi per disabili. O meglio: ci sono, ma in modo simbolico e in un numero di parecchio inferiore a quanti ne servirebbero veramente. E quando ne trovo uno, puntualmente lo trovo ostruito od occupato da chi non ne avrebbe diritto. E questo non soltanto in quartieri periferici, ma anche in pieno centro. Amo moltissimo il centro di Roma e così spesso mi reco a Piazza di Spagna. Passo con la mia automobile per via San Sebastianello, convinta di trovare facilmente un parcheggio per disabili libero: ma invece ce ne sono al massimo tre o quattro, in una piazza così affollata e importante; e li trovi ostaggio di camion che caricano e scaricano merce e di macchine senza contrassegno. A quel punto, o scarrozzo su e giù a vuoto per la zona, e non trovando nulla alzo bandiera bianca e me ne torno mestamente a casa; o lascio l'auto in qualche stradina secondaria, mettendomi a rischio multa. Oppure provo a parcheggiare in via del Babuino, che però nonostante sia stata rifatta di recente sfodera parcheggi per disabili privi di scivolo a ridosso del parcheggio stesso. Spengo il motore, e devo per forza appoggiarmi allo sportello della mia macchina per salire sul gradino. Uno sforzo immenso per me". "Capitolo semafori. Uno dei più scandalosi lampeggia vicino Piazza Venezia: non solo non emette l'apposito segnale acustico per i non vedenti, ma da Piazza Venezia alla Chiesa di San Marco non è presente nessuno scivolo. E per di più il gradino del marciapiede è altissimo". "Gli scivoli latitano in quasi tutte le vie del centro, d'altronde a digiuno anche di percorsi per non vedenti. Via del Corso è praticamente impercorribile: i pochi tratti con scivolo sono stati fatti senza criterio, smussando il marciapiede". "L’ultima volta che ho preso la metro è stata nel 2006, tra ascensori non funzionanti e scale mobili rotte. Su un autobus non salgo dal 2009: scendere il gradino era un miracolo. Ho deciso per questo di non utilizzare più i mezzi pubblici, vere e proprie trappole non dichiarate per i diversamente abili". LUOGHI PUBBLICI "Roma è piena di luoghi pubblici inaccessibili dai disabili. A cominciare dagli ospedali, e lì la barriera architettonica risuona ancora più odiosa e inaccettabile. Ultimamente sono andata al Policlinico Umberto I per ritirare un referto, e per accedere allo sportello sono stata costretta a salire per le scale". "Ci sono poi strade vietate ai diversamente abili con auto propria. Il caso più clamoroso è ai Fori Imperiali, da via Largo Corrado Ricci al Colosseo, tratto interdetto al traffico dal giugno dello scorso anno. Secondo me questo divieto rientra in pieno nella categoria delle barriere architettoniche. Impedire a un disabile di percorrere una strada di Roma con la propria autovettura, una strada artisticamente così importante, è vergognoso. Una ragazza come me, affetta da una disabilità motoria molto pesante, non sarebbe in grado di percorrere a piedi quel tipo di strada...". "Non potrò più vedere il Colosseo in vita mia, perché così decise Ignazio Marino? L'ultima volta che mi sono trovata in zona Fori Imperiali ero diretta a San Giovanni. Un vigile mi ha intimato di non passare, altrimenti mi sarei vista recapitare una multa molto salata. Ho imboccato allora le vie accessibili, col risultato di ritrovarmi bloccata completamente nel traffico: quando finalmente sono arrivata alla mia destinazione, avevo la schiena talmente a pezzi che il mio problema motorio si è aggravato". L'INFERNO CONTINUA SOTTO CASA "Nella zona dove abito, a Montesacro, gli scivoli per i disabili sono una pia utopia: quelle poche volte che mi avventuro per andare al fornaio sotto casa, sono obbligata a far leva con le braccia sulle automobili parcheggiate, per salire e scendere dal marciapiede". "Non va meglio con la farmacia: per raggiungere quella più vicina ci sono i gradini. L'alternativa obbligata è salire in automobile, con tutte le traversie del caso, e cercarne una più accessibile". "Sotto casa ho, o meglio avrei, un parcheggio per disabili riservato. Ma manca lo scivolo; e così per scendere dal marciapiede devo appoggiarmi al palo malfermo della segnaletica verticale, sia quando salgo in auto sia quando parcheggio. Inoltre, il mio parcheggio è sormontato da un albero corroso che rischia di rovinarmi addosso da un momento all'altro". "Spesso trovo ostruito od occupato il mio parcheggio. E la polizia municipale interviene dopo ore. Una volta è arrivata senza carro attrezzi. Non mi resta così che parcheggiare altrove o in doppia fila se rincaso per un'emergenza, vedendo leso e calpestato un mio diritto". L'APPELLO DI MAURIZIA "Le barriere architettoniche non costituiscono solo un grave ostacolo fisico per il disabile, ma anche un duro freno psicologico. Avere la consapevolezza di non poter vivere liberamente la propria città, può deprimerci e farci chiudere in noi stessi. Rintanati in un angolo di indifferenza: nella speranza che qualcosa o che qualcuno, prima o poi, venga a liberarci".

L'ESPRESSO.

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SEZ. DISABILITA NEWS Il disagio delle persone con disabilità e delle loro famiglie

9 Novembre 2015, 17:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Il disagio delle persone con disabilità e delle loro famiglie

INSERITO DA ANGELA CECERE In attesa della Legge di Stabilità per il 2016, nella quale inizierà finalmente una prima misura sistematica di contrasto alla povertà e per favorire l’inclusione sociale, vogliamo sottolineare che l’intento dichiarato non può prescindere dall’evidente maggiore disagio e rischio delle persone con disabilità e delle loro famiglie, perché purtroppo la spesa sociale è ancora inadeguata»: lo dichiara Lia Fabbri, presidente dell’ANIEP (Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Persone Disabili)

In attesa della sicura definizione della Legge di Stabilità per il 2016, nella quale inizierà finalmente una prima misura sistematica di contrasto alla povertà e per favorire l’inclusione sociale, vogliamo sottolineare che l’intento dichiarato non può prescindere dall’evidentemaggiore disagio e rischio delle persone con disabilità e delle loro famiglie». A dirlo, in una nota, è Lia Fabbri, presidente dell’ANIEP, l’Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Persone Disabili aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). «Purtroppo – dichiara infatti Fabbri – la spesa sociale è ancora inadeguata, come risulta dall’esiguità dei fondi per i Non Autosufficienti, per la Vita Indipendente, per il Dopo di Noi, mentre la mancanza ad oggi di nuovi Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria e Sociale e di un Nomenclatore Tariffario moderno, promesso da troppo tempo, si traduce in un’inaccettabile differenza di trattamento nelle diverse Regioni del Paese e in un continuo esborso suppletivo per ticket e ausili».

«In questo quadro – prosegue la Presidente dell’ANIEP – e in attesa del nuovo ISEE[Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], ribadiamo la necessità diagevolazioni normative in materia pensionistica per gli invalidi civili, per un giusto riconoscimento della particolare usura e difficoltà al lavoro, ed esprimiamo una forte apprensione in merito all’eventuale sospensione dell’indicizzazione sulle pensioni di vecchiaia superiori a importi lordi, ciò che, per i pensionati con disabilità, peggiorerebbe ulteriormente una situazione economica precaria. Un fatto, questo, riconosciuto anche a livello internazionale, come si evince dalle Osservazioni e dalle Raccomandazioni recentemente prodotte a Ginevra dal Comitato dell’ONU sui Diritti Civili, Economici, Sociali e Culturali (CESCR) [di ciò si legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.]».

«L’inizio del percorso verso un welfare maturo – conclude Fabbri – in grado di esprimere e creare progresso umano, sociale ed economico, è fonte di una grande speranza per tutti i cittadini, e segnatamente per coloro che devono quotidianamente misurarsi con realtà ostili o indifferenti. Come ANIEP, dunque, saremo attenti e vicini al processo necessario, politico, umano, sociale e culturale, per leggi buone, applicate concretamente da amministrazioni capaci e rispettate da persone degne di appartenere a un’autentica “società civile”». (S.B.

SUPERANDO

09.11.2015 17.47

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SEZ. DISABILITA NEWS Ripensare la disabilità con la Convenzione ONU: l’accessibilità

9 Novembre 2015, 17:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Ripensare la disabilità con la Convenzione ONU: l’accessibilità

INSERITO DA ANGELA CECERE Nell’àmbito di un progetto promosso in Friuli Venezia Giulia dall’ANFFAS e denominato appunto “Ripensare la disabilità”, sono previsti in totale quattro incontri basati su altrettanti articoli della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, per capirne la profonda prospettiva culturale, etica e giuridica e le notevoli implicazioni, ai fini delle politiche e delle pratiche di organizzazioni dei servizi. Il prossimo, dedicato all’accessibilità, si terrà il 14 novembre a Gorizia

Quattro appuntamenti per “ripensare la disabilità”, basati su altrettanti articoli dellaConvenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, per capirne la profonda prospettiva culturale, etica e giuridica e le notevoli implicazioni, ai fini delle politiche e delle pratiche di organizzazioni dei servizi: consiste in questo l’interessante progetto dell’ANFFAS Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), avviato in collaborazione con con le Sezioni ANFFAS Alto Friuli “Dante Collavino”, Udine e Gorizia, con la Cooperativa Sociale a Marchio ANFFAS Trieste Integrazione e con il patrocinio, tra gli altri, dell’ANFFAS Nazionale, della FISH Friuli Venezia Giulia e del Forum Regionale del Terzo Settore. Si tratta, va segnalato, di un’iniziativa tanto più attuale, in quanto proposta in una Regione che sta ripensando le politiche di welfare sociosanitario, tra cui segnatamente un ruolo chiave ce l’hanno anche quelle per la disabilità.

Dopo il primo incontro di fine ottobre, centrato sull’Articolo 1 della Convenzione (Scopo), il prossimo è in programma per sabato 14 novembre a Gorizia (Sala Convegni Fondazione Cassa di Risparmio, Via Carducci, 2, ore 9-13), e sarà dedicato all’Articolo 9(Accessibilità), che esordisce, lo ricordiamo, esattamente così: «Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, gli Stati Parti devono prendere misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali». Gli incontri successivi si terranno invece il 20 febbraio 2016 a Pordenone, sull’Articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) e nel successivo mese di aprile a Trieste, sull’Articolo 27 (Lavoro e occupazione).

Moderato da Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia e presentato da Elisa Barazzutti, presidente dell’ANFFAS Friuli Venezia Giulia, il convegno di Gorizia prevede gli interventi di Giampiero Griffo, membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peopoles’ International), in rappresentanza della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), di cui la stessa ANFFAS fa parte (Accessibilità come diritto umano); Christina Conti, docente di Tecnologia dell’Architettura all’Università di Udine e presso la stessa responsabile scientifico del Laboratorio sull’Accessibilità Dalt e Michele Franz, responsabile organizzativo del CRIBA Friuli Venezia Giulia (già Centro Regionale d’Informazione sulle Barriere Architettoniche e oggi Centro Regionale d’Informazione sul Benessere Ambientale) (Progettare l’ambiente per favorire l’accessibilità); Maria Cristina Schiratti, presidente dell’ANFFAS Udine, consigliera e formatrice Easy to read (“Facile da leggere”) nell’ANFFAS Nazionale (Linguaggio Easy to read). A portare quindi due testimonianze di buone prassi saranno Stefania Span, educatrice presso la Cooperativa Sociale ANFFAS Trieste Integrazione (Museo accessibile); Stefano Carlutti, architetto e membro della Commissione Edilizia presso il Comune di Udine e Marco Gerometta, fisioterapista dell’ADV (Associazione Disabili Visivi Friuli Venezia Giulia) (Abbattimento barriere senso-percettive). Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Elisa Barazzutti. (S.B.) anffasfvg@gmail.com.

SUPERANDO

09.11.2015 17.37

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SEZ. DISABILITA NEWS REGNO UNITO Novembre 2015 segna il 20 ° anniversario del Disability Discrimination Act

7 Novembre 2015, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS REGNO UNITO Novembre 2015 segna il 20 ° anniversario del Disability Discrimination Act

DI ANGELA CECERE Novembre 2015 segna il 20 ° anniversario del Disability Discrimination Act, il primo atto legislativo del Regno Unito volta a porre fine alla discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. Scope condivide le storie di attivisti come me che hanno fatto la legge una realtà, rivelando le loro opinioni personali su quanto è stato realizzato e che cosa vogliono il futuro per assomigliare.In questo momento mi trovo a chiedermi qual è l'impatto della legge ha avuto sulla vita delle persone disabili. Sono la nostra vita migliorata negli ultimi 20 anni? Miniera ha sicuramente, ma abbiamo ancora un sacco di lavoro da fare.RosemaryI era uno studente di allora e, anche se disabile, non avevo mai stato coinvolto in "politica di disabilità. Non ho pensato a me stesso come parte di un 'movimento' per il cambiamento sociale nello stesso modo come mi sentivo quando su anti-apartheid o marce LGBT. Ho trascorso il mio terzo anno a studiare in North Carolina e avuto la fortuna di incontrare persone coinvolte nel movimento dei diritti civili. Che ha lasciato un'impressione durevole su di me.Poco dopo il ritorno a casa a Belfast Stavo guardando le notizie e ho visto su sedia a rotelle a Londra con striscioni e cartelli, blocchi stradali e incatenato agli autobus. Essi chiedevano l'uguaglianza e per i diritti umani siano rispettati. Sono stato subito in mente quegli attivisti dei diritti civili che avevo incontrato. Era fantastico! Le persone disabili sono stati raramente visti del tutto, ma qui siamo stati, chiedendo gli stessi diritti di persone non disabili di lavorare in modo indipendente dal vivo e prendere il nostro posto nella società. Sapevo che avrei dovuto far parte di questo. Sono stato coinvolto in azioni dirette e anche se ho sentito tanta paura, è stato anche molto eccitante. Nel 1997 mi sono trasferito a Londra e ho trovato la vita molto dura. L'accesso agli edifici e ai trasporti era povera, gli atteggiamenti erano terribili e nulla sembrava essere cambiato.Ho trovato un lavoro a RADAR, un diritto di carità disabilità, e mi sono ritrovato a lavorare con alcune delle persone che mi avevano ispirato di essere coinvolti in una campagna. Mi sono sentito così a casa, e ho lavorato nel settore della disabilità da allora.ambito 0942_001 Image credits: Scope In questo momento sto lavorando con i giovani attivisti disabili e mi colpisce le loro aspettative di vita. Le loro opportunità sono molto meglio del mio a quell'età a causa di un migliore accesso all'ambiente costruito, i trasporti pubblici, alloggio, istruzione, ecc, che hanno reso più facile vivere in modo indipendente. Questo è direttamente a causa del Disability Discrimination Act. Ma ancora oggi troppe persone con disabilità rimangono ai margini della società. A perimetro noi regolarmente sentiamo da persone che hanno esperienza di discriminazione nella vita quotidiana a causa della loro disabilità.Polling commissionato da Scope ha rilevato che due su cinque (42%) le persone disabili sentono di aver perso su un lavoro "ogni volta" o "un sacco di tempo" a causa della loro disabilità e quasi un quarto di milione di persone con disabilità ha detto che erano stati trattati

07.11.2015 15.57

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SEZ.DISABILITà NEWS Gela, pubblicato l’avviso per il Servizio di Trasporto Speciale Disabili. Continua protesta addetti al servizio

7 Novembre 2015, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.DISABILITà NEWS Gela, pubblicato l’avviso per il Servizio di Trasporto Speciale Disabili. Continua protesta addetti al servizio
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GELAAl Comune di Gela è stato pubblicato l’avviso per il Servizio di Trasporto Speciale Disabili verso il Centro di Riabilitazione A.I.A.S. di Caltagirone, il posto di lavoro, centri sanitari e centri ricreativo-culturali. Lo ha reso noto l’assessore comunale ai Servizi Sociali Ketty Damante. Possono presentare istanza i soggetti con impegnativa al trattamento presso il Centro A.I.A.S. di Caltagirone rilasciata dall’A.S.P. 2 – Caltanissetta, i soggetti con invalidità non inferiore al 74% dichiarati “non deambulanti o con gravi limitazioni della capacità deambulatoria”, i soggetti con invalidità civile derivante da cecità assoluta o parziale e quelli affetti da grave deficit mentale, purché accompagnati da un familiare o un delegato. I modelli di domanda sono scaricabili dal sito istituzionale del Comune di Gela oppure possono essere ritirati negli uffici di Segretariato Sociale in Viale Mediterraneo.

Più volte hanno protestato davanti al municipio e in aula consiliare ma senza ottenere nulla. Continua dunque a Gela la protesta degli addetti al servizio di trasporto dei disabili, sospeso dagli inizi di agosto. In tutto 11 operatori, che presidiano l’area antistante il municipio di Gela. Ad oggi, i due bandi pubblicati dal Comune di Gela, sono andati deserti perché la gara è stata considerata antieconomica. Adesso bisognerà attendere l’approvazione del bilancio. Ad usufruire del servizio, sono un centinaio di disabili ai quali al momento, sono stati dati dei voucher per usufruire del servizio. Gli undici lavoratori, licenziati dalla Cooperativa “Progetto Vita”, attendono due mesi di stipendio e il Tfr.’

ilfattonisseno.ithttp://www.ilfattonisseno.it/2015/11/gela-pubblicato-lavviso-per-il-servizio-di-trasporto-speciale-disabili-continua-protesta-addetti-al-servizio/

 

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SEZ.DISABILITà NEWS La storia di Barbara "io ce l'ho fatta!!"

6 Novembre 2015, 15:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.DISABILITà NEWS La storia di Barbara "io ce l'ho fatta!!"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa è la storia di Barbara una ragazza semplice, ma dotata di una forza di volontà unica e fenomenale, che può essere d’aiuto a molte persone, che non hanno il coraggio per reagire alle botte della vita. Quando si tocca il fondo, si pensa che ormai sia finita, ma non è cosi’ e io sono la dimostrazione di questo. Niente è impossibile nella vita, basta credere e lottare per ciò che si vuole, superando gli ostacoli che si trovano davanti, senza perdere mai di vista, l’obbiettivo da raggiungere. O si accetta la sofferenza e il dolore in nome di qualcosa di più grande, oppure è solo disperazione, angoscia e rabbia. Vorrei veramente, che queste pagine fossero lette da chi ha perso la speranza. Non sono una scrittrice e neanche lo voglio diventare, quindi non sarà un romanzo, ma penso che la mia storia possa toccare molti cuori. Quando il destino decide per te, non ti resta che accettare.

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SEZ DISABILITa NEWS Alunni disabili la Buona Scuola non risolve la carenza di docenti di sostegno

18 Marzo 2015, 10:53am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ DISABILITa NEWS Un bracciale indica la fermata giusta ai passeggeri ciechi e sordi

18 Marzo 2015, 10:51am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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