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SEZ. DISABILITA NEWS I giorni di Telethon

13 Dicembre 2014, 12:43pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2014/12/telethon-2014.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE 

«È importante far comprendere che il nostro sforzo non si limita alle giornate in TV, ma continua tutto l’anno»: viene presentato così, dalla Fondazione Telethon, lo slogan scelto per la venticinquesima edizione della maratona (“La nostra maratona è #ognigiorno”), che raccoglie fondi a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare e a fianco della quale, quest’anno, c’è anche l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale)«In continuità con le ultime edizioni, quest’anno lo slogan è La nostra maratona è #ognigiorno. Infatti, dopo avere ricordato in questi anni che le malattie genetiche rare, seppur dimenticate dai grandi investimenti pubblici e privati, esistono, oggi è importante far comprendere che lo sforzo della nostra Fondazione non si limita alle giornate in TV, ma continua tutto l’anno. Una maratona lunga tutto l’anno in cui a correre non sono i malati da soli. Con loro, infatti, ci sono i nostri ricercatori, i partner e i singoli cittadini che ogni giorno, grazie al loro impegno, rendono il traguardo della cura sempre più vicino». Lo ricordano dalla Fondazione Telethon, in questi giorni che nei programmi televisivi RAI (da segnalare in particolare il charity show #IOESISTO, che andrà in onda questa sera, venerdì 12 su Raiuno), in duemila piazze italiane e in molte altre sedi, con incontri e iniziative varie, coincidono con il “cuore” della maratona Telethon, evento giunto alla sua venticinquesima edizione, voluto in Italia alla fine degli Anni Ottanta dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), per sostenere la ricerca sulle distrofie e le altre malattie neuromuscolari, e successivamente allargato a tutte le malattie genetiche rare. Nel ricordare il numero solidale 45501, da utilizzare per le donazioni, e nel rimandare i Lettori al sito della Fondazione Telethon, dove vengono elencate tutte le iniziative di questi giorni, abbiamo scelto di dare la parola a un nuovo partner della maratona, vale a dire l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), la grande organizzazione aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che per la prima volta, appunto, è a fianco di Telethon, per supportare la ricerca sulle disabilità intellettive e/o relazionali e che per l’occasione ha prodotto la seguente nota. (S.B.) «Ci sarà anche l’ANFFAS nelle piazze, il 13 e 14 dicembre, per sostenere, insieme a Telethon, la ricerca sulle malattie genetiche. La partecipazione della nostra Associazione alla campagna di piazza e alla maratona segna il primo importante passo della partnership che ANFFAS e Telethon hanno avviato a sostegno della ricerca scientifica sulle disabilità intellettive e/o relazionali. L’obiettivo è appunto quello di promuovere e sostenere la ricerca genetica sulle malattie che determinano disabilità intellettive e relazionali, per assicurare un futuro di speranza alle presenti e nuove generazioni nell’intero orizzonte dell’approccio scientifico alla disabilità, dalla prevenzione alla diagnosi e al trattamento. “L’ANFFAS – dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’Associazione – è impegnata da cinquantasei anni per garantire alle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e alle loro famiglie la migliore qualità di vita possibile e avere una buona qualità di vita significa anche avere speranze di cura, di una vita lunga e in buona salute”. Le malattie genetiche ad oggi conosciute sono diverse migliaia, per un 70% pediatriche. Per la maggior parte di esse non esiste una terapia risolutiva e la loro rarità fa sì che esse siano trascurate dai principali investimenti pubblici e privati. Tra tutte queste, molte determinano una disabilità intellettiva e/o relazionale e Telethon esiste proprio per far sì che nessuno sia escluso dalla concreta speranza di una cura. Grazie infatti alla ricerca finanziata, per molti bambini nel mondo esiste, finalmente, la reale possibilità di un futuro libero dalla malattia. E tuttavia, la sfida è ancora urgente perché le malattie da combattere sono tante e molte famiglie aspettano una risposta dalla ricerca. “Ecco perché – conclude Speziale – le nostre famiglie hanno deciso, con amore ed entusiasmo, di stringere questa nuova alleanza con la Fondazione che si occupa proprio di costruire, ogni giorno, la speranza: per tutte le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale di oggi e anche per quelle che verranno». Per info@telethon.it; comunicazione@anffas.net.

SUPERANDO

13.12.2014.

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SEZ.DISABILITà NEWS Inclusione scolastica: le sfide più urgenti

10 Dicembre 2014, 11:40am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cosa serve per costruire (o ri-costruire) le basi virtuose di una scuola davvero inclusiva per il 100% degli alunni, con l’infinita varietà delle loro differenze? In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il Centro Studi Erickson, oltre a realizzare un poster che ricostruisce alcune tappe fondamentali dell’integrazione scolastica, lo ha chiesto ad Andrea Canevaro, Carlo Scataglini e Dario Ianes, noti esperti di pedagogia speciale e didattica inclusiva

Aula scolastica con alunno in carrozzinaOgni giorno circa 3 milioni e 200.000persone con disabilità devono affrontare, in Italia, non solo barriere fisiche, ma anche culturali, sociali ed economiche. E di queste, oltre 220.000 sono in età scolare (in particolare quasi il 40% frequenta la scuola primaria) [si veda anche, nel nostro giornale, la scheda didati aggiornati sulla disabilità in Italia, pubblicata in questi giorni in calce a un articolo, curata dalla FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, N.d.R.].
Di loro spesso ce se ne dimentica, anche se il nostro Paese può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate sotto diversi punti di vista, dall’accessibilità all’inclusione scolastica e lavorativa.

In occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, dedicata quest’anno alla tecnologia come strumento per favorire l’inclusione delle persone con disabilità, come Centro Studi Erickson, abbiamo ricostruito – in un poster liberamente disponibile a tutti – alcune tappe fondamentali dell’integrazione degli alunni con disabilità, cercando di contestualizzare l’evoluzione normativa all’interno del dibattito sociale, culturale e pedagogico.
Dal cinema, ai libri fino ai principali “attori” che hanno animato e caratterizzato il percorso dell’integrazione scolastica, emerge chiaramente che i risultati finora raggiunti sono frutto di un processo collettivo, dove i protagonisti non sono stati solo i legislatori, ma anche i pedagogisti, gli insegnanti, i psichiatri, gli educatori, i genitori e gli studenti.
E del resto, la piena inclusione nella società delle persone con disabilità in tutte le sfere delle vita quotidiana, dalla scuola al lavoro fino ai servizi, è una sfida che può essere vinta solo grazie al contributo di tutti e alla partecipazione responsabile al percorso di integrazione.

La disabilità non è un peso, ma una risorsa di civiltà e di apprendimento per tutti. Il progetto di vita di una persona con disabilità, infatti, coinvolge non solo la persona stessa, ma anche la famiglia, i servizi, la scuola, la comunità locale e la società in generale. È un’azione collettiva che, grazie al protagonismo diffuso, mira a dare potere alla persona con disabilità, la quale diventa protagonista attiva del proprio percorso di vita, consapevole delle proprie risorse e di quelle dell’ambiente circostante.

Guardando a un futuro non troppo lontano – sembra infatti che nel 2020 le persone con disabilità in Italia saranno 4 milioni e 800.000 – abbiamo chiesto ad Andrea Canevaro,Carlo Scataglini e Dario Ianes, ovvero a tre fra i massimi esperti di pedagogia speciale, didattica inclusiva e facilitata in Italia, quale sia la sfida più urgente da affrontare per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.
Incisivo Andrea Canevaro, docente di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna, per il quale «la sfida è estendere il sostegno rendendolo evolutivo, e non fissato una volta per tutte in una forma individuale. Perché se la scuola e i servizi accolgono “gli ultimi”, incrementano le competenze di e per tutti».
Sottolinea invece l’importanza strategica della formazione, l’insegnante Carlo Scataglini, secondo il quale è necessario sviluppare e realizzare «un’opera di formazione efficace e generalizzata, rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti curricolari e di sostegno, di tutte le nostre scuole di ogni ordine e grado. Una formazione che, data l’enorme varietà di situazioni di disabilità o di difficoltà scolastica in genere, sia rivolta in particolare agli aspetti operativi e didattici». Inoltre, continua Scataglini, «le strategie operative di inclusione devono essere diffuse nella comune didattica in modo da non lasciare indietro nessuno e non escludere alcun alunno dalle attività comuni».
Infine, secondo Dario Ianes della Libera Università di Bolzano, co-fondatore delle Edizioni Centro Studi Erickson, è fondamentale «non accettare come inevitabile un degrado strisciante della qualità dei processi di integrazione, un progressivo, lento, diffondersi dipratiche di delega al solo insegnante di sostegno, di nuove forme di esclusione». E aggiunge che «per questo occorre avere il coraggio di rigenerare radicalmente alcune strutture fondamentali dell’integrazione scolastica, perché nella pratica di oggi non tradisca gli ideali e i valori di quarant’anni fa e perché costruisca le basi virtuose di una scuoladavvero inclusiva per il 100% degli alunni con l’infinita varietà delle loro differenze».

SUPERANDO

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SEZ. DISABILITà NEWS Sbilanciamoci”… su ciò che s’ha da fare per la disabilità

10 Dicembre 2014, 11:38am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Contrazione della spesa sociale, scuola, lavoro e le campagne di comunicazione sui cosiddetti “falsi invalidi”: sono numerosi i passaggi dedicati alla disabilità, nel XVI Rapporto di “Sbilanciamoci!”, iniziativa, quest’ultima, avviata nel 1999 da decine di organizzazioni della società civile, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per un’economia di giustizia e un nuovo modello di sviluppo, fondato sui diritti, l’ambiente e la pace

Donna in carrozzina, fotografata di spalle, che prcorre un corridoioIl 27 novembre scorso è stato presentato il XVI Rapporto diSbilanciamoci!(Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente), documento che viene pubblicato annualmente, nei giorni precedenti l’approvazione della Legge di Stabilità, per offrire un contributo concreto al dibattito. Il Rapporto contiene infatti proposte organiche, soluzioni e coperture economiche, che operano nel segno della giustizia sociale, dell’equità, della redistribuzione della ricchezza, della sostenibilità ambientale.
All’interno di tale documento la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) cura segnatamente le analisi e le proposte inerenti le politiche per la disabilità.

Quest’anno, a differenza che nei precedenti Rapporti, il tema dell’inclusione scolasticadegli alunni con disabilità viene affrontato nel paragrafo Scuola (p. 90) e non in quello specifico Disabilità (p. 138). Si tratta certamente di un segnale importante in direzione delmainstreaming delle politiche per la disabilità, che pone cioè in evidenza la necessità di non procedere per politiche settoriali, ma di considerare la disabilità un tema trasversale a tutte le politiche pubbliche.
In tale prospettiva si auspica la rapida approvazione della Proposta di Legge Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali (Atto della Camera C-2444), su cui le Associazioni hanno molto investito in termini di predisposizione del testo.
Tra le principali disposizioni contenute nella proposta: la formazione iniziale e in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive, il sostegno alla continuità didattica – creando appositi ruoli per i docenti per il sostegno – e la riduzione del numero di alunni per classe e del numero di alunni con disabilità nella stessa classe.

Nel Rapporto di Sbilanciamoci! si affronta anche il nodo della spesa sociale e dellacontrazione che essa ha subìto nel corso degli anni. In questa direzione si propone, in particolare, un incremento delle risorse destinate al Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, ma soprattutto la garanzia di un loro finanziamentostabile, pluriennale e consolidato, che li renda effettivi strumenti di promozione dell’inclusione sociale.
E ancora, una certa attenzione viene dedicata al tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, a partire dai preoccupanti dati emersi dalla recente VII Relazione al Parlamento sullo Stato di Attuazione della Legge 68/99.
Infine, ampio spazio occupa la campagna di comunicazione sui cosiddetti “falsi invalidi”, che ha contribuito ad alimentare lo stigma e il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità. Nel Rapporto si analizzano i dati forniti dall’INPS sui Piani di Controllo Straordinari che hanno interessato, tra il 2009 e il 2013, circa un terzo delle persone titolari di pensione o indennità di accompagnamento. E se ne richiede la sospensione, alla luce dei modesti risultati ottenuti a fronte dei significativi disagi patiti dalle persone e dello stigma diffuso a livello sociale. (Daniela Bucci)

*La Campagna Sbilanciamoci! è un’iniziativa avviata nel 1999 da decine di organizzazioni della società civile – tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace.

Il presente testo è già apparso in «Condicio.it – Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità» e viene qui ripreso per gentile concessione, con minimi riadattamenti al diverso contenitore.

SUPERANDO

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SEZ. DISABILITA NEWS “Sbilanciamoci”… su ciò che s’ha da fare per la disabilità

9 Dicembre 2014, 16:42pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2014/12/disabili-56.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Contrazione della spesa sociale, scuola, lavoro e le campagne di comunicazione sui cosiddetti “falsi invalidi”: sono numerosi i passaggi dedicati alla disabilità, nel XVI Rapporto di “Sbilanciamoci!”, iniziativa, quest’ultima, avviata nel 1999 da decine di organizzazioni della società civile, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per un’economia di giustizia e un nuovo modello di sviluppo, fondato sui diritti, l’ambiente e la pace Il 27 novembre scorso è stato presentato il XVI Rapporto di Sbilanciamoci!* (Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente), documento che viene pubblicato annualmente, nei giorni precedenti l’approvazione della Legge di Stabilità, per offrire un contributo concreto al dibattito. Il Rapporto contiene infatti proposte organiche, soluzioni e coperture economiche, che operano nel segno della giustizia sociale, dell’equità, della redistribuzione della ricchezza, della sostenibilità ambientale. All’interno di tale documento la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) cura segnatamente le analisi e le proposte inerenti le politiche per la disabilità. Quest’anno, a differenza che nei precedenti Rapporti, il tema dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità viene affrontato nel paragrafo Scuola (p. 90) e non in quello specifico Disabilità (p. 138). Si tratta certamente di un segnale importante in direzione del mainstreaming delle politiche per la disabilità, che pone cioè in evidenza la necessità di non procedere per politiche settoriali, ma di considerare la disabilità un tema trasversale a tutte le politiche pubbliche. In tale prospettiva si auspica la rapida approvazione della Proposta di Legge Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali (Atto della Camera C-2444), su cui le Associazioni hanno molto investito in termini di predisposizione del testo. Tra le principali disposizioni contenute nella proposta: la formazione iniziale e in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive, il sostegno alla continuità didattica – creando appositi ruoli per i docenti per il sostegno – e la riduzione del numero di alunni per classe e del numero di alunni con disabilità nella stessa classe. Nel Rapporto di Sbilanciamoci! si affronta anche il nodo della spesa sociale e della contrazione che essa ha subìto nel corso degli anni. In questa direzione si propone, in particolare, un incremento delle risorse destinate al Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, ma soprattutto la garanzia di un loro finanziamento stabile, pluriennale e consolidato, che li renda effettivi strumenti di promozione dell’inclusione sociale. E ancora, una certa attenzione viene dedicata al tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, a partire dai preoccupanti dati emersi dalla recente VII Relazione al Parlamento sullo Stato di Attuazione della Legge 68/99. Infine, ampio spazio occupa la campagna di comunicazione sui cosiddetti “falsi invalidi”, che ha contribuito ad alimentare lo stigma e il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità. Nel Rapporto si analizzano i dati forniti dall’INPS sui Piani di Controllo Straordinari che hanno interessato, tra il 2009 e il 2013, circa un terzo delle persone titolari di pensione o indennità di accompagnamento. E se ne richiede la sospensione, alla luce dei modesti risultati ottenuti a fronte dei significativi disagi patiti dalle persone e dello stigma diffuso a livello sociale. (Daniela Bucci) *La Campagna Sbilanciamoci! è un’iniziativa avviata nel 1999 da decine di organizzazioni della società civile – tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace.

SUPERANDO

09.12.2014.

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SEZ. DISABILITà NEWS Malati sla di nuovo in sciopero fame e sete a Cagliari Chiedono a Regione pagamento stipendi a operatori sanitari

7 Dicembre 2014, 12:34pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Usala pronto a nuovo sciopero della fame © ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nDI ELSA COPPA CAGLIARI, - I malati sardi di Sla hanno deciso di attuare lo sciopero della fame e della sete totale confermando, per il 10 dicembre, il presidio a Cagliari davanti all'assessorato regionale della Sanità per protestare contro il mancato pagamento degli operatori sanitari che si occupano dei malati. Il nuovo attacco alla Regione viene dal Comitato 16 Novembre il cui segretario, Salvatore Usala, dal suo letto a Monserrato ha aggiunto che "se qualcuno morirà, per il freddo o per problemi clinici, sarà vostra la responsabilità, avevate 10 giorni di tempo per rispondere, ora ne avete quattro per agire". "Sembra incredibile - ha sottolineato Usala, che ha già attuato varie azioni di protesta, a favore dei malati di Sla, a Roma e nell'isola - ma la Regione non pensa alle migliaia di operatori che aspettano lo stipendio da mesi. Siamo stufi di sentire che è colpa della Giunta Cappellacci. Avete voluto la bicicletta, pedalate. Alcuni sono stati amaramente licenziati. Ricordiamo che si tratta di fondi totalmente fuori dal Patto di stabilità, come dimostrano le varie sentenze e pareri della Corte Costituzionale. La Regione, il presidente Francesco Pigliaru e l'assessore della Programmazione Raffaele Paci non fanno una bella figura, lasciare senza fondi le famiglie è una cosa abominevole, in particolare in questo periodo di crisi". Il Comitato chiede quindi, oltre a mandati dei pagamenti immediati, che il presidente Pigliaru garantisca in un comunicato che non ci sarà un euro di tagli ai fondi sociali. Usala sollecita, inoltre, una "verifica e delibera entro il 2014 del nostro progetto assistenziale", e chiede "che fine hanno fatto i 3,197 milioni di euro della delibera del maggio scorso". Infine il Comitato vuole "la proroga dei progetti in corso della legge 162/98 per tre mesi per tutti i beneficiari e contestualmente aprire il nuovo bando per i progetti del 2015". "Il 10 dicembre l'assessore della Sanità, Luigi Arru, sarà impegnato a Nuoro per un incontro - ha concluso Usala - speriamo che il Presidente venga al presidio. In ogni caso rimarremo anche la notte". (ANSA).

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SEZ. DISABILITà NEWS Sarah ha un trauma cerebrale, il papà apre una scuola per bimbi come lei (VIDEO)

7 Dicembre 2014, 11:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sarah ha un trauma cerebrale, il papà apre una scuola per bimbi come lei (VIDEO).10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Sarah Jane Donohue è una bambina che ha subito un trauma cerebrale, dopo soli cinque giorni dalla nascita. Il padre Patrick ha deciso di creare una scuola per tutti i bambini come lei e l'ha chiamata l'Accademia Internazionale della Speranza. Sarah Jane Donohue è nata il 5 giugno del 2005 ed era una bambina sana e felice. I genitori avevano deciso di assumere una babysitter per avere un piccolo aiuto nella cura della bambina e nelle faccende di casa. Solo cinque giorni dopo la sua nascita, però, Sarah Jane aveva due clavicole e quattro costole rotte ed un trauma cranico, che ha distrutto il 60% della corteccia posteriore del suo cervello. La babysitter aveva infatti scosso troppo violentemente la bambina, provocandole tutti questi danni. I medici non le davano molte speranze, Sarah Jane non sarebbe stata più in grado neppure di camminare e di parlare. Il padre, Patrick, ha, però, cercato in ogni modo di migliorare la vita di sua figlia. L’uomo ha creato l’Accademia Internazionale della Speranza, la prima scuola per i bambini che soffrono di lesioni cerebrali. Ha sede a New York ed offre assistenza a tutte le famiglie che hanno dei figli nelle stesse condizioni di Sarah Jane. Patrick attualmente sta cercando di portare il suo progetto anche in altre città americane. Il suo punto di forza è stato la sua fede, che gli ha permesso di non perdere mai la speranza e la positività. L’amore per sua figlia lo ha spinto a realizzare questo grande progetto per i bambini con un trauma cerebrale ed oggi tutti nella sua scuola lo considerano un angelo custode. FONTE FANPAGE

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SEZ. DISABILITA NEWS Genova per i diritti, a fianco della FISH

5 Dicembre 2014, 15:33pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

In un momento tanto difficile per il capoluogo ligure, ci piace particolarmente registrare il patrocinio conferito dal Comune di Genova alla video-mostra fotografica della FISH “Nulla su di Noi, senza di Noi!”, presente a Palazzo Ducale nell’àmbito della campagna “Persone, non pesi”, lanciando, tramite le parole dell’assessore Elena Fiorini, un messaggio importante sia per i diritti delle persone con disabilità, sia per la volontà di risalire da parte della città È con particolare piacere che riceviamo e ben volentieri pubblichiamo, da una città come Genova, tanto duramente provata in questi ultimi tempi, il messaggio con cui Elena Fiorini, assessore alla Legalità e ai Diritti nel Comune ligure, sottolinea il patrocinio conferito alla video-mostra fotografica Nulla su di Noi, senza di Noi!, iniziativa centrale, in questa settimana, di Persone, non pesi, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che vede impegnata fino all’8 dicembre la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Per l’occasione Fiorini conclude scrivendo che «il Comune di Genova si riconosce pienamente nel messaggio che la FISH ha voluto lanciare, e con la sua adesione vuole sostenerne i contenuti, e contribuire a un indispensabile processo di cambiamento verso la condivisione di valori sociali maggiormente inclusivi, che si concretizzino poi in scelte quotidiane». Certamente un bel messaggio, sia per l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità, sia per far capire – su tutt’altro versante – che “Genova c’è” e “vuole rimettersi in piedi”. La video-mostra Nulla su di Noi senza di Noi!, lo ricordiamo, è presente fino al 7 dicembre nell’atrio di Palazzo Ducale a Genova, grazie anche alla disponibilità di Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale. (S.B.) Condividendo in pieno lo spirito e le finalità dei contenuti della video-mostra Nulla su di Noi, senza di Noi, che la FISH sta promuovendo in questa settimana in varie città italiane per la campagna Persone, non pesi, il Comune di Genova ha deciso di dare il patrocinio in occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità. Nonostante da molti anni il nostro Paese abbia una legislazione per la disabilità e contro ogni forma di discriminazione, e nonostante risalga al 2009 la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, ancora lungo appare il percorso per una consapevolezza civica dei diritti delle persone con disabilità. Il Comune di Genova, attraverso l’Ufficio Accessibilità, ha voluto mantenere un unico presidio su questo tema, per garantire il diritto di accesso e la libera mobilità a tutte le persone con disabilità, interfacciandosi con le principali realtà associative attraverso un rapporto consolidato con la Consulta Comunale per i Diritti delle Persone con Disabilità. Il diritto all’inclusione sociale, la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità in materia di accessibilità, sono al centro del compito di questo Ufficio, voluto dalla Civica Amministrazione per perseguire pari opportunità tra i cittadini, e rimuovere ostacoli e difficoltà, in campo architettonico e in campo culturale, ancora persistenti nella nostra società. In questa logica, l’Assessorato Legalità e Diritti ha stabilito che l’utilizzo dei fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche per opere, edifici e impianti di competenza comunale, abbia come priorità gli interventi negli edifici scolastici: le scuole, infatti, sono i luoghi dove fin dalla prima infanzia viene formata la personalità di tutti i cittadini ed è fondamentale che nelle istituzioni scolastiche ed educative sia concretamente attuato un modello di cultura inclusiva. Il superamento dell’esclusione deve partire da un cambio di mentalità, capace di investire tanti livelli, e prima di tutto i processi formativi: attraverso l’Ufficio, l’Assessorato sviluppa una costante attività per favorire la diffusione della cultura dell’accessibilità, programma attività formative per progettisti interni ed esterni all’Amministrazione, e interviene anche nelle scuole medie superiori, per offrire ai ragazzi opportunità di stage su questo argomento; un’occasione di studio, ma anche di crescita personale rispetto a un tema di grande importanza civile. Il Comune di Genova si riconosce pienamente nel messaggio che la FISH ha voluto lanciare, e con la sua adesione vuole sostenerne i contenuti, e contribuire a un indispensabile processo di cambiamento verso la condivisione di valori sociali maggiormente inclusivi, che si concretizzino poi in scelte quotidiane.

SUPERANDO

05.12.2014.

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SEZ. DISABILITA NEWS Rifinanziare subito il fondo per l’inserimento lavorativo

5 Dicembre 2014, 15:24pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2012/06/disabili-15.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

«Il fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità – denuncia Nina Daita, responsabile CGIL per le politiche sulla disabilità – non è stato rifinanziato per l’anno 2015. Se il Governo quindi non provvederà, non ci saranno più soldi né per dare contributi ai datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità a tempo indeterminato attraverso le convenzioni, né per concedere i rimborsi parziali delle spese sostenute dalle aziende per l’adattamento del posto di lavoro» «Il fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità, previsto dalla Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.], non è stato rifinanziato per l’anno 2015. Questo significa che non ci saranno più soldi né per dare contributi ai datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità a tempo indeterminato attraverso le convenzioni, né per concedere i rimborsi parziali delle spese sostenute dalle aziende per l’adattamento del posto di lavoro». A lanciare ancora una volta l’allarme è stata Nina Daita, responsabile della CGIL per le politiche sulla disabilità, intervenendo al convegno La sfida per l’inclusione. Il futuro delle persone con disabilità, appuntamento voluto con forza da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, e che ha visto anche la partecipazione tra gli altri – come riferiamo in altra parte del giornale – del presidente del Consiglio Matteo Renzi e dei ministri Beatrice Lorenzin e Stefania Giannini. «Nella Legge di Stabilità per il 2015 – ha dunque sottolineato con forza Daita – dev’essere subito rifinanziato il fondo per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Il perdurare della crisi economica e occupazionale che attanaglia il nostro Paese, infatti, si ripercuote maggiormente proprio sui più deboli, che sono messi a dura prova da questo periodo di grandi difficoltà. Basti pensare che il numero delle persone con disabilità iscritte al collocamento obbligatorio, e dunque in cerca di occupazione, è di circa 700.000 unità». La rappresentante sindacale ha ricordato anche che il fondo previsto dalla Legge 68/99, partito con oltre 51 milioni di euro, «ha subìto dal 2011 un drastico ridimensionamento fin quasi all’azzeramento, ma che poi, anche per effetto della nota Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che nel luglio 2013 richiamò l’Italia per l’inadempienza del nostro Paese nel garantire ai lavoratori con disabilità un effettivo inserimento, ha fatto registrare qualche segnale di ripresa, con una dotazione di quasi 13 milioni per il 2013 e di oltre 21 milioni per il 2014». «Pertanto – ha concluso Daita – il Governo dovrà assolutamente trovare risorse adeguate per il rifinanziamento del fondo anche per il 2015». (S.B.) politichedisabilita@cgil.it.

SUPERANDO

05.12.2014.

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SEZ. DISABILITA NEWS 3 Dicembre: la promessa della tecnologia

2 Dicembre 2014, 17:21pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

«Occorre assolutamente fare in modo – dichiara il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, dedicata quest’anno al tema “Sviluppo sostenibile: la promessa della tecnologia” – che politiche, programmi, linee guida e tecnologie del ventunesimo secolo siano accessibili alle persone con disabilità e sensibili alle loro prospettive ed esperienze» La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di quest’anno si concentra sul tema Sviluppo sostenibile: la promessa della tecnologia. La tecnologia ha cambiato il mondo, portando informazioni e conoscenze alla portata di tutti ed espandendo l’orizzonte delle opportunità. Le persone con disabilità possono trarre enorme beneficio da questi progressi, ma troppi sono ancora privi di accesso a questi strumenti essenziali. Mentre la comunità internazionale lavora a un’ambiziosa Agenda per lo Sviluppo post-2015, che non lascerà indietro nessuno, dobbiamo approfittare del potere della tecnologia per lo sviluppo di tutti. Attraverso tecnologie che favoriscono l’adattamento, l’assistenza e l’inclusione, le persone con disabilità possono realizzare al meglio il proprio potenziale all’interno delle comunità e dei posti di lavoro e i datori di lavoro possono sfruttare la tecnologia per creare un ambiente lavorativo che permetta ai disabili stessi di trovare un impiego produttivo e di usare al meglio le loro capacità. La tecnologia può aiutare anche le persone con disabilità coinvolte in disastri naturali, assicurandone l’accesso a informazioni critiche. Inoltre, essa può aiutarci ad includere i bisogni particolari delle persone con disabilità nei piani di preparazione e risposta alle calamità. Occorre assolutamente fare in modo che politiche, programmi, linee guida e tecnologie del ventunesimo secolo siano accessibili alle persone con disabilità e sensibili alle loro prospettive ed esperienze. Lavoriamo insieme per un futuro migliore che sia inclusivo, equo e sostenibile per tutti.

SUPERANDO

02.12.2014.

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SEZ. DISABILITA NEWS Percorsi di uscita dalla violenza sulle donne con disabilità

1 Dicembre 2014, 15:45pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Cresce l’attenzione per il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità, che “non è ‘solo’ questione di donne, e neppure ‘solo’ di persone con disabilità”, come simbolicamente sottolinea al meglio la data del 1° dicembre, “a metà strada” tra la Giornata sulla Violenza contro le Donne e la Giornata delle Persone con Disabilità, scelta a Milano per il Primo Workshop Nazionale dedicato appunto al tema “Donne con disabilità: inventare e gestire percorsi di uscita dalla violenza Nell’àmbito delle varie iniziative promosse in questi giorni dal Comune di Milano, in occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità del 3 dicembre – iniziative su cui avremo modo di tornare nei prossimi giorni – si svolgerà lunedì 1° dicembre - circa “a metà strada”, quindi tra la Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre e quella appunto dedicata alle Persone con Disabilità – il Primo Workshop Nazionale dedicato al tema Donne con disabilità: inventare e gestire percorsi di uscita dalla violenza, sottolineando in tal modo, anche simbolicamente, una pluriappartenenza che non può essere elusa, ovvero che, in altre parole, “non è solo questione di donne, e neppure solo di persone con disabilità”. L’iniziativa, egregiamente coordinata da Martina Gerosa, disability & case manager, sarà ospitata come detto il 1° dicembre, nella Casa dei Diritti di Milano (Via De Amicis, 10, ore 14.30-17.30). «Sulla scia di studi pionieristici sviluppatisi negli Stati Uniti – come si legge nel materiale promozionale dell’incontro – il tema è in via di approfondimento da qualche tempo anche nel nostro Paese, grazie all’impegno di diversi esperti, provenienti in particolare da DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e dal Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). In tal senso, sono sempre più numerosi i rapporti di ricerca, le conferenze, gli incontri e gli articoli susseguitisi nell’arco dell’ultimo quindicennio. Ancor più recentemente, poi, ovvero a partire dal 2013, è stato aperto in Toscana il primo Sportello Nazionale rivolto alle donne con disabilità vittime di violenza, grazie al Progetto Aurora, promosso dall’Associazione Frida di San Miniato-Pisa, in collaborazione con l’AIAS di Empoli-Firenze (Associazione Italiana per l’Assistenza agli Spastici). Tra lo scorso anno e il 2014, infine, si è creata una rete nazionale di persone che si sono collegate, per affrontare concrete situazioni di donne con disabilità vittime di violenza e nello svolgersi di vari percorsi, vanno emergendo questioni irrisolte che il workshop di Milano intende affrontare e approfondire, per portarle all’attenzione di chi ha responsabilità politica». All’evento, che sarà moderato da Franco Bomprezzi, direttore responsabile di «Superando.it», oltreché presidente della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), interverranno Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura della Salute del Comune di Milano; Simona Lancioni, responsabile del Centro Informare un’H, Sportello Informahandicap di Peccioli (Pisa) e componente del Coordinamento del Gruppo Donne UILDM (via Skype); Nadia Muscialini, responsabile del Soccorso Rosa presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano; Andrea Brizzolari, direttore della Cooperativa Cascina Biblioteca di Milano; Rosalba Taddeini, coordinatrice delle attività di Differenza Donna (Roma) e promotrice del Progetto Aurora dell’Associazione Frida; Valeria Alpi, caporedattore della rivista «HP-Accaparlante» del CDH di Bologna (Centro Documentazione Handicap); Rita Barbuto, direttore di DPI Italia e Regional Development Officer Europe di DPI (Disabled Peoples’ International); Raffaele Monteleone, docente di Politiche Sociali all’Università Bicocca di Milano (Laboratorio di Sociologia dell’Azione Pubblica Sui generis); Isabella Menichini, dirigente del Settore Disabilità, Salute Mentale e Domiciliarità del Comune di Milano. L’iniziativa, ricordiamo in conclusione, verrà realizzata in collaborazione con il Settore Servizi Persone con Disabilità, Domiciliarità e Salute Mentale del Comune di Milano, sarà patrocinata dalla SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) e resa accessibile tramite sottotitolazione in diretta grazie all’Associazione CulturAbile. Dal canto suo, «Corvo Rosso Magazine» porterà il proprio il contributo con la mostra Ti amo troppo… (S.L. e S.B.)

SUPERANDO

01.12.2014.

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