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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

SEZ.DISABILITà NEWS:Non sono una falsa cieca, cerco solo di vivere la mia disabilità"

8 Maggio 2013, 13:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Pisa,  - Respinge le accuse la donna accusata dalla procura di Pisa e dalla guardia di finanza di essersi finta cieca per accedere ai benefici di legge. Le indagini delle fiamme gialle sono state condotte anche con l'ausilio di telecamere nascoste, che l'hanno filmata in ufficio mentre legge il giornale e mentre balla. ARTICOLI CORRELATI E' cieca ma legge. Per la Procura è truffa aggravata ''Il mio handicap e' vero'', ha ribadito l'indagata, Lorella Barbuti, madre dell'ex vicesindaco di San Giuliano Terme Yuri Sbrana. In una conferenza stampa, il difensore della donna, l'avvocato Marco Guercio, ha spiegato che ''la commissione Asl, quella del ministero del Tesoro e, nel 2011, anche l'Inps hanno certificato la cecita' totale della mia cliente. Non puo' essere una colpa il fatto che voglia vivere la sua disabilita' mascherandola e cercando di essere il piu' possibile autonoma''. Per il presidente provinciale dell'Unione italiana ciechi, Paolo Recce, per la legge si e' ''ciechi totali anche se il campo visivo e' inferiore al 3 per cento, come nel caso della signora Barbuti'' impiegata come centralinista presso una societa' pubblica. La finanza ha anche sequestrato beni per circa 66 mila euro, pari all'indennita' di accompagnamento percepita dal 2003.

Fonte :LA NAZIONE

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SEZ DISABILITà NEWS:Morbo di Alzheimer. Un aiuto dal galattosio, lo zucchero del latte materno

8 Maggio 2013, 06:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella La somministrazione costante di galattosio ai pazienti di Alzheimer favorisce il miglioramento della prestazione cognitiva e abbassa i valori della glicemia. Lo studio pilota, condotto da Cerifos, sarà presentato al congresso sulla neuroplasticità e la modificabilità cognitiva ai primi di giugno. Cerifos, Centro di Ricerca e Formazione scientifica, ha infatti da sempre al centro dei suoi studi il diabete mellito di tipo II, una patologia metabolica caratterizzata da un alto tasso di glicemia, che oggi rappresenta circa il 90% dei casi di diabete e che è presente nella maggior parte dei pazienti sofferenti di Alzheimer. «Sin dall’inizio delle nostre ricerche abbiamo considerato un errore affrontare la patologia diabetica di tipo II solo dal punto di vista farmacologico, perché questa si limita solo a coprire la causa di fondo del disturbo, mentre abbiamo sostenuto l’importanza terapeutica del galattosio. Oggi a sostegno di questa tesi, ci sono i dati degli studi che abbiamo portato avanti- spiega il dottor Samorindo Peci, direttore scientifico del Centro-. Il galattosio è uno zucchero facilmente reperibile, facilmente assimilabile e che penetra la cellula senza necessitare del recettore insulinico, tanto che viene anche consigliato come integratore. D’altronde – commenta - è lo zucchero del latte materno, quindi una sostanza strettamente legata alla crescita e alla strutturazione cellulare, per cui si comprende facilmente come possa favorire la rigenerazione del sistema danneggiato da patologie degenerative come l’Alzheimer. Negli ultimi studi condotti da Cerifos, è stato somministrato quotidianamente il galattosio a pazienti in fase preclinica di demenza per sei mesi, e all’inizio, durante e alla fine di questa fase di intervento, è stata verificata la prestazione cognitiva dei pazienti attraverso la somministrazione di diversi tipi di test. Dai risultati è emerso che ci sono stati miglioramenti significativi in settori specifici delle funzioni celebrali. I risultati di questo studio pilota fanno quindi ben sperare che la somministrazione di galattosio migliori l’apporto di energia alle cellule cerebrali tanto da impedirne il decadimento pur con l’avanzare dell’età» commenta il dottor Peci. E aggiunge: «Un altro studio, sempre proiettato sui malati di diabete II, a cui è stato somministrato il galattosio due volte a settimane, ha evidenziato un notevole miglioramento dei valori della glicemia che sono tornati alla soglia, e quindi a valori normali, nel giro di circa tre mesi. Con questo - conclude Samorindo Peci- non si vuole affermare che il galattosio è la cura d’elezione per il Morbo di Alzheimer, ma che certamente questo zucchero può migliorarne notevolmente la sintomatologia, esattamente come ha dimostrato di fare nei nostri studi».

Fonte :Tiscali Socialnews

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SEZ.DISABILITà NEWS SALUTE:Tintarella come droga La sindrome: tanoressia

7 Maggio 2013, 07:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA Malati di tintarella. Sono sempre di più giovani che non riescono a rinunciare alla pelle abbronzata. Una mania-dipendenza che li espone a rischi gravi. Come quello di un tumore. L'allarme arriva dai dermatologi secondo i quali i ragazzi (ma anche un gran numero di adulti in continua crescita) sottovalutano gli effetti delle lampade e del sole. Da uno studio,realizzato da Giuseppe Monfrecola, direttore della scuola di specializzazione in Dermatologia e venereologia alla facoltà di Medicina di Napoli e coordinato da Gabriella Fabbrocini, su 191 studenti di un liceo napoletano di età compresa tra i 16 e i 19 anni risulta infatti che circa il 17% degli adolescenti non ritiene che stare a rosolare sia dannoso. E ben il 35% non è assolutamente a conoscenza dei rischi. A questa situazione si aggiunge quella sindrome compulsiva da sole che colpisce ormai circa 11 milioni di italiani: la tanoressia. Il termine formato dalla fusione delle parole anoressia e tanning (abbronzatura in inglese), Come dire quella errata percezione del corpo che in estate si riesce a vedere esteticamente bello solo se molto scuro. In Italia si parla di un venti per cento di quelli che si sdraiano al sole. Devono essere sempre abbronzate (spesso anche in inverno) e se non lo sono entrano in ansia e non sicure di sé. La serenità è strettamente legata al colore. Tanto che gli stessi dermatologi sono arrivati a prescrivere farmaci riequilibratori dell'umore per sedare la compulsione.

Fonte :IL MESSAGGERO

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SEZ.DISABILITà NEWS :Disabili gravi, contributi in ritardo

6 Maggio 2013, 12:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella TEMPIO. «Il Comune di Tempio, nella liquidazione delle fatture, emesse sulla base della legge regionale n.162 che prevede sostegni per le famiglie con soggetti affetti da grave disabilità, è, unico comune in Sardegna ancora fermo all’ottobre del 2012. In tutti gli altri comuni delliIsola, sono stati già liquidati, sin dall’inizio di aprile, anche i primi tre mesi di quest’anno». A parlare è Virgilio Bussu, padre di un ragazzo autistico di 19 anni, assistito in seno alla famiglia da personale di una cooperativa. «La 162 - spiega l’uomo -, prevede che le famiglie debbano affidarsi per l’assistenza di un familiare con gravi disabilità, a una cooperativa, a un educatore o ad altro personale qualificato. Soggetti che mensilmente rilasciano poi al Comune, (che riceve i soldi della Regione), regolari fatture per le prestazioni svolte. La famiglia, in questo frangente burocratico, fa da garante fra il prestatore d’opera e il Comune, nel senso che è la famiglia a sostituirsi all’ente pubblico in caso di ritardo nei pagamenti. Questo anche perché il prestatore d’opera, oltre che la giusta retribuzione, deve versare entro i termini, agli enti preposti, i contributi assicurativi». Virgilio Bussu, racconta la sua lunga odissea negli uffici comunali per capire i motivi del ritardo. «Non mi hanno dato spiegazioni esaurienti - dice Bussu, che è stato ai Servizi sociali,in ragioneria e da Gianni Monteduro, assessore competente -. Tutti confermavano il ritardo e dicevano che le fatture erano in “elaborazione”.Gianni Monteduro, invece, ha addebitato il ritardo nei pagamenti all’andata in pensione della direttrice della biblioteca. Ma non ho capito quale nesso ci sia fra le due cose». Bussu infine, ricorda che il sindaco Frediani, qualche giorno, fa, scagliandosi contro l’Asl per i disguidi nel Cup tempiese, aveva chiesto, ottenendolo, l’aggiunta di due impiegati ai due già operanti. «Mi chiedo - conclude Bussu -, perché non attua in un suo ente ciò che ha preteso in un altro». Informato della lamentela,Gianni Monteduro, riservandosi di intervenire più compiutamente, assicura che entro la settimana entrante saranno in pagamento le fatture di novembre e dicembre.

06 maggio 2013 Fonte :La nuova Sardegna

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SEZ. DISABILITA NEWS Alla Regione Sardegna chiediamo solo risposte concrete

28 Aprile 2013, 11:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2012/12/usala-salvatore-ministri-fornero-balduzzi-300x199.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Protestano anche tramite lo sciopero della fame e annunciano un presidio permanente davanti alla sede della Regione, alcune persone con grave disabilità della Sardegna, ritenendo che nonostante gli impegni assunti in passato, una serie di provvedimenti in àmbito di assistenza restino inapplicati o soffrano di gravi ritardi nell’erogazione dei finanziamenti Un’immagine dell’incontro di Salvatore Usala, segretario di Viva la Vita Sardegna, con i ministri della Salute Balduzzi e del Welfare Fornero, il 31 ottobre 2012 a Monserrato (Cagliari). Nonostante le garanzie ricevute allora, molti problemi sono rimasti irrisolti Dure forme di protesta – dallo sciopero della fame a un presidio permanente annunciato per il 29 aprile davanti alla sede dell’Assessorato all’Igiene, alla Sanità e all’Assistenza Sociale della Regione Sardegna – sono state decise da parte di alcune persone con grave disabilità, per la maggior parte tracheostomizzate e allettate, come annunciato in questi giorni da Salvatore Usala, persona con sclerosi laterale amiotrofica (SLA), segretario dell’Associazione Viva la Vita Sardegna. «Non è tollerabile – esordisce Usala in una nota inviata ai principali rappresentanti istituzionali sardi – che non esista un’assistenza equilibrata nei vari Distretti e ASL della nostra Regione: ci sono infatti malati gravissimi che hanno otto ore di assistenza infermieristica e altri nessuna, con differenze nella stessa ASL». Quelle denunciate sono per altro problematiche che “partono da lontano”, ma che risultano ancora irrisolte. In particolare, Usala – rivolgendosi segnatamente al presidente della Regione Ugo Cappellacci e all’assessore all’Igiene, alla Sanità e alle Politiche Sociali Simona De Francisci -, conferma, a nome dell’Associazione che rappresenta, «la disponibilità ad ascoltare un programma serio di proposte che diano risposte a tre precisi problemi». Si tratta innanzitutto del progetto sperimentale Assistenza domiciliare infermieristica e familiare, presentato nel 2012 dalla stessa Associazione Viva la Vita Sardegna, nell’àmbito dell’ASL 8, destinato a «tutti i malati di patologie degenerative progressive con tetraparesi, ai portatori di tracheostomia, in ventilazione meccanica ore 24 su 24, o in casi di coma». Un documento di cui si chiede una rapida approvazione, sottolineando anche che esso produrrebbe «risparmi consistenti» alla Sanità Regionale. La seconda questione concerne invece il progetto regionale Riconoscimento del lavoro di cura del familiare – Caregiver e integrazione dell’assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna, approvato con la Deliberazione di Giunta 49/14 del 7 dicembre 2011, la cui applicazione – denuncia Usala – è tuttora frutto di un «inaccettabile rinvio». Infine, i ritardi di tre mesi con i quali i Comuni – ricevendo a loro volta con ritardo i finanziamenti – rimborsano i contributi derivanti dalla Legge 162/98 (progetti di Vita Indipendente) e dal progetto regionale Ritornare a casa (rivolto a persone a forte rischio di ricovero in strutture residenziali a carattere sociale e/o sanitario), «fondi che non rientrano nel Patto di Stabilità», ricorda il Segretario di Viva la Vita Sardegna, chiedendo anche qui una rapida risoluzione del problema e sottolineando che «le risposte e le decisioni devono spettare esclusivamente alle autorità politiche e non ad Enti come le ASL». (S.B.)

vivalavitasardegna@tiscali.it. SUPERANDO

28.04.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Carlo non ha preso la metro (e non solo oggi!)

28 Aprile 2013, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2013/04/roma-marciapiede-26-aprile-2013-300x224.jpg

 

http://www.superando.it/files/2013/04/roma-fermi-davanti-alla-metro-spagna-300x224.jpg

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Marciapiedi impraticabili, scivoli mancanti, montascale dal funzionamento precario. Ovvero, più di un’ora per percorrere poche centinaia di metri! Continua nel centro storico di Roma – grazie alla “gita” di una candidata alle prossime elezioni municipali, insieme a un giovane in carrozzina -, il nostro viaggio in un Paese dove spesso, purtroppo, l’inaccessibilità è ancora più la regola che un’eccezione “Sui marciapiedi di Roma”… «Più di un’ora per percorrere poche centinaia di metri, lungo un percorso irto di ostacoli, buche, scatoloni, vasi, spazzatura, tubi di scarico, marciapiedi troppo alti e troppo stretti, pedane non funzionanti: una vera vergogna!». Così Sabrina Alfonsi, candidata alla Presidenza del I Municipio di Roma, racconta la sua “gita” con Carlo, un giovane con disabilità residente nel centro storico della Capitale, “passeggiata” documentata dalle due immagini che qui pubblichiamo (altre sono disponibili presso la nostra redazione). E aggiunge: «Il momento peggiore è stato quando Carlo, aiutato dal padre, ha tentato invano di prendere la metropolitana alla Fermata Spagna: hanno citofonato per far mettere in funzione il montascale e dopo una lunga attesa una voce ha chiesto: “Serve aiuto?”. Otto minuti di lunga attesa, nulla è accaduto, nessuno è arrivato: Carlo non ha preso la metropolitana!». «I marciapiedi sono così stretti – spiega dal canto suo il padre di Carlo – da non poter fare retromarcia; gli scivoli non ci sono, oppure se ci sono da un parte mancano dall’altra. Per quanto poi riguarda il montascale della metropolitana, è stato fermo per due anni: da sei mesi funziona, ma nel modo che abbiamo visto oggi. La maggior parte delle volte ci rinuncio, facciamo le scale e impieghiamo venti minuti per un tragitto che ne richiederebbe due». Bloccati davanti alla fermata della metro! Abituato – ahinoi – a queste difficoltà, è proprio Carlo l’unico ad avere comunque mantenuto un certo buonumore, pur sottolineando come ogni giorno egli si renda «sempre più profondamente conto di quanto sia complicato anche solo uscir di casa: i marciapiedi sono impraticabili e spesso sono costretto a stare in mezzo alla strada dove passano le macchine. E anche con la macchina ci sono grandi difficoltà: il posto riservato di fronte a casa è sempre occupato». Qualche giorno fa avevamo riferito – e testimoniato con un’immagine – di un marciapiede ristrutturato senza scivoli, di fronte alle strisce pedonali di una zona di grande passaggio a Casalecchio di Reno (Bologna). Dopo quel nostro articolo, altre segnalazioni erano subito arrivate da diverse parti d’Italia, ad esempio da Pescara – di cui parleremo nei prossimi giorni – segnalando situazioni in cui l’inaccessibilità è purtroppo più la regola che l’eccezione. Questa breve “gita” nel centro storico di Roma ci consente quindi di aggiornare il nostro viaggio in un Paese dove purtroppo la mobilità per tutti è sin troppo spesso ancora una chimera. (S.B.) Per ulteriori informazioni: Paola Scarsi

(paolascarsi@libero.it). SUPERANDO

28.04.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS AVELLINO «Città vietata ai disabili»

20 Aprile 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://avellino.ottopagine.net/files/2013/04/Disabili-300x216.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

AVELLINO – I diversamente abili e gli anziani di Avellino sono due volte discriminati. Da un lato le istituzioni che non riescono a garantire servizi idonei né fanno nulla per eliminare le tante barriere architettoniche presenti nel capoluogo. Dall’altro i cittadini che con il loro comportamento impediscono di fatto a decine di disabili di usufruire dei pochi servizi esistenti. Autobus privi di pedane attrezzate per le carrozzelle, scale per accedere agli uffici pubblici, passerelle sistematicamente occupate da auto in sosta vietata. L’elenco è lungo. Questo pomeriggio al Circolo della Stampa l’occasione per aprire finalmente una riflessione seria su un argomento che dovrebbe essere materia di campagna elettorale mentre risulta clamorosamente assente. «Proveremo ad aprire una breccia rispetto a un tema che è fortemente sentito dai diversamente abili della nostra comunità – spiega Fiorentino Lieto, presidente provinciale della Federconsumatori – Il problema è vasto, e richiederebbe più di un convegno per essere affrontato in maniera adeguata. Ma La Cgil da tempo, con il suo Ufficio H, raccoglie le segnalazioni e le denuncie di quanti ogni giorno non riescono più a vivere la città. Non solo ciechi e disabili in carrozzella. Ma anche tanti anziani che per andare in ospedale a Contrada Amoretta devono solo sperare di trovare qualcuno che li accompagni fino a dentro ai reparti. Per non parlare di chi all’Asl deve attendere anche quattro ore per l’esenzione del ticket. Siamo giunti a un livello inaccettabile di inciviltà». Il dibattito sarà preceduto dalla visione del video “Una bella giornata” realizzato dal giovane regista irpino Francesco Spagnoletti. Interverranno anche Carlo Mele della Caritas, Marinella Pericolo della consulta comunale, il Commissario della Provincia Raffaele Coppola e il Commissario del Comune, Cinzia Guercio. Sarà presente anche Dino Preziosi direttore dell’Air trasporti e il manager dell’ospedale Moscati, Pino Rosato. Previsto anche l’intervento del presidente Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo. Conclude Enzo Petruzziello segretario generale della Cgil di Avellino.

AVELLINO

20.04.2013

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SEZ. DISABILITA NEWS Napoli, niente ascensore per i disabili Un intero palazzo lancia un appello

20 Aprile 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130419_disabiliscale.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un intero lotto si rivolge al Mattino.it chiedendo il ripristino di un ascensore e dei diritti dei malati Gentile redazione de “Il mattino”, siamo gli abitanti di un edificio sito in via A. Ghisleri is.2 Ed.2 Lotto 5, un numero complessivo di 24 famiglie, ciascuna con almeno un disabile o invalido in casa, che per primi hanno lasciato le vele proprio in virtù di queste situazioni di disagio fisico. Abbiamo un ascensore rotto da tre settimane e ad oggi, nonostante l’interessamento del Sindaco, siamo ancora in attesa che ci venga riparato, dovendo convivere quotidianamente con i grandi disagi che questo comporta. Siamo esasperati da questa situazione e per questo abbiamo deciso di scrivervi , vogliamo che chi deve operare e deve reperire fondi per la riparazione comprenda che il tempo è nostro nemico: non siamo nelle condizioni di poter accettare tempi burocratici a lungo termine! La Napoli Servizi ci ha detto che prima del 30 Aprile non si faranno le gare di appalto per le ditte di manutenzione degli ascensori. Questo vorrebbe dire stare ancora per altre due settimane, almeno, con l’ascensore rotto.Qualcun altro dice che ieri sono stati firmati i contratti di manutenzione con le ditte. Qual'è la verità? In questo edificio ci sono almeno 3 persone in carrozzina , persone dializzate, persone ipovedenti, persone cardiopatiche che da tre settimane stanno vivendo una situazione allucinante. Tutto nasce dal fatto che l’edificio è di proprietà del comune di Napoli e la sua gestione è passata, come quella di tutto il patrimonio immobiliare dell’Ente, dalla Romeo alla Napoli Servizi. Un passaggio poco felice da quel che a noi appare, visto che la disorganizzazione la fa da padrona. Quando chiamiamo la Napoli Servizi ci dicono che loro sono solo un call center e che più di fare le segnalazioni non possono fare. Tuttavia se chiediamo di parlare con il responsabile o con un dirigente ci dicono che non è possibile e allora la domanda nasce spontanea “Con chi dobbiamo parlare per sollecitare l’intervento?”. La signora Immacolata Esposito si è fatta portavoce, attraverso radio Kiss Kiss Napoli nel programma Fuori dal Comune , di tutte le famiglie presso il Sindaco Luigi De Magistris, il quale, in un primo tempo, non sapendo che l’ascensore fosse lesionato, aveva detto che i problemi relativi alla gestione degli ascensori sarebbero stati risolti nel giro di qualche giorno. Purtroppo non è stato così, e successivamente alla nuova richiesta d’aiuto al Sindaco per la riparazione dell’ascensore abbiamo saputo che a causa del serio danno era necessario reperire fondi per ripararlo e che si stavano individuando le risorse per poter far fronte a questa situazione. Di questo interessamento ringraziamo il Sindaco, tuttavia non vediamo la stessa solerzia o trasparenza da parte della Napoli Servizi nel mettere in pratica quanto pubblicamente promessoci dal primo cittadino. Noi siamo stanchi di attendere invano, vogliamo chiarezza e vogliamo sapere quando quest’ascensore verrà riparato. Non possiamo attendere troppo. Non ce la facciamo più! la Signora Esposito (che lavora ) ha chiesto in prestito ad un suo amico disabile un cingolato che le permette di poter scendere, tuttavia ha bisogno sempre di due persone che le consentano di passare da una sedia a rotelle a spinta (deve essere spinta da qualcuno) alla sua carrozzina elettronica. . Così come una signora dializzata è costretta a scendere e salire con una sedia. Molto spesso gli abitanti rinunciano alle terapie pomeridiane che sono costretti a fare per le diverse patologie invalidanti da cui sono affetti, pensando all’immane fatica da dover sostenere personalmente e da parte dei familiari che li assistono che deriverebbe dallo scendere e risalire più di una volta al giorno senza l’ascensore . Vogliamo sottolineare che un ascensore rotto in un edificio dove non ci sono problemi è poca roba, ma in un edificio con tutti invalidi e disabili è una catastrofe. Vorremmo inoltre che il Sindaco ci promettesse un contratto di manutenzione straordinario 24h su 24 e 7 giorni su 7 e non come quelli attuali (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17). I condomini del LOTTO 5 Via A. Ghisleri is.2 ed.2 Sc.U

IL MATTINO

20.04.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS "Il piccolo principe" e quelle foto che fanno sognare i bambini affetti da distrofia muscolare

20 Aprile 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tgcom24.mediaset.it/binary/facebook/73.$plit/C_2_fotogallery_1019968__ImageGallery__imageGalleryItem_3_image.jpg

 

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Luka non riesce a camminare nè a tenere in mano una penna, ma grazie al fotografo sloveno Matej Peljhan è in grado di giocare a basket, fare immersioni, ballare e correre. Luka è un bambino sloveno di 12 anni affetto da distrofia muscolare che ha ritrovato il sorriso grazie a "Il piccolo principe", un progetto fotografico di Matej Paljhan. Nato dopo l'incontro tra l'artista e Luka il progetto dà corpo ai sogni del bambino intrappolato dentro il suo corpo a causa di una malattia che lo rende ogni giorno sempre più debole. Non è servito nessun effetto speciale o rielaborazione al computer per rendere possibile l'impossibile, ma è bastato cambiare prospettiva. Gli scatti dall'alto hanno immortalato Luka mentre si diverte su uno skateboard e durante un'immersione sott'acqua. Lo scatto più toccante è quello del giovane che, attaccato a un palloncino, riesce a separarsi dalla carrozzina da cui, nel mondo reale, non si separa mai. Una fuga dalla realtà che mostra il potere dell'arte in grado di far dimenticare le difficoltà e di far sognare oltre i limiti del possibile regalando felicità o anche solo un sorriso.

TCGOM24

20.04.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Autismo vergogna Italia: Rimini, violenze a disabile autistica denunciati responsabili di una casa famiglia

20 Aprile 2013, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Lesioni e maltrattamento aggravato, denunciati i responsabili di una “casa famiglia” del circuito della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini. Vittima delle violenze una 55enne affetta da autismo. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, affidata alla squadra mobile della Questura di Rimini, si è conclusa tre settimane fa, quando la cinquantenne è stata spostata dalla polizia in un’altra struttura protetta. Le presunte violenze sulla donna autistica sarebbero state scoperte dalla sorella in occasione delle visite settimanali. La donna, autistica fin dalla nascita, era stata trovata almeno in due occasioni ricoperta di lividi, sulle spalle, ad una gamba, alla fronte e con un occhio nero, tanto che la sorella l’aveva dovuta portare in Pronto soccorso. Nella denuncia la famiglia della 55enne non autosufficiente avrebbe fatto riferimento all’uso di un bastone. Le violenze che sarebbero state certificate anche da referti medici si sarebbero consumate dal 2012 al marzo 2013, cessate appunto con la denuncia dei familiari. Iscritti nel registro degli indagati una riminese di 53 anni e un riminese di 57, gestori della casa famiglia che ospita diverse persone con varie problematiche.

Fonte: Altarimini.it

20.04.2013.

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