SEZ DISABILITà NEWS Scuola non accetta alunno con disabilità, Tar annulla provvedimento

INSERITO DA MORENA MOTTA Lieto fine per la vicenda di un ragazzino disabile la cui iscrizione a scuola era stata rigettata dal dirigente dell'Istituto comprensivo Puccini perché la famiglia non era residente all'interno dello "stradario" di competenza della scuola. Il Tar, dopo aver accolto la richiesta di sospensiva dei genitori, si è espresso anche nel merito annullando il provvedimento impugnato. Il bambino, iscritto regolarmente alla scuola primaria Bottego dall'inizio dell'anno grazie alla sospensiva, potrà quindi proseguire il suo percorso scolastico nella scuola ritenuta più idonea alle sue esigenze di integrazione. L'istituto nel cuore del quartiere Cittadella era stato scelto dai genitori insieme a un'equipe medica perché situato vicino alla casa della nonna materna del piccolo e perché privo di barriere architettoniche. Il dirigente però aveva opposto un diniego, perché vi era già un alto numero di domande di iscrizione al tempo pieno per alunni residenti nel comprensorio. Quindi, non sarebbe stato possibile accettare iscrizioni di studenti fuori dallo stradario. I giudici hanno pienamente accolto il ricorso della famiglia, sottolineando che "il criterio dello stradario per decidere delle iscrizioni in una scuola è meramente di natura burocratica e non è fissato da alcuna norma (...) si tratta di un criterio che ha degli indubbi vantaggi pratici ma soprattutto in una visione burocratico-sindacale della scuola perché mortifica la libertà di scelta dei genitori sul presupposto che una scuola vale l'altra per cui è bene iscriversi secondo un criterio di competenza territoriale. Addirittura nel caso di specie si vuole imporre questo criterio anche ad un alunno con handicap per il quale i genitori hanno scelto quella scuola perché ritenuta più idonea e anche perché più vicina all'abitazione della nonna che probabilmente sarà deputata ad occuparsi del nipote in via prioritaria per gli impegni di lavoro dei genitori". La sentenza spiega che l'ordinamento è pieno di norme che prevedono l'integrazione di alunni con disabilità. Un dirigente scolastico non può accettare un numero di iscrizioni superiore a quello delle classi che può formare all'interno di un singolo plesso scolastico, ma "ciò non può costituire un impedimento all'accoglimento di una singola domanda di un alunno svantaggiato". Il Miur, che si era opposto al ricorso, è stato condannato a pagare 3mila euro di spese legali ai ricorrenti.
FONTE di Maria Chiara Perri LA REPUBBLICA 19/11/2015 15:53
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
