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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili Abili Fest, un evento per parlare delle disabilità

19 Maggio 2016, 14:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DI MICHELE PAPPACODA Si tratta di una festa nell’ambito della quale ci si divertirà parecchio, ma quello organizzato da Disabili Abili è anche un evento nato per “fare il punto della situazione” rispetto al vivere la disabilità in Italia: quali sono i tabù di cui la società soffre ancora oggi? Quali, invece, le barriere architettoniche (e mentali) da abbattere per permettere una vera inclusione dei disabili all’interno della società? E a che punto è arrivata la tecnologia per quel che riguarda l’abbattimento di queste barriere?

Nella Disabili Abili Fest si parlerà di disabilità come sinonimo di amore, di sport e anche di voci fuori dal coro.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Protesi intelligenti sempre più precise: la ricerca continua

19 Maggio 2016, 14:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Protesi intelligenti sempre più precise: la ricerca continua

DI MICHELE PAPPACODA Percepire il braccio-avatar come un braccio naturale, come un arto che è parte integrante di sé, aiuterebbe il paziente a migliorare di molto le percentuali di successo nei movimenti legati alla normale quotidianità.

Salvatore Maria Aglioti, responsabile del Laboratorio di Neuroscienze Sociali e Cognitive che ha preso parte allo studio, è convinto del fatto che occorra puntare sulla realizzazione di tecnologie “capaci di intervenire sulle attività motorie con più alternative comportamentali, capaci di correggere in tempo reale l’errore che si sta mettendo in atto.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Dieta mediterranea: cos’è e perchè fa tanto bene

19 Maggio 2016, 14:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Dieta mediterranea: cos’è e perchè fa tanto bene

DI MICHELE PAPPACODA Noi italiani siamo inconfondibilmente ed inevitabilmente affezionati alla dieta mediterranea. Sviluppata dal medico (curiosamente americano) Ancel Keys, la dieta mediterranea è oggi uno dei più importanti, se non il più importante e ammirato punto di riferimento nutrizionale al mondo.

Gli studiosi hanno infatti concluso che grazie alle sue caratteristiche, la dieta mediterranea sia in grado di proteggere dalle malattie cardiovascolari e dai problemi cardiaci (punto già individuato inizialmente da Keys) e che sia persino capace di agire positivamente nella prevenzione dei tumori, delle allergie e dei problemi cerebrali.

I BENEFICI DELLA DIETA MEDITERRANEA

Più nello specifico è stato provato che la dieta mediterranea prvenga dall’Alzheimer: l’Università di Barcellona ha condotto un interessante studio che dà prova di come il cibo del Sud Europa metta al riparo la persona da questa odiosa patologia. Contrasto al diabete e alla morte precoce dovuta a problemi cardiovascolari sarebbero quindi i punti di maggior vanto della dieta mediterranea.

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SEZ.DISABILITà NEWS Scuole paritarie: dal Governo 1.000 euro per l’inclusione dei disabili

19 Maggio 2016, 14:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.DISABILITà NEWS Scuole paritarie: dal Governo 1.000 euro per l’inclusione dei disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Polemiche e pareri contrastanti. Questo quanto ha suscitato un emendamento presentato in Senato che prevede lo stanziamento di 12 milioni di euro per le scuole paritarie in cui risultino iscritti alunni con disabilità. Se da una parte c’è chi ha salutato positivamente la proposta perchè i contributi stanziati vanno comunque a favore dei soggetti più deboli (i disabili, appunto) indipendentemente dal fatto che questi frequentino una scuola paritaria, dall’altra c’è chi dietro questo emendamento vede l’ennesima sottrazione di risorse a favore della scuola paritaria e a discapito di quella statale.

COME FUNZIONA IL SOSTEGNO NELLE SCUOLE NON STATALI

Tuttavia è bene fare chiarezza. Prima di tutto perchè le norme attuali riconoscono una distinzione tra scuole paritarie parificate, paritarie e private e, proprio perchè la distinzione è già tale a livello normativo, sono anche differenti i contributi previsti per ciascuna tipologia di scuola. In particolare, per un istituto paritario parificato della Scuola Primaria l’onere di retribuire il docente di sostegno spetta comunque al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (Miur); mentre invece per una scuola paritaria non parificata lo Stato è solito erogare dei generici contributi annuali per la copertura delle spese di sostegno.

Gli importi concessi in quest’ultimo caso sono tuttavia bassi e non coprono il fabbisogno, per cui finisce sempre che le scuole interessate siano costrette a chiedere ai genitori di intervenire con rette a loro carico affinché si possa remunerare il docente di sostegno.

COME E PERCHÉ IL GOVERNO È INTERVENUTO

L’emendamento presentato dal ministro Stefania Giannini, dunque, mira proprio a contribuire in questo meccasnimo perverso: l’obiettivo è naturalmente quello di evitare che le scuole ricorrano alle famiglie per avere la parte di soldi mancanti. Soprattutto perchè il diritto allo studio è un diritto costituzionalmente riconosciuto nel sistema pubblico e le scuole paritarie, facendo parte del sistema pubblico, hanno il diritto di ricevere questo genere di “aiuti” (e il Governo è a sua volta obbligato a intervenire).

Il provvedimento firmato dalla Giannini mira ad assegnare mille euro per ciascuna situazione. Cifra, che moltiplicata per 12 mila che sono i casi di alunni disabili iscritti a scuole paritarie, porta appunto a una spesa complessiva di 12 milioni di euro.

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SEZ. DISABILITA NEWS Autismo: quali soluzioni, quali interventi e quali impegni?

18 Maggio 2016, 12:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Autismo: quali soluzioni, quali interventi e quali impegni?

INSERITO DA ANGELA CECERE A chiederlo ai Candidati a Sindaco di Torino, in vista delle elezioni amministrative del 5 giugno, saranno Associazioni e Cittadini del capoluogo piemontese, nel corso di una tavola rotonda aperta al pubblico e promossa dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), per confrontarsi con la quotidianità di chi vive problemi legati all’autismo, ascoltarne i bisogni e illustrare quali soluzioni e quali impegni sarebbero disposti a mettere in campo Già le principali organizzazioni di persone con disabilità uditiva, come avevamo riferito nelle scorse settimane, si erano rivolte ai Candidati a Sindaco di Torino, in vista delle prossime elezioni amministrative del 5 giugno, per chiedere specifici impegni sui diritti delle stesse persone con disabilità uditiva e sensoriale in genere.Un’analoga e positiva iniziativa viene ora promossa dall’ANGSA di Torino (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), che quegli stessi Candidati a Sindaco ha invitato a confrontarsi, il 24 maggio prossimo, nel corso di una tavola rotonda aperta al pubblico, presso Piazza dei Mestieri (Via Durandi, 13, ore 18), moderato dal legale Riccardo Rossotto. «Cosa e quanto sa la politica – si legge nella nota con cui l’ANGSA del capoluogo piemontese ha diffuso l’iniziativa – rispetto all’autismo e agli interventi di cui necessita? I politici sarebbero disposti a capire la nostra realtà? E anche quando vi fosse tale disponibilità, saprebbero come agire? Queste, e molte altre, sono domande che ci siamo più volte posti, senza mai trovare risposte concrete. Ecco perché abbiamo colto l’occasione delle prossime elezioni amministrative per fare sedere attorno a un tavolo tutti i Candidati a Sindaco di Torino. Li abbiamo invitati a confrontarsi con noi, con la nostra quotidianità, ad ascoltare ciò di cui abbiamo bisogno e a illustrarci le loro soluzioni e l’impegno che sarebbero disposti a mettere in campo».

«Welfare, Istruzione, Sanità – si legge ancora nella nota dell’Associazione torinese – sono tanti i “luoghi” in cui sono ormai indispensabili azioni precise. Ora abbiamo creato l’occasione per farglielo sapere. Ma quel giorno dovremo esserci tutti: nella politica contano i numeri, facciamo vedere quanti siamo e quanti cittadini sono con noi!». (S.B.)

SUPERANDO

18.05.2016 13.10

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

18 Maggio 2016, 09:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

INSERITO A STAFF Chi ha intenzione di acquistare un montascale mobile per abbattere le barriere architettoniche ha diritto a richiedere dei contributi statali. Vediamo quindi l’iter dettagliato in merito a come funzionano questi aiuti pubblici, a chi si applicano e a quali regole bisogna sottostare sulla base di quanto stabilisce la Legge n.13 del 9 gennaio 1989.

I beneficiari – Hanno diritto a presentare la domanda per il contributo statale le persone disabili che hanno menomazioni o limitazioni permanenti di carattere motorio, i non vedenti, coloro i quali abbiano a proprio carico delle persone affette da disabilità permanente, i condomini di uno stabile in cui risiede il disabile che farà uso del montascale, e i centro o gli istituti residenziali operanti nell’assistenza di persone con disabilità.

Come presentare la domanda – La domanda in questione deve essere presentata con tanto di carta da bollo entro il 1° marzo di ogni anno, ed essere destinata al sindaco del Comune di riferimento. La richiesta può essere presentata tanto dal disabile quanto da chi ne esercita la tutela o la potestà.

Alla suddetta domanda vanno però allegati specifici documenti che diano modo a chi di dovere di controllare che ci siano i requisiti necessari per l’erogazione dei contributi. In particolar modo sono tre i documenti che vanno allegati alla domanda: la descrizione delle opere, il certificato medico e l’autocertificazione dell’immobile interessato dall’intervento.

  • La descrizione delle opere è il documento che indica il tipo di apparecchio che si ha intenzione di acquistare con tanto di spesa prevista (ma non è necessario un preventivo analitico per la compilazione di questo foglio).
  • Il certificato medico in carta semplice ha invece lo scopo di attestare lo stato di handicap del richiedente, specificando le patologie da cui è interessato. Nel caso di disabilità funzionale permanente il medico deve allegare a questo certificato anche una relativa certificazione della ASL competente affinché il richiedente possa avvalersi del diritto di precedenza.
  • L’autocertificazione è invece il modulo mediante il quale il richiedente indica l’immobile di residenza in cui ha intenzione di intervenire. Un’autocertificazione considerata completa e corretta deve contenere una descrizione delle barriere architettoniche che si desidera superare e precisare gli interventi per cui viene richiesto il contributo statale; è poi importante sottolineare se per quello stesso intervento siano già stati erogati altri contributi e bisogna inoltre dichiarare – assumendosene tutte le responsabilità del caso – che quell’immobile indicato nell’autocertificazione sia quello in cui il disabile vive in maniera stabile e abituale (poiché le norme prevedono che i contributi non possano essere concessi nel caso di interventi in dimore stagionali o saltuarie).

A quanto ammonta il contributo – Il contributo varia in base alla spesa e si misura non tanto sul preventivo, quanto invece sull’importo effettivamente pagato.

  • Fino a 2.582,28 euro si ha diritto a un rimborso totale.
  • Da 2.582,28 a 12.911,42 euro vengono invece rimborsati totalmente i primi 2.582,28 euro e il 25% della parte eccedente.
  • Da 12.911,42 a 51.645,69 euro vengono rimborsati totalmente i primi 12.911,42 euro e il 5% della parte eccedente.

L’erogazione del contributo ha luogo dopo l’esecuzione dell’opera sulla base delle fatture emesse. Fatture che, per essere rimborsate secondo i termini descritti, devono essere presentate al sindaco del comune di competenza.

FONTE http://www.disablog.it/montascale-mobile-funzionano-contributi-statali/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Patente speciale e accompagnamento: c’è incompatibilità?

18 Maggio 2016, 09:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Patente speciale e accompagnamento: c’è incompatibilità?

INSERITO DA STAFF Il ministero della Salute interviene su una materia in merito alla quale uomini e donne d’Italia nutrivano non pochi dubbi, e che è stata posta all’attenzione del Governo proprio dall’Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti (ANGLAT). Più in particolare la questione posta riguardava la compatibilità tra l’indennità di accompagnamento e la patente speciale per persone con disabilità.

Sotto questo punto di vista Roberto Romeo, presidente nazionale di ANGLAT, ha fatto sapere che: “Per quanto attiene le patenti speciali ci battiamo per contrastare l’opinione (infondata) circa una presunta incompatibilità tra indennità e patente di guida speciale. A nostro parere bisogna infatti puntualizzare che l’indennità di accompagnamento di cui parla la Legge n.18/80 viene concessa solo alla minorazione, a coloro cioè che non possono deambulare senza l’aiuto di una terza persona o che necessitano comunque di un’assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita”.

Ma che ne pensa il Ministero? Anche l’esecutivo conferma la visione già data da ANGLAT per voce di Romeo, tanto che in una nota ufficiale viene sostanzialmente cdisonfermata la compatibilità tra l’indennità di accompagnamento e le patenti speciali. Pertanto rimane confermata la possibilità di beneficiare di una indennità di accompagnamento e al tempo stesso di poter guidare un’auto dietro possesso di una patente speciale: sarà soltanto la patologia e l’idoneità alla guida a determinare il conseguimento e/o il rinnovo della patente speciale.

Il Ministero scrive a tal proposito che godere di un’indennità di accompagnamento non preclude di per sé il possesso di una patente di guida, quanto la patologia stessa che ne ha motivato il godimento sulla base di valutazioni “ad personam”. Nella stessa nota si specifica che la Commissione Medica Locale, “non sulla base di una aprioristica esclusione alla visita dei soggetti beneficiari di una indennità di accompagnamento, ma sulla base di una valutazione medico legale fatta caso per caso, potrà esprimere un giudizio di idoneità o di inidoneità alla guida”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fare volantinaggio come lavoro?

18 Maggio 2016, 09:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fare volantinaggio come lavoro?

DA STAFF Molti ragazzi e ragazze, come prima esperienza, scelgono di svolgere una occupazione che non richieda troppo investimento di tempo o di energie, perché devono proseguire gli studi, e come prima esperienza non possono associare il lavoro alla loro attività principale, lo studio. Per molti giovani, la scelta ricade su un’attività di volantinaggio, che consente loro di guadagnare qualche soldo e di avere anche il tempo per studiare e per divertirsi.

Il volantinaggio, talvolta sottovalutato a causa della paga bassa e delle ore di lavoro necessarie, può in realtà essere una prima occasione per guadagnare qualche soldo e per rendersi un minimo indipendenti, anche a 20 anni. Certo, non è sempre riposante, perché prevede lunghe camminate ed un investimento di tempo per assolvere ai propri compiti: consegnare tutti i volantini, senza “barare”. Le paghe non sono altissime, non è un lavoro manageriale…! Ma può comunque rivelarsi un buon indotto per qualche tempo.

Ripeto, come prima esperienza lavorativa, il volantinaggio può essere una buona alternativa al “nulla”, perché consente di avere un primo rapporto con il lavoro, di poter stare comunque a contatti con delle persone, di farlo all’esterno, quindi di divertirsi incontrando gente, se si è socievoli poi si possono fare anche altre conoscenze.

Un’esperienza viva sul campo, che dà una prima idea – seppure di massima – di come possa effettivamente essere anche impegnativo lavorare. E’ un primo step per giovanissimi che vogliano rendersi in parte autonomi nelle loro piccole spese quotidiane, o per chi voglia andare in vacanza e vuole spesarsi da solo.

Spesso chi si avvicina al volantinaggio come lavoro è uno studente che frequenta un corso universitario e che cerca di guadagnare qualche soldino in più con un lavoro poco impegnativo e stagionale o comunque periodico. Il volantinaggio è tipico delle grandi città, dove può essere applicato da molte attività d’impresa, realtà commerciali etc… infatti chi ad esempio si trasferisce in un’altra città per studiare e vuole fare volantinaggio, può cogliere questa fortunosa coincidenza. Ad esempio, chi vive a Torino, Roma, Milano, e vuole fare volantinaggio a Torino o nelle altre due capitali, può candidarsi presso qualche centro servizi che permette di svolgere questa professione.

Il volantinaggio prevede che si mettano i volantini dentro la buca delle lettere, sulle macchine, oppure che vengano consegnati nei bar e nei mercati o dati direttamente in mano ai passanti, sulla strada.

Il lavoro può essere gestito in modo autonomo, è sufficiente avere assegnata una zona dove consegnare i volantini, ed organizzarsi al meglio con le pause che ci si prende durante l’attività di consegna.

Meglio evitare situazioni del tipo, buttare i volantini, perché intanto è poco etico, quei volantini sono stati realizzati con un investimento di soldi, e poi perché se si viene scoperti non si riceva la paga e naturalmente si viene licenziati.

FONTE http://www.disablog.it/fare-volantinaggio-come-lavoro/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Alberghi chiusi ai cani guida: FISH si appella al Governo

18 Maggio 2016, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Alberghi chiusi ai cani guida: FISH si appella al Governo

DA STAFF Tra le pagine di questo blog abbiamo già trattato del rapporto tra disabili visivi e cani guida, e più in particolare del fatto che molte strutture aperte al pubblico siano solite vietare l’ingresso ai cani d’ausilio. Si tratta di una condizione del tutto illegittima poiché espressamente vietata dalla legge: come ricorda Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), rifiutare l’accesso ad un cieco e al suo cane guida “è come chiedere a un paraplegico come me di lasciare la carrozzina fuori della porta, o chiedere ad una persona miope di togliersi gli occhiali per far sì che possa entrare al cinema”.

Quella che si sta registrando in parecchi ristoranti, alberghi e più in generale strutture ricettive d’Italia, è una vera e propria piaga poiché compromette uno stile di vita tranquillo che dovrebbe poter essere garantito anche ai portatori di disabilità. Non solo queste persone si ritrovano a dover combattere giorno dopo giorno con le barriere architettoniche, ma ora c’è anche questa piaga del rifiuto del cane guida a cui dover mettere mano. Una verifica effettuata dall’Associazione BlindSight Project che è notoriamente impegnata su questo fronte, ha portato alla luce una realtà tutt’altro che confortante: sui motori di ricerca di prenotazioni alberghiere come expedia.it, venere.com, hotels.com e via dicendo, risulta che siano più o meno 1.000 le strutture alberghiere che molto esplicitamente dichiarano di rifiutare cani e di non ammettere neanche quelli guida.

Questa vera e propria piaga sociale ha spinto l’associazione FISH ad inviare una segnalazione a Dario Franceschini, Ministro competente in materia, chiedendo che possa essere adottato un intervento sufficientemente incisivo per debellare questa situazione. FISH chiede che siano anche inasprite le sanzioni per chi non accetta cani guida all’interno delle proprie strutture, non sottovalutando l’eventualità di revocare la licenza stessa ai colpevoli.

Del resto parliamo di una pratica che è vietata dalle leggi n. 37/1974, n. 376/1988 e n. 60/2006 le quali stabiliscono che “al privo della vista debba essere riconosciuto il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida” e prevedono, proprio per questo, delle sanzioni amministrative per chi le vìola. Tra l’altro FISH ci ricorda che al di là della violazione normativa, l’atto di chi rifiuta il cane guida si macchia anche dell’aggravante della discriminazione poiché calpesta “i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, la loro dignità e il loro accesso alle pari opportunità.”

FONTE http://www.disablog.it/alberghi-chiusi-ai-cani-guida-fish-si-appella-al-governo/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO E-Lisir, l’app che permette ai sordi di comunicare con i medici

18 Maggio 2016, 08:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO E-Lisir, l’app che permette ai sordi di comunicare con i medici

DA STAFF E-Lisir (Evoluzione Lingua Italiana Segni con Interprete in Rete) è una nuova applicazione che permette anche a chi è affetto da sordità di poter comunicare in maniera istantanea.

Il funzionamento è molto semplice: l’utente dà il via a una videochiamata (mediante tecnologia cavo-wired o wireless internet) diretta a un video-centro, centro nel quale operano interpreti Lis. In questa sede la persona sorda comunica visivamente con l’operatore che, a sua volta, tramite lingua verbale traduce all’operatore o al medico quanto richiesto. A sua volta l’operatore Lis tradurrà poi la risposta verbale dell’operatore ospedaliero in Lis per la persona sorda, e così via, in una comunicazione che sarà quindi sempre rigorosamente “mediata” da una persona terza.

Al momento il sistema E-Lisir sarà realtà presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: due postazioni verranno introdotte nei Gianicolo, di cui una presso gli sportelli amministrativi e l’altra nel Pronto Soccorso; mentre gli altri tre punti di accesso verranno collocati presso gli uffici amministrativi del San Paolo Fuori le Mura, del Palidoro e della struttura santa Marinella.

Ma non è finita qui, perchè già dal 2015 il servizio E-Lisir è operativo presso l’Università e il Policlinico Tor Vergata, laddove è stato e viene tuttora utilizzato presso alcuni punti di informazione turistica e presso l’ufficio informazioni dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Inoltre, E-Lisir è stato introdotto anche nelle vesti di progetto pilota all’interno del I Municipio di Roma Capitale.

Luca Celesti, responsabile Accoglienza e Servizi per la Famiglia del Bambino Gesù di Roma, solleva proprio la questione dell’accessibilità delle persone disabili alle strutture ospedaliere: “L’accesso per i non udenti alle strutture ospedaliere è vittima di molte criticità che dobbiamo cercare di risolvere. Esattamente come una scala rappresenta un ostacolo per chi non può usare le gambe, allo stesso modo un monitor a chiamata vocale senza traduttore simultaneo o una conferenza senza traduzione in lingua dei segni, possono rappresentare un enorme ostacolo per i non udenti”. “Se vogliamo costruire una città sensibile, bisogna abbattere tutte le barriere che ancora esistono nella comunicazione. Tutti i cittadini dovrebbero poter far uso dei servizi e dei beni messi a disposizione dalla città ed E-Lisir punta proprio a questo”, è invece il commento di Marta Meschini, amministratore della società Video Assistente Mobile.

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