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SEZ. DISABILITà NEWS UN DIVERSAMENTEABILE E UN AMICO UGUALE A TUTTE LE PERSONE COSIDDETTE NORMALI

12 Marzo 2015, 13:32pm

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

SEZ. DISABILITà NEWS UN DIVERSAMENTEABILE E UN AMICO UGUALE A TUTTE LE PERSONE COSIDDETTE NORMALI DI MICHELE PAPPACODA Amico/a malato non è diverso da nessuno , il malato cerca rispetto vuole vivere come te una vita serena non dimenticare mai che nessuno e dico NESSUNO è immune alle malattie non importa se non conosci la malattia importante è non ferirlo emarginandolo lui soffre, lui mangia ,lui beve ,lui ama, lui, sente, lui vede, lui piange . esattamente come te lui/ lei i malati chiedono RISPETTO ...

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SEZ.DISABILITà NEWS Arriva «Expofacile.it», patrimonio di accessibilità oltre l’Expo

9 Marzo 2015, 10:54am

Pubblicato da www.mikivettica.net

Promosso dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, sostenuto da Unicredit Foundation e realizzato dalle Federazioni lombarde delle persone con disabilità, il portale «Expofacile.it» offre informazioni e suggerimenti ai turisti con disabilità e con bisogni specifici che visiteranno la città in occasione dell’“Expo”, ma è anche un patrimonio di accessibilità, da arricchire sempre più, con nuove informazioni, che sarà a disposizione dei cittadini anche dopo il grande evento dei prossimi mesi

Logo di "Expofacile"È online «Expofacile.it», portale promosso dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con il sostegno diUniCredit Foundation, realizzato dalle principali Federazioni lombarde delle persone con disabilità, riunite in dueraggruppamenti di organizzazioni, che fanno capo rispettivamente alla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e all’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Il portale offre informazioni, suggerimenti e consigli ai turisti con disabilità e in generale con bisogni specifici, che visiteranno Milano in occasione dell’Expo 2015 (1° maggio-31 ottobre).
L’importante iniziativa è stata presentata durante il convegno intitolato I diritti delle persone con disabilità. A che punto siamo. Interventi, scelte, politiche, svoltosi presso il Comune di Milano, nell’ambito del del 4° Forum delle Politiche Sociali, in corso di svolgimento nel capoluogo lombardo (si legga anche nel nostro giornale la presentazione del convegno).

In sostanza «Expofacile.it» vuole offrire ai visitatori con disabilità le informazioni necessarie per muoversi in sicurezza e autonomia. Come molte metropoli, Milano non è una città totalmente accessibile, ma nemmeno “impossibile” e con le giuste informazioni sarà certamente possibile visitare l’Expo 2015, la città e le principali attrattive turistiche della Lombardia.
Al momento il portale contiene le schede informative sull’accessibilità di un’ottantina di ristoranti e strutture alberghiere, ma il database verrà progressivamente implementato fino al 1° maggio, per arrivare a contenere trecento schede, comprendenti anche musei, chiese, cinema e teatri.
Le informazioni sull’accessibilità sono state raccolte da operatori qualificati, che hanno utilizzato V4Inside, metodologia di rilevazione certificata Village for all (V4A®), la nota rete che conferisce il marchio di qualità internazionale dell’ospitalità accessibile.

«Milano – ha dichiarato in fase di presentazione Pierfrancesco Majorino, assessore comunale alle Politiche Sociali – sconta un ritardo ventennale nelle politiche e negli interventi in tema di disabilità. È innanzitutto una “rivoluzione culturale” che stiamo cercando di portare avanti nella nostra città insieme alle associazioni, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Un’Expo accessibile è una delle nostre sfide e i mesi dell’Esposizione Universale serviranno a costruire l’eredità di una città accessibile e pienamente inclusiva».
«Abbiamo deciso di lavorare assieme al Comune di Milano e alle associazioni delle persone con disabilità – ha aggiunto dal canto suo Giovanni Daverio, direttore generale del Settore Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia – per costruire percorsi informativi e di accessibilità che restino anche dopo l’Expo. Ora l’invito è alle persone con disabilità:navigate il sito e dateci suggerimenti».
«Noi – ha sottolineato infine Maurizio Carrara di UniCredit Foundation – ci occupiamo prevalentemente di impresa sociale e supportiamo start-up. Ma “Expofacile” è un progetto che abbiamo finanziato con grandissima convinzione perché lascerà ricadute positive sulla città anche dopo Expo».

«Punto di forza di “Expofacile.it” – spiega il coordinatore Gabriele Favagrossa – è la possibilità offerta agli utenti di avvalersi di un servizio di back office. In altre parole, chi non trova sul sito le informazioni di cui ha bisogno può scriverci per avere una risposta personalizzata».
«Particolare attenzione – aggiunge Favagrossa – è stata dedicata alla mobilità, attraverso la mappatura dell’accessibilità dei mezzi di trasporto e l’identificazione di nove itinerari turistico-culturali che daranno ai turisti con disabilità la possibilità di apprezzare la città di Milano. Le descrizioni relative agli itinerari verranno ulteriormente perfezionate con informazioni e suggerimenti sull’accessibilità dei percorsi pedonali e con la possibilità di cliccare sul nome di diversi punti d’interesse (teatri, chiese e musei), per consultare schede di dettaglio sulle caratteristiche di accessibilità di ogni struttura». «Questo portale – conclude – vuole essere un “laboratorio” a disposizione della città, da arricchire sempre più con nuove informazioni e segnalazioni. Un patrimonio di accessibilità che, a conclusione dell’Expo, resterà a disposizione di tutti i cittadini». (S.B.) SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Da quando può lavorare, Gloria si sente una signora

9 Marzo 2015, 10:52am

Pubblicato da www.mikivettica.net

Più di ottocento ragazze con sindrome di Down iscritte all’AIPD festeggeranno la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, momento quanto mai significativo per sottolineare l’importanza della loro autonomia e di avere un’occupazione, perché, come sottolineano dalla stessa AIPD, «anche per una ragazza con sindrome di Down il lavoro è un modo per assumere un ruolo sociale», com’è successo ad esempio a Gloria, che da quando lavora in un fast food, dice di «sentirsi una signora»

Giovane donna con sindrome di Down

Una giovane donna con sindrome di Down

Come viene sottolineato dall’AIPD(Associazione Italiana Persone Down), in vista della Giornata Internazionale della Donna, «saranno 845 le ragazze con sindrome di Down iscritte alla nostra Associazione che festeggeranno l’8 marzo su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un momento importante per sottolinearel’importanza dell’autonomia per le persone con sindrome di Down, per arrivare ad essere adulti e lavoratori».

Dagli ultimi dati a disposizione dell’AIPD sull’occupazione femminile della popolazione con sindrome di Down, risulta che nel 2012 sono state 39 le ragazze conosciute che hanno attivato un percorso di inserimento lavorativo (14 al Sud, 9 al Centro e 16 al Nord). «Auspichiamo – sottolinea in tal senso Mario Berardi, presidente dell’AIPD – che sempre di più le persone con sindrome di Down, soprattutto le ragazze, vedano riconosciuti i propri diritti di vivere una vita quanto più possibile completa. E questo sarà possibile solo in unasocietà realmente inclusiva e non escludente, che permetta a tutti di realizzare i propri sogni attraverso il giusto riconoscimento delle competenze e delle potenzialità di ciascuno».

«Essere donna e affermarsi nel mondo del lavoro – concludono dall’AIPD – è difficile, e lo è ancor di più per una donna con sindrome di Down, per la quale sembra a volte più che sufficiente che abbia qualche attività in casa. Come per ognuno di noi, però, anche per una ragazza con sindrome di Down il lavoro è un modo per assumere un ruolo sociale. Dice ad esempio Gloria, occupata in un fast food: “Prendo la busta paga con l’accredito in banca, quando finisco i soldi, li prendo col Bancomat… da quando lavoro la mia vita è cambiata in meglio… sono diventata una signora». (S.B.) SUPERANDO

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SEZ - DISABILITà NEWS Insegnante usava permessi per ballare tango all´estero: denunciata per truffa

8 Marzo 2015, 14:10pm

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ DISABILITa NEWS Insegnante usava permessi per ballare tango allestero denunciata per truffa

8 Marzo 2015, 13:57pm

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità

6 Marzo 2015, 17:48pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità
SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità

INSERITO DA ANGELA CECERE «L’India – scrive Stefania Delendati – non è ancora “un Paese per donne”, soprattutto se con disabilità. Abbattere gli stereotipi è un cammino lungo e complesso, una sfida da vincere partendo dalle dirette interessate che facciano fronte comune, per dare voce e visibilità al loro diritto a una vita fatta di rispetto. La rete costruita da Pangea, che coinvolge 7.107 donne con disabilità, è una goccia nel mare delle necessità, ma la volontà delle donne indiane con disabilità continua ad aggiungere gocce di speranza» A Calcutta c’è una casa con i muri gialli. Il colore vivace spicca nel caotico viavai della contraddittoria megalopoli. Capitale dello Stato del Bengala Occidentale, Calcutta è il maggior centro industriale dell’India, con un polo di imprese operanti nel settore dell’alta tecnologia che risulta surreale se paragonato alle condizioni degradanti in cui versa la maggior parte dei suoi 14 milioni di abitanti (dati del 2011, United Nations Population Division, World Economic Forum). L’edificio giallo si chiama Casa Pangea ed è il “luogo delle donne”. Non donne “qualunque”, ma donne con disabilità, quasi tutte provenienti da famiglie poverissime, vittime di ignoranza e superstizione che le condannano a un’esistenza di isolamento e soprusi. È dal 2007 che la Fondazione Pangea ONLUS lavora negli slum di Calcutta [i quartieri più degradati, N.d.R.], al fianco di bambine, ragazze e donne con disabilità, per contrastare l’emarginazione e l’oppressione. Lo fa per le donne insieme alle donne, generando prima di tutto in loro una trasformazione che le renda consapevoli dei propri diritti inalienabili e delle proprie potenzialità. L’inferiorità femminile in India, infatti, è ancora una drammatica realtà, connaturata e persistente soprattutto nelle fasce più povere della popolazione. Per la cultura tradizionale, la nascita di una figlia è considerata di per sé una sfortuna, l’aborto selettivo continua a mietere vittime malgrado la legge lo proibisca e il Governo abbia lanciato una campagna informativa denominata Salva tua figlia, educa tua figlia. Secondo il giornale britannico «The Lancet», sono fino a 12 milioni le bambine indiane mai nate tra il 1980 e il 2010 e quando la nuova nata è disabile, la famiglia prova un senso di vergogna tale da nascondere la piccola, per evitare l’onta sociale. Gli anni passano, la solitudine si somma a privazioni e umiliazioni, spesso arrivano violenze fisiche e sessuali, subìte in silenzio nell’indifferenza generale. Una “vita” senza futuro che riguarda circa 11 milioni e 800 mila donne e bambine con disabilità, vale a dire il 44% delle persone con disabilità del Paese. Solo nell’area metropolitana di Calcutta ne risiedono più di 700.000, nello Stato del Bengala Occidentale sono oltre 2 milioni. I dati risalgono al censimento del 2010, oggi risultano quindi sottostimati e danno un’idea solo parziale della reale portata del problema.

Lo staff di Pangea sostiene un articolato programma diempowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] sociale ed economico per donne e bambine con diversi tipi e gradi di disabilità, sia fisiche che mentali. Si comincia parlando didiritti umani, dignità e rispetto, concetti sconosciuti negli slum. Le donne con disabilità vengono chiamate a stare insieme per conoscersi, allacciare relazioni e confrontarsi. Nel tempo sono sorti solidi gruppi di amiche desiderose di partecipare alla vita sociale e lavorativa del Paese, perché ora, finalmente, si percepiscono come persone portatrici di capacità, aspirazioni e desideri. Questi gruppi, a loro volta, sono riuniti in una Federazione per il riconoscimento delle donne con disabilità, che sensibilizza comunità, istituzioni e famiglie. Anche le relazioni genitoriali sentono il peso dei preconcetti e della povertà. Una figlia con disabilità non viene curata, non frequenta la scuola. E poi a scuola bisogna arrivarci, impresa tutt’altro che semplice. Le famiglie non possono comprare libri e quaderni, né ausili per consentire alle figlie di muoversi. Una protesi per una bambina in fase di crescita può costare oltre dieci volte il guadagno giornaliero di una famiglia dello slum, stesso discorso per una sedia a rotelle. La campagna di scolarizzazione Back to School Calcutta è soltanto l’ultima iniziativa di Pangea dedicata all’istruzione. L’impegno si fonda sulla vicinanza ai nuclei familiari, vengono forniti ausili e materiale scolastico, si fa comprendere ai genitori che la scuola è la prima arma di difesa contro la sopraffazione perché insegna la dignità. Fino ad oggi oltre 160 bimbe con disabilità hanno potuto sedersi sui banchi e studiare, solo nel 2014 sono state 25. Viene garantito anche sostegno alle disabilità più gravi, quelle che non permettono alle bambine di sentire e parlare. Per loro Casa Pangea a Calcutta è diventata una “scuola nella scuola”, dove imparano il linguaggio dei segni da personale qualificato.

Queste piccole donne, dunque, si riscattano da una vita di stenti, ma hanno questa possibilità anche le donne adulte. Ogni giorno, infatti, a Casa Pangea arrivano sorridendo avvolte nei loro sari colorati. Alcune sono accompagnate, tante giungono da sole. Una grande conquista, ora non temono più lo sguardo degli altri, hanno acquisito autonomia grazie a presìdi ortopedici e assistenza sanitaria. Lo scorso anno i fondi messi a disposizione da Pangea hanno regalato a 63 donne e bambine gli ausili necessari, 21 sono state accompagnate in ospedale e hanno iniziato un percorso di terapie mediche, 74 hanno ottenuto l’abbonamento gratuito ai trasporti pubblici. 192 sono state inoltre affiancate nell’espletamento delle pratiche burocratiche, per ottenere le agevolazioni statali per le persone con disabilità.

Nel 2014, la capillare opera di informazione negli slum di Calcutta e nei villaggi dell’area rurale di Subhi, ha portato 605 nuove donne con disabilità ad unirsi al programma di Pangea. Ora anche loro possono partecipare agli incontri mensili dei gruppi di auto-aiuto, nei quali si discute di discriminazione, violenza di genere e sviluppo della leadership femminile, apprendendo come contrastare e superare le disparità. Dal momento, poi, che l’emancipazione prende le mosse dall’indipendenza economica, durante il tempo è stata avviata una serie di corsi professionali in diversi settori. Lo scorso anno cucito, ricamo ed estetica sono state le “materie di studio” per 24 ragazze. Quelle tra loro che hanno seguìto le lezioni di sartoria continuano a frequentare il piccolo laboratorio di Casa Pangea. Realizzano e vendono uniformi per la scuola, vestiti, vestaglie, copriletti e hanno intrapreso una collaborazione con un commerciante del quartiere. “Armate” di fiducia, autostima e professionalità, tante si sono messe in proprio e hanno aperto piccole attività per mantenersi e aiutare la famiglia. In tal senso, Pangea incoraggia l’accesso al microcredito, per mezzo di un fondo appositamente creato dall’Associazione. Con piccoli prestiti, ciascuno di circa 5.000 rupie (più o meno 80 euro), alcune donne con disabilità hanno avviato laboratori di ricamo, altre riparano scarpe, altre ancora vendono prodotti alimentari al mercato o all’uscita delle scuole, mettendo così a frutto i corsi di cucina degli anni scorsi. I gruppi di risparmio e credito (attualmente 20 a Calcutta e 17 a Subhi, ognuno costituito da circa 10 donne) sono una novità introdotta nel 2013 per spiegare la gestione dei guadagni, le operazioni per aprire un conto in banca, i vantaggi di “fare gruppo” per accantonare piccole somme di denaro da far circolare tra le componenti in forma di prestiti.

Attualmente il lavoro di Fondazione Pangea coinvolge 7.107 donne con disabilità, ma l’India non è ancora “un Paese per donne”, soprattutto se con disabilità. Abbattere gli stereotipi è un cammino lungo e complesso, una sfida da vincere partendo dalle dirette interessate che facciano fronte comune, per dare voce e visibilità al loro diritto a una vita fatta di rispetto. La rete di solidarietà e collaborazione costruita dagli operatori di Fondazione Pangea è una goccia nel mare delle necessità, ma la volontà delle donne indiane con disabilitàcontinua ad aggiungere gocce di speranza.

SUPERANDO

06.03.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS Cittadini extracomunitari e disabilità: la civiltà e il rispetto

6 Marzo 2015, 17:38pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. DISABILITA NEWS Cittadini extracomunitari e disabilità: la civiltà e il rispetto

INSERITO DA ANGELA CECERE «Purtroppo – sottolinea Carlo Giacobini in HandyLex.org – una Sentenza della Corte Costituzionale ha innescato infondate polemiche, basate per lo più su una strumentale disinformazione. In realtà quel pronunciamento, dichiarando come “illegittime le disposizioni che condizionano a un permesso di soggiorno di lunga durata la concessione delle provvidenze assistenziali ai cittadini extracomunitari con disabilità”, è un segno di civiltà e doveroso rispetto dei principi costituzionali e degli atti fondativi dell’Unione Europea»

Ancora una volta la Corte Costituzionale si è espressa sull’annosa questione delle provvidenze assistenziali, correlate alla disabilità, da corrispondere ai cittadini extracomunitari. Lo ha fatto con la recente Sentenza22/15, emessa il 27 gennaio scorso e depositata il 27 febbraio, confermando tutti i precedenti pronunciamenti sulla materia, dichiarando cioè come «illegittime le disposizioni che condizionano la concessione di quelle provvidenze alla titolarità del permesso di soggiorno di lunga durata». In passato, lo ricordiamo, la Consulta aveva sentenziato in modo analogo su indennità di frequenza, indennità di accompagnamento, pensione agli invalidi civili totali e assegno mensile agli invalidi parziali. Questa volta lo ha fatto sulla pensione e sull’indennità speciale riconosciute ai ciechi parziali.

Interessante l’annotazione conclusiva di Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org, al termine di un’ampia scheda – di cui suggeriamo senz’altro la consultazione ai Lettori – che ripercorre la storia delle varie Sentenze prodotte dalla Corte Costituzionale dal 2008 ad oggi. «Purtroppo – sottolinea infatti Giacobini – quest’ultima Sentenza, segno di civiltà e doveroso rispetto dei principi costituzionali e degli atti fondativi dell’Unione Europea, ha innescato infondate polemiche basate per lo più su una strumentale disinformazione. Secondo tali prese di posizione, che ignorano volutamente i precedenti, le provvidenze verrebbero erogate ai “clandestini”, il che non corrisponde al vero poiché permane comunque l’obbligo di titolarità di permesso di soggiorno (pur di non lunga durata). Inoltre è stato scritto anche che gli extracomunitari (rammentiamo che per gli stranieri appartenenti all’Unione Europea vige un’altra disciplina), una volta ottenute le provvidenze assistenziali, tornerebbero nel Paese di origine, continuando a fruirne. Anche questo non corrisponde a verità, sussistendo l’obbligo di residenza nel territorio nazionale anche per gli italiani, elemento, questo, che è oggetto di controlli incrociati costanti». (S.B.

SUPERANDO

06.03.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS Solo con la rete si possono far rispettare i diritti

5 Marzo 2015, 18:11pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. DISABILITA NEWS Solo con la rete si possono far rispettare i diritti

INSERITO DA ANGELA CECERE «L’unica strada per ottenere il rispetto dei diritti è quella di fare rete tra le Associazioni, i Comuni e gli operatori»: lo ha dichiarato Daniele Romano, portavoce delle Associazioni di persone con disabilità, dopo l’incontro con i rappresentanti istituzionali del Casertano, voluto per tentare di risolvere la drammatica situazione, causata in primo luogo dalle mancanze della Regione Campania, che ha portato alla sospensione dei servizi rivolti alle persone con disabilità del territorio

Nei giorni scorsi, presso il Comune diPiedimonte Matese (Caserta), i rappresentanti delle Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità hanno incontrato una delegazione di Sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale C4 della Campania (Provincia di Caserta), in merito alla drammatica situazione,denunciata anche dal nostro giornale, che ha di fatto portato alla sospensione dei servizi rivolti proprio alle fasce più bisognose, tra cui, per citarne uno, l’assistenza domiciliare sociale alle persone anziane e con disabilità. All’incontro, insieme a Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese e presidente del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito C4, erano presenti anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pietramelara Pasquale Di Lauro, il presidente del Consiglio Comunale di Piana di Monte Verna Stefano Lombardi e la coordinatrice del Piano Sociale dell’Ambito C4 Francesca Palma.

A fare da portavoce delle Associazioni è stato Daniele Romano, presidente di Umanità Nuova di Alvignano (Caserta), oltreché responsabile di Federhand/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che ha evidenziato «la preoccupazione e il disappunto delle famiglie delle persone con disabilità, per la sospensione dei servizi di assistenza, in totale noncuranza dei diritti di cura e assistenza». Oltre quindi ad avere diffidato l’Ambito C4 per non avere rispettato i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), è stata sottolineata anche la mancanza di comunicazione in merito alla grave situazione dell’Ambito stesso, dovuta alle gravi responsabilità della Regione Campania, che ad oggi non risulta ancora avere assegnato le risorse necessarie, mancando di saldare oltre 2 milioni e mezzo di euro, per i servizi sociali resi da una trentina di Comuni del Casertano, negli anni dal 2011 al 2014, come chiaramente denunciato dallo stesso presidente del Coordinamento Istituzionale Vincenzo Cappello.

Le Associazioni, quindi, hanno proposto ai rappresentanti istituzionali di «intraprendere assieme questa battaglia nei confronti della Regione Campania, unendo tutti gli attori coinvolti (gli amministratori locali, gli operatori, le persone con disabilità e le loro famiglie), «per far sì che a pagare le conseguenze di questi “giochi” di bilancio e di risorse, non siano solo e sempre le persone con disabilità e le loro famiglie». A questo punto, il sindaco Cappello e l’assessore Di Lauro hanno innanzitutto assicurato che presto dovrebbero essere riattivati i servizi essenziali, grazie allo sforzo dei Comuni dell’Ambito C-4, garantendo le risorse necessarie tramite quote di compartecipazione. Inoltre, Cappello ha anticipato che è in vista una grande mobilitazione, da parte degli Amministratori Locali e degli Ambiti, «per fare in modo – ha dichiarato – che la Regionesblocchi questa “indecente” situazione, dove ad essere colpiti, oltre alle fasce più deboli, sono anche gli operatori del settore che da più di quindici mesi non vengono pagati». Dal canto loro, le Associazioni hanno confermato la loro disponibilità a scendere in piazzaal fianco sia dei Sindaci che degli operatori, purché ci sia più dialogo tra le varie componenti.

«Possiamo considerarci soddisfatti dopo questo incontro – è la considerazione conclusiva di Daniele Romano – anche se l’attenzione rimane sempre alta e attendiamo una positiva evoluzione della situazione, con la rapida riattivazione dei servizi. Crediamo del resto che l’unica strada percorribile, per portare avanti la battaglia del rispetto dei diritti delle persone con disabilità e non solo, sia quella di fare rete tra le Associazioni, i Comuni e l’Ambito Sociale». (S.B. umanitanuova@alice.it;federhand.fishcampania@gmail.com.

SUPERANDO

05.03.2015.

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SEZ DISABILITa NEWS Sampierdarena abita nel suo locale ma non riesce a pagare laffitto 60enne

5 Marzo 2015, 11:49am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ DISABILITa NEWS Vita Indipendente usare bene quei pochi fondi

5 Marzo 2015, 11:49am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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