GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Verso il Piano per le Non Autosufficienze?
DI MICHELE PAPPACODA Va precisato subito, però, che non si tratta del consueto Decreto di Riparto che suddivide il Fondo per criteri e ne attribuisce le quote alle Regioni. Ci sono infatti degli evidenti segnali di cambiamento, almeno negli intenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tradotto: i livelli essenziali devono garantire diritti soggettivi.
Per queste ultime, le destinazioni del Fondo erano le uniche effettivamente destinate alle disabilità più gravi o sbrigativamente ritenute tali. L’obiettivo espressamente dichiarato dal Ministero – e almeno idealmente condiviso per ora dalle Regioni – è che a valere sulle risorse del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, alle medesime condizioni della persona con disabilità non possano che corrispondere imedesimi diritti, indipendentemente dalla Regione di residenza. In questa direzione, il percorso individuato dalla bozza di Decreto prevede una gradualità che parte da una più precisa definizione – da subito – dei cosiddetti “gravissimi” e a una successiva identificazione delle “gravi disabilità”. Differenziati e certi: quindi ancora LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
Resta, come detto, il tema dell’individuazione della “gravita”, cui comunque il decreto riserverebbe il 50% del Fondo.
Il Ministero, oltre a trasferire alle Regioni le quote di competenza del Fondo, ipotizza quindialcuni ulteriori passaggi.
Infatti, senza dati compiuti, omogenei e accessibili, è impossibile avere contezza della qualità degli interventi e delle condizioni di vita delle persone con disabilità».
Dal 2017, poi, sulla scorta anche della raccolta dei dati e delle elaborazioni condotte quest’anno, dovrebbero essere definiti i primi Livelli Essenziali per le persone con disabilità gravissima, con le risorse del Fondo eventualmente integrate con compartecipazione regionale.
Ulteriore sfida: definire gli strumenti di valutazione funzionale per la classificazione di almenotre livelli di disabilità differenziati sulla base delle necessità di sostegno intensivo e di altre caratteristiche di bisogno. Su questa scorta si dovrebbe giungere all’identificazione delle persone con disabilità gravi in tutte le Regioni, per livello di gravità.
E dal 2018, finalmente, si dovrebbe definire un percorso graduale di Livelli Essenziali per tutte le persone con disabilità gravi e gravissime sulla base dei dati raccolti. Livelli che dovrebbero essere sostenuti dalle risorse disponibili (nazionali e regionali, anche oltre il Fondo Nazionale) e identificando le priorità sulla base delle maggiori necessità di sostegno intensivo.
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