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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per i designer scolastici la disabilità è il nuovo banco di prov

9 Giugno 2016, 15:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per i designer scolastici la disabilità è il nuovo banco di prov
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Per i designer scolastici la disabilità è il nuovo banco di prov

INSERITO DA MORENA MOTTA Eduframe – experiential learning system è un sistema di training psicomotorio pensato per gli alunni disabili. Ma anche gli anziani e tutti gli altri portatori di handicap. Si tratta di pannelli in legno naturale da collocare in luoghi di passaggio, ad esempio nei corridoi di scuole, ospedali e ospizi. Dei meccanismi esperienziali combinabili e personalizzabili per attrarre l’attenzione, dove azioni semplici e ripetute generano nell’utente una riflessione rispetto al movimento esercitato, veicolando lo sviluppo di psicomotricità, coordinazione e senso. Un’idea nata grazie alla collaborazione tra Gruppo5, un nuovo gruppo di ricerca, sperimentazione, consulenza e formazione, e M<>A – Montessori incontra Alzheimer, che è composta da 8 modelli progettati e prototipati all’interno del FabLab Opendot. Il tutto perché educatori e designer possano progettare e sperimentare insieme nuovi oggetti e nuovi arredi che rispondono in modo più puntuale ai bisogni delle persone.

FONTE di Roberta Lunghini WEST-INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’immigrazione raccontata dai disabili: i borghi diventano set per parlare di diversità

9 Giugno 2016, 15:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’immigrazione raccontata dai disabili: i borghi diventano set per parlare di diversità
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’immigrazione raccontata dai disabili: i borghi diventano set per parlare di diversità

INSERITO DA MORENA MOTTA Ripalimosani. Hanno scelto il borgo di Ripalimosani, dopo aver fatto tappa a Oratino, per raccontare la diversità dal punto di vista di chi diverso lo è già. E il risultato è un docu-film sull’integrazione girato in piccole comunità del centro sud italiano e narrato con la sensibilità dei ragazzi disabili che fanno parte di un onlus aquilana che si chiama “XXIV luglio –handicappati e non”.
Li abbiamo incontrati nel giorno delle riprese, 8 giugno, a piazza San Michele, ai piedi del campanile di Ripalimosani con il loro carico di telecamere, microfoni e tutta l’attrezzatura necessaria per girare. Camminando per le ripide vie del paese alla ricerca di angolazioni adatte alle riprese il regista Francesco Colucci ci ha spiegato il progetto: «Da anni portiamo avanti con la comunità dei progetti multimediali. Nel 2014 abbiamo realizzato un lungometraggio, quest’anno invece ci stiamo dedicando alla produzione di un docu-film. Abbiamo inoltre svolto dei laboratori, coinvolgendo nelle attività anche giornalisti di fama nazionale, per prepararli ad affrontare il viaggio in cui trattiamo il tema dell’integrazione nei piccoli paesi del centro Italia. L’idea è quella di mettere a confronto due marginalità che a loro modo affrontano a fatica la quotidianità, ma che a loro volta sono aiutati da un sistema di accoglienza. Vogliamo vedere cosa succede se un disabile racconta, attraverso il documentario, un tema importante e attuale come l’immigrazione, da molti considerato un problema ma che probabilmente visto dagli occhi di una persona affetta da handicap può diventare qualcosa di diverso».
Lo scopo dei volontari dell’associazione è quello di portare fuori la disabilità, dando modo agli ospiti della struttura di fare esperienze, scoprire il mondo e realizzare qualcosa di interessante e costruttivo. «L’intento – continua Francesco – è quello di conoscere e far conoscere il loro punto di vista, scoprendo che può essere anche più lucido di quello delle persone considerate normali, ma piene in fondo di pregiudizi. Con il film di due anni fa ci siamo riusciti, ora speriamo di raggiungere lo stesso risultato».

Prima di iniziare le riprese sono stati necessari vari mesi di preparazione, durante i quali i partecipanti hanno studiato e appreso le tecniche necessarie per svolgere i ruoli a loro affidati all’interno del lungometraggio.

Così Gianluca Corsi è diventato fotografo, Benito Marinucci e Barbara Fontanazza giornalisti e Giovanni Diletti video maker. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Benito Marinucci, 42 anni dell’Aquila, che ha dichiarato: «Ho imparato molto da quest’esperienza. Parlare con i migranti mi ha fatto sentire molto vicino a loro e capire che siamo tutti esseri umani. Anche se queste persone hanno bisogno di un certificato per poter lavorare qui, sono persone come noi, e mi dispiacerebbe vederli andare via».

Il viaggio di questi ragazzi è appena iniziato: sono partiti lunedì per arrivare in Molise martedì 7 giugno e ieri sera si sono rimessi in cammino per raggiungere le altre tappe del loro percorso: Sarnano (Marche), Carunchio (Abruzzo), Roccagorga e Priverno (Lazio). In attesa di vedere il risultato del progetto si possono seguire i loro spostamenti collegandosi alla pagina facebook Comunità 24 luglio.

FONTE di Patrizia Di Nunzio PRIMONUMERO.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Giubileo malati e disabili: mons. Fisichella (Santa Sede), il 12 giugno per la prima volta in piazza S. Pietro Vangelo “drammatizzato” da persone con disabilità intellettive

9 Giugno 2016, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Giubileo malati e disabili: mons. Fisichella (Santa Sede), il 12 giugno per la prima volta in piazza S. Pietro Vangelo “drammatizzato” da persone con disabilità intellettive
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Giubileo malati e disabili: mons. Fisichella (Santa Sede), il 12 giugno per la prima volta in piazza S. Pietro Vangelo “drammatizzato” da persone con disabilità intellettive

INSERITO DA MORENA MOTTA “Per la prima volta, in piazza San Pietro, la lettura del Vangelo sarà anche drammatizzata da un gruppo di persone disabili intellettive per permettere che il testo sia compreso soprattutto dai pellegrini con disabilità mentale-intellettiva”. È una delle novità della Messa che Papa Francesco celebrerà domenica prossima, 12 giugno, in piazza San Pietro, momento culminante del Giubileo delle persone malate e disabili. Nell’annunciarlo, durante la conferenza stampa di oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede, Fisichella ha specificato che “il servizio liturgico e le letture avranno come protagonisti le persone con disabilità” e che al coro della Cappella Sistina, al momento della comunione, subentrerà il coro “Amoris Laetitia” il quale, insieme ad altri cori formati da persone disabili, animerà il canto “Pane del cielo”. Prima della celebrazione, alle ore 9 i pellegrini presenti in piazza San Pietro avranno l’opportunità di vedere animata l’attesa dell’incontro con Papa Francesco con un momento dal titolo “Quando sono debole sono forte”, condotto da Rosario Carello. Sono previstele testimonianze di Enrico Petrillo, marito di Chiara Corbella morta a soli 28 anni per un tumore scoperto durante la gravidanza, di Maria Grazia Fiore e della sua famiglia con due figli disabili e di padre Cyril Axelrod, già protagonista della catechesi del venerdì. Ci saranno anche le testimonianze di una coppia affetta da una malattia neurologica degenerativa e un saluto di Jean Vanier, fondatore della Comunità “L’Arche” e “Fede e luce”, che ha inviato un contributo video. Alle testimonianze si alterneranno alcuni canti e letture eseguite da persone ammalate e con disabilità.

FONTE S.I.R. Servizo Informazione Religiosa

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SEZ. DISABILITà NEWS Barriere e pregiudizi Sportello legale dedicato ai disabili

9 Giugno 2016, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITà NEWS Barriere e pregiudizi Sportello legale dedicato ai disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutta cosa, la discriminazione. Sempre e comunque, ma soprattutto quando è declinata con la disabilità, offesa dai pregiudizi, dalla burocrazia e dagli ostacoli materiali (le famose barriere architettoniche che rendono le città così ostili e insidiose). La buona notizia è che da oggi le persone disabili hanno un’arma in più per far valere i propri diritti calpestati: la sede provinciale dell’Anmic – Associazione nazionale mutilati e invalidi civili – istituisce l’ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni.

Sezione robusta, quella mantovana, con le sue otto delegazioni sul territorio e gli oltre 3mila iscritti. Gente che, spesso, si porta scritta dentro, a caratteri graffiati, la frustrazione per la propria vita a ostacoli. Mentre il sogno di un’esistenza autonoma prende polvere in fondo al cassetto dei diritti infranti.

«L’iniziativa nasce dalla volontà della sede centrale di Roma di istituire questo ufficio in tutte le 103 sedi provinciali dell’associazione» informano da piazza Bazzani, accanto alla chiesa San Barnaba, dove ha casa l’Anmic provinciale. Da un punto di vista pratico, l’associazione schiera e mette a disposizione i propri avvocati e l’ufficio legale di Roma a tutela delle persone disabili che sentano di aver subìto una discriminazione, nei diversi ambiti del vivere sociale. Dalla scuola agli uffici pubblici, di fronte alle commissioni per l’accertamento dell’invalidità (fondamentale) e negli ospedali, ma anche nella geografia più privata e quotidiana, nei negozi e in palestra, al lavoro e nei luoghi dello svago. Ci si può rivolgere ai legali dell’Anmic anche solo per conoscere le leggi in materia e puntellare così le proprie rivendicazioni alla certezza della norma. Spezzando l’abuso di chi vorrebbe confondere il diritto con il favore.

Per accedere al servizio occorre fissare un appuntamento, anticipando al telefono la propria situazione e il problema che si vuole denunciare (il numero da comporre è 0376-320483). La pietra angolare su cui la tutela poggia è la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e poi c’è la legge numero 67 del 2006 (misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni). Ma prima ancora c’è l’articolo 3 della nostra Costituzione, che nessun referendum potrà mai cancellare: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». (ig.cip) LA GAZZETTA DI MANTOVA

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SEZ. DISABILITA NEWS Con il giusto sostegno, posso fare le mie scelte

8 Giugno 2016, 13:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS Con il giusto sostegno, posso fare le mie scelte

INSERITO DA ANGELA CECERE «Ho bisogno di aiuto, di tempo e di informazioni, prima di prendere una decisione e ho bisogno di supporto anche per poter vivere in modo indipendente, ma con il sostegno giusto lo posso fare!»: la testimonianza di Roisin De Burca, giovane donna con sindrome di Down, in occasione di una recente conferenza organizzata a Dublino dal Forum Europeo sulla Disabilità, ha illuminato la strada di un “futuro possibile”, all’insegna dei diritti e della vita indipendente, per tutte le persone con disabilità

La capacità giuridica può essere descritta come il potere o la possibilità di agire, da parte di una persona, nel quadro del sistema giuridico. In altre parole, essa rende una persona soggetto di diritto. Si tratta di un concetto connesso alla gran parte delle persone maggiorenni, che permette loro di avere diritti e doveri, di prendere decisioni vincolanti e di rispettarle. Tale capacità facilita la libertà personale: essa infatti consente a una persona di accettare un lavoro, di sposarsi, di ereditare proprietà. Inoltre protegge l’individuo da interventi indesiderati: ad esempio la persona adulta con capacità giuridica può rifiutare qualsiasi trattamento medico sul quale non sia d’accordo». Ha ruotato attorno a tali questioni la Conferenza Internazionale dedicata appunto alla capacità giuridica e al diritto da parte delle persone con disabilità di fare le proprie scelte in ogni àmbito della loro vita, svoltasi qualche settimana fa a Dublino, in occasione dell’Assemblea Annuale dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e della quale abbiamo già riferito ampiamente in altra parte del giornale. Un incontro, come avevamo segnalato, centrato per lo più sull’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Uguale riconoscimento dinanzi alla legge), che riproponiamo integralmente nel box in calce.

Torniamo qui a occuparci dell’evento di Dublino, per calare nella concreta realtà quello stesso concetto di capacità giuridica, grazie alle illuminanti testimonianze prodotte in Irlanda da due persone con disabilità intellettiva, vale a dire Claire Hendrick di Inclusion Ireland eRoisin De Burca di Down Syndrome Ireland, introdotte da un’altrettanto significativa annotazione proveniente dai responsabili dell’EDF. «Molti di noi – hanno dichiarato questi ultimi – danno per scontato il proprio diritto a decidere su cosa studiare, quale lavoro cercare, dove e con chi vivere, chi sposare, per chi votare, quale medico interpellare. Al contrario, a molte persone con disabilità intellettive o psicosociali, questo diritto basilare viene negato e i loro desideri e preferenze non vengono rispettati. Basti pensare alle tante persone con disabilità che finiscono per vivere in istituti o strutture psichiatriche contro la loro volontà o a quelle donne con disabilità che vengono tuttora sterilizzate senza il loro consenso informato».

«Dopo la morte di mia madre – ha raccontato dunque Claire Hendrick a Dublino – sono finita in una struttura per senzatetto, lontana dalla mia famiglia e dal mio medico. Non mi è stato permesso di fare quello che facevo prima e per andare dal medico dovevo chiedere a qualcuno. Se poi, ad esempio, mi serviva del denaro per il mio compleanno, dovevo esattamente dire quanto. Era tutto molto difficile e pesante». Sull’altro versante, Roisin De Burca ha aperto invece la strada a un “futuro possibile”, per tante persone con disabilità, all’insegna dei diritti e della vita indipendente. «I miei fratelli più grandi – ha spiegato infatti – sono andati tutti al college, ma anch’io, come loro, volevo studiare e l’ho fatto. Vivo con i miei genitori, ma voglio essere indipendente e in grado diprendermi cura di me stessa. Vorrei anche lavorare, ma non trovo un’occupazione. La più grande sfida che ho raccolto è stata quella di assumermi responsabilità». «Certo – ha aggiunto – ho bisogno di aiuto, di molto tempo e di molte informazioni, prima di prendere una decisione e ho bisogno di supporto anche per poter vivere in modo indipendente. Ma con il sostegno giusto lo posso fare!».

SUPERANDO

08.06.2016 14.57

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili

8 Giugno 2016, 08:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Ecco un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili

INSERITO DA ELSA COPPA LIVORNO. Un centro estivo itinerante per ragazzi e bambini disabili, un’iniziativa che coinvolge tantissime anime della città. Lunedì prossimo partirà infatti la quinta edizione del progetto “Tutti insieme per un goal: perché volontariato è fare rete con il cuore”, ideato nel 2012 dal liceo Cecioni in collaborazione con l’associazione Disabilandia. E sostenuto dalla Fondazione Livorno - «in prima fila», come sottolineato dal vice-presidente Riccardo Vitti - e dal Cesvot. Quest’anno i disabili iscritti sono 66, 50 dei quali con il doppio turno (due mesi anziché uno), e saranno seguiti fino al 5 agosto da ben 170 studenti-tutor, provenienti non solo dal Cecioni, ma anche dall’Isis Niccolini Palli, dall’Itis Galileo Galilei e dall’Iis Vespucci-Colombo. Senza dimenticare l’impegno del Comune: 150 ore di assistenza domiciliare al mare e 1920 ore di servizio civile. «Il titolo dell’iniziativa spiega l’impegno di tantissime associazioni – le parole dell’assessore al sociale, Ina Dhimgjini – unire le forze è la strada giusta».

I più piccoli verranno portati al mare, al Parco del Mulino e all’acquario, per i più grandi sono previste pure uscite in barca e mini-gite. «Sarà anche un’occasione di formazione per gli studenti-tutor», la chiusura di Cecilia Semplici, professoressa del Cecioni e coordinatrice del progetto.

GIANNI TACCHI IL TIRRENO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale

8 Giugno 2016, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Spotorno un nuovo sollevatore per disabili presso la Lega Navale

INSERITO DA ELSA COPPA Nemmeno la pioggia ha fermato, lo scorso sabato 4 giugno a Spotorno, l'inaugurazione dell'impianto di sollevamento per disabili che la locale Lega Navale ha voluto e realizzato, con il sostegno, non solo economico, della Rete della solidarietà, della Lega Navale Italiana e della Eternet srl.

Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti della Lega Navale Italiana, ing. Piero Ferrozzi e l’ Ammiraglio Federico Biroli. La benedizione è stata impartita da mons. Vittorio Lupi, vescovo della diocesi Savona-Noli. Il Presidente della LNI Spotorno Mario Gaggero ha fatto gli onori di casa, ricordando l'impegno della sezione per estendere l'opportunità di praticare sport d'acqua (vela, pesca sportiva, attività di diving) anche a chi si confronta ogni giorno con la disabilità, cogliendo l'occasione della presenza dei candidati alle locali amministrative.
Taglio del nastro per mano di Natalina De Maestri, socia disabile della LNI di Spotorno, e Silvano Malagugini, istruttore vela disabile della Lega Navale Genova Centro.

Il progetto del sollevatore nasce dall'accordo - intesa tra Lega navale Italiana e Regione Liguria- "Mare per Tutti", attivo dal 2011, volto a favorire iniziative di promozione sociale ed educazione Ambientale.

La sezione spotornese della Lega, lo scorso anno, ha realizzato numerosi appuntamenti, grazie a questa intesa: un calendario numerose uscite a vela, per persone con disabilità psichica, in collaborazione con Anffas, Spes e Auser, e numerose giornate di educazione ambientale, rivolte sia agli allievi della scuola primaria S. Pertini di Spotorno che a quelli dei corsi di vela e di pesca della Lega.
Questo l’intervento di monsignor Lupi, Vescovo di Savona – Noli al taglio del Nastro: “Ciò che oggi si è realizzato qui è una lodevole opera di aiuto per le persone che normalmente non riescono a vivere ciò che la natura dispensa. Confronto, collaborazione e condivisione: questo è quello che traspare oggi attraverso un’opera che ha visto numerose associazioni spotornesi e una azienda privata concorrere al bene comune, sia negli intenti che nei fatti. Che questo sia di sprone a far si che anche altre realtà, non solo qui alla Lega Navale di Spotorno, possano abbattere quei muri che impediscono ai meno fortunati di godere della natura che Dio ci ha concesso”.

La Lega Navale di Spotorno, che ha attraverso un iter durato ben due anni posto il sollevatore, si è così espressa attraverso il suo Segretario Alessandro Poggi:
"Siamo soddisfatti per questa inaugurazione, da oggi abbiamo uno strumento in più per proseguire nel nostro percorso di condivisione, per fare in modo che un numero di persone sempre maggiore, indipendentemente dalla propria condizione, possa conoscere e vivere il mare. Speriamo che il messaggio che vogliamo dare, ossia abbattere a Spotorno le numerose barriere architettoniche, possa essere accolto anche dalla nuova amministrazione che è stata eletta.

http://www.savonanews.it/2016/06/07/leggi-notizia/argomenti/finalese/articolo/a-spotorno-un-nuovo-sollevatore-per-disabili-presso-la-lega-navale.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità, visitare il ventre di Napoli in ‘carrozzella’

8 Giugno 2016, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità, visitare il ventre di Napoli in ‘carrozzella’
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità, visitare il ventre di Napoli in ‘carrozzella’

INSERITO DA ELSA COPPA NAPOLI – Due sedie a rotelle “speciali” per permettere a tutti di fare una passeggiata nel ventre di Napoli. Federfarma Napoli (in collaborazione con il dottore Salvio Zungri, della storica ditta specializzata in protesica) ha donato all’organizzazione della Galleria Borbonica due carrozzelle a spinta progettate appositamente per affrontare percorsi disagiati e sterrati. Le due carrozzelle, infatti, sono di dimensioni più piccole rispetto allo standard, permettendo così il passaggio anche in spazi e cunicoli più stretti e sono state equipaggiate con delle ruote più resistenti, anch’esse più piccole, adatte al terreno sconnesso del percorso sotterraneo.

Così non soltanto i disabili, ma anche persone anziane che facciano fatica a compiere l’intero percorso, o ancora soggetti obesi con difficoltà motorie, potranno visitare buona parte delle gallerie sotterranee di un sito fortemente attrattivo dell’interesse tanto dei cittadini napoletani, quanto di segmenti sempre più ampi di turisti affascinati da un percorso suggestivo ed in continua riscoperta nel ventre di Napoli.

“L’iniziativa – dichiara Michele Di Iorio Presidente di Federfarma Napoli – è l’ennesima realizzata dai farmacisti napoletani, stavolta in collaborazione con l’amico Zungri, attraverso la quale porre il cittadino al centro dei propri diritti, non ultimo quello alla mobilità. Il futuro di Napoli – continua Di Iorio – passa anche attraverso il miglioramento della percezione di accoglienza di coloro che approfondendo la storia di Napoli, più consapevolmente possono contribuire alla sua valorizzazione perché miniera di ingegni e di storia ancora inesplorata. Al pari di analoghe iniziative riposizioniamo al centro della nostra azione professionale non solo il cittadino affetto da patologie ma anche il cittadino che per conservare il proprio benessere necessita di percorsi culturali, autentici integratori dello spirito prima ancora che del corpo”.

Marco Minin, tra i responsabili della Galleria Borbonica di Napoli, insieme al fratello nel corso degli anni ha sempre più ampliato il percorso sotterraneo, con una particolare attenzione anche ai diversamente abili. “Eppure – racconta- spesse volte le carrozzelle di chi viene a visitarci si dimostrano inadatte al percorso, pur avendo noi cercato di renderlo fruibile a tutti. In particolare, poi, mi dispiaceva molto, in occasione delle mie lezioni alle scolaresche, sentir dire dai professori che i ragazzi con disabilità non potevano visitare le nostre gallerie. Così in occasione di una visita del dottor Iaccarino, ho chiesto a lui se fosse possibile sensibilizzare qualche privato ed oggi grazie al contributo di Federfarma possiamo incoraggiare a venirci a trovare anche molti di quegli anziani che in queste gallerie rivedono il loro passato del periodo della guerra, quando queste gallerie erano adibite a ricoveri. In molti desistevano perché difficile e faticoso compiere l’intero percorso“.

Artefice dell’iniziativa il dottor Corrado Iaccarino, neurochirurgo napoletano: “nel corso di una mia visita privata alla Galleria Borbonica Marco Minin, che conobbi in quell’occasione, mi spiegò le difficoltà nel far accedere persone con disabilità ai percorsi della Galleria. Pensai a chi potesse dar loro una mano e con un paio di telefonate l’idea prese corpo ed oggi si concretizza. E’ importante che la nostra città dia il più possibile, anche a livello turistico, un’immagine di inclusione sociale e laddove non arriva il pubblico, può arrivare il privato. Per i disabili non è la semplice possibilità di visitare un luogo altrimenti inaccessibile, ma ha anche un’importante valore psicologico e, quindi clinico”.

http://www.dire.it/07-06-2016/58146-disabilita-visitare-il-ventre-di-napoli-in-carrozzella/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Questa ragazza, affetta dal morbo di Crohn, ci ricorda che non tutte le disabilità sono visibili

8 Giugno 2016, 08:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA ELSA COPPA Aimee Rouski è una ragazza di 19 anni. È affetta dalla malattia di Chron e ha deciso di postare 3 foto su Facebook che sono diventate subito virali. L'obiettivo? Dimostrare che non tutte le disabilità sono visibili e che una ragazza apparentemente in ottima saluta, in realtà, non lo è. Proprio per questo motivo ha voluto mostrare al mondo le sue cicatrici e la sacca che le hanno messo dopo l' ileostomia, una tecnica chirurgica che consente l'apertura dell'ileo sulla superficie addominale praticata per varie patologie tra cui quella dalla quale è affetta Aimee.

Il post, che è stato condiviso oltre 18.000 volte da quando è stato pubblicato il 25 maggio, sottolinea la forza della ragazza che ha accettato con serenità la sua malattia e tutte le conseguenze.

"Ho deciso di pubblicare questo post perché quelli sul peso sono molto frequenti e invece non ce ne sono sulla disabilità, soprattutto se non è manifesta. Ho il morbo di Crohn, una malattia grave e incurabile che mi ha quasi uccisa. Non è un banale mal di stomaco, come pensano la maggior parte delle persone. Una persona con questa malattia affronterà moltissime cure e lla fine arriverà alla chirurgia. Ed è proprio di questo che voglio parlare. Ho subito una resezione intestinale.
Sono sempre stata a mio agio con quello che mi è successo, ma alcune persone hanno reali difficoltà ad accettare queste cose quando capitano loro. Se non lo dite agli atri nessuno si accorgerà mai della vostra malattia e se lo direte alle persone che amate loro non vi abbandoneranno, ma saranno ancora lì a sostenervi. La vostra malattia non è nulla di cui dovete vergognarvi <3".

Quando Aimee aveva 15 anni, la malattia di Crohn le provocava dolori così forti da non riuscire quasi più a camminare e a mangiare così si è sottoposta a 3 interventi chirurgici. Per rimettersi ha passato 7 mesi ricoverata in ospedale, ma ha risolto i suoi problemi.

L'intervento le ha lasciato grandi ferite inguaribili senza dei trapianti. Per farle richiudere i medici hanno prelevato parte di muscolo dalle sue cosce. Inoltre le è stato applicato un sacchetto che raccoglie il materiale fecale.

"Ho deciso di scrivere questo post perché ho notato che la gente non sa nulla di questo morbo e di altre malattie non visibili", ha detto la ragazza a Metro Uk. "Spesso le persone pensano che tutto quello con cui ho avuto a che fare non è statao altro che un semplice mal di pancia, quando in realtà questa malattia poteva uccidermi".

Aimee ha detto al giornale che spera che il suo messaggio arrivi alle persone che hanno affrontato un'esperienza simile alla sua. "Ho voluto mostrare alle persone che non c'è nulla di cui vergognarsi e che dobbiamo accettarci e amarci così, anche se non siamo perfetti".

http://www.huffingtonpost.it/2016/06/06/ragazz-morbo-chron-disabilita-facebook_n_10316826.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Senza vergogna, davanti all'obiettivo per mostrare le malattie invisibili

8 Giugno 2016, 07:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Senza vergogna, davanti all'obiettivo per mostrare le malattie invisibili

INSERITO DA ELSA COPPA NON TUTTE le disabilità sono visibili, ma non per questo sono meno invalidanti. Ci sono malattie che non mostrano i loro segni all'esterno e delle quali non si parla. Chi soffre di malattie intestinali croniche spesso non ne parla, per paura di non essere capito. Raccontare i sintomi e le conseguenze di queste patologie costituisce per molti pazienti un tabù.

La storia di Chiara. Chiara De Marchi è abituata a guardare la vita attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica. Nel 2009 le hanno diagnosticato la rettocolite ulcerosa e un'invalidità del 49%. Da quel momento ci sono stati momenti di dolore, disagio e depressione. Poi è arrivata la svolta, con la nascita di suo figlio Samuele, e un'idea: raccontare le storie di chi soffre di queste patologie per vivere 'senza vergogna'. "Quando una persona subisce un intervento al cuore o è senza un gamba le conseguenze sono palesi anche all'esterno e c'è più attenzione - spiega Chiara - per noi è tutto più difficile, perchè di queste malattie non si parla, ci si vergogna di dire la parola 'diarrea' e ci si sente giudicati. Bisogna rompere questo tabù perchè stiamo parlando prima di tutto di salute e questa condizione che noi viviamo potrebbe capitare a chiunque". Così è nato il progetto "Invisibile body disabilities": Chiara ha iniziato a fotografare le donne affette da Morbo di Crohn e colite ulcerosa, raccogliendo le loro testimonianze. "Le persone che soffrono di queste patologie non ne parlano molto. Esistono gruppi su Facebook, ma spesso sono privati - puntualizza la fotografa - Per questo mi sono detta, la foto è un mezzo di comunicazione immediato e può diventare anche un simbolo di speranza".  

DI MARTINA NASSO LA REPUBBLICA
 

 

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