SEZ. DISABILITà NEWS Tribunale con barriere architettoniche? Proprio un controsenso
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È successo qualche giorno fa a Carrara che un ragazzo non potesse entrare in aula, a testimoniare, perché la sua sedia a rotelle non riusciva a superare alcuni ostacoli.
Sì, avete capito bene, siamo in Italia, dove l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici dovrebbe essere garantito per legge.
“Troppe barriere”, è questo il motivo che ha trasformato per Gabriele Bertani un semplice processo in una vera e propria odissea: dal numero veramente intollerabile di scalini all’ascensore, troppo stretto per i “carrozzati”.
Così l’unica soluzione decente è stata quella di salire sul l’ascensore di servizio, degli operati, anche se “sporco e non igienico”, racconta Gabriele.
Che ci siano delle leggi ben precise, internazionali, riguardo le misure necessarie per rendere gli spazi (ascensori compresi) accessibili alle carrozzine, è ormai una realtà consolidata. Ma che quelle stesse leggi sia un tribunale a non rispettarle, è davvero una barzelletta che, a dirla tutta, fa più piangere che ridere.
Ai media locali il testimone ha raccontato che doveva andare dal giudice di pace, richiamato da un avvocato che alla fine nemmeno si è presentato in aula perché in vacanza.
Quell’aula dove Gabriele avrebbe dovuto testimoniare, ovvero compiere un gesto normalissimo di civiltà che però a quanto pare non è concesso a tutti, e che era al primo piano. Non c’è stata così un’alternativa valida se non quella di usare l’ascensore della ditta che stava ristrutturando l’edificio, decisamente non idoneo per trasportare personale non autorizzato.
Niente di nuovo quindi. Ancora una volta è il cittadino a doversi adattare alla società, e non il contrario nonostante sia un diritto stabilito.
E infatti è amara la riflessione di Gabriele a fine dichiarazione:
“Capita sempre così… Se voglio seguire un consiglio Comunale devo stare dalla parte degli eletti, e non degli elettori, perché non c’è modo di raggiungere la parte del popolo”.
Caro Gabriele, smetti di votarli… Vedrai che nel momento del bisogno, nella civiltà, ti ci fanno ritornare.
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FONTE http://www.italiapost.info/256548-gabriele-bertani-e-melio-cosi/
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