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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ostia, manca certificato antimafia: bloccati centri estivi per disabili

18 Giugno 2016, 09:08am

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ostia, manca certificato antimafia: bloccati centri estivi per disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ostia, manca certificato antimafia: bloccati centri estivi per disabili

INSERITO DA ELSA COPPA Nel X Municipio commissariato per mafia è proprio un mancato documento antimafia che blocca un servizio. Si tratta, questa volta, dei centri estivi per disabili che sarebbero dovuti partire, ma che il parlamentino lidense ha bloccato. Una vicenda che vede, ancora una volta, la macchina burocratica rallentare un servizio.Secondo la graduatoria pubblicata dal sito ufficiale del X Municipio e datata 17 maggio, la Cooperativa Socio Sanitaria Futura, la Cooperativa Presenza Sociale, la Cooperativa Sociale Le Milla e una Notte e Anffas Ostia Onlus sono chiamate a garantire il servizio. Al netto dello stop per il certificato antimafia. Per legge qualsiasi assegnazione, anche dove non c’è alcun tipo di guadagno come i centri estivi per disabili, hanno bisogno di una serie di certificazioni antimafia. Lo prevede l'articolo 100 del decreto legislativo 159 del 2011.

Ostia, manca certificato antimafia: bloccati centri estivi per disabili
„Lorenzo Nicolini ROMATODAY

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Mare senza barriere” in una splendida spiaggia siciliana

18 Giugno 2016, 08:54am

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Mare senza barriere” in una splendida spiaggia siciliana
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Mare senza barriere” in una splendida spiaggia siciliana

INSERITO DA ELSA COPPA Per il quarto anno consecutivo, laUILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Mazara del Vallo (Trapani) propone l’iniziativa denominata Mare senza barriere, progetto rivolto alle persone con disabilità motoria, che permette loro l’accesso libero e agevole a una delle più belle spiagge della Sicilia occidentale e non solo.

«Accoglienza turistica – sottolineano dall’Associazione siciliana – vuol dire offrire alle persone, nessuno escluso, tutti quei servizi che permettano di godere liberamente e piacevolmente delle bellezze del luogo che visitano. ConMare senza barriere, quindi, mettiamo a disposizione pedane antiscivolo, ombrelloni, sedie sdraio e una sedia Sand & Sea che consente di entrare in acqua e fare il bagno. Il tutto davanti a un mare cristallino e su una sabbia dorata, presso il Lido Monnalisa Beach, in località Tre Fontane, in uno dei tratti di spiaggia più belli del Mediterraneo, a pochi chilometri dal più grande Parco Archeologico d’Europa, quello di Selinunte-Cave di Cusa». Da segnalare anche che nell’àmbito di tale progetto, la UILDM mazarese metterà a disposizione degli ospiti, per consentir loro di fare il bagno e andare incontro a ogni eventuale necessità, i propri volontari e operatori. (S.B.)

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SEZ. DISABILITà NEWS Disabili, un figlio vale più di un voto

16 Giugno 2016, 12:22pm

Pubblicato da Direttore Michele Pappacoda

SEZ. DISABILITà NEWS Disabili, un figlio vale più di un voto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Di ieri la notizia di una mamma che decide di esprimere se stessa interpretando, non si sa bene come, il desiderio del proprio figlio(quattordicenne gravemente disabile) di ringraziare Torino, nella persona del sindaco Fassino, per riferiti gesti di grande attenzione verso i diritti dei disabili. Sarò polemica. E sarò consapevolmente polemica. Assolutamente non condivido questa strumentalizzazione pietosa, antiquata, lesiva ai limiti della questua elettorale più arcaica e abominevole. Usare, perché di questo si tratta, la disabilità del proprio figlio per raccogliere voti è, già di per sé, ridicolo e penoso. Ma, farlo con un quattordicenne ignaro di essere fotografato, ignaro di essere protagonista di una scelta politica e ideologica è davvero rischioso.

Se ognuno di noi acquisisse il diritto di raddoppiare il potere di voto in veste di rappresentante del proprio figlio disabile, saremmo fuori da uno Stato. Da qualsiasi forma di Stato. Ma questa è solo la prima impronta di un pensiero. Ho voluto acquisire informazioni contattando le diverse persone che conosco su Torino e chiedere cosa mai avesse fatto questo sindaco di così importante. Dunque, al di là di coloro che mi hanno risposto ridacchiando, anche coloro che sposano l’ideologia politica sostengono che l’attenzione è consistita nell’applicare una buona pratica. Mi hanno raccontato e indirizzato alla lettura di accordi tesi a rendere più accessibili i servizi pubblici. Senza parole. Noi adesso diciamo bravo a chi fa il suo dovere. Quindi non si persegue più chi non fa il lavoro per il quale è pagato, ma si premiano a oltranza, con pubblicità da dentifricio, coloro che semplicemente fanno ciò per cui sono pagati. E non lo si fa con la festa di partito, eh no! ci si sdraia in un letto, ci mette lì accanto e si promuove la squadra del cuore. Senza peraltro tenere conto che,proprio ieri, è nata la pseudolegge sul Dopo di noi. Promossa da dentifrici e caramelle con sorrisi smaglianti, mentre assicurazioni, fondazioni, privati e benestanti si fregano le mani ai danni dei poveri veri. Disabili e anche disagiati. A loro il Dopo di noi non offre nulla se non l’arbitraria opera benefica di qualche ricco che vuole pulirsi la coscienza. Quella che una volta si chiamava elemosina, è stata ora normata. Ma su questo tornerò a raccontare nel concreto cosa accade alle famiglie interessate.Nel frattempo continuo a chiedermi se quel ragazzino sia a conoscenza di tutto questo dire. Per affermare tutto ciò deve aver vissuto sulla pelle le difficoltà del prima, deve aver verificato ogni aspetto di questo suo percorso legato a disservizi, trasformatisi poi in qualità. E, anche qui, non so quanto sia giusto, mentre si perseguono serenità e inclusione, portare un ragazzino di 14 anni a fare battaglie in cerca di chi gli tende la mano. Polemica, solo perché spero che sia uno scivolone che non si ripeterà più.

FONTE IL FATTO QUOTIDIANO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINOCrazy for football", nel 2018 i mondiali di calcio a 5 per persone con disagio mentale

12 Giugno 2016, 14:55pm

Pubblicato da Positanonews

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La competizione con l'obiettivo di mettere in evidenza la valenza terapeutica del gioco del calcio nell'ambito della riabilitazione psichica e della lotta ai pregiudizi. Testimonial l'attore Carlo Verdone: "Lo sport è una medicina per il cervello"

pallone da calcio

ROMA - Sono stati ufficializzati a Roma, nell'ambito di un convegno organizzato presso l'Istituto superiore di sanità, i Mondiali di calcio a 5 per persone con disagio mentale che si terranno in Italia nel 2018 con il patrocinio del Coni, della Federcalcio e del ministero della Salute. Nel corso dell'evento, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale Asl Rm 2 e dal Centro di ricerca universitario HE.R.A dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, medici psichiatri e allenatori tecnici che seguono i ragazzi della Nazionale si sono confrontati sull'importanza e la affetti da questo tipo di patologie. Testimonial del progetto è l'attore e regista Carlo Verdone.

"Per la salute mentale lo sport e' tutto- ha detto Verdone intervistato dall'Agenzia Dire- non e' infatti soltanto una questione di distrazione, libertà, leggerezza e condivisione, ma anche una grande medicina di ossigeno per il cervello". Verdone ha poi raccontato di avere pronto "un soggetto per un film sulla salute mentale- ha proseguito- che prima o poi vorrò mettere a punto e realizzare perché mi sembra molto interessante. La paura, però, e' sempre che il grande film 'Qualcuno volò sul nido del cuculo' di Miloš Forman aleggi sopra e quindi il timore e' quello di realizzare un prodotto molto molto inferiore. Prima o poi, però, voglio affrontare questo tema perché oggi fa parte oggi della società ed e' giusto che il pubblico si approcci anche con una commedia, perché no, a tematiche di questo tipo".

Anche l'attrice Ambra Angiolini ha voluto dare il suo sostegno a questo progetto, testimoniando come "queste occasioni che vedono coinvolte la società civile e i personaggi pubblici possono dare voce a realtà spesso guardate con enorme diffidenza ed essere una spinta a superare i pregiudizi e le etichette. Anche il teatro e' un luogo in cui le persone con queste difficoltà hanno modo di esprimersi liberamente, portando se stessi sul palco e creando momenti di profonda intimità e bellezza". Ambra ha poi detto all'Agenzia Dire che lo sport e' "una cura e aiuta a tener duro. Io ne pratico tantissimo, fin da piccolissima: basket, calcio, nuoto e ora in particolare l'arrampicata". Secondo l'attrice lo sport e' "terapeutico, rallenta la demenza senile e l'Alzheimer, ma va fatto in maniera sana e senza eccessi".

A condurre il dibattito e' stato il dottor Emanuele Caroppo, dirigente Psichiatra dell'Uoc Spdc presso l'ospedale Pertini di Roma e segretario Scientifico del seminario, che ha spiegato: "L'esperienza delle due edizioni 2015 e 2016 del progetto 'Rete!', realizzato da Figc in collaborazione con l'Università Cattolica e Sprar a favore della salute psico-fisica dei minori stranieri non accompagnati, insegna che attivando sinergie virtuose non soltanto si abbattono i costi di interventi attivi e di ricerca ma, quasi a costo zero, si migliora in modo importante la qualità della vita delle persone aumentandone la felicità e riducendone la vulnerabilità. E' auspicabile, quindi, una collaborazione sempre maggiore tra mondo dello sport, della ricerca, dei servizi di salute mentale, delle istituzioni e della società civile, perche' questa e' la strada maestra per affrontare il disagio psichico e combattere i pericolosi e sempre presenti pregiudizi. Raggiungiamo tutti insieme il gol dei Mondiali 2018".

Il calcio come sport d'inclusione, ha spiegato ancora durante l'incontro il professor Luigi Janiri, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, porta con se' un mondo "di regole, obiettivi comuni, ruoli da rispettare, responsabilità e condivisione che abbassano le resistenze dei soggetti che soffrono di disagi psichici e liberano un'emotività nuova e imprevedibile, rimettendo in discussione i rigidi assetti attraverso cui leggono la realtà e li rende più felici. I ragazzi coinvolti nel progetto della Nazionale e tutti i pazienti a cui e' stato proposto di praticare questo sport, infatti, hanno riportato una significativa riduzione dei ricoveri e dell'uso di farmaci".

In conclusione Ruggero, uno dei ragazzi della Nazionale, ha letto i ringraziamenti e l'augurio del presidente del Coni, Giovanni Malagò, per lo straordinario traguardo e l'esempio di volontà della squadra italiana che ha partecipato ai Campionati del mondo di Osaka: "Avete dimostrato che niente e' impossibile- si e' letto nel messaggio inviato da Malagò- per chi crede nella bellezza delle proprie ambizioni. Siete i campioni di una Nazionale che conferma come lo sport sia inclusione e aggregazione. 'Crazy for football' rappresenta gli ideali che promuoviamo ogni giorno attraverso lo sport. Facciamolo diventare uno slogan senza tempo- ha concluso- perché stupirete il mondo". 

http://superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Sport/Eventi/info36882792.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Malattie neuromuscolari, nasce il coordinamento delle associazioni

12 Giugno 2016, 14:52pm

Pubblicato da Positanonews

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Malattie neuromuscolari, nasce il coordinamento delle associazioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - "Uniti si è più forti", anche contro le malattie neuromuscolari: è da questa convinzione che nasce Camn, il Coordinamento associazioni malattie neuromuscolari, voluto dalla Uildm e che riunisce Acmt-rete per la malattia di Charcot Marie Tooth, Aig (Associazione Italiana Glicogenosi), Asamsi (Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili), Aidmed (Associazione Italiana Distrofia Muscolare di Emery Dreifuss), Associazione Famiglie Sma, Fshd Europe, Fshd Italia, Gfb (Gruppo Familiari Beta-Sarcoglicanopatie) Onlus, Gruppo Malattia di Kennedy, Col6 (Gruppo contro Miopatie e Distrofie da Collagene VI), Miotonici in Associazione, Mitocon (Insieme per lo studio e la cura delle malattie mitocondriali), Parent. Partecipano e supportano l'iniziativa AIM (Associazione Italiana di Miologia), ASNP (Associazione Italiana per lo studio sul Sistema Nervoso Periferico) e Telethon.

L'idea di questo nuovo "patto" è sorta circa un anno fa, in occasione dell' Assemblea nazionale della Uildm: il principio base è che "uniti si può incidere di più", sia nel sostegno alla ricerca, sia nella lotta quotidiana per migliorare la qualità di vita di tutte le persone colpite da patologie neuromuscolari e delle loro famiglie. Nel corso dell'ultimo incontro di studio per l'avvio di questo progetto, a marzo 2016, le realtà aderenti hanno ribadito la volontà di creare un fronte comune, una forza in grado di approfondire e supportare lo sviluppo, su scala nazionale, delle tematiche scientifiche, politiche e sociali che riguardano le patologie muscolari. Con questi obiettivi, è ora nato ufficialmente Camn (Coordinamento Associazioni Malattie Neuromuscolari) e sono stati individuati tre gruppi operativi individuati. "Essenziali per la lotta alle malattie neuromuscolari" sono state definite dai promotori le tematiche di cui si occuperanno questi ultimi, ovvero i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), i Registri di patologia e la formazione.

Lea. Attraverso questo Gruppo, parlando con voce comune nel dialogo con le Istituzioni, si lavorerà per avere "Lea uguali per tutti", facendo in modo, tra le altre cose, che i buoni principi della ricerca clinica e degli standard di cura vengano attuati in tutto il Paese e vi siano Linee Guida condivise e applicate su tutto il territorio. Concretamente, il gruppo avvierà uno studio delle proposte per il rinnovo dei Lea attualmente allo studio del governo e lavorerà insieme alle altre associazioni e ai medici sui territori per realizzare un'indagine preliminare dei livelli di applicazione degli stessi in ambito locale. Successivamente, programmerà incontri con le istituzioni regionali per favorire il confronto e l'analisi, con l'obiettivo di una diminuzione della "migrazione passiva" verso altre regioni a causa di una disattesa applicazione dei Lea.

Registri patologia. Affiancandosi e collaborando con l'associazione del registro dei Pazienti con malattie neuromuscolari (che esiste dal 2009), questo gruppo lavorerà affinché i diversi Registri esistenti arrivino a dialogare tra loro in modo utile e coerente, per rendere i dati contenuti veramente fruibili da tutti (medici, ricercatori e pazienti), e possano essere supportati nel tempo. Primo obiettivo concreto del Coordinamento su questo tema, dunque, sarà promuovere un dialogo con le istituzioni governative e l'Istituto Superiore di Sanità, per definire un Disegno di legge che identifichi le responsabilità nella strutturazione, nel mantenimento e nell'utilizzo dei Registri.

Formazione. Attraverso questo gruppo, il Camn si attiverà per una formazione in ambito medico-sanitario e verso il paziente e i familiari, attraverso la produzione di Linee guida chiare e personalizzate per gruppi di patologia. Parallelamente, si intende promuovere una formazione intesa come "condivisione di informazioni tra le associazioni" che possono mettere in circolo le proprie competenze ed esperienze.

FONTE http://superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Associazioni/Zoom/info36886695.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO

12 Giugno 2016, 14:50pm

Pubblicato da Positanonews

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO

DI DOTT. ROSA DE MARTINO

Io chiudo Così:
La solitudine
Non è
Stare soli...
Ma stare
Accanto
Alla gente
Sbagliata.,
Buon fine settimana
Divertitevi
Meditiamo: è giusto divertirsi, fate attenzione !!!

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO

12 Giugno 2016, 14:47pm

Pubblicato da Positanonews

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO IL PENSIERO DELLA DOTT. ROSA DI MARTINO

DI DOTT. ROSA DE MARTINO

La vita
E questa
Niente
È
Facile
E nulla
È
Impossibile
Basta
Volerlo!

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SEZ. DISABILITà NEWS Il lato bello del calcio, finali torneo Centri Diurni Disabili di Mila

12 Giugno 2016, 13:36pm

Pubblicato da Positanonews

SEZ. DISABILITà NEWS Il lato bello del calcio, finali torneo Centri Diurni Disabili di Mila

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Più di 100 atleti disabili hanno disputato le finali di un torneo di calcio “a forte vocazione sociale” a Milano, mercoledì 8 giugno, presso il centro sportivo Peppino Vismara (via dei Missaglia 117). Questa giornata di sport e solidarietà ha visto anche le premiazioni dei calciatori finalisti, tutti sportivi dei Centri Diurni Disabili (CDD) di Milano e provincia.Gli atleti, che dall'autunno 2015 si incontrano settimanalmente per allenamenti e partite di torneo, hanno disputato le fasi finali dei tornei sotto il coordinamento della UISP (Unione Italiana Sport Per tutti), la quale ha fornito gli arbitri e organizzato le finali. Gli sportivi di questo torneo, si sono allenati e hanno disputato partite per lungo tempo, sempre sotto la guida del personale del Comune di Milano appositamente formato. I CDD di Milano accolgono quasi 900 persone con disabilità di età compresa tra i 18 e i 65 anni. I centri sono strutture sociosanitarie semiresidenziali, aperte dalle 9:00 alle 16:00, dal lunedì al venerdì. I centri presenti in città sono 37 dei quali 15 sono a gestione diretta comunale e 22 gestiti dal privato sociale mediante convenzioni. “Siamo da sempre in campo affinchè lo sport diventi uno strumento di inclusione sociale fruibile per tutti – spiega Antonio Iannetta del comitato UISP di Milano – i tornei dei Centri Diurni Disabili sono uno splendido esempio di come lo sport sia veicolo di integrazione e di come serva a valorizzare le relazioni abbattendo le barriere della diffidenza. Lo sport è un patrimonio di tutti, nessuno escluso.” 

http://www.affaritaliani.it/milano/il-lato-bello-del-calcio-finali-torneo-centri-diurni-disabili-di-mila-426292.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Assistenza di base: se il collaboratore scolastico si rifiuta commette reato penale

9 Giugno 2016, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Assistenza di base: se il collaboratore scolastico si rifiuta commette reato penale
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Assistenza di base: se il collaboratore scolastico si rifiuta commette reato penale

INSERITO DA MORENA MOTTA Una sentenza della Cassazione ha condannato tre collaboratrici scolastiche per essersi rifiutate di svolgere i compiti di assistenza igienico-personale

Già in passato ci siamo occupati del ruolo dell’assistente di base igienico-personale ed abbiamo evidenziato che tali funzioni, in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) - Comparto Scuola - del triennio 1998/2001, sono affidate ai collaboratori scolastici. Tali mansioni, in seguito al trasferimento del personale addetto dal comparto delle Autonomie Locali al comparto scuola, sono state inserite nel profilo professionale del collaboratore scolastico e ribadite nel CCNL 2002/2005. Si prevede esplicitamente l'individuazione di uno o più collaboratori scolastici per ognuna delle scuole con presenza di alunni con disabilità da avviare a specifici percorsi di formazione. Non solo. La nota del MIUR n. 3390/01 indica gli standard di competenza per l’esercizio di tale funzione, riguardanti la puericultura di base e l’igiene, la relazionalità, l’individualizzazione degli interventi, le prime nozioni di pronto soccorso e di prima assistenza. Il CCNL 98/01 specifica che i percorsi di formazione in merito si concludono con una valutazione finale cui segue l'assunzione di specifiche responsabilità, per le quali è previsto un incentivo. Il Dirigente Scolastico (DS) deve assicurare il diritto all’assistenza. Se all'interno dell'istituto non vi sono collaboratori in possesso di tali competenze è possibile ricorrere al Giudice Ordinario affinché richieda all'ASL di distaccare un proprio dipendente. In alternativa, il DS può richiedere all'Ente Locale di riferimento (Comune per la Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado; Provincia per la Scuola Secondaria di secondo grado) di intervenire con proprio personale, come previsto dal DPR n. 616/77 e dalla L. n. 104/92. In caso di carenza di personale, il DS può rivolgersi All'Ufficio Scolastico Regionale di riferimento perché inoltri al MIUR la richiesta di autorizzazione a nominare collaboratori scolastici in deroga.

Le norme, dunque, sono chiare ed esplicite. Tuttavia, nel corso degli anni, abbiamo letto non di rado storie di cronaca e di denunce da parte delle famiglie per situazioni di palesi inadempienze, in cui, purtroppo, viene negato un diritto essenziale agli alunni con disabilità. Non mancano situazioni in cui venga chiesto al docente di sostegno di intervenire, di fatto, in luogo del collaboratore addetto. Ciò, naturalmente, ha generato spesso malumori tra i docenti, i quali hanno sottolineato, a tutela degli alunni e del proprio lavoro che si tratta di una funzione non di loro competenza, per la quale non hanno alcuna forma di autorizzazione e di formazione.

Sulla materia, di recente, è intervenuta un’importante sentenza di Cassazione, la n. 22786/16 , che ha ribadito la condanna penale ad alcune collaboratrici scolastiche del giudice di secondo grado per essersi rifiutate di effettuare un cambio pannolino ad un’alunna con disabilità. Il reato contestato è quello di rifiuto d'atti d'ufficio, dato che oltre ai compiti di vigilanza e sorveglianza, ci sono anche quelli di assistenza agli alunni disabili.

Poiché, inoltre, la L. 107/15, di riforma scolastica, ha introdotto l’obbligo di formazione in servizio, i collaboratori non possono più rifiutarsi di frequentare il corso di aggiornamento necessario ad assicurare l’assistenza di base agli alunni con disabilità.
Ci auguriamo che in futuro il rispetto delle norme in merito possa essere sempre assicurato.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Autismo. Per Virginia avere l'impresa è sempre più arduo: l'Inps le chiede 7 mila euro

9 Giugno 2016, 15:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  Autismo. Per Virginia avere l'impresa è sempre più arduo: l'Inps le chiede 7 mila euro
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  Autismo. Per Virginia avere l'impresa è sempre più arduo: l'Inps le chiede 7 mila euro

INSERITO DA MORENA MOTTA Avviare un'impresa è davvero "un'impresa" per Virginia Verzulli, giovane con autismo, e la sua famiglia. La sua attività di e-commerce non è neanche iniziata, ma il suo debito verso l'Inps non fa che aumentare: ai 3.500 euro di contributi che Inps le ha chiesto, in quattro rate, per il primo anno, si aggiunge ora la bolletta che l'istituto a presentato al padre, Dario Verzulli, in qualità di tutore. Altre 3.500 euro e spiccioli. A nulla è servita, evidentemente, la lettera che lo stesso Verzulli, tra l ‘altro presidente dell'associazione Autismo Abruzzo, aveva inviato la scorsa primavera al ministero del Lavoro e al presidente Mattarella, segnalando questa "anomalia importante del sistema previdenziale", che per i lavoratori disabili dipendenti riconosce sgravi e agevolazioni ai datori di lavoro, mentre nulla prevede per i lavoratori autonomi con disabilità. La risposta del ministero, stilata dal direttore generale Tangorra, non aveva d'altra parte lasciato molte speranze: "Per l'avvio e lo svolgimento di attività lavorative autonome, la legge 5 febbraio 1992 n. 104 attribuisce alle regioni la possibilità di provvedere con proprie leggi a disciplinare le agevolazioni alle singole persone con disabilità. Inoltre - continuava il ministro - incentivi in favore dell'autoimprenditorialità nei diversi settori della produzione di beni e incentivi in favore dell'autoimpiego sono disciplinati dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185". In altre parole, richiesta respinta.

Ora, due giorni fa, "con grande sorpresa ho ricevuto una raccomandata dall'Inps che mi intima di pagare in breve tempo i contributi obbligatori previsti per le attività commerciali, solo perché io risulto come tutore/amministratore di sostegno di Virginia - ci racconta Verzulli -. Per Inps questo equivale ad una vera e propria appartenenza alla categoria commerciale, anche se io di fatto non faccio assolutamente nulla. Devo assicurare il sostegno e supporto necessario a Virginia e nulla più!". In altre parole, "Virginia deve, secondo le norme vigenti, versare i contributi obbligatori previsti per le attività autonome (commercianti artigiani), mentre a me, in qualità di amministratore di sostegno, chiedono la stessa cosa".

In pratica i contributi sono doppi, rispetto a quelli dovuti dagli imprenditori non disabili. "Siamo di fronte a una vera e propria discriminazione nei confronti di nostra figlia, a tanti livelli: primo, perché non può utilizzare la legge 68/99, che prevede determinate competenze minime; secondo, perché non ha alcuna agevolazione nell'avvio di un'attività; terzo, perché semmai volesse tentare comunque di avviarla, questo condizionerebbe pesantemente anche i suoi familiari".

E così la famiglia Verzulli si ritrova con un debito verso l'Inps che supera ormai i 7 mila euro. E l'attività non è neanche stata avviata: "Le complicazioni sono tali che finora non abbiamo trovato il tempo di avviarlo. Gestire l'autismo (grave) nella vita ordinaria non è cosa semplice, ma anche questa situazione non è nota ai più. Ad esempio - racconta Verzulli - tutte le notti Virginia si sveglia verso le 2-3 e, con un po' di pazienza, riusciamo a recuperare la sua tranquillità dopo circa un'ora. Serve sempre qualcuno pronto e arzillo ad assisterla e in grado di comprendere i suoi bisogni". Verzulli però non intende rinunciare. E non ha alcuna intenzione di pagare. "Per la mia situazione, credo sia possibile ottenere lo sgravio, in quanto io sono un lavoratore dipendente ed è impossibile, per legge, avere doppi contributi. Dovrò però recarmi alla sede Inps e passare almeno una giornata (di ferie) con loro, nella speranza possano comprendere il mio stato di amministratore di sostegno e non confonderlo con quello di addetto alle vendite". Per quanto riguarda il "debito" di Virginia, "anche in questo caso non abbiamo alcuna intenzione di pagare. Vogliamo capire quale è il limite di questo Stato perverso. Vogliamo comprendere come l'Inps, attraverso Equitalia, intenda procedere nei confronti di nostra figlia". (cl)

FONTE SUPERABILE

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