GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Senza vergogna, davanti all'obiettivo per mostrare le malattie invisibili
INSERITO DA ELSA COPPA NON TUTTE le disabilità sono visibili, ma non per questo sono meno invalidanti. Ci sono malattie che non mostrano i loro segni all'esterno e delle quali non si parla. Chi soffre di malattie intestinali croniche spesso non ne parla, per paura di non essere capito. Raccontare i sintomi e le conseguenze di queste patologie costituisce per molti pazienti un tabù.
La storia di Chiara. Chiara De Marchi è abituata a guardare la vita attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica. Nel 2009 le hanno diagnosticato la rettocolite ulcerosa e un'invalidità del 49%. Da quel momento ci sono stati momenti di dolore, disagio e depressione. Poi è arrivata la svolta, con la nascita di suo figlio Samuele, e un'idea: raccontare le storie di chi soffre di queste patologie per vivere 'senza vergogna'. "Quando una persona subisce un intervento al cuore o è senza un gamba le conseguenze sono palesi anche all'esterno e c'è più attenzione - spiega Chiara - per noi è tutto più difficile, perchè di queste malattie non si parla, ci si vergogna di dire la parola 'diarrea' e ci si sente giudicati. Bisogna rompere questo tabù perchè stiamo parlando prima di tutto di salute e questa condizione che noi viviamo potrebbe capitare a chiunque". Così è nato il progetto "Invisibile body disabilities": Chiara ha iniziato a fotografare le donne affette da Morbo di Crohn e colite ulcerosa, raccogliendo le loro testimonianze. "Le persone che soffrono di queste patologie non ne parlano molto. Esistono gruppi su Facebook, ma spesso sono privati - puntualizza la fotografa - Per questo mi sono detta, la foto è un mezzo di comunicazione immediato e può diventare anche un simbolo di speranza".
DI MARTINA NASSO LA REPUBBLICA
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