GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’immigrazione raccontata dai disabili: i borghi diventano set per parlare di diversità
INSERITO DA MORENA MOTTA Ripalimosani. Hanno scelto il borgo di Ripalimosani, dopo aver fatto tappa a Oratino, per raccontare la diversità dal punto di vista di chi diverso lo è già. E il risultato è un docu-film sull’integrazione girato in piccole comunità del centro sud italiano e narrato con la sensibilità dei ragazzi disabili che fanno parte di un onlus aquilana che si chiama “XXIV luglio –handicappati e non”.
Li abbiamo incontrati nel giorno delle riprese, 8 giugno, a piazza San Michele, ai piedi del campanile di Ripalimosani con il loro carico di telecamere, microfoni e tutta l’attrezzatura necessaria per girare. Camminando per le ripide vie del paese alla ricerca di angolazioni adatte alle riprese il regista Francesco Colucci ci ha spiegato il progetto: «Da anni portiamo avanti con la comunità dei progetti multimediali. Nel 2014 abbiamo realizzato un lungometraggio, quest’anno invece ci stiamo dedicando alla produzione di un docu-film. Abbiamo inoltre svolto dei laboratori, coinvolgendo nelle attività anche giornalisti di fama nazionale, per prepararli ad affrontare il viaggio in cui trattiamo il tema dell’integrazione nei piccoli paesi del centro Italia. L’idea è quella di mettere a confronto due marginalità che a loro modo affrontano a fatica la quotidianità, ma che a loro volta sono aiutati da un sistema di accoglienza. Vogliamo vedere cosa succede se un disabile racconta, attraverso il documentario, un tema importante e attuale come l’immigrazione, da molti considerato un problema ma che probabilmente visto dagli occhi di una persona affetta da handicap può diventare qualcosa di diverso».
Lo scopo dei volontari dell’associazione è quello di portare fuori la disabilità, dando modo agli ospiti della struttura di fare esperienze, scoprire il mondo e realizzare qualcosa di interessante e costruttivo. «L’intento – continua Francesco – è quello di conoscere e far conoscere il loro punto di vista, scoprendo che può essere anche più lucido di quello delle persone considerate normali, ma piene in fondo di pregiudizi. Con il film di due anni fa ci siamo riusciti, ora speriamo di raggiungere lo stesso risultato».
Prima di iniziare le riprese sono stati necessari vari mesi di preparazione, durante i quali i partecipanti hanno studiato e appreso le tecniche necessarie per svolgere i ruoli a loro affidati all’interno del lungometraggio.
Così Gianluca Corsi è diventato fotografo, Benito Marinucci e Barbara Fontanazza giornalisti e Giovanni Diletti video maker. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Benito Marinucci, 42 anni dell’Aquila, che ha dichiarato: «Ho imparato molto da quest’esperienza. Parlare con i migranti mi ha fatto sentire molto vicino a loro e capire che siamo tutti esseri umani. Anche se queste persone hanno bisogno di un certificato per poter lavorare qui, sono persone come noi, e mi dispiacerebbe vederli andare via».
Il viaggio di questi ragazzi è appena iniziato: sono partiti lunedì per arrivare in Molise martedì 7 giugno e ieri sera si sono rimessi in cammino per raggiungere le altre tappe del loro percorso: Sarnano (Marche), Carunchio (Abruzzo), Roccagorga e Priverno (Lazio). In attesa di vedere il risultato del progetto si possono seguire i loro spostamenti collegandosi alla pagina facebook Comunità 24 luglio.
FONTE di Patrizia Di Nunzio PRIMONUMERO.IT
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