Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono ancora da chiarire le cause che hanno provocato unincidente nella città di Baronissi, in localitàAntessano. Il sinistro stradale è avvenuto intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato, nei pressi delsottopasso di via Sant’Andrea, che conduce ad un innesto autostradale della Salerno-Avellino.
Coinvolte, nello scontro, due vetture: entrambe Fiat Panda. Tra i feriti una ragazza, trasportata daisanitari de Il Puntoal nosocomio “Ruggi” di Salerno per ulteriori accertamenti.
Sul posto sono giunti,poco dopo l’incidente, iCarabinieriper i rilievi del caso e per accertare le eventuali responsabilità.
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Nella giornata di sabato 9 marzo, a partire dalle ore 09:00, sarà istituito il senso unico alternato sul Viadotto Gatto, per permettere il proseguimento dell’ispezione dei cunicoli sotterranei
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si comunica che, per consentire ilprosieguo delle indagini di ispezione dei cunicoli sotterraneidelViadotto Gatto,sabato 9 marzo, nel tratto compreso traVilla Poseidone via Ligea, è istituito il transito asenso unico alternatoper tratti secondo l’avanzamento delcantiere. Il provvedimentoentreràinvigore a partire dalle ore 9.00,e sarà attuato fino al termine delle operazioni previsto nella stessa giornata.
Il senso unico alternatopotrebbe causare rallentamenti, visto il punto delicato per quanto riguarda la situazione traffico.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
Virus dell’Hiv scomparso in un uomo sieropositivo, nonostante l’interruzione delle cure. È la seconda volta che succede da quando il mondo ha preso atto della spaventosa epidemia di Hiv/Aids, che dai primi anni ‘80 a oggi ha fatto oltre 35 milioni di morti. Il primo caso di guarigione risale a 12 anni fa (riguardava il cosiddetto «paziente di Berlino»): oggi il traguardo della remissione del virus per oltre un anno è stato nuovamente raggiunto in un uomo sieropositivo e malato di tumore curato a Londra, che ha potuto interrompere i trattamenti antiretrovirali senza che il virus si ripresentasse. Il merito va ad alcuni ricercatori dell’Imperial College londinese, in collaborazione con colleghi delle Università di Cambridge e Oxford. Lo studio è stato presentato alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections, a Seattle negli Stati Uniti, e sarà pubblicato sulla rivistaNature.
Il recettore dell’Hiv
In entrambi i casi, i pazienti (sieropositivi e malati di tumore) sono stati trattati con trapianto di cellule staminali da donatori compatibili e selezionati, perché portatori di una particolare mutazione genetica che blocca l’espressione di un recettore dell’Hiv (la proteina CCR5). Nel paziente di Londra - che ha chiesto di restare anonimo - il virus è in remissione da 18 mesi, dopo la sospensione delle terapie anti-Hiv. Gli autori sottolineano però che non si può ancora parlare di guarigione e che il monitoraggio del soggetto proseguirà. La diagnosi di infezione da Hiv nel paziente di Londra risale al 2003, nel 2012 l’uomo ha iniziato la terapia antiretrovirale. Sempre nel 2012 ha ricevuto una diagnosi di tumore in fase avanzata: linfoma di Hodgkin, che colpisce il sistema linfatico, ovvero i tessuti che difendono l’organismo da agenti esterni e malattie. Oltre alla chemioterapia, per curare il tumore il paziente ha ricevuto nel 2016 un trapianto di cellule staminali del midollo osseo dette «ematopoietiche» (ovvero che danno origine a tutte le cellule del sangue) da un donatore con due copie della variante genetica CCR5 Δ32. La proteina CCR5 è il più noto recettore del virus Hiv-1 (più diffuso rispetto all’Hiv-2): le persone con due copie mutate dell’allele CCR5 (con il termine «allele» si definiscono gli stati alternativi di un gene che possono occupare la stessa posizione su cromosomi omologhi e che controllano variazioni dello stesso carattere) sono resistenti al virus Hiv-1 e dunque non possono contrarre l’infezione. Il trapianto ha avuto così duplice effetto positivo: contro il tumore e contro l’Hiv.
Iltrapianto di cellule staminali emopoieticheoggi è considerato una delle strategie terapeutiche più utili contro alcuni tumori del sangue (leucemie acute o croniche, mieloidi o linfoidi) e alcune malattie ereditarie (come la talassemia major), che non hanno alcuna speranza di guarigione con le terapie standard. Per trapianto si intende la sostituzione di un midollo osseo malato o non funzionante con cellule staminali sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni, anche immunologiche. Il trapianto può essere autologo (ovvero fatto con cellule dello stesso paziente dopo opportuno trattamento) o allogenico (fatto con cellule da donatore sano). In quest’ultimo caso bisogna trovare un donatore con caratteristiche genetiche simili a quelle del ricevente. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche allogenico consiste in due fasi: la prima è mirata alla distruzione delle cellule midollari del paziente con farmaci particolari e/o radiazioni; la seconda consiste nella ricostituzione del patrimonio midollare tramite l’infusione, per via endovenosa, delle cellule staminali prelevate dal donatore. Queste cellule riescono autonomamente a trovare la strada per colonizzare la sede ossea di loro competenza e iniziare la propria attività.
Trapianto ed effetti collaterali
Anche la chemioterapia, nel caso del paziente di Londra, è stata efficace contro l’Hiv (oltre che contro il tumore), perché ha fermato la riproduzione delle cellule infette. Quindi il trapianto: sostituire le cellule del sistema immunitario con altre prive del recettore CCR5 potrebbe essere stata la chiave per evitare il ritorno del virus Hiv dopo la fine della chemio. Non solo. Nel paziente curato a Londra il trapianto, seppure non particolarmente difficile, ha comportato alcuni effetti collaterali, in particolare la cosiddettagraft-versus-host disease(malattia del trapianto contro l’ospite), in cui le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano quelle del ricevente. Una complicanza che potrebbe avere avuto in realtà un ruolo attivo (e positivo) contro le cellule infette. Dopo il trapianto l’uomo ha assunto ancora la terapia antiretrovirale (contro l’Hiv) per 16 mesi, dopo di che i medici e il paziente stesso hanno concordato di interromperla per verificare se il virus fosse effettivamente in remissione. Controlli regolari hanno mostrato, da un anno e mezzo a oggi (35 mesi dopo il trapianto), che la carica virale non è rilevabile dai test e che le cellule immunitarie del paziente continuano a non esprimere il recettore CCR5. L’uomo non mostra alcun segno di infezione.
Il «paziente di Berlino»
Ecco com’è oggi Timothy Ray Brown, il «paziente di Berlino» (Ap)
Il primo caso di guarigione, nel 2007, è stato invece quello diTimothy Ray Brown, statunitense che nel 1995, mentre studiava a Berlino, ha scoperto di aver contratto il virus Hiv. Anche in questo caso il paziente, malato di tumore (leucemia), ha ricevuto il trapianto di cellule staminali da un donatore con la mutazione CCR5 Δ32. Esistono delle differenze tra i due casi, a 12 anni di distanza: il primo paziente (Brown) ha ricevuto due trapianti e cure antitumorali «pesanti» (radioterapia in tutto il corpo), mentre al secondo (quello di Londra) sono bastati un solo trapianto e un trattamento con chemioterapia meno intensivo. In entrambi si è verificata la complicanza della malattia del trapianto contro l’ospite. Brown, per diversi mesi dopo il trapianto, ha sofferto di complicanze gravissime, gli è stato indotto il coma farmacologico e ha rischiato la vita. L’iter è stato invece molto più semplice per il paziente di Londra, a 12 anni di distanza, grazie ai progressi nelle cure contro i tumori.
La speranza della terapia genica
«Avere raggiunto di nuovo la remissione del virus dimostra che il caso del “paziente di Berlino” non è un’anomalia: nei due soggetti è stato usato lo stesso approccio, che si conferma efficace per l’eliminazione dell’Hiv» ha sottolineato Ravindra Gupta, virologo dell’University College a capo del lavoro. Dopo la guarigione di Timothy Ray Brown, molti scienziati hanno tentato di replicare il risultato su altri malati, ma senza successo: in alcuni pazienti l’Hiv è tornato a diffondersi, altri sono morti di tumore. Si cominciò a credere che il caso del paziente di Berlino fosse stato semplicemente un colpo di fortuna. Oggi gli studiosi inglesi sono riusciti a dimostrare che non è così. Come si diceva, però, il trattamento (seppure efficace) non può essere proposto a tutte le persone sieropositive, per i grossi rischi legati al trapianto e la tossicità della chemioterapia, trattamenti che vanno adottati solo se strettamente necessari, ovvero in presenza di particolari e gravi tumori. Secondo gli autori, però, il risultato raggiunto con il paziente di Londra grazie al trapianto di cellule staminali ematopoietiche aprirà comunque nuove strade nella ricerca di cure che possano sconfiggere l’Hiv. Si tratta, in pratica, di fornire nuove potenti armi al sistema immunitario della persona malata per renderlo resistente al virus. «A questo punto dobbiamo capire se sia possibile, conla terapia genica, “silenziare” il recettore CCR5 nelle persone con Hiv» ha chiarito Gupta (la terapia genica è, semplificando, una procedura che permette di trasferire il materiale genetico da una cellula sana a una malata). Una strada tutta in salita, ma forse non impossibile.
In conclusione, non siamo davanti a una nuova cura contro l’Hiv, ma forse la medicina ha fatto un piccolo passo avanti. Il professor Gupta sottolinea: «Oggi il solo modo per curare le persone con Hiv è la somministrazione per tutta la vita di terapie che sopprimono il virus e questa è una grande sfida, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. È urgente trovare un modo per eliminare definitivamente il virus, ma non si tratta di un obiettivo semplice, perché l’Hiv ha la capacità di replicarsi sfruttando i globuli bianchi dell’organismo che ha colpito». Si stima che nel mondo le persone con Hiv (human immunodeficiency virus, virus dell’immunodeficienza umana) siano 37 milioni, ma che solo il 59% di loro riceva la terapia antiretrovirale che scongiura lo sviluppo di Aids (acquired immune deficiency syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita) o infezioni gravi. Ancora oggi ogni anno circa un milione di persone muore per cause correlate all’Hiv.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SAN FELICE SUL PANARO – Una lettera è stata divelta dal monumento ai caduti della Corazzata Roma a San Felice. Forse il gesto di vandali che ha deturpato il monumento che ricorda il sacrificio dell’Ammiraglio d’Armata M.O.V.M Carlo Bergamini e degli uomini della sua flotta il 9 settembre 1943.
Il gesto ha suscitato indignazione tra i cittadini. C’è chi ha invocato l’uso di telecamere per salvaguardare il monumento, sperando che in questo modo il controllo della zona possa essere un deterrente. Resta, però, la ferita ai danni di un simbolo della comunità sanfeliciana che speriamo possa essere al più presto riparato.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Si svolgerà il prossimo 23 marzo a Vimercate la messa in ricordo dei quattro fratelli religiosi di Nostra Signora di misericordia che fecero crescere il collegio Sant’Antonio di Busnago.
La messa a Vimercate
La funzione si svolgerà sabato 23 marzo all’interno della chiesa della Beata Vergine del Rosario di Vimercate. Ad essere ricordati saranno i vimercatesiFratel Ferdinando Vimercati, Fratel Domenico Valtolina, Fratel Raffaele Angelo Brambilla e Fratel Pietro Buratti. Quatro figure religiose molto importanti per il collegio che per tutta la loro vita si misero a disposizione per insegnare e aiutare a crescere tutti gli studenti passati nel corso degli anni dalla struttura di Busnago.
La storia centenaria
Tutto nacque nel 1913 quando i fratelli di Nostra Signora della Misericordia, dietro richiesta del Rev.mo PrevostoDon Filippo De Giorgi di Vimercate, giunsero all’Oratorio “San Filippo” nel 1913 per insegnare catechismo, istituire una scuola diurna e una serale. I primi fratelli a farne parte sono statiFratel Stanislao Volpini, Direttore, Fratel Stefano Libianchi e Fratel Vittorio Samaritaniche si misero subito all’opera. Nel Maggio 1929, i fratelli della Misericordia, dietro l’aiuto diDon Stucchi Spirito, trovarono una Casa più grande, con terreno adiacente con spazi più ampi per svolgere attività agrarie e ricreative nel paese di Busnago, nella Villa Radice Scotti.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Nuovo sciopero dei trasporti: l’8 marzo si preannuncia essere un venerdì nero per chi deve viaggiare con autobus e treni.
Venerdì 8 marzo sciopero generale del trasporto
L’Unione Sindacale Italiana, l’Unione Sindacale di Base, le organizzazioni sindacali CUB Trasporti e SGB e le Confederazioni di Base – SI Cobas e Cobas del Lavoro Privato – hanno indetto infatti uno Sciopero Generale dei Settori Pubblico e Privato per protestare contro “la violenza maschile sulle donne, le discriminazioni di genere, contro la precarietà e la privatizzazione del Welfare”. E ancora chiedere “il diritto ai servizi pubblici gratuiti e accessibili, al reddito universale e incondizionato, alla casa, al lavoro, alla parità salariale, all’educazione scolastica, alla libertà di movimento, per le politiche di sostegno alla maternità e paternità condivisa”.
Lo sciopero coinvolgerà il settore del Trasporto Ferroviario dalle ore 00:00 alle 21:00 di venerdì 8 marzo.
Trenord attraverso il proprio sito web comunica che: “Il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato e di Trenord potrebbero aderire alla sciopero, in tal caso il Servizio Regionale, Suburbano, di Lunga Percorrenza ed Aeroportuale potrebbero subire ritardi, variazioni e/o cancellazioni. Autobus sostitutivi diretti saranno istituiti, limitatamente ai soli collegamenti aeroportuali di “Milano Cadorna – Malpensa Aeroporto” e “Malpensa Aeroporto – Stabio”, in caso di cancellazione delle corse”.
“Saranno vigenti le consuete fasce orarie di garanzia, dalle ore 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00, durante le quali circoleranno i treni rientranti nella lista dei “Servizi Minimi Garantiti”, consultabile alla pagina www.trenord.it/trenigarantiti.”
Disagi anche per chi si deve spostare con l’autobus. CUB Trasporti e USB Lavoro Privato, in adesione allo sciopero, hanno indicato le modalità che variano da città a città.
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INSERITO DA LEONE BUONGIORNO CAMPAGNA - Derisa su what’s up e derubata del telefonino. Una ragazza disabile è costretta a cambiare scuola per ritrovare la serenità. La vicenda è stata raccontata dalla madre, Anna F.: «mia figlia frequentava il primo anno di un istituto scolastico di Campagna. Nei premi mesi è filato tutto liscio». Le amiche di classe si sono comportate in maniera civile. Insegnanti e dirigenti hanno mostrato sensibilità per l’alunna disabile. Dopo Natale, la situazione è precipitata: «mia figlia è stata insultata su what’s up in diverse occasioni, riguardo un presunto flirt con un ragazzo della classe, l’unico maschio presente in aula». La madre dell’alunna ha stretto i denti, ha chiesto alla figlia di non badare agli insulti. Pochi giorni fa, è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Mia figlia era in classe quando è stata derubata del telefonino. Abbiamo chiesto ai compagni e agli insegnanti, hanno finto di non sapere niente». La ricerca del telefono è proseguita per diverse ore fin quando in serata la donna è stata contattata da un suo conoscente: «siamo stati dai carabinieri, abbiamo presentato una denuncia. Come hanno saputo che saremmo andati fino in fondo, è ricomparso il telefonino». La madre dell’alunna ha le lacrime agli occhi. Non pretende la luna per la figlia: «chiedevo rispetto da parte dei compagni e soprattutto degli insegnanti e dei dirigenti scolastici». DI FRANCESCA FAENZA
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INSERITO DA LEONE BUONGIORNO L'arcivescovo di Lione e cardinale Philippe Barbarin, 68 anni, è stato condannato a 6 mesi di prigione con la condizionale per mancata denuncia di abusi sessuali su minori perpetrati negli anni '70 e '80 durante i campi scout da padre Bernard Preynat. L'arcivescovo di Lione e cardinale, Philippe Barbarin, intende ricorrere in appello dopo la decisione della giustizia francese: "La motivazione del tribunale non mi convince. Contesteremo dunque questa sentenza con tutti i mezzi utili della giustizia", ha dichiarato il legale dell'alto prelato, Jean-Félix Luciani.
Si terranno il 5 e il 6 giugno prossimi le prime udienze di appello davanti alla Court of Appeal dello Stato di Victoria nell'ambito del ricorso presentato dal cardinale australiano George Pell, giudicato colpevole di pedofilia e in attesa della sentenza. La corte si occuperà prima dell'istanza per il permesso di presentare appello e, superato il primo ostacolo, si passerà all'appello stesso. Passerebbero poi altre settimane prima che i giudici annuncino se l'appello è stato accolto o meno. Intanto, il verdetto è atteso per il 13 marzo: fino ad allora il 77enne prelato rimane in detenzione, i suoi legali non hanno fatto domanda di libertà su cauzione. Pell, come è noto, è stato giudicato colpevole lo scorso dicembre dalla County Court del Victoria per abusi sessuali su due coristi tredicenni nella sacrestia della cattedrale di St. Patrick a Melbourne nel 1996 e 1997, quando era vescovo di quella diocesi. In particolare, su di lui pesano 5 reati, ciascuno passibile di una pena di 10 anni di carcere: un reato di penetrazione di un minore sotto i 16 anni e di quattro reati di atti indecenti con minori di 16 anni.
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INSERITO DA LEONE BUONGIORNO È passato un mese da quandoManuel Bortuzzoè stato gravemente ferito a colpi di pistola alla periferia di Roma: e il giovane nuotatore, poche settimane dopo, può già tornare in acqua. Come scrivonoSimone CanettierieMaria Lombardioggi sul quotidianoIl Messaggero, la sua sfida è riconquistarebracciata dopo bracciataquel che può della vita che gli hanno rubato la notte del 3 febbraio: i due giovani responsabili sono tuttora in carcere.
Manuel, dopo un mese in ospedale, torna dunquein piscina per la riabilitazione:«È il suo mondo, abbiamo scelto la clinica Santa Lucia proprio perché c’è una vasca di 25 metri, per lui è troppo importante tornare a nuotare», le parole delpapà Franco. E il giorno del materiale ritorno in acqua potrebbe essere proprio oggi, al più tardi domani: Manuel ricomincerà i suoi allenamenti, con la forza tutta nelle braccia, per via dellalesione al midollo spinaledovuta a quel proiettile conficcatosi nell’undicesima vertebra.
«Ce la sta mettendo tutta, vuole uscirne al più presto»,ripete il papà. «Quello che le persone fanno in un mese, Manuel è riuscito a farlo in una settimana».Al suo fianco lafidanzata Martina, nuotatrice anche lei, che si trovava con lui quando Daniel Bazzano e Lorenzo Marinelli gli hanno sparato addosso per poi scappare: a lei Manuel ha dedicato, un paio di giorni fa, un post su Instagram. Per lui il 3 febbraio, prima che il giorno dell'incubo, è stato il giorno in cui le ha detto per la prima volta«Ti amo». Ad aiutare i Bortuzzo, una raccolta fondi a cui hanno aderito in tantissimi, per aiutare la famiglia ad affrontare le spese della riabilitazione di Manuel.
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INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Daniele NardieTom Ballard, le ultime notizie sui due alpinisti dispersi da 12 giorni sulla montagnaNanga Parbat.
Dalle osservazioni con un telescopio dal campo base delNanga Parbat, alla ricerca diDaniele NardieTom Ballard, sono state individuate duesagome. Lo riferisce su facebook lo staff di Nardi.
A breve sarà effettuata una ricognizione in elicottero «per la valutazione ravvicinata di alcune immagine del telescopio».
A comunicare la novità allo staff diNardiè stato l'alpinista basco Alex Txikon, impegnato, con il suo team, nelle ricerche dei due scalatori, dispersi da 12 giorni sulla parete nord occidentale delNanga Parbat.«Alex ci comunica che ieri dal campo base ha individuato due sagome sulla montagna; da questa mattina all'alba, stanno operando per effettuare osservazioni approfondite della parete», si legge sulla pagina facebook diDaniele Nardi.«All'arrivo degli elicotteri, previsto a breve,- spiega il post -sarà avviata una esplorazione lungo la via Mummery per la valutazione ravvicinata di alcune immagini del telescopio».