Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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inserito da Leone Buongiorno A perdere la vita un 62enne di Montecorvino Rovella e un 45enne di Capaccio Paestum
SALERNO - Due incidenti mortali sono avvenuti questa notte in provincia di Salerno. Il primo è avvenuto intorno alle 23:00 a Montecorvino Rovella dove un giovane alla guida della propria auto non ha visto, probabilmente la scarsa luminosità della strada, secondo i primi rilievi effettuati dai carabinieri, un pedone e lo ha investito. Ad avere la peggio un 62enne salernitano che ha perso la vita sul colpo. L’investitore si è fermato per cercare di soccorrere l’uomo, ma neanche i sanitari del 118 sono riusciti a salvargli la vita.
Il secondo incidente è accaduto intorno alle 4:00 in zona Lido Lago a Battipaglia. L’auto con a bordo la vittima, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, non avrebbe rispettato il segnale di stop e sarebbe stata centrata in pieno da un’altra vettura. Ad avere la peggio è stato un cittadino di origine algerina ma residente a Capaccio Paestum che ha perso la vita sul colpo.
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INSERITO DA MORENA MOTTA I numeri magici per poter rientrare nella Quota 100, ovvero andare in pensione anticipata, sono 62 e 38, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi. Ci sono poi lavori usuranti che permettono di anticipare la pensione. Ci sono, infine, lavori stressanti, totalizzanti, che privano di una vita sociale, della libertà di prendere un caffè, che debilitano anche sul fronte emotivo, che si intromettono nella proiezione di un futuro che si vede oscuro, che non prevedono né quota 100, né pensione anticipata, né pensione, del tutto. Parliamo della professione del caregiver familiare, ovvero del lavoro di cura e assistenza che persone (più spesso madri, o comunque donne), conducono h 24 in casa per dare una vita dignitosa a un congiunto non autosufficiente.
Di caregiver familiari e delle loro condizioni di lavoro parliamo spesso, ma più di tutto solo le loro testimonianze a poter dare la misura di quello che vivono. Riportiamo qui la lettera-appello che una di loro, Marina Cometto, cara amica di disabilicom, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, elencando tutte richieste che la sua datrice di lavoro le fa da ben 45 anni: si tratta di Claudia, la figlia, colpita da bambina dalla Sindrome di Rett e totalmente non autosufficiente da molti anni.
Di seguito, il testo integrale della lettera.
Quota 100 ANCHE PER ME , 45 anni di servizio 69 anni di età Gentilissimo Presidente MATTARELLA Le scrivo per farle una richiesta inusuale forse, ma con fondamentali motivazioni che vado a illustrarle: Il mio datore di lavoro, una donna, da ben 45 anni avanza richieste sempre più pressanti e impegnative a cui io non riesco a rispondere negativamente Vuole essere imboccata 5-6 volte al giorno per mangiare e altre 4-5 per bere per un totale di 6 ore al giorno Vuole essere sorretta per fare qualche passo in casa con il deambulatore Vuole, pretende sta’ impunita di essere svegliata con il sorriso sulle labbra e con una carezza affettuosa. Vuole essere portata a spasso con la sua sedia a rotelle Vuole la mia attenzione in ogni momento della giornata per essere accarezzata e impegnarla in qualche attività per stimolare il suo lato cognitivo molto compromesso Vuole essere cambiata sovente, essendo incontinente convive con il pannolone Vuole più volte nella notte essere girata nel letto per cambiare posizione Vuole guardarmi negli occhi e trovare comprensione e sostegno Vuole che io capisca se ha male o se ha bisogno di qualcosa senza dover proferire parola Vuole essere accompagnata dal medico quando sta male, Vuole la mia presenza continua per l’assistenza ospedaliera quando necessita di un ricovero Vuole che io sia la sua ombra per 365 giorni all’anno e questo da 45 anni
Non crede Presidente che questa MIA DATRICE DI LAVORO sia pretenziosa e impegnativa al massimo e che superi di molto tutte le possibili previsioni di impegno umano e affettivo? Mi presento: sono la mamma di una persona disabile gravissima di 45 anni e il mio impegno costante è l’assistenza e la cura di questa mia creatura “speciale” a cui mai ho fatto mancare la mia presenza, ho dimenticato cosa voglia dire dormire una notte in modo continuativo, ho dimenticato cosa voglia dire poter uscire con tutta la famiglia, non ricordo più cosa voglia dire allontanarsi di casa per più di 1 giorno massimo 2 e ogni volta con l'apprensione che chi rimane con lei riesca a cogliere il minimo accenno di malessere. Ho sostituito lo Stato per l’assistenza, ho fatto risparmiare un sacco di denaro ai contribuenti facendomi carico di molte delle funzioni spettanti ai Servizi, siano essi sanitari che educativi o assistenziali, non crede che io meriti un riconoscimento ? NON ho riconosciuto il diritto a alcuna pensione neppure ora che ho abbondantemente raggiunto una bella età e un impegno costante paragonabile a un importante impegno lavorativo come intensità e fatica fisica e mentale oltre che affettivo, quota 100 per me è una grande presa in giro per quanto mi riguarda personalmente. Ho svolto, svolgo, un lavoro usurante, sia fisico, mentale che psicologico e morale. Viene dato il titolo di Cavaliere ai giocatori perché portano in Alto il nome dell’Italia in campo sportivo, (senza troppa fatica, mi permetta, in fondo sono pagati profumatamente per questo) viene dato il titolo di Cavaliere a molte persone che pur facendo onore al nostro Paese non vivono lo stesso impegno per un numero di anni così cospicuo, viene dato il titolo di Cavaliere a imprenditori al solo scopo di evidenziare il loro impegno e ingegno industriale. Non crede sig. Presidente che potrei essere insignita di titolo di Cavaliere del Lavoro per essere stata fedele per 45 anni allo stesso “datore di lavoro”, perché di questo si tratta, oltre a essere madre sono infermiera, medico, pur non avendone i titoli, persino la diagnosi della sua malattia è stata individuata da me, insegnante, assistente, badante, con una sola differenza con gli altri lavoratori, non sono stata mai stipendiata anzi, ho dovuto scegliere se tornare al lavoro o assistere mia figlia personalmente oppure ricoverarla in un istituto, ho scelto la via più impegnativa e non me ne pento, ma vorrei che il mio impegno fosse riconosciuto pubblicamente non fosse altro per far conoscere agli italiani le profonde, sentite, silenziose vite di tante donne che purtroppo ancora oggi sono ignorate: LE MAMME DI PERSONE CON DISABILITA' GRAVE E GRAVISSIMA.
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A CURA DI MORENA MOTTA
Ingredienti:
800 gr di baccalà
200 gr di olive nere
500 gr di pomodori pelati
50 gr di uva passa
30 gr di pinoli
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio di capperi
farina q.b.
olio extra vergine d'oliva
olio di semi
sale
pepe
Tempo Preparazione: 30 Minuti
Tempo Cottura: 30 Minuti
Dosi: 4 Persone
Difficoltà: Facile
Preparazione
Mettete a rosolare l’aglio in un tegame con abbondante olio di oliva. Quando sarà imbiondito togliete l’aglio dal fuoco e aggiungete i pomodori pelati tritati. Unite le olive tagliate a pezzetti, i pinoli, l’uva passa che avrete fatto rinvenire, i capperi, poco sale e pepe a piacere. Lasciate cuocere per 20 minuti a fuoco basso.
Nel frattempo tagliate il baccalà a striscioline, infarinatelo e friggetelo in olio di semi. A cottura ultimata, fate assorbire su carta l’olio in eccesso e poi ponete il baccalà in una teglia da forno e ricoprite con il sugo preparato.
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INSERITO DA MORENA MOTTA La notte del San Paolo racconta che lo scudetto per la Juventus ormai è solo una questione di tempo. Vincere pur non giocando bene e soffrendo parecchio e portarsi a +16 sulla seconda significa, come aveva detto Allegri alla vigilia, che i bianconeri tornano a Torino con due terzi di scudetto. La buona notizia è il ritorno al gol su punizione di Pjanic, le brutte sono l'espulsione del bosniaco e la mancanza di gioco bianconero, che non fanno ben sperare in vista del ritorno con l'Atletico. Il Napoli bello e sprecone può solo recriminare per il rigore sbagliato da Insigne nel finale che avrebbe regalato agli azzurri almeno il meritato pareggio.
L'episodio che cambia la partita arriva allo scoccare del minuto 25 del primo tempo: uno sciagurato retropassaggio di Malcuit (che fino a quel momento aveva dato parecchi grattacapi ad Alex Sandro) finisce sui piedi di Cristiano Ronaldo, che Meret atterra per sbarrargli la strada verso la porta. Per l'arbitro Rocchi è rosso al portiere e punizione per la Juventus. Un'opportunità che Pjanic trasforma nel vantaggio bianconero: il bosniaco beffa il neo entrato Ospina (Ancelotti sacrifica Milik) con una traiettoria perfetta dal limite (errore di Zielinski, che è il primo uomo in barriera e non salta). È il primo gol della Juventus su punizione e anche una bella ipoteca su partita e scudetto, visto che il Napoli è costretto a giocare più di un'ora con un uomo in meno.
Gli azzurri (che sullo 0-0 avevano avuto una buona occasione con Zielinski: errore di Bonucci e palla che sfiora il palo) non si abbattono e cercano di sfruttare l'arma del contropiede. La catena di destra di Madama è l'anello debole, con Emre Can e Cancelo che in diverse occasioni pasticciano, ed è da lì che riparte la squadra di Ancelotti, colpendo subito un palo ancora con Zielinski (su imbeccata di Fabian Ruiz). La Juve non brilla ma controlla e prima dell'intervallo (39') trova il 2-0 con la capocciata di Emre Can su cross di Bernardeschi.
Il finale del San Paolo pare già scritto, e invece è ancora Pjanic a regalare un altro colpo di scena, ma stavolta a vantaggio del Napoli: due minuti dopo l'intervallo tocca il pallone con la mano ed essendo già ammonito fa la stessa fine di Meret; rosso anche per lui e parità numerica ristabilita. Nel frattempo Ancelotti ha buttato nella mischia Mertens (per Malcuit) e la mossa si rivelerà subito vincente: al 16' Insigne mette dentro un pallone ghiottissimo nell'area piccola su cui Callejon s'avventa, lasciandosi Chiellini alle spalle. È il 2-1 che riaccende il San Paolo e riapre la contesa. Allegri si copre con De Sciglio al posto di Cancelo ma la squadra continua a soffrire.
Chiusa nella sua area, la Juventus sembra un pugile messo alle corde che non riesce a reagire. La situazione non migliora con l'inserimento di Bentancur al posto di Mandzukic e al 35' il Napoli ha l'occasione d'oro per il 2-2: dopo il consulto con il Var il fallo di Alex Sandro in area viene punito con il calcio di rigore, ma il tiro di Insigne si stampa sul palo. Juve graziata e gara che si riscalda per un brutto fallo di Koulibaly sul neo entrato Dybala, da cui nasce un parapiglia tra campo e panchina bianconera. Vittoria pesante per la Juve, che però dovrà fare molto di più con l'Atletico per continuare il sogno europeo.
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Foto Amalfi Notizie
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Grande successo a Maiori per questa domenica di Carnevale che ha portato tanta gioia e allegria non solo nel cuore dei più piccoli ma anche degli adulti.
Complice il bel tempo e le temperature primaverili, i quattro carri allegorici con i rispettivi corpi di ballo hanno dato spettacolo nella città Costiera regalando ore di felicità non solo ai maioresi ma anche ai tantissimi abitanti dei paesi limitrofi che ogni anno accorrono a Maiori per il carnevale.
Tutto questo perché negli anni il Gran Carnevale di Maiori ha saputo conquistare uno spazio sempre più importante non solo tra i carnevali della Campania ma di quelli di tutta l’Italia, rientrando tra quelli più belli e caratteristici della nostra Penisola.
E quest’anno gli organizzatori, i maestri della cartapesta ed il corpo di ballo si sono di gran lunga superati realizzando carri allegorici bellissimi e realistici che hanno conquistato anche il popolo della rete dove hanno ricevuto tantissimi apprezzamenti. E poi bellissime le coreografie dei quattro corpi di ballo che hanno accompagnato la sfilata e le altre iniziative che accompagneranno il Gran carnevale maiorese fino al 10 marzo come le esibizioni con il parapendio o le varie feste per i più piccoli. carri che hanno sfilato, lo ricordiamo, rappresentano «L’India», rivisitata in chiave allegorica dal gruppo I Monelli; l’Antico Egitto e la dinastia dei grandi faraoni del gruppo I Nuovi Pazzi; «Libretto Rosso» ispirato alla caduta dell’imperialismo e alla nascita del partito comunista dell’associazione A.D.S. e l’allegria sfrenata e la musica tribale del carro «Aztecas» dell’Associazione Invisibili/Alcastar.
La festa del Gran Carnevale di Maiori continua poi lunedì 4 marzo a Palazzo Mezzacapo a partire dalle 16.00 con «Le Mascherine», momento ludico per i più piccini dal titolo a cura di Alcastar Animazione. Alle 20.30 all’auditorium “L’Incontro” farsa umoristica in un atto di Peppino De Filippo a cura dell’Associazione Atellana: “Cupido scherza e spazza” (ingresso a pagamento con ticket unico 5 euro). Martedì 5 marzo alle ore 15.30 tornano i sfilare i carri allegorici e i quattro gruppi di ballo dal Lungomare Capone al Porto Turistico e a seguire Carnival Party.
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foto di repertorio
INSERITO DA MORENA MOTTA Raccolta rifiuti, sindacati ed azienda ancora ai ferri corti a Pimonte. Il motivo? I 5 dipendenti non hanno ancora ricevuto le spettanze degli ultimi 2 mesi con il terzo in maturazione. La Ecologia e Servizi Italia, l’azienda che si occupa della raccolta differenziata in paese, non avrebbe infatti corrisposto gli ultimi 2 stipendi ai suoi operai che, per questo, hanno proclamato lo sciopero per il prossimo 8 marzo. Ma non solo. Hanno anche chiesto al Comune la sostituzione della stazione appaltante per la retribuzione delle mensilità.
«Considerato che ad oggi i lavoratori del cantiere di Pimonte non hanno ancora percepito gli ultimi due stipendi – afferma Maria Manocchio (Cgil Area Metropolitana di Napoli) – con il terzo in fase di maturazione, chiediamo al Responsabile Unico del Procedimento di verificare le condizioni per l’applicazione della sostituzione della Stazione Appaltante nel pagamento delle retribuzioni. Tale richiesta – continua – è suffragata anche dalla considerazione che, pur in costanza di stanziamento di alcune somme da parte del Comune, l’azienda in questione non ha utilizzato le risorse incamerate per alleggerire (anche soltanto in parte) la situazione dei lavoratori in grave difficoltà. Una richiesta dovuta – conclude la sindacalista – alla sofferenza economica che grava sui lavoratori, con conseguenze di danno materiale e morale».
La Cgil ha così inviato una lettera ufficiale al sindaco di Pimonte Michele Palummo, al Rup dell’ente locale e all’azienda Ecologia e Servizi Italia. E per il prossimo 8 marzo gli operai si asterranno dal lavoro (con salvaguardia dei minimi essenziali previsti dalla legge). Allo sciopero si è giunti dopo una lunga trattativa con ditta e Comune, che non ha sortito gli effetti sperati per dipendenti e organizzazioni sindacali di categoria. «Abbiamo ritenuto conclusa con esito negativo la fase di raffreddamento e conciliazione con la ditta – concludono i rappresentanti napoletani della Cgil – Tutto ciò, a seguito della procedura avviata lo scorso 23 gennaio, preso atto che i termini previsti per l’esperimento della stessa sono ampiamente e infruttuosamente decorsi, senza aver avuto riscontro e, dunque, senza aver trovato una soluzione alle inadempienze già segnalate».
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INSERITO DA MORENA MOTTA Ha scelto la santa messa delle 11,30 nella chiesa di Santa Sofia, quella storicamente più frequentata dai fedeli, per un annuncio a sorpresa (non per tutti però, visto che era nell’aria da giorni): “Questa è la mia ultima celebrazione, da domani vado via, lascio Anacapri, lascio l’isola. Prendo un periodo di sospensione nel quale celebrerò messa solo con me stesso”.
Don Massimo Maresca, il giovane parroco di Anacapri, ha comunicato domenica scorsa ufficialmente ai fedeli e alla comunità anacaprese la sua decisione. “Sono una persona onesta, non sono un falso. Se avessi scelto di restare sarei potuto diventare non onesto” ha detto dall’altare durante il suo intervento a fine messa durato circa quindici minuti, interrotto da momenti di visibile commozione. Non è mancata l’ironia che ha sempre contraddistinto Maresca: “I matrimoni che ho celebrato resteranno validi, potete stare certi”, “Con voi ci sarà sempre don Salvatore, Highlander”.
Poi è tornato serio: “Questa è una bellissima comunità, davvero eccezionale. Nell’attesa del nuovo parroco che sarà assegnato ad Anacapri le funzioni verranno svolte da don Nello e don Carmine”. Don Massimo ha ringraziato tutti, in particolare il vescovo monsignor Francesco Alfano per il quale ha avuto parole di elogio e a cui ha comunicato la sofferta decisione di prendersi un periodo di pausa, un periodo di “riposo”, al termine del quale stabilirà il suo futuro percorso di vita. “Il mio numero di telefono resterà quello che conoscete, sarò sempre Massimo per voi, chiamatemi o messaggiatemi quando volete” ha aggiunto, prima del commiato. Le frasi pronunciate da Maresca, sacerdote da oltre sei anni, gli ultimi due e mezzo dei quali trascorsi ad Anacapri alla guida della parrocchia di Santa Sofia, lasciano sicuramente il segno nella comunità parrocchiale. Una scelta che immaginiamo sarà stata difficile, lunga, meditata, sofferta ma coraggiosa. Come coraggiosa, e non da tutti, è stata la volontà di comunicare la sua decisione “urbi et orbi” con compostezza e serietà. Sui motivi, spirituali, intimi e personali, che lo hanno spinto ad andar via da Anacapri e ad avviare il percorso che potrebbe anche portarlo a lasciare il sacerdozio, non è giusto “investigare” o “malignare”, come qualcuno in questi casi è portato a fare. Si attende, intanto, a giorni la designazione del nuovo parroco per Anacapri.
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foto Il Mattino
INSERITO DA MORENA MOTTA Sosta spesso sui binari e dorme all’interno del passaggio a livello, con i treni che transitano a pochi metri e addosso solo una coperta. È allarme alla stazione della Circumvesuviana di San Pietro, territorio di Scafati, per la presenza di un clochard che da qualche giorno si è sistemato proprio a ridosso della strada ferrata, mettendo in pericolo la sua stessa incolumità.
A segnalare la situazione sono stati gli stessi dipendenti dell’Eav, preoccupati per le sorti del senza fissa dimora: «Si tratta di una persona che ha bisogno di aiuto e che di certo non può vivere all’interno di un passaggio a livello», dice il macchinista Gennaro Conte. Oggi sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno allontanato l’uomo dai binari e segnalato la vicenda ai servizi sociali. Nonostante sia stato più volte allontanato, tuttavia, il clochard torna sempre alla stazione di San Pietro, forse perché non ha un altro rifugio: «Siamo preoccupati per l’uomo, dormire dentro un passaggio a livello è estremamente pericoloso», dicono i dipendenti Eav.
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DI MORENA MOTTA Oggi, lunedì 4 marzo dalle ore 13 alle 23, a causa di urgenti lavori di manutenzione ci sarà una sospensione idrica nei seguenti paesi: Ascea Capoluogo e Marina, Velia e Stampella, Bivio di Acquavella, Verduzio, Pedemontana, San Giorgio, Ardisani, Dominella, Vallo Scalo, Marina di Casal Velino, Velina, Salicuneta, Vallo Scalo, Castelnuovo Cilento, Centola Capoluogo, San Severino, San Nicola di Centola, Casino Lebano, Omignano Scalo, Cerrata, Vallo Scalo, Caprioli, Pioppi, Minnelea, Caleo, Acciaroli e Mezzatorre.
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foto di repertorio
INSERITO DA MORENA MOTTA In meno di una settimana sono stati uccisi tre cani a Montemiletto e finora non si era mai registrata una tale recrudescenza del maltrattamento di animali. Ieri l’ultimo episodio, con l’avvelenamento di un altro animale. Il 25 febbraio il primo preso a bastonate. Venerdì scorso un meticcio è stato trovato impiccato. La denuncia è dell’associazione “Sos Natura”. Il presidente Eduardo Quarta chiede l’intervento delle istituzioni e si rivolge alla prefettura di Avellino per un incontro finalizzato a contrastare il fenomeno.