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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Trovato feto in un depuratore, cosa dice l’autopsia

3 Novembre 2019, 09:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

feto in un depuratore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Unimamme, oggi dobbiamo raccontarvi di un macabro ritrovamento.

 

Un tecnico  fa un’angosciante scoperta

Si tratta di un feto morto di 3 mesi trovato all’interno di un depuratore di Verderio, in provincia di Lecco. A fare il ritrovamento è stato un tecnico dell’azienda Lario Reti Holding, la municipalizzata del servizio idrico integrato in provincia. Martedì mattina l’uomo stava effettuando un servizio di pulizia della griglia di protezione che filtra i vari liquami provenienti dalla rete fognaria della zona e blocca anche quei rifiuti che vengono gettati negli scarichi dei lavandini e dei gabinetti per impedire che finiscano nelle vasche di depurazione e intasino tutto l’impianto. Proprio in questa situazione il tecnico ha avvistato il corpicino e ha capito, dopo qualche istante di comprensibile sgomento, che si trattava di un feto che aveva le caratteristiche di un corpo già distinguibili.

 

 
feto in un depuratore 5
Trovato feto in un depuratore, cosa dice l’autopsia – Universomamma.it

Sul luogo sono accorsi i carabinieri della compagnia di Merate insieme ai colleghi del nucleo operativo del comando provinciale di Lecco. Dopo aver svolto i primi esami è emerso che si tratta di un feto non ancora completamente formato lungo mezza dozzina di cm. Si ritiene che sia stato gettato in un water. Al momento però non si è ancora in grado di stabilire se questo sia il frutto di un aborto spontaneo o il risultato di un’interruzione di gravidanza illegale. Ora il feto si trova presso la camera mortuaria dell’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco dove il dottor Paolo Tricomi ha effettuato l’autopsia. Le forze dell’ordine stanno indagando, ma mantenendo il massimo riserbo. Si stanno effettuando verifiche anche negli ospedali della zona. Unimamme, cosa ne pensate di quanto accaduto e riportato su Il Giorno?

feto in un depuratore 1
Trovato feto in un depuratore, cosa dice l’autopsia – Universomamma.it

FONTE https://www.universomamma.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Venezia, si schiantano in auto dopo una notte in discoteca: lei muore, lui in coma

3 Novembre 2019, 09:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Al conducente 19enne, trovato positivo allʼalcoltest, era stata sequestrata la patente poche ore prima. Gli era stato permesso il rientro a casa, ma lui ha deciso di andare a ballare assieme alla fidanzata 18enne

Coppia si schianta dopo la discoteca: muore 18enne | Al suo ragazzo avevano appena ritirato la patente

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una ragazza di 18 anni, Giulia Zandarin, è morta in un incidente stradale che ha coinvolto l'auto sulla quale viaggiava con il fidanzato 19enne, Alberto Antonello, al quale la polizia aveva sequestrato la patente poche ore prima. Al giovane, in ospedale in coma, era stato dato un permesso per il solo rientro a casa, ma la coppia si è invece recata in discoteca. Al mattino, nel ritorno verso casa, si è verificato lo schianto a Musile di Piave (Venezia). Dai test sarebbe emersa la positività all'alcoltest del conducente. L'auto con a bordo i due sarebbe finita fuori strada, schiantandosi contro un albero. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i quali hanno estratto i due giovani rimasti incastrati nell'abitacolo. Per la ragazza non c'è stato niente da fare, l'uomo è stato invece accompagnato al pronto soccorso dell'Angelo di Mestre in elicottero, dove è stato portato nel reparto di Rianimazione in coma. Al 19enne era stata ritirata la patente perché trovato in possesso di una piccola quantità di hashish.

TGCOM24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA L'Aquila, 23enne denuncia stupro di gruppo nella notte di Halloween

3 Novembre 2019, 08:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

La ragazza ha raccontato di essere stata abusata sessualmente a turno da alcuni giovani

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una 23enne ha denunciato di essere stata violentata da un "branco" nella notte di Halloween in un locale nella zona commerciale di Carsoli (L'Aquila). La ragazza ha raccontato di essere stata abusata sessualmente a turno da alcuni giovani. Una volta essere riuscita a chiedere aiuto, la giovane è stata trasportata all'ospedale di Avezzano. Stando a quanto emerso, i primi soccorsi sarebbero stati prestati alla vittima da un carabiniere in borghese, presente nel locale nel quale la ragazza è rientrata dopo le violenze, e si stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza di una banca. Sullo stupro stanno indagando i carabinieri della stazione di Tagliacozzo. I militari, oltre ad ascoltare la ragazza, hanno sentito alcuni suoi amici ed amiche.

tgcom24

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Alghero, mancano le flebo: donna con il morbo di Crohn rischia di morire di fame

3 Novembre 2019, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il servizio sanitario regionale, denuncia la figlia, non è in grado di fornirgliene a sufficienza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da vent'anni, Monica, 43enne di Alghero, combatte col morbo di Crohn, un'infiammazione cronica dell'intestino, che le impedisce di assorbire gli alimenti. La donna è arrivata a pesare 37 chili: per salvarla è necessario un intervento. Ma prima, Monica deve riprendere peso. E l'unico sistema sono le flebo nutrizionali. Il problema, come riporta La Nuova Sardegna, è che il servizio sanitario regionale non è in grado di fornirgliene a sufficienza."All'ospedale Gemelli di Roma le hanno prescritto sacche da 2.200 calorie di Olimel - racconta la figlia più grande, Noemi, 20 anni -. Ma ad Alghero, le sono state date confezioni con quantitativo minore. Siamo partiti da mille calorie, e ora siamo a 1.700, ma non basta: in due settimane ha preso solo un chilo. Nella farmacia ospedaliera ci hanno spiegato, con un certo imbarazzo, che non ne hanno altre. Vediamo mia madre morire di fame". "Conviviamo con questo problema da vent'anni - aggiunge la giovane -. Mia madre in questo tempo ha subito diversi interventi, ma all'inizio di ottobre siamo arrivati al Gemelli tramite un gastroenterologo del Brotzu di Cagliari. Lì è bastata una visita per diagnosticare una fistola duodeno-ileale che non le consente di digerire e assorbire gli alimenti". Ora è necessario un intervento, al quale la madre dovrebbe sottoporsi tra un paio di settimane. Solo che, spiega la figlia, "è arrivata a pesare 37 chili e mezzo, mentre per affrontare la sala operatoria dovrebbe pesarne almeno dieci in più. Dopo la diagnosi, la programmazione dell'intervento e l'assegnazione del piano terapeutico, mia madre è tornata ad Alghero in dimissione protetta, ed è stata affidata all'Assistenza domiciliare integrata", spiega. Ora però le flebo nutrizionali che le sono state fornite non sono sufficienti.

TGCOM 24

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Milano, 14enne denuncia il compagno "orco" della madre: arrestato dopo anni di abusi

3 Novembre 2019, 08:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Lʼuomo, un 44enne milanese, picchiava la moglie e abusava della figlia di lei. Dopo la ricostruzione fornita dalla ragazzina è scattato il "codice rosso"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Picchiava la compagna e abusava della figlia di lei, che adesso ha 14 anni: per questo motivo un 44enne di Milano è stato arrestato dagli agenti della polizia per maltrattamenti, violenza, lesioni e atti sessuali su minori. A raccontare ai pm quel che accadeva ormai da due anni nella loro casa in zona Comasina è stata la 14enne. Dopo la sua ricostruzione è scattato immediatamente il "codice rosso", e l'uomo è stato arrestato.  Le aggressioni andavano avanti da quattro anni e l'ultima risale a una decina di giorni fa, quando la donna si sarebbe decisa a denunciare il compagno dal quale a giugno aveva avuto un bimbo. Ma a raccontare gli episodi di violenza ai pm ci ha pensato la figlia 14enne di lei, a sua volta vittima di abusi.  L'indagine lampo è stata coordinata dal pm Francesca Gentilini e dal procuratore aggiunto Letizia Mannella. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dalla polizia è stata firmata dal gip Alessandra di Fazio. Il 44enne, con precedenti per spaccio, nel 2018 è stato assolto dal reato di maltrattamenti e lesioni: le accuse erano state ritenute inattendibili per la reticenza della sua compagna. Dalla fine del processo, tuttavia, la situazione non era cambiata. Oltre ad aver tentato di abusare della ragazzina, l'uomo maltrattava anche gli altri figli piccoli della 41enne. Quando piangevano o lo disturbavano, li puniva obbligandoli a fare la doccia ghiacciata e li faceva andare a letto ancora bagnati. Per sottrarli alle angherie del patrigno, la 14enne li nascondeva negli armadi della casa. L'uomo picchiava spesso anche la compagna, completamente soggiogata dalla sua personalità. La giovane protagonista di questa storia di degrado è riuscita però a ottenere giustizia. Pur essendo molto legata alla madre, da tempo non riusciva più ad assistere a quelle scene: viveva un po', oppure in comunità. Dopo l'ultima aggressione alla madre, appena un mese fa, era stata ospitata dalla famiglia del suo fidanzatino.  La ragazza è la primogenita di quattro figli avuti dalla 41enne con uomini diversi e tutti allontanati e collocati in altre famiglie - compreso l'ultimo nato con segni di astinenza da cannabis, sostanza di cui faceva uso la coppia. La ragazza ha anche parlato di un approccio sessuale del patrigno quando lei aveva 12 anni: l'uomo avrebbe provato a infilarsi nel suo letto ma lei era riuscita a fermarlo. "E' una storia di squallore e degrado umano - ha commentato il dirigente del commissariato di zona, Antonio D'Urso, che con la sua squadra ha condotto le indagini -. La svolta e' arrivata grazie alla ragazzina che ha trovato il coraggio di chiederci aiuto dopo l'ennesimo pestaggio della madre, a cui l'uomo ha rotto costole e naso nei giorni scorsi". TGCOM24

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CAMPANIA NEWS Torre del Greco, sequestrati reperti archeologici a un imprenditore

3 Novembre 2019, 08:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Torre del Greco, sequestrati reperti archeologici a un imprenditore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di una più ampia attività di polizia economico finanziaria, ha sequestrato due anfore antiche, di grande pregio e in buono stato di conservazione, trovate in possesso di un imprenditore di Torre del Greco indagato per reati fiscali (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). In particolare, la Compagnia della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, durante l’esecuzione di un sequestro preventivo per equivalente disposto dal Gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica oplontina, finalizzato a ricercare beni che potessero soddisfare le pretese erariali sorte da un debito tributario di 300.000 euro, ha scoperto a casa dell’imprenditore, ex miticoltore, le anfore antiche, una betica risalente al II-III secolo a.C., e una greco-italica risalente al IV secolo a.C. Le perizie tecniche condotte dalla Soprintendenza- Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli hanno confermato che le anfore ritrovate costituiscono preziosi reperti storici, appartenenti all’era greco-romana, trafugate dal fondale marino. Il loro valore, sul “mercato nero”, si aggira intorno a diverse decine di migliaia di euro. I preziosi reperti sono stati sequestrati e il responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, per violazioni al Codice dei Beni Culturali e, quindi, per reati che si andranno a sommare alle imputazioni già pendenti in materia tributaria.

METROPOLIS

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CAMPANIA NEWS Napoli, rubano cellulare alla cliente di un negozio di via Toledo: due marocchini filmati e arrestati

3 Novembre 2019, 08:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Gli agenti dei Falchi della Squadra Mobile di Napoli, durante un servizio per la prevenzione dei reati predatori in via Toledo, sono stati attirati dalle urla di una ragazza che indicava un giovane il quale pochi istanti prima le aveva  asportato il cellulare all’interno di un negozio.


L'uomo è stato  bloccato dai poliziotti e, grazie  alle immagini del sistema di videosorveglianza, è stato identificato anche il complice, rintracciato e bloccato poco dopo sul Corso Umberto I.

Gani e Achraf Mousnia, marocchini di 32 e 24 anni, irregolari sul territorio e noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati per furto con destrezza. Il 24enne inoltre era già stato più volte segnalato all’ Autorità Giudiziaria per le numerose violazioni dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria cui è sottoposto.

IL MATTINO

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Salerno e Provincia News Un Parco della Rimembranza creato e poi...distrutto !

3 Novembre 2019, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA A Montecorvino Rovella (Sa), durante il ventennio, fu creato il Parco della Rimembranza dedicato alla Memoria dei sodati Caduti nella Prima Guerra Mondiale, con la piantumazione di tanti alberelli per il numero esatto dei Caduti, con una targhetta identificativa alla base di ognuno. Ebbene, subito dopo la fine del II conflitto mondiale, qualcuno si procurò dei candelotti di dinamite e fece saltare in aria alberelli , targhette e...memoria

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Falso Ps rapinava studenti Catania,preso Controllava documenti e prendeva denaro, anche solo 5 euro

2 Novembre 2019, 18:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Falso Ps rapinava studenti Catania,preso1375277 1385110908392402 1545291797 n ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI CATANIA, 30 OTT - Un giovane di 21 anni, Cristiano Rosario Maurici, é stato arrestato a Catania da agenti della squadra mobile perché ritenuto l'autore di una serie di rapine compiute tra la fine del settembre scorso e i primi di ottobre ai danni di studenti di liceo che compiva spacciandosi per poliziotto. Deve rispondere di rapina, estorsione e sostituzione di persona. Dicendo di appartenere al squadra dei 'Falchi', si faceva consegnare denaro, accontentandosi anche di soli 5 euro (ANSA) -

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL 2 NOVEMBRE E ANCHE IL GIORNO DELLA PIZZA COME TRADIZIONE

2 Novembre 2019, 13:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il 2 novembre è anche tradizione gastronomica che vede protagonista la pizza di grano sulle tavole delle famiglie ravellesi. Il grano inteso come simbolo della vita e della fertilità in tutte le culture e le religioni: per raccogliere il chicco di grano bisogna recidere la spiga - ucciderla - e il chicco, solo dopo essere morto, a sua volta, sottoterra, rinascerà in una nuova spiga. Il grano viene allora associato nello stesso tempo anche alla morte e alla resurrezione e diviene il simbolo del continuo e incessante ciclo di morte e rinascita della natura. Morte e rinascita, vita che nasce dalla morte. Cibarsi di grano nel giorno dei Morti viene così ad assumere, oltre che virtù rituale, valore propiziatorio per garantire continuazione alla vita e prosperità. Nella tradizione culinaria italiana il grano è presente sopratutto nelle regioni meridionali e della Magna Grecia. Fino a qualche decennio fa erano in molte le case di Ravello a possedere forni a legna per la produzione di pane, pan biscotto e farinacei vari e, nel giorno della commemorazione dei Defunti, era consuetudine cucinare i semplici impasti di grano, con la sola aggiunta di salsa di pomodoro, olio, aglio, origano e magari acciughe, ma senza alcun condimento di carne. Alimenti semplici e genuini, ritenuti da sempre le pietanze dei poveri e che in questo giorno, probabilmente, consentivano alle nostre nonne di dedicare minor tempo alla cucina per potersi recare al cimitero con il resto dei familiari, ai tempi in cui le famiglie erano organizzate in maniera severa, rispettosa, patriarcale.

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