Dunque sbagliare la dieta ha un’importanza straordinaria nella prevenzione e nella cura dei tumori. Senza addentrarci in troppi particolari, si può dire che la dieta che favorisce l’insorgenza e la progressione dei tumori è una dieta ricca di grassi animali, ovvero di carni rosse, salumi di vario tipo, burro, latticini, formaggi, ricca di zuccheri e particolarmente di quelli raffinati, povera di fibre e di elementi essenziali. Al contrario una dieta che previene e rallenta la progressione dei tumori è una dieta povera di grassi animali, ricca di fibre, quindi di verdure di tutti i tipi (tenendo conto che alcuni tipi di verdure, come le patate vanno mangiate con moderazione), ricca anche di frutta (la quantità consigliata è mediamente di quattro-cinque porzioni di frutta al giorno), in cui le carni magre di pesce, tacchino, coniglio sono concesse (anche quelle di pollo, solo se ruspante, perché purtroppo quello di allevamento è ricco di ormoni ed antibiotici, cosa, dunque, che lo rende sconsigliabile).
Inoltre sarebbe buona norma fare 3 pasti al giorno, di cui il più energetico la mattina, mentre consigliato è un pasto normale a mezzogiorno ed uno molto moderato, con poche calorie ed idrati di carbonio la sera. Inoltre fra i 3 pasti è sconsigliata l’assunzione di zuccheri, specie quelli raffinati (ad esempio il caffe con lo zucchero), perché lo zucchero raffinato entra rapidamente in circolo e questo comporta un picco di insulina a livello ematico, cosa da evitare in quanto l’insulina è un fattore che favorisce la progressione dei tumori. Fra i tre pasti giornalieri viene consigliata solo l’assunzione di frutta, che contenendo idrati di carbonio complessi e molti fattori anti-tumorali, viene pertanto ammessa.
La dieta non è solo importante per la prevenzione e cura di molte malattie croniche degenerative, ma è anche importante durante la gravidanza per prevenire future malattie nei nascituri. Infatti studi epidemiologici hanno dimostrato che individui nati da madri esposte per vari motivi a restrizioni caloriche durante la gravidanza, hanno un più alto tasso di malattie croniche come il diabete, malattie cardiovascolari e obesità rispetto ai loro fratelli. Ciò sembra in rapporto a cambiamenti epigenetici: i cambiamenti dell’espressione genica durante lo sviluppo in utero possono persistere durante la vita adulta.
I geni, come si sa, sono parti di DNA, che sono responsabili, in ultima analisi, della sintesi proteica e pertanto determinano ciò che uno è e ciò che uno sarà. Non è possibile, se non attraverso manipolazioni genetiche (così sostengono ancora oggi gli studiosi che condividono soltanto il paradigma riduzionista della scienza), cambiare i nostri geni e dunque uno è più o meno fortunato se ha dei geni buoni, non fragili, che lo possano mantenere in uno stato di salute per lungo tempo. Ciò è vero, ma solo in parte, perché in realtà molta della ricerca di questi ultimi anni ci racconta una storia diversa.
Quello che ho cercato di dire sulle malattie tumorali, ad esempio, che sono considerate ancora oggi dalla maggior parte degli scienziati e degli oncologi malattie non reversibili, è una storia diversa: la maggior parte dei tumori dipende dallo stile di vita, da cause ambientali differenti, dall’esposizione a varie sostanze cancerogene, che possono agire sul genoma provocando mutazioni, ma anche alterazioni epigenetiche. Tutte queste alterazioni, come ho cercato di spiegare e dimostrare nelle pagine precedenti, possono essere by-passate e le cellule tumorali possono essere riprogrammate, ritornando ad essere cellule con un fenotipo normale, usando programmi specifici e mirati che possono essere ritrovati nell’embrione nel momento in cui la vita si forma. Infine ho raccontato come tutto conti nel controllo dell’espressione genica: conta la dieta, conta l’esercizio fisico, contano gli stati mentali ed emozionali, contano le caratteristiche ambientali, in cui uno vive, contano i rapporti familiari e sociali e tutto ciò conta nel mantenere o meno il nostro stato di salute e l’integrità dei nostri geni, prevenendo così le malattie. Ma quando una malattia grave, come una malattia tumorale, si è instaurata, allora occorre mettere in atto anche trattamenti mirati.
Dunque, come già detto, con i vari collaboratori si è dimostrato che i diversi programmi che costituiscono nel loro insieme l’intero codice epigenetico hanno le molteplici funzioni che sono state descritte nel capitolo specifico. Se questi saranno i filoni principali che riguarderanno il futuro della scienza, c’è una cosa che noi possiamo fare fin da ora in ogni momento della nostra vita e che ci servirà per mantenerci in salute: amare e ridere. Sugli effetti benefici dell’amore e del perdono si è già detto. Sullo yoga della risata e sullo yoga a tutto tondo (quindi asana, pranayama, meditazione ecc,) ci sono studi che riportano come dette pratiche siano in grado di inibire in modo epigenetico i geni responsabili della sintesi delle proteine legate all’infiammazione ed allo stress (già nel 2008 una pubblicazione su Plos One riportava uno studio sullo yoga e i suoi effetti benefici sull’espressione genica). Del resto il mio amico Nitamo Montecucco, che nel suo Centro “ Il Villaggio Globale” a Bagni di Lucca organizza molti corsi di meditazione e di Mindfulness, ha dimostrato in vari studi come attraverso la meditazione si abbia un riequilibrio epigenetico che porta ad un aumento dell’efficienza del sistema ormonale, del sistema immunitario, con attivazione dei centri che diminuiscono lo stress, così che si raggiunge un senso di benessere, piacere ed aumento della fiducia in sé.
La risata poi e lo yoga della risata portano al culmine questa sensazione di benessere e di piacere. Lo yoga della risata, praticata come fa nei suoi Workshocks Richard Romagnoli, dove accanto ad una risata strepitosa, che solo lui sa fare, viene presentata una filosofia di vita basata sull’amore, sull’accettazione di quanto la vita ci offre, sul perdono e sul senso di gratitudine nei confronti di tutti gli esseri viventi e di tutto il creato, rappresenta una vera e propria terapia, che aumenta in modo sensibile in ciascuno di noi le condizioni di benessere e di salute.