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SEZ. ECONOMIA Manovra torna in Consiglio dei ministri, la bozza sale a 248 articoli. Niente rincari su sigarette elettroniche I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsti dal piano per il cashback saranno esentasse. Ipotesi scostamento in settimana poi nuovo dl

16 Novembre 2020, 10:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Manovra torna in Consiglio dei ministri, la bozza sale a 248 articoli. Niente rincari su sigarette elettroniche I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsti dal piano per il cashback saranno esentasse. Ipotesi scostamento in settimana poi nuovo dl

INSERITO DA ANGELA CECERE Sgravi 'rosa', per incentivare il lavoro femminile, 400 milioni per vaccini e cure anti-Covid e niente tasse sul cashback per gli acquisti con carte e bancomat che dovrebbe scattare, se tutto sarà confermato, già sui pagamenti elettronici di dicembre e arrivare sul conto corrente a febbraio. 'Imbarca' nuove misure e perde qualche pezzo - come l'accisa del 25% sulle sigarette elettroniche - la legge di Bilancio che a quasi un mese dal primo via libera salvo intese del Consiglio dei ministri avrà bisogno di un nuovo passaggio - oggi - sul tavolo del governo prima di essere inviata, con ritardo record, in Parlamento. In tutto, al momento, la maxi-manovra da 38 miliardi conta 248 articoli, a partire dai grandi capitoli come i 3 miliardi per l'assegno unico (che diventano 5,5 nel 2021), il rifinanziamento della Cig Covid per oltre 5 miliardi e il fondo per i ristori delle attività più colpite dalla pandemia da 4 miliardi che potranno andare, è precisato nella norma, a tutte le imprese con "cali di fatturato di almeno il 30%". Ma trovano posto anche diverse misure "micro" come la trasformazione in S.p.a. dell'Istituto Luce con aumento di capitale da parte del Mef di 10 milioni o l'assunzione di 378 assunzioni all'Enac, compresi 72 ispettori di volo. Un testo monstre, che supera per quantità di norme il decreto Rilancio e che comunque arriva alla Camera, dove questa settimana si conta di dare avvio alla sessione di Bilancio, sostanzialmente già 'vecchio' perché superato dalla recrudescenza dell'epidemia. Già la prossima settimana, infatti, il governo potrebbe decidere di chiedere un ulteriore scostamento al Parlamento per finanziare con extradeficit un nuovo decreto che potrebbe anche andare oltre il solo 'ristori ter'. E l'incrocio tra i provvedimenti e il poco tempo a disposizione con ogni probabilità porterà a dividere il lavoro tra Camera e Senato, con la prima che si occuperà della legge di Bilancio e il secondo che esaminerà tutto il pacchetto ristori che, di fatto, somiglia sempre più a una manovra bis, prima ancora che la manovra concluda il suo iter. Le misure sono state oggetto di una ultima capi-delegazione con Conte e Gualtieri prima del nuovo Consiglio dei ministri: la bozza è stata rivista e alcune voci hanno trovato la loro stesura definitiva, come il fondo da 400 milioni che servirà al ministero della Salute ad acquistare vaccini anti-Covid e farmaci per la cura dei positivi. Risorse che si aggiungono a quelle già stanziate per gli aumenti a medici e infermieri (835 milioni), per contrattualizzare più specializzandi e anche per continuare a far fare i tamponi a medici di base e pediatri. Ecco alcune delle novità principali previste dalla bozza del provvedimento: Niente rincari per e-cig Niente rincari per le sigarette elettroniche: nell'ultima bozza della manovra salta, infatti, la previsione di una accisa del 25% del prezzo di vendita sui prodotti derivati dal tabacco, i tabacchi da inalazione senza combustione, le sigarette elettroniche e i prodotti accessori che sarebbe scattata dal primo gennaio. Rimborsi per il piano cashback esentasse I rimborsi in arrivo per chi paga con carte e bancomat previsti dal piano per il cashback saranno esentasse. E' quanto si legge nella bozza della manovra che, nella norma in cui limita anche la lotteria degli scontrini ai soli pagamenti elettronici, precisa che "i rimborsi attribuiti non concorrono a formare il reddito" e "non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale". Il nuovo meccanismo, parte del più generale Piano Italia Cashless, dovrebbe applicarsi dai pagamenti tracciabili del mese di dicembre: secondo quanto indicato nella bozza del decreto attuativo, i primi rimborsi - fino a 150 euro sulle spese di Natale - dovrebbero arrivare nel mese di febbraio e poi a cadenza semestrale. Previsti anche due 'superpremi' l'anno da 1.500 euro ciascuno ai primi 100mila che utilizzano più volte la moneta elettronica. Fondo milioni per vaccini e farmaci anti-Covid Arrivano 400 milioni per l'acquisto "dei vaccini anti SARS-COV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con COVID-19".  Istituito un apposito fondo al ministero della Salute. Spuntano Istituto luce Spa e 378 assunzioni Enac Spuntano anche la trasformazione dell'Istituto Luce da Srl in S.p.a. con 10 milioni di aumento di capitale da parte del Mef e l'autorizzazione all'Enac a bandire concorsi per 378 assunzioni tra dirigenti, tecnici e ispettori di volo nei prossimi due anni tra le norme inserite nella nuova bozza della manovra. Novità anche per Campione d'Italia, per mantenere inalterato il livello della tassazione. Arriveranno anche 10 milioni in più all'Agea (dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura) per far fronte all'emergenza Covid e 6 milioni in più al ministero dell'Interno per "il funzionamento delle strutture centrali e periferiche".

 ANSA

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Covid Costiera: 507 gli attualmente positivi. Tutti i dati del 16 novembre

16 Novembre 2020, 10:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Female Lab Worker Holds Test Tubes of Blood Labeled Coronavirus COVID-19 Disease.
 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid – 19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.

A ieri sera si sono contati 11 nuovi contagi a Maiori, 12 a Tramonti, un solo caso a testa a Minori ed Amalfi.

Si contano anche dei guariti: due a Positano, uno a Vietri, quattro a Maiori e tre guariti a Cetara.

Il punto della situazione Covid in Costiera Amalfitana al 15 novembre:

In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 618 casi di cui 492 attualmente positivi, 123 guariti e 3 decessi Di seguito il riepilogo comune per comune.

  CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 83 36 47
AMALFI 50 6 (1 decesso) 43
ATRANI 5 0 5
CETARA 88 7 81
CONCA 7 0 7
FURORE 4 1 3
MAIORI 97 19 78
MINORI 29 12 17
POSITANO 60 12 48
PRAIANO 13 2 11
RAVELLO 33 5 (2 decessi) 26
SCALA 20 3 17
TRAMONTI 57 3 54
VIETRI SUL MARE 93 26 67
  TOT TOT TOT
  642 132 507

RAMONA BUONOCORE AMALFI NOTIZIE

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SEZ. POLITICA Stati generali M5s, Conte:' Cambiare idea è giusto se serve a migliorare' L'intervento del premier: 'le vostre lotte un patrimonio. Avete rappresentato la più importante novità politica di questi anni'. Crimi: 'Serve una guida collegiale'. Lo sfogo di Di Battista.

16 Novembre 2020, 10:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Stati generali M5s, Conte:' Cambiare idea è giusto se serve a migliorare' L'intervento del premier: 'le vostre lotte un patrimonio. Avete rappresentato la più importante novità politica di questi anni'. Crimi: 'Serve una guida collegiale'. Lo sfogo di Di Battista.

INSERITO DA ANGELA CECERE Dal capo politico a una guida collegiale con forme e modi che, se approvati dagli iscritti nei prossimi giorni, modificheranno lo statuto diventando concreti. Il Movimento 5 stelle cambia pelle e sembra archiviare, per ora, il rischio scissione paventato per settimane. Ma le scintille non sono spente del tutto. A tenerle vive è Alessandro Di Battista. L'anima più pasionaria del Movimento rifiuta l'etichetta del ribelle, si proclama invece "innamorato del Movimento", anche se in mattinata aveva attaccato su Fb chi, proprio nel Movimento, lo aveva "denigrato" "genuflettendosi davanti ai loro padroni". Agli Stati generali cambia decisamente registro, ma non smette di dettare condizioni. Le chiama "garanzie" e le elenca parlando a raffica nei 5 minuti a sua disposizione all'assemblea finale degli Stati generali. Chiede di mettere "nero su bianco" il doppio mandato come limite massimo per consiglieri e parlamentari. Insomma, nessuna deroga a uno dei cardini del Movimento che fu di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Altro paletto è un Comitato di garanzia fatto da iscritti e parlamentari 5S, ma "senza nessun esponente del governo", per decidere le nomine nei ministeri e nelle partecipate statali. Nessun altro alza la voce così, degli oltre 30 intervenuti. In realtà parecchi ripetono il mantra del doppio mandato, difeso come un argine insuperabile. Anche Luigi Di Maio lo chiama "limite sacrosanto", ma l'ex leader non va oltre. Di certo a rischiare il 'posto' è lui per primo, insieme a quasi tutti i big del gruppo. A differenza di Dibba che, dopo l'esperienza a Montecitorio del 2013, ha ancora un giro a disposizione. Non a caso annuncia: "Non vedo l'ora di poter rimettermi in prima linea con il Movimento, vedremo come e in che ruolo". Da pomeriggio a sera il dibattito sul 'nuovo' Movimento va in scena in streaming assoluto. La seconda ondata del coronavirus che ha rinviato ufficialmente per mesi gli Stati generali, li ha costretti a svolgersi solo in diretta Facebook. Virtuali il palco, la platea, il leggio davanti a Vito Crimi nel ruolo di presentatore. Oltre che reggente politico pronto all'addio. Prima di farsi da parte, apre la giornata accogliendo (in collegamento da Palazzo Chigi) quell'avvocato del popolo che il Movimento propose come premier. "Siete una comunità tosta che ha affrontato scelte sofferte, ma che non ha mai mollato", sintetizza Giuseppe Conte riconoscendo al Movimento "battaglie che ora sono patrimonio comune". Ma quasi da pater familiae, li bacchetta: "La coerenza è sicuramente un valore, ma quando governi devi valutare la complessità, bisogna avere anche il coraggio di cambiarle le idee, quando ti accorgi che queste sono migliori di quelle che avevamo". A questo punto, tra veleni e divisioni, un cambio di passo sembra inevitabile. A chiederlo espressamente è Di Battista: prima condizione è la revoca definitiva delle concessioni autostradali alla famiglia Benetton ("E' una violazione della memoria dei morti", spiega), una norma sul conflitto di interessi, il no alle alleanze politiche per cui "il Movimento si presenti da solo alle prossime politiche", ordina. E scandisce pure il suo "mai una legge elettorale senza preferenze".

ANSA

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Appello al sindaco di Sorrento perché il Comune si riappropri del parcheggio del tiro a volo de Le Tore

16 Novembre 2020, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Appello al sindaco di Sorrento perché il Comune si riappropri del parcheggio del tiro a volo de Le Tore

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un privato tenta di appropriarsi dell’ex zona di parcheggio annessa al campo di tiro al piattello che sorgeva in prossimità della pineta de Le Tore, nella zona collinare di Sant’Agata sui due Golfi, a Sorrento. Si tratta di un’area di proprietà del Comune di Sorrento dove era stata sistemata una originaria palizzata. Con il passare del tempo, invece, al posto dei pali di castagno è comparsa una recinzione, poi un cancello, ed in breve quell’area, che è di proprietà comunale, è diventa inaccessibile per i frequentatori della zona.

Eppure potrebbe essere utile anche per accogliere le auto di chi vuole visitare l’ampio polmone verde della costiera dal quale si gode una vista mozzafiato tra i golfi di Salerno e di Napoli. Ma andiamo per ordine per capire cosa sia successo. Durante il mandato del sindaco Marco Fiorentino, questi autorizzò i gestori del campo di tiro a recintare con pali di castagno uno spazio affidato loro in concessione per evitare l’accesso delle coppiette in cerca di intimità visto che poi la mattina, alla riapertura, bisognava ripulire tutto lo spazio tra la strada e la struttura sportiva da rifiuti di ogni genere.

Poi con il decreto Ronchi l’attività fu chiusa definitivamente perché non si poteva più far cadere piombo e residui di piattelli sul terreno. Da allora nessuno si è più interessato a quell’area di proprietà comunale e la palizzata di legno è stata sostituita con una recinzione in ferro e rete metallica. Ora, chi frequenta abitualmente la pineta e la zona circostante, fa notare che quello spazio, se recuperato al pubblico utilizzo (le zone demaniali non si possono usucapire) potrebbe diventare un parcheggio per coloro che vanno a passeggiare nella pineta.

Una questione finita anche sul tavolo del nuovo sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, il quale, già dall’indomani del suo insediamento, ha dimostrato una particolare attenzione – così come tutta la sua amministrazione – per la tutela ed il rilancio de Le Tore. In merito ad un eventuale intervento per acquisire nuovamente l’area al patrimonio comunale, Coppola fa sapere che al momento sta «disponendo gli opportuni accertamenti».

MAX SORRENTOPRESS

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare, San Leonardo la direttrice Santarpia: 'Pronti a tutto per non lasciare i pazienti sulle ambulanze' L'ala nuova diventerà interamente Covid: 'Non ci possiamo fermare'

16 Novembre 2020, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare, San Leonardo la direttrice Santarpia: 'Pronti a tutto per non lasciare i pazienti sulle ambulanze' L'ala nuova diventerà interamente Covid: 'Non ci possiamo fermare'

INSERITO DA ANGELA CECERE "Non possiamo permettere che i pazienti restino sulle ambulanze. Ormai arrivano in condizioni serie, non è come all'inizio. Pronti a tutto, senza fermarci mai". È determinata la dottoressa Santarpia. Quando ha accettato l'incarico di dirigente del San Leonardo forse non si aspettava di trovarsi a gestire l'ospedale nel pieno di una epidemia mondiale. I morti aumentano, come i pazienti che arrivano in condizioni disperate. "Anche la sala mortuaria abbiamo dovuto riadattare. Sono servite nuove stanze". Un cambiamento che ora sta interessando l'intero ospedale. "Non siamo un Covid Hospital, ma fino a che la situazione non cambia dobbiamo curare questi pazienti come gli altri. Ognuno deve avere il suo posto letto e la sua terapia". E per questo una intera ala dell'ospedale sarà per i malati di Covid. È già così a Medicina, lo sarà a breve per Cardiologia e Neurologia. "Spero che la situazione migliori, altrimenti di reparto ne apro anche un altro. I pazienti vengono prima di tutto" dice determinata. Nella ala storica tutti gli altri reparti per chi arriva con altre patologie e comunque va curato. "Il San Leonardo è l'unico punto dopo la chiusura di Bosco, Torre del Greco e Vico". Pronta l'apertura di un pronto soccorso, nella zona della farmacia, per sostituire quello in cui da giorni vengono curati almeno una trentina di pazienti Covid. "Dodici ora sono a Medicina e conto in settimana di avere altri posti letto. Il personale del pronto soccorso è stremato". La dirigente Santarpia ha chiesto all'Asl 18 infermieri, 20 operatori sanitari e dei medici. "Questi pazienti hanno bisogno di chi li aiuta a mangiare, a fare qualsiasi cosa e non possiamo contare più sui volontari. Siamo in presenza di un terremoto". Lei stessa appena uscita dal numero dei contagiati dal Covid è tornata al lavoro: "Ora c'è bisogno di tutti. Ho nominato il dottore Carmine Coppola, infettivologo, per la gestione della parte clinica dei pazienti. Il dottore Di Cicco continuerà ad occuparsi dei pazienti in subintensiva". Poi ci sono i medici di altri reparti che si ritroveranno a gestire ogni emergenza nella zona non Covid. "Capisco che è dura da accettare, ma non possiamo farne a meno. Qualcuno scontento ha girato un video in due stanze chiuse. Li' c'è un cartello, stanno facendo dei lavori per infiltrazioni d'acqua e chiuse resteranno" spiega con una voce che non tradisce sconforto. "Ora non ci possiamo fermare, dobbiamo cercare di eliminare quelle ambulanze in attesa" ripete.

IL CORRIERINO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento zona rossa, ma gente in strada e pochi controlli

16 Novembre 2020, 10:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento zona rossa, ma gente in strada e pochi controlli

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’immagine emblematica del lockdown a Sorrento è tutta nel deserto del giorno di Pasquetta. Il 13 aprile 2020 è una data che probabilmente resterà nella storia della città. Un Lunedì in Albis che nessuno avrebbe mai potuto immaginare di vivere nella perla della costiera. Strade vuote, negozi chiusi, Uno scenario apocalittico per una città abituata a vivere tra suoni e rumori, soprattutto nel giorno tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta. Ebbene, oggi si sarebbe dovuta riprodurre quella stessa situazione. Prima domenica da zona rossa e nuove norme anti contagio. Misure meno rigide rispetto allo scorso marzo, ma che avrebbero dovuto tenere le strade sgombre, almeno nella giornata odierna, visto che i negozi sarebbero rimasti per la maggior parte chiusi comunque. Ma a Sorrento non è andata così. A mezzogiorno c’era chi passeggiava tranquillamente tra il corso Italia e piazza Tasso. Davanti ai ristoranti persone in coda e senza nemmeno particolari distanze in attesa dell’asporto. Non mancavano neanche piccoli gruppi di turisti. E c’era anche un discreto traffico di auto e scooter. Controlli delle forze dell’ordine pochi e blandi. Ciò significa che qualcosa non quadra. Evidentemente o le norme non sono abbastanza stringenti, oppure si sottovalutano i rischi. Eppure la costiera sorrentina già conta otto vittime per il Covid nella seconda fase della pandemia e si veleggia verso i 500 contagi. Riteniamo serva maggiore rigore. MAX SORRENTOPRESS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

16 Novembre 2020, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Senza dati attendibili sulla disabilità, difficilmente si potrà arrivare a porre fine alle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità, tramite politiche efficaci. Per mettere quindi a disposizione di tutti uno strumento che fornisce varie conoscenze sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzo delle statistiche sulla disabilità, l’IDA (International Disabilità Alliance), CBM e lo Stakeholder Group of Persons with Disabilities for Sustainable Development hanno prodotto il documento “Disability Data Advocacy Toolkit”, preziosa base di lavoro per la tutela dei diritti Una realizzazione grafica elaborata nel 2018 sul tema “Disabilità e Povertà”: le persone con una qualche forma di disabilità nel mondo risultavano due anni fa essere più di un miliardo, ovvero il 15% dell’intera popolazione del pianeta Senza dati e statistiche attendibili sulla disabilità, ben difficilmente si potrà arrivare a un reale rispetto dei diritti delle persone con disabilità e a porre fine alle discriminazioni nei loro confronti, tuttora presenti in tutto il mondo. Ne era ben consapevole chi ha redatto la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che alle statistiche e alla raccolta dei dati ha dedicato un intero articolo (il 31°), ove si scrive testualmente: «Gli Stati si impegnano a raccogliere le informazioni appropriate, compresi i dati statistici e i risultati di ricerche, che permettano loro di formulare ed attuare politiche allo scopo di dare attuazione alla presente Convenzione». E successivamente: «Le informazioni raccolte in conformità al presente articolo devono essere disaggregate in maniera appropriata, e devono essere utilizzate per valutare l’adempimento degli obblighi contratti dagli Stati Parti alla presente Convenzione e per identificare e rimuovere le barriere che le persone con disabilità affrontano nell’esercizio dei propri diritti». E infine: «Gli Stati assumono la responsabilità della diffusione di tali statistiche e garantiscono la loro accessibilità sia alle persone con disabilità che agli altri». Purtroppo, in molte parti del mondo tali prescrizioni sono ancora “lettera morta”, come viene sottolineato dall’IDA (International Disability Alliance), da cui si dichiara che «dati insufficienti e inattendibili si sono tradotti in una pianificazione e in un bilancio inadeguati per accomodamenti ragionevoli nei confronti delle persone con disabilità e in politiche generalmente inefficaci». Nel tentativo quindi di mettere a disposizione di tutti uno strumento quanto mai utile, che fornisca una serie di conoscenze di base sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzo dei dati sulla disabilità, la stessa IDA, in collaborazione con CBM, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e nella prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi in cerca di sviluppo e con lo Stakeholder Group of Persons with Disabilities for Sustainable Development (“Gruppo delle persone con disabilità portatrici d’interesse per uno sviluppo sostenibile”), ha prodotto il documento denominato Disability Data Advocacy Toolkit, ovvero un Toolkit – termine letteralmente traducibile in italiano come “cassetta degli attrezzi” – tutto dedicato alle statistiche sulla disabilità quali basi per la tutela dei diritti. «L’obiettivo – spiegano dall’IDA – è quello di contribuire al crescente dialogo globale sull’importanza dei dati riguardanti le persone con disabilità, rafforzando la capacità di queste ultime e delle loro organizzazioni rappresentative di tutto il mondo, con approcci semplici a competenze essenziali ai fini della tutela [advocacy], di cui tutte le persone con disabilità potrebbero beneficiare e in particolare quelle sottorappresentate e nelle zone più povere». (S.B.)

SUPERANDO

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CILENTO NEWS Capaccio Paestum, al via i lavori per un nuovo asilo nido L’asilo, finanziato con fondi Por Campania Fesr 2014/2020, accoglierà circa 50 bambini tra i 3 e i 36 mesi.

16 Novembre 2020, 10:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CILENTO NEWS  Capaccio Paestum, al via i lavori per un nuovo asilo nido L’asilo, finanziato con fondi Por Campania Fesr 2014/2020, accoglierà circa 50 bambini tra i 3 e i 36 mesi.

INSERITO DA ANGELA CECERE Prenderanno il via domani mattina, lunedì 16 novembre, i lavori per la realizzazione di un asilo nido presso il Parco delle Noci in località Rettifilo-Vannullo, a poca distanza dal centro urbano di Capaccio Scalo. L’intervento mira a rafforzare i servizi di cura per i minori e a potenziare la rete di servizi socio educativi nell’ambito del sistema integrato della Regione Campania di educazione e di istruzione. È finanziato con fondi Por Campania Fesr 2014/2020. L’asilo accoglierà circa 50 bambini in età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Stando al progetto, ogni sezione della struttura è formata da una zona per attività ludiche e ricreative e una zona per riposo, separate da muratura coibentata dal punto di vista acustico. Il progetto prevede l’ingresso principale in prossimità del parcheggio pubblico esistente in modo da facilitare il flusso dei genitori che accompagnano i bambini. I servizi amministrativi e quelli tecnici sono organizzati in modo da non creare interferenze con il percorso dei bimbi. Il progetto prevede anche la realizzazione una cucina interna con annesso deposito alimenti e 5 servizi igienici, di cui uno per diversamente abili. Il pavimento sarà realizzato in linoleum e le pareti pitturate in maniera diverse a seconda delle funzioni a cui ogni aula è destinata. La struttura è pensata all’insegna del rispetto dell’ambiente, del paesaggio e dello sfruttamento di energia elettrica da fonti alternative e prevede, tra le altre cose, un tetto verde in grado di migliorare clima, ridurre la concentrazione di polveri sottili, migliorare l’isolamento acustico. L’arredo, infine, sarà realizzato con materiali naturali. Nella parte esterna è prevista una fila di alberi ad alto fusto che costituisce una barriera verde al rumore. Nei giardini e nel piazzale saranno allestiti altalene, scivoli, sabbiera, casetta, teatrino, palestra delle arrampicate, panche e tavoli in legno, cavalcabili, tricicli, biciclette, monopattini, macchine, dondoli, carriole, utensili per scavare e per il giardinaggio. «Con l’avvio dei lavori dell’asilo nido nel Parco nelle Noci – dichiara il sindaco Franco Alfieri – realizziamo un’altra opera molto importante per la Comunità di Capaccio Paestum. Andiamo a rafforzare la rete di servizi socio educativi indispensabili per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Un asilo nido, prendendosi cura dei bambini sin da quando sono in fasce, permette a entrambi i genitori di poter continuare a lavorare. Diamo dunque un aiuto concreto soprattutto alle mamme, troppo spesso parte debole in un mercato del lavoro che, sempre più cinico, le costringe a scegliere tra carriera e famiglia».

CILENTO NOTIZIE 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

16 Novembre 2020, 10:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Coronavirus e sindrome di Down: le conclusioni di uno studio internazionale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo studio sull’impatto del coronavirus nei confronti delle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori T21RS, arriva a conclusioni ben diverse da quelle diffuse qualche tempo fa dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui per le persone con sindrome di Down vi sarebbe un rischio di mortalità dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale. Niente, dunque, “protezioni speciali” per queste persone, ma solo qualche precauzione in più, a seconda di particolari contingenze, come sottolinea Gabriele Bazzocchi dell’Associazione AIPD È stato pubblicato nei giorni scorsi uno studio l’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down, prodotto dall’organizzazione internazionale di ricercatori sulla sindrome di Down T21RS e originato dalle risposte al questionario internazionale di cui avevamo dato notizia nel giugno scorso anche sulle nostre pagine. A questo e a quest’altro link sono disponibili rispettivamente la pubblicazione originale (in inglese) dedicata allo studio e il poster (in italiano) che ne riassume i principali esiti. Da parte nostra, però, ben volentieri cediamo la parola all’interessante commento di Gabriele Bazzocchi, presidente dell’AIPD di Ravenna (Associazione Italiana Persone Down) e consulente scientifico pro-tempore dell’AIPD Nazionale, organizzazione che ha attivamente contribuito allo studio. Cosa dunque va a dire lo studio internazionale realizzato da T21RS? Il lavoro riporta informazioni sui sintomi, i fattori di rischio e gli esiti relativi a 1.046 persone con sindrome di Down che hanno contratto l’infezione da Covid-19 in vari Paesi, ma principalmente in sette di essi, tra cui l’Italia. I sintomi nelle persone con sindrome di Down sono stati gli stessi che nella popolazione generale: febbre, tosse, fatica a respirare. Sono stati invece più frequenti alterazioni dello stato di coscienza. I fattori di rischio per l’ospedalizzazione e la mortalità erano sovrapponibili a quelli della popolazione generale: età avanzata, sesso maschile, diabete, obesità, demenza, con in più la presenza di difetti cardiaci congeniti. Il tasso di mortalità mostrava un rapido aumento sopra i 40 anni ed era circa tre volte più alto di quello dei soggetti di controllo senza la sindrome di Down, anche dopo avere aggiustato il dato statistico, tenendo conto dei fattori di rischio per la mortalità da Covid-19: il rischio di mortalità per le persone con sindrome di Down con più di 40 anni era comparabile a quello della popolazione generale di 85 anni. Si conclude, quindi, raccomandando di rivolgere una particolare attenzione e cura alle persone con sindrome di Down adulte sopra i 40 anni, ma anche di fornire a tutte le persone con sindrome di Down di ogni età una supplementazione con vitamina D e di sottoporle a vaccinazione sia per l’influenza che per lo pneumococco nel corrente inverno, in aggiunta alle misure che localmente vengono disposte, quali distanziamento sociale, uso della mascherina e lavaggio frequente delle mani. Come si può vedere, i dati di questo studio sono molto più completi e portano a conclusioni molto diverse da quell’informazione circolata qualche tempo fa, derivante da un comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale affermava un rischio di mortalità per la persona con sindrome di Down dieci volte superiore a quello della pubblicazione generale [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Per altro, dopo avere pubblicato la propria ricerca, T21RS ha voluto diffondere una dichiarazione, rivolta in particolare alle Autorità Sanitarie del Regno Unito, sulla “speciale protezione” che era stata decisa per le persone con sindrome di Down. Infatti tutte le persone con sindrome di Down sopra i 18 anni erano state inserite nella lista dei soggetti “estremamente vulnerabili” all’infezione da Covid-19, decisione, questa, che rischiava di avere pesanti conseguenze sia sul piano sia fisico che mentale per questa popolazione, perché andava a restringere in modo irragionevole le loro opportunità di occupazione, lavoro, svago e tutte le altre attività, con un impatto negativo sui loro contesti di vita. La dichiarazione di T21RS (disponibile in originale a questo link) ribadisce quindi come la popolazione con sindrome di Down rappresenti un gruppo eterogeneo i cui rischi di ospedalizzazione e morte sono del tutto simili a quelli della popolazione generale, ad eccezione del fatto che se in questa il rischio di conseguenze gravi si realizza dopo i 60 anni, nella sindrome di Down ciò inizia dopo i 40. Sotto questa età, pertanto le persone con sindrome di Down non devono essere confinate o diversamente trattate, a meno che non soffrano di obesità o epilessia. Questa dichiarazione si era resa necessaria perché contemporaneamente era stata pubblicata dagli «Annals of Internal Medicine» una lettera da parte di un gruppo di ricercatori sempre inglesi, che invece concludeva che per la popolazione con sindrome di Down esisterebbe un rischio quattro volte superiore per un’ospedalizzazione, una volta contratto il Covid-19, e che sarebbe di dieci volte il rischio di mortalità, per cui sarebbero persone da proteggere strategicamente. Come si può capire, è questo un argomento che sta dando adito a molte discussioni, e quando queste vengono condotte sul piano scientifico e non pregiudiziale, ideologico, fanno sempre bene, ma anche a questo studio inglese sono state fatte obiezioni convincenti: i dati, infatti, si riferiscono a 4.053 persone con sindrome di Down di cui solo in 27 sono decedute con un’età media di 61 anni e nessuna di loro aveva meno di 50 anni, per cui non supportano le conclusioni a cui gli Autori della lettera sono arrivati. In conclusione vale quanto già detto in altre occasioni: normali attenzioni predisposte per tutte le persone a seconda delle locali condizioni di contagio. Particolare cura alle persone con sindrome di Down giovani che abbiano seri problemi di obesità e malattie neurologiche. Particolare cura alle persone con sindrome di Down sopra i 40 anni. Vitamina D e vaccini a tutti. di Gabriele Bazzocchi*SUPERANDO

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CIOCIARIA NEWS Al bar senza mascherina e ubriaco: arrestato. Festa con troppi universitari: 11 multe Cassino - L'uomo non voleva dotarsi del dispositivo né uscire dal locale. Ai ragazzi comminate sanzioni da ben 400 euro. Uno di loro è stato anche denunciato

16 Novembre 2020, 09:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CIOCIARIA NEWS Al bar senza mascherina e ubriaco: arrestato. Festa con troppi universitari: 11 multe Cassino - L'uomo non voleva dotarsi del dispositivo né uscire dal locale. Ai ragazzi comminate sanzioni da ben 400 euro. Uno di loro è stato anche denunciato

INSERITO DA ANGELA CECERE Si è accomodato al tavolo di un bar in pieno centro, a piazza Labriola. Ma lo ha fatto senza indossare la mascherina e per di più in evidente stato di ebbrezza. A quel punto i titolari del locale gli si sono avvicinati e gli hanno chiesto di dotarsi del dispositivo di protezione, obbligatorio secondo i recenti decreti del Governo. L'uomo, però, sotto i fumi dell'alcol, non ha sentito ragione ed ha iniziato ad inveire violentemente contro i proprietari del bar. Fino a scatenare un vero parapiglia, specie quando gli è stato detto che, avvicinandosi le 18, cioè l'orario di chiusura, doveva anche andare via. L'uomo non ci ha visto più ed è successo un finimondo. Ha iniziato ad urlare contro tutto e tutti, tanto che i titolari del bar hanno subito chiamato il 113. In pochi minuti sul posto sono arrivate pattuglie della polizia, ma anche dei carabinieri e della Finanza. Gli uomini in divisa lo hanno ridotto a più miti consigli bloccandolo e, su disposizione del magistrato, lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, a dire il vero non senza dover faticare parecchio vista la forte resistenza opposta dall'uomo sempre più fuori di sé.  Ma non è stato questo l'unico episodio della giornata in cui i cittadini si sono resi protagonisti dell'elusione delle norme anti Covid vigenti. Ancora a Cassino, infatti, la polizia è dovuta intervenite a casa di un gruppo di studenti universitari che avevano organizzato una festa privata - con tanto di musica e qualche schiamazzo di cui si sono accorti molti vicini di casa - ma con un numero troppo alto di persone presenti, ben superiore a quello stabilito dai decreti governativi. In conseguenza di ciò, dopo aver accertato quanto accaduto, gli agenti hanno comminato ben 11 multe ai partecipanti alla festa da 400 euro ciascuna ed uno di loro è stato anche denunciato per violazione del Dpcm in vigore contro il contagio da Covid. 

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