Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Protezione civile della Regione Campania ha prorogato l’allerta meteo attualmente in vigore sulla Campania fino alle 18 di domani sull’intero territorio con criticità idrogeologica Gialla e un alert per venti forti e mare agitato. Attualmente è in vigore, con scadenza alle 9 di domani, un’allerta Arancione sulle zone 1,2,3,4 (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 2: Alto Volturno e Matese; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Zona 4: Alta Irpinia e Sannio) e un’allerta Gialla sulle zone 5,6,7,8 (Zona 5: Tusciano e Alto Sele; Zona 6: Piana Sele e Alto Cilento; Zona 7: Tanagro; Zona 8: Basso Cilento). Dalle 9 alle 18 di domani, l’allerta meteo sarà di livello Giallo per tutto il territorio a causa di residue precipitazioni che potrebbero avvenire anche in zone già fragili per effetto della saturazione dei suoli. Per questo si segnala una criticità idrogeologica Gialla con possibili occasionali fenomeni franosi, caduta massi o ruscellamenti anche in assenza di precipitazioni. L’avviso evidenzia venti forti o molto forti con raffiche e mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Per un cantiere in corso Cairoli, il traffico della zona è molto congestionato soprattutto alle 8:20 di mattina quando una macchina si affianca alla pattuglia dei carabinieri e chiede aiuto perché la donna, moglie del conducente, è in travaglio e devono raggiungere il Sant’Anna. I carabinieri attaccano sirena e lampeggianti e scortano la macchina verso l’ospedale che viene raggiunto in una decina di minuti. Il bimbo però aveva più fretta di loro e prima che si riesca ad arrivare al pronto soccorso nasce in macchina. Gli operatori sanitari del Sant’Anna hanno trovato il bambino tra le braccia della madre ed entrambi vengono ricoverati. Il papà, che deve tornare a casa perché le disposizioni anti-covid non consentono il suo permanere in ospedale, ringrazia i militari per l’aiuto fornito. Di Van Anh Phan Thi IL QUOTIDIANO PIEMONTESE
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Milano – Salute – Un’intervista al Prof. Gianfranco Parati, Direttore Scientifico di IRCCS Istituto Auxologico Italiano e Direttore della U.O. di Cardiologia di Auxologico San Luca, chiarisce come ci si deve comportare in caso si soffra di ipertensione arteriosa e problemi al cuore in questo periodo grande apprensione per la pandemia di Covid-19 evitando di incorrere in problemi più gravi. CHE COS’È L’IPERTENSIONE ARTERIOSA E PERCHÉ È UN FATTORE DI RISCHIO DA TENERE SEMPRE MONITORATO? L’ipertensione arteriosa è nota come killer silenzioso perché purtroppo può essere causa di gravi complicanze anche senza darci troppi disturbi, motivo per cui, spesso non ce ne preoccupiamo. Infatti l’ipertensione arteriosa è asintomatica nella maggior parte dei pazienti, e solo a volte può dare un po’ di mal di testa, episodi di sangue dal naso, qualche volta ronzii alle orecchie o giramenti di testa, ma in genere nulla di preoccupante, a differenza di quando soffriamo di malattie con chiare manifestazioni cliniche come ad esempio una polmonite. Va poi considerato che l’ipertensione arteriosa non è di per sé una malattia, ma è un fattore di rischio che però può portare a delle complicanze cardiovascolari gravi se non viene adeguatamente gestita. Sappiamo che nella popolazione generale circa il 34% sono ipertesi e se ci concentriamo sulla popolazione sopra i 65 anni, il 60- 63% delle persone sono ipertese. PERCHÉ È IMPORTANTE OCCUPARSI DELLA SALUTE DEL CUORE ANCHE DURANTE LA PANDEMIA? L’importanza di non dimenticarci del cuore in questo periodo di pandemia COVID-19 è sottolineata anche da una serie di dati pubblicati in Italia nel periodo della prima ondata, dati che ci indicano da un lato una significativa riduzione dei ricoveri in ospedale in cardiologia per infarto (circa il 30%), dall’altro un aumento della mortalità per infarto (circa il 33- 34%) e addirittura un aumento del 52% delle morti improvvise fuori dall’ospedale. Cosa ci dicono questi dati? Che molte persone hanno sottovalutato i sintomi di alcuni problemi cardiaci oppure, pur essendone consapevoli, per paura di andare in ospedale e di contrarre l’infezione virale hanno ritardato l’accesso al pronto soccorso e al 118. Molti hanno cercato di convincersi che un dolore al petto potesse essere un’indigestione invece che un infarto e purtroppo non intervenendo immediatamente nei tempi giusti sono arrivati a farsi vedere troppo tardi, quando il cuore era ormai danneggiato irreversibilmente. Quindi anche in questo periodo in cui siamo preoccupati per il COVID-19, non dimentichiamoci del cuore, prestiamo attenzione ai segnali che il cuore ci manda e se abbiamo dei disturbi importanti che non passano dobbiamo avere il coraggio di contattare il nostro medico e se necessario chiamare il 118, per avere un rapido intervento che ci possa chiarire l’entità e il tipo di disturbo. Nonostante la pandemia da COVID-19 abbiamo degli ospedali dedicati che ancora danno assistenza al cuore, i cosiddetti “Hub cardiologici”, e chiamando il 118 gli operatori sanitari forniscono indicazione sulla loro localizzazione a seconda della zona di residenza di ciascuno di noi. QUALI SONO I CAMPANELLI D’ALLARME CHE NON VANNO SOTTOVALUTATI? Misurare la pressione arteriosa con regolarità. Se la troviamo ripetutamente elevata (mai spaventarsi per una sola misurazione isolata!), questo può essere il primo campanello d’allarme che ci segnala la necessità di approfondire il problema ed eventualmente intervenire. È quindi fondamentale tenere la nostra pressione monitorata anche in periodo di pandemia COVID-19, soprattutto se ci è già stata diagnosticata una ipertensione arteriosa e se la stiamo curando, per cercare di identificare una perdita di controllo e quindi correggerla opportunamente con l’aiuto del nostro medico di riferimento o dello specialista che ci segue. Pertanto, come prima raccomandazione continuiamo a misurarci a casa la pressione come ci ha insegnato il medico. La classica frequenza di 2/3 volte alla settimana al mattino e alla sera è una buona regola. È inoltre particolarmente importante misurare la pressione quando compare qualche sintomo, che può suggerire un suo rialzo. Come sopra ricordato, particolare attenzione va data ad un improvviso mal di testa, e alla comparsa di ronzii, vertigini o sangue dal naso. A CHI POSSIAMO RIVOGERCI PER I CONTROLLI DI ROUTINE O IN CASO DI NECCESSITÀ? Mantenere costanti i controlli cardiologici durante una pandemia come questa non è facile. Da un lato occorre gestire la paura di chi tema, recandosi in ospedale, di contrarre l’infezione. Dall’altro lato vanno affrontate le complessità relative all’organizzazione del sistema sanitario nell’offrire servizi territoriali e servizi di supporto cardiologico ambulatoriali in questo periodo. Allora in questi casi cosa ci può aiutare? Sicuramente ci aiuta la possibilità di mantenerci in contatto con il nostro medico, sia il medico di medicina generale sia il nostro specialista di fiducia anche usando le nuove tecnologie informatiche, a cominciare dal telefono. Infatti, anche un contatto telefonico concordato con il proprio medico può essere già un buon modo per mantenerci sotto controllo, per verificare dei sintomi ed eventualmente decidere delle variazioni di terapia. Esistono poi delle tecnologie un po’ più sofisticate come la cosiddetta Video opinion o visita a distanza detta anche televisita. Anche il nostro Istituto offre questo servizio e dà la possibilità di prenotare una visita attraverso il web e di vedere il proprio medico o lo specialista disponibile sul grande schermo del computer, parlarci, discutere il problema e trovare una soluzione. Infine non dimentichiamoci le tecniche di Telemedicina, sia quelle ormai consolidate sia quelle più moderne legate ai telefoni cellulari, che consentono, usando un misuratore di pressione a casa collegato a un computer, ad un telefono, o ad una app installata su uno smartphone, di poter raccogliere i dati misurati, organizzarli e inviarli al proprio medico che li può analizzare e che può inviare un messaggio di risposta al paziente per regolare la terapia quando il controllo della pressione non fosse ottimale. CON QUALE SPIRITO SI DEVE AFFRONTARE QUESTA NUOVA ONDATA DI CONTAGI DA COVID-19? Questo 2020 è un anno che tutti vogliamo dimenticare in fretta, ci ha creato molti problemi e ci ha posto davanti delle difficoltà che ci hanno spaventati. In questa difficile situazione, però, dopo la battaglia in trincea della scorsa primavera abbiamo anche imparato come controllare alcune problematiche; lo stesso virus lo sappiamo combattere meglio e abbiamo delle armi per farlo. Quindi dobbiamo essere consapevoli che, anche se non esiste ancora una terapia specifica per il SARS-CoV-2, questo virus adesso non ci prende più alla sprovvista, per cui non dobbiamo scoraggiarci. Abbiamo imparato per prima cosa che occorre intervenire presto quando c’è un’infezione di questo tipo perché tanto prima si interviene tanto meglio si possono controllare le complicanze che si generano dopo essersi infettati con questo Coronavirus. Abbiamo anche imparato che è importante mantenere un buon controllo del nostro apparato cardiovascolare. Infatti se manteniamo in buona salute il cuore, la circolazione, la pressione e se gestiamo anche alcuni aspetti della coagulazione del sangue, sotto la guida del medico che ci aiuta a scegliere i farmaci giusti al momento giusto, anche la battaglia con il virus diventa più facile da vincere. Quindi oggi abbiamo molte più speranze di poterne uscire bene anche se dovessimo contrarre l’infezione, ricordando che nella maggior parte delle persone questo virus dà solo sintomi lievi, simili ad una usuale influenza, sia pure con qualche conseguenza più specifica, come la perdita di gusto e olfatto. È importante pertanto mantenersi in contatto con il proprio medico, o con gli specialisti disponibili e seguire senza paura le istruzioni che ci vengono date anche quando possono richiedere l’accesso in ospedale per delle cure più specifiche. Questo si rende necessario e deve essere fatto in tempi adeguati quando compaiono i segni che fanno sospettare una polmonite da questo virus, come febbre che non si risolve, tosse, mancanza di respiro anche per lievi sforzi, riduzione della saturazione del sangue in ossigeno sotto sforzo (per esempio camminando) o, ancora peggio, già a riposo. Ma soprattutto non dimentichiamoci dei controlli di routine che vanno in qualche modo continuati, e della necessità di mantenere una vita sana, con un’alimentazione corretta, un sonno di adeguata durata e una regolare attività fisica, che si può fare anche in casa se non si può uscire. Infatti controllare la qualità e la durata del sonno e non dimenticarsi mai di prendere i farmaci che il nostro medico ci ha prescritto per mantenere i nostri fattori di rischio sotto controllo, sono attenzioni importanti grazie alle quali è molto più facile vincere questa battaglia così difficile. IL CENTRO IPERTENSIONE DI AUXOLOGICO Il Centro Ipertensione di Auxologico diretto dal Prof. Gianfranco Parati, con la collaborazione del Prof. Grzegorz Bilo e del Dr. Martino Pengo, è Centro Europeo di Eccellenza per l’ipertensione arteriosa (l’unico per la città di Milano ufficialmente riconosciuto dalla European Society of Hypertension) e basa la propria attività sulla ricerca scientifica e l’applicazione clinica di nuove conoscenze legate alle condizioni fisiopatologiche dei vari organi interessati da ipertensione, di metodiche diagnostiche di recente sviluppo, di moderne strategie terapeutiche (farmacologiche e non-farmacologiche), con attenzione all’educazione sanitaria del paziente tramite divulgazione di adeguati stili di vita, anche attraverso lo sviluppo e l’utilizzo di una speciale applicazione per telefoni cellulari, smartphone e IPAD (la ESH CARE APP ) progettata e lanciata in tutto il mondo da Auxologico in collaborazione con l’Università Milano Bicocca e la Società Italiana e Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa. Questa APP è patrocinata anche dalla World Hypertension League. E’ possibile approfondire il tema trattato anche sul sito www.auxologico.it
INSERITO DA ANGELA CECERE Le scuole di Scala e Ravello riapriranno a gennaio 2021. E’ questa la decisione presa dai sindaci Luigi Mansi e Salvatore Di Martino convinti che la situazione emergenziale che si sta vivendo in Costiera Amalfitana non consenta la riapertura degli istituti scolastici. Una scelta netta e importante a tutela degli studenti e delle famiglie. Di certo qualcuno storcerà il naso ma alla base c’è il senso di responsabilità dei primi cittadini che intravedono nella riapertura delle scuole la possibilità di un incremento dei contagi. Nei due comuni della Divina si contano al momento 47 contagi in totale. La didattica a distanza, quindi, sarà lo strumento che verrà utilizzato almeno fino all’inizio delle festività natalizie, con la speranza che all’inizio del nuovo anno le condizioni di sicurezza siano tali da consentire il ritorno tra i banchi degli alunni. Ricordiamo che le misure previste dall’ultimo DPCM saranno in vigore fino al 29 novembre quindi in prossimità di quella data potrebbero esserci ulteriori novità per quanto riguarda la riapertura o la chiusura delle scuole a livello nazionale. Si discuterà dell’ipotesi di chiudere gli istituti scolastici fino a gennaio 2021 in serata nella riunione della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Per il secondo giorno consecutivo la Ciociaria va oltre i 330 contagiati. Si registra, tuttavia, un altro decesso. Mercoledì i casi erano stati 343, ieri sono stati 337. Prima d'ora era già successo una sola volta, tra il 5 e il 6 novembre, con 394 e 349 casi. Al conto vanno aggiunti i 187 negativizzati annunciati ieri. La situazione La vittima di ieri è un uomo di 76 anni di Frosinone. Si tratta del decesso numero 120 dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Sono 56 le persone che non sono sopravvissute al virus negli ultimi 23 giorni. 39 di queste sono morte negli ultimi undici giorni. Il maggior numero di contagi si ha, come l'altro ieri, a Sora dove la situazione viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie. Sora registra 25 nuovi casi. Seguono Cassino con 20, Alatri con 14 e Isola del Liri con 13. Quindi Anagni e Ferentino appaiate a 12, Frosinone a 11, Pontecorvo e Veroli a 9. In questi comuni si segnala un buon numero di negativizzati, nell'ordine delle 16 unità ad Alatri, delle 16 a Sora, delle 12 a Frosinone e delle 10 a Cassino. Segnalati pure 7 negativi a Veroli, 6 ad Anagni e uno ciascuno a Ferentino, Isola del Liri e Pontecorvo. In totale i nagativizzati sono 187, molto meno rispetto ai 410 certificati mercoledì. Nel frattempo è stata superata quota 9.500 contagiati dall'inizio dell'emergenza, il valore a ieri era di 9.602. In questa settimana si è a un passo da quota 1.000: ora sono 974, per una media di 243,5. A novembre, invece, i contagi hanno raggiunto la media di 262,5 per un totale di 4.987, molti di più dei 3.528, media 113,8, con cui si era chiuso il mese di ottobre, fino a quel momento il peggiore. Facendo un paragone con le ultime settimane i 974 fino a ieri sono superiori agli 835 del periodo 9-12 novembre per una media 208,7. Sempre a giovedì, la prima settimana del mese presentava 1.092 contagi con una media giornaliera di 273. Non a caso, la prima settimana di novembre è quella del picco con 2.044 positivi. Prima ancora, dal 26 al 29 ottobre i contagi erano stati 717 per una media di 179,2. E dunque questa settimana, al momento, è la seconda peggiore delle ultime quattro. Quelle dell'esplosione dei contagi Il bollettino L'assessore regionale Alessio D'Amato fa così il punto della situazione: «Su oltre 27.000 tamponi nel Lazio (+650) si registrano 2.697 casi positivi (-169), 61 i decessi (-19) e +586 i guariti. Torna sotto al 10% il rapporto tra i positivi e i tamponi, sale il numero dei ricoveri (+47) e le terapie intensive (+11). Il valore Rt scende sotto a 1 e si attesta a 0,9. Diminuisce il tempo mediano tra la data di inizio sintomi e la data di diagnosi da 4 a 2 giorni. Bene l'indicatore del totale risorse umane dedicate all'attività di tracciamento. Il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva è al 32% e quello di area medica per pazienti Covid al 49%. Non bisogna abbassare la guardia occorre ancora tempo». Nelle Asl di Roma, nelle ultime 24 ore, i casi sono 1.989 con 48 decessi. Nelle province si registrano 708 casi e tredici decessi. Nella Asl di Latina sono 183 i nuovi casi e tre i decessi di persone di 66, 83 e 88 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone, dunque, 337 tra casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Nella Asl di Viterbo si registrano 92 nuovi casi e cinque decessi di età tra 62, 84, 84, 85 e 100 anni. Nella Asl di Rieti si registrano 96 casi e cinque decessi di 74, 75, 88, 91 e 91 anni con patologie. Secondo l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali il tasso di occupazione delle terapie intensive era del 23% nel Lazio e del 30% in Italia il 3 novembre. Da lì si è assistito a un incremento progressivo in Italia al 34% l'8 novembre, mentre il Lazio si manteneva al 24%. Nel resto del Paese si è passati così a 39% per poi superare la soglia del quaranta ed attestarsi al 43% del 18 novembre. Nella nostra regione, invece, per diversi giorni si è oscillato tra il 26% e il 29% per fermarsi al 33% di mercoledì. Meno marcata la differenza per quanto riguarda l'occupazione dei posti Covid in area non critica: il 3 novembre il dato era di 36% in Italia e del 39% nel Lazio, anche se subito c'è stato il sorpasso con la media nazionale che, prima, si è mantenuta tra il 43% e il 53%, a fronte di un 41-47% del Lazio. Quindi il valore nazionale si è riposizionato tra il 49% e il 51% di mercoledì: nello stesso periodo il Lazio è stato tra il 47% e il 49%, con una punta del 51% il 15 novembre, giorno in cui i due dati sono stati appaiati.
INSERITO DA ANGELA CECERE In Costiera Amalfitana sono diversi i comuni nei quali è stata prorogata la chiusura delle scuole. Attualmente la riapertura, almeno per la scuole dell’infanzia e per le classi prime della scuola primaria, è prevista per il 24 novembre. Gli alunni delle scuole di Ravello e Scala torneranno tra i banchi direttamente nel 2021. I sindaci Luigi Mansi e Salvatore Di Martino hanno preso questa decisione convinti che la situazione emergenziale che si sta vivendo in Costiera Amalfitana non consenta la riapertura degli istituti scolastici. “Questa decisione, credetemi, non poco sofferta, nasce dalla valutazione che al momento il nostro territorio non è ancora pronto – scrive Luigi Mansi su facebook – Purtroppo i contagi tendono ad aumentare, coinvolgendo interi nuclei familiari in cui ci sono bambini come voi e la riapertura interesserebbe solo la scuola dell’ infanzia e la prima, per poco più di 20 giorni dall’ inizio delle vacanze natalizie. Conosco perfettamente i disagi e le privazioni che l’ emergenza vi ha creato, lo tocco quotidianamente con mano guardando i miei figli. Come padre, e soprattutto in qualità di Vostro Sindaco ho il dovere di garantirvi un sereno, tranquillo e soprattutto duraturo rientro a scuola, e questo ora non è possibile”. A Tramonti le scuole resteranno chiuse fino al 29 novembre. E’ quanto deciso dal sindaco Domenico Amatruda con l’obiettivo di evitare il proliferare del contagio da Covid. “Considerato che nel nostro Comune interi nuclei familiari risultano colpiti dal contagio e, pertanto, costretti alla quarantena e/o all’isolamento, e che lo screening alla popolazione scolastica, anche se su base volontaria, non ha avuto ancora inizio, il sindaco Domenico Amatruda ha prorogato la chiusura delle scuole di ogni genere e grado fino al 29 novembre, al fine di scongiurare pericoli per la salute dei bambini, dei docenti e dei familiari”. Per quanto concerne il comune di Vietri sul Mare la riapertura è stata fissata dal sindaco Giovanni De Simone al prossimo 9 dicembre. “Il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli e il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone dopo un’attenta valutazione dei dati relativi alla diffusione dei contagi da Covid19 e la consultazione dei dirigenti scolastici per Cava de’ Tirreni da parte dell’assessore all’istruzione Lorena Iuliano, hanno deciso che a far data dal 24 novembre e fino al 3 dicembre sono sospese le attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (0- 6 anni) nonché dell’attività didattica in presenza delle prime classi della scuola primaria su tutto il territorio comunale”.
DI ANGELA CCECERE Oggi si registra un solo caso positivo. Il Sindaco, dal centro operativo comunale, è in costante contatto con i nostri concittadini, che sono tutti in buone condizioni di salute, asintomatici o con lievi sintomi e si trovano in isolamento fiduciario. In ottemperanza alle nuove disposizioni, ricordiamo a tutti i cittadini che non è consentito muoversi dalle proprie abitazioni. Si può uscire solo per motivazioni di lavoro, salute o acquisto generi di prima necessità, muniti di autocertificazione ed utilizzando i dispositivi di protezione individuale, sempre nel rispetto delle regole del distanziamento sociale.
INSERITO DA ANGELA CECERE “Oggi se ne va l’ultimo pioniere di via Roma, Cosimo Michelino (MARZOTTO) ci ha lasciato. Che la terra ti sia lieve RIP”. E’ lutto a Giugliano per la scomparsa di uno degli storici commercianti di via Roma, Cosimo Michelino detto Marzotto. Per anni col suo negozio di abbigliamento ha riempito gli armadi di giovani e meno giovani. Tanti i ricordi sui social “Chi della nostra generazione non ha conosciuto Cosimo Michelino, alias Marzotto? Tutti lo abbiamo conosciuto e stimato. Ancora giovane diede vita al negozio di abbigliamento “Marzotto”, sito in C.so Campano, di fronte Via Roma. Lui era giovanissimo ed io Ricordo che da lui mamma mi condusse per acquistare l’ abito della mia Prima Comunione. L’ abito che mi vendette era blu, calzoni corti e giacca. I CALZINI erano bianchi, lunghi . Cosimo, che mamma chiamava , alla stregua di tutti, ” sig.Marzotto”, ci praticò anche uno sconto come era solito fare con tutti i clienti. Per oltre 50 anni, il sig. COSIMO ha gestito negozi in quell’area, possando in via Roma , dove mise su un grande negozio fatto di due piani. Ogni volta che lo incontravo era una bella occasione. L’ultima volta, una decina di anni or sono, lo incontrai al Tribunale per i Minorenni, dove io ero presente per ragioni professionali, e lui per aver accompagnato una sua ex dipendente , convocata per la nobile scelta di adozione.Anche in quel caso si distinse per gentilezza e disponibilità.Cosimo Michelino, una gran brava persona che mancherà a questa società”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Pagani. Didattica a distanza a Pagani fino all’11 gennaio 2021. E' stata confermata la volontà annunciata nella mattinata di ieri dal sindaco Lello De Prisco. Per la fascia tricolore non ci sono le condizioni per poter rientrare in sicurezza a scuola, le scuole del territorio comunale resteranno quindi chiuse fino prossimo 11 gennaio per le scuole di ogni ordine e grado. Ieri mattina il primo cittadino, inoltre, ha incontrato online i dirigenti scolastici paganesi, insieme all’assessore con delega scolastica, Mariastella Longobucco, la consigliera comunale delegata alla salute pubblica, Rita Greco, e il dottor Beniamino Ravano, componente del COC, durante il quale ha motivato, dati alla mano, la necessità di mantenere la didattica a distanza per gli studenti paganesi di tutte le età. La decisione giunge a seguito dell’ordinanza regionale, secondo la quale a partire dal 24 novembre prossimo per la scuola dell’infanzia e per il primo anno della primaria sarebbe ripartita la didattica in presenza, previo screening di controllo facoltativo. Un’azione non sostenibile per la salvaguardia della salute pubblica a Pagani, secondo quanto valutato dall’amministrazione De Prisco. «La curva epidemiologica in città non accenna ad abbassarsi e a Pagani i contagi che ruotano intorno al mondo della scuola sono troppo elevati» ha specificato De Prisco. Secondo i dati elaborati dal dottor Ravano, infatti, il 30% tra alunni, insegnanti, personale scolastico e familiare risulterebbe attualmente positivo al Covid-19. Una situazione non sostenibile e che potrebbe ulteriormente degenerare con un ritorno in aula degli alunni. Anche per le scuole private, paritarie e asili nido è sconsigliata la didattica in presenza, salvo il rigoroso rispetto del protocollo di sicurezza. «Ringrazio i dirigenti scolastici per il lavoro che stanno portando avanti tra mille difficoltà – ha dichiarato il sindaco De Prisco – e ribadisco la piena disponibilità di questa amministrazione a venire incontro alle loro esigenze, sia per sopperire alle difficoltà di tante famiglie nella mancanza dei mezzi per lo svolgimento della Dad, sia per valutare caso per caso le esigenze degli alunni con disabilità».
INSERITO DA ANGELA CECERE Le scuole resteranno chiuse”. Lo annuncia, ‘spoilerando’ le intenzioni del governatore Vincenzo De Luca, il consigliere comunale di Caserta Gianluca Iannucci. “Attendiamo la decisione definitiva e delle dichiarazioni del Governatore - scrive sulla sua pagina Facebook - ma tutti i segnali vanno nella direzione della non riapertura delle scuole il prossimo 24 novembre. Ancora una volta i nostri amministratori hanno dimostrato senso di responsabilità e vicinanza alle istanze delle famiglie e del territorio. Non chiudendosi “a riccio” sulle ragioni delle loro deliberazioni, ma ricercando il dialogo ed il confronto. Altresì sono convinto che dovevano provarci a riaprire le scuole. Ce l’hanno messa tutta. Mettendo in campo tutte le azioni umanamente possibili. Purtroppo il virus nelle nostre zone viaggia a velocità inimmaginabile ed in modo più aggressivo del primo periodo pandemico. Gli strumenti che avevamo a disposizione hanno avuto poco efficacia. Fare marcia indietro sulle proprie decisioni non è un segnale di fallimento. Ma grande senso di responsabilità”. Un annuncio che arriva il giorno dopo il doppio ricorso respinto dal TAR Campania contro l’ordinanza numero 90 del governatore che prevedeva la proroga della chiusura delle scuole fine al 23 novembre. Un diniego basato proprio sulla annunciata possibilità di un cambio di rotta dal 24 novembre col ritorno in presenza degli alunni dell’infanzia e delle prime classi delle elementari.