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CASERTA NEWS Latitante catturato nel casertano, tradito da un visita medica Era irreperibile dal 25 settembre 2020 dopo essere evaso dagli arresti domiciliari

4 Maggio 2021, 10:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

I CARABINIERI ED OGGI LA FESTA DELL' ARMA - Periodico Daily

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Blitz dei carabinieri di Caserta in uno studio medico Caserta. In carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Caserta hanno arrestatao un latitante di 64 anni napoletano. Gli accertamenti info-investigativi svolti dai militari dell'arma hanno permesso di localizzare il latitante presso uno studio medico del capoluogo campano dove lo stesso avrebbe dovuto effettuare una visita. Irreperibile dal 25 settembre 2020 in quanto evaso dagli arresti domiciliari a Brusciano Napoli, si era sottratto in ultimo all’arresto in data 23 febbraio, nell’ambito dell’esecuzione dell’operazione “Giano” scaturita dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dall’ufficio Gip presso il Tribunale di Napoli Nord a seguito delle indagini della locale Procura della Repubblica per associazione per delinquere finalizzata ai reati di truffa, sostituzione di persona, riciclaggio, autoriciclaggio, falsità in documenti d'identità ed atti pubblici. A suo carico pendeva un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare da parte corte d’appello di Napoli. E' ora in carcere a Poggioreale, a disposizione dell'autorità giudiziaria. OTTO PAGINE

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, blitz al lido Le Ancore di Carabinieri e Municipale: centinaia di presenti, la struttura sotto sigilli Le forze dell’ordine stanno procedendo allo sgombero

4 Maggio 2021, 10:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Meridiano News – Pagina 707 – Campania quotidiana, news in diretta dalle  città

INSERITO DA MIKI PAPPACODA GIUGLIANO – Polizia municipale e Carabinieri in azione al Lido Le Ancore, sulla fascia costiera giuglianese a Marina di Varcaturo. In corso le operazioni di sgombero per i tanti presenti nella struttura che era già sottoposta al sequestro, per cui alle violazioni delle normative anti covid si aggiunge il reato di violazione di sigilli. I caschi bianchi diretti dalla comandante Maria Rosaria Petrillo ed i militari della Compagnia di Giugliano guidata dal Capitano Andrea Coratza sono intervenuti nel tardo pomeriggio, alla presenza di diverse centinaia di astanti. IL MERIDIANO NEWS

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SEZ. RICETTE Polpette di pane e lenticchie

4 Maggio 2021, 09:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Polpette di pane e lenticchie

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti

  • 100gr di pane
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 50gr di burro
  • 4 cucchiai di lenticchie lessate
  • brodo caldo qb
  • 1 uovo
  • 100gr circa di pan grattato
  • sale e pepe qb
Tempo Preparazione: 35 minuti

Tempo Cottura: 25 minuti

Dosi: 2/3 persone

Difficoltà: Facile

Preparazione: ammollare il pane con qualche cucchiaio di brodo caldo per almeno mezz’ora. Nel frattempo soffriggere il burro, la cipolla tagliata a dadini e il sedano sminuzzato, aggiustare di sale (senza esagerare) e di pepe, aggiungere 4 cucchiai di lenticchie lessate e far insaporire 5 minuti. Quando il soffritto sarà tiepido versarlo nella ciotola col pane, aggiungere un uovo intero e mescolare. Regolare di pan grattato fino a raggiungere la consistenza ottimale per realizzare le polpette.

Formare, con le mani bagnate, delle piccole polpette e disporle sulla teglia ricoperta di carta da forno. Cuocere 20/25 minuti a 180°. Servire su un letto di insalata e condire con un filo di olio extra vergine.

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FAVOLE E RACCONTI Il principe ranocchio

4 Maggio 2021, 09:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI Il principe ranocchio

INSERITO DA MORENA MOTTA Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c'era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si meravigliava, quando le brillava in volto. Vicino al castello del re c'era un gran bosco tenebroso e nel bosco, sotto un vecchio tiglio, c'era una fontana. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva sul ciglio della fresca sorgente. E quando si annoiava, prendeva una palla d'oro, la buttava in alto e la ripigliava; e questo era il suo gioco preferito.

Ora avvenne un giorno che la palla d'oro della principessa non ricadde nella manina ch'essa tendeva in alto, ma cadde a terra e rotolò proprio nell'acqua. La principessa la seguì con lo sguardo, ma la palla sparì, e la sorgente era profonda, profonda a perdita d'occhio. Allora la principessa cominciò a piangere, e pianse sempre più forte, e non si poteva proprio consolare. E mentre così piangeva, qualcuno le gridò: "Che hai, principessa? Tu piangi da far pietà ai sassi." Lei si guardò intorno, per vedere donde venisse la voce, e vide un ranocchio, che sporgeva dall'acqua la grossa testa deforme. "Ah, sei tu, vecchio ranocchio!" disse, "piango per la mia palla d'oro, che m'è caduta nella fonte." - "Chétati e non piangere," rispose il ranocchio, "ci penso io; ma che cosa mi darai, se ti ripesco il tuo palla?" - "Quello che vuoi, caro ranocchio," disse la principessa, "i miei vestiti, le mie perle e i miei gioielli, magari la mia corona d'oro." Il ranocchio rispose: "Le tue vesti, le perle e i gioielli e la tua corona d'oro io non li voglio: ma se mi vorrai bene, se potrò essere il tuo amico e compagno di giochi, seder con te alla tua tavolina, mangiare dal tuo piattino d'oro, bere dal tuo bicchierino, dormire nel tuo lettino: se mi prometti questo; mi tufferò e ti riporterò la palla d'oro." - "Ah sì," disse la principessa, "ti prometto tutto quel che vuoi, purché mi riporti la palla." Ma pensava: Cosa va blaterando questo stupido ranocchio, che sta nell'acqua a gracidare coi suoi simili, e non può essere il compagno di una creatura umana!
 

Ottenuta la promessa, il ranocchio mise la testa sott'acqua, si tuffò e poco dopo tornò remigando alla superficie; aveva in bocca la palla e la buttò sull'erba. La principessa, piena di gioia al vedere il suo bel giocattolo, lo prese e corse via. "Aspetta, aspetta!" gridò il ranocchio, "prendimi con te, io non posso correre come fai tu." Ma a che gli giovò gracidare con quanta fiato aveva in gola! La principessa non l'ascoltò, corse a casa e ben presto aveva dimenticata la povera bestia, che dovette rituffarsi nella sua fonte.

Il giorno dopo, quando si fu seduta a tavola col re e tutta la corte, mentre mangiava dal suo piattino d'oro - plitsch platsch, plitsch platsch - qualcosa salì balzelloni la scala di marmo, e quando fu in cima bussò alla porta e gridò: "Figlia di re, piccina, aprimi!" La principessa corse a vedere chi c'era fuori, ma quando aprì si vide davanti il ranocchio. Allora sbatacchiò precipitosamente la porta, e sedette di nuovo a tavola, piena di paura. Il re si accorse che le batteva forte il cuore, e disse: "Di che cosa hai paura, bimba mia? Davanti alla porta c'è forse un gigante che vuol rapirti?" - "Ah no," disse lei, "non è un gigante, ma un brutto ranocchio." - "Che cosa vuole da te?" - "Ah, babbo mio, ieri, mentre giocavo nel bosco vicino alla fonte, la mia palla d'oro cadde nell'acqua. E perché piangevo tanto, il ranocchio me l'ha ripescata. E perché ad ogni costo lo volle, gli promisi che sarebbe diventato il mio compagno; ma non avrei mai pensato che potesse uscire da quell'acqua. Adesso è fuori e vuol venire da me." Intanto si udì bussare per la seconda volta e gridare:

"Figlia di re, piccina,
aprimi!
Non sai più quel che ieri
m'hai detto vicino
alla fresca fonte?
Figlia di re, piccina,
aprimi!"

Allora il re disse: "Quel che hai promesso, devi mantenerlo; va' dunque, e apri." Lei andò e aprì la porta; il ranocchio entrò e, sempre dietro a lei, saltellò fino alla sua sedia. Lì si fermò e gridò: "Solleva mi fino a te." La principessa esitò, ma il re le ordinò di farlo. Appena fu sulla sedia, il ranocchio volle salire sul tavolo e quando fu sul tavolo disse: "Adesso avvicinami il tuo piattino d'oro, perché mangiamo insieme." La principessa obbedì, ma si vedeva benissimo che lo faceva controvoglia. Il ranocchio mangiò con appetito, ma a lei quasi ogni boccone rimaneva in gola. Infine egli disse: "Ho mangiato a sazietà e sono stanco. Adesso portami nella tua cameretta e metti in ordine il tuo lettino di seta: andremo a dormire." La principessa si mise a piangere; aveva paura del freddo ranocchio, che non osava toccare e che ora doveva dormire nel suo bel lettino pulito. Ma il re andò in collera e disse: "Non devi disprezzare chi ti ha aiutato nel momento del bisogno." Allora lei prese la bestia con due dita, la portò di sopra e la mise in un angolo. Ma quando fu a letto, il ranocchio venne saltelloni e disse: "Sono stanco, voglio dormir bene come te: tirami su, o lo dico a tuo padre." Allora la principessa andò in collera, lo prese e lo gettò con tutte le sue forze contro la parete: "Adesso starai zitto, brutto ranocchio!"
 

Ma quando cadde a terra, non era più un ranocchio: era un principe dai begli occhi ridenti. Per volere del padre, egli era il suo caro compagno e sposo. Le raccontò che era stato stregato da una cattiva maga e nessuno, all'infuori di lei, avrebbe potuto liberarlo. Il giorno dopo sarebbero andati insieme nel suo regno. Poi si addormentarono. La mattina dopo, quando il sole li svegliò, arrivò una carrozza con otto cavalli bianchi, che avevano pennacchi bianchi sul capo e i finimenti d'oro; e dietro c'era il servo del giovane re, il fedele Enrico. Enrico si era così afflitto, quando il suo padrone era stato trasformato in ranocchio, che si era fatto mettere tre cerchi di ferro intorno al cuore, perché non gli scoppiasse dall'angoscia. La carrozza doveva portare il giovane re nel suo regno; il fedele Enrico vi fece entrare i due giovani, salì dietro ed era pieno di gioia per la liberazione.
Quando ebbero fatto un tratto di strada, il principe udì uno schianto, come se dietro a lui qualcosa si fosse rotto. Allora si volse e gridò:

"Enrico, qui va in pezzi la carrozza!"
"No, padrone, non è la carrozza,
Bensì un cerchio del mio cuore,
Ch'era immerso in gran dolore,
Quando dentro alla fontana
Tramutato foste in rana."

Per due volte ancora si udì uno schianto durante il viaggio; e ogni volta il principe pensò che la carrozza andasse in pezzi; e invece erano soltanto i cerchi, che saltavano via dal cuore del fedele Enrico, perché il suo padrone era libero e felice.

dei fratelli Grimm

FONTE www.grimmstories.com

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ANIMALI Gnu

4 Maggio 2021, 09:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Gnu

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo gnu è un’antilope che appartiene alla famiglia dei bovidi, è un mammifero quadrupede. Il suo corpo raggiunge circa 2,30 metri di lunghezza e 1,50 metri di altezza, con un peso di circa 250 chilogrammi.

La presenza delle corna e la conformazione del cranio li rendono simile al bue, può essere considerato una vita di mezzo tra l’antilope, il bue e il cavallo. Il colore del corpo è generalmente grigiastro con riflessi blu e striature sui fianchi nere come neri sono anche i peli della criniera e della coda.

La testa è tozza e poggia su un corto collo, con corna rivolte all’infuori. Le zampe sono snelle e agili, e la coda è provvista di un ciuffo di peli simile a quella del cavallo, e una folta criniera ricopre il collo e una parte del dorso. Gli gnu si uniscono in gruppi che contano da 5 a 15 individui, a volte anche più di 100 capi.

Lo gnu si presenta come animale in continuo movimento, agile e vivace, che riempie di vita e di attività le immense pianure in cui vive. È un animale curioso, socievole, lo si può facilmente osservare in compagnia di zebre e di antilopi di altre specie.

Ma ciò non toglie che quando si scontra, ad esempio contro un leone, il suo più agguerrito nemico, dà prova di grande forza e coraggio, tanto il maschio quanto la femmina.

Lo gnu predilige gli ambienti di savana non troppo umidi o aridi; hanno bisogno di abbeverarsi abbondantemente almeno una volta ogni due giorni, e quindi si trova raramente a più di 15-20 km dall’acqua.

È possibile vederlo in molte regioni dell’Africa orientale e meridionale. Branchi significativi formati da migliaia di esemplari si possono osservare nella pianura del Serengeti (Tanzania e Kenya) e zone circostanti; gruppi più piccoli si trovano nel Botswana settentrionale, nello Zimbabwe, e in diversi parchi del Sudafrica.

La stagione degli amori comincia verso l’inizio dell’estate, ossia verso giugno. Le femmine raggiungo la maturità sessuale prima dei due anni di vita e dopo una gestazione di 8-9 mesi, danno alla luce un solo piccolo.

Il piccolo appena nato è già sviluppato nel suo insieme ed appare ancor più strambo dell’esemplare adulto, e dopo pochi giorni è possibile vederlo già passeggiare insieme alla madre. Infatti può brucare l’erba già durante la seconda settimana di vita, ma ciò non toglie che l’allattamento comunque avrà una durata di 7-8 mesi.

Nei confronti del piccolo la madre appare molto protettiva, fino a combattere per la vita. La durata media della vita è di circa 16 anni, anche se sono soggetti a battute di caccia senza pietà, in quanto è molto richiesta la pelle che fornisce un cuoio di ottima qualità, le corna con cui si fabbricano manici di coltelli, e con i lunghi peli setolosi della coda si costruiscono dei cacciamosche.

A differenza di altri erbivori delle zone aride dell’Africa, lo gnu è costretto a lunghi spostamenti giornalieri per abbeverarsi, poiché l’acqua contenuta nell’erba di cui si nutre non è sufficiente al suo fabbisogno.

Questi grandi branchi si mettono alla prova di enormi spostamenti, a volte vere migrazioni, alla ricerca di erba tenera nata dopo le piogge. Si nutrono principalmente di erbe e di piccoli cespugli. I piccoli gruppi sono condotti da un solo maschio, mentre i grandi branchi hanno più capi.

Quando i maschi adulti raggiungono una certa età, vengono cacciati dal branco e prendono il loro posto i giovani. Si possono allora vedere piccoli gruppi di vecchi maschi isolati a nutrirsi di vegetazione. Questo avviene durante le ore del mattino e della sera, mentre il resto della giornata la trascorrono all’ombra degli alberi.

Lo gnu quando ha paura, possono formare una pericolosa fuga al galoppo a oltre 50 km / h.

Lo gnu è una grande antilope africana che vive in branchi di fino a 10.000 individui.

Le numerose mandrie scaricano tonnellate di escrementi che fortunatamente sciami di scarafaggi, eliminano in un lampo.

Sia le femmine che i maschi hanno le corna.

Dopo circa 40 minuti dalla nascita, i giovani sono in grado di correre.

Gli gnu sono prede di molti carnivori come licaoni, ghepardi , leopardi , leoni , coccodrilli.

Gli gnu vagano costantemente di notte in grandi branchi.

Gli gnu sono sempre stati oggetto di una caccia spietata, vengono ora protetti da leggi molto rigorose e sono ancora numerosi.

Esistono due specie di gnu: Gnou connochaetes (gnu dalla coda nera o bianca) e Connochaetes taurinus (GNU blu).

Lo gnu coda bianca ,invece, è ridotto a poche centinaia di capi che vivono ad uno stato semidomestico in alcune riserve dell’Africa meridionale.

La sua evidente somiglianza con i bovini da carne gli dà il nome olandese di “gnu”, che potrebbe essere tradotto come “bovini selvatici”.

Il maschio ingaggia furiose lotte, che compie inginocchiato sulle zampe anteriori, per difendere il proprio pascolo.

FONTE www.amoreaquattrozampe.it

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LA STORIA DELL’EGITTO La dea Sekhmet

4 Maggio 2021, 09:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO La dea Sekhmet

INSERITO DA MORENA MOTTA Sekhmet “la Potente”, una delle divinità più cruente e terrifiche dell’antico Egitto, era in grado di generare il deserto dal proprio respiro

Dea della guerra, combattente al fianco dei faraoni, uccideva i nemici mediante il proprio alito infuocato. La sua fama di distruttrice era talmente diffusa che anche le altre divinità ne temevano la ferocia.

Era una divinità solare, a volte ritenuta figlia di Ra (dio del sole di mezzogiorno). Era rappresentata interamente come leonessa o in forma umana con testa di leonessa. Espressione della dualità fra malattia e guarigione, caos ed ordine, Sekhmet era venerata come divinità delle epidemie e della medicina.

La leonessa diveniva all’occorrenza strumento del potere di Ra. Interveniva con la propria ira per riportare l’ordine fra gli esseri umani, disubbidienti alla legge divina. Per questo motivo, la regolarità dei riti svolti in suo onore era necessaria affinché la sua ira fosse tenuta a bada. Solo così il suo lato protettivo poteva rivolgersi benevolmente verso l’umanità.

La dea si manifestava in tutta la sua magnificenza incarnandosi nella statua che la rappresentava, vera protagonista dei rituali.

Il più famoso racconto mitologico di cui è protagonista la vede divenire una spietata vendicatrice. Proprio Ra, profondamente adirato contro il genere umano che aveva cospirato contro di lui, inviò Sekhmet affinché i colpevoli venissero sterminati.

Una volta conclusasi la battaglia, però, la leonessa non aveva ancora placato la propria sete di vendetta. Esaltata dal sapore del sangue, essa continuò ad infierire sugli uomini tanto da suscitare la pietà di Ra. Considerata la sua inarrestabile ira, il dio fu costretto ad escogitare un originale stratagemma per fermarla.

Egli decise di tingere della birra con dell’ocra rossa tanto da far sembrare che il liquido fosse sangue. Cadendo nel furbo tranello, Sekhmet assunse la bevanda con golosità e si ubriacò. Solo una volta rinsavita dall’ebbrezza si rese conto dell’inganno e interruppe il suo massacro.

Le statue di Sekhmet sono molto diffuse anche perché spesso accomunate dalla stessa provenienza. Amenhotep III (1400-1350 a.C., circa), infatti, commissionò ben 365 statue della dea nel tempio dedicato al culto del proprio potere regale.

Ogni giorno dell’anno solare, che per gli egizi aveva la stessa durata del nostro, una statua diversa della divinità veniva adorata. I sacerdoti cantavano litanie e recavano offerte a Sekhmet interagendo direttamente con la sua figura.

FONTE patrimonioculturale.unibo.it di Francesca Marinello

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SEZ. RICETTE Calzoni Fritti Napoletani: La Gustosissima Ricetta Originale

4 Maggio 2021, 09:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A Napoli, la regina del panorama gastronomico tipico è sicuramente la pizza; questa pietanza però ha alcune varianti tra cui proprio una leccornia che chi visita questa città non può provare: si tratta dei calzoni fritti.

I calzoni fritti, non sono altro che pasta della pizza lievitata che viene poi ripiegata su se stessa e farcita all’interno con vari ingredienti.

Ma perchè si parla di “calzone“?

Il termine deriva proprio dalla forma che viene data a questi squisiti scrigni di bontà, infatti se ci pensate assomigliano un pò ad una calza, come quella della Befana, che contiene cose buone da mangiare.

 

 

Andiamo a vedere la ricetta originale dei calzoni fritti napoletani, che oltretutto non è difficile da realizzare a casa.

La versione che proponiamo qui, come da tradizione, è quella con ricotta, mozzarella e salame, ma ovviamente gli ingredienti del ripieno possono cambiare, a seconda dei vostri gusti.

Calzoni fritti napoletani: la ricetta della tradizione

Ingredienti dei calzoni fritti ripieni di ricotta, mozzarella e salame

600 gr di farina, 300 ml circa di acqua tiepida, 1 lievito di birra, 400 gr di ricotta, 150 gr di salame napoletano, 150 gr di mozzarella (privata del siero, meglio se tenuta in frigo qualche ora prima dell’utilizzo), parmigiano grattugiato, sale, pepe, olio per friggere.

Procedimento

Per prima cosa preparare l’impasto per la pizza disponendo la farina a fontana sul tavolo o in una ciotola ampia.

Versare al centro dell’impasto il lievito disciolto in un po’ acqua tiepida, salare, e cominciare a lavorare energicamente aggiungendo man mano altra acqua, fino a formare un panetto elastico e compatto.

Dividere l’impasto in pagnottelle piccole e far lievitare per un’ora e mezza in ambiente tiepido, coprite i panetti con un panno, canovaccio.

Terminata la lievitazione, schiacciate i panetti con le mani ottenendo dei dischi alti circa 1 cm.

Calzoni Fritti Ripieni di Pomodoro e Mozzarella

Preparate ora il ripieno, unite la ricotta al salame tagliato a pezzetti e poi aggiungete la mozzarella tagliata a dadini, il parmigiano, il pepe, e un pò di sale.

Il ripieno va messo al centro dei dischi di pasta, e poi ripiegare a metà i calzoni, formando una mezzaluna, e poi chiudere i bordi.

Ora, passiamo alla frittura, mettete l’olio a bollire in una padella capiente, immergente i calzoni per qualche minuto, facendoli dorare da entrambi i lati.

Una volta cotti, mettete i calzoni fritti su carta assorbente in modo da togliere l’olio in eccesso e poi serviteli subito, devono essere mangiati belli caldi.

I calzoni fritti sono fatti…!

Varianti dei calzoni fritti e consigli per una migliore riuscita

Come dicevamo più su, se non volete fare i calzoni fritti ripieni di ricotta, salame e mozzarella, potete anche farli ripieni con sugo di pomodoro, mozzarella, basilico e ricotta, oppure con prosciutto e mozzarella, oppure c’è chi ci mette scarola e mozzarella, oppure solo la verdura.

Insomma i salumi e la farcitura in generale possono variare secondo il vostro gusto e la vostra fantasia.

Se non volete fare i calzoni fritti, perchè troppo pesanti, potete anche cuocerli al forno, a 200 gradi per 20 minuti, così risulteranno più “light”.

Consiglio: per ottenere una pasta più soffice potete aggiungere due cucchiai di olio durante la lavorazione dell’impasto, oppure mezzo bicchiere di latte a temperatura ambiente ma dovete sottrarlo alla quantità di acqua totale che usate.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Messico, crolla un ponte al passaggio della metro: almeno 20 morti

4 Maggio 2021, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Messico, crolla un ponte al passaggio della metro: almeno 20 morti

INSERITO DA MORENA MOTTA Tragedia a Città del Messico. Almeno 20 persone, tra cui anche dei minori, sono morte nel crollo di un ponte avvenuto al passaggio di un treno della metro della linea 12. Lo ha riferito la sindaca della capitale messicana, Claudia Sheinbaum, secondo cui 49 persone rimaste ferite sono state trasferite in ospedale. L'incidente è avvenuto alle 22.30 di ieri ora locale di ieri all'altezza della stazione di Olivos, nel sud della capitale messicana, e intorno alla mezzanotte le operazioni di soccorso sono state brevemente interrotte per permettere l'arrivo di una gru per evitare che il treno potesse precipitare dal ponte crollato.

FONTE www.adnkronos.com

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LOMBARDIA NEWS Cerca madre per cure, donna accetta

4 Maggio 2021, 08:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Cerca madre per cure, donna accetta

INSERITO DA MORENA MOTTA Alla fine la madre di Daniela Molinari ha ceduto, e ha detto di sì all'esame che potrebbe permettere alla figlia biologica di trovare una nuova cura per la sua malattia oncologica grazie alla mappatura del Dna. Come riportano oggi alcuni quotidiani, Daniela Molinari ha ora una nuova speranza. Per convincere l'anziana genitrice (che ha avuto altri figli e ora è nonna) ha scritto lettere aperte, ha partecipato a trasmissioni tv e ha interessato il Tribunale dei Minori di Milano.

La donna è stata convinta dopo diversi colloqui con gli psicologi del Tribunale che le hanno garantito il rispetto assoluto dell'anonimato.

FONTE ANSA

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano tra le mete consigliate per un matrimonio da favola per «Travel Awaits»

4 Maggio 2021, 08:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Positano è al primo posto tra le 6 destinazioni consigliate dal portale di turismo per un matrimonio da favola. Il portale, dedicato ai viaggi e rivolto ad un pubblico di lettori dai 50 anni in su, consiglia infatti la città verticale come location per le prime o seconde nozze. “La bellissima Positano – scrive il sito – si trova in Costa d’Amalfi ed è bel collegata con Salerno e con Napoli. L’Hotel Poseidon di Positano propone cerimonie e ricevimenti intimi all’interno del suo ristorante o direttamente sulla terrazza. L’Hotel si trova al centro di Positano e gode di una vista spettacolare. Inoltre, la famiglia che possiede e gestisce l’hotel vive in loco tutto l’anno e lavorano a stretto contatto con i clienti per assicurarsi che tutto sia proprio come essi vogliono. Inoltre questo albergo è famoso per il limoncello fatto in casa che viene offerto agli ospiti dell’hotel”. Tra le altre mete, oltre la nostra Positano, il sito web consiglia Jukkasjarvi, nel Nord della Svezia, ed in particolare il suo albergo di ghiaccio, l’Icehotel. Segue Loch Ness, in Scozia, famosa proprio per il suo lago e per il “mostro” Nessie. E poi Ios Island in Grecia, nel bel mezzo del Mar Mediterraneo, Surrey in Inghilterra ed infine Ontario, in Canada. AMALFINOTIZIE

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