CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi, il sindaco Enrico Diacci ricorda la morte Peppino Impastato
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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Mauro D’Orazi è riuscito a completare la serie di sei cartoline del 1927 con le prime foto a colori scattate a Carpi per mano geniale di Vico D'Incerti Dopo anni di ricerche senza posa e senza risparmio di energia, Mauro D’Orazi, appassionato di storia locale, è riuscito a completare la serie di sei cartoline del 1927 con le prime foto a colori scattate a Carpi per mano geniale di (Ludo)VICO D’INCERTI (1900-1975) – con la tecnica della tricromia – edizioni L’Ardita – nelle foto si vedono la moglie di Vico, Marsiglia Sacchetti e il figlio maggiore Mario
IL TEMPO CARPI
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FONTE CAPRINEWS https://caprinews.it/?p=26023
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Salernitana in serie A. Grande squadra e grande città che finalmente ritornano in serie A”. Sono le parole del Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese che accoglie con entusiasmo la notizia di questo risultato storico per Salerno e la Salernitana, che ieri ha battuto il Pescara 3-0 all’Adriatico conquistandosi la meritata promozione.
“La tifoseria granata aspettava da 23 anni questo momento e ora la gioia e la passione sono esplosive. Le emozioni sono forti per tutti noi e coronare finalmente questo sogno non è solo un bellissimo risultato calcistico e sportivo per il club di Lotito. Ma rappresenta anche un importante momento di sviluppo e ritorno economico per la città e il territorio salernitano, fondamentali ora più che mai.
I miei complimenti quindi, innanzitutto alla Squadra e al Club per il sacrificio e l’impegno con cui hanno saputo raggiungere questo traguardo, ma anche a tutti i tifosi e alla città di Salerno, fiducioso che lo spirito sportivo sarà il filo conduttore dei festeggiamenti delle prossime ore, nel rispetto di senso civile e senso di responsabilità per evitare assembramenti e rischi di contagio.
Un saluto a tutti voi e congratulazioni da parte mia e dell’Amministrazione provinciale.”
AMALFINOTIZIE

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 11 MAG - Torna a stabilizzarsi l'indice di positività in Campania, dopo l'impennata di ieri (oltre il 9%) dovuta al minor numero di tamponi eseguiti di domenica. I positivi segnalati dal bollettino odierno dell'Unità di crisi sono 1.109, di cui 337 sintomatici, su 16.351 test molecolari esaminati. Il tasso del contagio è del 6,78%, in linea con quello registrato 48 ore fa (6,77). Le nuove vittime sono 29, di cui 18 risalenti alle ultime 48 ore e 11 decedute in precedenza, i guariti ben 2.390. Continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali: i posti di terapia intensiva occupati sono 111 (-2), quelli di degenza 1.353 (-12). (ANSA).

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Perquisizioni dei carabinieri del Ros in numerose città italiane nei confronti di 11 indagati per le minacce sui social nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le operazioni sono in corso a Roma, Latina, Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania. Le perquisizioni fanno seguito alle indagini avviate dalla procura di Roma lo scorso agosto nei confronti di un 46enne di Lecce, accusato degli stessi reati per i suoi post su Twitter. Le indagini del Ros hanno portato alla luce una elaborata strategia di aggressione alle più alte istituzioni del Paese. Numerosi sono stati i post e i contenuti multimediali offensivi rilevati tra aprile 2020 e febbraio 2021, anche grazie all'impiego del Reparto Indagini Telematiche, unità del Ros specializzata nelle investigazioni telematiche e web. E' stata ricostruita la rete relazionale e le abitudini social dei soggetti coinvolti, di età compresa tra i 44 e i 65 anni, tra i quali figurano impiegati e professionisti. Tre degli indagati gravitano in ambienti di estrema destra con vocazione sovranista. Tra loro anche un professore universitario di 53 anni, vicino a gruppi e militanti di ispirazione suprematista e antisemita tramite la piattaforma social VKontakte, il Facebook russo. ANSA

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un peschereccio della flotta di Mazara del vallo, il "Michele Giacalone", è stato assaltato da un altro motopesca turco mentre si trovava in acque internazionali, tra la Siria e la Turchia, a 27 miglia dalle coste turche. La notizia è stata confermata all'ANSA dall'armatore Luciano Giacalone che si è recato in Capitaneria di Porto per denunciare il lancio di pietre e altri oggetti contro il peschereccio mazarese. "L'Unione Europea ci dica, una volta e per tutte, dove dobbiamo andare a pescare. ali tra la Siria e la Turchia Pietre contro peschereccio Mazara da motopesca turco © ANSAFOTO Pietre contro peschereccio Mazara da motopesca turco - RIPRODUZIONE RISERVATA +CLICCA PER INGRANDIRE Redazione ANSA PALERMO 11 maggio 2021 15:48 NEWS Suggerisci FacebookTwitter Altri A-AA+ Stampa Scrivi alla redazione Un peschereccio della flotta di Mazara del vallo, il "Michele Giacalone", è stato assaltato da un altro motopesca turco mentre si trovava in acque internazionali, tra la Siria e la Turchia, a 27 miglia dalle coste turche. La notizia è stata confermata all'ANSA dall'armatore Luciano Giacalone che si è recato in Capitaneria di Porto per denunciare il lancio di pietre e altri oggetti contro il peschereccio mazarese. "L'Unione Europea ci dica, una volta e per tutte, dove dobbiamo andare a pescare. A partire da 25€/mese fibra fino a 1 Gigabit e chiamate illimitate. La connessione veloce pensata per la tua attività TIM BUSINESS Siamo rovinati". Lo dice Luciano Giacalone, armatore del 'Michele Giacalone', assaltato a colpi di pietra da motopesca battenti bandiera turca mentre si trovava in battuta di pesca a 27 miglia dalle coste turche, in acque internazionali. "È una situazione oramai insostenibile. Chi di dovere affronti la questione della sicurezza in mare per noi pescatori". È l'appello di Mimmo Asaro, Presidente di Federpesca a Mazara del Vallo, dopo la notizia che un altro peschereccio di Mazara del Vallo, il 'Michele Giacalone' è stato assaltato con pietre lanciate da pescherecci turchi. Il motopesca si trova in acque internazionali, a 27 miglia dalle coste turche. Lo scorso 3 maggio lo stesso 'Michele Giacalone' era stato mitragliato dalla Guardia Costiera libica mentre si trovava nelle acque riconosciute dalla Libia come "zona esclusiva di pesca". Dopo quell'abbordaggio, il motopesca si è spostato verso la Grecia, raggiungendo la zona di mare compresa tra Turchia e Siria. ANSA

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.589 casi di cui 108 attualmente positivi, 2.454 guariti e 25 decessi. Di seguito il riepilogo comune per comune. CASI TOTALI GUARITI ATTUALMENTE POSITIVI
AGEROLA 600 564 (4 decessi) 32
AMALFI 175 171 (4 decesso) 0
ATRANI 17 17 0 CETARA 163 161 (2 decesso) 0
CONCA 21 21 0
FURORE 47 47 0
MAIORI 292 269 (4 decessi) 19 ù
MINORI 127 123 4
POSITANO 130 130 0
PRAIANO 129 126 3
RAVELLO 186 183 (3 decessi) 0
SCALA 88 87 (1 decesso) 0
TRAMONTI 182 170 (4 decessi) 8
VIETRI SUL MARE 431 379 (3 decesso) 43
TOT TOT TOT 2.589 2.454 e 25 decessi 108
RAMONA BUONOCORE AMALFI NOTIZIE

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Montoro. I carabinieri della compagnia di Solofra, su delega della Compagnia di Cassano d’Adda (Mi), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Milano, nei confronti di due coniugi (lui 60enne, lei 59enne), entrambi di Montoro. Mentre è scattato l’obbligo di dimora per un 36enne, attualmente irreperibile, accusati per importazione aggravata e continuata di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dalla compagnia carabinieri di Cassano d’Adda (MI) e coordinata dalla Procura di Milano, trae origine dal controllo effettuato il 15 dicembre 2020 a Vignate (MI) dai militari della Stazione di Melzo nei confronti dei tre indagati, sorpresi in circostanze ambigue; i tre campani stavano infatti tentando di disfarsi in un terreno agricolo di mangime per animali occultato in una cassa in legno preveniente da Malaga (Spagna), ritirata personalmente dagli stessi da un’azienda di spedizioni internazionali con sede a Vignate, ove era in fermo deposito. Dai successivi approfondimenti, si è quindi ricostruito che i due coniugi avevano commissionato la citata società di trasportare dalla Spagna un analogo bancale diretto ad una società maltese, giunto in azienda il 18 dicembre 2020, sebbene in tale circostanza i committenti avevano deciso di non presenziare, alla luce del controllo di polizia dei giorni precedenti. Per tale motivo, tenuto conto dell’onerosità del trasporto (superiore al valore del contenuto) d’intesa con la Procura di Milano i carabinieri hanno ispezionato la cassa, rinvenendo all’interno alcune valigie contenenti panetti di hashish per un peso complessivo di 256 chilogrammi. Le attività investigative, sviluppatesi dall’analisi ad ampio raggio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dalla documentazione delle spedizioni e dei relativi pagamenti e dall’esame del traffico delle utenze telefoniche in uso agli indagati, hanno consentito di ricostruire che tra il novembre e il dicembre 2020, in quattro occasioni (tra cui il sequestro del 18 dicembre 2020), i due coniugi, tramite aziende cessate o inesistenti con sede in provincia di Avellino, avevano commissionato alla società di Vignate il recupero da un’omologa azienda di Malaga di ulteriori bancali diretti ad una società maltese, contenenti verosimilmente il medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, celato da materiale organico di scarto (mangime o fibre di cocco). Le quattro spedizioni erano state commissionate dai due coniugi i quali, grazie al materiale contributo del 36enne, gravato da precedenti penali per stupefacenti, in tutte le occasioni mediante noleggio di autovetture avevano ritirato personalmente uno dei bancali trasportati. In occasione del sequestro del 18 dicembre, le analisi di laboratorio hanno evidenziato l’alto principio attivo dell’ingente stupefacente sequestrato, dal quale era possibile ricavare 1,5 milioni di singole dosi per un valore complessivo di 1 milione di euro circa. Sono in corso accertamenti finalizzati a ricostruire il flusso di destinazione dei carichi di droga, tenuto conto che l’azienda di destinazione con sede a Malta è inesistente. I carabinieri della compagnia di Solofra, su delega della Compagnia di Cassano d’Adda (Mi), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Milano, nei confronti di due coniugi (lui 60enne, lei 59enne), entrambi di Montoro. Mentre è scattato l’obbligo di dimora per un 36enne, attualmente irreperibile, accusati per importazione aggravata e continuata di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dalla compagnia carabinieri di Cassano d’Adda (MI) e coordinata dalla Procura di Milano, trae origine dal controllo effettuato il 15 dicembre 2020 a Vignate (MI) dai militari della Stazione di Melzo nei confronti dei tre indagati, sorpresi in circostanze ambigue; i tre campani stavano infatti tentando di disfarsi in un terreno agricolo di mangime per animali occultato in una cassa in legno preveniente da Malaga (Spagna), ritirata personalmente dagli stessi da un’azienda di spedizioni internazionali con sede a Vignate, ove era in fermo deposito. Dai successivi approfondimenti, si è quindi ricostruito che i due coniugi avevano commissionato la citata società di trasportare dalla Spagna un analogo bancale diretto ad una società maltese, giunto in azienda il 18 dicembre 2020, sebbene in tale circostanza i committenti avevano deciso di non presenziare, alla luce del controllo di polizia dei giorni precedenti. Per tale motivo, tenuto conto dell’onerosità del trasporto (superiore al valore del contenuto) d’intesa con la Procura di Milano i carabinieri hanno ispezionato la cassa, rinvenendo all’interno alcune valigie contenenti panetti di hashish per un peso complessivo di 256 chilogrammi. Le attività investigative, sviluppatesi dall’analisi ad ampio raggio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dalla documentazione delle spedizioni e dei relativi pagamenti e dall’esame del traffico delle utenze telefoniche in uso agli indagati, hanno consentito di ricostruire che tra il novembre e il dicembre 2020, in quattro occasioni (tra cui il sequestro del 18 dicembre 2020), i due coniugi, tramite aziende cessate o inesistenti con sede in provincia di Avellino, avevano commissionato alla società di Vignate il recupero da un’omologa azienda di Malaga di ulteriori bancali diretti ad una società maltese, contenenti verosimilmente il medesimo quantitativo di sostanza stupefacente, celato da materiale organico di scarto (mangime o fibre di cocco). Le quattro spedizioni erano state commissionate dai due coniugi i quali, grazie al materiale contributo del 36enne, gravato da precedenti penali per stupefacenti, in tutte le occasioni mediante noleggio di autovetture avevano ritirato personalmente uno dei bancali trasportati. In occasione del sequestro del 18 dicembre, le analisi di laboratorio hanno evidenziato l’alto principio attivo dell’ingente stupefacente sequestrato, dal quale era possibile ricavare 1,5 milioni di singole dosi per un valore complessivo di 1 milione di euro circa. Sono in corso accertamenti finalizzati a ricostruire il flusso di destinazione dei carichi di droga, tenuto conto che l’azienda di destinazione con sede a Malta è inesistente. DI PAOLA IANDOLO OTTOPAGINE
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'operazione della Guardia di Finanza Caserta. Dalle prime ore di questa mattina, la Guardia di Finanza di Caserta e l’Ufficio di Napoli 1 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con l’intervento del Gruppo CP-Operazioni stanno eseguendo un’ordinanza applicativa di 9 misure cautelari personali (di cui 3 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati di far parte di un sodalizio criminale dedito alla commissione di plurime frodi fiscali ai danni dell’erario. L'adozione della misura scaturisce da una complessa indagine di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria svolta, sotto la direzione di magistrati della Procura partenopea, da militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta e da personale dell’Agenzia delle Dogane di Napoli, nel cui ambito è stato possibile individuare e ricostruire un articolato meccanismo fraudolento attraverso cui le società inserite nel circuito dell’organizzazione erano in grado di conseguire indebitamente ingenti evasioni e risparmi di imposta. L’indagine, scaturita da una verifica ai fini Iva nei confronti di una società operante nel commercio di prodotti elettronici, proseguiva mediante lo strumento delle attività tecniche, sia telefoniche che ambientali, nel corso delle quali venivano acquisiti dati ed elementi che permettevano di accertare la commissione da parte dell’associazione composta da professionisti e consulenti contabili, imprenditori compiacenti e amministratori formali e/o teste di legno, di plurime frodi fiscali operate attraverso l’emissione e l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti, nonché l’utilizzo dello schema tipico delle c.d. frodi carosello, ovvero, lo sfruttamento del sistema del reverse charge utilizzando delle società fittizie (cd. cartiere), interposte all'interno di un'operazione commerciale, al fine di far sorgere un diritto (in realtà inesistente) a detrarre l'Iva sugli acquisti e far ricadere, invece, l’onere tributario sulle citate società cartiere che in non versavano nulla all’erario. Veniva, inoltre, rilevato il ricorso ad indebite compensazioni di imposta attraverso l’utilizzo di crediti in realtà inesistenti. In tale contesto, è emerso che l’organizzazione, per attribuire parvenza di regolarità contabile e fiscale alle sottostanti operazioni commerciali e finanziarie, si avvaleva dell’ausilio di consulenti fiscali e commercialisti, nonché di un appartenente alla Guardia di Finanza, ora in congedo, al quale era stata affidata la gestione di fatto di alcune società utilizzate per realizzare il sistema di frode. In particolare, mentre i predetti professionisti si occupavano di pianificare le operazioni soggettivamente e/o oggettivamente inesistenti attraverso l’utilizzo di società di comodo, l’ex finanziere provvedeva, insieme ad altri membri del sodalizio, sia al reclutamento delle c.d. teste di legno cui intestare fiduciariamente le società di comodo sia a tutti gli adempimenti necessari alla realizzazione delle fittizie operazioni commerciali. Poiché grazie al descritto meccanismo, le società coinvolte hanno potuto usufruire di ingenti risparmi d’imposta, realizzando proventi illeciti da evasione fiscale per oltre 20 milioni di euro, il provvedimento del Gip ha disposto anche il sequestro preventivo di beni, quote societarie e delle disponibilità finanziare in capo agli indagati per un valore corrispondente ai predetti profitti. OTTOPAGINE