Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PASQUALE GRECO Tennis su prato a Quisisana. In una brochure della fine degli anni ’20 veniva riportato che l’hotel di 1° ordine disponeva di 200 letti, con numerosi saloni, bagni, bar, lawn tennis ( tennis su prato) ecc. La descrizione continua: l’acqua che si beve in questo Hotel, è superiore per purezza e freschezza a tutte le acque della regione. Dalle grandi terrazze dove vengono serviti i pasti si gode il più bel panorama del mondo. L’idea di usare l’ex Casina reale di Quisisana come albergo nacque a seguito di diverse richieste pervenute al sindaco di prendere in fitto “ nu quartino” proprio in questa villa. Nel 1898, l’albergo prese il nome di “Hotel Margherita” in onore alla regina. Quattro anni dopo risulta però dismesso, restando inattivo fino al 1923 quando il complesso riaprì i battenti con un nuovo nome: «Royal Hotel Quisisana»
DI MIKI PAPPACODA AI SIGG.RI CONSIGLIERI COMUNALI DI AMALFI "RINASCITA" E ALLE AUTORITÀ COMPETENTI LOCALI... COME POTETE VEDERE DALLE FOTO ,LA SPIAGGIA GRANDE PUBBLICA COMUNALE ( PER MODO DI DIRE...) COME PER DISPOSIZIONE DEL D.P.R. DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA, IL COMUNE DI AMALFI DOVREBBE PROVVEDERE ALLA REGOLAMENTAZIONE PER IL RISPETTO DELLE MISURE ANTICOVID... CIOÈ CI VORREBBERO DEI CARTELLI MONITORI CON LA SCRITTA SPIAGGIA LIBERA COMUNALE, DEL PERSONALE PER LIMITARE L'ACCESSO ALLA SPIAGGIA, IL RISPETTO DELLE DISTANZE, ETC.ETC. COME MAI IL COMUNE DI AMALFI ....GIÀ DALLO SCORSO ANNO ( PERIODO DI PANDEMIA) NON HA MAI PROVVEDUTO A REGOLAMENTARE LA SPIAGGIA COSI COME PER LEGGE?.... COME MAI LE AUTORITÀ COMPETENTI NEL RISPETTO DEL D.P.R. NON SONO MAI INTERVENUTE ,COSI COME HANNO FATTO IN ALTRI POSTI? COME MAI IL COMUNE DI AMALFI E L' ASSESSORE AL DEMANIO CONSENTE AD UNA DITTA CHE NOLEGGIA OMBRELLONI E SDRAIO AD OCCUPARE FIN DAL MATTINO QUASI TUTTA LA SPIAGGIA ,FINO A RIVA AL MARE, QUANDO LA LEGGE DICE ...CHE BISOGNA LASCIARE LIBERA LA BATTIGIA FINO A 5 MT DAL MARE? FORSE PERCHÉ CON QUESTA DITTA CHE NOLEGGIA SDRAIO E OMBRELLONI , GUARDA CASO SEMBRA CHE ABBIA ASSUNTO ..... PROPRIO IL FIGLIO DI UN AMMINISTRATORE COMUNALE DELEGATO AL DEMANIO MARITTIMO...... E QUINDI NON C'È BISOGNO DI REGOLAMENTAZIONE E CONTROLLI?.... SAPETE QUANDO PUÒ RENDERE A FINE ESTATE UNA ATTIVITÀ DEL GENERE SENZA PAGARE CANONI DI CONCESSIONE DEMANIALE E LAVORARE IN FORMA ESCLUSIVA??? BASTA CONTARE GLI OMBRELLONI E SEDIE E MOLTIPLICARE PER 5 MESI..... PERCHÉ IL COMUNE DI AMALFI ,NON PENSA DI INTROITARE TUTTI QUESTI MIGLIAIA DI EURO E LI LASCIA GRATUITAMENTE AGLI ALTRI....NON VI SEMBRA STRANO. .. COME NON VI SEMBRA STRANO E LASCIA QUALCHE DUBBIO CHE PROPRIO IL FIGLIO DI UN AMMINISTRATORE, DELEGATO AL DEMANIO LAVORA CON QUESTA DITTA? VI SEMBRA CORRETTO.... MA AD AMALFI DA TEMPO A CERTI AMMINISTRATORI TUTTO VIENE CONCESSO ..... E TOLLERATO.... A PAGARE SONO SOLO LE PERSONE PERBENE.... QUESTA È UNA MIA DENUNCIA PUBBLICA IN QUALITÀ DI PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE MANI PULITE.... AI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE DICO.... INVECE DI SCRIVERE "BARZELLETTE E ANEDDOTI" SUI SOCIAL... E PUBBLICARE I MURI E SCALE ROTTE .... TANTO PER FARE UN PO DI POPULISMO.... ABBIATE IL CORAGGIO DI DENUNCIARE QUESTE COSE E ALTRE ANCORA PIÙ GRAVI.... NON FATE GLI SCIACALLI SU ANDREA CRETELLA ,CHE HA SEMPRE AVUTO IL CORAGGIO DI ESPORSI E FIRMARE DA ANNI ....BATTENDOSI PER LA LEGALITÀ E DEMOCRAZIA.... IN QUESTO PAESE, CHE NON ESISTE....SUBENDO,MINACCE, RAPPRESEGLIE,INGIUSTIZIE UNITAMENTE ALLA FAMIGLIA PER SCORAGGIARLO E A DESISTERE DAL CONTINUARE A BATTERSI PER L'INGIUSTIZIA E ILLEGALITÀ. ... ANCHE SE PARTE DEL POPOLO AMALFITANO NON LO MERITA....PERCHÉ VENDUTI,PECORONI E LECCHINI..... ANDREA CRETELLA
di PASQUALE GRECOAl Bar Pizzerri O Porticiull di Paolo a Castellammare di Stabia questa sera tutti invitati a cenare e subito dopo a vedere la partita dell'Italia Vieni a tifare ITALIA da noi !!! "Una magica serata sotto le stelle"
DI PASQUALE GRECO PAM Prize Award 2021 a Maria Pia Rossignaud per il progetto “Donna è Innovazione” L'ambasciatore Sergio Piazzi, Segretario Generale PAM, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, organizzazione internazionale di cui fanno parte i rappresentanti di numerosi Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, ha annunciato a Napoli, città simbolo della cultura mediterranea, i vincitori del prestigioso PAM Prize Award 2021. A Maria Pia Rossignaud, giornalista napoletana, direttrice di Media Duemila e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia va l’autorevole riconoscimento per il progetto Donna è Innovazione che promuove la parità di genere condividendo pratiche e percorsi di chi fa la differenza nel suo territorio. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma nell’autunno prossimo. COMUNICATO STAMPA
DI MICHELE PAPPACODA Il Giornale Vettica di Amalfi Online questa mattina erano in visita a Boscoreale al cantautor napoletano Gigione. Grande ospitalità al negozio di strumenti musicali il cantautore sempre e felice lo incontrati dal vivo per la prima volta e sono stato felicissimo e suo fans già da bambino e compravo le sue musiche cassette nelle bancarelle dell feste paesane. Ringraziamo per questo incontro Pasquale Greco e il maestro Ignazio Di Lieto
Preparate la pasta frolla. Lavorate insieme il burro ammorbidito e lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete l’uovo e amalgamate per bene. Infine incorporate la farina e la scorza di limone grattugiata. Quando avrete ottenuto una pasta morbida ma non appiccicosa, formateci una palla, ricopritela con della pellicola da cucina e mettetela a riposare per almeno mezz’ora in frigorifero.
Nel frattempo, preparate la crema pasticciera. Montate i tuorli d’uovo e lo zucchero con una frusta, quindi aggiungete l’amido di mais setacciato, mescolando bene. In una casseruola portate il latte quasi a ebollizione, togliete dal fuoco e aggiungetene un po’ alle uova, mescolando con la frusta.
Rimettete il pentolino con il latte sul fuoco e versateci dentro tutto l’uovo sbattuto. Mescolate su fuoco medio basso fino a quando la crema non si sarà addensata per bene. Ci vorrà solo qualche minuto.
Quando la crema avrà raggiunto la consistenza giusta togliete il pentolino dal fuoco e mettetelo dentro dell’acqua fredda per fermare la cottura.
Una volta che la crema si sarà raffreddata, trasferitela in un contenitore largo e basso, ricoprendola subito con la pellicola per alimenti. Per evitare la formazione della pellicina in superficie, mettete la pellicola direttamente a contatto con la crema, quindi mettete in frigorifero per completare il raffreddamento.
Riprendete la pasta frolla e stendetela con un mattarello sul piano di lavoro infarinato. Dovrete formare uno strato di circa mezzo centimetro. Trasferitela nello stampo da 24cm di diametro, ritagliando il bordo in eccesso.
Bucherellate irregolarmente tutta la superficie della pasta frolla con una forchetta e copritela interamente con dell’alluminio
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno statico a 180°. Togliete l’alluminio e i fagioli e proseguite la cottura per altri 5/10 minuti. Appena pronta tiratela fuori dal forno e lasciatela raffreddare.
Distribuite la crema pasticciera all’interno della base di pasta frolla, fino a riempirla, quindi livellate con un cucchiaio.
Lavate e asciugate le fragole. Tagliatene a metà la quantità necessaria per completare il giro più esterno della circonferenza della crostata. Procedete quindi con la decorazione affondando le metà di fragola nella crema pasticciera.
Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda per 10 minuti, quindi strizzateli e fateli sciogliere in 200 ml di acqua calda. Fate attenzione a sciogliere la gelatina fuori dal fuoco.
Ottenuta la gelatina spennellateci le fragole in modo che rimangano belle fresche e colorate. Riponete la crostata di fragole a riposare in frigorifero per un’ora prima di servirla.
INSERITO DA MORENA MOTTA C’era una volta una volpe molto furba e altrettanto famelica; la sua fama era tale che tutti gli animali erano fuggiti dal bosco in cui abitava, per paura di finire divorati. Alla fine, la volpe si era trovata senza più nulla da mettere sotto i denti. L’animale, spinto dalla fame, aveva abbandonato il bosco e fu così che si ritrovò in un vigneto.
Dai tralci di vite penzolavano dei grossi grappoli d’uva: gli acini erano dolci e succosi e avevano un aspetto delizioso. Così, la volpe, si sollevò sulle zampe posteriori per afferrare qualche grappolo; tuttavia, non era alta a sufficienza e non riusciva nemmeno a sfiorare gli acini. Dopo qualche tentativo, la volpe prese la rincorsa e cercò di raggiungere l’uva saltando: anche questa volta, però, non riuscì.
Poiché tutt’intorno a lei si stava radunando una folla di animali curiosi, la volpe, per non fare brutta figura, se ne andò col petto gonfio, esclamando ad alta voce: “Quest’uva è ancora acerba”.
Spesso, le persone denigrano ciò che non riescono ad avere.
INSERITO DA MORENA MOTTA Lo stambecco è una grossa capra selvatica, un ungulato appartenente alla famiglia dei Bovidi. A dispetto del suo aspetto robusto e massiccio possiede doti di agilità ed equilibrio estremi, anche su terreni insidiosi ed accidentati.
Maschi e femmine allo stadio subadulto e adulto presentano un evidente dimorfismo. Le corna permettono facilmente di riconoscere il sesso dell'animale: nei maschi sono sviluppate, nodose, arcuate all'indietro e possono anche raggiungere il metro di lunghezza, mentre nelle femmine sono più modeste e non superano i 35 centimetri. Il peso di un individuo adulto si aggira intorno ai 100 chilogrammi per i maschi e ai 70 per le femmine. Il mantello cambia (muta) con le stagioni. Nel periodo estivo è tendenzialmente corto, di colore beige o bruno chiaro. In inverno si infoltisce e il colore tende al bruno scuro.
Lo stambecco è un ruminante. Si ciba principalmente di erba, ma non disdegna germogli e ramoscelli di rododendro, ginepro, ontano verde, muschi e licheni, in base a ciò che la stagione offre. Gli accoppiamenti avvengono solitamente ad inizio inverno e i piccoli nascono tra maggio e giugno.
Prossimo alla scomparsa ad inizio ‘900, grazie a numerosi progetti di reintroduzione la popolazione di stambecco sulle Alpi riprese vigore, ma ancora oggi resta un “osservato speciale”, tanto da essere inserito nell’Allegato III della Convenzione di Berna.
Lo stambecco, reintrodotto negli anni Venti del secolo scorso per volere di Vittorio Emanuele III a seguito dell'eccessiva pressione venatoria, sin dall'istituzione del Parco delle Alpi Marittime è al centro di progetti di ricerca scientifica e di sviluppo dell'areale di distribuzione. Tra gli ultimi, il progetto Alcotra Lemed-Ibex che interessa le principali aree protette dal lago di Ginevra (Léman) al Mediterraneo. Gli obiettivi principali dell'iniziativa sono quelli di aumentare le conoscenze sulla specie e di gettare le basi per una gestione transfrontaliera al fine di assicurare una migliore conservazione dello stambecco.
Distribuzione e habitat. Molte zone della catena alpina vedono oggi una popolazione in netta ripresa. L’habitat ideale va dalle praterie d’alta quota, sopra il limitar del bosco, ai costoni rocciosi esposti a sud, ricchi di vegetazione erbacea. Nel Parco Naturale Alpi Marittime ogni anno viene effettuato un censimento atto a valutare l’andamento dinamico e lo stato di salute della specie. A oggi si stimano nella nostra area protetta circa 800 capi.
Tutta colpa della carenza di sodio. Come tutti i ruminanti, lo stambecco è molto ghiotto di sale che contiene macroelementi scarsi nella sua dieta. Per questo non è raro osservare individui leccare avidamente le rocce, il cemento, o i muri delle vecchie caserme in quota del Parco che trasudano concrezioni saline.
FONTE www.areeprotettealpimarittime.it di Marco Dogliotti.
INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’antico Egitto la funzione della scuola puntava all’educazione dell’individuo fornendogli conoscenze basilari in vari campi, quali le scienze, la scrittura, l’etica sociale, ecc. Come i nostri sistemi educativi, nell’antico Egitto l’educazione preparava i giovani membri delle medie e ricche classi sociali alle forze lavoro del paese e alla partecipazione attiva nelle varie professioni riguardanti le sfere civili, religiose e militari. A differenza però di oggi, il sistema scolastico egiziano mirava alla preparazione unilaterale per le carriere di scriba e di funzionario che, unite a quella sacerdotale, costituiva il nerbo della macchina governativa del paese.
Possiamo ben immaginare il lavoro del maestro per inculcare nella testa degli allievi i sani principi della scrittura e della conoscenza: il verbo insegnare; istruire ha come determinativo, e una riflessione di un maestro ci dice che “avviene che l’orecchio del giovinetto è sulla schiena ed egli ascolta poiché lo si batte”.
Senza dubbio era in questa prima fase degli studi che i fanciulli apprendevano i rudimenti della scrittura e delle conoscenze indispensabili per il loro futuro di scribi, funzionari, ecc. Purtroppo poco si sa sull’organizzazione scolastica in antico Egitto, sulla situazione sociale dei maestri e degli allievi, sui programmi di studio e relative metodologie.
Innanzitutto l’allievo doveva esercitarsi a saper disegnare, poiché la scrittura geroglifica pittografica è un disegno: ne fanno fede gli ostraca di esercitazione (Tavola1) in cui le prove geroglifiche potrebbero anche sconfinare nel campo della pittura e della scultura. Estendendosi nella scrittura ieratica, il lavoro di apprendimento era calligrafico e forse in questo dominio subentrava anche la personalità dell’allievo, data la natura più libera di questo tipo di grafia.
Il metodo di apprendimento consisteva nell’imparare a scrivere copiando (e, una volta impratichiti, sotto dettatura) da modelli a carattere sapienziale, didattico, etico del buon vivere quotidiano, epistolare, ecc. Da errori dei discenti e conseguenti correzioni del docente, s’intuisce che la copia avveniva all’inizio senza comprendere il significato del testo, poiché lo scopo era di imparare a scrivere e anche a leggere.
È interessante quindi la metodologia che univa l’esercizio scrittorio e l’acquisizione, nel tempo, di una serie di regole contenute nei testi di modello.
Inoltre è grazie a questi esercizi di pedissequa copiatura, che ci sono pervenuti i capolavori della letteratura del Medio Regno come, ad esempio, il Racconto di Sinuhe; il Racconto del Naufrago, ecc.
INSERITO DA MORENA MOTTA Sono iniziate le attività dei centri estivi gratuiti per bambini e ragazzi promossi dal Comune di Ravello.
Al fine di procedere alla compilazione della documentazione necessaria e per l'illustrazione delle attività che saranno proposte, i bambini, accompagnati obbligatoriamente da un genitore, potranno recarsi, secondo la fascia di età di appartenenza, negli orari e nei luoghi riportati di seguito:
- dai 3 ai 5 anni, dalle ore 9 alle ore 13, presso l'Istituto Scolastico di Via Roma;
- dai 6 ai 13 anni, dalle ore 9 alle ore 13, presso il Campetto dei "Fratini" di Via San Francesco.