Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Trovato morto su un lettino da mare nel parcheggio di un albergo a quattro stelle di Sorrento. L'uomo aveva ferite alla testa e alle gambe. Aperta un'inchiesta sulla morte di Francesco Cioffi, 63 anni, addetto alle pulizie in cucina all'Hotel Atlantic. La vittima di Castellammare di Stabia, dipendente di una catena di alberghi della Penisola sorrentina, è morto nel tardo pomeriggio di sabato a Sorrento. La moglie lo aveva sentito al cellulare qualche ora prima. Poi più nulla fino alla telefonata dei carabinieri che avvisava la famiglia della morte. Dopo la denuncia dei familiari, arrivati sul posto alle undici, la Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro della salma e fisserà nelle prossime ore l’autopsia, per capire come sia morto l'uomo. Troppi i punti da chiarire. Gli investigatori stanno cercando di capire se qualcuno lo ha trasportato nel parcheggio dei dipendenti e come si sia procurato quelle lesioni sul corpo.
INSERITO DA ANGELA CECERE I carabinieri della sezione operativa di Pozzuoli hanno arrestato per spaccio di cocaina e detenzione a fini di spaccio Carlo Castellano, 50enne di Giugliano. E’ stato sorpreso a cedere una dose di cocaina ad un “cliente” poi segnalato alla Prefettura. Incendi in Turchia, la disperazione dei cittadini Bloccato prima che potesse scappare, Castellano è stato trovato in possesso di 65 euro in contante ritenuto provento illecito. In un’area demaniale vicina al domicilio del 50enne i carabinieri hanno poi rinvenuto altre 25 dosi della stessa sostanze. Erano nascoste sotto un materasso abbandonato a Licola Mare. Castellano è stato tradotto al carcere di Poggioreale. L’ALTRO ARRESTO Lo scorso 13 febbraio i carabinieri della compagnia di Pozzuoli, nell’ambito di un servizio a largo raggio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, avevano già arrestato Carlo Castellano. Durante una perquisizione domiciliare venne sorpreso dai militari mentre confezionava dosi di droga per la successiva vendita. Nell’abitazione rinvenute 13 dosi di cocaina, un grammo di hashish, un di marijuana, un bilancino di precisione, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento. La preparazione avveniva in cucina, su di un tavolo. In casa i militari dell’Arma di Pozzuoli ritrovarono anche 1190 euro in banconote di piccolo taglio ritenute provento illecito. Castellano fu trasferito nel carcere di Poggioreale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Ancora un provvedimento nei confronti di lavoratori assenteisti. I carabinieri del Noe di Salerno, stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, emessa dal Gip del Tribunale di Lagonegro a carico di quattordici operai. Erano tutti impiegati nella ex discarica R.S.U. di Padula. False attestazioni di presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno della Regione Campania sono i reati a carico dei 14 indagati, colpiti dalla misura cautelare. La misura cautelare arriva dopo le investigazioni coordinate dalla Procura di Lagonegro per verificare la presenza effettiva sul luogo di lavoro degli operai addetti alla manutenzione e gestione post-operativa dell’ex discarica di Padula e che nei giorni scorsi aveva coinvolto anche 9 operai addetti alla discarica di Caggiano destinatari di un analogo provvedimento cautelare. Gli operai, già dipendenti della Ergon, su mandato della Regione Campania, erano impiegati dal Consorzio Unico di Bacino Napoli – Caserta, Ente Pubblico non economico con finalità di gestione del servizio pubblico locale di raccolta dei rifiuti, per la riqualificazione ambientale del sito. Avevano il compito di manutenere la discarica ed in particolare controllare, il telo di copertura, i livelli di percolato prodotto e la recinzione. La primavera scorsa sono partite le indagini avviate dai Carabinieri del Noe che avrebbero permesso di documentare, con servizi di osservazione e riprese video e riscontri documentali, “la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio”. I militari del Noe di Salerno avrebbero svelato un meccanismo rodato. La prassi consolidata, secondo i carabinieri, prevedeva che il referente del sito, che avrebbe avuto la centralità nella truffa, avrebbe comunicato al Consorzio Unico di Bacino i fogli di presenza attestanti la presenza parziale o solo fittizia in servizio degli altri dipendenti, mentre di fatto la discarica restava chiusa. Le comunicazioni avvenivano mediante WhatsApp entro la prima ora dall’inizio del turno di lavoro e ad essa faceva seguito settimanalmente la trasmissione dei fogli di presenza mendaci, che venivano raccolti dallo stesso referente del sito, agli uffici del consorzio. Gli indagati, secondo i militari, avrebbero in questo modo approfittato di una quasi inesistente azione di controllo sul loro operato, perseverando nella condotta assenteista e truffaldina, non curando la manutenzione della discarica e provocando danni all'ambiente. Il Gip, concordando con le valutazioni della Procura di Lagonegro, ha ritenuto “pienamente sussistente il pericolo di reiterazione di tali comportamenti illeciti in virtù delle modalità con cui i fatti si sono svolti e della personalità degli indagati” per questo motivo ha ritenuto opportuna l’emissione dell’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare dell’Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. “Non ci sono parole per descrivere la devastazione negli occhi di tutti noi nel vedere i nostri sogni, quelli di una vita, in fumo, rasi al suolo in poche ore”. Comincia così l'appello della famiglia, come amano definirsi, Cida Srl, Caffè Aloia & Moka Moka Caffè, nota azienda di torrefazione che produce cialde per il caffè a San Marco Evangelista, in provincia di Caserta, che purtroppo qualche giorno fa è andata distrutta dopo che un incendio è divampato all'interno dello stabilimento. Ora dallo stabilimento lanciano un accorato appello e una raccolta fondi affinchè tutto possa ricominciare “insieme”. “Cida srl è sempre stata una famiglia grazie a ciò che ci hanno insegnato ogni giorno i nostri capi, i due soci Marco Di Maggio e Daniele De Simone, a restare uniti, sempre e comunque, come una piccola, ma grande famiglia.
L’attenzione, la considerazione dedicata alle problematiche di ogni singolo dipendente e lo stimolo continuo grazie a formazione e allenamento ci hanno reso una squadra caparbia, capace di scavalcare tutti i muri del tempo. Ciò ha portato CIDA ad una grande crescita e importanti investimenti in tecnologia all’avanguardia, che ci hanno permesso, in questi anni, di dare una maggiore qualità e attenzione a tutti i Clienti.
L’umiltà e la passione – scrivono ancora - ci hanno permesso di partire da zero, da semplici famiglie di operai, e diventare uno dei massimi esponenti tra le Torrefazioni Conto Terzi del Mezzogiorno, grazie soprattutto alla fiducia che ogni Nostro Cliente ci ha trasmesso. Le lacrime per tanti sacrifici, passione e duro lavoro svolto negli ultimi anni con la forza del Team, sono tutto ciò che ci resta, la Nostra Azienda è totalmente rasa al suolo”. Ed è per questo motivo che operai e imprenditori chiedono un aiuto. Lo fanno attraverso una raccolta fondi “perché i sogni vanno sempre difesi e meritano un posto speciale nella vita di tutti Noi! Ringraziamo tutti per il supporto e i nostri clienti per la pazienza e la fiducia dimostratoci, il modo migliore per aiutarci e contribuire alla ricostruzione della Nostra azienda. La famiglia Cida, Caffè Aloia & Moka Moka Caffè”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. "Dopo aver portato a termine il piano vaccinale del personale docente, amministrativo ed ausiliario, il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” Benevento è impegnato a conseguire un’altra importante e fondamentale tappa per la vaccinazione di tutti gli studenti italiani e stranieri".
E’ quanto comunicano ai cittadini di Benevento e del Sannio il presidente Antonio Verga e il Direttore Giosuè Grassia. “Per il mese di settembre prossimo - dichiarano congiuntamente il presidente Verga e il Direttore Grassia – quando il Conservatorio riprenderà in pieno tutte le attività didattiche di ricerca e di produzione artistica, puntiamo all’obiettivo di avere la palmarès quale primo Istituto in Italia “Covid free”. Infatti con un’intensa programmazione si stanno sottoponendo ad un piano vaccinale con gli allievi provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, anche i tantissimi studenti dell’Est asiatico, soprattutto cinesi e coreani, iscritti numerosi al Conservatorio di Benevento”.
Anche per i gli esami di ammissione di settembre e le sedute di laurea è stato predisposto una disposizione specifica sottoscritta congiuntamente dal Presidente e dal Direttore che obbliga gli esaminandi e parenti che intendono presenziare alle sedute, l’obbligo di osservare tutti i dispositivi di sicurezza comprese le mascherine anti Covid19 e prima dell’accesso all’interno del Conservatorio, di mostrare al personale incaricato il QR code del certificato vaccinale o in alternativa un test molecolare effettuato nelle 48 ore antecedenti la data di utilizzo. “Il nostro obiettivo è quello di mettere in piena sicurezza l’Istituto, il personale a tutela dell’utenza e degli studenti al fine di potere seguire in presenza il loro ciclo di studi, senza interruzioni – concludono all’unisono il presidente e il direttore – avendo acquisito quel lasciapassare previsto per legge per poter accedere alle numerose occasioni di socialità in condizioni di sicurezza assoluta ed anche per scongiurare un, non auspicabile, ritorno in DaD”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cava de’ Tirreni: sì al prolungamento del sottovia, 57 milioni il valore dell’intervento. Ce ne parla Valentino Di Domenico in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica relativo al decongestionamento dell’ex statale 18, per il prolungamento da via Pasquale Atenolfi a via Pasquale Santoriello, per un importo complessivo di 56,9 milioni di euro. Inoltre, con la stessa delibera è stato avviato l’iter per la richiesta alla Regione Campania di avvalersi dei servizi di progettazione dell’intero intervento per circa 3 milioni di euro. Infatti, nelle scorse settimane la direzione generale per la mobilità della giunta regionale della Campania ha comunicato all’Ente metelliano che il progetto proposto non rientrava tra gli interventi che trovano copertura negli accordi quadro triennali ma che è possibile chiedere il finanziamento per lo sviluppo della progettazione dello stesso intervento mediante le risorse afferenti alla quota residua programmata dalla giunta regionale della Campania. Con la definizione del quadro economico preliminare di fattibilità tecnico-economica e la richiesta di finanziamento della progettazione, si è quindi passati alla fase operativa. L’obiettivo è di proseguire l’opera, già parzialmente realizzata dalla località Tengano a via Atenolfi, fino a via Santoriello permettendo quindi un collegamento immediato con la viabilità dell’agro nocerino sarnese e verso l’A30. L’intervento sarà suddiviso in cinque lotti, tutti in superficie. Nello specifico, il primo va da via Atenolfi fino al ponte di Pregiato con la creazione di una nuova arteria stradale che costeggerà l’attuale Statale 18, elevandosi al di sopra della linea elettrica e dei binari della ferrovia. Il secondo lotto invece giungerà in prossimità della sottostazione Enel. Il terzo lotto invece giungerà fino all’autostrada con la creazione di un viadotto. Il nodo relativo alla presenza dell’autostrada sarà risolto con la realizzazione di un sottopasso, che rappresenta il quarto lotto dell’opera. Superato l’ostacolo A3 l’opera si concluderà in via Santoriello, nei pressi dell’intersezione con via Arti e Mestieri.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Sulla gestione dell'acqua siamo arrivati, come al solito in Campania, alla resa dei conti dettata dall'emergenza: sono a rischio tutti i fondi del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. Ovvero, rischia di saltare la quota parte della montagna di miliardi che l'Ue ha messo a disposizione relativamente all'ammodernamento di tutta l'impiantistica Lo scoglio, l'ostacolo, è la mancata individuazione, con criteri certi e certificati dall'Unione europea, non clientelari e oscuri come siamo abituati da decenni, dei gestori unici. In ritardo sono Avellino, Benvento, Caserta e Napoli. Non si sa come, non si capisce perché, ma Salerno ha saputo guardare più avanti di tutti. A dare l'allarme, inoltrando la richiesta ufficiale di commissariamento della Campania (fra le altre regioni del Mezzogiorno) è l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, in pratica l'organismo tecnico che sovrintende a ogni scelta che si va a operare riguardo reti e gestioni idriche. La “segnalazione” all'esecutivo guidato da Draghi dovrebbe avere esiti abbastanza rapidi. Con l'arrivo del Commissario tutti i traccheggiamenti in Regione Campania sarebbero superati e le gare, proprio in virtù dei fondi a rischio, avviate motu proprio. La nota diffusa dall'Arera parla chiaro: «Permane nel nostro Paese un Water Service Divide: persistono situazioni, principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui si perpetuano inefficienze. Il PNRR inviato alla Commissione Europea evidenzia come "nel Mezzogiorno l'insufficiente presenza di gestori industriali e l'ampia quota di gestione in economia, traccia un quadro del comparto idrico molto frammentato e complesso (...). Precedenti esperienze dimostrano che nel Mezzogiorno l'evoluzione autoctona del sistema non è percorribile senza un intervento centrale finalizzato alla sua risoluzione». In coerenza con tale obiettivo, Arera giudica condizioni necessarie per l'allocazione delle risorse del PNRR e per l'efficace implementazione degli interventi selezionati, la presenza di un ente di governo dell'Ambito pienamente operativo ed il completamento delle procedure di affidamento del servizio ad un gestore integrato. L'Autorità ha pertanto ritenuto opportuno segnalare al Governo e al Parlamento l'utilità di interventi normativi di modifica delle vigenti previsioni legislative per accelerare l'affidamento del servizio idrico integrato. In particolare Arera ritiene necessario prevedere un termine perentorio entro cui concludere i processi di affidamento, un supporto tecnico agli enti territoriali che ne avessero necessità, l'affidamento ad un soggetto societario a controllo pubblico nel caso decorrano i termini previsti, a tutela della continuità di servizio ai cittadini”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 194 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 2.171 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registrano 2 deceduti nelle ultime 48 ore.
Positivi del giorno: 194
Tamponi molecolari del giorno: 2.171
Tamponi antigenici del giorno: 2.155
Deceduti: 2 (*)
(*) nelle ultime 48 ore; 2 deceduti in precedenza ma registrati ieri
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 10
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 225
** Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Tra decessi, scarcerazioni, arresti eccellenti, sequestri e confische gli assetti del clan Mallardo continuano ad essere mutevoli. Il decesso di Vincenzo D’Alterio, ‘o malat, per anni ras dei Mallardo, apre uno vuoto nella cosca di Giugliano. Quello di D’Alterio non era affatto un ruolo marginale all’interno del clan. Lo dimostra la condanna che D’Alterio ha avuto nell’ambito dell’operazione “Big sick” in cui finirono in manette diversi affiliati. Era lo scorso novembre quando D’Alterio lasciò il carcere di Tempo Pausania, in Sardegna, dove era detenuto in regime di massima sicurezza. Il tribunale di Sorveglianza di Sassari, a seguito dell’udienza, scarcerò l’esponente del clan Mallardo, accogliendo la tesi difensiva presentata dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti. Fu sollevata l’incompatibilità col regime carcerario per gravi motivi di salute (enfisema polmonare e altre patologie respiratorie). D’Alterio doveva scontare 11 anni e 4 mesi ed era detenuto da 1 anno a Tempio Pausania. D’Alterio fu arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “Big sick” in cui finirono in manette diversi affiliati. Tra questi anche un noto medico che finì in carcere perché secondo le indagini della Finanza, emetteva false attestazioni nei confronti di Vincenzo D’Alterio “propedeutiche – scrivevano nel provvedimento – al riconoscimento della infermità mentale, che gli hanno consentito l’ottenimento non solo dei benefici carcerari ma anche di specifici emolumenti previdenziali”. E’ completamente libero, avendo espiato totalmente la pena che gli era stata comminata, Giuseppe Strino, conosciuto negli ambienti del clan Mallardo col soprannome di Pinuccio ‘o toro. Strino (difeso dagli avvocati Luigi Poziello del foro di Napoli Nord e Costanza Malerba del foro di Prato) è stato scarcerato per fine pena. L’ultima condanna, incassata in Appello, a carico di Strino risale al 2016. Le accuse nei suoi confronti erano di associazione a delinquere aggravata dall’art. 7 ed estorsione. Da allora Strino è rimasto in carcere fino alla completa espiazione della pena Clan Mallardo, torna in cella Domenico Pirozzi: ‘o pesante arrestato in una palestra tra Giugliano e Villaricca Domenico Pirozzi, meglio conosciuto come “Mimì o pesante”, fu scarcerato nel febbraio 2019 per scadenza dei termini di custodia cautelare. E’ ritenuto dagli inquirenti appartenente al gruppo dedito alle rapine a banche e uffici postali. Pirozzi fu ritenuto all’epoca dell’arresto organizzatore ed esponente apicale dell’associazione per delinquere. In cella Giuliano Amicone: elemento di spicco del clan Mallardo
Giuliano Amicone, già sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S. deve scontare una pena di 8 anni di reclusione. Le accuse sono di estorsioni aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. Commesse ai danni di imprenditori edili della zona. E’ morto Filippo Caracallo, pentito del clan Mallardo E’ decedutoil pentito del clan Mallardo, Filippo Caracallo. A certificarlo, una nota del Servizio centrale di Protezione Le dichiarazioni di Caracallo sono state utilizzate nell’ambito di numerosi procedimenti contro il clan, del quale l’uomo aveva fatto parte. “Alleanze con le altre cosche e affari con la politica, il clan Mallardo comanda sempre nonostante arresti e scissioni” Un clan ancora forte e dominante, che non è stato scalfito nè dagli arresti nè dai tentativi di scissione. Un clan a due teste, che da una parte continua a coltivare le alleanze con le altre cosche e dall’altra ha rapporti con la politica locale. Questa la fotografia scattata dalla Dia del Clan Mallardo nell’ultima relazione pubblicata ieri.I magistrati scrivono: “Il comprensorio di Giugliano fa rilevare la diffusa influenza dello storico clan Mallardo, componente di vertice nell’alveo dell’Alleanza di Secondigliano, con un ruolo di straordinaria centralità nelle dinamiche decisionali e strategiche del predetto cartello. Il clan, forte del prestigio acquisito nel tempo, continua a mantenere solidi legami familiari con i i Contini, i Licciardi, i Bosti nella città di Napoli, ottime relazioni con i Nuvoletta, Polverino, Orlando, di Marano di Napoli, con i clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca nonché e tramite suoi referenti, anche a Qualiano, dove operano i gruppi satellite D’Alterio-Pianese e De Rosa, tra loro antagonisti. Peraltro, è in rapporti con il clan dei Casalesi in particolare con il clan Bidognetti, fino a realizzare un cartello con i Licciardi ed i Casalesi chiamato convenzionalmente “gruppo misto”. Da pochi mesi è ritornato libero però un altro pezzo da 90: Domenico Pirozzi meglio noto come Mimì ‘o Pesante, ritenuto a capo della batteria di rapinatori del Selcione con colpi che avrebbe portato soldi anche nelle casse della cosca. Per lui alla fine dello scorso febbraio sono scaduti i termini della custodia cautelare. L’ultima scarcerazione eccellente è quella di Giuseppe Ciccarelli, ras ritenuto dagli inquirenti uno dei reggenti nel territorio della fascia costiera. Era stato condannato a 10 anni e 8 mesi in Appello nell’inchiesta denominata Grande Malato con il blitz del 2015. Nel mirino dei militari del Gico, era finita l’ala militare che sarebbe stata capeggiata da Vincenzo D’Alterio detto ‘o Malato, lo stesso Ciccarelli e Giuliano Pianese.
DI MIKI PAPPACODA Coronavirus: oggi 3 guariti, ad Agerola resta solo un cittadino ancora positivo. Buone notizie da Agerola: da comunicazioni ufficiali odierne ricevute dalle autorità sanitarie, infatti, in data di oggi, lunedì 2 agosto 2021, si registra la guarigione di tre cittadini. Sul territorio comunale di Agerola, dunque, resta un unico caso positivo al Coronavirus.