Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è barricato nel bagno di un bar del centro minacciando una strage e il suicidio. Nessuno sapeva se fosse armato. Dopo ore di panico i carabinieri sono riusciti a bloccarlo e arrestarlo. Terrore a Pompei dove ieri sera si è sfiorato il dramma. Sul posto sono arrivati i vigili urbani e i carabinieri ma solo dopo diversi tentativi di instaurare una trattativa, tutti falliti, si è arrivati alla svolta. I militari hanno sfondato la porta del bagno del locale, dove l’uomo si era rinchiuso in preda a una crisi. L’hanno poi bloccato e sedato, prima di portarlo all’ospedale Maresca di Torre del Greco per le cure del caso. IL CORRIERINO
DI MICHELE PAPPACODA Durante la persecuzione iconoclastica in oriente, ( circa 1195 ) avvenne a Positano un ammirabile Avvenimento. Una nave, partita da quelle parti, recava a bordo l´Immagine dipinta della gran Madre di Dio, che stringe nel braccio sinistro il Divino Infante, ed il bastone sormontato da doppia croce. Entrata nel golfo di Salerno a piene vele, e arrivata dirimpetto alla città di Positano, i naviganti, udendo una voce: Posa, immantinente si fermarono. Il pilota, da interno lume ispirato, rivolse le vele al vicino lido. Quivi, rapportando l´accaduto, diede la cenata Immagine ai cittadini di Positano, che con somma gioia se la ricevettero, ed accompagnati da tutto l´equipaggio della nave, la trasportarono nella Chiesa di S. Vito. E´ questa immagine opera di greco pennello, su tavola dallo spessore di quattro dita, lunga undici palmi e larga quattro, ha sulla testa soprapposto un diadema di oro. E´ di colore bruno, colla faccia sfumata di rosso, e siede guardando con occhio severo. I Positanesi La riguardarono sempre come un dono fatto loro dalla stessa Madre di Dio, e come pegno dell´alta Sua protezione. La proclamarono quindi loro Patrona e Protettrice e come tale La onorarono sempre con ispeciali omaggi d´amore, di rispetto e di venerazione. Avvenne un giorno – come si ha dalla tradizione – che, venuti in chiesa, non più La ravvisarono sull´Altare; di che al somma meravigliati e stupiti e con ansia ricercata, La ritrovarono poggiata su di un cespuglio di mortella, e, lietissimi, la ripresero e La riportarono nel luogo primiero dandosi alacremente ad edificare in quel luogo una Chiesa che è appunto quella che ora si vede in riva del mare… e spiegando per la Gran Madre di Dio una grandissima devozione e passando il sabato digiuno o in altra volontaria astinenza. Era tale l’amore che con confidenza somma La invocavano la Madonna mia, la Madonna di Positano. Era, questo Nome continuamente da essi ripetuto. Se davano, se ricevevano, se contrattavano, finivano con l´invocare il nome della Madonna… Questo nome era l´ornamento d´ogni loro discorso. Da questo amore nacque il rispetto alle Sue Immagini, che venivano riprodotte al naturale e con una nave veleggiante e con le parole significative Posa! Posa! A queste figure annettevano una grande importanza, perché le riguardavano come tutelavici delle loro case, delle loro persone, e di tutte le loro sostanze e per questo motivo le tenevano affisse nelle pareti delle abitazioni, negli ingressi delle stanze, sulle porte delle loro possessioni, nei loro negozi, nei loro navigli, nelle strade, nelle piazze, e in tutto ció che avevano di più caro. Non contenti di questo, recavano una figura della Madonna con sé abitualmente come loro tutela fuori casa in tutti gli eventi della vita. . Si narrano avvenuti moltissimi portenti. Di più. Era tale e tanta la loro devozione e il loro amore che, di quanto lucravano nel commercio e nella pesca, ne offrivano la quarta parte per la Madonna, specie perla festa del 15 Agosto. Tra i marinai, tra i pescatori, era detto il quarto-barca.(Dalla “Monografia della Città di Positano” del Canonico Errico Talamo – 1894)
La statua lignea della Madonna che viene portata in processione è di origine settecentesca, probabile di scuola napoletana, la prima ‘incoronazione’ con la corona dorata risale al 1783, nel gennaio del 1987 le corone vennero rubate, e prontamente ne furono fatte di nuove fondendo l’oro donato dai fedeli.
“Mancava poco a mezzogiorno ed io già pregustavo il momento della chiusura della gioielleria. Chiudere, inforcare il motorino e tornare a casa, era il massimo della gioia! Il fattorino con aria un po’ preoccupata mi si avvicinò “ Mi scusi, ma c’è della gente, di fronte, che guarda insistentemente la nostra vetrina”. Mi alzai e guardai attraverso il cristallo della porta. In effetti c’era un gruppetto di persone ferme sul marciapiedi. Mi resi conto subito che erano cinque positanesi che erano lì fermi ed indecisi. Riconobbi il Parroco Don Rafele, il costruttore Giovanni Russo, Il falegname detto “ Lo Scorpione” ed altri due di cui mi sfugge il nome. Uscii fuori e chiesi se avessero bisogno di me ed alla loro risposta affermativa li invitai ad entrare e a sedersi sul divano. Erano tutti un po’ imbarazzati ma Don Rafele, abituato in genere a parlare con i peccatori, venne velocemente al dunque. Mi raccontò che qualche tempo prima, alcuni ladri si erano introdotti nella Chiesa Madre e avevano scassinato la cassaforte e tra le tante cose avevano addirittura rubato la corona d’oro della Madonna. Si può immaginare quale fu la sorpresa ed il dolore per un furto che coinvolgeva tutta la popolazione di Positano. Don Rafele si sentiva un po’ colpevole per non avere custodito in maniera perfetta i Sacri Beni ma tutti lo consolavano cercando di addossare le colpe al fatto che i ladri dovevano essere a conoscenza dei sistemi di sicurezza (o insicurezza) per cui il colpo sarebbe riuscito comunque. Una colletta organizzata in Chiesa aveva fruttato una buona cifra così mi chiesero se potevo interessarmi per far fare, ad una ditta qualificata, la fusione di una nuova corona conoscendo il mio legame con Positano che datava addirittura dal 1942. Accettai con entusiasmo, ero felice del fatto che i Positanesi così restii a parlare delle loro cose private con gli estranei, avevano scelto proprio me per una cosa così delicata. Nella Via Costantinopoli c’era una antica fonderia, Avolio, che aveva tutta la mia fiducia poiché avevamo lavorato spesso con loro anche quando la gestione della gioielleria era affidata a mio nonno e mio padre. Ci demmo appuntamento fuori il portone per il giorno dopo. Puntualmente il gruppetto arrivò e ci addentrammo nel portone. Nel cortile una porta polverosa conduceva alla fonderia. Volutamente non avevo annunciato il nostro arrivo proprio perché doveva essere per loro una sorpresa. Entrai, avvertendo subito dopo i convenevoli: “ Questa non è una giornata molto fortunata per voi perché probabilmente dovrete eseguire un lavoro molto bello ed il guadagno non sarà sullo stesso livello.” Li misi a parte di tutto quello che era successo e così cominciammo a sfogliare il catalogo fotografico di tutte le corone che avevano eseguito negli anni per tutte le Chiese, in speciale modo della Campania, oltre che in tante altre regioni. Rimanemmo attoniti per la quantità e la bellezza dei manufatti e tutti mi sorridevano con gratitudine. In una mezz’ora riuscimmo a tirare fuori tre o quattro foto e dopo discussioni un po’ atee che rassomigliavano a quelle che si fanno in un atelier quando si sceglie ad esempio un cappello per una signora e l’interessata non è presente. Ognuno diceva la sua immaginando la Madonna in processione con una corona che per Lei era la più adatta. Si giunse infine ad un accordo e si cominciò a parlare di prezzo e di tempo necessario per l’esecuzione. Devo dire che il proprietario della fonderia ci venne incontro con amicizia e professionalità; anche il costo rientrava nel “budget” previsto per cui si dette il benestare per il via. Ci lasciammo con grandi strette di mano. Dopo qualche giorno mi arrivò la notizia che un gioielliere di Positano si era ribellato all’idea che uno “straniero “ fosse stato incaricato di una cosa così delicata riguardante il Paese e che quindi avrebbe voluto subentrare a me. La cosa però finì lentamente come in genere accade nei paesi ed il fatto fu dimenticato. La telefonata mi arrivò annunciandomi la fine del lavoro grezzo che la fonderia, orgogliosa, voleva mostrare al comitato. Il giorno dopo eravamo seduti intorno al tavolo su cui era posata una bellissima corona. Non era ancora stata lucidata ma si immaginava facilmente come sarebbe diventata. Tutt’intorno alla base c’erano dei piccoli rigonfiamenti e suggerii di eseguirli in oro bianco e riempirli di brillantini. Mi guardarono un po’ perplessi e Don Rafele confessò che il “ budget “ era terminato e non si sarebbero potute apportare né modifiche né migliorie. Allora per gratitudine per quello che Positano aveva dato a me ed alla mia famiglia, mi offrii di regalarli io alla Chiesa, e così si fece. La corona finita fu trasportata a Positano e posta al sicuro. Me ne tornai ai miei affari e pensavo che tutto fosse ormai terminato ma, purtroppo, non fu così! Giunse il giorno fatidico del 15 agosto e tutto era pronto per la processione. La banda suonava sul sagrato e dalla Chiesa Madre, uscì la Madonna splendida con la Sua corona nuova. Ci si avviò sulla scala che portava ai Mulini e ad un tratto, forse a causa di tentennamento più forte, la corona saltò dalla testa della Madonna e cadde a terra. Prima ci furono grida di stupore poi un silenzio piombò come una coltre. Immediatamente si fecero un sacco di congetture: che forse non Le piaceva e rivoleva la vecchia, forse era un dispetto, forse era giusto che uno straniero non dovesse entrare nelle cose del Paese. Soltanto dopo un poco ci si accorse che in effetti il foro della Statua era poco profondo e quindi la corona non era stata fissata bene. La cosa fu presto rimessa in sicurezza e la processione continuò tra canti religiosi e squilli degli strumenti della banda. Finalmente anche il comitato sorrise soddisfatto e tutto andò per il meglio. Una settimana dopo passando sul sagrato della Chiesa, Don Rafele mi chiamò e mi chiese di entrare in Sagrestia. Mi guardò con i suoi occhi sorridenti e scusandosi della Sua povertà che non gli permetteva di farmi un regalo più importante mi porse un quadretto di Positano che avevano regalato a Lui personalmente pregandomi di accettarlo con tanta riconoscenza. Il quadretto lo tengo da conto nel salotto di casa mia e quando lo guardo… Qui finisce il racconto di una strana avventura che mi ha legato ancora di più a Positano. La scrivo poiché sono ormai vecchio e non vorrei che fosse dimenticata, spero che insieme a lei forse, tra qualche anno, qualcuno si ricorderà anche di me.” Fabrizio Knight – Positano 4 luglio 2012 (pubblicato su PositanoMyLife da Massimo Capodanno). Collegata alla festa della Madonna e più direttamente alla processione, è la tradizione delle ‘pietre bucate’ : dopo il passaggio della statua della Madonna sulla spiaggia ci si mette alla ricerca dei sassi del mare che presentato un foro da parte a parte ( le pietre bucate appunto) che si ritiene siano dei portafortuna ed abbiano anche particolarità curative e taumaturgiche. Una simile devozione avevano alle pietruzze, che si ritrovavano sull´arena sul lido del mare: quelle bucate o perforate, e si tengono come benedette dal passaggio della sacra Immagine, quando fu recata in questo lido. Era tale il rispetto che i marinai positanesi non si facevano lecito fare sabora dell´arena della marina; e quante volte erano astretti a farla, al ritorno del viaggio la restituivano al loro posto. Al par delle figure, ciascun positanese porta una di queste pietruzze addosso. In caso di malattia, ripongono la pietruzza perforata in un bicchiere d’acqua e, raccomandatisi con viva fede alla Gran Madre di Dio, bevono l´acqua (sempre Errico Talamo) E poi tante altre storie legate alla Festa : il ‘pane e melone‘, ovvero nei giorni di festa il cibo principale era costituito da anguria e pane casareccio (il pane ‘cafone’ in parole nostre), e l’usanza di chiedere il perdono alla Madonna attraversando in preghiera la navata della Chiesa con le ginocchia a terra, ovvero il rito è ddenocchje p’terr’. Venendo ai giorni nostri, il Covid può fermare i festeggiamenti ‘esterni’ ma non certo la fede dei positanesi che si affidano alla protezione della ‘loro’ Madonna : alzando la tua mano, difendi Positano In copertina una immagine tratta da una stampa probabilmente degli anni ’20 del secolo scorso.
di Miki Pappacoda Ieri due malviventi sul lungomare Dei Cavalieri ad Amalfi nei pressi della caserma della guardia di finanza si sono avvicinati ad un auto con l'intento di sottrarre un rolex ma l'impresa non e riuscita e si sono dilegua ti tra la gente. Allertati i carabinieri e denunciati ora saranno le telcamere della video sorveglianza in zona a identificare i due malviventi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Radici nel centro storico della capitale, scuole al blasonato Liceo Visconti e laurea in legge alla Sapienza, Bruno Piattelli - morto oggi a Roma pochi giorni dopo aver compiuto 94 anni- la moda ce l'aveva nel sangue, esponente di una famiglia che da generazioni ancora prima di lui aveva lavorato con tessuti, modelli, fogge, clienti. Con i suoi abiti sobri e ricercati ha vestito per lunghi decenni la borghesia agiata e i divi dello spettacolo, ha lavorato con il cinema e il teatro, stilista e insieme capace imprenditore, promotore dello stile italiano nel mondo, in grado anche di stupire e di forzare le regole, come quando per primo portò gli uomini a sfilare sulle passerelle. "Finito il liceo ebbi l'idea di mettere insieme una mia collezione e di presentarla all'estero" raccontò in un'intervista. Ed è così che dal centro di Roma, il suo nome arriva presto a varcare i confini e nascono collaborazioni con le grandi Case di moda, contratti con D'Avenza, Ellesse, Petronius, Lanerossi, Sanremo. Disegna collezioni per mezzo mondo, Burberry's of Londra D'Urban of Tokyo, crea le divise per stewards e hostess della Zambia Airlines e per le hostess della Dunhill of London, poi quelle per gli uomini di terra Alitalia, per due volte veste anche la Squadra nazionale italiana alle Olimpiadi - nel '68 a Mexico City e nel '96 ad Atlanta - la fama del suo tratto italiano è tale che lo chiama a collaborare persino la NASA commissionandogli magliette per gli astronauti. Sono anni in cui il brand Piattelli conosce una grande espansione estera con la nascita i "Piattelli's Corner" che aprono all'interno dei Grandi Magazzini a Londra New York, Boston, poi anche in Sud Africa e in estremo oriente, a Tokyo Hong Kong , Bangkok. Persino il governo cinese lo invita ad uno studio del comparto manifatturiero dell'abbigliamento e ne nasce una Joint- Venture con la più antica casa produttrice di confezioni di Cina, la HongDu Piattelli Textile & Fashion Co. LTD. di Pechino . Il cinema italiano vive la sua stagione d'oro e Piattelli firma i costumi di tutti i film di Marcello Mastroianni e di tanti altri da Nino Manfredi a Virna Lisi, Ugo Tognazzi, Gina Lollobrigida, Alberto Sordi, Franco Nero, Gian Maria Volontè. Il cinema lo cerca anche dall'estero, veste Michel Piccoli, Richard Jonson, Mickey Rooney, Costa Gavras, Pierre Clementi, George Segal, Orson Wells. Lavora con Zeffirelli, Visconti, De Sica. Si impegna per il teatro.I suoi modelli oggi fanno parte della collezione di costumi del Metropolitan Museum di New York e del Victoria & Albert Museum di Londra. Estimatore delle Arti nel 2002 dà vita, per conto della Fondazione Romaall' Orchestra Sinfonica di Roma, prima Orchestra italiana privata, di cui è Presidente. Nella sua lunga vita c'è stato spazio anche per una passione per l'editoria, con raffinati volumi che raccontano Roma e tutte le arti che la riflettono. Nella capitale il suo atelier in Piazza Colonna era tappezzato di fotografie, tracce di una vita straordinariamente ricca di incontri e di collaborazioni. In una di queste, sorride a Mastroianni mentre sembra aggiustargli il bavero della giacca. "Con cinema e teatro - raccontava - è stato grande amore". ANSA
INSERITO DA REDAZIONE È morto a Roma all'età di 85 anni l'attore Gianfranco D'Angelo. «L'attore Gianfranco D'Angelo è morto nella notte fra il 14 e il 15 agosto al Policlinico Gemelli di Roma dopo una breve malattia Avrebbe compiuto 85 anni il 19 agosto». Lo fa sapere il suo ufficio stampa in una nota.
Gianfranco D'Angelo, chi era
Attore, comico, cabarettista, doppiatore, imitatore e cantante, era nato a Roma nel 1936. Dopo aver svolto diversi lavori, debutta in Rai all'inizio degli anni '70, dove è apparso in vari programmi a fianco dei personaggi di punta dell'epoca, da Raffaella Carrà a Sandra Milo. Ha fatto parte del gruppo del Bagaglino con Pippo Franco e ha recitato in molti film, a teatro e in televisione, dove ha partecipato a programmi quali Drive in e, più recentemente, Striscia la notizia. Nel 2019 era apparso nel film W gli sposi diretto da Valerio Zanoli. Lascia due figlie, Daniela e Simona, entrambe attrici.
«Con Gianfranco D'Angelo il mondo dello spettacolo perde un grande talento, un comico che ha fatto della semplicità e dell'immediatezza il suo tratto distintivo. Mi stringo alla famiglia in questa triste giornata», commenta in una nota il ministro della Cultura, Dario Franceschini.
Il messaggio di Ezio Greggio
«Addio Gianfranco piango. Se ne va non solo una persona a me particolarmente cara ma che è stata importante nella mia vita. Sei stato grande al cinema, in tv e in teatro regalando sempre risate ed allegria. Ti voglio bene Frankie collega, amico e fratello. Has has fidanken». Lo ha scritto su Twitter Ezio Greggio.
Il personaggio di Has Fidanken
Nel 1983 è uno dei protagonisti del programma di Antonio Ricci Drive In (Italia 1) dove interpreta il personaggio di "Has Fidanken". Ma non solo, D'Angelo ha anche vestito i panni del Tenerone e le imitazioni di Pippo Baudo e Katia Ricciarelli (all'epoca sposati), Sandra Milo, Roberto Gervaso, Piero Angela e Raffaella Carrà. Nel 1986 la Rai dedica a Gianfranco D'Angelo una puntata di Serata d'onore. Nel 1988 conduce su Italia 1 insieme a Ezio Greggio la prima stagione del programma Striscia la notizia. Inoltre, nello stesso periodo conduce i programmi Odiens (tra i personaggi interpretati vi è l'imitazione di Marisa Laurito) e Televiggiù.
DI MIKI PAPPACODA Nella giornata di oggi nella frazione di vettica di Amalfi sono stati trovati dei gatti avvelenati da polpette con chiodini dentro probabilmente qualche persona senza alcun ritegno contro gli animati ha usato questo stratagemma per eliminare il gatto un animale a quattro zampe un animale che sta per i fatti suoi anche se domestico o selvatico ma non da fastidio a nessuno. Ma qualcuno venuto da lontano visto che gli si dava qualcosa da mangiare a ben pensato di preparare una bella polpetta con i chiodini per far morire diversi gatti tra cui anche un gatto che dava a mangiare mia mamma è una cosa deprorevole senza alcuna giustificazione è la persona che ha fatto tale gesto si può definire una spazzatura umana.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA IlCORONAVIRUScontinua a scandire le nostre giornate. LaVariante DELTA èla colpevole dell'aumentoconsiderevole dei contagiin tutta Italia.Per questo ci sonoTRE REGIONI a rischio:Sicilia, Sardegna e Lazio.
LaSicilia e la Sardegnarischiano di tornare in zona gialla già dalla fine di agosto. Mentre altre 12 regioni presentano numeri sulla soglia della criticità dal punto di vista dell’incidenza dei casi ogni centomila abitanti. SulCorriere della Serasi legge che già prima della fine di agosto sarà difficile per alcune regioni conservare le tre condizioni che consentono di stare in zona bianca:positivi sotto 50 ogni centomila abitanti, posti letto occupati interapia intensivasotto il 10%,posti letto occupati nei reparti ospedalierisotto il 15%. L’incidenza è ormaisopra quota 50 in 14 regionie province autonome su 21.
La pressione sulla rete ospedaliera cresce in quasi tutti i territori: nelLazioil tasso di occupazione delle terapie intensive è passato dal 3,7 al 6% in una settimana. InLiguriaè cresciuto dal 2,8% al 7%. Altre regioni contano un alto numero di positivi: laToscanaha raggiunto quota 119,7 per centomila abitanti, il Veneto è a quota 94 (ma in calo), così come l’Umbriamentre l’Emilia-Romagnaarriva a quota 93. LaCalabriainvece ha 57,1 positivi ogni centomila abitanti, ma è già a quota 11% di posti occupati in terapia intensiva. Forse alla base della scoperta di tanti nuovi positivic’è l’aumento dei test del tampone di questi giorni.Ma il rischio di tornare allerestrizioni dopo l’estate comincia a farsi più vicino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Manca meno di un mese asettembree all'inizio dal punto di vista meteorologico della stagione autunnale, e quest'anno saràdiversodal solito. Infatti secondo gli ultimi aggiornamenti delcentro europeoe diACCUWEATHERandremo incontro ad una stagione a dir poco estrema, caratterizzata dal serio rischio di alluvioni.
Ma andiamo con ordine analizzando tutte le novità per capire meglio i motivi di questeprime preoccupazionianalizzando leproiezioni ufficialiin vista del prossimoautunno.
L'estate 2021 si sta rivelando davvero estremadal punto di vista meteorologico in Italia. Le temperature hanno raggiunti picchi elevatissimi fino a sfiorare i50°C in Siciliacon il gravissimo problema della siccità ad attanagliare molte delle nostre regioni. Tra l'altro il mese di Luglio è risultato il più caldo mai registrato sul pianeta Terra.
Questo caldo intenso influenza anche latemperatura dei mari, con valori che si sono già portati intorno ai28-30°Csu buona parte dei bacini: stiamo parlando di un'anomalia di circa 4-5°C oltre le medie di riferimento come possiamo vedere dalla mappa allegata. Tutto questo si traduce in una maggior energia potenziale in gioco, ilcarburantenecessario per lo sviluppo di eventi meteo estremi.
Queste condizioni potrebbero portare sulle aree meridionali allo sviluppo diMedicane(o TLC), ossia una sorta di "uragani del mediterraneo", che si formano quando una bassa pressione viene alimentata dalle acque calde del Mediterraneo e sviluppa caratteristiche da tempesta tropicale. Anche se spesso hanno breve durata, i Medicane possono portareforti piogge e forti raffiche di ventofino a 120 km/h.
Secondo le proiezioni diAccuWeatherpoi, andrà prestata la massima attenzione sulle regioni delCentro Nord per il serio rischio di eventi alluvionali. Questo periodo dell'anno risulta spesso piuttosto delicato a causa dei forti contrasti che si vengono a creare tra masse d'aria completamente diverse: gli ultimi caldi da una parte e i primi affondi freddi in discesa dal Nord Europa dall'altra. La cronaca del recente passato è ricca purtroppo di eventi alluvionali improvvisi in grado di provocarefrane, alluvioni lampo e forti temporali. Da monitorare attentamente saranno ancora una volta le temperature delle acque superficiali dei nostri mari che potrebbero fornire l'energia necessaria per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche la cui previsione è possibile solo a pochi giorni di distanza.
EUROPA. Dando uno sguardo infine al resto del continente, nei prossimi mesi è previsto che 1-3tempeste tropicaliraggiungano le Isole Britanniche, la Spagna nordoccidentale e il Portogallo portandoprecipitazioni abbondanti e mareggiate lungo le coste più esposte. Caldo con temperature bene sopra le medie climatiche invece sull'Europa orientale dove permarrà un campo di alta pressione insolitamente coriaceo.
Mari molto più caldi del normale: fino a 4-5°C oltre le mediePrime proiezioni per il prossimo mese di settembre e autunno
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tempesta del dopo Ferragosto 2021 in spiaggiaE' davvero un colpo di scena quello che ci confermano gli aggiornamenti di qualche minuto fa del Centro Europeo di Reading ECMWF.Il Ferragosto 2021 e sopratutto i giorni immediatamente successivi saranno al centro di una eclatante tempestache dal Nord Europa si dirigerà verso l'Italia. Dopo il caldo dell’ANTICICLONE africano Lucifero che attanaglierà l'Italia fino a Domenica 15 compresa, giorno di Ferragosto, poitutto crollerà,come se la configurazione meteorologicamutasse improvvisamente dall'Estate all'Autunno, dal caldo al fresco dal sole alpesante maltempoa tratti pericoloso (fenomeni di tornado).
Tra Lunedi 16 e Martedì 17 agosto arriverà su tutta l'Italia la Classica Burrasca di Ferragosto, una vera e propria TEMPESTA con temporali e calo termico generale di 12°C specie al Centro-Nord, ma anche al Sud:è previsto infatti un cedimento barico dalNord Europache potrebbe determinare un peggioramento del tempo congrandinate, temporali e locali nubifragi, sia su Alpi, Pre-Alpi, Pianura Padana e Appennino Tosco-Emiliano, fin verso quello laziale e abruzzese, per poi espandersi anche al resto del Sud. Ovviamente a causa del probabile maltempo letemperature sulle regioni centro-settentrionali sono previste in calo e potrebbe addirittura affacciarsi la prima neve sulle vette più elevate, a 3000 metri.Al Sud il maltempo arriverà più attenuato ma non mancheranno temporali ed un brusco calo delle temperature con l'arrivo del Maestrale che renderà agitati i mari, fino a livelli di burrasca (Adriatico e Tirreno).
Successivamente,dal 18-19 agosto, l'estate cercherà di rialzare la testa con un aumento delle temperature sopratutto al Sud dove torneranno valoriprettamente estivi fino a 35°C-36°C.Al Nord, la ferita inferta dalla Burrasca di Ferragosto sarà difficile da arginare poiché le perturbazioni atlantiche avranno campo libero determinando ancora temporali alternati comunque a giornate soleggiate e fresche.Si concluderà con queste dinamiche la bizzarra estate 2021 dal caldo record, ma anche di mega grandinate, maltempo e nubifragi.
Ce la farà dunque l’Estate a regalarci un suo ricordo, che sia esso di una stagione, una vacanza o soltanto di un weekend, una notte, una Stella? Sì, ma per ora crolla tutto.
Tempesta del dopo Ferragosto sulla mappa ufficiale ECMWF
INSERITO DA MIKI PAPPACODA GRANDE CALDO STOP! Arriva un deciso CROLLO TERMICOIlgrande caldoafricano pare ormai abbia i giorni contati. Sembra sempre più vicino infatti un vero e propriocrollo termicoche presto avvolgerà tutto il nostro Paese.
Stiamo vivendo l'annunciata epiùintensa ondatadicaloredi quest'estate. Tutto il Paese è avvolto da unarovente atmosferache sta provocando valori termici davvero troppo elevati per i nostri comuni standard climatici. E' pur vero che in questi ultimi anni i mesi estivi sono sempre piùcaldima vedere valori prossimi ai50°Cfa davvero riflettere e soprattutto preoccupare in vista dei prossimi anni. Insomma, viene da chiedersi fino a che punto potrà spingersi la colonnina di mercurio nel prossimo futuro. Bella domanda!
Ma torniamo ora ai giorni nostri che ci mostrano comunque qualche interessante scenario. Dopo questa intensa ondata di calore, all'orizzonte s'intravede la cosi dettalucein fondo al tunnel. Neiprossimigiorniun provvidenziale cedimento dell'alta pressione aprirà un corridoio aventipiùfreschiche daranno luogo ad un decisoridimensionamentodelletemperature.
Fatta questa doverosa premessa, vediamo come evolverà allora la situazione climatica generale.
Prepariamoci intanto a vivere le due giornate piùcalde, ma questa volta per le regioni delCentro-Nordvisto e considerato che la bolla d'aria rovente dimatriceafricanasposterà infatti il suo baricentro verso nord. Se da un lato dunque avremo qualche grado in meno alSudItalia, ne avremo in più sul resto d'Italia. Trasabatoedomenicadunque, itermometripotranno sfiorare la soglia dei40°Csu molti angoli dellaVal Padanae in alcune zone interne dellaToscana. AlNordsotto osservazione sarà soprattutto l'Emilia Romagna. Sono attesi infatti picchi di38-39°Cin città comeBologna,FerraraeForlì. AlCentroinvece a salire sul gradino più alto del podio sarà laToscana. Anche qui si registreranno punto intorno ai39°Ccome aFirenze, Prato e Pistoiae nelle Marche a Macerata.
Non farà di certo fresco nemmeno sul resto delle regioni centrali e settentrionali visto che la colonnina di mercurio oscillerà comunque intorno ai 35-36°C su gran parte delle principali località.
Ma a proposito difresco, quando cominceremo allora a vedere i termometri assumere connotati meno bollenti? Tranquilli, abbiamo unadata! Già dalunedì 16,nonostante un contesto ancora moltocaldoedafoso, si noteranno i primi segnali di cambiamento a causa di una maggior ingerenza temporalesca sulle estreme regioni del Nord, specie l'arco alpino contemperaturegià in lieve flessione.
Tuttavia il momento tanto atteso dagli amanti del fresco sarà tramartedì 17 e mercoledì 18quando masse d'aria decisamente meno calde unite a qualche forte temporale rinfrescante, viaggeranno a grandi passi da Nord verso Sud tant'è che entrogiovedì 19, tutto il Paese tornerà a vivere un'atmosfera decisamente meno calda contemperatureincrolloe pronte a tornare all'interno di un contesto climatico decisamente piùgradevolee soprattutto piùconsonoal nostro standard climatico.
Articolo del 15/08/2021 ore 6:16 diStefano RossiMeteorologo