Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sabato 27 Novembre farà tappa aMaioripresso l’Arena del Porto turistico il “Microchip Day”.
L’evento, organizzato dall’ ASL Salerno in collaborazione conEnpa Costiera Amalfitana, vedrà impegnati dalle 9.30 alle 12.30 volontari e veterinari nell’applicazione gratuitamente del microchip a tutti i cani che ne fossero ancora sprovvisti.
L’applicazione del microchip con concomitante iscrizione all’anagrafe canina è un obbligo di legge, oltre a essere molto utile per il proprietario. Grazie alla presenza del microchip, una persona che incrocia sulla propria strada un cane smarrito, potrà rivolgersi al veterinario per avere le informazioni relative al proprietario, favorendo il ricongiungimento.
La presenza di un microchip testimonia l’appartenenza alla famiglia d’origine in caso di contenzioso, soprattutto in casi (purtroppo frequenti) di furto di cani.
Infine la sua applicazione è un deterrente contro i casi di abbandono volontario, che si verificano soprattutto nel periodo estivo.
L’identificazione del cane tramite microchip risulta inoltre indispensabile quando l’animale deve essere vaccinato e quando deve essere emessa una ricetta veterinaria elettronica.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fiocco rosa tra Tramonti e Agerola: è nata la piccola Rosa Caso, per la gioia di mamma Rosaria Ruocco, di papà Venturino Caso e del fratellino Nicola. Rosa ha emesso il primo vagito quindici minuti dopo la mezzanotte di oggi a Pompei alla Clinica Maria Rosaria. La piccola pesa 2,800 kg sta bene così come la mamma. La nascita di Rosa è stata salutata con affetto dai nonni materni Benito e Agata, dal nonno paterno Nicola. I cuginetti, gli zii, gli amici e parenti tutti attendono di poter abbracciare la piccola che nei prossimi giorni giungerà in quel di Tramonti. Una nuova nascita è sempre un nuovo spiraglio di sole e di vita non solo per i familiari ma per l’intera società. La notizia della nascita della piccola ha portato gioia e felicità tra Tramonti e Agerola, paesi di origine dei genitori. Ad Rosaria e Venturino giungano gli auguri sinceri da tutti noi di Amalfi Notizie e alla piccola Rosa una dolce carezza. AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un furgone ha preso fuoco – per cause in corso di accertamento – lungo l’Autostrada A2 “del Mediterraneo” tra Salerno e San Mango Piemonte, in direzione Sud. Il traffico è rallentato con l’Anas, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine intervenute sul posto. Attualmente l’uscita consigliata per tutti i veicoli in direzione Sud è allo svincolo di Baronissi, con rientro allo svincolo di Salerno; i veicoli in coda transitano su un’unica corsia, per permettere le operazioni di recupero del mezzo. Successivamente si procederà allo sgombero del materiale ed alla pulizia dal piano viabile, per il ripristino della regolare circolazione nel più breve tempo possibile. Foto d’archivio AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una perturbazione nelle prossime ore porterà maltempo con precipitazioni diffuse sulle aree tirreniche centrali e sulla fascia ionica, nonché un rinforzo della ventilazione meridionale. Lo indica un’allerta meteo della Protezione civile, che prevede dalle prime ore di domani temporali su Lazio, Campania e Sicilia. Dalla mattinata i fenomeni si estenderanno a Calabria e Basilicata, specie aree ioniche, alla Puglia e anche ai settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequenti attività elettrica e locali forti raffiche di vento. L’avviso prevede, inoltre, dal primo pomeriggio di domani, venti di burrasca sud-orientali, con raffiche di burrasca forte, su Calabria, Basilicata e Puglia, e possibili mareggiate lungo le coste esposte. Valutata per domani allerta arancione su buona parte della Calabria e allerta gialla su quasi tutto il centro-sud, dalla Toscana alla Sicilia. In Campania l’allerta a partire dalla mezzanotte riguarderà le seguenti zone: (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 2: Alto Volturno e Matese; Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini). Si prevedono precipitazioni sparse, rovesci e temporali, anche intensi e raffiche di vento. I fenomeni temporaleschi saranno caratterizzati da rapidità di evoluzione e incertezza previsionale. L’avviso emanato oggi termina alle ore 18 di domani, ma l’attuale quadro meteo è destinato a permanere sul territorio regionale: la Protezione civile seguirà l’evolversi della situazione emanando, eventualmente, ulteriori avvisi. Si raccomanda pertanto alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti, con particolare riferimento al rischio idrogeologico che potrebbe dar luogo, tra l’altro, a frane e caduta massi anche in assenza di precipitazioni. Attenzione va posta anche alla corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti: sono possibili la caduta di rami o alberi e danni alle coperture o strutture provvisorie. Dal punto di vista del rischio idrogeologico sono segnalati fenomeni di impatto al suolo come: – Ruscellamenti superficiali e possibili fenomeni di trasporto di materiale; – Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; – Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree depresse; – Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc); – Possibili cadute massi in più punti del territorio; – Fenomeni franosi FONTE STABIA NEWS
INSERITO DA REDAZIONE Benevento. l Comune di Benevento – Assessorato alle Politiche Sociali celebrerà la Giornata contro la violenza sulle donne, in programma giovedì 25 novembre, con un incontro che si terrà presso il Centro antiviolenza “Pro.Ce.Do” (Progetto Centro Donna) di via Calandra 7. L’appuntamento, che avrà inizio alle ore 10 e sarà organizzato in collaborazione con la cooperativa Nuovi Incontri, prevede il saluto istituzionale del sindaco Clemente Mastella. A seguire sono previsti gli interventi dell’assessora alle Politiche Sociali, Carmen Coppola, sul tema “Le politiche di contrasto alla violenza di genere”, della stessa assessora Coppola e dell’ex delegata alle Pari Opportunità, Patrizia Callaro, sul tema “La continuità delle politiche a favore delle donne”, della coordinatrice del Centro di accoglienza per donne maltrattate “Viola” e del Centro antiviolenza “Pro.Ce.Do”, Maria Fanzo, sul tema “Interventi e servizi di contrasto alla violenza contro le donna”, e infine della coordinatrice dei Servizi Sociali del Comune di Benevento, Stefania Vesce, sul tema “Il reddito di libertà”.OTTOPAGINE
DI REDAZIONE Il nuotatore ha raccontato ai compagni alcuni aspetti della sua vita privata spiegando di non riuscire a concludere il rapporto sessuale e a concepire i figli Manuel Bortuzzo confessa ai suoi coinquilini del Grande Fratello Vip di non poter concepire figli a causa dell'incidente che ha cambiato per sempre la sua vita. Da qui la decisione di ricorrere all'inseminazione artificiale in futuro. Questo, tuttavia, non compromette i rapporti sessuali: «Lì sotto funziona tutto, ma andrò alla Banca del Seme».GFVip, la confessione di Manuel Bortuzzo «I figli ad oggi non potrei neanche averli, ma uscito da qua andrò alla banca del seme e spero di salvare qualcosa. Là sotto funziona tutto ma non c'è…», racconta Manuel lasciando intendere di non riuscire a concludere il rapporto sessuale. «Mi sono abituato, ormai sono due anni, ho tantissimi altri piaceri... Con me le ragazze si divertono per tanti motivi. Se guardo l’aspetto positivo posso starci anche tutta la notte». GFVip, il progetto di Manuel Bortuzzo Poi spiega il suo progetto: «Ora è compromessa, ma potrebbe tornare... Ci sono tantissime stimolazioni e faccio già dei dicli di pasticche, però per ora niente. Quando esco da qui vado alla banca del seme e li prelevo, un giorno farò l’inseminazione artificiale». Il giovane nuotatore è rimasto paralizzato dopo la sparatoria di cui è rimasto vittima nel 2019 LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In questo mese di novembre, la legge sulla cooperazione sociale – la 381 del 1991 – che, insieme con la 266 sul volontariato organizzato ha contribuito a disegnare il Terzo Settore italiano così come oggi lo conosciamo, compie trent’anni. Una buona occasione per tentare una valutazione del 'valore aggiunto' apportato da questa particolare forma di cooperazione e per far luce su alcune interpretazioni tanto diffuse quanto discutibili. Mentre nessuno mette più in dubbio la rilevanza economica, sociale e occupazionale del fenomeno, vi è non poca confusione sulle ragioni che ne hanno determinato lo sviluppo e, di conseguenza, su quale sia il suo potenziale, sia nei più tradizionali servizi di welfare e di inserimento lavorativo che in nuovi ambiti. A ben vedere questa confusione dipende da diverse cause: dal ricorso a schemi interpretativi validi per altri contesti, in particolare quello anglosassone, che hanno praticato su vasta scala politiche di privatizzazioni o esternalizzazioni di servizi sociali prima pubblici; dalla convinzione smentita dai dati che tutto il settore sia interamente dipendente da risorse pubbliche, dall’idea dura a morire che la realizzazione e la gestione dei servizi di intesse generale siano compito esclusivo dello Stato e che se nascono e si sviluppano iniziative di welfare private è necessariamente a causa di una riduzione delle risorse pubbliche. Per evitare di dare per scontate queste interpretazioni è utile ripercorre la storia, ricordando soprattutto il contesto storico, politico, culturale in cui volontariato e cooperazione sociale si sono formati e diffusi. Un contesto caratterizzato, da una parte, da un sistema di welfare squilibrato e sostanzialmente privo dei servizi sociali pubblici in grado di dare risposte ai bisogni sia conclamati che emergenti e, dall’altra, da una diffusa volontà di partecipazione e da un’ampia disponibilità al coinvolgimento nella costruzione di una società più aperta e inclusiva. Le due leggi, in particolare quella sulla cooperazione sociale, non hanno creato nulla: hanno semplicemente riconosciuto e regolamentato due fenomeni ideati e sviluppati dal basso, da gruppi di cittadini decisi ad affrontare i problemi sociali trascurati dal sistema di welfare. Se poi nel corso degli anni ’90 le amministrazioni locali hanno iniziato a sostenere finanzia- riamente queste realtà è perché si sono rese conto che i servizi offerti erano ormai necessari a garantire la tenuta delle rispettive comunità. La cooperazione sociale, quindi, non solo non ha rappresentato il beneficiario di inesistenti – e impossibili visto che non c’era una offerta consolidata di servizi pubblici – politiche di privatizzazione, ma ha attirato risorse pubbliche sui bisogni da essa serviti. Se oggi una parte della cooperazione sociale è o sembra essere dipendente dalla pubblica amministrazione è a seguito delle dissennate modalità competitive con cui a partire dagli anni 2000 sono stati gestiti i rapporti contrattuali. Solo se si considera tutta la storia e non solo quella degli ultimi anni si possono quindi apprezzare le innovazioni e il 'valore aggiunto' della cooperazione sociale e della legge che l’ha riconosciuta, innovazioni che si sono affermate anche fuori dai confini italiani. La cooperazione sociale ha inoltre contribuito significativamente a modificare il sistema di welfare italiano spingendolo verso il potenziamento dell’offerta di servizi, creando così anche posti di lavoro aggiuntivi, spesso sottratti all’economia famigliare o informale, e a vantaggio soprattutto della manodopera femminile. La cooperazione sociale – e non la società benefit – è la prima e più diffusa forma di impresa che, per legge e statuto, opera nell’interesse esclusivo non solo dei suoi proprietari, ma della comunità e in particolare dei soggetti più deboli. Non da ultimo, permettendo la presenza di soci volontari, e non ponendo veti alla assunzione del ruolo di socio a qualsiasi portatore di interesse, la 381 ha modificato la governance cooperativa in senso multi-partecipativo. Infine il riconoscimento della cooperazione sociale ha aperto la strada a quello dell’impresa sociale e successivamente alla rivalutazione dell’economia sociale a livello europeo, e ha contribuito a partire dal lavoro del network EMES a dar vita ad un filone di teorica ed empirica, pluralista nelle discipline e metodologie, intorno ai concetti di impresa sociale. Rileggere la storia e tornare alle origini del fenomeno, serve anche per guardare al futuro. La riforma del Terzo Settore e al suo interno l’art. 55, aprono nuovi spazi nelle modalità di collaborazione con la pubblica amministrazione attraverso la co-programmazione e la co-progettazione. Inoltre essa consente di ampliare gli ambiti di attività, anche nella forma della 'cooperativa impresa sociale' applicando ad essi quelle formule imprenditoriali integrate con la comunità, capaci di individuare i nuovi bisogni del territorio e di convogliare le energie disponibili, che la cooperazione sociale proponeva e realizzava ben oltre trent’anni fa. AVVENIRE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Resterà in vigore fino al 15 gennaio, ma potrà essere prorogato. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al "super green pass". In particolare le norme relative a quest'ultimo scatteranno dal 6 dicembre e varranno per le zone bianche, ovvero quelle considerate a basso rischio di contagio. Saranno valide per tutto il tempo delle festività, fino al 15 gennaio, ma potranno essere progrogate. Per super green pass s'intende la certificazione verde ottenibile solo in caso di eseguita vaccinazione oppure di guarigione certificata da Covid-19. I tamponi vengono quindi esclusi. Di conseguenza i non vaccinati (e non guariti), cone le nuove regole, subiranno notevoli restrizioni nelle loro attività sociali, anche nelle zone bianche appunto, ma non per quanto riguarda il lavoro per il quale resterà valido il green pass legato al tampone. Ecco norme approvate dal governo Il green pass “base” sarà obbligatorio dal 6/12 anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale L’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”. Ulteriori limitazioni della zona arancione valide solo per chi non possiede il “green pass rafforzato”. Vaccinazione obbligatoria estesa a personale amministrativo sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15/12. Richiamo obbligatorio (terza dose) per professioni sanitarie dal 15/12; Rafforzamento sistema dei controlli: entro 3 giorni dall’entrata in vigore del dl, i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente. Le norme che non sono cambiate: La mascherina resta non obbligatoria all’aperto in zona bianca e obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa. Sempre obbligatorio in tutte le zone portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti Restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi. Vaccini Il governo ha poi affrontando il tema delle vaccinazioni. Il primo è quello della somministrazione della terza dose a distanza di 5 mesi dalla conclusione dei primo ciclo vaccinale, invece dei sei mesi previsti di recente. Per i vaccini ai minori di 12 anni si attendono le decisioni delle agenzie del farmaco italiana (Aifa) ed Europea (Ema) AVVENIRE
INSERITO DA CARLO AMETRANO Lo scrittore stabiese Carlo Ametrano prenderà parte alla trasmissione su Odeon TV condotta da Filippo Gherardi e Martina Renna
Carlo Ametrano ospite a Professione motori a Odeon giovedì sera alle 23.00
INSERITO DA CARLO AMETRANO
In una gara tenutasi nel cuore del deserto, su un tracciato che ha ospitato per la prima volta la massima categoria automobilistica, Lewis Hamilton vince e domina il Gran Premio del Qatar chiudendo davanti a Verstappen e a un meraviglioso Fernando Alonso. Con il successo dell’inglese, la lotta al mondiale è più aperta che mai, in attesa dell’incognita Arabia Saudita.
A parlare e analizzare quanto accaduto in Qatar, in attesa del GP del Qatar, sarà il nostro collega Carlo Ametrano che giovedì sera alle ore 23.00 sarà ancora in Televisione. Sarà infatti ospite della Prestigiosa Emittente Odeon TV nel programma “Professione Motori ” visibile sul canale 177 del Digitale Terrestre.
Carlo non è nuovo a questi importanti appuntamenti visto che oramai sono anni che lo scrittore stabiese è ospite in tutta Italia dei salotti della Formula Uno dove con passione e maestria racconta le gesta dei piloti che ogni anno fanno sognare milioni di tifosi in tutto il mondo. Con Filippo Gherardi e Martina Renna, Carlo è pronto a farci emozionare ancora una volta con il suo cuore come recita il suo lavoro sul grande Senna.
Carlo ci tiene a ringraziare di cuore Odeon, Filippo Gherardo e Martina Renna per questa grandissima occasione. Per lui, esser entrato in questa famiglia, è motivo di grande orgoglio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Scena di pura follia quelle a cui si è assistito fuori alla scuola Nicola Romeo di Sant’Antimo. Una adolescente è stata picchiata da tre compagne a seguito di una lite in classe con un’altra ragazza . Sul posto si è subito riunita una folla per capire quanto accaduto alla giovane, sotto choc dopo l’aggressione. La brutale aggressione a Sant’Antimo Tutto ha inizio da una futile discussione nata in una delle tante aule della scuola. Un diverbio tra compagne, inevitabile quando tutti i giorni si convive nella stessa classe con oltre dieci coetanei. Succede, poi, che al suono della campanella – quella che indica la fine dell’orario scolastico – la giovane studente viene accerchiata da tre ragazze. A quel punto l’aggressione. «L’hanno colpita con dei calci al volto», sono le testimonianze di chi ha assistito alla crudele scena. Subito, intorno alla ‘vittima’ si sono riuniti parenti, amici e curiosi. Poi, a caldo, è la stessa giovane che trova la forza di parlare: «Con me c’erano anche gli altri compagni, ma se la sono presa solo con me». Qualcuno, addirittura, suppone anche che erano in 4, anziché in 3, a colpirla. Sul posto sono sopraggiunti i carabinieri della locale tenenza. Anche i familiari hanno raggiunto la giovane ed hanno provveduto ad allertare i militari dell’Arma per denunciare l’accaduto. Anche i testimoni, tra cui alcuni compagni della studentessa, si sono detti indignati per la brutale aggressione. Un’altra scena che purtroppo lascia l’amaro in bocca e soprattutto lascia pensare a quanto, spesso, sia sottovalutato il tema bullismo. Soltanto un mese fa, a Qualiano, una 13enne è stata aggredita da tre ragazze dopo una discussione avvenuta in classe. In quel caso, è stato necessario ricorrere alle cure ospedaliere per ristabilire le condizione dell’adolescente. Oggi, a Sant’Antimo, l’ennesima vicenda che non fa altro che testimoniare in cosa può sfociare il bullismo. Ieri è toccato ad una tredicenne, oggi ad un’altra giovane studentessa. Non possiamo fare altro che augurargli un grande in bocca al lupo e che torni quanto prima a godersi, con leggerezza, la vita. Senza farse condizionare da episodi deplorevoli come quest’ultimo. Perché, d’altronde, leggerezza e spensieratezza sono diritti che spetterebbero a qualsiasi adolescente.