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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Bando del Comune di Sorrento per tre tecnici

25 Dicembre 2021, 17:40pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

facciata-comune-sorrento

INSERITO DA REDAZIONE Nuovi posti di lavoro per diplomati e laureati con il concorso per istruttori tecnici indetto dal Comune di Sorrento. È stato pubblicato un bando finalizzato al reclutamento di 3 tecnici (Cat.C/C1), da assumere a tempo pieno ed indeterminato. La domanda di ammissione deve essere presentata entro il 20 gennaio 2022. Per essere ammessi al concorso per istruttori tecnici del Comune di Sorrento, si devono possedere dunque i seguenti requisiti: -cittadinanza italiana o di un altro Stato membro dell’UE o altra cittadinanza tra quelle previste dal bando e dalla Legge; -età non inferiore a 18 anni e non superiore a quella prevista per il collocamento a riposo; -godimento dei diritti civili e politici; -non essere stati destituiti o dispensati o dichiarati decaduti dall’impiego presso pubblico impiego; -assenza di condanne penali; -idoneità fisica all’impiego, fatta salva la tutela per i portatori di handicap; -regolarità dell’obbligo di leva, ove previsto; -conoscenza della lingua inglese; -conoscenza dell’uso di apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse. Si richiede anche il possesso di uno dei seguenti titoli di studio: -diploma di istituto tecnico settore tecnologico con indirizzo “costruzioni, ambiente e territorio” (diploma di perito edile e diploma di geometra del previgente ordinamento); -diploma di istruzione secondaria con uno dei seguenti titoli di laurea assorgenti: laurea triennale in ingegneria civile e ambientale (L-7), scienze dell’architettura (L-17), scienze e tecniche dell’edilizia o diploma ex D.P.R. 162/1982 o diploma universitario ex L. n. 341/1990 equiparati o laurea magistrale in architettura del paesaggio (LM-3), architettura e ingegneria edile-architettura (LM-4), ingegneria civile (LM-23), ingegneria dei sistemi edilizi (LM-24), ingegneria per l’ambiente e il territorio (LM-35), pianificazione territoriale urbanistica e ambientale (LM-48). Oltre alla valutazione dei titoli posseduti, la selezione pubblica avverrà attraverso lo svolgimento delle seguenti 3 prove d’esame: -preselezione (eventuale): dinanzi a un numero di domande superiore a 30, ai candidati verranno proposti test a risposta multipla sulle materie afferenti il posto messo a concorso; -prima prova scritta: elaborato sulle materie elencate nel bando; -seconda prova scritta: elaborato pratico sulle stesse materie della prova scritta; -prova orale: colloquio sulle materie delle precedenti prove. Inoltre sarà accertata la conoscenza della lingua inglese e delle apparecchiature informatiche più diffuse. La domanda di ammissione al concorso per istruttori tecnici del Comune di Sorrento deve essere redatta esclusivamente utilizzando l’apposito modulo allegato al bando pubblicato sul sito www.comune.sorrento.na.it da presentare entro il 20 gennaio 2022, attraverso una delle seguenti modalità: -direttamente all’Ufficio Protocollo del Comune di Sorrento, nei giorni indicati nel bando; -a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata al Servizio Personale del Comune di Sorrento – Piazza Sant’Antonino n.1 – 80067 Sorrento (NA); -tramite l’indirizzo PEC: protocollo@pec.comune.sorrento.na.it da una casella di posta elettronica certificata personale. Tutte le ulteriori indicazioni sulla partecipazione al concorso, così come sulle modalità di pagamento della tassa di concorso di 10 euro, e sulla documentazione da allegare alla domanda di ammissione, sono riportate nel bando. I candidati al concorso del Comune di Sorrento per istruttori tecnici sono invitati a leggere attentamente il relativo bando, pubblicato per estratto sulla Gazzetta Ufficiale n.101 del 21-12-2021. Tutte le successive comunicazioni, sulle procedure selettive, sui diari delle prove d’esame e sulla graduatoria finale, saranno pubblicate sul sito internet del Comune di Sorrento, sezione ‘amministrazione trasparente; bandi di concorso’. MAX SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Santo Stefano con allerta meteo in costiera sorrentino-amalfitana

25 Dicembre 2021, 17:35pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Nuvole maltempo

INSERITO DA REDAZIONE La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo Gialla (grado ordinario) valido dalla mezzanotte per l’intera giornata di domani, domenica 26 dicembre, su buona parte del territorio regionale compresa l penisola Sorrentino-amalfitana. Si prevedono precipitazioni sparse, rovesci o temporali, puntualmente anche intensi, soprattutto a partire dal pomeriggio di domani. Venti moderati sud-occidentali, con temporanei forti rinforzi, soprattutto nel pomeriggio-sera, e con possibili raffiche nei temporali. Dal punto di vista del rischio idrogeologico sono segnalati fenomeni di impatto al suolo come allagamenti, inondazioni, frane e caduta massi. Comunicando questo allerta meteo Gialla sulla Campania e, considerate le valutazioni del Centro Funzionale e la possibile evoluzione del quadro meteo, la Protezione Civile della Regione Campania raccomanda di prestare attenzione ai successivi avvisi e di attivare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti, sia in ordine ai possibili fenomeni di dissesto idrogeologico che in relazione al vento. Attenzione va posta anche alla corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti: sono possibili la caduta di rami o alberi e danni alle coperture o strutture provvisorie. MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Il messaggio di Natale dell'arcivescovo Soricelli: «Nel divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza»

25 Dicembre 2021, 17:30pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Arcivescovo « Arcidiocesi di Amafi – Cava de' Tirreni

INSERITO DA REDAZIONE «In questo nostro tempo segnato dalla pandemia, animati dal desiderio di uscire dalla tristezza, dalla paura e dall'inquietudine, intravediamo, nell'accoglienza del divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza»: questo il centro del messaggio per il Natale 2021 di monsignor Orazio Soricelli, arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni. Ma anche un pensiero di vicinanza per le persone che soffrono a causa della malattia, dell'indigenza e della solitudine. Di seguito il testo integrale. Carissimi, ogni anno, la celebrazione del Natale del Signore colma di attesa, di gioia e di meraviglia il nostro animo. Il Bambino deposto nella mangiatoia di Betlemme provoca stupore e anche inquietudine interiore, dal modo come è onorato dalla Vergine Madre e custodito dal padre adottivo Giuseppe, dal come è adorato dai pastori e dai magi e, ancor di più, esaltato e glorificato dagli angeli osannanti. Questi atteggiamenti sono una vera sfida per far luce sull'identità di questo Bambino. Egli, nonostante, la sua grande povertà e umiltà è l'Emmanuele, il Dio con noi, il principe della pace, il segno della speranza; è la luce che risplende nelle tenebre; è il segno eloquente dell'amore del Creatore per le creature; è l'irruzione della novità, di fronte alla monotonia di una umanità rassegnata e inerme dinanzi alle esigenze della storia; è Colui che inaugura un'era nuova all'insegna della comunione tra gli esseri viventi, nel rispetto reciproco e dell'habitat cosmico; è il demolitore dei muri divisori, è il collante di rapporti sinceri, purificati dalla superbia e dall'indifferenza. In questo nostro tempo segnato dalla pandemia, animati dal desiderio di uscire dalla tristezza, dalla paura e dall'inquietudine, intravediamo, nell'accoglienza del divino Bambino maggiore opportunità di speranza e di salvezza. La guida saggia e lungimirante di papa Francesco ha indicato all'intero corpo ecclesiale, per i prossimi anni, di seguire il cammino sinodale, ponendoci sui passi del Bambino di Betlemme che, ci ha voluti suoi familiari all'interno della Chiesa. Alla sua sequela ci sentiamo sospinti a dilatare il suo regno nella storia, fondato sulla solidarietà e sulla giustizia, rifiutando la logica dello scarto, e orientati dal valore della fraternità, quale "antidoto a muri e fili spinati", come ci ha indicato il Santo Padre, nel suo recente viaggio in Grecia. Il mio augurio come vostro Pastore, con Voi fratello adorante del mistero natalizio, è di sapervi afferrati dal suo sguardo suadente, di essere una sola cosa con Lui, unica speranza di cui sono assetati oggi i deserti del mondo. Avvaloro i miei voti augurali con le parole che il Pontefice ha proferito pochi giorni fa in Grecia : "La salvezza sta ... nello slancio, nella ricerca, nell'inseguire i sogni, ..., che comportano fatica, lotta, venti contrari, burrasche improvvise", senza, " lasciarsi paralizzare dalle paure,... e sognare in grande...e sognare insieme!". L'incontro personale con Cristo, accolto nel nostro cuore, effonda su tutti, e in modo speciale su quanti soffrono a causa della malattia, dell'indigenza e della solitudine, abbondanza di luce, gioia, pace, e speranza, nel desiderio forte di sognare e camminare insieme. FONTE IL VESCOVADO

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RAVELLO E SCALA NEWS “Vivi sempre ogni istante”: il 26 dicembre a Ravello torna il Quinto Memorial Teresa Cioffi

25 Dicembre 2021, 17:05pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA REDAZIONE Anche quest'anno Ravello e la Costiera Amalfitana ricordano Teresa Cioffi, giovane ravellese scomparsa prematuramente il 2 dicembre del 2017 a causa di una neoplasia. Le amiche di sempre, con il supporto del Comune, quest'anno hanno organizzato una passeggiata in montagna anche per permettere una più ampia partecipazione. Nel rispetto delle normative vigenti anti Covid-19, la passeggiata si svolgerà su un percorso di circa 5km su un facile sentiero ad anello con partenza e arrivo in Piazza Duomo. Il tempo di percorrenza stimato è di circa 2 ore. Ad attendere i partecipanti un ristoro ed un momento di riflessione collettiva. L'appuntamento è per le ore 9 del 26 dicembre. La manifestazione, come oramai da tradizione ha l'intento di raccogliere fondi che saranno destinati alla Fondazione Umberto Veronesi in favore della ricerca contro i tumori femminili. Sono attivi inoltre, due punti di raccolta fondi presso: al Vicolo Market in Via Roma 9, a Ravello, (dove sarà inoltre possibile ricevere una borraccia della Fondazione Veronesi con una donazione minima di 10€ oppure il braccialetto rosa con donazione minima di 5€) e presso la Pescheria La Lampara, corso Reginna 80, Maiori. È possibile contribuire anche online al seguente indirizzo web: https://insieme.fondazioneveronesi.it/campaign/vivi-sempre-ogni-istante-quinto-memorial-teresa-ci/ Ricordiamo che per partecipare alla manifestazione sono necessari mascherina e green pass. IL VESCOVADO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ospedale di Pogerola: l’Asl scarica al “Ruggi” il nosocomio fantasma

25 Dicembre 2021, 16:53pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Vescovado - Amalfi, l'ospedale mai inaugurato a Pogerola: Report ritorna  sull'eterna incompiuta [VIDEO]

inserito da Michele Pappacoda L’Asl di Salerno scarica l’ospedale fantasma “San Michele” di Pogerola, frazione di Amalfi. L’Azienda sanitaria locale, infatti, con apposita delibera chiarisce che tutti i beni mobili e immobili legati al presidio “Costa d’Amalfi” di Castiglione di Ravello sono annessi a quelli dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona e che, tra questi, dev’essere annoverato anche l’ex presidio ospedaliero “San Michele” di Pogerola. La struttura «presenta continuità sia territoriale che funzionale con quello di Castiglione – si legge nella delibera del direttore generale dell’Asl, Mario Iervolino – poiché quest’ultimo doveva sostituire quello di Pogerola nell’offerta della relativa assistenza sanitaria per la Costa d’Amalfi». L’Azienda sanitaria, quindi, ha deciso di sbarazzarsi di quello che allo stato attuale appare un problema più che una risorsa, scaricando ogni responsabilità sull’Azienda “Ruggi”. Eppure il “San Michele” avrebbe dovuto rappresentare un polo d’eccellenza per gli abitanti della Divina e i turisti. Una struttura sanitaria capace di rispondere alle esigenze del territorio s’è invece trasformata nella più triste delle incompiute. Un ospedale di quattro piani, costato circa 24 milioni di euro, terminato nel 1989 e mai inaugurato nonostante un bando per cinque primari e 300 infermieri. Nemmeno un giorno di lavoro, perché all’epoca nessun ospedale sotto i 100 posti letti poteva operare. Eppure ancora oggi nell’ospedale di Pogerola di Amalfi si contano dieci stanze, ognuna con quattro attacchi per l’ossigenazione e un potenziale di 40 posti di terapia intensiva. Un numero rilevante, ancora di più se si pensa a quanto siano importanti in questo particolare e difficile momento storico. La prima pietra venne posata nella seconda metà degli anni Settanta, ma i lavori si interruppero quasi subito, in attesa di soldi e autorizzazioni. Tra blocchi e ripartenze la costruzione fu ultimata alla fine degli anni Ottanta. Il nosocomio fantasma è stato costruito a 350 metri sul livello del mare, inerpicata tra sinuosi tornanti. Se da un lato i pazienti avrebbero potuto godere di una vista meravigliosa, dall’altra l’accessibilità sarebbe stata a problematica. È uno dei motivi per i quali l’ospedale non è mai entrato in funzione. Paradossale: una mega-struttura da oltre 24 milioni di euro non è stata messa in funzione perché le ambulanze non sarebbero riuscite a transitare. In particolare la rampa d’accesso al Pronto soccorso risultava troppo stretta. La struttura avrebbe potuto contare su un parcheggio di mille metri quadrati. Nel 1998, la seconda commissione d’inchiesta descrisse il plesso come una «fabbrica di primari, pretesto per bandire concorsi». La storia dell’Ospedale “San Michele” di Pogerola mai entrato in funzione ha richiamato anche l’attenzione della stampa nazionale. Nel mese di aprile dello scorso anno le telecamere di Report sono state a Pogerola. Le immagini trasmesse hanno mostrato gli attacchi e i cablaggi per l’ossigenazione in buono stato di conservazione con la possibilità di circa quaranta posti di terapia intensiva potenziali, che si sarebbero trasformati in una risorsa di vitale importanza non solo per la Costiera Amalfitana o per la provincia di Salerno ma per l’intera regione con la pandemia. Negli anni si sono susseguite le proteste dei cittadini della Costiera, che non hanno avuto alcuna risposta.

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FAVOLE E RACCONTI La Notte Santa

24 Dicembre 2021, 15:57pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI La Notte Santa

INSERITO DA MORENA MOTTA La Notte Santa Una Bella Favola : era la Notte Santa, un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza,dove viveva insieme alla moglie entro la mattina successiva avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.

- Hai già pensato a quello che potremmo comprarci con il guadagno di questo lavoro? - chiese il calzolaio alla moglie.

- Sono piccole ci daranno ben poco! - scherzò lei

- Accontentiamoci,meglio questo che niente! -

Il calzolaio appoggiò le scarpe sul banco e se le guardò soddisfatto. - Guarda che meraviglia! -esclamò - e senti come sono calde con questa pelliccia dentro!

- Un paio di scarpette degne di Gesù Bambino - disse la moglie

- Hai ragione! - rispose il calzolaio mettendosi a spazzolarle.- Allora che cosa pensi di comprare per il pranzo di domani? - riprese l’uomo dopo un attimo.

- Ma pensavo a un cappone -

- Già senza un cappone non sarebbe un vero Natale. -

- Forse anche mezzo -

- D’accordo e poi? -

- Due fette di prosciutto -

- Sicuro:il prosciutto come antipasto! E poi? -

- E poi il dolce -

- E poi la frutta secca -

- Giusto e da bere? -

- Una bottiglia di spumante -

- Si una bottiglia basterà ma che sia buono.-

A quel punto si sentì un colpo alla porta.

- Hanno bussato - chiese l’uomo

- Ma chi sarà a quest’ora? Forse il cliente -

- No gliele devo portare io domattina -

- Allora sarà il vento -

Ma il rumore si sentì di nuovo. La donna aprì la porta ed ebbe un moto di sorpresa, un bambino la guardava con grandi occhi neri, dalla soglia della porta. I suoi capelli erano tutti spettinati e i vestiti erano laceri e sporchi - Entra piccolo - lo invitò la donna.

Il bambino entrò, aveva le labbra bluastre dal freddo, il calzolaio guardò subito i suoi piedini - Ma tu sei scalzo - gridò.

Il piccolo non parlò guardò le scarpe anzi le accarezzò con gli occhi ma senza invidia.

L’uomo e la moglie guardarono prima i piedini nudi del bambino e poi le scarpe sul tavolo, quindi la donna fece un cenno al marito e il calzolaio prese in mano le scarpe le osservò contento e disse - Prendile te le regalo sono morbide e calde- La moglie aiutò il bambino a infilarsele.

- Grazie - rispose sorridendo - Sono le prime che porto. Ora però devo andare,buonanotte -

Il calzolaio e la moglie non ebbero neanche il tempo di salutarlo che il bambino era già sparito.

- E’fatta - esclamò l’uomo - Ora niente più prosciutto, nè cappone, nè frutta, nè dolce e neanche lo spumante, in fondo a me lo spumante non piace nemmeno -

- E io non digerisco il cappone, anche del prosciutto posso farne a meno e il dolce poi ci è rimasta qualche noce e un po' di pane raffermo - disse la donna

- Va benissimo passeremo un bel Natale -

Tutti e due pensavano al bambino

- Penso che gli siano piaciute molto le mie scarpe - aggiunse il calzolaio

- Si mi sembrava molto contento -

In quel momento suonò la Messa di mezzanotte e la stanza si illuminò all’improvviso, il calzolaio e la moglie furono abbagliati da quella luce; poi, quando riaprirono gli occhi nel punto in cui il bambino aveva calzato le scarpe videro spuntar miracolosamente un abete con una stella in cima. Dai rami penzolavano capponi, prosciutti, dolci, frutta secca e bottiglie di spumante.

Soltanto allora capirono chi fosse quel bambino e si inginocchiarono a ringraziare Dio.

FONTE www.leparoledegliangeli.com

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LA STORIA DELL’EGITTO Il trucco e gli Egizi: la nascita del kohl, del primer e dell’ombretto

24 Dicembre 2021, 15:49pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Il trucco e gli Egizi: la nascita del kohl, del primer e dell’ombretto

INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre a considerare il proprio corpo come un tempio e quindi a dedicargli le migliori cure estetiche, gli Egizi possono essere definiti degli avanguardisti in merito al trucco, in quanto oltre ad essere una pratica molto radicata a prescindere dal rango sociale, ma veniva praticato indistintamente sia da uomini che donne.

Ovviamente, anche nell’Antico Egitto alle donne andava la prerogativa di possedere dei beauty-case molto più accessoriati rispetto a quelli maschili. Contenevano, pinzette, arricciacapelli, profumi, set per la manicure, creme e profumi. Ma vediamo nel dettaglio il make up egizio in cosa consisteva; così come usiamo fare noi oggi quando ci sediamo davanti ad una specchiera per prima cosa ci dedichiamo alla pelle del viso, in questo modo anche gli Egizi cominciavano il loro rituale cosmetico.

Va detto però che nell’Antico Egitto il contrasto tra la pelle scura dell’uomo, che lavorava prevalentemente all’aperto, e quella più chiara della donna, che soleva restare al riparo dei raggi del sole, era particolarmente evidente. Le donne amavano molto mettere in risalto questa caratteristica e l’usanza di schiarirsi la pelle divenne molto in voga nel Tardo Egitto, quando cominciarono gli scambi con altri popoli dalla pelle chiara. Per dare un tono più chiaro alla pelle le donne utilizzavano il talak, una versione primordiale del nostro talco, a base di farina di fave e gesso in polvere, oppure una polvere finissima giallo ocra, simile alla moderna cipria, che conferiva all’incarnato delle signore riflessi dorati. Queste polveri erano applicate su viso e corpo utilizzando dei batuffoli di pelo di agnello, quello che noi oggi chiameremo piumino da cipria! Invece le donne dalla pelle particolarmente scura avevano bisogno di prodotti che avessero la capacità di aggrapparsi al viso, in questi casi le donne applicavano sulla loro pelle una sorta di fondotinta a base di polveri di alabastro e carbonato di soda resi cremosi dall’aggiunta di miele.

Solo nel periodo Tolemaico si cominciò a far uso della biacca o cerussa, questa pasta bianca e densa che veniva applicata sul viso schiarendo notevolmente l’incarnato. In alcuni casi prima dell’applicazione del trucco venivano strofinati sul viso degli unguenti a base di grassi animali, ai quali venivano aggiunte delle essenze profumate, per facilitare l’applicazione dei successivi cosmetici, specialmente quelli di guance e labbra, per fare un parallelo con i nostri tempi possiamo dire che utilizzavano dei primer!

Ma passiamo agli occhi, il punto focale del trucco egizio. Per un lungo periodo le sopracciglia vennero rasate, come successe diversi millenni dopo, e ridisegnate col bistro fin quasi alle tempie. Così come le sopracciglia, anche l’occhio veniva bordato in modo da ingrandire e sottolineare lo sguardo, inoltre, sia per gli uomini che per le donne questo simboleggiava la forza e l’amore insiti nel proprio corpo. Per colorare la zona perioculare, durante l’Antico Regno, veniva utilizzata la malachite del monte Sinai, di dominio spirituale della dea della bellezza Hator, nel Medio Regno fu poi sostituita dal kohl, cosmetico arrivato fino ai nostri giorni e la cui invenzione è unanimamente attribuita agli Egizi. Il kohl era in pratica un composto dal colore nero molto intenso, ottenuto dalla miscela di galena di colore grigio scuro, ossia ossido di piombo, e ossido di manganese, ocra bruna, carbonato di piombo, ossido di rame, ossido magnetico di acciaio, stibnite, malachite verde e crisocolla. Questi elementi combinati tra loro in diverse proporzioni davano al kohl diverse tonalità dal nero, al grigio al verde. Solo a partire dal 313 d.C. venne utilizzata una mistura per il kohl a base di fuliggine, ossido di ferro, polvere di incenso bruciato o dei gusci di mandorle, il tutto reso appiccicoso grazie all’aggiunta di miele, gomma arabica e altri tipi di resine. Il kohl oggi venduto in Egitto e composto da un nerofumo derivato dalla combustione della pianta Carthamus Tinctorius.

Il kohl era custodito in contenitori di varia natura e veniva amalgamato con olio o acqua mescolato con un cucchiaino prima della sua applicazione, e, neanche a dirlo, ogni donna possedeva un mortaio con cui prepararlo. La stesura di questo prodotto avveniva tramite un bastoncino che presentava una estremità a forma di bulbo. Come abbiamo visto il colore era applicato partendo dall’angolo interno dell’occhio e arrivava fin quasi alla tempia, veniva ovviamente applicato anche all’interno dell’occhio per dare intensità allo sguardo, e per fissare il tutto si sovrapponeva a questo il succo di sicomoro. Ma oltre ad una mera funzione estetica pare ci siano due teorie riguardanti uso del kohl, la prima , pare sostenere che questo fungesse anche da medicinale, in grado di proteggere gli occhi da infezioni, micosi e irritazioni; inoltre proteggeva l’occhio dal riverbero del sole, dal vento e dalla sabbia. Antichi contenitori di bistro infatti riportano iscrizioni quali “buono per la vista” oppure “adatto per arrestare la congiuntivite”. L’altra teoria che interessa il kohl pare avesse un significato rituale e spirituale, non a caso l’Occhio di Horus, l’Udjat, era bordato di nero con una coda lunga e tronca a simboleggiare protezione e fungeva anche da amuleto. Per il suo aspetto magico era presente in ambito funerario come garanzia di integrità della mummia del defunto, veniva inciso o dipinto su stele e sarcofagi e realizzato come portafortuna. Inoltre le donne applicando il kohl di malachite sentivano un forte legame con la dea della bellezza Hator.

Ma oltre all’applicazione del kohl sulle palpebre si soleva applicare anche degli ombretti colorati, e le palette egizie erano ricche di colori: verde chiaro ottenuto dalla malachite, rosso cinabro, arancio estratti dall’ocra, giallo dalla zafferano, viola dal manganese, azzurro da Sali di rame, indaco dall’indigofera tinctoria, bruno da argille e bianco da carbonato basico di piombo. Queste polveri colorate erano tenute in tavolozze di avorio o metallo con scomparti separati atti ad ospitare ognuna un colore e scomparti vuoti dove si potevano miscelare due o più colori insieme. I colori erano miscelati a grassi, resine o saliva in modo da aderire perfettamente alla pelle.

FONTE www.vesuviolive.it di Arianna Abbro 

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SEZ. RICETTE Gli Struffoli

24 Dicembre 2021, 15:25pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Gli Struffoli

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti

  • 550 gr di farina
  • 50 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 50 ml di Brandy
  • 1 scorza di limone (1 limone)
  • 1 scorza di arancia (1 arancia)
  • 1 pizzico di sale
  • 400 gr di miele
  • olio di arachide per friggere qb
  • 100 gr di canditi (ciliegie, arancia, cedro)
  • codette colorate (argento, oro, colori vari) qb
  • Tempo Preparazione: 60 Minuti
  • Tempo Cottura: 5 Minuti
  • Tempo Riposo: 4 ore
  • Dosi: 10 Persone
  • Difficoltà: Impegnativa

Preparazione

Setacciate la farina e il lievito in una terrina. Aggiungete il burro (precedentemente sciolto e intiepidito), la scorza del limone e dell’arancia grattugiata, lo zucchero, il brandy e il pizzico di sale. Amalgamate con una spatola fino a formare un composto a briciole.

A questo punto aprite le uova nel recipiente e continuate ad amalgamare. Una volta che l’impasto avrà raggiunto consistenza trasferitelo su un piano di lavoro infarinato.

Impastate bene ed energicamente fino ad ottenere un panetto di pasta omogeneo che dovrete lasciare riposare in un luogo tiepido per 30 minuti.

Passato il tempo riprendete la pasta e mettetela su un piano infarinato. Stendetela piuttosto spessa e, con l’aiuto di un coltello, ricavatene dei cordoncini di circa 1 cm di diametro.

Tagliateli per ottenere tanti cubetti uguali. Passateli tra le mani e arrotondateli fino a formare delle palline. Fate attenzione a creare gli struffoli tutti di dimensioni uguali.

Scaldate abbondante olio di arachide in un tegame di acciaio dai bordi alti. Arrivati a 180 °C friggeteci dentro gli struffoli.

È importante che ne friggiate pochi alla volta, in modo da poter controllare meglio la cottura. Quando avranno assunto un bel colore dorato e uniforme, scolateli su carta assorbente e fateli raffreddare.

In un altro tegame fate scaldare il miele assieme ad un bicchierino d’acqua facendolo andare sul fuoco fino a che non si sarà liquefatto. A quel punto toglietelo dal fuoco e unite le codette colorate e i canditi. Tenete tuttavia da parte qualche zuccherino e i canditi di ciliegia.

Prendete gli struffoli fritti e immergeteli tutti nel tegame con il miele. Amalgamate bene affinché ogni pallina venga ben avvolta dal miele.

Quando il miele è ancora caldo, toglieteli dal tegame e date la forma che preferite ai vostri struffoli su un piatto da portata. Le forme più classiche sono a piramide, a cupola, a ciambella o ad albero di Natale. Decidete voi quella che preferite.

Terminate la vostra composizione decorando ancora con le ciliegie candite e qualche zuccherino colorato.

 

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festività

24 Dicembre 2021, 15:14pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

POSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festivitàPOSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festivitàPOSITANO E PRAIANO NEWS Positano bellissimo programma per le festività

INSERITO DA MORENA MOTTA Positano, perla della Costiera amalfitana non a caso, per queste festività natalizie un bellissimo e ricco programma con eventi tutti i giorni fra Natale, Capodanno e l’Epifania. Oggi abbiamo Nascette lu Messia alle 16:00 presso la Chiesa di Santa Margherita.

Per l’ingresso occorre il Green pass come per legge e gli accessi saranno consentiti fino ad esaurimento posti nel rispetto delle normative . Ricordiamo che per le disposizioni anti Covid e le ordinanze della Regione Campania non ci saranno eventi all’aperto, ma Positano è straordinaria nella sua bellezza a Natale.

FONTE www.positanonews.it

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SARDEGNA E CORSICA NEWS 5 curiosità sulla Corsica

24 Dicembre 2021, 15:09pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SARDEGNA E CORSICA NEWS 5 curiosità sulla Corsica

INSERITO DA MORENA MOTTA 1. La Bandiera Testa Mora

La bandiera della Corsica è il simbolo di libertà. Simile alla bandiera della Sardegna, fu utilizzata dal generale Pasquale Poli nel 1755 modificando una precedente versione che raffigurava lo stesso moro ma con gli occhi bendati: il generale volle togliere la benda come simbolo della ritrovata liberazione dell’isola e fu utilizzata da allora come bandiera ufficiale.

2. Che lingua è il Corso?

​È una lingua romanza parlata in Corsica e nel nord della Sardegna. Deriva dal Toscano medievale ed è fortemente influenzata dai dialetti dell’Italia centrale e dal Ligure; la diffusione di questa lingua è molto limitata e si stima che la parlino ancora circa 100mila persone in Corsica ed ancora meno nell’entroterra della Francia che comunque ha riconosciuto la lingua come ‘lingua regionale dello stato francese’.

3. Occhio alle distanze!

Tutto in Corsica sembra vicino ed a portata di mano ma attenzione, le cose potrebbero essere diverse da quelle previste. Le strade della Corsica hanno mille e più curve e questo ti farà perdere molto tempo quindi prima di avventurarti verso una qualsiasi meta assicurati di calcolare il tempo per bene raddoppiando il tempo di percorrenza per queste strade che sono piccole e tortuose ma anche panoramiche e piene di scorci meravigliosi.

4. Le mucche in spiaggia?

Tra tutte le meravigliose spiagge della Corsica ce ne è una in particolare che non ti dimenticherai facilmente, la spiaggia di Rondinara. Questo posto che peraltro è meraviglioso grazie all’acqua turchese trasparente e alla sabbia bianca fine, è di solito pieno di turisti e … mucche! Si si, proprio mucche che tranquille e per nulla spaventate si aggirano per la spiaggia mangiando quello che trovano. I bagnanti non si sono mai lamentati (e neanche le mucche) tanto che questo luogo è divenuto famoso come ‘la spiaggia delle mucche’ e loro stesse sono diventate delle piccole ‘star’.

5. Ma quante tartarughe ci sono?

Se sei un amante degli animali allora devi venire in Corsica non solo per le mucche ma anche per le tartarughe! Vicino ad Ajaccio è stato istituito un centro chiamato ‘A Cupulatta’ per la protezione e riproduzione delle tartarughe unico in Europa che ospita più di 150 specie e conta oltre 3000 esemplari. Qui potrai ammirare ogni tipo di tartaruga da quelle di terra a quelle giganti marine provenienti dalle Galapagos e dalle Seychelle ed ammirare perfino le incubatrici dove gli esperti tengono le preziose uova che daranno vita a nuovi ospiti del centro.   

FONTE https://it.netferry.com

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