Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MIKI PAPPACODA Vico Equense- Oramai la città assiste inerme al lento declino del proprio ospedale. La politica a tutti i livelli, locale e regionale, ha alzato le mani, riconoscendo pubblicamente il proprio stato di impotenza, ma ha preferito l’autoconservazione di se stessa e del proprio potere, piuttosto che lottare. Attesa e dialogo. Non presa di posizione. Questa è la linea scelta. Chiuso nell’ottobre del 2020, per consentire al personale medico in servizio di andare a potenziare l’organigramma dell’ospedale di Boscotrecase, tramutato in Covid Hospital, a distanza di 15 mesi non c’è ancora alcun segnale di una possibile riapertura del pronto soccorso dell’ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense. A oggi ancora non si sa se e quando riaprirà i battenti. Parliamo di un nosocomio che, insieme a quello di Sorrento, è un riferimento importante per i cittadini della Costiera. In 15 mesi la politica a tutti i livelli non è stata capace di sbloccare questa situazione. Oggi il quotidiano Il Mattino dedica al nosocomio vicano un lungo articolo definendolo “ospedale fantasma”. “Reparti semivuoti – si legge nell’articolo di Massimiliano D’Esposito - con medici e infermieri quasi del tutto inoperosi mentre le liste di attesa di chi aspetta di essere sottoposto ad un intervento chirurgico si allungano. Il De Luca e Rossano di Vico Equense assume sempre più i connotati di un ospedale fantasma. Pochi degenti ricoverati nelle diverse unità operative della struttura e, soprattutto, nessun caso di pazienti Covid. Una situazione ideale per sfoltire i lunghi elenchi formati dai malati di Vico Equense e dell'intera penisola sorrentina che attendono da settimane se non da mesi di finire sotto i ferri per operazioni considerate non urgenti. Invece niente.” Il motivo di tutto ciò? La direttiva regionale dello scorso 10 gennaio che impone lo stop ai ricoveri dello scorso 10 gennaio. Con lo stesso provvedimento l’unità di crisi della Regione Campania ha disposto che il personale che si libera dalla gestione ordinaria deve essere destinato all'attività di ricovero e trattamento dei pazienti Covid.
“Al De Luca e Rossano, - continua l’articolo - peró, non ci sono malati alle prese con il virus. Gli unici degenti sono quelli entrati in 0pedale per gravi patologie, le future mamme o coloro che arrivano da altri presidi al limite della capienza. Malati che necessitano di cure, certo, ma che impegnano comunque poco personale, soprattutto chirurghi e rianimatori. Ci sarebbero, insomma, le condizioni per occuparsi di chi da tempo attende di essere sottoposto ad interventi di elezione. Invece le sale operatorie rimangono chiuse e le liste di attesa si allungano con il rischio che situazioni considerate non di emergenza poi possono diventarlo proprio a causa dei ritardi.”
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Accusa un malore mentre si trova al volante e finisce con il furgone contro la vetrata di un negozio di arredamenti per la casa. L'incidente si è verificato ad Aprilia intorno alle 10.30 sulla complanare della Pontina, all'altezza di Montarelli. L'uomo, un 62enne, aveva appena terminato uno scarico nel vicino bar ma poi ha accusato un malore ripartendo con il mezzo, finendo per distruggere la vetrata dello store. Un'ambulanza del 118 lo ha trasportato al pronto soccorso per accertamenti, l'uomo comunque era cosciente al momento del trasporto e non dovrebbe aver riportato particolari ferite. Sul posto per i rilievi gli agenti della polizia locale. CIOCIARIAOGGI.IT
a cura di Miki Pappacoda L’aragosta alla grigliaè un gustosissimo secondo piatto che si prepara con la regina del mare insaporita con una marinata di olio e limone. Si tratta di una portata molto raffinata e allo stesso tempo semplice da preparare. E se amate l’aragosta, ecco la ricetta per cucinarlaalla parigina.
Come fare l’aragosta alla griglia
La deliziosaaragosta alla grigliasi realizza aprendo le aragoste nel senso della lunghezza e posandole poi sulla griglia dal lato del dorso, ungendo la polpa con olio e succo di limone. Andranno poi cotte dal lato della polpa e servite calde in tavola con un poco della marinata come condimento. Ecco tutti i passaggi.
DIFFICOLTÀ: BASSA VINO: PROSECCO DI CONEGLIANO DOSI: 4 CUCINA REGIONALE: - TEMPO: 10 min di preparazione 25 min di cottura COSTO: ALTO Oppure ti potrebbero interessare SECONDI PIATTI DI PESCE Aragosta alla catalana FACILE 1h 10 m SECONDI PIATTI DI PESCE Aragosta bollita FACILE 30 m Ingredienti Aragosta 1 kg Limoni 1 Olio extravergine d'oliva q.b. Sale q.b. Pepe q.b.
Preparazione Per prima cosa pulite e tagliate in due le aragoste con un colpo secco lungo il dorso, mettendole sulla gratella con il guscio rivolto verso la brace Preparate poi una marinata a base di olio, succo di limone, sale e pepe e ungete la polpa delle aragoste, rigirandole dopo 5 minuti circa Grigliate lentamente le aragoste per una ventina di minuti, girandole spesso e spennellando sopra e sotto con la marinata: servitele in tavola ben calde
di Giovanni Farzati C'è sempre qualcosa di straordinario in una foto 🌴 La facciata della Congrega di Perdifumo, prima del discusso rifacimento del 1976.
INSERITO DA GIOVANNI FARZATI Ecco perché l’Unione europea vuole che il 25% dei campi sia bio; L’agroecologia assicura vantaggi dal punto di vista nutrizionale, ambientale e sociale. È un dato di fatto che il sistema di tipo industrializzato attualmente dominante in agricoltura è insostenibile, perché ha un impatto negativo sull’ambiente e non è stato in grado né di alleviare il problema della fame nel mondo né di migliorare le condizioni economiche di gran parte degli agricoltori.Quindi, non bisogna produrre di più; bisogna produrre meglio, con maggiore efficienza e minore impatto ambientale, riducendo la distanza tra luoghi di produzione e consumo, adottare diete più salutari, e soprattutto favorire la ridistribuzione del cibo, per far sì che tutti abbiano sempre cibo sufficiente e di buona qualità. Un importante studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista medica The Lancet, ha evidenziato che se reindirizzassimo le diete e i sistemi produttivi in senso sostenibile, già adesso ci sarebbe cibo sufficiente per sfamare oltre 10 miliardi di persone. Inoltre, potremmo ridurre di oltre il 20% il numero di morti per malattie legate a disordini alimentari, pari a circa 11 milioni di vite umane all’anno. Come aumentare la fertilità del suolo L’agroecologia, paradigma emergente a cui si rifanno vari modelli produttivi tra cui l’agricoltura biologica, viene attualmente riconosciuto come l’approccio più promettente per reindirizzare i sistemi agro-alimentari verso la sostenibilità. Agroecologia significa produrre utilizzando tecniche che valorizzano le risorse naturali (suolo, energia solare, acqua, biodiversità) e le sinergie tra le componenti dell’agroecosistema (microrganismi, piante, animali), riducendo fortemente gli input per ottenere produzioni stabili e di elevata qualità, da sistemi diversificati resilienti ai cambiamenti climatici. Una recente meta-analisi pubblicata su Science ci dice che, nelle colture di pieno campo (es. cereali), con sistemi agricoli diversificati – compresi quelli biologici – nel 63% dei casi è stato possibile sia aumentare la produzione che migliorare la fornitura di servizi ecosistemici, come la fertilità del suolo, l’impollinazione e il controllo dei parassiti delle colture con i loro antagonisti naturali Tutte queste evidenze sono state puntualmente raccolte dalla Commissione Europea che, attraverso il Green Deal e le Strategie Farm to Fork e Biodiversity 2030, intende favorire la transizione agroecologica dei sistemi agro-alimentari nell’UE. Queste indicazioni programmatiche dovranno essere raccolte dagli Stati Membri attraverso le misure di sostegno della prossima Politica Agricola Comunitaria, applicate a scala nazionale e regionale. È bene ricordare che la Strategia Farm to Fork prevede che nel 2030 il 25% delle superfici agricole dell’UE siano coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica; pertanto, l’approvazione della nuova legge italiana sul biologico capita proprio nel momento più opportuno. Gli effetti sulla salute I detrattori dell’agricoltura biologica sostengono che non esistano evidenze scientifiche che dimostrino la superiorità dei prodotti biologici su quelli convenzionali in termini di qualità ed effetto sulla salute umana: le cose non stanno esattamente così. Una rassegna sistematica della letteratura scientifica pubblicata nel 2012 non ha evidenziato differenze tra prodotti biologici e convenzionali nel rischio di contaminazione da colibatteri (frutta, verdura e grani) o batteri patogeni (prodotti a base di carne); invece, il rischio di contaminazione da residui di pesticidi era largamente inferiore nei prodotti biologici. Inoltre, batteri resistenti agli antibiotici sono stati isolati in misura maggiore nei prodotti convenzionali, a causa del maggior utilizzo di antibiotici negli allevamenti intensivi, ulteriore loro fattore di rischio per la salute umana oltre a quello legato alla possibilità di diffusione di zoonosi. Un’altra rassegna bibliografica pubblicata nel 2017 ha evidenziato una qualità generalmente migliore dei prodotti biologici per il maggior contenuto in vitamine, carotenoidi e sostanze antiossidanti (frutta, verdura e cereali) e in acidi grassi benefici (latte e carne), e per il minor contenuto in cadmio, residui di pesticidi e micotossine (cereali). Al contrario, i prodotti convenzionali risultavano in genere migliori per il contenuto in proteine e amminoacidi (frutta, verdura e cereali) e in iodio e selenio (latte). Lo stesso studio ha poi evidenziato numerosi effetti benefici del consumo regolare di alimenti biologici sulla salute, come la minore incidenza di preeclampsia nelle donne in gravidanza, la maggiore quantità e migliore qualità dello sperma (interessante notare che si è osservato lo stesso effetto anche negli agricoltori biologici rispetto a quelli convenzionali) e la minor incidenza di malattie cardiovascolari. Invece, non sono state osservate differenze significative tra consumatori di cibo biologico e convenzionale per l’incidenza di diversi tipi di tumore. Un articolo del 2019 dimostra come bastino soli 6 giorni dal passaggio da dieta convenzionale a biologica per ridurre la concentrazione urinaria di pesticidi e loro metaboliti tra il 37 e il 95%. La gestione biologica dei terreni agricoli ha anche effetti positivi indiretti sulla salute, ad esempio aumentando la diversità dei microrganismi del suolo e la presenza di scarabei stercorari che, degradando o consumando le deiezioni dei suini, riducono la presenza di colibatteri patogeni per la specie umana. Questo è un bell’esempio del cosiddetto approccio “One Health”, cioè di come la salute ambientale, animale ed umana siano strettamente interconnesse. 40 mila custodi di piante a rischio estinzione L’agricoltura biologica, e più in generale l’agroecologia, sono uno straordinario volano per la crescita socio-economica e il recupero e la valorizzazione dei territori rurali e peri-urbani, grazie alla loro attenzione alla riconnessione tra produttori e consumatori attraverso filiere locali. In Italia abbiamo circa 40.000 aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione, e la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometro zero, con circa 10.000 punti vendita dove acquistare prodotti alimentari locali. Molti di questi esempi coinvolgono produttori biologici e agroecologici. È importante poi riflettere anche sull’impatto paesaggistico di sistemi agricoli estremamente semplificati come quelli tipici del modello industriale (es. Val Padana). L’agricoltura biologica, che è uno dei settori trainanti dell’intero comparto agro-alimentare italiano con una crescita annuale dei consumi a due cifre, può ridurre il preoccupante fenomeno del consumo di suolo agricolo per altri usi (urbano, industriale, commerciale). Inoltre, permette di rimettere a coltura terreni marginali o abbandonati, fenomeno causato dai limiti del modello agricolo industriale, consentendo al contempo di prevenire il dissesto idrogeologico grazie al mantenimento della presenza e dell’attività umana in collina e in montagna. Dati Eurostat e della Commissione Europea ci dicono che l’agricoltura biologica è il migliore antidoto all’abbandono delle terre agricole: i principali indicatori socio-economici negativamente correlati al tasso di abbandono (es. maggiore istruzione, minore età, maggiore ampiezza aziendale, maggior valore aggiunto delle produzioni) sono tipici degli operatori e delle imprese biologiche. Come si vede, numerosi fattori di ordine agronomico, ambientale e socio-economico ci suggeriscono che puntare sullo sviluppo dell’agricoltura biologica e dell’agroecologia è una scelta vincente per un Paese come il nostro che ha nella diversità e nelle eccellenze agro-alimentari due elementi fondanti. L’agroecologia e i sistemi che a essa si ispirano si basano su un elevato livello di conoscenza e di innovazione, anche tecnologica. Ecco perché è importante assecondarne lo sviluppo attraverso l’approvazione di una buona legge che permetterà al settore un ulteriore scatto in avanti, promuovendo la ricerca, la formazione e la creazione di reti di imprenditori e di conoscenze. Di tutto questo potranno beneficiare anche gli agricoltori e allevatori convenzionali, reindirizzando le loro attività verso modelli più virtuosi e sostenibili, come quelli della vera agricoltura “integrata”, che a tutt’oggi è minoritaria. (di Paolo Bàrberi, Professore di Agronomia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, esperto Efsa) 💥HuffPost
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sorrento- Biodiversità parola introdotta per la prima volta nel lontano 1968 dall’entomologoRaymond Dasmann, rappresenta la ‘diversità della vita’ sul nostro pianeta, su tutti i livelli possibili. Slow Food ha fatto di questa parola il fulcro delle sue battaglie indirizzate a difendere una alimentazione più sana, non omologata dal boom dell’agricoltura industriale del ‘900, attraverso un ripensamento dello stile di vita, resiliente e radicato nelle culture locali frutto di secoli di adattamenti. Slow Food Costiera Sorrentina e Capri da anni mette in campo azioni per contrastare la graduale scomparsa di un patrimonio gastronomico legato ad un paesaggio agrario caratterizzato da varietà vegetali e specie animali in via di estinzione a causa delle logiche produttive dei mercati, quali il noce di Sorrento e l’arancio biondo sorrentino. A questo scopo mercoledì 16 febbraio ritorna a Villa Fiorentino lo Spremuta Day , l’iniziativa di Slow Food rivolta ai piccoli delle primarie, realizzata in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente del Comune di Sorrento, con Fondazione Sorrento e da quest’anno con Penisolaverde Spa nell’ambito della manifestazione “SorrentoOrangeWeek”, l’evento nato per incentivare la trasformazione e il consumo delle arance raccolte dalle alberature pubbliche sorrentine. “ Con estremo piacere collaboriamo da anni con Slow Food - dichiara Luigi Cuomo Presidente Penisolaverde Spa - condividendo le finalità delle iniziative promosse dalla storica associazione che difende da anni le tradizioni alimentari e di coltivazione locali.
Lo Spremuta Day è una delle iniziative che meglio incarna le idee di lotta allo spreco alimentare e riduzione degli scarti "Lo Spremuta Day” vede ospiti gli alunni delle scuole elementari e medie degli istituti sorrentini, ha lo scopo di promuovere la conoscenza ed il consumo delle arance sorrentine sotto forma di succo, esaltandone le caratteristiche nutrizionali e le proprietà benefiche dell’agrume attraverso un percorso ludico-educativo pensato ad hoc per i più piccini che va dall’assaggio guidato, al gioco, al riconoscimento delle etichette . “ Finalmente il mondo dell’agricoltura e quello dell’ambiente - dichiara l’assessore all'agricoltura stellato Alfonso Iaccarino - stanno portando alla conoscenza le problematiche della biodiversità. Da anni in modo amorevole abbiamo praticato a tavola questa forma di resistenza, ma ora dobbiamo trasmettere ai giovani sin da piccoli questa consapevolezza ” L’arancio biondo sorrentino, registrato nell’Arca del Gusto di Slow Food, la cui coltivazione in penisola, pare risalire addirittura al 1300, ha un gusto straordinario, molto riconoscibile, piacevole ed equilibrato. Purtroppo a causa della presenza di piccoli semi, ma anche dell’abbandono progressivo dell’agricoltura sorrentina a favore di altri comparti, non trova più una sua collocazione sul mercato. Dichiara Mauro Avino, Presidente di Slow Food Costiera Sorrentina e Capri - “ Il declino del consumo delle nostre arance, l’impoverimento della biodiversità agricola locale, sono le conseguenze delle logiche di un mercato globalizzato che non contempla l’attenzione alle microeconomie locali, alla salute dell’ambiente e a quel paesaggio agrario che noi dovremmo invece considerare come bene comune al servizio del comparto turistico” La conseguenza è che non offrendo più una giusta remunerazione ai pochi contadini che lo coltivano, si sta sostituendo con il più remunerativo limone sorrentino, l’agrume che, grazie al lavoro dell’unico consorzio presente, rimane ancora una solida realtà sullo scenario nazionale ed internazionale, ma l’arancio va salvato perché rappresenta la nostra identità e quella non ha prezzo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Anche la Penisola Sorrentina scende in campo nella lista che ha tra i punti di intervento il lavoro e l’ambiente grazie all’adesione di Azione in Comune
Massa Lubrense- C’è anche la Penisola Sorrentina in “Comuni Protagonisti. Uniti per lavoro ambiente e diritti”, ovvero la lista che si presenterà alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Città metropolitana di Napoli che si terranno il 13 marzo prossimo. Azione in Comune, l’associazione politica, sociale e culturale di Massa Lubrense, figura tra le forze civiche e politiche che hanno aderito al progetto. L’iniziativa, infatti, raccoglie quei movimenti e organizzazioni già impegnati nelle amministrazioni locali dei comuni dell’area metropolitana che vogliono dare tra gli altri priorità ai temi del lavoro e dell’ambiente, sfruttando numerose e variegate esperienze civiche e politiche di sinistra che trovano espressione nei Consigli comunali. Il progetto ha già registrato l’adesione di tante realtà dell’area metropolitana, tra le quali Azione in Comune – Massalubrense, Con il Lavoro, demA, Liberiamo Fratta – Frattamaggiore, Napoli 20 30, Polis Giugliano, Pozzuoli ORA, Rete dei Comuni Free, Rinascita Pomigliano, Spazio a sinistra - Bacoli, Un’Altra Città Quarto e varie altre che di giorno in giorno si stanno aggregando Il progetto politico “Comuni Protagonisti. Uniti per lavoro ambiente e diritti” intende dare peso e valore alle esperienze territoriali dell’area metropolitana di Napoli nell’agenda del Consiglio Metropolitano, unendosi in questa sfida e guardando a sfide future.
«Siamo da tempo in campo - si legge dal documento - per costruire un progetto politico attraverso una rete che tenga dentro tutte quelle realtà che negli anni hanno espresso delle rappresentanze in Consiglio comunale a seguito di battaglie sui territori, su temi quali la difesa dell’ambiente, la valorizzazione culturale, l’occupazione giovanile e del lavoro, la difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici, la legalità e la giustizia sociale a favore soprattutto dei più deboli». Temi che sono stati condivisi da tante forze civiche e da tanti Consiglieri comunali nel corso dell’ultimo decennio nel territorio provinciale e che questo progetto ha l’ambizione di rappresentare in Consiglio metropolitano. «La nostra – prosegue la nota - non sarà una lista di apparato ma popolare, che si pone l’obiettivo di dare voce a chi non l’ha mai avuta nel corso di questi anni e che è stato costretto ad affidarsi a questo o quel partito pur di vedere affrontate le problematiche del proprio territorio. Queste elezioni - conclude la nota- non riguardano soltanto la città di Napoli. Bisogna fare in modo che la Città metropolitana sia composta da un Consiglio realmente rappresentativo del territorio metropolitano» Tra i principali temi posti al centro della proposta elettorale vi è anche la gestione dei fondi del PNRR destinati ai Comuni, i quali transiteranno per l'Ente di Piazza Matteotti. «Questo progetto - prosegue il documento - non guarda con diversità aprioristica nessuna proposta. A partire dalla gestione delle risorse per far in modo da canalizzare correttamente i finanziamenti, e più in particolare, quelli derivanti dal PNRR. Riteniamo che i Comuni debbano essere resi protagonisti, in un’ottica di insieme che vada a valorizzare le singole peculiarità ma, al tempo stesso, anche quegli elementi caratterizzanti, condivisi da più Comuni di una stessa area territoriale. Questo potrà essere garantito soltanto se il Consiglio metropolitano darà voce ai territori recependo le varie istanze». Infine l’appello: «Esortiamo tutti quei Consiglieri comunali protagonisti e attivi nei rispettivi Consigli comunali a unirsi al nostro progetto per dare valore alle battaglie condotte con tanti sacrifici a favore del territorio di appartenenza. L’ambizione è quella di concretizzare il salto di qualità di tutti quei movimenti e di quelle esperienze che a fatica sono riusciti ad entrare in Consiglio comunale o a governare i territori e che oggi possono avere una voce oltre il Comune». Dichiara il gruppo promotore ed animatore di “Comuni Protagonisti. Uniti per il lavoro l’ambiente e i diritti”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vico Equense- Come in un unico coro tutta la città fa il tifo perPaolo Sorrentinoda quando ieri è giunta l'ufficialità che "È stata la mano di Dio" sarà candidato alla statuetta degli Oscar. Politici, registi: tutti uniti per sostenere il regista napoletano che ha donato alla città la sua opera più intima e commovente.Mara Carfagna,grande appassionata del regista, parla di "capolavoro tutto italiano" aggiungendo che si tratta di "un omaggio alla nostra amata Napoli, un successo di Paolo Sorrentino che - scrive sui social il ministro per il Sud – deve renderci orgogliosi.” In questo giorno di commenti non poteva mancare quello del direttore del Social World Film Festival di Vico Equense, il registaGiuseppe Alessio Nuzzo, al lavoro per organizzare la prossima rassegna del cinema sociale in programma d'estate. “Sono impazzito di gioia. – scrive Nuzzo sui social - La mia mente è volata subito indietro di 9 anni, quando al Festival de Cannes 2013, ho aspettato 5 ore in fila sotto ad un sole cocente per vedere in anteprima “La grande bellezza”. Non avevo l’invito è la mia unica speranza era la fila last second. Allora ero uno studente alla facoltà di medicina, da sempre appassionato di cinema e innamorato dei tuoi film “Il divo” ma soprattutto de “Le conseguenze dell’amore”. Al termine della proiezione – conclude Nuzzo - ho capito che la mia strada poteva essere un’altra, ho iniziato per la prima volta a pensare al cinema come ragione della mia vita. Grazie per avermi cambiato la vita.” A concorrere per la statuetta d’oro ancheVico Equense, che ha ospitato alcune riprese del film a villaGiusso AstapianaadArola.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale8.304casi di cui 661attualmente positivi, 7.600guariti e 43 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Da un paio di giorni sul territorio della Costiera Amalfitana sono state segnalate alle forze dell’ordine vari tentativi di truffa a discapito soprattutto di persone anziane. Pochi minuti fa la Locale Stazione dei carabinieri di Maiori ha diffuso la notizia di un truffatore fermato in auto con la refurtiva. I Carabinieri raccomandano di prestare molta attenzione e di diffidare di qualsiasi richiesta telefonica di denaro da parte di sedicenti corrieri, avvocati, amici o parenti. Nel caso in cui si dovesse avere il presentimento di essere contattati da un sospetto truffatore, o se si è stati vittime di truffe o raggiri, i militari dell’arma invitano a recarsi nella caserma più vicina e di denunciare l’accaduto. AMALFINOTIZIE