Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE La votazione sulla pregiudiziale di Fdi al dl Ucraina bis si terrà domani alle 10: lo ha annunciato all'Assemblea di Montecitorio, "apprezzate le circostanze" il vicepresidente Andrea Mandelli. La decisione è stata assunta sulla base del fatto che il numero legale sarebbe mancato per la terza volta a causa delle assenze dei deputati."Dalla discussione di oggi è emerso, sia nelle forze di maggioranza che in quelle di opposizione un senso di forte rammarico per il fatto che il testo sia arrivato 'blindato' e che verrà posta la questione di fiducia. Il rammarico nasce dalla consapevolezza che i deputati non abbiano potuto esprimersi ed esercitare al meglio il loro ruolo". Lo dichiara Nunzio Angiola, deputato di Azione e relatore al provvedimento all'esame della Camera. "Motivi di ulteriore recriminazione derivano anche dal fatto che la scadenza del decreto è fissata per il 20 maggio e che in commissione sia stata data appena un'ora per il deposito degli emendamenti e soltanto due per l'analisi e la votazione degli stessi. Un vero peccato perché la discussione tra i deputati, che in Senato ha portato a miglioramenti del testo, sarebbe stata un momento di confronto politico importante, pur in un momento molto delicato. Ci auguriamo perciò che questa anomalia non diventi la prassi e che nel frattempo, pur vivendo tempi difficili, continui a prevalere il senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche", aggiunge Angiola. "La maggioranza di Governo si è dimostrata estremamente superficiale su un provvedimento delicato come il decreto Ucraina. Le forze di Governo, nonostante possano contare sulla maggioranza più numerosa della storia della Repubblica Italiana, riescono a non permettere il raggiungimento del numero legale in Aula. Fratelli d'Italia è presente per rispettare il proprio ruolo d'opposizione costruttiva e per ricordare, alla maggioranza dei "migliori assenti", che il lunedì è un giorno lavorativo..." Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, deputato e capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Affari sociali della Camera. "Mandare aiuti economici e militari all'Ucraina" inizialmente era "giusto e lo abbiamo votato con convinzione". Ora "ulteriori invii di armi non penso siano la soluzione giusta. Il dialogo non si prepara con l'invio di altre armi". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell'incontro con il premier Mario Draghi. Non comment. "Se la guerra va avanti" Salvini ha sottolineato anche un altro dato: "Anche in Italia ci sarà una "strage di posto di lavoro". Il colloquio - si legge in una nota - si è incentrato sulla recente visita negli Stati Uniti, nel corso della quale è stato riaffermato l'impegno dell'Italia per la pace attraverso il sostegno all'Ucraina, l'imposizione di sanzioni alla Russia, la rinnovata richiesta di un cessate il fuoco e dell'avvio di negoziati credibili.
INSERITO DA ANGELA CECERE "Io voglio unire Oggi non ci si divide, chi divide fa il male del Paese, lo dico ai politici e ai giornalisti". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, nel suo intervento conclusivo della conferenza programmatica "E' L''Italia che vogliamo". Il centrodestra vince se unito: le divisioni aiutano il campo avverso. E' vero ovunque. Penso che la Lega ha l'onore e l'onere di offrire questo percorso a tutti gli alleati", afferma il leader leghista.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il premier Mario Draghi è in volo verso Washington. Il presidente del Consiglio, a quanto si apprende, è partito in mattinata da Roma. Alle 14 (ora locale) il capo del governo incontrerà il presidente degli Stati Uniti Joe Biden alla Casa Bianca. Il viaggio a Washington per Draghi sarà l'occasione per una visita domani al Congresso Usa con un incontro bipartisan con i parlamentari e un saluto alla speaker della Camera Nancy Pelosi, che aveva già incontrato lo scorso ottobre a Roma. Sempre domani il presidente del Consiglio avrà un incontro con la stampa presso l'ambasciata italiana, mentre in serata, prima di rientrare in Italia, il premier sarà all'Atlantic Council dove riceverà il Distinguished Leadership Award. SANZIONI, GAS E PACE PER L'UCRAINA, ECCO I DOSSIER SUL TAVOLO Schierati con Kiev, per difendere l'Ucraina e l'essenza stessa dei valori europei di libertà, di democrazia, e di pace. Mario Draghi mette a punto con i suoi consiglieri i dossier che affronterà con Joe Biden alla Casa Bianca, nella prima visita negli Usa da presidente del Consiglio. Ricorda i valori del Manifesto di Ventotene, nel giorno dell'Europa, "più attuali che mai di fronte all'invasione russa dell'Ucraina", e si prepara a sottolineare con il presidente Usa la necessità di pervenire al più presto a un "cessate il fuoco" per aprire un tavolo per la pace. Una priorità per gli alleati europei, e un percorso in cui la Ue può e deve avere un ruolo fondamentale. Draghi prima di partire per Washinton partecipa, a Roma, a via Caetani, alla commemorazione di Aldo Moro, poi segue dal suo studio a Palazzo Chigi l'atteso discorso di Emmanuel Macron in chiusura della Conferenza sul futuro dell'Europa. Superare i veti in Ue, riformare le regole rivendendo i trattati, come afferma anche Ursula Von der Leyen, sono i concetti che lo stesso premier ha illustrato a Strasburgo pochi giorni fa, nello stesso discorso in cui ha sottolineato che il Vecchio continente "può e deve avere un ruolo centrale nel favorire il dialogo". Per cambiare l'Europa servono "idealismo" e "pragmatismo", ripete Draghi nel messaggio a Ventotene. Lo stesso pragmatismo che lo porta a insistere nella ricerca della pace con la consapevolezza che finora Vladimir Putin non ha mai voluto davvero il dialogo. La posizione italiana sul conflitto Draghi l'ha illustrata anche ai colleghi del G7, collegati con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: aiuti, anche militari, a Kiev, piena condanna "per l'aggressione ingiustificata" della Russia, che va tenuta "sotto pressione" per convincere Mosca a sedere al tavolo di negoziati "credibili". Lo strumento resta quello delle sanzioni, con il sesto pacchetto che include anche l'embargo del petrolio che potrebbe essere approvato mercoledì a Bruxelles. L'Italia non si tirerà indietro di fronte a inasprimenti delle sanzioni, nemmeno se si dovesse arrivare allo stop al gas, mentre prosegue il piano per l'indipendenza dalle forniture russe. L'Italia, ha sottolineato anche l'ambasciatrice a Washington Mariangela Zappia, da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina è stata "in prima linea" su tutti i fronti, "riscuotendo grande apprezzamento" sull'altra sponda dell'Atlantico. Compreso "l'impegno eccezionale" per "incrementare l'approvvigionamento di petrolio e gas da fonti alternative alla Russia", che "ha già raggiunto risultati di rilievo". Anche il tema degli approvvigionamenti, compreso il Gnl americano, sarà sul tavolo dell'incontro con Biden: nello studio Ovale i due rilasceranno dichiarazioni alla stampa prima di concentrarsi sull'agenda, dominata dall'Ucraina non solo per l'andamento militare del conflitto ma anche per le sue ripercussioni economiche, a partire dall'inflazione, e per il rischio di una crisi alimentare collegata al perdurare della guerra. Nella due giorni a Washington per il premier ci sarà anche, mercoledì pomeriggio, una tappa a Capitol Hill, per un incontro bipartisan con la leadership del Congresso e con la speaker della Camera Nancy Pelosi (che Draghi ha già incontrato lo scorso ottobre a Roma), mentre in serata, prima di rientrare in Italia, il premier sarà all'Atlantic Council dove riceverà il Distinguished Leadership Award, premiato dal segretario Usa al Tesoro, Janet Yellen.
INSERITO DA ANGELA CECERE Palazzo Chigi ha reso noto le tappe della visita del Presidente del Consiglio Mario Draghi negli Stati Uniti. La partenza per Washington è prevista martedì mattina, 10 maggio. Il primo incontro ufficiale sarà con il presidente Biden alla Casa Bianca, nel primo pomeriggio (orario locale). Sarà l’occasione per riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato tra i due Paesi. L’ultimo incontro tra i due leader era stato a margine del Vertice G20 di Roma lo scorso ottobre. Prima del bilaterale i due Leader rilasceranno brevi dichiarazioni alla stampa nello Studio ovale. Durante l’incontro saranno discusse le “eccellenti relazioni bilaterali” e riaffermata la “solidità del legame transatlantico”. Si parlerà del coordinamento con gli Alleati sulle misure a sostegno del popolo ucraino e di contrasto all’aggressione della Russia. Un coordinamento che è costante, in continuità con i regolari contatti mantenuti anche in ambito Quint. L’incontro potrà offrire l’occasione per uno scambio di vedute sulle sfide globali di interesse comune, sui preparativi dei Vertici G7 e NATO in programma a giugno; sulla cooperazione in materia di sicurezza energetica, digitale, alimentare e di cambiamento climatico. Il Presidente Draghi l’11 maggio si recherà al Congresso, per un incontro bipartisan con la leadership del Congresso e con la Speaker Nancy Pelosi (che Draghi ha già incontrato lo scorso ottobre a Roma). In giornata ci sarà un incontro con la stampa organizzato presso l’Ambasciata italiana a Washington. Infine Mercoledi sera l’Atlantic Council conferirà al Presidente Draghi il Distinguished Leadership Award 2022. Il premio sarà consegnato dal Segretario americano al Tesoro Janet Yellen.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono ritocchi ma significativi quelli che una nuova riunione del Consiglio dei ministri ha apportato al decreto aiuti varato lunedì scorso. Non cambia la distribuzione dei 14 miliardi stanziati per sostenere famiglie e aziende alle prese con i contraccolpi della guerra in Ucraina, ma cambiano alcune misure chiave come il bonus da 200 euro per lavoratori, pensionati e disoccupati che ora si allarga anche a chi percepisce il reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali, agli autonomi e ai collaboratori domestici, esclusi nella prima stesura. Arriva poi il buono per i trasporti pubblici, da 60 euro, e vengono in parte riattivate le cessioni multiple di crediti, in modo che le banche possano smaltirli, anche se sempre con dei forti limiti per evitare le frodi. Tra aiuti per il caro materiali e interventi sul settore trasporti il ministero delle Infrastrutture calcola un intervento che sfiora i 10 miliardi. Ci sono poi i fondi per le imprese danneggiate dalla guerra che salgono a 150 milioni complessivi, perché ai 130 del ministero dello Sviluppo economico si aggiunge un fondo da 20 milioni per le imprese agricole istituito presso il ministero delle Politiche agricole. L' "indennità una tantum" da 200 euro, misura pensata per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie, arriverà con la busta paga di luglio. La riceveranno lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati con redditi fino a 35mila euro, ma grazie alla spinta dei ministri 5 Stelle e del dem Andrea Orlando arriverà anche ai percettori del reddito di cittadinanza e agli stagionali. E con le pressioni delle ministre Iv Elena Bonetti e di FI Mariastella Gelmini, anche i lavoratori autonomi avranno il bonus, ma sono ancora da definire forma e sostanza. Sul fronte lavoro resta in sospeso il tema dei salari, che secondo il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, va affrontato trovando un "un punto di approccio comune" tra forze politiche e forze sociali, datori di lavoro e sindacati, soprattutto in vista di un nuovo ciclo elettorale. "È chiaro che dobbiamo inventarci una nuova politica dei redditi", ha detto il ministro. Altra grande modifica inserita nel dl aiuti riguarda la cessione dei crediti da bonus edilizi: le banche potranno superare il limite numerico di cessioni fissato dalle varie strette, purché il credito venga venduto a clienti professionali che hanno un conto presso la banca stessa, oppure venga passato all'istituto capogruppo. Un allentamento dei vincoli che il mondo dell'edilizia chiedeva da tempo per rimettere in moto il meccanismo degli incentivi che negli ultimi mesi è andato a singhiozzo, visto che molte banche hanno raggiunto la capienza massima di crediti che sono in grado di assorbire. Per incentivare l'uso dei mezzi pubblici e mitigare gli effetti del caro energia sulle famiglie, il decreto istituisce poi un buono per studenti e lavoratori - con reddito sotto i 35mila euro - che viaggiano sui mezzi pubblici locali, regionali, interregionali e sui treni. Il buono, che può essere utilizzato per un solo acquisto, copre fino al 100% della spesa per gli abbonamenti e comunque non può superare i 60 euro. L'erogazione del buono avverrà con modalità informatica e sarà utilizzabile fino a dicembre. Il decreto prevede anche ulteriori risorse a favore delle Regioni per assicurare fino al 30 giugno 2022 i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale legati alle esigenze delle scuole, che a causa dell'emergenza sanitaria hanno previsto orari scaglionati per l'inizio delle lezioni fino alla fine dell'anno scolastico in corso. Infine, nel nuovo testo si aggiunge il sostegno alle aziende agricole che devono far fronte ai danni economici causati dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia. Viene istituito un fondo da 20 milioni di euro presso il ministero delle Politiche agricole, che erogherà contributi a fondo perduto alle imprese piccole e medie che hanno subito un calo del fatturato a causa della contrazione della domanda, dell'interruzione di contratti e della crisi delle catene di approvvigionamento.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Partito democratico torna alla carica in Senato con il ddl Zan, contro i reati di omotransfobia e discriminazione. "Una battaglia mai abbandonata", sono le parole del leader dem Enrico Letta che ripresenta lo stesso testo, approvato dalla Camera, ma affossato a palazzo Madama esattamente sei mesi fa. Il ddl sarà depositato a palazzo Madama, prima firma la capogruppo dem Simona Malpezzi "Nessun ultimatum, nessuna sfida, nessuna bandiera", scandisce Letta nel corso di una conferenza stampa di presentazione in Senato insieme ai parlamentari Pd, Alessandro Zan, Monica Cirinnà e Simona Malpezzi. L'intenzione, precisa è quella di "riannodare quel filo spezzato". Si torna dunque in Parlamento e si valuteranno anche eventuali modifiche, assicura, purché non stravolgano l'obiettivo: portare a casa una legge contro i crimini d'odio. Ma bisognerà farlo "entro la fine di questa legislatura, - sottolinea il leader dem - oppure sarebbe una sconfitta", perché "Il tema dei diritti è nel Dna del Pd", è "il futuro del partito". Il Partito democartico intanto organizza agorà digitali per una partecipazione dal basso "dopo questo percorso - spiega Zan - presenteremo proposte da presentare alle forze politiche". Una strada in salita, ne sono consapevoli i promotori del testo, che sperano forse di portare dalla loro parte almeno qualcuno tra i gruppi che sei mesi fa hanno sbarrato la strada al provvedimento: Lega, Fdi, Iv e Forza Italia. "E' stata una pagina brutta del Parlamento" afferma il segretario Letta portando alla memoria, "l'applauso di scherno" che seguì l'affossamento della legge il 27 ottobre scorso in Aula a palazzo Madama. Si è trattato, prova a minimizzare, di "un precipitare della situazione, in molti non si sono resi conto bene di quello che stava accadendo". Ora il Pd farà affidamento sui "Valorosi rappresentanti della commissione giustizia", una commissione, che però la stessa Cirinnà definisce "difficile". Manca ancora in Italia una legge contro i crimini d'odio, ricordano i parlamentari. "Non ce lo siamo dimenticati come non dimentichiamo le immagini tristi dell'occasione persa al Senato- - ricorda Malpezzi - Il percorso si è fermato tra urla, grida e applausi che hanno fatto giro del mondo. E' stato fermato, ma non ci siamo fermati noi e il Paese che ha chiesto a gran voce di andare avanti". "Finché c'è legislatura c'è speranza, - chiosa infine Zan - una legge contro i crimini d'odio esiste in tutta Europa, tranne n Italia, Ungheria e Polonia. E l'Italia non può diventare l'Ungheria di Orban"
INSERITO DA ANGELA CECERE Il premier Mario Draghi a Strasburgo. Il presidente del Consiglio è arrivato nella sede del Parlamento Europeo, per l'intervento in plenaria alle 11.30. Draghi è stato accolto dalla presidente Roberta Metsola. È la seconda volta che Draghi si reca a Strasburgo nella sede in qualità di primo ministro. Il 17 gennaio scorso aveva partecipato alla cerimonia di commemorazione di David Sassoli, scomparso mentre era ancora presidente dell'Aula. Draghi a Strasburgo, il discorso «Sono davvero felice di essere qui, nel cuore della democrazia europea. Voglio prima di tutto rendere omaggio alla memoria di David Sassoli, che ha presieduto il Parlamento Europeo in anni difficilissimi. Durante la pandemia, il Parlamento ha continuato a riunirsi, discutere, decidere, a testimonianza della sua vitalità istituzionale e della guida di Sassoli. Sassoli non ha mai smesso di lavorare a quello che definì nel suo ultimo discorso al Consiglio Europeo, un 'nuovo progetto di speranza' per 'un'Europa che innova, che protegge, che illumina'. Lo ha detto il premier Mario Draghi al Parlamento Europeo. «La guerra in Ucraina pone l'Unione Europea davanti a una delle più gravi crisi della sua storia. Una crisi che è insieme umanitaria, securitaria, energetica, economica». Con il Covid «abbiamo approvato il Next Generation EU, il primo grande progetto di ricostruzione europea, finanziato con il contributo di tutti, per venire incontro alle esigenze di ciascuno. La stessa prontezza e determinazione, lo stesso spirito di solidarietà, ci devono guidare nelle sfide che abbiamo davanti», ha aggiunto. «Le istituzioni europee che i nostri predecessori hanno costruito negli scorsi decenni hanno servito bene i cittadini europei, ma sono inadeguate per la realtà che ci si manifesta oggi davanti». Ha detto il presidente del Consiglio intervenendo alla plenaria. «Abbiamo bisogno di un federalismo pragmatico, che abbracci tutti gli ambiti colpiti dalle trasformazioni in corso: dall'economia, all'energia, alla sicurezza. Se ciò richiede l'inizio di un percorso che porterà alla revisione dei Trattati, lo si abbracci con coraggio e con fiducia», ha aggiunto. «L'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia ha rimesso in discussione la più grande conquista dell'Unione Europea: la pace nel nostro continente». Ha detto il premier. «Una pace basata sul rispetto dei confini territoriali, dello stato di diritto, della sovranità democratica; sull'utilizzo della diplomazia come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati». «Dobbiamo sostenere l'Ucraina, il suo governo e il suo popolo, come il Presidente Zelensky ha chiesto e continua a chiedere di fare. In una guerra di aggressione non può esistere alcuna equivalenza tra chi invade e chi resiste».«L'Italia, come Paese fondatore dell'Unione Europea, come Paese che crede profondamente nella pace, è pronta a impegnarsi in prima linea per raggiungere una soluzione diplomatica».«L'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia ha rimesso in discussione la più grande conquista dell'Unione europea: la pace nel nostro Continente. Una pace basata sul rispetto dei confini territoriali, dello Stato di diritto, della sovranità democratica; sull'utilizzo della diplomazia come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati; sul rispetto dei diritti umani, oltraggiati a Mariupol, a Bucha, e in tutti i luoghi in cui si è scatenata la violenza dell'esercito russo nei confronti di civili inermi. Dobbiamo sostenere l'Ucraina, il suo governo e il suo popolo, come il presidente Zelensky ha chiesto e continua a chiedere di fare. In una guerra di aggressione non può esistere alcuna equivalenza tra chi invade e chi resiste». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando al Parlamento europeo. «Vogliamo che l'Ucraina -ha aggiunto- resti un Paese libero, democratico, sovrano. Proteggere l'Ucraina vuol dire proteggere noi stessi e il progetto di sicurezza e democrazia che abbiamo costruito insieme negli ultimi settant'anni». «Abbiamo reso l'Ue uno spazio non solo economico, ma di difesa dei diritti e della dignità dell'uomo. È un'eredità che non dobbiamo dissipare». Così il premier Mario Draghi al Parlamento Europeo. «Ora è il momento di portare avanti questo percorso. Il 9 maggio si conclude la Conferenza sul Futuro dell'Europa e la Dichiarazione finale ci chiede di essere molto ambiziosi. Vogliamo essere in prima linea per disegnare la nuova Europa. In un quadro geopolitico divenuto improvvisamente molto più pericoloso e incerto, dobbiamo affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini». «La piena integrazione dei Paesi che manifestano aspirazioni europee non rappresenta una minaccia per la tenuta del progetto europeo. È parte della sua realizzazione. L'Italia sostiene l'apertura immediata dei negoziati di adesione con l'Albania e con la Macedonia del Nord, in linea con la decisione assunta dal Consiglio Europeo nel marzo 2020. Vogliamo dare nuovo slancio ai negoziati con Serbia e Montenegro, e assicurare la massima attenzione alle legittime aspettative di Bosnia Erzegovina e Kosovo. Siamo favorevoli all'ingresso di tutti questi Paesi e vogliamo l'Ucraina nell'UE». «La guerra in Ucraina ha mostrato la profonda vulnerabilità di molti dei nostri Paesi nei confronti di Mosca. L'Italia è uno degli Stati membri più esposti». «Una simile dipendenza energetica è imprudente dal punto di vista economico, e pericolosa dal punto di vista geopolitico. L'Italia intende prendere tutte le decisioni necessarie a difendere la propria sicurezza e quella dell'Europa. Abbiamo appoggiato le sanzioni che l'Ue ha deciso di imporre nei confronti della Russia, anche quelle nel settore energetico. Continueremo a farlo con la stessa convinzione in futuro». «Sin dall'inizio della crisi, l'Italia ha chiesto di mettere un tetto europeo ai prezzi del gas importato dalla Russia. Mosca vende all'Ue quasi due terzi delle sue esportazioni, in larga parte tramite gasdotti che non possono essere riorientati verso altri acquirenti. La nostra proposta consentirebbe di utilizzare il nostro potere negoziale per ridurre i costi esorbitanti che oggi gravano sulle nostre economie. Questa misura consentirebbe di diminuire le somme che ogni giorno inviamo a Putin, e che inevitabilmente finanziano la sua campagna militare». Metsola a Draghi: suo lavoro ha dato fiducia a cittadini e banche «Il suo lavoro ha dato fiducia a cittadini ed alle banche e oggi possiamo contare sulla sua perizia nel momento in cui l'Europa affronta altre sfide esistenziali come la guerra in Ucraina, è un altro momento »whatever it takes«. Cosi la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nell'apertura della sessione plenaria rivolgendosi al presidente del consiglio italiano, Mario Draghi.
INSERITO DA ANGELA CECERE È bufera su Mediaset per l'intervista al ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, andata in onda ieri a Zona Bianca su Retequattro. La politica si divide sull'opportunità di dare spazio all'esponente del governo di Mosca con la sua prima intervista a una tv europea dal via alla guerra in Ucraina ma anche sulle modalità della sua conduzione da parte di Giuseppe Brindisi, accusato di aver lasciato troppa libertà di parola al suo interlocutore senza contraddire le sue affermazioni più contestate. Draghi su Lavrov: aberrante Sul tema è intervenuto anche il premier Mario Draghi che durante la conferenza stampa sul Dl Aiuti non si è sottratto alle domande. «Prima di tutto parliamo di un Paese dove c'è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a Paese dove non c'è liberta espressione - ha sottolineato il presidente del Consiglio - In Italia c'è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti. Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena» Il comizio «La televisione trasmette liberamente queste opinioni - ha aggiunto Draghi - Si è parlato di intervista ma in realtà è stato un comizio. Bisogna chiedersi se è accettabile di invitare una persona che chiede di essere intervistato senza nessun contraddittorio. Non è granché, non è granché professionalmente, fa venire in mente strane idee, non è granché»
INSERITO DA ANGELA CECERE La presidente di Fratelli d’Italia chiude la Conferenza programmatica: «Gli altri sono surfisti, noi siamo navigatori. Abbiamo ben presente la rotta» La mancanza di chiarezza non è un difetto Giorgia Meloni. La Leader di Fratelli d'Italia durante la tre giorni del suo partito a Milano non ha fatto mistero di puntare al governo del paese, guardando alle elezioni politiche del 2023 con grande fiducia. E dal palco meneghino non è mancato un appello alla sincerità nei confronti degli alleati: «Si vince e si perde insieme, ora serve chiarezza». La leader di Fratelli d'Italia lancia una sorta di “ultimatum” al centrodestra: «Vogliamo dare orgoglio a questa nazione: penso, spero di farlo con il centrodestra, ma lo faremo comunque». «Siamo pronti a salpare per un nuovo viaggio che porterà le idee dei conservatori al governo del Paese - ha detto -. Ci vuole molto coraggio ed essere un po’ visionari. La storia l’hanno fatta quelli così. La storia non è per i vigliacchi. Sono fiera di quello che abbiamo costruito, della credibilità che ci siamo saputi guadagnare, preferendo sempre la strada più ripida. Non andremo al governo a tutti i costi. Non ci svendiamo. Non ci siamo andati perché le condizioni non c’erano. Ma stiamo lavorando per essere pronti per quando gli italiani dovessero chiamarci a questa responsabilità». Poi rivolgendosi agli alleati la Meloni spiega: «Non farò polemica, perché serve alla sinistra e io non voglio fare favori. Agli alleati parlo chiaramente. Noi stiamo qui, lì c’è la sinistra, e voi dove volete stare? Servono chiarezza, regole ed orgoglio. L’alleanza non ha porte girevoli, si vince e si perde insieme e non ci si allea con gli avversari». Evidente il richiamo a quello che è accaduto in questa legislatura, durante la quale il centrodestra si è spaccato prima nel momento della nascita del governo Conte I, con l'alleanza M5S-Lega, e poi si è nuovamente diviso con la nascita del governo Draghi, alla cui opposizione è rimasta appunto solo la destra di Giorgia Meloni. «Non sopporto - ha aggiunto la Meloni - chi si fa blandire dalla sinistra e ti getta nel cestino. Non sopporto il complesso di inferiorità, che si debba avere il lasciapassare dalla sinistra per governare. Non si comprende che la sinistra fa questo gioco per annientarti. Noi siamo quelli che possono salvare il Paese. Lo vogliamo fare con il centrodestra, speriamo di farlo con il centrodestra, ma lo faremo comunque. Non accetteremo di essere figli di un Dio minore. Non ci troverete mai con il capo chino a chiedervi il permesso di essere quelli che siamo». Infine la stoccata alla classe politica italiana: «I politici cavalcano l’onda, si fanno dominare dagli eventi e cercano di trarne il beneficio maggiore. Ma ora siamo in piena tempesta ed è impossibile controllare l’onda. Loro sono surfisti, noi siamo navigatori. Abbiamo ben presente la rotta, gli altri vanno a vista. Non abbiamo parlato di beghe di partito, di polemiche di piccolo cabotaggio, ma di futuro. Affrontando anche temi impopolari, che gli altri non hanno il coraggio di affrontare».
INSERITO DA ANGELA CECERE Fratelli d'Italia, primo partito nazionale secondo la maggior parte dei sondaggi, chiama a raccolta i suoi sostenitori nella convention nazionale che si svolgerà a Milano. La leader del partito Giorgia Meloni aprirà e chiuderà i lavori, introdotta da Vittorio Feltri. Saranno tre giorni fittissimi di discussioni e di ospiti, a partire da oggi, al Mico, il centro congressi della Fiera. A portare i saluti istituzionali ai 4600 dirigenti ed eletti in quota FdI ci saranno il governatore leghista Attilio Fontana e il sindaco di centrosinistra Giuseppe Sala. Il calendario è denso. Oggi ci saranno, tra gli altri, Alberoni, Zecchi, alcuni governatori, da Aquaroli a Musumeci. E ancora: i direttori del Tg2 Sangiulano e di Rai News 24 Petrecca, il giornalista Del Debbio. Domani i lavori sono organizzati per tavoli tematici che affronteranno tutte le sfide culturali e politiche del momento: l'Europa confederale, la famiglia e l'ambiente, la giustizia, lo sviluppo e i giovani.