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sez.politica

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SEZ. POLITICA Pd: Bonaccini, rinnovare classe dirigente nella sostanza 'Problema non è nome o simbolo, ma costruire progetto credibile'

3 Ottobre 2022, 15:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Bonaccini in una foto di archivio © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA "Il problema del Pd non sta nel nome o nel simbolo, ma nella capacità di rappresentare le persone e costruire un progetto coerente e credibile per gli obiettivi per cui è nato - dice Stefano Bonaccini -: dare diritti a chi ne ha di meno, realizzare una transizione ecologica che tenga insieme le ragioni dell'ambiente con quelle del lavoro, costruire un'Italia più moderna, più forte e più giusta". "Anche la classe dirigente va rinnovata nella sostanza, non per slogan: abbiamo donne e uomini nel partito dei territori, amministratrici e amministratori che hanno dimostrato sul campo di saper vincere"."Smettiamola di tenerli in panchina". "Nel dibattito surreale su cosa debba fare la sinistra per rappresentare i più deboli si dimenticano le basi - scrive su Facebook il segretario di Azione, Carlo Calenda -: la ricostruzione del welfare, a partire da istruzione e sanità. Non coprire più le fragilità dello Stato con i bonus ma riformarlo. Non dare sussidi ma istruzione". "Invece tutto si riduce a Conte vs Calenda. Il programma 5S non protegge perché non emancipa. Non è equo perché distribuisce soldi anche a chi non ne ha bisogno (110%). E inseguirlo sui bonus ai diciottenni non convince neppure i diciottenni. Parlate di programmi, non semplificate. Le etichette celano grandi fregature. Vi ricordate l'acqua pubblica? 2.300 società, 83% pubbliche, incapaci di fare investimenti, trasformate in poltronifici e la peggiore rete idrica del mondo. Occorre un dibattito serio su come si correggono le ingiustizie sociali, non slogan". "Domani mi incontrerò con Renzi e parleremo anche delle regionali definendo una linea per il Lazio e la Lombardia", ha detto poi all'ANSA Calenda, interpellato in merito alle prossime elezioni regionali. Calenda ha poi sottolineato: "Il sistema elettorale è quello che, non prevede ballottaggio e ne terremo conto per le eventuali alleanze". ANSA

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SEZ. POLITICA Meloni incontra Salvini, niente veti sugli incarichi

30 Settembre 2022, 14:42pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Meloni-Salvini, foto di archivio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Studia il dossier energia. Su tavolo nodo ministeri, ma nomi lontani. Nota congiunta di Fdi e Lega al termine del vertice: 'Unità di intenti tra i leader' In attesa che si formi il nuovo Esecutivo, da Palazzo Chigi non si perde tempo e si convoca, per il pomeriggio, il Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno la Nota di aggiornamento al Def e alcuni decreti attuativi relativi a riforme del Pnrr come quella degli Irccs e della giustizia. Ma anche in Parlamento si fissano calendari e scadenze con il presidente della Camera uscente Roberto Fico che comunica come il decreto 'Aiuti-ter' comincerà il suo iter a Montecitorio. Giorgia Meloni, intanto, è al lavoro sulla squadra di governo e incontra a Montecitorio il leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto. Un colloquio durato circa un'ora dal quale emerge la voglia di "grande collaborazione e unità di intenti". "Entrambi i leader - si legge in una nota diffusa al termine del faccia a faccia - hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del Parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo". "Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da P.Chigi su un 'patto' Meloni-Draghi", hanno sottolineato fonti di Fdi in una nota riferendosi all'incontro tra Meloni e Salvini. E hanno ricordato il post della Meloni su Fb in cui aveva scritto 'Trovo surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l'anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare". Nel frattempo, come accade ogni volta che si deve dar vita ad un nuovo Esecutivo, impazza il toto nomi. Si parla dell'attuale vertice del Dis Elisabetta Belloni agli Esteri, del braccio destro di Berlusconi Licia Ronzulli alla Scuola o alla Salute. Di Antonio Tajani praticamente ovunque: c'è chi lo dà alla Farnesina, chi come presidente della Camera o alla guida della Difesa. E ancora: sui giornali il nome di Giulia Bongiorno compare sia per la Giustizia, sia per la P.A, mentre, sempre alla Salute, si ipotizza Letizia Moratti. Ma è evidente che in questa sorta di gioco di società di 'trova la casella giusta' non si saprà nulla di veramente certo fino all'ultimo. Tra i rumors del Transatlantico, si darebbe fuori dalla compagine ministeriale Salvini per il quale invece la leader di FdI potrebbe ritagliare un ruolo da vicepremier, in tandem con il 'jolly' Tajani. E questo, nonostante i leghisti facciano sapere che sul web "in tantissimi" vorrebbero il 'Capitano' al Viminale. Unica certezza al momento: lei vuol rendere "inattaccabile" la squadra da ogni critica esterna. Meloni, infatti, smentisce i retroscena sui giornali, a cominciare da quello che lei direbbe no al segretario della Lega perché "troppo filo russo". E anche Palazzo Chigi spiega che non esiste alcun "patto con Meloni" per garantire le indicazioni dell'Ue anche su Kiev, precisando che l'impegno del governo uscente è quello di "garantire un'ordinata transizione nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali". Nei partiti, intanto, continua la conta di 'morti e feriti' con Carlo Calenda che fa la sua previsione piuttosto fosca assicurando che un eventuale governo a guida Meloni non potrà durare più di 6 mesi. Commenti drastici anche nei confronti del Pd per il quale il leader di Azione paventa "una crisi irreversibile". E infatti tra i Democratici le acque restano quanto mai agitate, con Enrico Letta che convoca la Direzione il 6 ottobre in vista del Congresso, con Matteo Orfini che definisce "una genialità" il fatto che spuntino due candidati al giorno per la segreteria e con il coordinatore dei sindaci Dem Matteo Ricci che punta il dito contro chi pensa che sia solo una questione di nomi e non di contenuti e di progetti. Più sarcastico Emanuele Fiano che ricorda come il congresso del Pd non sia "il casting per X Factor". Archiviata, almeno ufficialmente, la resa dei conti interna alla Lega, dopo il Consiglio Federale dal quale è emerso come non sia in discussione la leadership di Salvini, è Fratelli d'Italia che parla di contenuti. "Guidati", comunque, dall'Ue che invita tutti i Paesi a sostenere misure di "sostegno al reddito minimo" per ridurre la povertà e accelera sul tetto del gas che Guido Crosetto vede "come un prezzo al metro cubo fissato per i consumatori finali, aziende e cittadini, individuati in ordine di priorità e necessità". Sbarra, nuovo Governo coinvolga il sindacato La Cisl chiede alla maggioranza uscita dalle elezioni di coinvolgere il sindacato nelle dinamiche di decisione. "Le urne - afferma il segretario generale, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Fit Cisl - hanno dato un risultato netto, affidando un grande onere al centrodestra e al partito guidato da Giorgia Meloni. Il nuovo governo dovrà coinvolgere nelle dinamiche di decisione il sindacato ed il riformismo sociale. La Cisl, come sempre, giudicherà l'albero dai frutti, senza pregiudizi, esercitando la propria soggettività politica con autonomia, cercando il dialogo senza timori, né timidezze". "Avremo come unico metro di giudizio - dice - i contenuti e le azioni concrete, insieme alla disponibilità del nuovo governo ad aprirsi al confronto e misurarsi con le priorità della nostra Agenda Sociale. Si aprono giorni decisivi per formare un governo stabile, competente, aperto al confronto sociale. Occorre fare presto, perché tempi e scadenze della Legge di Bilancio e riforme sono drammaticamente compressi. Serve concordia per riunire un Paese che scivola in un astensionismo allarmante e crede sempre meno nelle istituzioni politiche. Dobbiamo costruire protezioni universali, generare occupazione di qualità, riqualificare il lavoro debole. Insieme dobbiamo realizzare le riforme, a partire da pensioni, fisco e non autosufficienza. Il sentiero della partecipazione è l'unico che può farci arrivare a traguardi stabili ed equi. La via è quella di un dialogo sociale che in questo anno e mezzo ha dato frutti e che deve essere rafforzato nella costruzione di un Progetto Paese che non escluda la responsabilità di nessuno".ANSA

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SEZ. POLITICA Meloni incontra Salvini, niente veti sugli incarichi Studia il dossier energia. Su tavolo nodo ministeri, ma nomi lontani. Nota congiunta di Fdi e Lega al termine del vertice: 'Unità di intenti tra i leader'

29 Settembre 2022, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni incontra Salvini, niente veti sugli incarichi Studia il dossier energia. Su tavolo nodo ministeri, ma nomi lontani. Nota congiunta di Fdi e Lega al termine del vertice: 'Unità di intenti tra i leader'

INSERITO DA ANGELA CECERE In attesa che si formi il nuovo Esecutivo, da Palazzo Chigi non si perde tempo e si convoca, per il pomeriggio, il Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno la Nota di aggiornamento al Def e alcuni decreti attuativi relativi a riforme del Pnrr come quella degli Irccs e della giustizia. Ma anche in Parlamento si fissano calendari e scadenze con il presidente della Camera uscente Roberto Fico che comunica come il decreto 'Aiuti-ter' comincerà il suo iter a Montecitorio. Giorgia Meloni, intanto, è al lavoro sulla squadra di governo e incontra a Montecitorio il leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto. Un colloquio durato circa un'ora dal quale emerge la voglia di "grande collaborazione e unità di intenti". Entrambi i leader - si legge in una nota diffusa al termine del faccia a faccia - hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del Parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo"., "Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da P.Chigi su un 'patto' Meloni-Draghi", hanno sottolineato fonti di Fdi in una nota riferendosi all'incontro tra Meloni e Salvini. E hanno ricordato il post della Meloni su Fb in cui aveva scritto 'Trovo surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l'anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare". Nel frattempo, come accade ogni volta che si deve dar vita ad un nuovo Esecutivo, impazza il toto nomi. Si parla dell'attuale vertice del Dis Elisabetta Belloni agli Esteri, del braccio destro di Berlusconi Licia Ronzulli alla Scuola o alla Salute. Di Antonio Tajani praticamente ovunque: c'è chi lo dà alla Farnesina, chi come presidente della Camera o alla guida della Difesa. E ancora: sui giornali il nome di Giulia Bongiorno compare sia per la Giustizia, sia per la P.A, mentre, sempre alla Salute, si ipotizza Letizia Moratti. Ma è evidente che in questa sorta di gioco di società di 'trova la casella giusta' non si saprà nulla di veramente certo fino all'ultimo. Tra i rumors del Transatlantico, si darebbe fuori dalla compagine ministeriale Salvini per il quale invece la leader di FdI potrebbe ritagliare un ruolo da vicepremier, in tandem con il 'jolly' Tajani. E questo, nonostante i leghisti facciano sapere che sul web "in tantissimi" vorrebbero il 'Capitano' al Viminale. Unica certezza al momento: lei vuol rendere "inattaccabile" la squadra da ogni critica esterna. Meloni, infatti, smentisce i retroscena sui giornali, a cominciare da quello che lei direbbe no al segretario della Lega perché "troppo filo russo". E anche Palazzo Chigi spiega che non esiste alcun "patto con Meloni" per garantire le indicazioni dell'Ue anche su Kiev, precisando che l'impegno del governo uscente è quello di "garantire un'ordinata transizione nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali". Nei partiti, intanto, continua la conta di 'morti e feriti' con Carlo Calenda che fa la sua previsione piuttosto fosca assicurando che un eventuale governo a guida Meloni non potrà durare più di 6 mesi. Commenti drastici anche nei confronti del Pd per il quale il leader di Azione paventa "una crisi irreversibile". E infatti tra i Democratici le acque restano quanto mai agitate, con Enrico Letta che convoca la Direzione il 6 ottobre in vista del Congresso, con Matteo Orfini che definisce "una genialità" il fatto che spuntino due candidati al giorno per la segreteria e con il coordinatore dei sindaci Dem Matteo Ricci che punta il dito contro chi pensa che sia solo una questione di nomi e non di contenuti e di progetti. Più sarcastico Emanuele Fiano che ricorda come il congresso del Pd non sia "il casting per X Factor". Archiviata, almeno ufficialmente, la resa dei conti interna alla Lega, dopo il Consiglio Federale dal quale è emerso come non sia in discussione la leadership di Salvini, è Fratelli d'Italia che parla di contenuti. "Guidati", comunque, dall'Ue che invita tutti i Paesi a sostenere misure di "sostegno al reddito minimo" per ridurre la povertà e accelera sul tetto del gas che Guido Crosetto vede "come un prezzo al metro cubo fissato per i consumatori finali, aziende e cittadini, individuati in ordine di priorità e necessità". Sbarra, nuovo Governo coinvolga il sindacato
La Cisl chiede alla maggioranza uscita dalle elezioni di coinvolgere il sindacato nelle dinamiche di decisione. "Le urne - afferma il segretario generale, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Fit Cisl - hanno dato un risultato netto, affidando un grande onere al centrodestra e al partito guidato da Giorgia Meloni. Il nuovo governo dovrà coinvolgere nelle dinamiche di decisione il sindacato ed il riformismo sociale. La Cisl, come sempre, giudicherà l'albero dai frutti, senza pregiudizi, esercitando la propria soggettività politica con autonomia, cercando il dialogo senza timori, né timidezze". "Avremo come unico metro di giudizio - dice - i contenuti e le azioni concrete, insieme alla disponibilità del nuovo governo ad aprirsi al confronto e misurarsi con le priorità della nostra Agenda Sociale. Si aprono giorni decisivi per formare un governo stabile, competente, aperto al confronto sociale. Occorre fare presto, perché tempi e scadenze della Legge di Bilancio e riforme sono drammaticamente compressi. Serve concordia per riunire un Paese che scivola in un astensionismo allarmante e crede sempre meno nelle istituzioni politiche. Dobbiamo costruire protezioni universali, generare occupazione di qualità, riqualificare il lavoro debole. Insieme dobbiamo realizzare le riforme, a partire da pensioni, fisco e non autosufficienza. Il sentiero della partecipazione è l'unico che può farci arrivare a traguardi stabili ed equi. La via è quella di un dialogo sociale che in questo anno e mezzo ha dato frutti e che deve essere rafforzato nella costruzione di un Progetto Paese che non escluda la responsabilità di nessuno".

ANSA

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SEZ. POLITICA Lega: Maroni, Salvini? E' ora di un nuovo leader "Saprei chi eleggere come nuovo segretario ma non faccio nomi"

27 Settembre 2022, 10:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Lega: Maroni, Salvini? E' ora di un nuovo leader "Saprei chi eleggere come nuovo segretario ma non faccio nomi"

INSERITO DA ANGELA CECERE E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi". E' quanto scrive l'ex segretario federale della Lega ed ex governatore della Lombardia Roberto Maroni nella rubrica "Barbari Foglianti" su Il Foglio. "La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l'unica paura e per il centrosinistra l'ultima speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento

ANSA

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SEZ. POLITICA Elezioni 2022, in Campania 11 uninominali a M5s e 10 al centrodestra

26 Settembre 2022, 15:37pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  Sconfitti nel Salernitano Fulvio Bonavitacola e Luca Cascone

Pierro in Parlamento: Tommasetti in Consiglio Regionale

Crolla l'affluenza alle urne, nel Salernitano -15%

Salerno, fotografa la scheda al seggio: identificato

Si conferma la spaccatura in due della Campania nella distribuzione dei collegi uninominali alla Camera e al Senato. Con il dato definitivo del collegio uninominale di Caserta alla Camera, vinto dalla candidata del centrodestra Carmen Letizia Giorgianni, il risultato finale è di 11 collegi uninominali al Movimento 5 Stelle e 10 al centrodestra. La distribuzione geografica salta facilmente all'occhio: gli 11 uninominali vinti dal Movimento 5 Stelle sono tutti i collegi di Napoli e provincia, dove i pentastellati fanno en plein, nelle altre 4 province (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) il centrodestra vince ovunque, anche dove il M5S è il primo partito. Sconfitti nel Salernitano il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e il presidente della Commissione Trasporti del Consiglio regionale della Campania Luca Cascone, vicinissimi al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, candidati del centrosinistra rispettivamente nei collegi uninominali di Salerno e di Eboli.

LA CITTA 

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SEZ. POLITICA Italia sul punto di avere il governo più di destra dai tempi di Mussolini

26 Settembre 2022, 14:42pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La Meloni si prende l'Italia. Pronta ad essere la prima Premier donna della  storia italiana - QuiCosenza.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Italia – Esattamente 100 anni dopo che Benito Mussolini e le sue camicie nere salirono al potere con la Marcia sulla Roma ecco che, al potere, arriva la Meloni con Salvini sul predellino. #meloni #destra #salvini #berlusconi #elezioni L’Italia è sul punto di avere il governo più di destra dai tempi di Mussolini La storia si diverte e, esattamente 100 anni dopo che Benito Mussolini e le sue camicie nere salirono al potere con la Marcia sulla Roma (manifestazione armata eversiva organizzata dal Partito Nazionale Fascista, volta al colpo di Stato con l’obiettivo di favorire l’ascesa di Benito Mussolini alla guida del governo in Italia. Durò dal 26 al 30 ottobre 1922) ecco che, con le elezioni appena tenutesi ci fa assistere, beffardamente direi, al ritorno al potere dei suoi discendenti dato che sembra destinata ad avere il suo primo primo ministro donna (la Meloni) e il governo più di destra dalla seconda guerra. La Meloni infatti, come del resto gli altri del gruppo, ha agito con cinico calcolo presentandosi alle elezioni con una coalizione compatta, ma di comodo, che comprende Berlusconi (FI), Salvini (Lega) e Lupi (Noi Moderati) e così avrebbe potuto usufruire della somma algebrica dei suoi voti con quelli degli altri cosa che le avrebbe consentito di certo, (come è stato), di poter vincere su un Centro Sinistra frammentato e preso più dalle sue beghe interne che dal valore e dal senso di queste elezioni. 

Bene (si fa per dire): la frittata è fatta e servita; ed ora non resta che attendere per vedere, sul campo e all’azione, gli esiti di una votazione per molti versi assurda e immemore della storia che sembra proprio essersi stufata di provare a darci memoria visto che poi gli italiani continuano a fare come gli pare e piace, portando avanti il tutto come se fosse un gioco o una begarella di quartiere dove ciò che conta e far dispetto all’altro.

Voto di protesta lo chiamano: bella protesta se poi i risultati sono questi!

Risultati che hanno dato campo aperto ad una Meloni che:

  • ha proposto di istituire un blocco navale delle coste italiane per scoraggiare i carichi di barche di migranti e rifugiati in arrivo dal Nord Africa,
  • è una dichiarata ammiratrice dell’ungherese Viktor Orban,
  • crede che la civiltà cristiana bianca sia minacciata.

Tanto per citarne solo tre.

Mentre i suoi oppositori politici avvertivano che un governo dominato da Fratelli d’Italia avrebbe potuto essere una minaccia per la democrazia, la Meloni (infrangendo oltre tutto il silenzio elettorale) ha iniettato un insolito tocco di leggerezza alle elezioni di domenica pubblicando un breve video clip su TikTok in cui teneva due grandi meloni davanti al petto – un gioco sul suo cognome -: “Ho detto tutto quello che avevo da dire”, ha detto alla telecamera, strizzando l’occhio.

Ed è stato così che, stamattina, l’Italia si è svegliata con la vittoria di un partito discendente dal movimento fascista italiano che, storia beffarda, giunge al potere, guarda caso, 100 anni dopo l’ascesa al potere di Benito Mussolini e delle sue Camicie nere con la Marcia su Roma, per cui eccoli ora a rassicurare (se stessi o gli altri?):  “Con questi numeri possiamo governare”. A dirlo è stato Federico Rampelli , deputato e esponente di spicco del partito Fratelli d’Italia.

Come si dice: sarà anche vero, ma non ci credo!

Lo straordinario traguardo della Meloni, che da piccola è stata abbandonata dal padre e cresciuta in un quartiere popolare di Roma, è un qualcosa che lei sognava da sempre e fu per questo che, solo un decennio, si staccò da Forza Italia fondando un suo partito che, alle elezioni politiche del 2018,  ottenne solo il quattro per cento dei voti ma lei, incrollabile, è andata avanti ed eccola qui ad aver sestuplicato i suoi voti iniziali e con un piede già a Palazzo Chigi.

Un passo indietro.

In realtà come già scritto, ci si aspettava che l’alleanza di destra, che comprende anche il partito Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Lega anti-immigrazione di estrema destra guidata da Matteo Salvini , avrebbe ottenuto circa il 45% dei voti.

Un Salvini che, nonostante la scivolata che si paventava, e che è stata poi confermata, non ha perso l’occasione di scrivere, su Twitter, un suo messaggio al solito travisante e fuori dalla realtà dell’esito per se stesso e la Lega:  “Il centrodestra è nettamente avanti sia alla Camera che al Senato. Sarà una lunga notte, ma voglio dire grazie a tutti voi”. Boh, grazie per cosa? Per averlo preso a calci?

La Meloni, durante questa campagna elettorale, ha cercato di dissociarsi dal passato oscuro del suo partito ma, di fatto, ha ancora e mantiene, nel suo stemma, una fiamma tricolore, che in Italia ha connotazioni fasciste perché rappresenta la fiamma che arde sulla tomba di Mussolini.

Durante la campagna elettorale, la Meloni ha espresso una tiepida condanna del fascismo quando le è stato chiesto se lo ritenesse “un male assoluto” rifacendosi, con questo, alla frase usata 20 anni fa da, Gianfranco Fini, leader del partito conservatore Alleanza Nazionale.

Alla domanda se fosse d’accordo, la Meloni sembrava danzare intorno alla stessa.

“Ero in Alleanza Nazionale e non credo di aver detto niente di diverso. Non mi sono dissociata da lui”.

Molti degli italiani che intendono votare per Fratelli d’Italia affermano di non avere particolare ammirazione per Mussolini e il suo regime fascista.

“Tutta quella roba proviene dal passato, da decenni fa. Non abbiamo avuto quel tipo di estremismo in Italia dagli ‘anni di piombo’ (un periodo di terrorismo interno negli anni ’70 e ’80) quando fascisti e comunisti correvano in giro”

rispondono, se interpellati nel merito.

Ed io? Come sempre resto fedele allo: Io speriamo che me la cavo!

Di Stanislao Barretta VIVICENTRO

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SEZ. POLITICA I 5 STELLE SONO UNA TRUFFA, CONTE E’ MOLTO PERICOLOSO di Sergio Vessicchio

22 Settembre 2022, 15:24pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

L'ora dei veleni dentro i 5 Stelle - Corriere.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I 5 stelle rappresentano il peggio che la politica potesse partorire, un partito o presunto tale rappresentato da un comico, anzi un pagliaccio, di nome Beppe Grillo come leader capopartito può far capire bene in che direzione si voleva andare. Da un pseudo partito che come slogan aveva una parolaccia poteva solo fuoriuscire scarti della politica, come quella del centrosinistra, ma anche della società, gente senza arte né parte, scansafatiche a tradimento e arrampicatori sociali come lo stesso Grillo, il bibitaro Di Maio, Di Battista, e in ultimo Giuseppe Conte con il suo fido Casalino ex concorrente del Grande Fratello. Una manciata di bimbi-minchia che non conoscono cosa sia un giorno di lavoro hanno deciso così, attraverso questo partito truffa, di scendere in politica solo ed esclusivamente per interessi personali, puntando alla poltrona pur di scaldarla a più non posso, dei vermi di terra che nella vita hanno fallito in lungo e in largo hanno trovato appiglio pur di scappare dalle terre dove avrebbero dovuto prestare il loro operato, in parole povere braccia private all’agricoltura. Questi sono i 5 stelle, dei truffatori, gente salita al potere grazie al più clamoroso voto di scambio della storia il reddito di cittadinanza, degli incoerenti e traditori capaci di girarsi le spalle l’uno con l’altro (vedi Di Battista e Di Maio), gente pluripregiudicata come il loro leader politico che bene li rappresenta, e in ultimo un incompetente e vergognoso assassino come Giuseppe Conte che durante il suo governo ha mandato allo sbando l’Italia, non sapendo che pesci prendere durante il Covid, determinando la morte di tantissime persone. Giuseppe Conte, accompagnato dal suo cagnolino il fido Rocco Casalino, uno rimasto ancora incapsulato nel mondo del Grande Fratello con le sue famose dirette per le conferenze stampa del suo ex premier, raffigura la pericolosità dei 5 stelle. Un personaggio come Conte dopo i danni fatti e le numerosissime persone decedute per mano della sua sconvolgente gestione, è la cartolina di tornasole di una truffa clamorosa di Grillo e soci. Conte avrebbe dovuto avere il buon senso di ritirarsi una volta per tutte dalla politica dopo i danni fatti, ha pensato bene di riciclarsi nel partito dei 5 stelle grazie al bibitaro Di Maio (alias Gigino Coca Cola) fiutando la poltrona che avrebbe occupato, ha avuto le sue solite uscite a vuoto mediaticamente parlando, ha collezionato le sue solite figure di merda pur di rimanere in tema e in perfetto stile 5 stelle, ma soprattutto ha subito l’ennesimo smacco da chi gli ha permesso di salire al potere ai tempi, ovvero Matteo Renzi. Renzi fa e Renzi disfa, e Conte avrebbe dovuto capire, nel suo delirio di onnipotenza, che sarebbe stato spazzato via in un batter d’occhio, il reddito di cittadinanza è solo una delle innumerevoli tematiche verso le quali può attecchire, promettere soldi alla gente è l’unico lasciapassare per ottenere consensi, senza di quello è il buio più totale. Gli attacchi a Salvini e alla Meloni fanno parte di un personaggio costruito fin dai tempi del lockdown, una carta letta, un film già visto questo del caro “Giuseppi”, la gente sta ancora aspettando le “massicce” e “imponenti” risorse destinate in aiuto alla popolazione. Dove sono gli aiuti promessi agli italiani caro ex (in tutto) Presidente?? Che fine hanno fatto le promesse fatte?? Ora è più facile attaccare il centrodestra a prescindere invece di dare contenuti agli italiani, questo è Giuseppe Conte e il suo partito truffa. Uno che festeggiava con Di Maio e soci per poi rinnegarli, uno che ha fatto colazione e zuppette varie pur di rimanere a galla, come un cadavere. E se questo è quello che offrono i 5 stelle, aspettiamoci il peggio, ma soprattutto chi li vota, guardatevi allo specchio e cercate di dare un senso alla vostra esistenza, potrebbe essere inutile come il loro partito che verrà spazzato via alle prossime elezioni del 25 settembre. Sergio Vessicchio AGROPOLI

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SEZ. POLITICA Elezioni: Salvini e Meloni divisi dallo scostamento. 'Serve', 'non è la soluzione' Il leader leghista favorevole a un nuovo intervento, contraria la numero uno di FdI

22 Settembre 2022, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Elezioni: Salvini e Meloni divisi dallo scostamento. 'Serve', 'non è la soluzione' Il leader leghista favorevole a un nuovo intervento, contraria la numero uno di FdI

INSERITO DA ANGELA CECERE Matteo Salvini e Giorgia Meloni divisi sullo scostamento di bilancio. "Pare che ci si possa riconvocare in Parlamento anche dopo le elezioni per fare un nuovo scostamento di bilancio - dice il leader leghista -  Mi rifiuto di pensare che un economista attento come Draghi non si renda conto del bisogno che c'è di un nuovo intervento. Chi chiede tempo e dice che si possa aspettare sbaglia: vale per Fdi e per il Pd: sono a rischio chiusura migliaia di imprese e botteghe, è a rischio il sistema produttivo", conclude. "Lo scostamento del pareggio di bilancio - ribatte Meloni - non è la soluzione. E' un pozzo senza fondo, sono soldi che regaliamo alla speculazione. Il punto di arrivo e' il disaccoppiamento dei costi di gas ed energia, che è una misura strutturale". Metteremo tutte le "risorse necessarie" contro il caro-bollette e "credo sia possibile farlo con le risorse di cui disponiamo. Non permetteremo a nessun costo e in nessun caso che gli aumenti dell'energia si scarichino sulle bollette pagate da imprese e famiglie con conseguenze molto molto gravi e un con costo molto più alto rispetto a un intervento sul gas". Lo ha detto a Mattino 5 il leader di Fi, Silvio Berlusconi aggiungendo che questo intervento si farà "se possibile anche, e io lo credo, evitando uno scostamento" di bilancio. Ma se alla fine scostamento dovrà essere, ha spiegato, "lo concordiamo con l'Ue".

 ANSA

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SEZ. POLITICA Giugliano, domani Giuseppe Conte in Piazza Gramsci per il comizio elettorale L’ex Premier farà tappa anche ad Acerra

21 Settembre 2022, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Giugliano, domani Giuseppe Conte in Piazza Gramsci per il comizio elettorale  L’ex Premier farà tappa anche ad Acerra

INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO IN CAMPANIA La campagna elettorale è ormai nel vivo in viste delle elezioni del 25 settembre e i big della politica fanno tappa anche a Giugliano, tra questi, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. “Con grande orgoglio vi annuncio che Mercoledì 21 settembre alle ore 21:00 il nostro presidente Giuseppe Conte sarà a Giugliano per incontrare i cittadini, a piazza Gramsci. Vi aspettiamo in tanti, non vediamo l’ora di vivere con entusiasmo questo momento di prezioso confronto con la nostra comunità. Con cuore e con coraggio, #dallapartegiusta”. Ad annunciarlo, sulla sua pagina Facebook, è la senatrice dl Movimento 5 Stelle, Mariolina Castellone.

 IL MERIDIANO NEWS

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SEZ. POLITICA Draghi: "Evitare le ambiguità, autocrazie sfruttano le esitazioni" Il premier riceve a New York il premio come 'statista dell'anno'

20 Settembre 2022, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Draghi: "Evitare le ambiguità, autocrazie sfruttano le esitazioni" Il premier riceve a New York il premio come 'statista dell'anno'

INSERITO DA ANGELA CECERE Dialogo ma niente ambiguità. Perché le autocrazie "prosperano" davanti alle "esitazioni" . E' la ricetta che Mario Draghi ripete a New York alla platea della 57ma edizione dell'Annual Awards Dinner della 'Appeal of Conscience Foundation', la fondazione che gli conferisce il premio World Statesman (statista dell'anno), che prima di lui hanno ricevuto diversi capi di Stato e di governo, da Gorbachev ad Angela Merkel fino a Shinzo Abe, proprio lo scorso anno, che Draghi ricorda in apertura del suo discorso. Joe Biden, in un messaggio alla fondazione, ringrazia il premier per la sua "leadership" e per la "voce potente" che ha avuto nella promozione dei diritti umani. E ancora più lusinghiere sono le parole della laudatio di Henry Kissinger: "Il suo coraggio e la sua visione faranno sì che resterà con noi a lungo", dice l'ex segretario di Stato americano mentre Draghi fa con la mano il gesto di frenare. Davanti al rischio di una nuova Guerra Fredda, di una nuova "polarizzazione" innescata dalla guerra della Russia contro l'Ucraina, scandisce il premier, sarà il modo in cui "trattiamo con le autocrazie" che "definirà la nostra capacità di plasmare il futuro"." Servono quindi, sintetizza, "franchezza, coerenza e impegno". Intanto bisogna essere "chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società", la fede nella democrazia e "nello Stato di diritto", il rispetto dei diritti umani, la solidarietà globale. Ideali che dovrebbero "guidare la nostra politica estera in modo chiaro e prevedibile". Se si traccia una "linea rossa", la metafora, bisogna "rispettarla". Se si prende un impegno, ripete spesso peraltro in questi ultimi giorni, "dobbiamo onorarlo". Anche per non "pentirsene dopo". Bisogna essere pronti insomma a "collaborare" anche con i governi autoritari ma senza "compromettere i nostri valori fondamentali". Vale prima di tutto per la crisi ucraina: Ue, Usa e tutto l'occidente si sono mostrati "fermi e uniti" nel sostegno a Kiev il cui "eroismo" è "un potente promemoria di ciò per cui lottiamo, di ciò che stiamo per perdere". Nonostante la "tristezza" di questi tempi, Draghi si professa comunque ottimista: che la Russia possa "tornare alle norme che ha sottoscritto nel 1945" e che l'Ucraina possa trovare quella "pace" che non bisogna smettere di cercare. "Solo la cooperazione globale - ha concluso il premier che ribadirà il concetto stasera nel discorso all'assemblea generale dell'Onu - può aiutare a risolvere i problemi globali, dalla pandemia ai cambiamenti climatici".

ANSA

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