Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «La disciplina delle strisce blu predisposta dalla Giunta Ascione sarà accantonata: sperando che i successivi passi lo confermeranno, si va, dunque, nella direzione da noi più volte auspicata». Così, in una nota, l'associazione "La paranza delle idee" di Torre Annunziata. «Con una recente delibera la Commissione Straordinaria del Comune di Torre Annunziata ha ribadito la volontà già espressa dalle precedenti Amministrazioni di affidare in concessione a terzi la gestione del servizio di sosta a pagamento, mediante gara d’appalto e previa determinazione, con apposito atto corredato da relazione tecnica, delle aree da destinare alle strisce blu e delle relative tariffe orarie. È positivo che si cerchi di ripristinare un servizio che, anche a causa delle irregolarità procedurali commesse nel precedente tentativo di affidamento fatto dall’Amministrazione Ascione, è fermo da quasi due anni, con conseguenze negative sia per la viabilità sia per le casse comunali. È positivo pure che la Commissione voglia superare la delibera con cui la Giunta dell’ex sindaco del PD aveva precedentemente individuato le aree di sosta a pagamento e le correlate tariffe e verso la quale, anche in diversi incontri avuti con la Commissione stessa, abbiamo mosso più di una critica. Il nostro auspicio è che, diversamente da quanto avvenuto in passato, nel nuovo atto la rimodulazione della disposizione degli stalli di sosta non si traduca in un sostanziale generalizzato aumento dei posti sottoposti a tariffazione e tenga invece conto della necessità di un’adeguata offerta di sosta gratuita, da rilevare con puntuale studio tecnico, delle zone a maggiore densità abitativa. Ci auguriamo, inoltre, che, visto pure il recente esempio di Boscoreale e specie se si dovesse optare ancora per una tariffa base alta, vengano previsti abbonamenti per l’utenza residente o domiciliata nonché per altri tipi di utenza (commercianti, lavoratori e studenti pendolari, ecc.) a prezzi diversificati ma comunque agevolati; infine, che i giorni festivi abbiano una disciplina differente» conclude la nota. STABIACHANNELL https://www.stabiachannel.it/PoliticaLavoro/torre-annunziata-la-paranza-delle-idee-strisce-blu-si-riparte-speriamo-lungo-la-strada-giusta/99778
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Faccia a faccia tra i due leader alla sede di Fdi in via della Scrofa. "Centrodestra unito alle consultazioni"
Silvio Berlusconi cede, va a 'casa' di Giorgia Meloni, in via della Scrofa, e quasi subisce la tregua con la leader di Fratelli d'Italia.
Un'ora e mezzo dopo, insieme annunciano che il centrodestra andrà unito alle consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo.
E' la novità che segna - almeno ufficialmente - il superamento delle incomprensioni tra i due leader, esplose nel giorno del mancato voto di Forza Italia al presidente del Senato, acuite dal braccio di ferro del Cavaliere per 'salvare' la sua fedelissima Licia Ronzulli (battaglia persa) e sfociate negli appunti feroci sulla sua ex ministra. Il sigillo arriva con la nota congiunta dei due partiti: "L'incontro si è svolto in un clima di unità di intenti e di massima cordialità e collaborazione". Dichiarazioni a parte, il mood è cambiato ed è Meloni a tradurlo in parole: "Ora guardiamo avanti e pensiamo a dare un governo al Paese", gli avrebbe detto per andare oltre. Ma Berlusconi non è convinto. Nel faccia a faccia insiste a lungo perché Elisabetta Casellati sia nella squadra di governo - e sembra di averla spuntata per lei, con il ministero delle Riforme - avrebbe chiesto espressamente il presidente della Croce rossa, Francesco Rocca, al ministero della Salute e il ruolo di vicepremier per Antonio Tajani. Quando esce non è soddisfatto, ma non può che accettare. L'incontro riparatore finisce insomma con una tregua forzata, ma necessaria per far decollare il governo di centrodestra. "I due leader sono al lavoro per dare il più presto possibile all'Italia un governo forte, coeso e di alto profilo - recita ancora la nota - che si metta subito al lavoro per affrontare le urgenze" citando l'impegno sui dossier economici più urgenti, a partire dal caro energia. Un risultato a cui però Berlusconi arriva "malavoglia". Il patriarca azzurro non nasconde ai suoi il disappunto per essere andato a Canossa, dalla premier in pectore che incontra nella sede di Fratelli d'Italia. In via della Scrofa, a memoria dei cronisti, non è mai entrato. Se lo ricorda invece Ignazio La Russa, rammentando una visita del Cav quando c'era il Movimento sociale. E' la seconda volta di una sua trasferta politica - la prima fu al Nazareno da Matteo Renzi, il 18 gennaio 2014 - e il cambio di location, rispetto ad Arcore o Villa Grande, pesa. Emblematiche, in questo senso, sono le facce dei leader, che parlano e dicono altro rispetto alla nota comune. All'uscita, Berlusconi passa dal cortile e sale in macchina. Sguardo fisso e faccia seria, l'espressione è più che perplessa. Un po' tirata sembra pure la padrona di casa: quando arriva l'ex premier, lo accoglie in cortile e accenna un sorriso. Forse per rompere il ghiaccio - come racconta chi era lì vicino - il Cav si scusa per il ritardo (circa mezz'ora, rispetto alle 16 previste) ma Meloni glissa e gli fa strada. Oltre alla novità del 'dove', per il fondatore di FI cambia il 'come': da FdI ci arriva da solo, nessuno dei suoi storici consiglieri lo affianca e i due parlano a quattr'occhi. Rigorosamente da soli, secondo quanto si apprende, non si sa se per richiesta di Meloni. A vertice in corso, La Russa sparge fiducia: "Sicuramente andrà bene, me lo auguro e ne sono convinto", dice ai cronisti a conferma forse del ruolo di mediatore tentato nei giorni scorsi. Ottimista è pure Matteo Salvini: "Smentiti i gufi e la sinistra, il centrodestra è determinato a partecipare alle consultazioni con una delegazione unitaria - ribadisce - per poi offrire al più presto un governo all'altezza delle aspettative degli italiani". Ancora più soddisfatto sembra Francesco Lollobrigida, braccio destro meloniano: "Anche questa volta gli avvoltoi resteranno senza pasto". E' lui ad avanzare pure la speranza che il nuovo governo "possa giurare la settimana prossima e presentarsi alle Camere per la fiducia". Un auspicio dettato dal possibile timing per il nuovo governo: una volta dato l'incarico, le consultazioni potrebbero cominciare tra giovedì o venerdì (in quest'ultimo caso il presidente Mattarella aspetterebbe la fine del Consiglio europeo che si chiuderebbe venerdì pomeriggio) per arrivare al giuramento domenica o lunedì.
Cinque ministeri, tanti quanti la Lega che però conta anche il +1, cioè Giancarlo Giorgetti all'Economia, da qualcuno considerato come tecnico. Nel giorno in cui il centrodestra ricompone lo scontro dell'ultima settimana, inizia a prendere forma anche la squadra di governo, che tutti vogliono "forte" e "coesa". E soprattutto, pronta non appena Sergio Mattarella dovesse conferire l'incarico per il nuovo governo a Giorgia Meloni. La leader di Fdi concede all'alleato di Forza Italia quella "pari dignità" invocata fin dall'esito delle urne, dove gli azzurri sono usciti penalizzati nonostante la percentuale elettorale vicinissima a quella leghista, per via della suddivisione dei collegi. Ma Silvio Berlusconi, almeno per ora, non ottiene il bottino più ambito: il ministero della Giustizia, tiene il punto la premier in pectore, andrà a Carlo Nordio, magistrato in pensione e neoeletto deputato di Fratelli d'Italia. Per Elisabetta Casellati, la favorita di Fi per il ruolo di Guardasigilli, potrebbero invece aprirsi le porte di un nuovo ministero delle Riforme (non c'è questa delega nel governo Draghi). Anche Università e ricerca e P.a. dovrebbero rientrare nel portafoglio azzurro: nel primo caso la casella potrebbe essere occupata da Annamaria Bernini mentre per il dopo-Brunetta si parla di Alessandro Cattaneo o anche di Sestino Giacomoni, entrambi potrebbero anche andare a presidiare il Mef come sottosegretari. Niente da fare nemmeno per il Mise mentre, nello schema delineato a via della Scrofa, Fi conquisterebbe il ministero della Transizione ecologica. Al posto di Roberto Cingolani andrebbe Gilberto Pichetto ma l'energia potrebbe tornare a via Veneto, con lo Sviluppo economico che in questo caso andrebbe a Guido Crosetto. "Sono all'estero, non so niente" twitta il cofondatore di Fdi, nome ricorrente nel totoministri, ipotizzato in vari ruoli, compreso quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A Forza Italia spetterebbe la Farnesina con Antonio Tajani che, nella richiesta del Cavaliere, dovrebbe ricoprire anche il ruolo di vicepremier. Su questo una riflessione sarebbe ancora aperta ma anche in casa Lega si dà per scontato il doppio ruolo per Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture. Gli altri 4 ministeri per il partito di via Bellerio (oltre al Mef, fuori quota) sarebbero l'Agricoltura, dove resta in pole l'attuale sottosegretario Gian Marco Centinaio, gli Affari regionali e l'autonomia destinato a Roberto Calderoli dopo il passo indietro rispetto alla presidenza del Senato, il ministero dell'Interno dove il nome più forte rimane quello del prefetto Matteo Piantedosi, che ha già ricoperto il ruolo di capo di gabinetto quando al Viminale c'era Salvini. Il quarto ministero potrebbe essere l'istruzione o la famiglia - per cui circola il nome di Simona Baldassare - o ancora la disabilità, cui in un primo momento sembrava potesse rimanere l'attuale ministro Erika Stefani, anche se le sue quotazioni sarebbero in calo. Al Lavoro sembra mettere tutti d'accordo al momento Marina Calderone, che guida il consiglio dell'ordine dei consulenti del lavoro. A Palazzo Chigi, come sottosegretario alla presidenza, Meloni dovrebbe portare con sé il fidatissimo Giovanbattista Fazzolari ma nei giorni scorsi si era ipotizzato, nel caso Fazzolari avesse assunto le deleghe all'attuazione del programma, anche a una figura tecnica. Un nome era quello di Giuseppe Chiné, attuale capo di gabinetto di Daniele Franco. Ma si racconta che Giorgetti abbia chiesto di tenerlo al Mef, se davvero toccherà a lui sedere alla scrivania di Quintino Sella. Ancora scoperta la casella della salute ancora contesa tra Fi ed Fdi ( con i nomi di Bertolaso e Rocca).nergia", scrive sui social il presidente di Forza Italia,Silvio Berlusconi pubblicando anche una foto con la leader di FdI, entrambi sorridenti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Dando corso alla fase di strutturazione ed organizzazione del partito, il Commissario del Circolo Territoriale di FdI Avellino, Avv. Vincenzo Quintarelli ha provveduto a nominare il coordinamento cittadino nelle persone di seguito elencate con le rispettive deleghe: Arch. Luciano Belli (politiche del territorio), Concetta De Ciuceis (politiche giovanili), Prof.ssa Maria Teresa Lombardo (pari opportunità), dott. Aldo Bruno (organizzazione), Maria Di Napoli (tesoriera), Avv, Ettore De Conciliis (promozione sportiva e associazionismo), Prof. Pasquale De Guglielmo (politiche culturali), Grieci Rocco Antonio (politiche agricole). Il nuovo coordinamento cittadino, composto da professionisti ed esperti dei vari settori avrà il compito di approfondire ed elaborare le tematiche di interesse politico ed amministrativo, mettendo a fuoco le problematiche della città. I circolo di Fdi Avellino si pregia di disporre, da oggi in avanti, di una struttura altamente qualificata e di una squadra di persone appassionate che avranno a cuore la propria città, a cui dedicheranno ogni energia disponibile. Anche attraverso la loro collaborazione passa l’azione di sviluppo ed ampliamento del partito che ogni giorno riceve nuove adesioni e supporto da parte di nuovi militanti e simpatizzanti sull’onda del sempre maggiore gradimento per Giorgia Meloni. Sicuro della loro valenza e del loro impegno, l’avvocato Quintarelli augura a tutti un buon lavoro nell’interesse di Fratelli d’Italia e di Avellino. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. “Ancora nessuna risposta della Regione al problema dei trasporti universitari e la situazione continua a peggiorare”. Così il prof. Aurelio Tommasetti, Dirigente della Lega. “Episodi di sovraffollamento e assenza di sicurezza sono all’ordine del giorno, come quello verificatosi ieri nel Terminal Bus dell’Università di Salerno – continua Tommasetti –. Nel tardo pomeriggio, al termine delle lezioni, le ultime corse di Air Campania dirette verso svariati comuni dell’Agro Sarnese Nocerino e del Vesuviano, hanno lasciato a piedi alcuni studenti. Soltanto dopo una vigorosa protesta dei ragazzi e grazie all’intervento dei Carabinieri, l’azienda di trasporti ha messo a disposizione un autobus aggiuntivo per consentire il rientro agli studenti in attesa. Quello di ieri sera rappresenta l’ennesimo episodio indegno di una nazione europea – conclude Tommasetti – dal quale ancora una volta si evince la disattenzione della Regione sul tema. Nonostante le ripetute segnalazioni, giunte da più parti, ancora oggi non viene riconosciuto agli studenti il diritto a fruire del trasporto pubblico in condizioni dignitose. Tali criticità, peraltro, minano le possibilità di crescita dell’Ateneo salernitano, organizzato in forma di Campus”. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Unico elemento di rottura, le sneakers ai piedi, calzate indifferentemente da deputati e deputate, in linea con i tempi che corrono Sono 400 i nuovi deputati. 230 in meno rispetto all'ultima legislatura, dopo che è stato ridotto il numero con la legge 1 del 2020. La registrazione dei neo eletti è iniziata a oggi. E la prima a tagliare il traguardo è stata Ylenja Lucaselli di Fdi, classe '76. Come avviene la registrazione Nella Sala del Mappamondo, allestita come di consueto per l'occasione, nulla è lasciato al caso: i deputati, previa prenotazione, ricevono il tesserino da parlamentare per il quale devono anche fare una foto e lasciare le impronte digitali per il voto. In dono, inoltre, una piccola bag con dentro il regolamento della Camera e una guida del parlamentare con tutte le informazioni utili per la vita nel Palazzo. I vestiti scelti per l'occasione Puntuali per la registrazione il ministro Andrea Orlando, pronto a sbrigare la pratica prima del Cdm fissato per le 17, il sottosegretario Giorgio Mulé, il renziano Matteo Richetti nonché la dem Michela Di Biasi. Elegantissima, nel suo tailler nero, tacchi a riporto e perle ai lobi. Completi eleganti per gli onorevoli, tailler - molti colorati, dal blu al fucsia al verde bosco - per le donne. Unico elemento di rottura, le sneakers ai piedi, calzate indifferentemente da deputati e deputate, in linea con i tempi che corrono Tra i volti noti arrivati a Montecitorio c'è quello di Rita Dalla Chiesa, voluta in Parlamento da Silvio Berlusconi in persona, che ha puntato tantissimo sulla sua candidatura. Lei - come tanti altri eletti, soprattutto giovani leve - fa i conti con la mancata prenotazione della registrazione, costretta a ripiegare su un appuntamento nella giornata di mercoledì. «Sono molto emozionata», ammette, spiegando che non tutti i mali vengono per nuocere: «vabbè, ho rotto il ghiaccio - dice - annusato un po' l'aria e visto l'effetto che fa». Poi chiede ai commessi indicazioni per un'uscita secondaria con l'obiettivo di dribblare i fotografi, assiepati all'ingresso principale: solo un antipasto della ressa che ci sarà giovedì prossimo, quando si taglierà ufficialmente il nastro della XIX Legislatura. LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA "Tra qualche settimana, su questi banchi siederà il nuovo esecutivo, espressione del risultato delle elezioni che si sono appena tenute. Vi rinnovo l'invito ad agevolare una transizione ordinata, che permetta a chi verrà di mettersi al lavoro da subito. Lo dobbiamo alle istituzioni di cui abbiamo fatto parte, ma soprattutto lo dobbiamo ai cittadini. I governi passano, l'Italia resta". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al Consiglio dei Ministri odierno.
"L'unità nazionale è, per forza di cose, un'esperienza eccezionale, che avviene soltanto nei momenti di crisi profonda. Mantenerla, come avete fatto, per molti mesi, richiede maturità, senso dello Stato, e anche un bel po' di pazienza. I cittadini si aspettavano molto da voi - e voi li avete serviti al meglio. Potete essere orgogliosi di quanto fatto, dei risultati che avete raggiunto, dei progetti che avete avviato e che altri sapranno completare", ha affermato il Presidente del Consiglio dimissionario.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla Regione Basilicata è indagato il presidente Vito Bardi (Forza Italia). Una perquisizione è stata eseguita nel suo ufficio presso la Regione, con acquisizione di dispositivi. Il coinvolgimento del governatore lucano era già emerso diversi mesi fa quando si era appreso di una proroga delle indagini preliminari dell'autorità giudiziaria potentina sul filone dei tamponi effettuati ai vertici della Regione Basilicata in un periodo in cui i test diagnostici processati erano molto pochi, a marzo del 2020. Secondo l'impostazione accusatoria, i tamponi vennero effettuati ai vertici dell'amministrazione regionale mentre alcune persone che avevano contratto il Covid lo avevano richiesto e atteso per molti giorni, come nei casi di Antonio Nicastro e Palmiro Parisi, poi deceduti. A commento di queste notizie, Bardi aveva espresso «totale fiducia nella magistratura» e finora ha sempre escluso proprie responsabilità poiché sottoposto a test diagnostico in quanto contatto stretto di positivi, secondo i protocolli sanitari. Bardi non è stato colpito da misure cautelari. Le altre misure cautelari riguardano l'assessore lucano all'agricoltura, Francesco Cupparo (Forza Italia), a cui è stato notificato l'obbligo di dimora. Provvedimento analogo per l'ex assessore alla sanità, Rocco Leone (attuale consigliere regionale di Fratelli d'Italia). Il divieto di dimora nel capoluogo lucano e la misura interdittiva all'esercizio di funzioni pubbliche è stato notificato a Giuseppe Spera, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Potenza. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di induzione indebita, corruzione, tentata concussione e altri reati contro la pubblica amministrazione. Il presidente Vito Bardi: «Vado avanti» «Si va avanti in un momento di crisi senza precedenti»: lo ha detto all'ANSA il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, indagato nell'ambito di un'inchiesta sulla sanità in Basilicata. «Sono come sempre disponibile a collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto», ha aggiunto Bardi. Fonti vicine al governatore lucano hanno inoltre sottolineato che le delibere oggetto dell'inchiesta «sono atti pubblici, approvate senza secondi fini». Per quanto riguarda i tamponi, Bardi ha sottolineato di «non aver ricevuto alcun favore».
Arrestato consigliere di Forza Italia
Il capogruppo di Forza Italia in Regione Basilicata,Francesco Piro, è stato arrestato nell'ambito dell'operazione della Dda di Potenza, condotta da Polizia e Carabinieri. Piro aveva «relazioni con esponenti della locale criminalità organizzata». Secondo la Dda di Potenza, «non di rado per raggiungere proprie finalità personali, politiche ed elettorali, e a scopo intimidatorio, ostentava ai suoi interlocutori i suoi asseriti collegamenti con contesti criminali calabresi».
Indagato Rosa, neo senatore di Fratelli d'Italia
Gianni Rosa, eletto al Senato con Fratelli d'Italia alle Politiche dello scorso 25 settembre, è tra gli indagati dell'inchiesta sulla sanità lucana coordinata dalla Dda di Potenza. Rosa è stato assessore all'ambiente della Regione Basilicata dalla primavera del 2019 allo scorso mese di febbraio. Rosa è indagato per abuso d'ufficio in concorso con il governatore Vito Bardi e gli altri quattro assessori lucani in carica nell'aprile del 2020 (Francesco Fanelli, Rocco Leone, Francesco Cupparo e Donatella Merra) per una vicenda che riguarda «un disegno criminoso» volto - è scritto nelle carte dell'inchiesta - alla «eliminazione» di Massimo Barresi, all'epoca dei fatti direttore generale dell'ospedale San Carlo di Potenza, «e al suo conseguente licenziamento». Barresi è poi decaduto dall'incarico il 6 agosto 2020 dopo una sentenza del Tar per la Basilicata e il giorno dopo, il 7 agosto 2020, la giunta lucana nominò commissario del San Carlo Giuseppe Spera (attuale direttore generale) nei cui confronti oggi è stato disposto il divieto di dimora nel capoluogo lucano e la misura interdittiva all'esercizio di funzioni pubbliche.
Oltre cento indagati
Sono oltre cento gli indagati nell'ambito dell'operazione della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla sanità lucana che stamani ha portato a diverse misure cautelari. Secondo quanto si è finora appreso, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata stamani al capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Piro, arrestato a Lagonegro ( Potenza). Proprio la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, nell'area sud della regione, sarebbe al centro dell'inchiesta che vede coinvolti diversi uomini politici e amministratori lucani. Tra questi l'attuale assessore regionale all'agricoltura, Francesco Cupparo (Forza Italia), nei cui confronti è stato disposto un divieto dimora a Potenza e l'ex assessore lucano alla sanità, Rocco Leone (attualmente consigliere regionale di Fratelli d'Italia) a cui è stato notificato l'obbligo di dimora a Policoro (Matera). Tra le persone coinvolte anche il direttore generale dell'ospedale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'omaggio, tra il serio e il faceto, alla «futura premier senza paura e sincera» C'è chi regala fiori e chi mucche. A una settimana dalla vittoria alle elezioni di Giorgia Meloni non si fermano gli auguri e le attestazioni di stima dei capi di Stato. Accanto ai tweet dei premier europei, è arrivato anche il messaggio del generale dell'Uganda Muhoozi Kainerugaba, che alla leader di Fratelli d'Italia ha offerto cento mucche. Giorgia Soleri, ancora problemi di salute: «Ho la fibromialgia». Il suo annuncio su Instagram Giorgia Meloni, cento mucche come «dono di nozze»: la proposta del generale dell'Uganda Figlio del presidente ugandese Yoweri Museveni e probabile suo successore al potere, Kainerugaba si è congratulato con Giorgia Meloni, «futura premier senza paura e sincera», offrendole in dono cento capi di pregiatissimo bestiame locale.«Per i miei amici italiani, queste sono le mucche Nkore», ha precisato il generale, pubblicando alcune immagini dei bovini con mantello scuro e corna arcuate, come a mostrare la qualità degli animali. «Gli europei regalano fiori alle donne che gli piacciono? Non l'ho mai capita come cosa. Nella nostra cultura a una donna che ti piace regali una mucca». Non è chiaro quanto sia seria la proposta di Kainerugaba, che ai suoi quasi 600mila follower ha fatto sapere di avere coinvolto persino l'ambasciatore italiano in Uganda, Massimiliano Mazzanti, per negoziare «il prezzo del matrimonio». Per il momento da Giorgia Meloni nessuna risposta. di Elena Fausta Gadeschi LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La nota Avellino. Archiviata l’elezione di ieri al consiglio del Distretto idrico irpino, caratterizzata da un forte e legittimo scontro politico, oggi l’assembla dell’Alto Calore è chiamata ad approvare le modifiche allo statuto per consentire di presentare in tribunale il giorno 11 novembre il piano di concordato per la salvaguardia dell’ente. Il mio auspicio è che gli attori della vicenda, politici e non (e ricordo che come Movimento Cinque Stelle non abbiamo sindaci soci dell’Alto Calore), è che il giorno 11 è praticamente domani e che dunque è necessario un accordo sul piano giuridico, non politico, per difendere l’Alto Calore e le sue maestranze. Altrimenti il destino giuridico dell’Alto Calore è già segnato. La mancata presentazione di qualsiasi piano di concordato equivale al fallimento con conseguenze inesorabili anche per i comuni soci Il mio è pertanto soltanto un richiamo alla responsabilità per chi è in campo in questo momento perché, dato il momento emergenziale, trovino una soluzione condivisa che metta al centro la gestione pubblica della risorsa idrica. Il tempo delle miopi battaglie politiche sull’acqua sta per scadere. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA "In questo momento le notizie che i giornalisti ricamano da tutta una serie di colloqui vanno prese con le pinse. Credo che non ci sia nessuna regola ufficiale, anche se mi sembrerebbe un giusto criterio per dare un senso di novità e di cambiamento per il governo ma non credo che ci siano cose tassative". Lo afferma Ignazio La Russa, senatore di Fdi a radio anch'io su radio1 a chi gli chiede se uno dei criteri che verrà usato nella scelta dei ministri è che non abbiano ricoperto già lo stesso incarico. Quanto al modo di procedere per la costruzione della squadra il vicepresidente di palazzo Madama prosegue: "Io credo che in questa fase se ne occupino solo i leader che poi si confrontano con le proprie classi dirigenti è un dato normale, ma la sintesi spetta ai leader e Meloni sta lavorando giorno e notte perchè sa che bisogna fare presto perchè le urgenze sono tante e non c'è tempo da perdere". "Prudenza". Oltre al silenzio, suo e dei suoi più stretti collaboratori, Giorgia Meloni invita tutti a non lasciare correre troppo la fantasia nel gioco del toto-ministri. Ma la vera emergenza per il primo ministro in pectore è la crisi energetica. Per cui in serata, dopo una giornata di incontri tecnici dedicati al dossier energia, Giorgia Meloni sottolinea che il suo dovere è di non perdere tempo: "vediamo di capire quando sono le consultazioni, bisogna cercare di fare presto, ci sono troppe scadenze importanti", dice ai cronisti lasciando Montecitorio. Ma non solo. La leader di Fratelli d'Italia conferma che il suo obiettivo è di mantenere l'unità della coalizione di centrodestra nonostante le inevitabili tensioni che si stanno manifestando per la scelta della squadra di governo. Infatti spiega che "ragionevolmente" la coalizione si presenterà insieme di fronte al presidente Mattarella nel giorno delle consultazioni. E c'è tempo anche per cercare di spiegare i suoi rapporti con il premier Mario Draghi, oggetto di più e più interpretazioni della stampa. "Leggo tante cose, la Meloni è diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio", aggiunge rispondendo alle domande dei giornalisti. Infatti poco prima fonti del partito avevano voluto precisare che al Consiglio europeo del 20 e del 21 ottobre molto probabilmente sarà ancora Mario Draghi - con cui i contatti sono continui - a rappresentare l'Italia e che quindi, avevano sottolineano da via della Scrofa, non c'è nessuna intenzione di creare "fratture" tra vecchio e nuovo governo. Ma i documenti, e la proposta italiana in arrivo, mettono le mani avanti da Fdi, sono quelli elaborati dall'esecutivo ancora in carica. Quindi, è il refrain, la squadra quando sarà il momento sarà pronta e sarà all'altezza. Poi Lega e Forza Italia ripetono che l'esecutivo di centrodestra sarà "politico", dopo che la sola idea circolata nel fine settimana di una prevalenza di tecnici, e nei ruoli chiave, aveva sollevato un vespaio tra gli alleati. La leader di Fdi come oramai d'abitudine trascorre tutto il pomeriggio Montecitorio. "Leggo cose surreali che poi dovrei commentare" sono le uniche parole che dice prima di chiudersi negli uffici del gruppo a occuparsi dei dossier economici, la crisi dell'energia su tutti, con la "stella polare" della difesa dell'interesse nazionale. Fazzolari (che molti vedono in pole come sottosegretario alla presidenza), dopo aver visto Meloni, non entra nel merito del "borsino" dei ministri ma minimizza le tensioni con gli alleati spiegando che "non c'è polemica sui tecnici" e neanche sul presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Fa fede, assicura, il programma condiviso dal centrodestra che prevede, almeno per ora l'opzione minimal della flat tax incrementale e dell'aumento a 100mila euro della soglia per gli autonomi. Si vedono andare e venire anche Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. E alla Camera si affaccia anche la neoeletta senatrice Lavinia Mennuni (che ha battuto nel suo collegio Emma Bonino e Carlo Calenda). L'idea sarebbe quella di arrivare all'appuntamento del 13 ottobre con l'intesa tra alleati sul pacchetto completo, presidenze delle Camere e ministri, da sottoporre ovviamente poi al vaglio del presidente della Repubblica. Anche perché è un gioco a incastri: se, come risale nelle quotazioni, dovesse passare lo schema che vede Ignazio La Russa sullo scranno più alto di Palazzo Madama e un leghista alla Camera - si fanno i nomi di Riccardo Molinari o di Giancarlo Giorgetti - Forza Italia andrebbe compensata con un ministero di peso come la Farnesina, dove resta in campo anche l'ipotesi Elisabetta Belloni ma a quel punto potrebbe andare invece Antonio Tajani, che sarebbe anche il capodelegazione di Fi al governo. Per Silvio Berlusconi, poi, in Consiglio dei ministri non potrà mancare - è un suo puntiglio - la fidatissima Licia Ronzulli. Nell'idea del Cav potrebbe essere destinata alla sanità ma per quel dicastero si guarda a una figura con maggiori competenze specifiche. Altri papabili in casa Fi sono Alessandro Cattaneo e Anna Maria Bernini (che potrebbe anche essere riconfermata nel ruolo di capogruppo). Per gli Affari europei resta forte il nome di Raffaele Fitto, mentre al momento Giulia Bongiorno avrebbe perso il derby con Carlo Nordio per la Giustizia. E se resta ancora da riempire la casella del ministero dell'Economia (il pressing su Fabio Panetta si farebbe sempre più incalzante) l'altro nodo ancora da sciogliere rimane quello del ruolo di Matteo Salvini, che farà la sua mossa riunendo il consiglio federale a Roma (Meloni farà un punto con l'esecutivo di Fdi mercoledì). Il leader leghista - se davvero non dovesse spuntare il ritorno al ministero dell'Interno, cui guarda anche Tajani in alternativa agli Esteri - vorrebbe almeno la vicepresidenza del Consiglio. Che riaprirebbe all'ipotesi della prima ora di due vice.