Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Unico elemento di rottura, le sneakers ai piedi, calzate indifferentemente da deputati e deputate, in linea con i tempi che corrono Sono 400 i nuovi deputati. 230 in meno rispetto all'ultima legislatura, dopo che è stato ridotto il numero con la legge 1 del 2020. La registrazione dei neo eletti è iniziata a oggi. E la prima a tagliare il traguardo è stata Ylenja Lucaselli di Fdi, classe '76. Come avviene la registrazione Nella Sala del Mappamondo, allestita come di consueto per l'occasione, nulla è lasciato al caso: i deputati, previa prenotazione, ricevono il tesserino da parlamentare per il quale devono anche fare una foto e lasciare le impronte digitali per il voto. In dono, inoltre, una piccola bag con dentro il regolamento della Camera e una guida del parlamentare con tutte le informazioni utili per la vita nel Palazzo. I vestiti scelti per l'occasione Puntuali per la registrazione il ministro Andrea Orlando, pronto a sbrigare la pratica prima del Cdm fissato per le 17, il sottosegretario Giorgio Mulé, il renziano Matteo Richetti nonché la dem Michela Di Biasi. Elegantissima, nel suo tailler nero, tacchi a riporto e perle ai lobi. Completi eleganti per gli onorevoli, tailler - molti colorati, dal blu al fucsia al verde bosco - per le donne. Unico elemento di rottura, le sneakers ai piedi, calzate indifferentemente da deputati e deputate, in linea con i tempi che corrono Tra i volti noti arrivati a Montecitorio c'è quello di Rita Dalla Chiesa, voluta in Parlamento da Silvio Berlusconi in persona, che ha puntato tantissimo sulla sua candidatura. Lei - come tanti altri eletti, soprattutto giovani leve - fa i conti con la mancata prenotazione della registrazione, costretta a ripiegare su un appuntamento nella giornata di mercoledì. «Sono molto emozionata», ammette, spiegando che non tutti i mali vengono per nuocere: «vabbè, ho rotto il ghiaccio - dice - annusato un po' l'aria e visto l'effetto che fa». Poi chiede ai commessi indicazioni per un'uscita secondaria con l'obiettivo di dribblare i fotografi, assiepati all'ingresso principale: solo un antipasto della ressa che ci sarà giovedì prossimo, quando si taglierà ufficialmente il nastro della XIX Legislatura. LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA "Tra qualche settimana, su questi banchi siederà il nuovo esecutivo, espressione del risultato delle elezioni che si sono appena tenute. Vi rinnovo l'invito ad agevolare una transizione ordinata, che permetta a chi verrà di mettersi al lavoro da subito. Lo dobbiamo alle istituzioni di cui abbiamo fatto parte, ma soprattutto lo dobbiamo ai cittadini. I governi passano, l'Italia resta". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al Consiglio dei Ministri odierno.
"L'unità nazionale è, per forza di cose, un'esperienza eccezionale, che avviene soltanto nei momenti di crisi profonda. Mantenerla, come avete fatto, per molti mesi, richiede maturità, senso dello Stato, e anche un bel po' di pazienza. I cittadini si aspettavano molto da voi - e voi li avete serviti al meglio. Potete essere orgogliosi di quanto fatto, dei risultati che avete raggiunto, dei progetti che avete avviato e che altri sapranno completare", ha affermato il Presidente del Consiglio dimissionario.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla Regione Basilicata è indagato il presidente Vito Bardi (Forza Italia). Una perquisizione è stata eseguita nel suo ufficio presso la Regione, con acquisizione di dispositivi. Il coinvolgimento del governatore lucano era già emerso diversi mesi fa quando si era appreso di una proroga delle indagini preliminari dell'autorità giudiziaria potentina sul filone dei tamponi effettuati ai vertici della Regione Basilicata in un periodo in cui i test diagnostici processati erano molto pochi, a marzo del 2020. Secondo l'impostazione accusatoria, i tamponi vennero effettuati ai vertici dell'amministrazione regionale mentre alcune persone che avevano contratto il Covid lo avevano richiesto e atteso per molti giorni, come nei casi di Antonio Nicastro e Palmiro Parisi, poi deceduti. A commento di queste notizie, Bardi aveva espresso «totale fiducia nella magistratura» e finora ha sempre escluso proprie responsabilità poiché sottoposto a test diagnostico in quanto contatto stretto di positivi, secondo i protocolli sanitari. Bardi non è stato colpito da misure cautelari. Le altre misure cautelari riguardano l'assessore lucano all'agricoltura, Francesco Cupparo (Forza Italia), a cui è stato notificato l'obbligo di dimora. Provvedimento analogo per l'ex assessore alla sanità, Rocco Leone (attuale consigliere regionale di Fratelli d'Italia). Il divieto di dimora nel capoluogo lucano e la misura interdittiva all'esercizio di funzioni pubbliche è stato notificato a Giuseppe Spera, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Potenza. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di induzione indebita, corruzione, tentata concussione e altri reati contro la pubblica amministrazione. Il presidente Vito Bardi: «Vado avanti» «Si va avanti in un momento di crisi senza precedenti»: lo ha detto all'ANSA il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, indagato nell'ambito di un'inchiesta sulla sanità in Basilicata. «Sono come sempre disponibile a collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto», ha aggiunto Bardi. Fonti vicine al governatore lucano hanno inoltre sottolineato che le delibere oggetto dell'inchiesta «sono atti pubblici, approvate senza secondi fini». Per quanto riguarda i tamponi, Bardi ha sottolineato di «non aver ricevuto alcun favore».
Arrestato consigliere di Forza Italia
Il capogruppo di Forza Italia in Regione Basilicata,Francesco Piro, è stato arrestato nell'ambito dell'operazione della Dda di Potenza, condotta da Polizia e Carabinieri. Piro aveva «relazioni con esponenti della locale criminalità organizzata». Secondo la Dda di Potenza, «non di rado per raggiungere proprie finalità personali, politiche ed elettorali, e a scopo intimidatorio, ostentava ai suoi interlocutori i suoi asseriti collegamenti con contesti criminali calabresi».
Indagato Rosa, neo senatore di Fratelli d'Italia
Gianni Rosa, eletto al Senato con Fratelli d'Italia alle Politiche dello scorso 25 settembre, è tra gli indagati dell'inchiesta sulla sanità lucana coordinata dalla Dda di Potenza. Rosa è stato assessore all'ambiente della Regione Basilicata dalla primavera del 2019 allo scorso mese di febbraio. Rosa è indagato per abuso d'ufficio in concorso con il governatore Vito Bardi e gli altri quattro assessori lucani in carica nell'aprile del 2020 (Francesco Fanelli, Rocco Leone, Francesco Cupparo e Donatella Merra) per una vicenda che riguarda «un disegno criminoso» volto - è scritto nelle carte dell'inchiesta - alla «eliminazione» di Massimo Barresi, all'epoca dei fatti direttore generale dell'ospedale San Carlo di Potenza, «e al suo conseguente licenziamento». Barresi è poi decaduto dall'incarico il 6 agosto 2020 dopo una sentenza del Tar per la Basilicata e il giorno dopo, il 7 agosto 2020, la giunta lucana nominò commissario del San Carlo Giuseppe Spera (attuale direttore generale) nei cui confronti oggi è stato disposto il divieto di dimora nel capoluogo lucano e la misura interdittiva all'esercizio di funzioni pubbliche.
Oltre cento indagati
Sono oltre cento gli indagati nell'ambito dell'operazione della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla sanità lucana che stamani ha portato a diverse misure cautelari. Secondo quanto si è finora appreso, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata stamani al capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Piro, arrestato a Lagonegro ( Potenza). Proprio la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, nell'area sud della regione, sarebbe al centro dell'inchiesta che vede coinvolti diversi uomini politici e amministratori lucani. Tra questi l'attuale assessore regionale all'agricoltura, Francesco Cupparo (Forza Italia), nei cui confronti è stato disposto un divieto dimora a Potenza e l'ex assessore lucano alla sanità, Rocco Leone (attualmente consigliere regionale di Fratelli d'Italia) a cui è stato notificato l'obbligo di dimora a Policoro (Matera). Tra le persone coinvolte anche il direttore generale dell'ospedale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'omaggio, tra il serio e il faceto, alla «futura premier senza paura e sincera» C'è chi regala fiori e chi mucche. A una settimana dalla vittoria alle elezioni di Giorgia Meloni non si fermano gli auguri e le attestazioni di stima dei capi di Stato. Accanto ai tweet dei premier europei, è arrivato anche il messaggio del generale dell'Uganda Muhoozi Kainerugaba, che alla leader di Fratelli d'Italia ha offerto cento mucche. Giorgia Soleri, ancora problemi di salute: «Ho la fibromialgia». Il suo annuncio su Instagram Giorgia Meloni, cento mucche come «dono di nozze»: la proposta del generale dell'Uganda Figlio del presidente ugandese Yoweri Museveni e probabile suo successore al potere, Kainerugaba si è congratulato con Giorgia Meloni, «futura premier senza paura e sincera», offrendole in dono cento capi di pregiatissimo bestiame locale.«Per i miei amici italiani, queste sono le mucche Nkore», ha precisato il generale, pubblicando alcune immagini dei bovini con mantello scuro e corna arcuate, come a mostrare la qualità degli animali. «Gli europei regalano fiori alle donne che gli piacciono? Non l'ho mai capita come cosa. Nella nostra cultura a una donna che ti piace regali una mucca». Non è chiaro quanto sia seria la proposta di Kainerugaba, che ai suoi quasi 600mila follower ha fatto sapere di avere coinvolto persino l'ambasciatore italiano in Uganda, Massimiliano Mazzanti, per negoziare «il prezzo del matrimonio». Per il momento da Giorgia Meloni nessuna risposta. di Elena Fausta Gadeschi LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La nota Avellino. Archiviata l’elezione di ieri al consiglio del Distretto idrico irpino, caratterizzata da un forte e legittimo scontro politico, oggi l’assembla dell’Alto Calore è chiamata ad approvare le modifiche allo statuto per consentire di presentare in tribunale il giorno 11 novembre il piano di concordato per la salvaguardia dell’ente. Il mio auspicio è che gli attori della vicenda, politici e non (e ricordo che come Movimento Cinque Stelle non abbiamo sindaci soci dell’Alto Calore), è che il giorno 11 è praticamente domani e che dunque è necessario un accordo sul piano giuridico, non politico, per difendere l’Alto Calore e le sue maestranze. Altrimenti il destino giuridico dell’Alto Calore è già segnato. La mancata presentazione di qualsiasi piano di concordato equivale al fallimento con conseguenze inesorabili anche per i comuni soci Il mio è pertanto soltanto un richiamo alla responsabilità per chi è in campo in questo momento perché, dato il momento emergenziale, trovino una soluzione condivisa che metta al centro la gestione pubblica della risorsa idrica. Il tempo delle miopi battaglie politiche sull’acqua sta per scadere. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA "In questo momento le notizie che i giornalisti ricamano da tutta una serie di colloqui vanno prese con le pinse. Credo che non ci sia nessuna regola ufficiale, anche se mi sembrerebbe un giusto criterio per dare un senso di novità e di cambiamento per il governo ma non credo che ci siano cose tassative". Lo afferma Ignazio La Russa, senatore di Fdi a radio anch'io su radio1 a chi gli chiede se uno dei criteri che verrà usato nella scelta dei ministri è che non abbiano ricoperto già lo stesso incarico. Quanto al modo di procedere per la costruzione della squadra il vicepresidente di palazzo Madama prosegue: "Io credo che in questa fase se ne occupino solo i leader che poi si confrontano con le proprie classi dirigenti è un dato normale, ma la sintesi spetta ai leader e Meloni sta lavorando giorno e notte perchè sa che bisogna fare presto perchè le urgenze sono tante e non c'è tempo da perdere". "Prudenza". Oltre al silenzio, suo e dei suoi più stretti collaboratori, Giorgia Meloni invita tutti a non lasciare correre troppo la fantasia nel gioco del toto-ministri. Ma la vera emergenza per il primo ministro in pectore è la crisi energetica. Per cui in serata, dopo una giornata di incontri tecnici dedicati al dossier energia, Giorgia Meloni sottolinea che il suo dovere è di non perdere tempo: "vediamo di capire quando sono le consultazioni, bisogna cercare di fare presto, ci sono troppe scadenze importanti", dice ai cronisti lasciando Montecitorio. Ma non solo. La leader di Fratelli d'Italia conferma che il suo obiettivo è di mantenere l'unità della coalizione di centrodestra nonostante le inevitabili tensioni che si stanno manifestando per la scelta della squadra di governo. Infatti spiega che "ragionevolmente" la coalizione si presenterà insieme di fronte al presidente Mattarella nel giorno delle consultazioni. E c'è tempo anche per cercare di spiegare i suoi rapporti con il premier Mario Draghi, oggetto di più e più interpretazioni della stampa. "Leggo tante cose, la Meloni è diventata draghiana. Io penso che persone normali che cercano di organizzare una transizione ordinata nel rispetto delle istituzioni facciano una cosa normale, non è che si fa un inciucio", aggiunge rispondendo alle domande dei giornalisti. Infatti poco prima fonti del partito avevano voluto precisare che al Consiglio europeo del 20 e del 21 ottobre molto probabilmente sarà ancora Mario Draghi - con cui i contatti sono continui - a rappresentare l'Italia e che quindi, avevano sottolineano da via della Scrofa, non c'è nessuna intenzione di creare "fratture" tra vecchio e nuovo governo. Ma i documenti, e la proposta italiana in arrivo, mettono le mani avanti da Fdi, sono quelli elaborati dall'esecutivo ancora in carica. Quindi, è il refrain, la squadra quando sarà il momento sarà pronta e sarà all'altezza. Poi Lega e Forza Italia ripetono che l'esecutivo di centrodestra sarà "politico", dopo che la sola idea circolata nel fine settimana di una prevalenza di tecnici, e nei ruoli chiave, aveva sollevato un vespaio tra gli alleati. La leader di Fdi come oramai d'abitudine trascorre tutto il pomeriggio Montecitorio. "Leggo cose surreali che poi dovrei commentare" sono le uniche parole che dice prima di chiudersi negli uffici del gruppo a occuparsi dei dossier economici, la crisi dell'energia su tutti, con la "stella polare" della difesa dell'interesse nazionale. Fazzolari (che molti vedono in pole come sottosegretario alla presidenza), dopo aver visto Meloni, non entra nel merito del "borsino" dei ministri ma minimizza le tensioni con gli alleati spiegando che "non c'è polemica sui tecnici" e neanche sul presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Fa fede, assicura, il programma condiviso dal centrodestra che prevede, almeno per ora l'opzione minimal della flat tax incrementale e dell'aumento a 100mila euro della soglia per gli autonomi. Si vedono andare e venire anche Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. E alla Camera si affaccia anche la neoeletta senatrice Lavinia Mennuni (che ha battuto nel suo collegio Emma Bonino e Carlo Calenda). L'idea sarebbe quella di arrivare all'appuntamento del 13 ottobre con l'intesa tra alleati sul pacchetto completo, presidenze delle Camere e ministri, da sottoporre ovviamente poi al vaglio del presidente della Repubblica. Anche perché è un gioco a incastri: se, come risale nelle quotazioni, dovesse passare lo schema che vede Ignazio La Russa sullo scranno più alto di Palazzo Madama e un leghista alla Camera - si fanno i nomi di Riccardo Molinari o di Giancarlo Giorgetti - Forza Italia andrebbe compensata con un ministero di peso come la Farnesina, dove resta in campo anche l'ipotesi Elisabetta Belloni ma a quel punto potrebbe andare invece Antonio Tajani, che sarebbe anche il capodelegazione di Fi al governo. Per Silvio Berlusconi, poi, in Consiglio dei ministri non potrà mancare - è un suo puntiglio - la fidatissima Licia Ronzulli. Nell'idea del Cav potrebbe essere destinata alla sanità ma per quel dicastero si guarda a una figura con maggiori competenze specifiche. Altri papabili in casa Fi sono Alessandro Cattaneo e Anna Maria Bernini (che potrebbe anche essere riconfermata nel ruolo di capogruppo). Per gli Affari europei resta forte il nome di Raffaele Fitto, mentre al momento Giulia Bongiorno avrebbe perso il derby con Carlo Nordio per la Giustizia. E se resta ancora da riempire la casella del ministero dell'Economia (il pressing su Fabio Panetta si farebbe sempre più incalzante) l'altro nodo ancora da sciogliere rimane quello del ruolo di Matteo Salvini, che farà la sua mossa riunendo il consiglio federale a Roma (Meloni farà un punto con l'esecutivo di Fdi mercoledì). Il leader leghista - se davvero non dovesse spuntare il ritorno al ministero dell'Interno, cui guarda anche Tajani in alternativa agli Esteri - vorrebbe almeno la vicepresidenza del Consiglio. Che riaprirebbe all'ipotesi della prima ora di due vice.
INSERITO DA MORENA MOTTA "Il problema del Pd non sta nel nome o nel simbolo, ma nella capacità di rappresentare le persone e costruire un progetto coerente e credibile per gli obiettivi per cui è nato - dice Stefano Bonaccini -: dare diritti a chi ne ha di meno, realizzare una transizione ecologica che tenga insieme le ragioni dell'ambiente con quelle del lavoro, costruire un'Italia più moderna, più forte e più giusta". "Anche la classe dirigente va rinnovata nella sostanza, non per slogan: abbiamo donne e uomini nel partito dei territori, amministratrici e amministratori che hanno dimostrato sul campo di saper vincere"."Smettiamola di tenerli in panchina". "Nel dibattito surreale su cosa debba fare la sinistra per rappresentare i più deboli si dimenticano le basi - scrive su Facebook il segretario di Azione, Carlo Calenda -: la ricostruzione del welfare, a partire da istruzione e sanità. Non coprire più le fragilità dello Stato con i bonus ma riformarlo. Non dare sussidi ma istruzione". "Invece tutto si riduce a Conte vs Calenda. Il programma 5S non protegge perché non emancipa. Non è equo perché distribuisce soldi anche a chi non ne ha bisogno (110%). E inseguirlo sui bonus ai diciottenni non convince neppure i diciottenni. Parlate di programmi, non semplificate. Le etichette celano grandi fregature. Vi ricordate l'acqua pubblica? 2.300 società, 83% pubbliche, incapaci di fare investimenti, trasformate in poltronifici e la peggiore rete idrica del mondo. Occorre un dibattito serio su come si correggono le ingiustizie sociali, non slogan". "Domani mi incontrerò con Renzi e parleremo anche delle regionali definendo una linea per il Lazio e la Lombardia", ha detto poi all'ANSA Calenda, interpellato in merito alle prossime elezioni regionali. Calenda ha poi sottolineato: "Il sistema elettorale è quello che, non prevede ballottaggio e ne terremo conto per le eventuali alleanze". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Studia il dossier energia. Su tavolo nodo ministeri, ma nomi lontani. Nota congiunta di Fdi e Lega al termine del vertice: 'Unità di intenti tra i leader' In attesa che si formi il nuovo Esecutivo, da Palazzo Chigi non si perde tempo e si convoca, per il pomeriggio, il Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno la Nota di aggiornamento al Def e alcuni decreti attuativi relativi a riforme del Pnrr come quella degli Irccs e della giustizia. Ma anche in Parlamento si fissano calendari e scadenze con il presidente della Camera uscente Roberto Fico che comunica come il decreto 'Aiuti-ter' comincerà il suo iter a Montecitorio. Giorgia Meloni, intanto, è al lavoro sulla squadra di governo e incontra a Montecitorio il leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto. Un colloquio durato circa un'ora dal quale emerge la voglia di "grande collaborazione e unità di intenti". "Entrambi i leader - si legge in una nota diffusa al termine del faccia a faccia - hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del Parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo". "Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da P.Chigi su un 'patto' Meloni-Draghi", hanno sottolineato fonti di Fdi in una nota riferendosi all'incontro tra Meloni e Salvini. E hanno ricordato il post della Meloni su Fb in cui aveva scritto 'Trovo surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l'anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare". Nel frattempo, come accade ogni volta che si deve dar vita ad un nuovo Esecutivo, impazza il toto nomi. Si parla dell'attuale vertice del Dis Elisabetta Belloni agli Esteri, del braccio destro di Berlusconi Licia Ronzulli alla Scuola o alla Salute. Di Antonio Tajani praticamente ovunque: c'è chi lo dà alla Farnesina, chi come presidente della Camera o alla guida della Difesa. E ancora: sui giornali il nome di Giulia Bongiorno compare sia per la Giustizia, sia per la P.A, mentre, sempre alla Salute, si ipotizza Letizia Moratti. Ma è evidente che in questa sorta di gioco di società di 'trova la casella giusta' non si saprà nulla di veramente certo fino all'ultimo. Tra i rumors del Transatlantico, si darebbe fuori dalla compagine ministeriale Salvini per il quale invece la leader di FdI potrebbe ritagliare un ruolo da vicepremier, in tandem con il 'jolly' Tajani. E questo, nonostante i leghisti facciano sapere che sul web "in tantissimi" vorrebbero il 'Capitano' al Viminale. Unica certezza al momento: lei vuol rendere "inattaccabile" la squadra da ogni critica esterna. Meloni, infatti, smentisce i retroscena sui giornali, a cominciare da quello che lei direbbe no al segretario della Lega perché "troppo filo russo". E anche Palazzo Chigi spiega che non esiste alcun "patto con Meloni" per garantire le indicazioni dell'Ue anche su Kiev, precisando che l'impegno del governo uscente è quello di "garantire un'ordinata transizione nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali". Nei partiti, intanto, continua la conta di 'morti e feriti' con Carlo Calenda che fa la sua previsione piuttosto fosca assicurando che un eventuale governo a guida Meloni non potrà durare più di 6 mesi. Commenti drastici anche nei confronti del Pd per il quale il leader di Azione paventa "una crisi irreversibile". E infatti tra i Democratici le acque restano quanto mai agitate, con Enrico Letta che convoca la Direzione il 6 ottobre in vista del Congresso, con Matteo Orfini che definisce "una genialità" il fatto che spuntino due candidati al giorno per la segreteria e con il coordinatore dei sindaci Dem Matteo Ricci che punta il dito contro chi pensa che sia solo una questione di nomi e non di contenuti e di progetti. Più sarcastico Emanuele Fiano che ricorda come il congresso del Pd non sia "il casting per X Factor". Archiviata, almeno ufficialmente, la resa dei conti interna alla Lega, dopo il Consiglio Federale dal quale è emerso come non sia in discussione la leadership di Salvini, è Fratelli d'Italia che parla di contenuti. "Guidati", comunque, dall'Ue che invita tutti i Paesi a sostenere misure di "sostegno al reddito minimo" per ridurre la povertà e accelera sul tetto del gas che Guido Crosetto vede "come un prezzo al metro cubo fissato per i consumatori finali, aziende e cittadini, individuati in ordine di priorità e necessità". Sbarra, nuovo Governo coinvolga il sindacato La Cisl chiede alla maggioranza uscita dalle elezioni di coinvolgere il sindacato nelle dinamiche di decisione. "Le urne - afferma il segretario generale, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Fit Cisl - hanno dato un risultato netto, affidando un grande onere al centrodestra e al partito guidato da Giorgia Meloni. Il nuovo governo dovrà coinvolgere nelle dinamiche di decisione il sindacato ed il riformismo sociale. La Cisl, come sempre, giudicherà l'albero dai frutti, senza pregiudizi, esercitando la propria soggettività politica con autonomia, cercando il dialogo senza timori, né timidezze". "Avremo come unico metro di giudizio - dice - i contenuti e le azioni concrete, insieme alla disponibilità del nuovo governo ad aprirsi al confronto e misurarsi con le priorità della nostra Agenda Sociale. Si aprono giorni decisivi per formare un governo stabile, competente, aperto al confronto sociale. Occorre fare presto, perché tempi e scadenze della Legge di Bilancio e riforme sono drammaticamente compressi. Serve concordia per riunire un Paese che scivola in un astensionismo allarmante e crede sempre meno nelle istituzioni politiche. Dobbiamo costruire protezioni universali, generare occupazione di qualità, riqualificare il lavoro debole. Insieme dobbiamo realizzare le riforme, a partire da pensioni, fisco e non autosufficienza. Il sentiero della partecipazione è l'unico che può farci arrivare a traguardi stabili ed equi. La via è quella di un dialogo sociale che in questo anno e mezzo ha dato frutti e che deve essere rafforzato nella costruzione di un Progetto Paese che non escluda la responsabilità di nessuno".ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE In attesa che si formi il nuovo Esecutivo, da Palazzo Chigi non si perde tempo e si convoca, per il pomeriggio, il Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno la Nota di aggiornamento al Def e alcuni decreti attuativi relativi a riforme del Pnrr come quella degli Irccs e della giustizia. Ma anche in Parlamento si fissano calendari e scadenze con il presidente della Camera uscente Roberto Fico che comunica come il decreto 'Aiuti-ter' comincerà il suo iter a Montecitorio. Giorgia Meloni, intanto, è al lavoro sulla squadra di governo e incontra a Montecitorio il leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto. Un colloquio durato circa un'ora dal quale emerge la voglia di "grande collaborazione e unità di intenti". Entrambi i leader - si legge in una nota diffusa al termine del faccia a faccia - hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del Parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo"., "Non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe né separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da P.Chigi su un 'patto' Meloni-Draghi", hanno sottolineato fonti di Fdi in una nota riferendosi all'incontro tra Meloni e Salvini. E hanno ricordato il post della Meloni su Fb in cui aveva scritto 'Trovo surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l'anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare". Nel frattempo, come accade ogni volta che si deve dar vita ad un nuovo Esecutivo, impazza il toto nomi. Si parla dell'attuale vertice del Dis Elisabetta Belloni agli Esteri, del braccio destro di Berlusconi Licia Ronzulli alla Scuola o alla Salute. Di Antonio Tajani praticamente ovunque: c'è chi lo dà alla Farnesina, chi come presidente della Camera o alla guida della Difesa. E ancora: sui giornali il nome di Giulia Bongiorno compare sia per la Giustizia, sia per la P.A, mentre, sempre alla Salute, si ipotizza Letizia Moratti. Ma è evidente che in questa sorta di gioco di società di 'trova la casella giusta' non si saprà nulla di veramente certo fino all'ultimo. Tra i rumors del Transatlantico, si darebbe fuori dalla compagine ministeriale Salvini per il quale invece la leader di FdI potrebbe ritagliare un ruolo da vicepremier, in tandem con il 'jolly' Tajani. E questo, nonostante i leghisti facciano sapere che sul web "in tantissimi" vorrebbero il 'Capitano' al Viminale. Unica certezza al momento: lei vuol rendere "inattaccabile" la squadra da ogni critica esterna. Meloni, infatti, smentisce i retroscena sui giornali, a cominciare da quello che lei direbbe no al segretario della Lega perché "troppo filo russo". E anche Palazzo Chigi spiega che non esiste alcun "patto con Meloni" per garantire le indicazioni dell'Ue anche su Kiev, precisando che l'impegno del governo uscente è quello di "garantire un'ordinata transizione nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali". Nei partiti, intanto, continua la conta di 'morti e feriti' con Carlo Calenda che fa la sua previsione piuttosto fosca assicurando che un eventuale governo a guida Meloni non potrà durare più di 6 mesi. Commenti drastici anche nei confronti del Pd per il quale il leader di Azione paventa "una crisi irreversibile". E infatti tra i Democratici le acque restano quanto mai agitate, con Enrico Letta che convoca la Direzione il 6 ottobre in vista del Congresso, con Matteo Orfini che definisce "una genialità" il fatto che spuntino due candidati al giorno per la segreteria e con il coordinatore dei sindaci Dem Matteo Ricci che punta il dito contro chi pensa che sia solo una questione di nomi e non di contenuti e di progetti. Più sarcastico Emanuele Fiano che ricorda come il congresso del Pd non sia "il casting per X Factor". Archiviata, almeno ufficialmente, la resa dei conti interna alla Lega, dopo il Consiglio Federale dal quale è emerso come non sia in discussione la leadership di Salvini, è Fratelli d'Italia che parla di contenuti. "Guidati", comunque, dall'Ue che invita tutti i Paesi a sostenere misure di "sostegno al reddito minimo" per ridurre la povertà e accelera sul tetto del gas che Guido Crosetto vede "come un prezzo al metro cubo fissato per i consumatori finali, aziende e cittadini, individuati in ordine di priorità e necessità". Sbarra, nuovo Governo coinvolga il sindacato
La Cisl chiede alla maggioranza uscita dalle elezioni di coinvolgere il sindacato nelle dinamiche di decisione. "Le urne - afferma il segretario generale, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Fit Cisl - hanno dato un risultato netto, affidando un grande onere al centrodestra e al partito guidato da Giorgia Meloni. Il nuovo governo dovrà coinvolgere nelle dinamiche di decisione il sindacato ed il riformismo sociale. La Cisl, come sempre, giudicherà l'albero dai frutti, senza pregiudizi, esercitando la propria soggettività politica con autonomia, cercando il dialogo senza timori, né timidezze". "Avremo come unico metro di giudizio - dice - i contenuti e le azioni concrete, insieme alla disponibilità del nuovo governo ad aprirsi al confronto e misurarsi con le priorità della nostra Agenda Sociale. Si aprono giorni decisivi per formare un governo stabile, competente, aperto al confronto sociale. Occorre fare presto, perché tempi e scadenze della Legge di Bilancio e riforme sono drammaticamente compressi. Serve concordia per riunire un Paese che scivola in un astensionismo allarmante e crede sempre meno nelle istituzioni politiche. Dobbiamo costruire protezioni universali, generare occupazione di qualità, riqualificare il lavoro debole. Insieme dobbiamo realizzare le riforme, a partire da pensioni, fisco e non autosufficienza. Il sentiero della partecipazione è l'unico che può farci arrivare a traguardi stabili ed equi. La via è quella di un dialogo sociale che in questo anno e mezzo ha dato frutti e che deve essere rafforzato nella costruzione di un Progetto Paese che non escluda la responsabilità di nessuno".
INSERITO DA ANGELA CECERE E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi". E' quanto scrive l'ex segretario federale della Lega ed ex governatore della Lombardia Roberto Maroni nella rubrica "Barbari Foglianti" su Il Foglio. "La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l'unica paura e per il centrosinistra l'ultima speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento