Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Le liste dei candidati per Camera e Senato Avellino. Chiuse le liste per le prossime elzioni politiche del 25 settembre. La Campania eleggerà 56 parlamentari, 33 in meno del 2018. In particolare, da eleggere 38 parlamentari per la Camera e 18 per il Senato. Altra novità, l’abbassamento dell’età minima per eleggere il Senato, che passa da 25 a 18 anni.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A poco più di un giorno dall'annuncio del Partito democratico della candidatura di Andrea Crisanti, uno dei virologi più in vista negli ultimi due anni e mezzo di pandemia, nella circoscrizione Europa al Senato, infuria la polemica. E contro la candidatura non è solo il centrodestra a tuonare - Lega e Salvini in primis - ma anche Matteo Renzi e il suo alleato Carlo Calenda. A rompere il silenzio era stato proprio il leader leghista Matteo Salvini: «Il viro-star oggi dice: 'sono iscritto al PD da sei anni', fino a ieri era un virologo, uno scienziato, un super tecnico al di sopra delle parti. Fra lui e Speranza, adesso si capiscono tante cose…», scriveva il segretario del Carroccio. Oggi la dura replica del virologo, che a Radio Capital attacca: «Salvini? Se fossimo stati nelle sue mani ora ci sarebbero 300mila vittime di Covid al posto di 140mila». Lo scontro si sposta sui social e a intervenire è direttamente il segretario Pd Enrico Letta: «La gragnuola di reazioni alla candidatura Crisanti chiarisce che a destra prevale la cultura No-Vax. Ha ragione Crisanti, se avessero governato Salvini e Meloni nel 2020 quante migliaia di decessi in più avremmo avuto? Ce li ricordiamo gli aprire, aprire, aprire…», è il durissimo commento del leader dem.
Dall'alleanza Azione-Italia viva il primo a twittare èCarlo Calenda, che si rivolge direttamente a Letta: «Abbiamo sostenuto tutti i provvedimenti presi dai diversi governi con lealtà. Siamo nati parlando di sanità a novembre del '19. Candidare virologi è a mio avviso sbagliato perché nel corso della pandemia hanno spesso ecceduto in protagonismo. Non strumentalizzare la pandemia. Grazie».
Quindi la serie di tweet di esponenti di Italia viva, e infine quello diMatteo Renzi: «E anche oggi Letta mi attacca. Occhi di tigre sta diventando monotono. In questi 60 secondi spiego le differenze fra me e lui sulla pandemia. Lui Conte e l'esercito russo. Io Draghi e il generale Figliuolo».
Successivamente, anche Matteo Salvini insiste, ripostando un vecchio filmato in cui Giorgio Palù criticava Crisanti definendolo «un esperto di zanzare». «Il professor Palù, virologo padovano di fama internazionale e presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, parlava così del 'tele-virologo' oggi candidato dal Pd», sottolinea Salvini. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Elezioni, Berlusconi: 'Con ok a presidenzialismo via Mattarella e voto'Polemiche dopo l'uscita di Silvio Berlusconi sul presidenzialismo. "Io spero che la riforma costituzionale sul presidenzialismo si farà. E' dal '95 che ho proposto un sistema presidenziale" per l'Italia. Un sistema "perfettamente democratico che la democrazia la esalta consentendo al popolo di scegliere direttamente da chi essere governato". Lo ha detto il leader di Fi, Silvio Berlusconi, a Radio Capital aggiungendo - rispondendo ad una domanda - che "se la riforma entrasse in vigore sarebbero necessarie le dimissioni" di Mattarella "per andare all'elezione diretta del capo dello Stato". "Non ho mai attaccato il Presidente Mattarella, né mai ne ho chiesto le dimissioni. Ho solo detto una cosa ovvia e scontata, e cioè che, una volta approvata la riforma costituzionale sul Presidenzialismo, prima di procedere all'elezione diretta del nuovo Capo dello Stato, sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella "che potrebbe peraltro essere eletto di nuovo". Lo scrive su Facebook il Presidente di Fi; Silvio Berlusconi. E ancora: 'E' in malafede chi mi attribuisce un attacco al Colle' LE REAZIONI - Le parole di Berlusconi hanno scatenato una serie di reazioni. Tra cui quella di Enrico Letta. "Berlusconi era candidato del Quirinale del centrodestra? Lui parla poco ma oggi parla del Colle....E' un'evidente autocandidatura" afferma il segretario del Pd, Enrico Letta, intervistato da Massimo Giannini sul sito della Stampa, rispondendo alla domanda se si sia autocandidato al Colle. "Non ho mai attaccato il Presidente Mattarella - ha in seguito scritto su Facebook Berlusconi -, né mai ne ho chiesto le dimissioni. Ho solo detto una cosa ovvia e scontata, e cioè che, una volta approvata la riforma costituzionale sul Presidenzialismo, prima di procedere all'elezione diretta del nuovo Capo dello Stato, sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella "che potrebbe peraltro essere eletto di nuovo". E' "tutto qui: una semplice spiegazione di come potrebbe funzionare la riforma sul Presidenzialismo proposta nel programma del centro-destra. Come si possa scambiare tutto questo per un "attacco a Mattarella" rimane un mistero. O forse si può spiegare con la malafede di chi mi attribuisce un'intenzione che non è mai stata la mia". La leader di FdI, Giorgia Meloni, insiste: "Il presidenzialismo è una riforma seria che è anche economica, grazie alla stabilità si riesce a dare fiducia agli investitori". "Capisco il ragionamento del Presidente Berlusconi - ha commentato intanto Ignazio La Russa (FdI) all'ANSA -, non voglio polemizzare con lui ma credo che sia prematuro discutere oggi del tema di Mattarella, ben prima che la riforma presidenziale si compia. Inoltre l'ipotesi delle dimissioni necessiterebbe il suo consenso: l'idea di una Presidenza con il cartellino di scadenza non è la più adatta. Non critico Berlusconi ma crediamo che frapporre elementi di discussione non aiuti il raggiungimento dell'obiettivo comune". "Berlusconi ha proposto la flat tax dal suo punto di vista - aveva aggiunto Letta -: una tassa piatta uguale per tutti proposta da un miliardario non è che ci vuole molto a capire chi se ne avvantaggia. Se ne avvantaggia un miliardario e quelli come lui. Questa è la cosa più anticostituzionale, la nostra Costituzione all'articolo 53 dice che tutti devono contribuire alle spese pubbliche secondo le proprie capacità, il nostro sistema è improntato ai criteri di progressività quindi chi è più ricco paga di più e chi è povero paga di meno, la flat tax è l'esatto contrario di questo". "Dopo aver cacciato Draghi adesso anche Mattarella - twitta il leader di Azione, Carlo Calenda -. Non credo che Berlusconi sia più in sé. Berlusconi, non è Mattarella a doversi dimettere ma tu a non dover essere eletto. Ci stiamo lavorando". "Berlusconi ha dichiarato una cosa inquietante sul presidenzialismo, ha detto 'Mattarella si deve dimettere' - ha detto poi il ministro degli Esteri e leader di Impegno civico, Luigi Di Maio, ospite di '24 Mattino', su Radio 24 -. Che il presidenzialismo fosse nel programma del centrodestra lo sapevamo da tempo Berlusconi voleva fare il Presidente della Repubblica non c'è riuscito. Adesso capiamo che vuole fare il presidenzialismo per buttare giù Mattarella. Non c'è niente di moderato in questo. Sta venendo fuori al maschera del centrodestra, a loro non sta bene nemmeno avere il garante della Costituzione". "Con le parole di Silvio Berlusconi il centrodestra ha calato la maschera - ha scritto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte -, ammettendo che la riforma costituzionale in senso presidenzialistico di cui parla prefigura un semplice un accordo spartitorio: Giorgia Meloni premier, Matteo Salvini vicepremier e Ministro dell'interno, Silvio Berlusconi primo Presidente della nuova Repubblica presidenziale, dopo avere ottenuto le dimissioni di Sergio Mattarella. Non permetteremo che le Istituzioni siano piegate alle fameliche logiche spartitorie delle forze di destra". "La nostra è una Repubblica parlamentare - così il presidente della Camera, Roberto Fico -. Il nostro Presidente della Repubblica ha un mandato della durata di sette anni. Qualcuno se ne dovrebbe fare una ragione e non trascinare le istituzioni nella campagna elettorale". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Dobbiamo assolutamente farle, è un passaggio che rientra nella democrazia diretta per dare agli iscritti la possibilità di dare indicazioni sulla scelta dei candidati".Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte ad Agorà, rispondendo a chi gli chiede se il Movimento sia pronto a scegliere i candidati attraverso le parlamentarie. "Il Pd - afferma - è diventato una sorta di ufficio di collocamento, il centro impiego per coloro che hanno cambiato casacca". Le alleanze - Poi, commentando l'alleanza tra Pd, Carlo Calenda e +Europa, Conte aggiunge: "Siamo soprattutto davanti ad aggregazioni di personalità e in tempi non sospetti io ho sempre detto, anche quando si parlava di campo largo, che il M5s è interessato alla coerenza dei temi e sui programmi . Per portare avanti i progetti non serve solo allargare il più possibile se poi ricevi il mandato ma non puoi realizzare il programma. Oggi c'è il M5s che va in un suo proprio campo, il più naturale, quello dove si elaborano proposte". Quindi sottolinea come il Movimento abbia rispettato più "dell'80% degli impegni" presentati nel programma del 2018. A chi gli chiede invece del dialogo con Renzi, replica: "Il dialogo con Renzi è un poco complicato, lo abbiamo già sperimentato. lo lasceremo solo alle sue iniziative". Più possibile invece l'intesa con Europa Verde e Sinistra Italiana: "Con le persone serie che vogliono condividere l'agenda sociale con noi c'è sempre la possibilità di farlo". La sicurezza - "Il problema della sicurezza è un problema serio e non possiamo assumere atteggiamenti snobistici", dichiara Giuseppe Conte. "Non possiamo dire per pregiudizi ideologici che è un tema della destra: la sicurezza è un tema che riguarda tutti noi" spiega evidenziando però che non per questo si debba perseguire "con pene razziste o xenofobe i migranti". Il 'Melenchon italiano' - "Io non ho la pretesa di essere la sinistra, il Melenchon italiano. Io sono l'ultimo arrivato, ma noi siamo quelli della transizione ecologica della prima ora, pacifisti, vocati a realizzare la giustizia sociale", dichiara. "Io sono per formazione un cattolico democratico - aggiunge - e il nostro è un progetto riformatore del Paese".
INSERITO DA ANGELA ANGELA CECERE Un'ape e un Tricolore, per una forza moderata, rifomista, attenta ai giovani, al terzo settore, alla transizione ecologica, che promuove l'unità di chi non vuole che l'Italia finisca in mano agli estremisti, a chi "fonda la sua politica sui no". Luigi Di Maio definisce insieme a Bruno Tabacci il nuovo soggetto politico, "Impegno civico", presentando per la prima volta anche il simbolo: un cerchio metà azzurro che dà sul verde, metà arancione, con appunto un'ape stilizzata, simbolo dell'impegno ecologista, e un Tricolore. Piccolo piccolo il simbolo della forza guidata da Bruno Tabacci, il "Centro democratico". E infine le scritte in bianco, sopra "Impegno civico", sotto più grande "Di Maio". Il ministro degli Esteri per la sua kermesse sceglie una sala delle Officine Farneto, un centro congressi a due passi dalla Farnesina. A condurre l'iniziativa, l'ex pentastellato Emilio Carelli. La platea è composta quasi esclusivamente da parlamentari 'dimaiani' e da esponenti campani a lui vicini. "Il 25 settembre - esosrdisce severo Bruno Tabacci - si gioca una partita di sola andata. E' una data epocale: europeismo e atlantismo da una parte, filoputinismo dall'altra". Stamane, in un'intervista sul Corriere, l'ex Presidente della regione Lombardia, ha paragonato questa tornata elettorale a quella del 2 giugno del 1946: "Quel giorno la scelta era secca, Repubblica o monarchia, così è stavolta". Tabacci, molto applaudito, attacca frontalmente l'alleanza di centrodestra: "con il loro governo l'Italia sarà fuori dalla prospettiva europea". Quindi "benedice" la leadership di Luigi Di Maio, con un'investitura che ricorda un po' i riti della vecchia Dc, insistendo che il partito lanciato oggi intende andare ben oltre il 25 settembre: "L'operazione di oggi non è casuale, è un investimento sul futuro, è un passaggio generazionale", sottolinea tra gli applausi. Sempre sul Corriere Tabacci aveva citato il Papa della sua gioventù, per rafforzare il signficato della sua vicinanza con il ministro degli Esteri: "Da democratico cristiano convinto, mi vengono in mente le parole di Papa Roncalli: 'Se incontri un viandante non chiedergli da dove viene, domanda dove sta andando'". Un assist perfetto per Di Maio, che, aprendo il suo intervento, cita Francesco: "Ci rifacciamo alle parole del Papa sulla responsabilità civica: nessuno può sottrarsi a questo impegno a favore del proprio Paese". Quindi, nell'esaltare il popolo italiano, capace di dare il meglio di sè nei momenti più difficili della sua storia, inserisce nel pantheon del nuovo partito "gli angeli del fango di Firenze nel 1966, i volontari del terremoto in Irpinia e gli angeli del 2020, coloro i quali portarono la spesa agli anziani durante la pandemia". Infine lancia una proposta concreta per aiutare i giovani ad acquistare la loro prima casa: "Chi si vuole fare una famiglia ha bisogno di cercare una casa: per fare un mutuo ci sono tasse alte e anticipi che sono il vero problema. Proponiamo un anticipo a tasso zero garantito dallo Stato".
INSERITO DA ANGELA CECERE "Ho fatto di tutto perché il Pd smettesse di essere il partito delle tasse. Lo scontro tra noi e il Pd oggi sta nelle idee, non sui seggi. Per questo noi lavoriamo a un terzo polo, diverso dalla destra sovranista e dalla sinistra delle tasse. Che parli di lavoro e non di assistenzialismo. Di giustizia e non di giustizialismo. Di ambiente e non di ideologia. Di infrastrutture e non di veti. Di diritti e non di slogan". Lo scrive Matteo Renzi nella sua e-news. "Andare da soli contro tutti è difficile. Noi puntiamo a prendere il 5%: il vero voto utile è mandare gente competente in Parlamento. E se insieme a noi ci saranno altre forze pronte a costruire davvero un terzo polo attrattivo e coinvolgente, saremo felici di lavorare insieme", conclude.
INSERITO DA ANGELA CECERE Col Pd per il futuro non escludo un dialogo, non un'alleanza. Per queste elezioni assolutamente non se ne parla di avere rapporti col Pd. Che rapporto può avere il Movimento 5 stelle con una forza politica che sta chiudendo accordi da Calenda a Di Maio a Renzi a Brunetta a Carfagna? Questa è un'ammucchiata dove noi non ci potremmo mai ritrovare, perché sono personalità divisive e litigiose. La politica fatta così significa tutto e il contrario di tutto". Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, in diretta a Rtl che sulla questione dei due mandati avverte: "La soluzione arriverà in giornata"
INSERITO DA ANGELA CECERE La Stampa riporta stralci di documenti dell'intelligence, con i colloqui tra il consigliere del Carroccio e il funzionario di Mosca, due mesi prima della caduta del governo, nel periodo in cui Lega e Movimento Cinque Stelle si schieravano contro un nuovo invio di armi all'Ucraina. 'Il diplomatico, facendo trasparire il possibile interesse russo a destabilizzare gli equilibri del governo italiano con questa operazione - scrive La Stampa citando fonti dell'intelligence - avrebbe chiesto se i ministri della Lega fossero intenzionati a rassegnare le dimissioni dal governo'. Il quotidiano torinese afferma che Kostyukov è l'uomo che comprò i biglietti della missione, poi saltata, di Matteo Salvini a Mosca e ricostruisce le fasi di quei rapporti, osservando che le conversazioni tra Capuano e Kostyukov sulla situazione del governo italiano avvengono tra il 27 e il 28 maggio, mentre il giorno prima, il 26 il presidente del Consiglio Mario Draghi tenta di sbloccare la crisi del grano parlando al telefono con Putin. Salvini, 'ombre russe sulla crisi di governo? Fesserie' - "Sono fesserie. Io ho lavorato e lavoro per la pace e per cercare di fermare questa maledetta guerra. Figurati se vado a parlare di ministri e viceministri, mi sembra la solita fantasia su cui c'é Putin, c'è il fascismo, il razzismo, il nazismo, il sovranismo. Non penso che Putin stia dietro al termovalorizzatore di Roma". Così il segretario della Lega Matteo Salvini a Radio 24 ha commentato un articolo del quotidiano La Stampa dal titolo 'I russi all'uomo di Salvini ritirate i ministri?'. LPD e IV chiedono informativa urgente su Lega-Russia - ia Quartapelle del Partito democratico e Gennaro Migliore di Italia viva hanno chiesto nell'Aula della Camera una informativa urgente sulla vicenda, pubblicata oggi da La Stampa, in relazione ai presunti contatti tra il leader della lega Matteo Salvini e la Russia. Di Maio, 'Salvini spieghi le sue relazioni con la Russia' - 'Credo che Salvini debba spiegare queste sue relazioni con la Russia, negli stessi giorni in cui si faceva pagare in rubli il biglietto per Mosca, che poi ha restituito'. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a Morning News di Canale 5, commentando le notizie apparse oggi sulla Stampa in merito ad un presunto colloquio tra il leader della Lega e un importante funzionario dell'ambasciata russa a Roma che gli avrebbe chiesto se la Lega intendeva ritirare i ministri dal governo Draghi. 'Dobbiamo stare attenti alle influenze russe su questa campagna elettorale', ha aggiunto Di Maio. Letta, rivelazioni legami Salvini-Russia sono inquietanti - "Le rilevazioni di oggi sulla Stampa sui legami tra Salvini e la Russia di Putin sono inquietanti, la campagna elettorale inizia nel modo peggiore, con una grandissima macchia su questa vicenda. Vogliamo sapere se è stato Putin a far cadere il governo Draghi". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a margine dell'assemblea di Coldiretti. Letta ha annunciato che interesserà del tema il Copasir e preparerà interrogazioni parlamentari: "Se così fosse sarebbe una cosa di una gravità senza fine. Salvini non è riuscito neanche a smentire con una dichiarazione che conferma tutti i suoi legami oscuri".Magorno, porterò il caso ingerenze Russia al Copasir - "La possibilità di un'ingerenza della Russia nelle prossime elezioni è qualcosa di concreto e vicende simili si sono verificate nel passato, con la campagna referendaria di Renzi. L'Italia ha gli strumenti per garantire la legalità del voto e questi strumenti vanno tutti attivati. Come Copasir lavoriamo da mesi tutelare la nostra democrazia: siamo pronti a intervenire per contrastare ogni eventuali illegalità. Porterò la questione all'attenzione del Comitato in modo da mettere in sicurezza il voto del prossimo 25 settembre". Così il senatore IV, segretario del Copasir, Ernesto Magorno.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il leader del Pd: 'Con la caduta di Draghi un suicidio collettivo'. Il ministro della PA: "Stiamo lavorando a un progetto". Brunetta: "Unione Repubblicana per salvare il Paese" Con la caduta di Draghi "credo che quello che si è compiuto sia stato un suicidio collettivo della politica italiana e credo che le nostre istituzioni, la nostra politica esca molto ammaccata". Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Mezz'ora in più, su Rai tre. "Non ho dubbi che all'ambasciata russa si sia festeggiato a caviale e che Putin abbia avuto la più grande soddisfazione dopo la fine di Johnson a Londra. Questa è un vicenda non solo italiana, ma europea, pesante", ha detto il segretario del Pd. La rottura dai 5 Stelle "in queste elezioni è irreversibile, lo abbiamo detto, lo avevo detto prima", ha detto Letta. "Avevo detto a Conte se prendete una decisione di questo tipo questa sarà la conseguenza e siamo lineari con questa scelta" BRUNETTA: ORA UN'UNIONE REPUBBLICANA - "Nulla abbiamo saputo, una decisione presa alle nostre spalle". Così il ministro della P.a Renato Brunetta a Mezz'Ora in più a proposito della scelta di Forza Italia sul governo. "E' stato un atto di irresponsabilità motivato da un opportunismo temporalistico", ha detto, "Una valutazione di tipo opportunistico. Salvini vedeva deteriorare il suo consenso mese dopo mese, Forza Italia non si espandeva, Meloni cresceva. Hanno preferito non pagare il costo del governo ma farlo pagare agli italiani". "Un'Unione e un rassemblement repubblicano per tutti quelli che hanno sostenuto l'agenda Draghi", con un programma comune che guardi all'Europa e al Pnrr, "un'Unione Repubblicana che salvi il Paese", ha detto Brunetta. "C'e' un progetto? Chiede Annunziata, "Ovviamente e ci stiamo lavorando". Tra i nomi di questo rassemblement Annunziata cita Toti, Renzi, Calenda e Brunetta assente. "Tremonti?" chiede Annunziata: "sta dall'altra parte" dice Brunetta, ribadendo di sognare un'unione di Liberi e Forti che salvi il Paese. BOTTA E RISPOSTA SULLA STAMPA - Confronto a distanza sulle prime pagine, in vista delle urne, tra i due leader del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. 'La scelta è chiara, o noi o Meloni, due Italie profondamente diverse', spiega Enrico Letta a Repubblica, e citando le ultime parole di Berlinguer dice che quella del Pd sarà 'una campagna casa per casa, strada per strada'. Per una lista aperta ed espansiva, le proposte contano più della coalizione, e nel solco del governo Draghi. 'Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi', afferma alla Stampa Giuseppe Conte, secondo cui sulla fine del governo Draghi c'è una diffusa ipocrisia e 'si prova a scaricare la colpa sul M5s, che ha solo chiesto di risolvere alcune criticità': ed è 'un' infamia' dire che ha tradito.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Alle elezioni ci si presenta non come liste singole, bensì come coalizioni: il Movimento 5 Stelle però sembra essere rimasto da solo Il centrodestra - in netto vantaggio alle elezioni con il 46,6% dei consensi - deve ancora decidere con quale modalità definire il proprio candidato premier. «Ogni partito, dentro la coalizione, correrà per sé, non avremo bisogno di annunciare subito un candidato premier comune. Esattamente come accadde nel 2018». Lo ha detto il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato da La Repubblica, parlando delle prossime elezioni. Questione principale è «che prima occorra rafforzare la coalizione. Poi si vedrà chi alzerà la coppa». Del resto il regolamento interno, seppure non scritto, prevede da sempre che chi prende più voti, viene sostenuto come possibile premier. Due gli scenari: «Uno è quello che vede un partito nettamente davanti agli alleati, come accaduto in passato. Un altro quello che presenta tre partiti non distanti». La presidente di FdI, Giorgia Meloni, però, difficilmente cederà sulla premiership: Fratelli d'Italia si conferma primo partito in Italia con il 23,8%. «Sono passati 5 anni dal congresso di Trieste. Da quel giorno ci hanno dati per vinti, per spacciati, più volte. Eppure eccoci qua: pronti come non mai per dare futuro e speranza alla nostra Nazione», ha detto. Nel frattempo, Matteo Salvini aprirà per primo la campagna elettorale del Carroccio: lo farà questa sera a Domodossola. Via Twitter ha lanciato un messaggio agli alleati: «Il prossimo premier? Finalmente lo sceglieranno gli italiani: chi prenderà un voto in più avrà l'onore e l'onere di indicare il nome». Dal canto suo, a 85 anni, Silvio Berlusconi coltiverà il sogno di tornare al Senato, dopo la 'cacciata' del 2013 per effetto dell'interdizione dai pubblici uffici prevista dalla legge Severino. E se la vittoria del centrodestra sembra ormai scontata, il centrosinistra sta studiando le proprie possibilità. Enrico Letta aveva detto in diretta televisiva, riferendosi a PD e M5s, che sarebbe stato «difficile che le nostre strade si possano rincrociare». Al momento la strada più probabile è il Partito democratico con vocazione maggioritaria, al centro di una coalizione con alleati ben selezionati. Il PD da una parte guarda a una sinistra con una vocazione ecologista e il mondo dei verdi, dall'altra a un'alleanza con le forze di centro. Il Movimento 5 Stelle sembra essere rimasto da solo. Nell'area progressista - alla quale, Giuseppe Conte ha ribadito, appartiene il suo partito - non c'è praticamente nessuno vicino ai grillini. Bisogna darsi da fare: le elezioni del 25 settembre sono imminenti e i tempi per presentare simboli e liste sono quanto mai contingentati. (Foto di copertina: Matteo Salvini - Foto nel testo: Enrico Letta) IL VESCOVADO