Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE “Sul lavoro abbiamo visione e progetto complessivo. La robotica e l’automazione non faranno venire meno il lavoro umano, basta vedere il caso della Corea del Sud. La robotica trasforma il lavoro, bisogna adattarsi, come nel caso della transizione ecologica. Noi non dobbiamo più accettare lavori sottopagati, per questo serve il lavoro minimo. Mai più precariato, il decreto Dignità sospeso in pandemia va riattivato”. Lo ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte, ospite di “Mezz’ora in più”, su Raitre. “In Italia poi si lavora troppo rispetto ad altri Paesi, ma la produttività è bassa”, ha aggiunto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Scafati. "Gravi atti intimidatori", è polemica sul comizio annullato da Piero De Luca a Scafati. Questa mattina il segretario provinciale del Partito democratico, Enzo Luciano, ha convocato una conferenza stampa presso la sede del Pd di Scafati, in Piazza Vittorio Veneto. Con lui il segretario cittadino Giuseppe Fontanella, i consiglieri comunali scafatesi Russo, Acanfora, Ambrunzo, Fogliame, Grimaldi ed il consigliere regionale Franco Picarone. Arriverà un invito al prefetto di Salerno a vigilare sulla campagna elettorale, dove è fortissima la tensione. Oggetto del contendere, l'annullamento dell'incontro pubblico in programma ieri pomeriggio. Una manifestazione di protesta organizzata da Forza Italia e dall'ex sindaco Pasquale Aliberti: in piazza uno striscione eloquente. "Chiedi a papà una delibera per l'ospedale, basta chiacchiere", il messaggio eloquente indirizzato proprio a Piero De Luca. Tensioni e polemiche che hanno spinto i democratici ad annullare l'iniziativa pubblica organizzata a Scafati, dove il dibattito sul futuro dello "Scarlato" da tempo agita la politica locale, provinciale e regionale. Questa mattina conferenza stampa Dem per chiedere al Prefetto di vigilare sul rispetto della legalità in vista del voto, per garantire il regolare svolgimento della campagna elettorale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Rosatellum alla mano, Enrico Letta ha lanciato "un allarme: la destra potrebbe raggiungere il 70% dei seggi, con evidente rischio di stravolgimento della democrazia del nostro Paese". E' stato un attacco a due fronti: a Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, ma anche a Giuseppe Conte e a Carlo Calenda. Il ragionamento del segretario Pd si basa sugli "effetti perversi" della legge elettorale, alla luce del taglio dei parlamentari: "E' possibile - ha spiegato - che il 43% dei consensi dati al centrodestra si trasformi in un 70% dei seggi, uno scenario politico e democratico da incubo". Per Letta, però, non c'è ancora nulla di scritto. L'idea che la destra abbia già vinto "è solo un abbaglio", perché "ci sono 60 collegi uninominali contendibili" e la partita si gioca lì, per questo la scelta vera è "fra noi e la destra". In quest'ottica, "il voto per le liste di Calenda e Conte è oggettivamente un aiuto per la vittoria della destra". Di nuovo: Rosatellum alla mano, per Letta "un +4% a noi" invece che a 5s o Terzo polo "consentirebbe di riportare la partita nella contendibilità". In un collegamento via Zoom, Letta ha spronato i 600 candidati e candidate della lista: "Abbiamo 17 giorni per cambiare la storia del nostro Paese". Nel pomeriggio, in piazza Santi Apostoli a Roma, il segretario dem ha aperto la campagna elettorale per la Capitale e il Lazio. "Non c'è nessun rischio per la democrazia perché il popolo è sovrano - gli ha risposto Salvini - Letta vive su Marte". E anche Giorgia Meloni ha respinto al mittente: la legge elettorale "è stata scritta e imposta dal Pd, con il voto contrario di Fratelli d' Italia. Ma quanto fa ridere la sinistra italiana?". Gelido Silvio Berlusconi: "Sto vivendo" questa campagna elettorale "in un modo non praticato da altri leader, perché io parlo solo dei punti del nostro programma. Mentre vedo che molti altri fanno una campagna elettorale tutta di attacchi e calunnie e questo mi spiace molto". Il colpo di Letta era diretto soprattutto a destra, al rischio "che venga stravolta nei fatti la nostra Costituzione". Ma il rinculo è arrivato al centro e sul M5s. "Ma quindi Enrico Letta avete già perso? - è stata la battuta di Calenda -. Che modo di fare campagna elettorale assurdo. Bloccheremo noi la destra sul Senato al proporzionale". E Conte: "Cari cittadini non cadete nella mistificazione opportunistica di chi dice che il voto utile sia solo il voto utile solo a se stesso, trovo tanta arroganza in questa posizione. Letta ha deciso di fare di noi un capro espiatorio". Al Nazareno ripetono che "la partita è aperta e contendibile, ce la possiamo giocare, punto su punto, territorio su territorio". E l'apertura della campagna elettorale in Santi Apostoli, a Roma, è stata tutta su questo refrain: "Cominciamo la nostra rimonta qua, da questa che è la nostra piazza, la piazza del popolo del centrosinistra", ha esordito Letta. Il clima è stato da motivatori. In attesa del comizio, musica da discoteca anzi, da playlist 'tendenza' di Spotify. Sono saliti sul palco il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e poi Nicola Zingaretti, la capogruppo Simona Malpezzi ed Elly Schlein. Attacchi alla Meloni e uno sprone ai militanti: E' in gioco il destino del Paese e possiamo farcela. Per Letta, bisogna combattere "tre percezioni sbagliate che si stanno diffondendo nel Paese. La prima, una vittoria annunciata della destra e quindi di conseguenza un clima da liberi tutti. Il rischio è che al posto del voto utile ci sia il voto della leggerezza, della superficialità. La seconda è: vinceranno, ma non governeranno, perché si squaglieranno subito dopo. La terza: tanto l'Europa alla fine ci salva" invece, ha concluso parlando ci candidati, "dopo non ci salverà qualcun altro, sta a noi oggi, nella campagna elettorale e nel voto, salvare noi stessi, salvare l'Italia".
INSERITO DA ANGELA CECERE Al posto delle sanzioni, che dovevano danneggiare i russi, sarebbe meglio proteggere gli italiani ed europei con uno scudo, un paracadute". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in campagna elettorale a Bolzano. "L'unica emergenza in questo momento si chiama bolletta luce e gas. E' grave che una parte della politica non lo capisca. Si tratta di un problema continentale e nazionale", ha aggiunto. "Sarebbe incredibile - ha proseguito Salvini - se l'Europa non muovesse un dito, visto che rischiamo di lasciare al buio e al freddo milioni di italiani. Se non si muove l'Europa, deve farlo il governo nazionale. Il debito? Se serve sì, subito. Lo hanno fatto tedeschi, francesi e spagnoli. Meglio 30 miliardi oggi per salvare un milione di posti di lavoro, invece di 100 per un milione di casse integrazioni". "Servono soldi da Bruxelles, che ha chiesto le sanzioni evidentemente sbagliando i conti", ha spiegato il leader della Lega. "Qui non ci sono filorussi, noi siamo filoitaliani e conto che in Europa si sveglino e accendano la luce. Come noi, i sindacati e le categorie indicano che l'emergenza è aiutare a pagare le bollette, non perché lo chiede Mosca, ma Bolzano, Milano, Roma". Salvini ha chiesto "soldi veri subito per aiutare a pagare bollette e luce del gas. Non perché ce lo chiede Putin. Chi se ne frega. Noi rispondiamo agli italiani. Secondo Salvini, "l'Europa ha dovere di proteggere i lavoratori italiani".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. I big politici affilano le armi in questi ultimi 20 giorni di campagna elettorale. Nel suo tour in Campania, questa mattina il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha fatto tappa lungo il Corso di Avellino. "Non voglio alimentare polemiche personali tra leader. La campagna elettorale non può essere infangata da polemiche sterili. A Enrico Letta non rispondo. È lui che deve spiegare al popolo democratico perché ha abbandonato l'agenda del “Conte 2” in favore dell'agenda Draghi. da cui è rimasto folgorato. Oggi, con le misure economiche in vigore, gli operai si pagano due colazioni". "Voto utile? Dobbiamo smetterla di trattare gli elettori come fossero persone non avvedute. Gli elettori devono avere la possibilità di dare il voto giusto, non quello utile". I sondaggi intanto danno il Movimento in netta risalita. "Anche qu in Irpinia le candidature sono passate al vaglio degli iscritti. Tutti i nostri iscritti hanno potuto verificare che tutte le nostre candidature hanno, all’interno, la forza della comunità. Una forza politica deve sempre esprimere la ricchezza della sua comunità, io sono contrario alle candidature familistiche che esprimono una oligarchia. E questo diventa ancora più importante con una legge elettorale come questa, che va assolutamente cambiata".
INSERITO DA ANGELA CECERE Alle elezioni "un pareggio non può esserci. Chi dice ci sarà un pareggio e poi rimetteremo Draghi non fa i conti con questa legge elettorale che prevede più di un terzo degli eletti con la logica dell'uninominale. Lì vince uno solo: o il centrodestra o il centrosinistra". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Porta a Porta. "Ad esempio nel collegio di Roma centro sono candidati Calenda, per noi Bonino, poi esponenti di FdI e M5s. Chi vota Calenda, che non ha alcuna possibilità di essere eletto lì, impedisce a Bonino di essere eletta e favorisce la destra. E' oggettivo", aggiunge. "Quale obiettivo mi pongo? L'obiettivo è vincere, abbiamo una coalizione che crescerà", ha detto Letta a Porta a Porta. Con Giuseppe Conte "non abbiamo rotto noi. Si è assunto la responsabilità dirompente di far cadere il governo Draghi. Avremmo perso ogni credibilità se dopo avessimo detto non fa niente".
INSERITO DA ANGELA CECERE Una pax elettorale per portare il governo Draghi a prendere misure urgenti contro il caro-bollette. La proposta avanzata da Carlo Calenda nei giorni scorsi è stata rilanciata da Matteo Salvini, ma per ora prosegue in ordine sparso il pressing dei partiti che chiedono all'esecutivo un nuovo intervento a sostegno di imprese e famiglie Il segretario leghista, dal suo tour in Calabria, offre "un armistizio" agli altri leader, anche "senza fermare la campagna elettorale". Basta una call su zoom, ha spiegato, per trovare "una soluzione comune". Quella indicata dall'ex ministro dell'Interno è ispirata alle misure prese in Francia: fissare al 4% il tetto degli aumenti delle bollette di luce e gas. "Abbiamo quantificato in 30 miliardi di euro l'intervento urgente e necessario per bloccare adesso gli aumenti delle bollette di luce e gas senza incorrere in sanzioni europee", ha detto dando "per scontato" che Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni siano d'accordo. "Meno male. Almeno uno c'è arrivato - la prima reazione del leader di Azione Calenda -. Vediamoci domani e proviamo a trovare un accordo per evitare il disastro". Un simile tavolo, però, ancora non è in vista, il clima resta decisamente avvelenato, ognuno rivendica il primato nell'aver lanciato l'allarme, una ricetta condivisa non c'è. E chi nei partiti segue il dossier da vicino sa che le risorse a disposizione al momento sono limitate. Giuseppe Conte, fanno notare fonti del M5s, chiede da tempo un confronto fra partiti sul caro-bollette: fra coloro che spingono per uno scostamento di bilancio, l'ex premier ha indicato come priorità "recuperare i 9 miliardi di extraprofitti persi per strada dal governo", estendendo "questa tassazione anche ai settori farmaceutico e assicurativo". Ev e Si chiedono di "ridistribuire immediatamente sui conti correnti di famiglie e imprese italiane i 50 miliardi di extraprofitti delle società energetiche". Il Pd punta sull'aumento del credito di imposta per le imprese energivore, nonché il tetto alle bollette, con il disaccoppiamento del prezzo fra fonti fossili e fonti rinnovabili, con l'impegno di farlo anche a livello europeo. "Le iniziative che prenderà il Governo Draghi - chiarisce il segretario Enrico Letta - siano le più determinate e tempestive sia a livello nazionale che a livello europeo. Troveranno il nostro sostegno". "Spetta a Draghi, pur dimissionario, prendere l'iniziativa", è anche la posizione di +Europa, mentre da Forza Italia, Antonio Tajani sollecita l'esecutivo a un intervento, aggiungendo però che "l'azione Ue è fondamentale: l'Europa blocchi il Ttf, il mercato virtuale del gas di Amsterdam e imponga un prezzo alla Russia con la decisione di fissare un tetto comunitario". "L'hai sfiduciato Draghi. Abbi il buon gusto di tacere per favore", lo critica Calenda, in uno dei sempre più frequenti scambi social al veleno di questa campagna elettorale. "Aspetto con fiducia l'intervento che dovrebbe arrivare fra martedì e mercoledì - nota la sua ex alleata Emma Bonino, di +Europa -. Rimane il problema di essere stati così pirla da aver dimezzato Draghi, l'asset migliore per negoziare il tetto al prezzo del gas". Fra i partiti le visioni sono più allineate di fronte ai possibili effetti del caro-energia sulla scuola. Di didattica a distanza non vuol più sentire parlare nessuno, da Licia Ronzulli (Fi) a Nicola Fratoianni (Si). "Il M5s - ha chiarito Conte - non è affatto favorevole alle proposte che iniziano a circolare che prevedono riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmiare energia". "Scuole chiuse un giorno alla settimana e ragazzi di nuovo in dad per risparmiare energia? Dico assolutamente no", la posizione di Salvini, che in una diretta notturna su TikTok ha anche rilanciato un suo vecchio pallino: eliminare l'accesso a numero chiuso alle facoltà di Medicina.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono in attesa del pronunciamento della Cassazione invece le liste Gilet Arancioni - Unione Cattolica Italia, Italia Sovrana e Popolare, Partito Animalistia UCDL 10 Volte Meglio, Partito Comunista Italiano e Vita. Sono tredici le liste dei candidati per il Senato presentate alla Corte di Appello di NAPOLI e gia' ammesse. Al momento delle complessive 22, tre sono state ricusate, una e' stata classificata irricevibile e per le restanti cinque si attende la decisione della Suprema Corte di Cassazione.VRisutano gia' ammesse +Europa, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione-Italia Viva-Calenda, Forza Italia, Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni, Impegno Civico Luigi Di Maio Centro Democratico, Italexit, Lega per Salvini premier, Mastella Noi di Centro Europeisti, Movimento 5 Stelle, Noi Moderati / Noi con l'Italia Maurizio Lupi, Partito Democratico Italia Democratica e progressista, Unione Popolare con De Magistris. Risultano invece gia' ricusate Alternativa per l'Italia - No green pass, Pensiero e Azione PPA, Sud chiama Nord. Sono in attesa del pronunciamento della Cassazione invece le liste Gilet Arancioni - Unione Cattolica Italia, Italia Sovrana e Popolare, Partito Animalistia UCDL 10 Volte Meglio, Partito Comunista Italiano e Vita. E' stata classificata, infine, irricevibile la lista "Referendum e Democrazia".
INSERITO DA ANGELA CECERE La legge elettorale ha una parte maggioritaria - dice il leader del Pd Enrico Letta a Radio Capital -, per cui in un terzo dei collegi vince solo uno, il primo. Il che vuol dire che i piccoli partiti qui non possono eleggere nessuno. A me non piace questa legge ma questa è. Cancellare con un colpo di spugna immaginario questo non si può: il voto è o di qua o di là, o si vota per una destra con Meloni e Salvini oppure l'unica alternativa che possa competere siamo noi, è un fatto oggettivo". "Non ho difficoltà a dire che da parte nostra sia più facile dialogare con Calenda e Conte che con Salvini e Meloni, vedremo quale sarà il risultato e poi dialogheremo con quelli con cui è più facile dialogare", ha aggiunto Letta rispondendo a chi gli chiede di possibili future intese post elezioni. "Il tema del dialogo si porrà dopo le elezioni ma ora la legge elettorale prevede che ci si schieri o di qua o di là, con il centrosinistra o con il centrodestra. I 5S hanno si sono autoesclusi facendo cadere il governo Draghi e alle elezioni vanno da soli", conclude. "Sono ormai costretto a rinunciare a comprendere il comportamento del vertice del Pd. Letta non l'ho più capito più da quando abbiamo presentato l'agenda sociale a Draghi", "al posto di fedeltà agli italiani ha parlato di fedeltà a Draghi...", ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte a Radio Popolare. Parlando del Movimento, Conte, ha affermato: "Se un elettore di sinistra vuole realizzare gli obiettivi di una forza progressista credo che sia addirittura costretto a votare il M5s rispetto all'offerta corrente. Siamo la forza più progressista, è evidente. Vede le nostre battaglie su salario minimo?" "Lavoro, diritti, tasse: il voto è uno spartiacque, di qua o di là. Noi vogliamo dare agli italiani un'alternativa a chi crede che l'Italia governata da Meloni e Salvini sarebbe un arretramento". Letta ha sottolineato come la proposta del modello di famiglia dell'Ungheria di Orban sia lontana da quello al quale guarda il Pd e al quale guarda l'Europa. Per il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a Rtl102.5: "Tra di noi alleati abbiamo linguaggi diversi. Tuttavia abbiamo deciso che il partito che avrà più voti esprimerà il presidente del Consiglio". "Il problema dei duelli in tv - ha detto ancora Berlusconi - non mi appassiona: sono scettico sui confronti in tv, spesso si trasformano in risse. Molto meglio che ogni leader illustri il proprio programma". "No, ora è il momento di dare una mano al mio Paese con queste elezioni", ha detto ancora il presidente di FI a Rtl102.5, rispondendo alla domanda se pensi ancora al Quirinale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Vertice mastelliano ieri all'hotel Traiano. Presenti all’appuntamento l’on. Sandra Lonardo, il consigliere regionale Gino Abbate, l’assessore comunale alle politiche sociali Carmen Coppola, il neo presidente della provincia Nino Lombardi, il sindaco di Calvi Armando Rocco e il sindaco di Solopaca Pompilio Forgione. Un meeting nato per definire programmi e strategie in vista della tornata elettorale del 25 settembre. Dopo aver annunciato, nei giorni scorsi, i nomi dei candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, questa sera il primo incontro con tutto il movimento di “noi Di Centro”. “È necessario scegliere attraverso il voto - ha dichiarato il sindaco Clemente Mastella - un rappresentante del territorio che saprà, una volta eletto, ascoltare le voci provenienti dalla nostra provincia”. Parole chiare e dirette quelle dell’onorevole Sandra Lonardo che con la passione e il temperamento che la contraddistinguono ha coinvolto i tantissimi presenti. “Il nostro è un obiettivo realizzabile se lo perseguiamo uniti, insieme. Oggi mi candido per continuare una corsa spezzata, ricca di presenze e interrogazioni in Senato. Desidero portare avanti il mio lavoro per il territorio che rappresento e che amo”. Il consigliere regionale Gino Abbate ha rimarcato e sottolineato le tematiche portate avanti già in Regione. “Il mio programma elettorale - commenta il consigliere regionale - verterà su quegli argomenti per i quali mi sto battendo con fermezza a Palazzo Santa Lucia. Sanità, aree interne e attenzione al mondo scolastico”.