Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ciò che sembrava inimmaginabile fino a pochi giorni fa è realtà. Il centrodestra di governo (Lega e Forza Italia) e il Movimento 5 stelle non hanno partecipato al voto sulla fiducia. La maggioranza si è dissolta, il premier resterà in carica solo per il disbrigo degli affari correnti. Draghi è salito al Colle per formalizzare il suo addio a Palazzo Chigi. Mattarella ha sciolto le camere. Comincia la campagna elettorale che porterà l'Italia al voto il 25 settembre. Cosa accadrebbe se si andasse al voto oggi con la legge elettorale che abbiamo cioè il Rosatellum? Gli scenari sono diversi, ma almeno tre quelli più probabili. Nel primo Pd e M5S sono alleati, nel secondo corrono separati, nel terzo c’è un campo largo composto da Dem, pentastellati, Sinistra Italiana, Verdi, Azione/+Europa e Italia Viva. Solo in quest’ultimo caso potrebbe essere più difficile la formazione di un esecutivo di centrodestra, mentre negli altri due si prospetterebbe una supermaggioranza. Quello che emerge è che solo un’alleanza larga composta da Pd, M5S, Sinistra Italiana, Verdi, Azione/+Europa e Italia Viva potrebbe rendere più difficile la formazione di un esecutivo di centrodestra. Il Pd coi 5 stelle, senza centristi: il Pd si presenta insieme al Movimento 5 Stelle e alla lista unitaria di Sinistra Italiana e Verdi, senza alleanza con i partiti di centro (Azione/+Europa e Italia Viva). In questo caso, il centrodestra vincerebbe 221 seggi su 400 alla Camera e 108 su 200 al Senato, ottenendo quindi la maggioranza assoluta per governare in entrambi i rami per Parlamento Secondo scenario: il M5S non si allea col centrosinistra composto da Pd, Sinistra/Verdi, Azione/+Europa e Italia Viva. In questo caso, il centrodestra arriverebbe ad avere una maggioranza ancora più ampia, sfiorando il 60% dei seggi: 240 alla Camera e 122 al Senato. La spaccatura dell’asse giallo-rosso, infatti, porterebbe il centrodestra a vincere gran parte dei collegi uninominali: la coalizione FdI-Lega-FI se ne aggiudicherebbe 116 su 147 alla Camera e 59 su 74 al Senato Terza ipotesi: alleanza Pd, M5S, Sinistra/Verdi, Azione/+Europa, Italia Viva. Solo questo campo largo potrebbe mettere in difficoltà la nascita di un governo di centrodestra, che avrebbe 202 deputati e 99 senatori.
INSERITO DA ANGELA CECERE "Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri professor Mario Draghi, il quale, dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato ha reiterato le dimissioni sue e del governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica ne ha preso atto, il governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti". E' quanto dichiara in un video dal Quirinale il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti
INSERITO DA ANGELA CECERE Le sfide che l'Italia deve affrontare richiedono 'un governo forte e coeso'. Al Paese 'serve un nuovo patto di sviluppo concreto e sincero. Partiti, siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti? Siamo qui in quest'Aula solo perchè gli italiani lo hanno chiesto. È una risposta che dovete dare non a me, ma a tutti gli italiani'. Mario Draghi conclude così il suo discorso al Senato. M5s e Lega non applaudono quest'ultima parte. Il presidente del Consiglio richiama le forze politiche alla responsabilità di portare a termine l'agenda di governo senza fare sconti e definisce 'tanto sofferte quanto dovute' le dimissioni, respinte dal capo dello Stato, presentate il 14 luglio per il venir meno del patto di fiducia nella maggioranza: 'L'unica strada, se vogliamo ancora restare assieme, è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità'. La risposta dei partiti è attesa dal dibattito. E' in corso una riunione della Lega convocata da Matteo Salvini a Palazzo Madama: presenti parlamentari, ministri e sottosegretari. Dopo aver ascoltato Draghi anche Giuseppe Conte si è riunito con alcuni dei vertici del M5s, fra cui i vicepresidenti e la capogruppo a Palazzo Madama Mariolina Castellone. Nel frattempo, in un altro ufficio, è in corso una riunione del gruppo dei senatori del Movimento. IL DISCORSO DI DRAGHI
"Mercoledì - ha sottolineato in apertura del suo discorso - scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condiviso. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta".Il premier ha rivendicato i risultati ottenuti dal suo governo in questi 17 mesi. Ma ha anche indicato una serie di obiettivi per i quali, ha evidenziato, serve un nuovo patto di fiducia". "Non serve una fiducia di facciata che svanisca di fronte ai provvedimenti scomodi". Draghi ha elencato una serie di obiettivi. Bisogna spingere sui contratti collettivi, punto di forza del sistema industriale. "Serve una riforma delle pensioni - ha proseguito - che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita e un impianto sostenibile ancorato al sistema retributivo". "Il disegno di legge" sulla concorrenza, che riguarda anche "i taxi" e le concessioni balneari" deve "essere approvato prima della pausa estiva. Ora c'è bisogna di un sostegno convinto all'azione dell'esecutivo" non il sostegno a proteste tavolta violente. LA DIRETTA "Il presidente della Repubblica mi affidò l'incarico" di premier con l'obiettivo di affrontare "tre emergenze: pandemica, economica e sociale", "tutti i principali partiti, con una sola eccezione, decisero di rispondere positivamente a quell'appello. Nel discorso che tenni in quest'Aula feci riferimento all'unità nazionale, che in questi mesi è stata la miglior garanzia di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere il consenso più ampio"."Grazie alle misure di contenimento sanitario, alla campagna di vaccinazione, ai provvedimenti di sostegno economico a famiglie e imprese, siamo riusciti a superare la fase più acuta della pandemia, a dare slancio alla ripresa economica", ha detto. Le "riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti oltre alla corposa agenda delle semplificazioni sono un passo essenziale per l'Italia. Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti". "Il merito dei risultati" raggiunti "è vostro, della vostra disponibilità a lavorare nell'interesse del paese. La vostra è stata la migliore risposta all'appello del presidente della Repubblica". Gli "italiani hanno sostenuto le misure che di volta in volta abbiamo messo in campo, sono diventati veri protagonisti politiche, penso al paziente rispetto durante le restrizioni della pandemia, della vaccinazione, dell'accoglienza spontanea ai profughi ucraini accolti con affetto e solidarietà. Penso alle comunità locali con il Pnrr: mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano" IL TIMING La seduta andrà avanti con il discorso di Draghi fino alle 10.30, quando il presidente del Consiglio si recherà alla Camera per consegnare il testo delle comuicazioni rese a Palazzo Madama. Alle ore 11.00 riprenderà la seduta del Senato, con una discussione generale prevista fino alle 17, quando Draghi replicherà. Alle 17.30 inizieranno le dichiarazioni di voto ed alle 19 partirà a "chiama" dei senatori. La seduta è iniziata con un quarto d'ora di ritardo: per quindici minuti nell'Emiciclo pieno, con la presidente Elisabetta Alberti Casellati al suo posto, si è atteso l'arrivo di Draghi. In Aula ci sono tra gli altri Matteo Salvini e Matteo Renzi. In tribuna ci sono diversi deputati, che sono venuti a sentire in diretta le comunicazoni di Draghi, che alla Camera verranno solo consegnate. "Penso finisca bene, vediamo la tempistica": è il pronostico di Matteo Renzi arrivando al Senato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Prosegue il pressing di partiti e associazioni sul premier Mario Draghi per convincerlo a non lasciare Palazzo Chigi. Oggi il segretario del Pd Enrico Letta è stato a colloquio con il premier nella sede del governo. È iniziata intanto alla Camera la riunione del leader leghista Matteo Salvini con ministri, sottosegretari, capigruppo e vicesegretari del suo partito. E' la vigilia del d-day dopo l'avvio della crisi provocata dal non voto di fiducia al Senato sul dl aiuti da parte di M5s e domani si ripartirà proprio da Palazzo Madama per quella che appare la giornata più dura dalla nascita del governo dell'ex banchiere centrale. Intanto si moltiplicano gli appelli e le prese di posizione a favore del premier. "I consumi rallentano, l'inflazione cresce, il conflitto in Ucraina continua e preoccupa la prospettiva delle restrizioni monetarie. In questo contesto, la crisi politica rischia di ripercuotersi pesantemente su quella economica. Serve, invece, la guida di Draghi e un'azione di governo sempre più efficace per gestire al meglio le risorse del PNRR, la legge di bilancio e le riforme strutturali che il Paese attende". E' quanto afferma il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i dati sulla congiuntura diffusi stamattina dalla Confederazione. "Ieri sera abbiamo superato le 1500 firme, siamo quasi a 1600" per l'appello dei sindaci al premier affinché rimanga in carica, e "probabilmente arriveremo a 2000 prima del discorso del presidente Draghi al Senato". Così Dario Nardella, sindaco di Firenze, in collegamento con Omnibus su La7. "C'è un'adesione larghissima - ha aggiunto - che va da nord a sud, dal centrosinistra al centrodestra, e che nasce da una preoccupazione oggettiva, quella che noi viviamo ogni giorno sul territorio". Per Nardella le tante firme dei sindaci sono "un dato sorprendente, mai vista una cosa del genere: evidentemente c'è un sentimento fortissimo". Domani si partirà subito forte, dall'Aula del Senato dove i parlamentari 5 stelle esprimono l'ala dura e pura del Movimento, quella che vuole l'uscita dal governo. Tra colpi di scena e ripensamenti, la capigruppo ieri ha prima confermato che ci saranno le comunicazioni del premier anche alla Camera e poi è servita una nota dei presidenti Elisabetta Casellati e Roberto Fico per sancire che il primo esame con la fiducia sarà a palazzo Madama mercoledì. Il lavoro dei pontieri gira a pieno ritmo ma nelle segreterie dei partiti si registra uno stallo inquietante e le dichiarazioni dei parlamentari comunicano solo diffidenza e sfiducia reciproca. "Ora la decisione non spetta ai 5 stelle ma al presidente del Consiglio Mario Draghi", avverte Giuseppe Conte nel chiudere l'ennesima assemblea congiunta del Movimento. All'interno del M5s la resa dei conti è infinita, coi vertici del gruppo alla Camera in rivolta e il rischio scissione alle porte. Giuseppe Conte non lo nasconde e lancia un ultimatum: "Se qualcuno ritiene di non poter condividere un percorso così partecipato e condiviso - dice - faccia la propria scelta in piena libertà, in maniera chiara, subito e senza ambiguità". I tempi sono stretti: "C'è una notte per pensarci - ha detto ieri Conte ai vertici del gruppo alla Camera - decisioni che vanno in direzione di una diversa prospettiva siano dichiarate per tempo, per correttezza verso tutti".
INSERITO DA ANGELA CECERE "O Draghi bis o voto", sostiene il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che predilige di gran lunga la prima opzione. Intervistato dal 'Corriere', l'ex premier afferma che "quello che è importante è che Draghi stia a Palazzo Chigi. E che venga in Aula senza fare trattative stile Prima Repubblica o vertici di pentapartito: deve fare un elenco prendere o lasciare". A quel punto "voglio vedere chi si assume la responsabilità di sfasciare tutto". Nel frattempo la petizione di Italia Viva per il Draghi bis ha superato le 80 mila firme. "La petizione ha fatto il botto", afferma Renzi, per il quale si tratta di "un risultato che sembrava impossibile anche a noi". Ma "il bis si fa se Draghi vuole farlo, alle condizioni che dice Draghi", precisa Renzi. Nel caso in cui ribadisse il suo No, sarebbe difficile per il leader di Italia Viva formare un altro esecutivo. "Mi domando chi può votare un governo del genere", dice. "Io sono per il Draghi bis con un sussulto di decisionismo e responsabilità da parte del premier - aggiunge -. Se lui non se la sente, e mi dispiacerebbe molto, si vada subito al voto". Un'altra certezza per Renzi è l'antagonismo con il Movimento 5 stelle. "A me basta che alle prossime elezioni noi e i grillini staremo sue due fronti opposti", dichiara. "Ho perso ogni interesse verso le dinamiche interne dei Cinque Stelle - dice commentando la possibile nuova scissione nel Movimento -. Spero che sia chiaro a tutti come la loro presenza abbia inquinato il dibattito civile della politica italiana. Hanno mentito, hanno insultato, hanno aggredito gli avversari. E adesso, preoccupati di tornare a casa, si scindono una volta alla settimana". Il Partito democratico vorrebbe però restare al governo con i cinquestelle. "Il Pd ancora subalterno di Conte e Grillo? Ma anche basta, dai - commenta Renzi -. Ancora a rincorrere il fortissimo punto di riferimento progressista? Non ci credo, non ci posso credere".
INSERITO DA ANGELA CECERE Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni del premier Mario Draghi e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento. Mercoledì Draghi riferirà alle Camere. "Il M5s non c'è più, ora si chiama il partito di Conte È un partito padronale che ha deciso di anteporre le proprie bandierine alla sicurezza e all'unità nazionale", afferma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. "Se da mercoledì andiamo in ordinaria amministrazione non potremo fare quasi più nulla di ciò che serve per superare la crisi economica. Parlo del decreto di 15 miliardi contro il caro bollette. Non abbiamo i poteri per fare la legge di bilancio e andremo in esercizio provvisorio. Non abbiamo più il potere negoziale ai tavoli internazionali per ottenere il tetto ai prezzi del gas. È da irresponsabili non capirlo". Occhi puntati sulle Borse. Migliora Piazza Affari dopo un ripegamento iniziale sulla parità. L'indice Ftse Mib guadagna l'1,02% a 20.765 punti, con il differenziale tra Btp e Bund tedeschi in ribasso a 213,4 punti e il rendimento annuo italiano in calo di 0,9 punti 3,228%. Si confermano i rialzi per Hera (+3,03%) e Pirelli (+2,86%). Accelera Eni (+2,14%), seguita da Amplifon (+2,09%), Enel (+2,03%), A2a (+2,05%) ed Stm (+1,94%). Fa meglio anche Intesa (+1,46%), seguita da Bper (+0,74%) e Banco Bpm (+0,71%), mentre resta poco mossa Unicredit (+0,27%). Scivola Moncler (-1,91%). Giù anche Campari (-1,17%) e Tim (-0,77%), mentre continua a non fare prezzo Saipem (-23,93%) ad aumento di capitale concluso. Il Presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica. Lo si legge in una nota del Quirinale. Draghi, durante la riunione del Cdm avrebbe detto ai ministri che mercoledì riferirà alle Camere e i partiti delineano già le loro posizioni. Non è scontato l'esito di mercoledì in aula, dipende dalla maturità", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio allo speciale del Tg1. "Serve un atto di maturità e non solo di responsabilità da parte delle forze politiche", ha aggiunto. "Spero che domani lo si possa già fare e che ci sia la volontà di farlo", ha precisato. "La Lega è stata leale, costruttiva e generosa per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l'Italia erano vittime dei troppi No del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del Partito democratico. La Lega, unita e compatta anche dopo le numerose riunioni di oggi, condivide la preoccupazione per le sorti del Paese: è impensabile che l'Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo, nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani". Così riferisce una nota della Lega. "Ora solo al lavoro perché mercoledì alle Camere si ricrei la maggioranza e il Governo Draghi possa ripartire. Il Paese piomba in una crisi gravissima che non può permettersi". Così il Pd. "Non accettiamo scherzi, per FdI questa legislatura è finita e daremo battaglia perché si restituisca ai cittadini quello che tutte le democrazie hanno e cioè la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare per fare cosa". Così la leader di fratelli d'Italia, Giorgia Meloni sul palco della festa dei Patrioti a Palombara Sabina. "Complimenti al M5S per aver fatto questo guaio mentre c'è una crisi in corso, c'è una guerra ai confini dell'Europa, già la Borsa oggi è crollata, lo Spread sale, c'è un'impennata dei prezzi di tutte le materie prime. E' da irresponsabili aver provocato questo caso, con un'arroganza e con dei ricatti che sono inaccettabili". Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani a margine della cerimonia per la festa del 14 luglio a Palazzo Farnese a Roma. "Il M5s ha dato sostegno a questo governo sin dall'inizio con una votazione" e i con i "pilastri della della transizione ecologica e della giustizia sociale. Se poi si crea una forzatura e un ricatto per cui norme contro la transizione ecologica entrano in un dl che non c'entra nulla, noi per nessuna ragione al mondo daremo i voti", ha detto nel pomeriggio il leader dei 5s Giuseppe Conte uscendo dalla sua abitazione. "Se qualcuno ha operato una forzatura si assuma la responsabilità della pagina scritta ieri. L'introduzione" di quella pagina "è stata la riunione del Cdm in cui i nostri ministri non hanno partecipato al voto". "Se noi prendiamo degli impegni con governo, Parlamento e cittadini e siamo coerenti, chi si può permettere di contestare questa linearità e questa coerenza? Non chiediamo posti, nomine, nulla, ma chiediamo ovviamente di rispettare un programma definito all'inizio: transizione ecologica e urgenza della questione sociale che adesso è esplosa. O ci sono risposte vere, strutturali e importanti opporre nessuno può avere i nostri voti". Linea esplicitata anche dalla capogruppo pentastellata Castellone. "La linea è quella che seguiamo dal non voto in cdm, e poi alla Camera o oggi al Senato, dove abbiamo scelto il non voto nel merito di un provvedimento. Invece c'è tutta la nostra disponibilità a dare la fiducia al governo" in una eventuale verifica "a meno che Draghi non dica che vuole smantellare il reddito cittadinanza o demolire pezzo per pezzo ogni nostra singola misura, dal decreto dignità al cashback". Lo dice la capogruppo del M5S Maria Domenica Castellone nella diretta de La7 con Enrico Mentana. "Noi abbiamo sempre avuto un atteggiamento costruttivo ma non permettiamo che si smantellino nostre misure", aggiunge. "Credo che per l'interesse del Paese il governo Draghi debba andare avanti": Lo ha detto il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, arrivando a Portonovo di Ancona, commentando la crisi dell'esecutivo dopo lo strappo in Senato del M5s. "Credo che sia un interesse di tutti che il governo prosegua - ha aggiunto Letta - Un interesse che sta maturando anche con fortissime spinte che provengono da ovunque, anche dalle parti sociali, dal mondo del lavoro, dall'Unione europea". IL VOTO IN SENATO L'Aula del Senato ha confermato la fiducia al governo posta sul decreto aiuti. I sì sono stati 172, i no 39, nessun astenuto. Il M5s non ha partecipato al voto risultando assente alla prima e alla seconda chiama. Il premier Mario Draghi ha lasciato il Senato ed è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il faccia a faccia è durato poco meno di un'ora. Il presidente del Consiglio ha fatto poi rientro a Palazzo Chigi. Con il Movimento era saltata anche l'ultima ipotesi di mediazione lanciata dal ministro pentastellato D'Incà, che aveva proposto l'ok al testo senza fiducia. B"Se mi sento in colpa e se è colpa di Roma e del termovalorizzatore questa crisi di governo? No, non è colpa di Roma. Noi facciamo le scelte giuste". Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, intercettato dai giornalisti alla festa dell'Unità di Roma a Caracalla
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NEW YORK, 13 LUG - Nuova fiammata dell'inflazione negli Stati Uniti in giugno. I prezzi al consumo sono saliti del 9,1% su base annua, sopra le attese degli analisti che scommettevano su +8,8%. Su base mensile l'aumento è stato dell'1,3%. Il 9,1% è il massimo degli ultimi 40 anni: era infatti dal novembre 1981 che non si registrava un balzo così significativo. Hanno reagito male le Borse europee, che hanno appesantito il calo della mattinata sfiorando in molti casi ribassi del 2%. Lo spread tra Btp e Bund si è portato invece a 200 punti base. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Occhi puntati sul voto di domani in Aula al Senato sul dl aiuti con M5s che continua a fibrillare mentre i potieni provano lavorare per ricucire uno strappo dalle conseguenze imponderabili sull'esecutivo.
Si è concluso - intanto - dopo oltre cinque ore il Consiglio nazionale del M5s.
Non emerge ancora una decisione finale.
In mattinata la linea prevalente era per l'uscita dei senatori 5s dall'Aula al momento del voto. Nelle prossime ore non è escluso - secondo quanto si apprende -un nuovo incontro fra il leader del Movimento Giuseppe Conte e il premier Mario Draghi.
E' in corso intanto l'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Pd.
LA POSIZIONE DEI DEM
Quando abbiamo detto 'il governo deve andare avanti e noi lo sosteniamo fino alla fine delle legislatura' non lo abbiamo detto solo noi. Ieri ho visto Salvini e Berlusconi: lo diciamo sommessamente, non è che se per ripicca M5s fa cadere il governo non si va al voto. E' nelle cose, lo hanno detto Salvini e Berlusconi. Il governo ha bisogno di una maggioranza, e lo diciamo a tutte le forze politiche". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta all'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari Dem in corso nella sala della Regina a Montecitorio."Lo dico con chiarezza a tutti e a nessuno: il semestre di difficoltà che abbiamo davanti richiede più responsabilità. DI fronte ad un autunno caldo le forze politiche responsabili sanno che scelte fare e le fanno. Noi vogliamo dare risposte non lasciando gli italiani senza risposte lasciandogli solo il balsamo dell' "è stata colpa loro". La logica del capro espiatorio, La logica del Malaussene non ci appartiene. Non possiamo stare alla finestra. Prenderà voti alle prossime elezioni chi darà risposte".
"Lo ha detto anche Draghi, senza i 5 stelle non ci sarà un altro Governo. Se i 5 stelle faranno una scelta parola agli italiani", secondo il segretario della LegaMatteo Salvini. "Il dibattito è il sale della democrazia, ma in questo momento particolare - ha spiegato il governatore del VenetoLuca Zaia- c'è bisogno di un governo per prendere decisioni strategiche. Io spero che non ci siano motivi perché questo governo cada, perché entreremmo in un limbo pericoloso". "Noi della Lega abbiamo un ruolo e possiamo giocarcelo fino in fondo, abbiamo le nostre istanze a partire dall'autonomia. Se si può andare avanti anche senza M5s? Giro la domanda al presidente Mattarella che, come prevede la Costituzione, sentirà le forze politiche, vedrà i numeri e deciderà", aggiunge. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE L'incontro tra il premier Mario Draghi e il leader M5s Giuseppe Conte è stato rinviato dopo la tragedia della Marmolada che vede il presidente del Consiglio impegnato nel sopralluogo in Trentino. Stamane Conte aveva dato la disponibilità al rinvio del faccia a faccia quando ha saputo che il capo del governo si stava recando a Canazei. Di conseguenza, è statro rinviato anche il Consiglio nazionale del Movimento. Palazzo Chigi attende l'incontro per fare delle valutazioni e tirare eventualemente delle conclusioni. Nessuna previsione e nessuna indicazione sugli eventuali punti di caduta del presidente del Consiglio rispetto alle possibili richieste di Conte. Anche se la strada già tracciata ( e condivisa con i partiti) da qui a fine anno, a cominciare dall'applicazione del Pnrr e dal via libera alle riforme indispensabili, rappresenta comunque la stella polare per le mosse del governo. Dunque, ascolto ma nessun deragliamento dalla linea impostata. Con la conferma netta di non aver mai chiesto al Garante di far fuori l'ex premier dalla guida dei 5 stelle. Sullo sfondo c'è l'incognita dell'uscita dall'Esecutivo per un eventuale appoggio esterno, un epilogo verso il quale stanno spingendo molti ortodossi M5s. Un processo che comuqnue minerebbe alle fondamenta la tenuta del governo e della legislatutra stessa. E sul quale Il Colle, lo stesso Palazzo Chigi, ma anche il Pd e Luigi Di Maio non sembrano individuare alternative. Se il movimento farà il passo estremo di chiamarsi fuori, l'unica strada sarà quella della fine del governo e probabilmente dello scioglimento delle amere. Dal Pd, intanto, il monito di Franceschini: se il movimento sceglie l'appoggio esterno "porterà alla fine del governo e all'impossibilità di andare insieme alle elezioni".
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono molto soddisfatto perchè il governo ha raggiunto tutti i 45 obiettivi del Pnrr per questo semestre. L'Italia ha dunque rispettato tutte le scadenze del piano ed è un segnale essenziale per la serietà e la credibilità del paese ed è già al lavoro per le scadenze di dicembre". Lo ha detto il premier Draghi in conferenza stampa. "Sono ancora ottimista, il governo non rischia perchè l'interesse nazionale e degli italiani è preminente. Il Governo è stato formato per fare e questa è la condizione che ha per fare. il Governo non si fa senza i 5 stelle, questa è la mia opinione". "I Cinque Stelle danno un contributo importante e sono certo che continueranno a darlo nei prossimi mesi. Conte ha confermato che non è intenzionato ad uscire dal governo e a dare l'appoggio estero quindi mi baso su questo". Lo afferma il premier Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa. "Il governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno, perché valuta troppo il contributo dei 5 Stelle per accontentarsi di un appoggio esterno". In merito ad un rimpasto di governo, "nessuno lo ha chiesto", ha risposto Draghi. Questo è l'ultimo governo di legislatura in cui sono premier, ha affermato Draghi nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito al cdm rispondendo ad una domanda in proposito. "Non sono disposto a guidare un governo con un'altra maggioranza", ha specificato il premier. "Non ho sentito Grillo, mentre ho sentito Conte ieri e ci siamo scambiati dei messaggi. Non ho mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite sui 5 stelle, io non entro nei partiti. Mi è estraneo e non capisco il motivo di tirarmi dentro. Dicono che ci sono riscontri oggettivi, vediamoli....". Lo afferma Mario Draghi. "Voglio fare una considerazione sull'azione del governo che ha ottenuto risultati importanti sul fronte internazionale (dal Consiglio Ue, al G7 e infine al vertice Nato), e importanti risultati sul fronte nazionale. Successi che sono merito di questa maggioranza di saper prendere decisioni con generosità e con l'interesse dell'Italia come bussola. Abbiamo davanti tante sfide che supereremo se avremo la stessa determinazione di questi mesi di governo", ha detto il premier. Le alte temperature di questa estate "preoccupano sicuramente, però l'andamento degli stoccaggi finora è buono, siamo vicini al 60%, e confidiamo di arrivare all'obiettivo previsto entro novembre. La misura approvata oggi è molto, molto importante per questi stoccaggi"."Il governo è al lavoro per fronteggiare la siccità. Siamo con la crisi idrica più grave degli ultimi 70 anni, la crisi idrica ha due fattori un deficit di pioggia degli ultimi anni, il cambiamento climatico ma poi ci sono cause strutturali come la cattiva manutenzione dei bacini e della rete affidata ai concessionari con una dispersione di acqua che è pari al 30% mentre in altri paesi Ue è il 5%, 6%. Ci vuole un piano di emergenza e da lunedì noi siamo pronti ad approva i piani delle regioni". "La posizione espressa nel G7 e nella Nato è di sostegno all'Ucraina, la frase esatta è: sosterremo l'Ucraina per tutto il tempo necessario. Significa aiuto economico, umanitario, ormai importante, e militare. Su questo tutta l'alleanza Nato e l'alleanza del G7 è unita, molto determinata. A differenza di altre situazioni, c'è una frase esplicita, se ci fosse la disponibilità ai negoziati siamo pronti a aprirli. Ma se l'Ucraina non si difende, non c'è pace, c'è sottomissione, schiavitù, e continuerà la guerra". Il Governo vara un nuovo decreto taglia-bollette da tre miliardi di euro e per il terzo trimestre ferma la corsa al rialzo di luce e gas. Ma su anno il conto per famiglie e imprese sarà comunque salato con rincari per la luce di +91% e del gas +70,7%. "Il terzo trimestre 2022 per la famiglia tipo in tutela, vedrà un lieve incremento per la bolletta dell'elettricità, +0,4%, mentre rimarrà stabile la bolletta gas, senza alcuna variazione", annuncia Arera dopo il nuovo decreto del governo, sottolineando che senza queste misure il quadro generale "avrebbe determinato una variazione intorno al 45% della bolletta gas e al 15% di quella elettrica". Ma l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avverte anche che in termini di effetti finali, "per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2021 e il 30 settembre 2022) "sarà di circa 1071 euro", +91% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° ottobre 2020 - 30 settembre 2021). Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo "per la bolletta gas sarà di circa 1.696 euro", con una variazione del +70,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente. "Sono stati approvati provvedimenti urgenti per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, abbattiamo l'Iva e rafforziamo il bonus sociale, interveniamo per incrementare lo stoccaggio di gas naturale e gli aiuti alle famiglie sulle bollette", ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, sottolineando che in "mancanza" di queste approvazioni "ci sarebbe stato un disastro, con aumenti fino al 45%". Il Premier ha quindi fatto presente che "per le bollette abbiamo speso 30 miliardi dall'inizio dell'anno" e "con questi provvedimenti e quelli che prenderemo a luglio questo importo salirà ancora, stiamo riformando l'assetto energetico del Paese", ha spiegato Draghi.