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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sulla Sindrome dell’X fragile

7 Maggio 2017, 07:00am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sulla Sindrome dell’X fragile

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Sindrome dell’X fragile, chiamata anche Sindrome di Martin-Bell, è stata descritta per la prima volta nel 1943 da Martin e Bell come forma di disabilità mentale. Nel 1969 è stato riporto per la prima volta il suo legame con un’alterazione del cromosoma X. Un gruppo di esperti italiani ha eseguito una revisione della letteratura per passare in rassegna le ultime acquisizione su questa malattia.

La Sindrome dell’X fragile è la seconda causa di disabilità intellettuale dopo la Sindrome di Down, ma è la causa più frequente di questo tipo di disabilità nei maschi e ha una frequenza di 1 su 5-7000 nei maschi e 1 su 4-6000 nelle femmine. E’ provocata da alterazioni del gene denominato FMR1. Più del 99% dei casi mostra una modificazione del gene denominat “espansione del CGG” e, nella rimanente minoranza di soggetti, si osservano mutazioni e altri tipi di alterazioni DELLO STESSO GENE. Gli autori segnalano che, pur essendo la Sindrome dell’X fragile abbastanza conosciuta, la maggior parte degli studi non ha determinato con precisione le sue manifestazioni neurologiche e psichiatriche. Inoltre molte delle ricerche disponibili hanno limiti in termini di numero di soggetti valutati e metodi applicati. Questo fa sì che i risultati ottenuti non siano riferibili alla totalità dei malati. La terapia farmacologica della Sindrome è, per lo più, mirata a risolvere i sintomi, ma la comprensione sempre più approfondita dei meccanismi molecolari e biologici della malattia sta aprendo la strada a cure “a bersaglio”. Queste potranno compensare, o abolire, gli effetti del difetto del gene per ottenere una vera e propria cura della malattia. La Sindrome dell’X fragile si può presentare in maniera molto variabile, determinando solo disabilità intellettuale o anche altre manifestazioni a carico del sistema nervoso, ma può teoricamente coinvolgere qualsiasi altro apparato. Dato che, fra le malattie rare, la Sindrome dell’X fragile ha una frequenza relativamente alta, la complessità degli approcci che essa richiede si riflette in un importante carico economico e sociale.

FONTE di Tommaso Sacco FONDAZIONE SERONO

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il rapporto neutrofili-linfociti predice la mortalità nella CAP

6 Maggio 2017, 10:05am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il rapporto neutrofili-linfociti predice la mortalità nella CAP

INSERITO DA MORENA MOTTA Il rapporto neutrofili-linfociti (NLR) può predire la mortalità a 30 giorni degli anziani con polmonite acquisita in comunità (CAP), secondo uno studio pubblicato online il 13 aprile sul Journal of the American Geriatrics Society.

Emanuela Cataudella, M.D., dell’università di Catania, in Italia, e colleghi hanno condotto uno studo prospettico con 195 anziani ricoverati in ospedale per CAP. Gli autori hanno confrontato l’accuratezza e il valore predittivo della mortalità a 30 giorni dei tradizionali punteggi rispetto all’NLR.

I ricercatori hanno riscontrato che l’NLR ha predetto la mortalità a 30 giorni (P <0,001) con una migliore performance in termini di previsione della prognosi rispetto al Pneumonia Severity Index (P <0,05); confusione, urea, frequenza respiratoria, pressione sanguigna, età pari e superiore a 65 anni (CURB-65); proteina C-reattiva e conta dei globuli bianchi (P <0,001). Non vi sono stati decessi nei partecipanti con un NLR inferiore a 11,12. La mortalità a trenta giorni è stata rispettivamente del 30 e 50 percento per i partecipanti con un NLR compreso tra 11,12 e 13,4, e i partecipanti con un NLR compreso tra 13,4 e 28,3. Entro 30 giorni, tutti i partecipanti con un NLR superiore a 28,3 sono deceduti.

“In conclusione, l’NLR ha dimostrato un valore prognostico emergente nel predire la mortalità a 30 giorni”, hanno scritto gli autori. “L’NLR può fornire ai clinici una rapida stratificazione dei pazienti in varie categorie prognostiche.”

FONTE HEALTH DAY

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Carinaro, anziani e disabili costretti a “emigrare” per curarsi: la denuncia dell’ex sindaco Affinito

6 Maggio 2017, 10:00am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Carinaro, anziani e disabili costretti a “emigrare” per curarsi: la denuncia dell’ex sindaco Affinito

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cittadini di Carinaro, soprattutto anziani e portatori di handicap, penalizzati per quanto riguarda l’erogazione di servizi sanitari in genere. Il comune alle porte di Aversa, infatti, è compreso nel distretto sanitario con i paesi di Succivo, Sant’Arpino e Orta di Atella. Per ogni tipo di prestazione sanitaria, dalle protesi alla fisiokinesiterapia alle visite specialistiche al cambio del medico di famiglia i cittadini di Carinaro sono costretti a raggiungere, a seconda della tipologia di prestazione, Succivo (ufficio principale), Sant’Arpino e Orta di Atella.

A lanciare l’allarme l’ex sindaco di Carinaro, Salvatore Affinito, che, però, ci tiene a sottolineare di scendere in campo quale semplice cittadino, familiare di persone con patologie che necessitano cure costanti. “Mi sono rivolto – ha dichiarato Affinito – al sindaco per rappresentare le difficoltà notevoli nelle quali si viene a trovare l’utenza di Carinaro, soprattutto quella appartenente alle fasce più deboli per condizioni di salute che economiche, per accedere ai servizi sanitari che sono ubicati tra Succivo, Sant’Arpino e Orta di Atella. Cittadine, queste, tutte non servite da un efficiente servizio di trasporto, su ferro o gomma che sia. Si tratta di una situazione che ho evidenziato anche al direttore generale dell’Asl. Il problema maggiore è per quelle persone in stato di disagio che non possono avvalersi del sostegno di parenti o assistenti anche per una banale richiesta di visita specialistica domiciliare”.

L’ex primo cittadino fa anche una proposta concreta per cercare di ovviare all’attuale stato di disagio e afferma: “Il sindaco, quale massima autorità sanitaria, dovrebbe preoccuparsi di tutelare maggiormente i diritti di chi è più in difficoltà come i disabili e gli anziani. Basta un poco di buona volontà: un censimento dei disabili e grazie alla presenza di lavoratore socialmente utili e operatori socio sanitari potrebbe fare da tramite tra le esigenze dei cittadini-pazienti e le strutture sanitarie ubicate lontano dal nostro paese”.

 

“Affinito – ha commentato il sindaco di Carinaro, Annamaria Dell’Aprovitola – ha evidenziato un problema reale. Da parte nostra abbiamo già assicurato il collegamento con il Cup. Abbiamo anche preso l’impegno, insieme al delegato ai Servizi sociali, Giovanni Zampella, di istituire un servizio di accompagnamento con auto e personale del comune. Abbiamo, però, bisogno dei tempi tecnici per approntare il progetto e per superare una serie di ostacoli burocratici”.

FONTE di Livia Fattore PUPIA TV

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pensioni di invalidità: la casa non è più reddito

5 Maggio 2017, 13:54pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pensioni di invalidità: la casa non è più reddito

INSERITO DA MORENA MOTTA La casa di abitazione non sarà più considerata reddito per il riconoscimento della pensione di invalidità civile o quella per ciechi o sordi. Lo ha stabilito l’Inps in una recente circolare.

L’art. 14 septies, commi 4 e 5, del decreto legge 30 dicembre 1979 n. 663, convertito in legge 29 febbraio 1980 n. 33, stabilisce che i redditi che vengono presi in considerazione per la concessione della pensione di invalidità civile, cecità e sordità sono quelli calcolati agli effetti dell’IRPEF. Sono pertanto esclusi i redditi esenti. A tale riguardo l’Inps, anche in base ad alcune decisioni giurisprudenziali, ha finora considerato rilevante anche il reddito della casa di abitazione. Infatti, il reddito suddetto è assoggettato a IRPEF, salva la deducibilità al 100%.

Tuttavia, negli ultimi anni c’è stato un cambiamento di rotta. La suprema corte a partire dal 2012 ha ribaltato il precedente orientamento e secondo la Corte di Cassazione “le norme specifiche di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118 e dall’art. 26 della legge 30 aprile 1969 n. 153: la prima, per le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione di inabilità, rinvia a quelle stabilite dalla seconda per il riconoscimento della pensione sociale ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito. Per quest’ultima prestazione la norma esclude dal computo del reddito gli assegni familiari e il reddito della casa di abitazione”.

La circolare sottolinea che “stante l’applicabilità della normativa in materia di pensione sociale, ne consegue che dal computo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità deve essere escluso quello della casa di abitazione. Allo stesso modo, tale reddito dovrà considerarsi escluso ai fini della maggiorazione sociale”.

Dunque, dal 1 gennaio 2017, “il reddito da casa di abitazione è pertanto da considerarsi escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente. Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data”.

FONTE di Simon Basten FONDAZIONE SERONO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Non si fa abbastanza per gli infortuni e le malattie sul lavoro

4 Maggio 2017, 11:01am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Non si fa abbastanza per gli infortuni e le malattie sul lavoro

DI DOTT. MICHELE PAPPACODA All’indomani della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio, offre un ulteriore spunto di riflessione sul tema ed è innegabile che dall’esame di essi vi sia da parte nostra una forte preoccupazione nel constatare che il fenomeno è in aumento su quasi tutti i fronti, se si esclude quello dell’agricoltura. Sembra dunque che all’aumento degli occupati, corrisponda anche un aumento di infortuni e malattie sul lavoro, a testimonianza del fatto che, in questi anni, non si è fatto abbastanza per accrescere i livelli di consapevolezza e sicurezza, con un costo umano insopportabile»Così Franco Bettoni, presidente dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), commenta i dati sugli infortuni nel lavoro e le malattie professionali, relativi al primo trimestre del 2017, pubblicati in questi giorni dall’INAIL.

Chiediamo dunque che si ritorni ad investire in sicurezza, consapevoli che si tratta di un investimento virtuoso, mentre, allo stesso tempo, va rafforzata l’attività di controllo, vanno incrementate le campagne informative e di sensibilizzazione, valorizzati gli interventi di formazione dei lavoratori e serve un inserimento della materia prevenzione nei programmi scolastici dei bambini e dei ragazzi all’interno dei percorsi didattici».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Correre per un mondo accessibile a non vedenti e ipovedenti

4 Maggio 2017, 10:56am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Correre per un mondo accessibile a non vedenti e ipovedenti

DI DOTT MICHELE PAPPACODA È stato presentato nei giorni scorsi a Roma Runner in vista, progetto realizzato in favore dell’UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti), promosso da undici Centri Commerciali e ideato dal consulente aziendale Larry Smith Italia e dalla Società Proxima, con il patrocinio del CONI e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico).
Si tratterà, in sostanza, di una 5 chilometri , da correre o camminare, con partenza e arrivo nell’area esterna di ciascuno degli undici Centri Commerciali gestiti da Larry Smith, che parteciperanno alla prima edizione dell’iniziativa, una maratonina aperta a tutti, famiglie, sportivi e principianti, vedenti e non vedenti, un tour che da maggio a luglio attraverserà l’Italia in lungo e in largo, partendo il 6 maggio da Roma e passando per Firenze (13 maggio), Teramo (20 maggio), ancora Roma (27 maggio), Formia (in provincia di Latina, 28 maggio), Viterbo (2 giugno), Vimercate (in provincia di Monza-Brianza, 3 giugno), Sassari (10 giugno), Pomezia (in provincia di Roma, 17 giugno) e Bergamo (24 giugno), per concludersi il 1° luglio a Gravellona Toce (Verbano-Cusio-Ossola).
«Grazie a questo progetto – ha sottolineato dal canto suo Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI – si contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva in Italia.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Una Delibera che sosterrà concretamente la Vita Indipendente

3 Maggio 2017, 09:39am

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INSERITO DA MARIA PAPPACODA È decisamente degna di nota la Delibera approvata dal Comune di Asti, a sostegno dei propri Cittadini con disabilità intellettiva che intraprenderanno percorsi di Vita Indipendente, anche perché i princìpi da essa fissati non resteranno sulla carta, se è vero che tale Atto costituisce il primo passo formale di un progetto strettamente connesso alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che intende riprendere le buone prassi di “VelA-Verso l’Autonomia”, fortunata iniziativa promossa negli anni scorsi sul territorio del Cuneese

Matteo e Davide, Bra, giugno 2016

Matteo e Davide, giovani con sindrome di Down della Provincia di Cuneo, hanno avviato lo scorso anno il proprio ingresso nella Vita Indipendente, dopo avere partecipato al Progetto “VelA-Verso l’Autonomia”, promosso nel Cuneese dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (CRC) e attuato dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. Di tale iniziativa ci si propone oggi di riprendere le buone prassi anche nel territorio di Asti

È decisamente degna di nota la Delibera approvata nei giorni scorsi dal Comune di Asti, a sostegno dei propri Cittadini con disabilità intellettiva che intraprenderanno percorsi di Vita Indipendente.
Nato dalla collaborazione tra il Settore Comunale delle Politiche Sociali, l’Associazione CEPIM Centro Down Asti e il Centro Studi Interdipartimentale per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino – organismo, quest’ultimo, del quale abbiamo segnalato la nascita nel mese di marzo scorso -, l’Atto impegna il Comune piemontese ad assumere un ruolo proattivo nell’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Quest’ultima, vi si legge infatti, «è un documento di portata storica vincolante per i diritti, la dignità, le pari opportunità delle persone con qualsiasi tipo di disabilità».
In particolare la Delibera fa riferimento agli articoli 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) e 27 (Lavoro e occupazione) della Convenzione, sottolineando l’impegno a sostenere «il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone» e «il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato».

La volontà esplicita, per altro, è che tali dichiarazioni non restino semplicemente sulla carta: nell’impegnare infatti l’Amministrazione Comunale a «sostenere i progetti di Vita Indipendente avviati dai Cittadini con disabilità intellettiva, tenendo saldi i princìpi di personalizzazione e di coprogettazione tra Istituzioni, persone con disabilità e famiglie coinvolte», la Delibera costituisce sostanzialmente il primo atto formale di avvio del progetto denominato 19 PARI! Percorso per il Diritto di Abitare in Autonomia per le Persone con Disabilità, che prende il nome appunto dal diciannovesimo articolo della Convenzione ONU – del quale costituirà un percorso di attuazione – e che è promosso dalla citata Associazione CEPIM Centro Down Asti, in collaborazione con il Centro Down di Alessandria e con il sostegno del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Ateneo torinese.
«19 PARI! – si legge in una nota diffusa dal Comune di Asti – mira a trasferire e a rielaborare, coprogettandole con i soggetti del territorio, le buone pratiche sperimentate con il Progetto VelA-Verso l’Autonomia, promosso negli anni 2014-2016 sul territorio cuneese [di quest’ultimo «Superando.it» ha seguito passo dopo passo gli sviluppi, N.d.R.]. Oltre al sostegno espresso dalla nostra Amministrazione Municipale, centrale in questo percorso che avvierà la sua fase operativa dopo l’estate sarà il ruolo del nostro Settore Politiche Sociali-Servizio Minori e Disabilità, strettamente coinvolto nella coprogettazione e nell’attivazione dei processi fin dalle prime fasi e promotore di progettualità innovative relative alle politiche pubbliche destinate alle persone con disabilità intellettiva». (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

2 Maggio 2017, 09:37am

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DI BARBARA PAPPACODA Al turismo accessibile, noi di Disablog teniamo particolarmente. Di solito però per quanto se ne possa parlare e si possa provare a sensibilizzare sulla questione, rimane il fatto che il nostro Paese è ancora poco pronto da questo punto di vista (e lo è in modo ancor più grave rispetto ad altri, visto e considerato che l’Italia, come spesso si sente dire, “potrebbe vivere di solo turismo” se solo lo volesse).

village for allTuttavia, per quanto il Belpaese sia arretrato sul fronte del turismo accessibile, è anche vero che qualche passo in avanti è stato fatto. Alberghi, hotel, campeggi, residence e spiagge attrezzate non mancano di certo. Il problema, semmai, è scovarli. A questo ci ha pensato il marchio Village for All, che da anni si occupa proprio di monitorare l’accessibilità e l’ospitalità delle strutture turistiche e ricettive di tutta Italia.

Dal lavoro di rilevazione e monitoraggio, è uscita la seconda guida di Village for All che completa la lista degli alberghi, degli hotel, delle case vacanze e delle strutture turistiche che erano state inserite nella prima edizione. La guida si concentra prevalentemente sull’Italia centromeridionale e mira quindi a fornire un servizio di informazione sulle strutture e sui servizi adeguati ai bisogni delle persone disabili. La guida, scaricabile in via del tutto gratuita da questo link, raccoglie una serie di strutture accessibili del Centro Sud Italia, ottime soprattutto per chi vuol farsi una vacanza tra colline e mare (che sono appunto i paesaggi tipici delle regioni centromeridionali).

La particolarità di questa guida sta nel fatto che è interattiva, quindi può essere consultata da pc, tablet o smartphone in modo facile e veloce. Con un semplice click si viene direttamente rimandati al sito della struttura, al collegamento mail per effettuare una richiesta di informazioni e al navigatore impostato su quella destinazione così da facilitare anche l’aspetto più logistico della questione. Il plus della guida Viaggi for All, quindi, è che risponde perfettamente alle esigenze di chi la consulta.

Nelle singole schede delle strutture, inoltre, si trovano delle valutazioni sotto forma di stelle, in relazione ai servizi che vengono offerti ai vari tipi di disabilità. Perché bisogna anche tener conto del fatto che un albergo può essere attrezzato per un utente in carrozzina, ma del tutto sprovvisto per i clienti ciechi, ad esempio.

DISABLOG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vaccinazione sì o no? La parola alle mamme

29 Aprile 2017, 10:08am

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vaccino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sulla questione vaccini, rispetto alla quale si sta registrando una certa diffidenza da parte delle famiglie, non si è mai troppo prepaati. Per conoscere al meglio la percezione che la gente ha di questo questione e per far fronte alle molte domande che i genitori sono soliti porsi, il SiMPeF-Sindacato Medici Pediatri di Famiglia, ha messo a punto un’indagine conoscitiva.

Lo studio, intitolato “Dottore, voglio vaccinare il mio bambino”, è stato realizzato dall’istituto Nextplora su incarico di SiMPeF-Sindacato Medici Pediatri di Famiglia, organizzazione che raggruppa più di 1.200 professionisti di tutta Italia (ma concentrati in particolare in Lombardia).

L’indagine ha quindi preso in esame la regione Lombardia, in cui sono state intervistate 400 mamme aventi figli in età pediatrica. E quello che ne è emerso, è molto interessante: la quasi totalità delle mamme, il 94%, ritiene che sia importante vaccinare il proprio bambino e, fatta eccezione per il vaccino contro l’influenza stagionale, per il resto considera molto utili – se non proprio fondamentali – tutti gli altri vaccini.

Un altro dato da rilevare riguarda il ruolo del pediatra, ritenuto la prima fonte di informazione su questo argomento: il 78% delle intervistate si avvale della consulenza del pediatra sulla questione vaccini, mentre il 91% lo ritiene quale fonte più autorevole sull’argomento.

A conferma della fiducia nel medico di famiglia, il fatto che il 64% delle mamme intervistate dica chiaramente che gradirebbe che fosse il pediatra di famiglia a vaccinare il proprio figlio, è sintomatico del fatto di come, anche solo cambiando le regole su “chi vaccina”, il ricorso alla medicina tradizionale potrebbe ritornare a crescere come un tempo. In fondo, le mamme si fidano più del pediatra perché è lui la persona che, conoscendo la storia clinica del bambino, saprebbe scegliere il momento ideale per la vaccinazione e intervenire in maniera efficace nel caso in cui dovessero sorgere eventuali effetti collaterali.

http://www.disablog.it/vaccinazione-si-no-la-parola-alle-mamme/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il Papa paga l'affitto di una spiaggia accessibile ai disabili a Focene per un anno

27 Aprile 2017, 09:39am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Il Papa paga l'affitto di una spiaggia accessibile ai disabili a Focene per un anno

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Papa ha donato un contributo per la "spiaggia speciale" di Focene, frazione di Fiumicino (Roma), lo stabilimento balneare "La Madonnina" davvero accessibile a tutti, anche ai disabili: le strutture e il personale, volontario, sono pensati per accogliere i disabili. Il dono del Papa - che coprirà le spese per l'affitto annuale della spiaggia - è stato accolto con "entusiasmo e stupore", dalla associazione Opera San Luigi Gonzaga "Opera d'Amore" che gestiste lo stabilimento. Lo riferisce un comunicato dell'elemosiniere pontificio, mons. Konrad Krajewski, che ha consegnato il dono del Papa alla "Madonnina".

 

Lo stabilimento "La Madonnina" sorge a Focene, frazione di Fiumicino, a due passi da Roma, nella diocesi suburbicaria di Porto Santa Rufina. La colonia marina, gestita totalmente da volontari, garantisce anche un presidio medico e personale specializzato proveniente dalla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, che assicura il bagno assistito ai disabili.

 

Tutta la spiaggia è munita di passerelle che permettono di raggiungere autonomamente ognuno dei servizi in essa offerti (snack bar, spogliatoio, bagni, docce, zone d'ombra), fornita di pedane che consentono l'accesso autonomo agli ombrelloni e ai lettini (adeguatamente rialzati), con la possibilità di giungere fino al bagnasciuga e al mare.

 

Lo stabilimento - che non ha scopi di lucro, perché tutti gli incassi sono reinvestiti nel progetto - è aperto durante tutta la stagione balneare dalle 9 alle 19, in qualsiasi giorno della settimana.

 

Alla base della colonia marina, spiegano gli organizzatori, c'è "l'idea di creare non uno stabilimento 'ghetto', ma una spiaggia senza barriere sia architettoniche che mentali, dove tutti possano godere insieme del mare ed i suoi tantissimi benefici", e "si riscopre l'importanza della cura dell'altro, la riscoperta dell'unicità dell'essere umano a prescindere che sia disabile o normodotato. Si riscopre quanto ogni individuo è fonte di benessere per l'altro, se solo si pone in ascolto delle esigenze altrui".

Il Papa ha inviato il denaro che coprirà le spese per l'affitto di un anno, accompagnato da un messaggio nel quale impartisce la benedizione ai volontari ed in speciale modo alle persone disabili e alle loro famiglie.

FONTE HUFFINGTONPOST.IT

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