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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vanno eliminate così le barriere in Calabria

10 Agosto 2017, 14:02pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MORENA MOTTA Nel corso di una recente audizione presso il Comitato Pari Opportunità della Regione Calabria, la FISH Regionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha presentato una serie di proposte per modificare e migliorare la Legge Regionale 8/98 (“Eliminazione delle barriere architettoniche”), in linea con la piena attuazione dei vari princìpi contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Particolare di una persona in carrozzina davanti a delle scale Nel corso di una recente audizione presso il Comitato Pari Opportunità della Regione Calabria, la FISH Regionale(Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha presentato una serie di proposte per modificare e migliorare la Legge Regionale 8/98(Eliminazione delle barriere architettoniche), in linea con la piena attuazione dei vari princìpi contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Mettendo a disposizione dei Lettori (a questo link) il testo integrale (in bozza) del documento presentato dalla FISH Calabria, ne segnaliamo qui alcune delle parti iniziali, tra cui le Considerazioni generali, ove si scrive tra l’altro che «questa legge deve attuare la Convenzione ONU e in particolare gli articoli 1 (Scopo), 4 (Obblighi generali), 9 (Accessibilità), 19 (Vita Indipendente ed inclusione nella società) e 20 (Mobilità personale), partendo dalle lettere e (“La disabilità è un concetto in evoluzione e il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri”) e j (“Necessità di promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone con disabilità, incluse quelle che richiedono un maggiore sostegno) del Preambolo».
Partendo insomma «dalla Progettazione Universale e dalla Vita Indipendente», secondo la FISH Calabria «deve essere sancito che la presenza di barriere architettoniche e la mancanza di accessibilità costituiscono una discriminazione censurabile come da Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione)».

Posta poi l’esigenza di un «sistema di reporting periodico», tra le Considerazioni specifiche del documento, va sottolineato il fatto che «l’accessibilità dev’essere interesse generale e non di settore o personale», che vanno abbandonati «approcci eccezionali o per patologie» e superati pure i tre livelli (Accessibilità, Visitabilità e Adattabilità), indicati a suo tempo dalla Legge Nazionale 13/89, dei quali «è necessario mantenere solo l’accessibilità».
E ancora vanno «equiparati il settore pubblico e quello privato», «resi accessibili i beni archeologici» e da ultimo, ma non certo ultimo, «coinvolte le persone con disabilità e le Associazioni maggiormente rappresentative nei processi di approvazione dei vari progetti». (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO I tanti problemi dell’assistenza sanitaria territoriale

9 Agosto 2017, 14:08pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  I tanti problemi dell’assistenza sanitaria territoriale

DI MICHELE PAPPACODA Sigle e modelli diversi per definire le unità che si occupano di cure territoriali, offerte di servizi disuguali (anche profondamente, da Regione a Regione), assistenza domiciliare non per tutti e a rischio sotto il profilo della qualità e quantità: questi, in sintesi, i risultati emersi da un rapporto sull’assistenza sanitaria territoriale, presentato in questi giorni dal Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, secondo il quale «si dovrebbe poter contare non solo sull’ospedale, ma trovare nel territorio un punto di riferimento affidabile e presente sempre».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

8 Agosto 2017, 14:08pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si chiamano “exosomi” (o vescicole membranose extracellulari) e sono particelle di dimensioni molto piccole, che si formano dalla membrana cellulare e servono a trasportare e scambiare diversi tipi di molecole tra le cellule. Da tempo se ne occupa il gruppo di ricercatori coordinato da Stefano Pluchino, ma quali risvolti concreti potranno avere studi come questi nei confronti della sclerosi multipla? Prova a spiegarlo in questa intervista lo stesso Pluchino

Stefano Pluchino Il neurologo e ricercatore Stefano Pluchino

Ormai da diversi anni Stefano Pluchino studia il ruolo delle terapie con cellule staminali neuralinel trattamento di condizioni come la sclerosi multipla. Di lunga data è anche il suo legame con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e la FISM (la Fondazione della stessa AISM), che lo ha portato a ricevere tra l’altro il Premio Rita Levi Montalcini nel 2007, proprio per i suoi studi sui meccanismi di plasticità terapeutica delle cellule staminali neurali.
Il lavoro di Pluchino, neurologo e ricercatore, ha svolto un ruolo essenziale nello sviluppo dei primi studi di fase 1 [la “fase 1” corrisponde alla sperimentazione di un principio attivo sull’uomo, allo scopo di fornire una prima valutazione della sicurezza e tollerabilità della sostanza, N.d.R.]. con cellule staminali neurali, recentemente iniziati nelle forme progressive di sclerosi multipla.
Nel 2010 ha spostato la propria attività clinica e di ricerca in Gran Bretagna, presso l’Università di Cambridge, dove il suo impegno prosegue tuttora con ottimi risultati.
L’ultima pubblicazione del suo team è apparsa in questi giorni sulla prestigiosa rivista internazionale «Nature Chemical Biology». Si tratta di uno studio di base, che rivela una funzione mai immaginata prima per gli exosomi delle cellule staminali neurali.
In sostanza, le ricerche del suo gruppo si sono concentrate su un aspetto molto specifico della biologia della cellula: si tratta appunto degli exosomi o vescicole membranose extracellulari, particelle di dimensioni molto piccole che si formano dalla membrana cellulare e servono a trasportare e scambiare diversi tipi di molecole tra le cellule. Molti studi sostengono che essi svolgano un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo cellulare, delle risposte infiammatorie, della metastatizzazione dei tumori. Ce ne parla lo stesso Stefano Pluchino.

In che cosa consiste esattamente questo studio?
«Da alcuni anni studiamo gli exosomi delle cellule staminali neurali, perché siamo convinti che essi svolgano una funzione importante nei cosiddetti meccanismi di signaling* in condizioni complesse come ad esempio i trapianti, e immaginiamo che il proprio chiarimento dei meccanismi di signaling possa permettere lo sviluppo di protocolli di terapia disegnati attorno alla malattia, e in ultima analisi attorno al paziente. Sono le basi di quella che adesso è nota a tutti come Precision Medicine (“medicina di precisione”)».

Quali sono gli esiti più importanti?
«Abbiamo notato che gli exosomi delle cellule staminali neurali si comportano come delle unità metaboliche completamente indipendenti, veicolando al di fuori del compartimento cellulare multiple attività enzimatiche. Abbiamo identificato un enzima di cui si sapeva pochissimo e non si capiva bene come funzionasse: la asparaginasi-like 1. Questo enzima è una variante selettiva del più noto L-asparaginasi, già utilizzato come terapia adiuvante nel trattamento delle forme acute di leucemia linfoblastica sin da metà degli Anni Settanta. E tuttavia, il problema principale delle L-asparaginasi attualmente approvate per utilizzo in clinica è duplice: si tratta di enzimi ricombinanti ottenuti in batteri, e pertanto intrinsecamente immunogenici [capaci di indurre una reazione immunitaria, N.d.R.], e dotati di attività glutaminasica, ossia in grado di degradare non solo l’asparagina ma anche la glutamina. E l’accumulo di glutamato è il principale responsabile di uno tra i più frequenti eventi avversi registrati, la tossicità epatica [al fegato, N.d.R.], che purtroppo, quando registrato, impone l’interruzione del farmaco».

Quale risvolto può avere questa ricerca nello specifico della sclerosi multipla?
«L’idea è che questa forma enzimatica che abbiamo scoperto possa essere tradotta in nuove terapie, non solo in oncoematologia. Inoltre, le cellule leucemiche da cui siamo partiti sono linfociti tumorali, come linfociti (ma non tumorali) sono anche le cellule verso cui sono stati sviluppati i principali farmaci modificanti la malattia attualmente in uso per le forme a ricadute e remissioni di sclerosi multipla.
La speranza è che estendendo lo studio del metabolismo cellulare anche ai linfociti autoreattivi, ossia quelli che sono coinvolti nella patogenesi delle malattie autoimmuni, si chiarisca il ruolo dei principali percorsi metabolici, si capisca la funzione del metabolismo nella scelta delle funzioni di una cellula, e magari si identifichi una funzione anche per l’asparagina. Inoltre, questa ricerca permette di immaginare di utilizzare gli exosomi come delle nanoparticelle naturali in cui incapsulare enzimi e/o farmaci in generale. In un futuro un po’ più lontano, si potrebbe addirittura pensare di sviluppare anche nanoparticelle del tutto sintetiche, che imitino le principali funzioni degli exosomi, per incapsulare il farmaco desiderato e veicolarlo in vivo nel paziente, nel sito desiderato e alla concentrazione desiderata. Una delle cose che fanno le staminali quando arrivano nel cervello è anche quella di scambiare exosomi con le cellule vicine, che inevitabilmente sono sia cellule del sistema immunitario – linfociti e monociti/macrofagi – ma anche cellule del cervello come astrociti, oligodendrociti, microglia e neuroni».

Da ricordare in conclusione che il gruppo di lavoro coordinato da Stefano Pluchino aveva già identificato un primo meccanismo di signaling cellulare tramite exosomi, basato sullo scambio di recettori di membrana per citochine infiammatorie. Una prima scoperta, questa, pubblicata nel 2014 dalla rivista «Molecular Cell».

*La segnalazione (“signaling”) o comunicazione cellulare è definita come l’insieme di quei processi che permettono il dialogo tra due o più cellule di un organismo in risposta a segnali specifici e comprende anche le vie di segnalazione che si verificano in una cellula in risposta ad un segnale.

Stefano Pluchino è neurologo e ricercatore.

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Pubbliche Amministrazioni e terapie salvavita invalidanti

7 Agosto 2017, 14:18pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un’azione è stata avviata dal CAMN (Coordinamento Associazioni Malattie Neuromuscolari), sostenuta dall’Alleanza Neuromuscolare, tramite una lettera inviata a Marianna Madia, responsabile del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, in seguito a un Atto di Indirizzo che tocca l’àmbito delle assenze per malattia in caso di gravi patologie richiedenti terapie salvavita. «Una questione complessa- secondo il CAMN – per la quale è imprescindibile il coinvolgimento attivo delle Associazioni rappresentative delle persone che accedono alle terapie di cui si parla»

Particolare di donna sottoposta a terapia salvavita invalidante Qualche settimana fa il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazioneha prodotto, e inviato all’ARAN(Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), un Atto di Indirizzo sul tema Permessi, assenze e malattie, toccando tra l’altro l’àmbito delle assenze per malattia in caso digravi patologie richiedenti terapie salvavita. Allo stato attuale, infatti, queste ultime godono di un trattamento particolare nei Contratti Collettivi di Lavoro, essendo in generale interamente retribuite e soprattutto non conteggiate nel cosiddetto “periodo di comporto” (il periodo di tempo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto).

Della questione si sta interessando anche il CAMN (Coordinamento Associazioni Malattie Neuromuscolari), organismo che rappresenta persone con patologie le quali, per le proprie caratteristiche, sono di lunga durata e possono accompagnarsi a progressiva disabilità, richiedendo spesso terapie e assistenza molto complesse e da ripetersi frequentemente.
Fino ad ora, secondo il CAMN, «l’applicazione della normativa in questo àmbito non è stata uniforme e quasi sempre a scapito del lavoratore. L’attuale Atto di Indirizzo pone il problema di uniformare il “come” computare le assenze successive all’effettuazione delle terapie salvavita, invitando a contrattare un tetto annuale».

Lo stesso CAMN, dunque, ha avviato nei giorni scorsi un’azione, con il supporto dell’Alleanza Neuromuscolare (AIM-Associazione Italiana di Miologia, ASNP-Associazione Italiana per lo Studio sul Sistema Nervoso Periferico e Fondazione Telethon), tramite una lettera al ministro Marianna Madia, in cui ha espresso innanzitutto «apprezzamento per il fatto che il Ministero non metta in discussione il trattamento relativo ai giorni di assenza per terapie salvavita ed entri nel merito delle assenze successive e correlate che fino ad oggi, prevalentemente, rientravano nella malattia (e quindi nel computo del periodo di comporto). Un passaggio importante, questo, per disciplinarne il perimetro, evitare abusi e garantire uniformità di trattamento fra Amministrazioni diverse, evitando contenziosi e rigetti ingiustificati. Al tempo stesso, però, un passaggio complesso sotto il profilo tecnico, per l’elevata soggettività e variabilità delle reazioni personali alle relative terapie».

E tuttavia, nonostante le rassicuranti precisazioni arrivate dal Ministero dopo l’emanazione dell’Atto di Indirizzo, il CAMN ha ritenuto opportuno aggiungere nella propria comunicazione al Ministro che «l’imputazione delle assenze successive alla terapia salvavita – al pari della rilevanza delle terapie – va lasciata alla valutazione delle strutture sanitarie che le somministrano e non all’Amministrazione di riferimento». «Se poi tale perimetro, pur con difficoltà tecniche, viene delimitato e condizionato da una valutazione medica, non trova ragion d’essere il limite annuale per tali assenze, il quale è inopportuno, anche perché sono tante le patologie che possono comportare terapie invalidanti da effettuare continuativamente per periodi superiori all’anno, salvo poi evolvere in una ripresa funzionale della persona che può ritornare stabilmente al lavoro».

Con la consapevolezza, quindi, che per definire quel perimetro regolamentare sia imprescindibile il coinvolgimento attivo delle Associazioni rappresentative delle persone che accedono alle terapie di cui si parla, il CAMN e l’Alleanza Neuromuscolare hanno appreso con soddisfazione che la loro proposta di avviare un percorso di lavoro condiviso, sin dal prossimo mese di settembre, è stata accolta dal ministro Madia. 

(S.B.) SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'ABUSO DI ALCOOL E LA DIPENDENZA DA ESSI

7 Agosto 2017, 09:47am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'ABUSO DI ALCOOL E LA DIPENDENZA DA ESSI

DOTT.SSA ROSA DE MARTINO - Educatrice-Pedagogista -

Il consumo di alcol tra i giovani è un fenomeno preoccupante perché sempre più in aumento sia a livello nazionale che internazionale. I ragazzi sono orientati verso il modello che in America è chiamato Binge Drinking, in altre parole abuso di alcol concentrato in singole occasioni.

Bere alcolici fuori pasto è il modo che caratterizza questi giovani che, pur manifestando buone capacità nell’identificazione dell’alcol come sostanza dannosa per la salute, dichiarano di non possedere capacità sufficienti per darsi un limite oltre il quale l’uso si trasforma in abuso.
Assumere alcolici non è un piacere ma un mezzo per provare sensazioni forti, per sentirsi più grandi e più “cool”. Inizialmente sono episodi circoscritti al week-end durante i quali i ragazzi bevono occasionalmente, alle feste, in discoteca, all’aperitivo e quasi mai da soli. Gli effetti sulla salute sono devastanti perché l’organismo di un adolescente è ancora in evoluzione e l’alcol rallenta lo sviluppo mentale e altera le emozioni. Se inizialmente regala sensazioni di euforia e benessere, poi deprime e i giovani si sentono svuotati, ansiosi con continui sbalzi di umore.

Perché i giovani bevono
Ormai è un dato di fatto i giovani devono molto. In primo luogo perché in questo modo si sentono sicuri, diventano più loquaci, meno timidi e davanti al gruppo di amici acquistano visibilità.
Chi non beve è considerato un outsider, uno che non trasgredisce e viene ben presto emarginato dal gruppo. Passeggiare per la strada o all’interno del locale con la bottiglia in mano o un bicchiere pieno di super alcolico diventa uno “status simbol”. Non è necessario conoscersi perché quel gesto racchiude il mondo dei giovani dal quale gli adulti sono esclusi.

I motivi che spingono i ragazzi ad ubriacarsi sempre più spesso sono molteplici.

Per prima cosa i giovani per sentirsi indipendenti e più adulti devono assumere dei piccoli rischi che gli creano grandi emozioni. Inoltre la capacità del pensiero astratto, che si sviluppa con l’adolescenza, porta a contestare e accusare i valori degli adulti tanto da arrivare a trasgredire insieme ai coetanei ciò che è vietato, che non si conosce e che è considerato pericoloso. Sempre di più poi, le nuove generazioni sono prive di interessi ed obiettivi tanto da essere sopraffatti dalla noia e dai sentimenti inutili e la loro autostima è scarsa.

A questo punto l’alcol diventa un mezzo per superare tutti i sentimenti negativi e sentirsi vivi emozionalmente.
Ecco cosa può accadere, aiutiamo i nostri giovani e spiegare loro che così si fanno del male..

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Windows 10 Insider Preview Build 16257: arriva il supporto nativo al controllo oculare

7 Agosto 2017, 09:33am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Windows 10 Insider Preview Build 16257: arriva il supporto nativo al controllo oculare

INSERITO DA MORENA MOTTA Ottime notizie per tutti coloro che utilizzano i supporti esterni per il controllo oculare del PC – spesso persone dotate di disabilità gravi. Oggi, la distribuzione di una nuova Insider Preview di Windows 10 siglata build 16257, sancisce l’arrivo del supporto nativo ai controller esterni per la gestione oculare dell’interfaccia grafica, e nello specifico con Tobii Eye Tracker 4C.

Tutti gli utenti che dispongono di disabilità motorie quindi potranno contare, in futuro, di un Windows 10 più pronto ad assisterli, con speciali mirini sulla UI grazie ai quali, in base al movimento degli occhi, è possibile interagire con tutto ciò che è presente all’interno del PC o in generale del dispositivo Windows.

Non è da escludere che, con l’arrivo ufficiale di Windows 10 Fall Creators Update, tale supporto venga esteso eventualmente anche ad altri controller oculari, magari non solo per persone disabili ma anche per gli appassionati dell’utilizzo distopico a la Deus Ex del proprio computer. Degna di nota è anche l’arrivo dei colori sul prompt dei comandi, che ora può offrire in output risultati (testo) in colorazioni differenti dalla tradizionale bianca; evento epico, ma per gli smanettoni.

Un buon passo in avanti per Windows. Speriamo di vedere il tutto disponibile per tutti gli utenti e non solo gli Insider al più presto.

FONTE di Claudio Carelli RIDBLE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Le Leggi della Chiesa e la “legge del buon senso”

6 Agosto 2017, 14:21pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Quella persona con disabilità e con difficoltà di parola vorrebbe leggere una commemorazione funebre del padre, che ha speso la vita totalmente al suo servizio, ma «una commemorazione – dice il parroco – dev’essere un pensiero, non può durare 10 minuti. Questo è quello che prevede la legge della chiesa. Per leggere un testo bisogna avvertire preventivamente il parroco e non è stato fatto». D’accordo, il rispetto delle Leggi è fondamentale, lo scriviamo tutti i giorni su queste stesse pagine. Ma la “legge del buon senso” non conta proprio nemmeno un po’?

Realizzazione grafica con omino bianco a fianco di un grande punto di domanda rosso Di ogni notizia va naturalmente verificata l’attendibilità, tanto più in un’epoca come quella attuale in cui si rischia di smarrirsi in un vero e proprio “oceano di informazioni”. In alcuni casi, però, si resta letteralmente senza parole, sperando proprio di trovarsi di fronte a qualcosa di inventato. E invece…
Invece pare proprio non sia così per quanto si legge sulla «Stampa» (edizione di Torino), alla nota di Jacopo Ricca intitolata Torino, discorso funebre col disco orario.
Di che cosa si tratta? Del parroco – a quanto pare in uscita – del santuario torinese di Santa Rita, che durante un funerale avrebbe impedito al figlio di un defunto di leggere le tre pagine dattiloscritte della commemorazione. Motivo? Quell’uomo è una persona con disabilità e con difficoltà di parola, mentre «una commemorazione – secondo le parole di don Lello Birolo, riportate dalla “Stampa” – dev’essere un pensiero, non può durare 10 minuti. Questo è quello che prevede la legge della chiesa. Per leggere un testo bisogna avvertire preventivamente il parroco e non è stato fatto».

A quel punto il figlio del defunto, Gian Contardo Colombari, si rifiuta comprensibilmente di far leggere solo una parte minima del testo e con grande amarezza, ma in modo tutto sommato pacato, dichiara: «Ci avevano detto che bastava chiedere al parroco prima della messa, ma indipendentemente dalle norme ecclesiali, questa pratica è accettata. E considerata la mia disabilità e una vita, quella di mio padre (e anche quella di mia madre), spesa totalmente al mio servizio, si poteva umanamente concedere una deroga».
D’accordo, il rispetto delle Leggi è fondamentale, lo scriviamo tutti i giorni su queste stesse pagine. Ma la “legge del buon senso” non conta proprio nemmeno un po’? (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa).

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Una Casa Verde di nome e di fatto

5 Agosto 2017, 14:24pm

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San Miniato (Pisa), Casa Verde rinnovata

DI MICHELE PAPPACODA Impegnata a rinnovare le sue strutture, per migliorare l’assistenza fornita e rendere il ricovero sempre più “tagliato” sulle caratteristiche delle persone con disabilità, la Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa) ha presentato nei giorni scorsi la profonda ristrutturazione attuata nella Casa Verde di San Miniato (Pisa), centro di riabilitazione e di assistenza sanitaria e sociosanitaria, che oltre a dar vita a percorsi riabilitativi specifici, con nuovi laboratori, prevede una stretta integrazione anche con le scuole, il mondo sportivo e il volontariato del proprio territorio.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La scuola deve iniziare a settembre per tutti. Anche per gli alunni con disabilità

5 Agosto 2017, 09:57am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La scuola deve iniziare a settembre per tutti. Anche per gli alunni con disabilità

INSERITO DA MORENA MOTTA In estate le aule si svuotano, ma la scuola non smette (o non dovrebbe smettere) di lavorare: settembre è dietro l’angolo e le carenze per una partenza ottimale, a nomine degli insegnati  e attivazione dei servizi, per quanto riguarda in particolare disabilità e sostegno, le conosciamo bene.  Apre uno spiraglio di ottimismo la nota che FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha inviato, in merito alle rassicurazioni che vengono dal Ministero dell’Istruzione per un inizio senza intoppi dell’anno scolastico 2017/2018 anche per gli alunni e gli studenti con disabilità.

I mesi estivi, infatti, non fanno certo placare le preoccupazioni per il prossimo anno scolastico, soprattutto nelle famiglie con figli con disabilità. Per questi, troppo spesso l’effettiva e piena partecipazione alle attività scolastiche non inizia certo a settembre: la nomina degli insegnanti di sostegno avviene mesi dopo, l’assistenza educativa non viene attivata da subito, il trasporto non sempre è garantito dal primo giorno. Storie che negli ultimi anni si sono ripetute e sono state denunciate.

“FISH ha chiesto un incontro al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che lo ha rapidamente concesso, proprio per quanto ci è ormai noto e per le istanze forti delle associazioni, delle reti territoriali: la scuola deve iniziare a settembre per tutti.” Così Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, anticipa i contenuti dell’incontro presso il MIUR in cui sono stati richiesti impegni e rassicurazioni.

“Il Ministro Fedeli ci ha innanzitutto informato dell’imminente emanazione di una specifica circolare a tutti i dirigenti scolastici che mira a contenere il rischio di ritardi nelle nomine e all’attivazione dell’assistenza alla comunicazione e all’autonomia, proprio per garantire la piena e immediata inclusione degli alunni con disabilità. La circolare preciserà anche le indicazioni del recente decreto legislativo 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità) che entrano in vigore dall’anno 2019.

Analoghe rassicurazioni sono state espresse rispetto al trasporto scolastico, oggetto – come si ricorderà – di gravi disagi negli anni scorsi. Su questi servizi sarà cura del Ministero richiamare i più recenti specifici stanziamenti mirati proprio alla loro garanzia.

Sono state formulate anche garanzie circa il rispetto del numero di studenti (massimo 22) nelle classi in cui sia presente una alunno con disabilità grave, contenendo così il fenomeno delle cosiddette classi pollaio.”

FISH, come di consueto, ad inizio anno scolastico avrà cura di raccogliere e segnalare i disagi o le violazioni riportate dalle famiglie e dalle organizzazioni territoriali.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO LA TACHICARDIA

4 Agosto 2017, 14:27pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tachicardia, quali sono le cause che fanno battere il cuore troppo velocemente? La tachicardia è una forma di aritmia cardiaca, cioè di alterazione del ritmo del battito cardiaco dal quale dipendono le ben note palpitazioni. Per cui si può parlare di tachicardia quando aumenta la frequenza dell'attività cardiaca (come dice la stessa etimologia della parola).

tachicardia In genere, in questi casi, il numero di pulsazioni al minuto può superare i 100, ma può raggiungere anche il valore di 400. È ovvio che con frequenze così elevate, il cuore non è in grado di pompare efficacemente il sangue ossigenato all'interno del sistema cardio-circolatorio. Ma quali sono le ragioni per le quali si manifesta la tachicardia? Innanzitutto va detto che di tachicardia ce ne sono diversi tipi: - tachicardia temporanea, quando il disturbo si presenta per un lasso di tempo ben limitato e determinato - tachicardia continua, che potrebbe essere accompagnata da un disturbo di tipo cronico, cioè molto prolungato nel tempo - tachicardia in gravidanza, che può comparire in particolar modo negli ultimi mesi di attesa - tachicardia parossistica, una forma di tachicardia chiamata anche sindrome di Bouveret-Hoffmann e insorge e cessa bruscamente con 140-220 battiti al minuto. Può durare pochi minuti o qualche ora. Si possono avvertire dolore e senso di costrizione toracica e tra i sintomi ci possono vertigini, stordimento e annebbiamento della vista - tachicardia sinusale, che si ha quando la frequenza cardiaca supera i 100 battiti al minuto e può presentarsi per motivi diversi sia in neonati che in bambini e adulti - tachicardia ventricolare, che si ha quando la frequenza ventricolare supera i 100 battiti al minuto. Il problema nasce dal miocardio. Può essere molto breve, con una durata inferiore ai 30 secondi, o prolungarsi oltre questo limite - tachicardia ricorrente, che inizia e termina bruscamente e che può ripetersi più volte nel tempo. In questo tipo di tachicardia i battiti del cuore aumentano e diminuiscono rapidamente.

 

Scritto da Germana Carillo

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