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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINOAgevolazioni fiscali disabili: tutti gli aggiornamenti

6 Novembre 2017, 07:21am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINOAgevolazioni fiscali disabili: tutti gli aggiornamenti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra le agevolazioni fiscali riportate dall’Agenzia delle Entrate nella guida agevolazioni disabili 2017, i casi e le specifiche di applicazione di iva al 4% e detrazione Irpef al 19%

L’Agenzia delle Entrate ha provveduto a rilasciare la versione aggiornata della guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, aggiornata al gennaio 2017. Si tratta di un documento utile per orientarsi tra le agevolazioni fiscali alle quali possono accedere le persone con disabilità in possesso di determinati requisiti. 
Qui vediamo le principali novità rispetto ad alcune delle agevolazioni previste,  rimandando a una lettura più approfondita della questione sia sul nostro speciale agevolazioni fiscali disabili, sia alla guida stessa.


GLI AGGIORNAMENTI Più RECENTI – Rispetto alla versione 2016, segnaliamo alcune novità inserite nella versione 2017 della guida alle agevolazioni fiscali, riguardanti:
• la certificazione necessaria per la deducibilità delle spese mediche e di assistenza 
Con la risoluzione n. 79/E del 23 settembre 2016 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nei casi di grave invalidità o menomazione, per beneficiare della deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica è sufficiente la certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104/1992. La grave e permanente invalidità o menomazione non implica necessariamente la condizione di handicap grave indicata nell’art. 3, comma3, della legge n. 104 del 1992.
Per gli invalidi civili senza accertamento di handicap, invece, la grave e permanente invalidità o menomazione deve essere ravvisata, se non espressamente indicata nella certificazione, quando viene attestata un’invalidità totale e in tutti i casi in cui sia attribuita l’indennità di accompagnamento.

• detrazione delle polizze assicurative 
La guida viene aggiornata con le novità che vedono un aumento dell’importo detraibile (da 530 a 750 euro) per i premi versati per le polizze assicurative che coprono il rischio di morte, a tutela delle persone con disabilità grave (articolo 3 comma 3 della Legge 104/1992). 
Qui leggi di più su detrazione irpef assicurazioni disabili

 Esenzione imposta successioni e donazioni conferiti in trust
Tra le novità, introdotte in applicazione della Legge n. 112 del 22 giugno 2016  (Legge per il Dopo di Noi ) l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave.
Qui la pagina dedicata a imposta successioni e trust disabili 

•proroga della maggior detrazione Irpef per l’eliminazione delle barriere architettoniche 
La conferma e la proroga della detrazione irpef per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili: 
-50% su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017
-36%su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018
Qui  la pagina dedicata alle agevolazioni abbattimento barriere architettoniche
 

Pressochè invariate le altre agevolazioni previste e già in vigore. Ricordiamo, a titolo di riepilogo: 
AGEVOLAZIONI SETTORE AUTO DISABILI - Per l'acquisto di auto, la persona disabile - o il famigliare che l’ha in carico fiscalmente - ha diritto all’iva al 4%anziché al 22, e ad una detrazione dall'Irpef pari al 19% del costo sostenuto su una spesa massima di 18.075,99€, utilizzabile una sola volta (per un solo veicolo). La detrazione è prevista anche per le spese di riparazione; l’iva agevolata può essere applicata anche alla riparazione degli adattamenti realizzati sulle autovetture delle persone con disabilità e alle cessioni dei ricambi relativi agli stessi adattamenti.
Qui la pagina riepilogativa delle agevolazioni per le persone disabil settore auto. Tutti i dettagli su chi sono gli aventi diritto, nella guida. 

SUSSIDI TECNICI INFORMATICI – Sull’acquisto di ausili tecnici e informatici che aiutano la persona disabile nella sua autonomia, c’è la possibilità, per i portatori di handicap che hanno riconosciuto l’articolo 3 della legge n. 104 del 1992, di accedere alla detrazione Irpef del 19%, e al l’aliquota Iva agevolata al 4% (anziché quella ordinaria del 22%) . I dispositivi devono essere a beneficio di persone limitate da  menomazioni permanenti di  natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio, basati su tecnologie meccaniche,  elettroniche o informatiche (es. l’acquisto di un fax, di un modem, di un computer, di un telefono a viva voce, eccetera).
Qui le agevolazioni all’acquisto di ausili tecnici e informatici

AGEVOLAZIONI IRPEF PER SPESE SANITARIE E MEZZI DI AUSILIO – La persona disabile o il familiare (di cui può anche non essere fiscalmente a carico) che abbia sostenuto le spese  mediche generiche o di assistenza specifica può dedurle interamente dal proprio reddito.  E’ poi prevista anche la detrazione al 19% con o senza applicazione di una franchigia di 129,11 euro su spese sanitarie specialistiche o per specifiche spese che vanno dall’acquisto di poltrone specifiche, all’adattamento di ascensori ecc. 
Qui approfondisci su agevolazioni spese sanitarie e mezzi di ausilio 


LE ALTRE AGEVOLAZIONI -  Ricordiamo che qui abbiamo riassunto i punti principali contenuti nel documento, che racoglie numerose altre informazioni, come le agevolazioni sull’acquisto del cane guida, le detrazioni Irpef figli disabili a carico , ecc. 
Raccomandiamo di consultare, per le specifiche del caso, sia il nostro speciale agevolazioni fiscali disabili, suddiviso per ambiti, sia la stessa guida, che è possibile scaricare in formato pdf a questo link

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La nostra libertà ha una data di scadenza!

3 Novembre 2017, 08:38am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La nostra libertà ha una data di scadenza!

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nelle giornate dal 3 al 5 novembre ci sarà l’iniziativa denominata “Liberi di fare”, basata su una serie di manifestazioni sincronizzate in molte piazze italiane, per chiedere il finanziamento dei progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità. Sarà un evento – ma anche una rete autocostituita – nato da una lettera aperta, indirizzata qualche settimana al Presidente del Consiglio e ai Ministri da Elena e Maria Chiara Paolini, due sorelle con grave disabilità, che vi scrivevano tra l’altro di «voler vivere adesso, con una libertà che non abbia data di scadenza»

Logo dell'evento "Liberi di fare"

Il logo dell’evento “Liberi di fare”

Nelle giornate di domani, 3 novembre, e in quelle di sabato 4 e domenica 5, ci sarà l’iniziativa denominata Liberi di fare, basata su una serie di manifestazioni sincronizzate in molte piazze italiane per chiedere il finanziamento dei progetti di Vita Indipendente per le persone con disabilità, espressione con la quale notoriamente si intende la possibilità per le persone con disabilità di assumere un assistente personale che svolga – con il suo supporto – tutte quelle attività che le persone con disabilità non possono svolgere in autonomia, attività vitali, come lavarsi, vestirsi o bere un bicchiere d’acqua e altre, che se non le fai tecnicamente non muori, ma non puoi certo dire di essere una persona libera!

L’idea di rilanciare platealmente il tema della Vita indipendente delle persone con disabilità si deve a due sorelle con disabilità grave, Elena e Maria Chiara Paolini, che il 1° ottobre scorso, attraverso la loro pagina Facebook, hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri.
Giovani e grintose, le sorelle Paolini, che gestiscono il blog Witty wheels. Storie, pensieri e scherzi di due sorelle in carrozzina, utilizzano uno stile informale: «Caro Presidente del Consiglio e cari Ministri, come butta?». Quindi si presentano: «Siamo due sorelle, Elena (quella con la maglia bianca) e Maria Chiara (quella con la maglia gialla). Siamo disabili. Più precisamente, da sole, non riusciamo a fare quelle cose che la gente di solito fa se vuole restare viva. Quindi mangiamo, ci laviamo, puliamo casa e abbiamo una vita sociale innanzitutto grazie a delle assistenti personali. Le nostre assistenti agiscono al posto delle nostre gambe e braccia, e questo ci permette di “fare cose vedere gente” e in generale vivere come c***o ci pare [grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

E tuttavia, servirsi di qualcuno per svolgere gli atti quotidiani della vita ha un costo: «Le paghiamo [le assistenti personali, N.d.R.] grazie a due cose: i fondi ridicoli che lo Stato ci dà e gli enormi sforzi economici della nostra famiglia. Ma questi soldi finiranno presto, e allora dovremo limitare seriamente la nostra vita, e indipendenza, e felicità. La nostra libertà ha una data di scadenza. […] Sì, perché i contributi statali attuali, di entità diversa di regione in regione, sono niente più che un’elemosina, una presa per i fondelli neanche tanto sottile. “Non c’è budget”, e intanto una persona non esce di casa da un mese. “Hanno tagliato i fondi”, e intanto qualcun altro non si può lavare da una settimana. “Non ci sono i soldi”, e intanto un ragazzino non può uscire con gli amici. Eppure paghiamo le tasse, e ci aspettiamo che ci tornino».

Il problema, poi,  non è solo quello dell’esiguità dei fondi, ma anche dell’impiego di quelli stanziati: «I fondi che ogni tanto vi vantate di stanziare per i disabili in realtà vengono destinati in gran parte alle case di cura, perché dietro alla case di cura – diciamolo ad alta voce – ci sono lucrosi interessi. È lì che va chi non ha parenti, partner o amici che possano lasciare il loro lavoro per assisterlo. Ma cosa succede in una struttura residenziale per disabili? Immaginate di non poter uscire, non poter vivere con chi vi pare, non poter compiere scelte e non avere libertà di movimento. Che tutto questo sia legale, solo perché sei disabile. Che tutto questo sia sconosciuto e sotterraneo, perché i reporter là dentro non ci arrivano».

Elena e Maria Chiara Paolini

Elena (a sinistra) e Maria Chiara Paolini

Il testo delle sorelle Paolini contiene richieste precise, ma il tono non è dimesso, poiché Elena e Maria Chiara hanno ben presente che non stanno chiedendo favori: «abbiamo bisogno diassistenza ora, per vivere le nostre vite adesso. Al momento ce la caviamo alla meno peggio e perdiamo opportunità, facendo con quel che c’è e rimanendo schiacciati: molti di noi stanno in pratica morendo, sprecando la vita. Spesso non possiamo neanche fare una cosa normale come cercare lavoro, perché semplicemente non possiamo permetterci una persona che ci vesta tutte le mattine, e lo spiegate voi al mio capo che non dispongo pienamente del mio tempo? Diciamo chiara una cosa: la tragedia non è il non essere autosufficienti, la tragedia è vivere in un Paese che pensa di essere ancora nel Medioevo».

E concludono così: «Non siamo passivi oggetti di cura da rabbonire e lisciare con promesse di cartapesta o briciole di diritti. Abbiamo una lunga lista di ambizioni e aspirazioni, e nessuna intenzione di lasciar perdere. Siamo stanchi di sacrifici, fondi insufficienti e in ritardo, continue attese, contentini temporanei e rimbalzi di responsabilità. La clessidra della nostra sopportazione sta finendo, e siamo pronti a scendere in piazza se non vediamo risposte concrete. Vogliamo che venga dato a ciascuno secondo il proprio bisogno di assistenza. Sappiamo che quando volete vi muovete veloci, quindi aspettiamo azioni, e in fretta. Siamo qui, e non ce ne andiamo».

Ed eccole dunque a scendere in piazza con Liberi di fare, un evento, ma anche «una rete autocostituita, libera, indipendente e apartitica di persone disabili e non che rivendicano il diritto all’assistenza personale necessaria alle persone disabili, con l’obiettivo di perseguire l’autodeterminazione di queste ultime», i cui scopi primari sono «esortare le istituzioni italiane ad investire nelle politiche di welfare per garantire un pieno diritto all’assistenza per le persone che ne hanno bisogno, garantendo fondi adeguati e continui a seconda delle necessità individuali, sulla base di una preventiva analisi dei bisogni; sensibilizzazione e coinvolgimento dell’opinione pubblica, consapevoli che per perseguire i propri scopi è necessario far uscire le problematiche delle persone disabili da un mondo ristretto e settoriale per coinvolgere tutti i cittadini ed esortarli a sostenere un diritto che, come tale, interessa l’intera collettività».

Le prime adesioni sono già arrivate da Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Senigallia, San Benedetto del Tronto, Fano, Pesaro, Roma, Bologna, Perugia, Torino… e la lista è in aggiornamento.
Le persone con disabilità hanno dunque buoni motivi per scendere in piazza. Ma li hanno anche le persone senza disabilità, perché libertà e autodeterminazione non sonoquestioni che riguardano solo le persone con disabilità.

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabili gravissimi, Lombardia: buono da 1000 euro prorogato fino a fine anno

2 Novembre 2017, 11:22am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabili gravissimi, Lombardia: buono da 1000 euro prorogato fino a fine anno

INSERITO DA MORENA MOTTA "Visto che ad oggi lo Stato non ha ancora trasmesso il provvedimento di assegnazione delle risorse del Fondo Non Autosufficienza (FNA), per assicurare la continuità di un contributo così importante, abbiamo deliberato di stanziare ulteriori 9,145 milioni di euro per permettere alle famiglie che assistono disabili gravissimi, di usufruire di un Buono mensile di 1000 euro".

Così l'assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Francesca Brianza.

MISURE SPECIFICHE - "Nel corso del 2017 - commenta Brianza - Regione Lombardia è intervenuta, in applicazione del Fondo Non Autosufficienza, con specifiche misure. Queste misure hanno consentito di dare a circa 4.400 persone con gravissima disabilità un Buono di mille euro al mese".

DESTINATARI - Destinatari della manovra sono persone in condizione di gravissima disabilità, ad esempio persone in stato vegetativo, con malattie del motoneurone, come la SLA, o affette da demenza, Alzheimer, con disturbi dello spettro autistico, in dipendenza vitale, assistite a domicilio dai loro familiari o da assistenti familiari.

IL BUONO - "Il Buono - spiega Brianza - viene erogato senza limite di reddito ed è da considerarsi un supporto significativo attraverso il quale la famiglia che assiste al domicilio la persona in condizione di gravissima disabilità può ad esempio remunerare un assistente familiare (badante)".

NOSTRO SFORZO ULTERIORE - "Oggi, in attesa che lo Stato si decida a provvedere al riparto nazionale delle risorse del FNA 2017 - conclude l'assessore - proroghiamo fino alla fine dell'anno l'erogazione di questo importantissimo contributo, grazie a risorse messe a disposizione da Regione Lombardia".

FONTE SALUTE H24

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Modello ICRIC: scadenze 2018 e dichiarazioni per invalidi civili

26 Ottobre 2017, 13:22pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Modello ICRIC: scadenze 2018 e dichiarazioni per invalidi civili

INSERITO DA MORENA MOTTA In questi giorni i titolari di prestazioni economiche collegate allo stato d’invalidità civile stanno ricevendo dall’INPS una lettera che ricorda loro di presentare una dichiarazione di responsabilità relativa all’attestazione della permanenza o meno dei requisiti amministrativi previsti dalla legge per il loro riconoscimento (articolo 1, legge 23 dicembre 1996, n. 662, e legge 24 dicembre 2007, n. 247).

In pratica, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale deve verificare che sussistano ancora i requisiti necessari per ricevere le prestazioni assistenziali collegate allo stato di invalidità civile, che eroga l’INPS. Per questo motivo i cittadini che le ricevono sono tenute a presentare questa dichiarazione entro il 15 febbraio 2018.

QUALI DICHIARAZIONI PRODURRE - Nella lettera inoltrata dall’INPS viene già indicata quale delle dichiarazioni è tenuto a presentare il beneficiario delle prestazioni. Le tre autocertificazioni possibili dipendono dalla propria situazione, e sono:
• Modello ICRIC (Invalidità Civile RICoveri): dichiarazione di un l'eventuale stato di ricovero in una struttura pubblica.
Il Modello ICRIC riguarda gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o indennità di frequenza

• Modello ICLAV (Invalidità Civile LAVoro): i titolari di assegno mensile in qualità di invalidi civili devono dichiarare l'esistenza di una eventuale attività lavorativa e l'importo di eventuali compensi ricevuti

• Modello ACCAS/PS (ACCertamento requisiti per Assegno o Pensione Sociale): dichiarazione di residenza effettiva in Italia ed eventuali ricoveri gratuiti.
Il Modello ACCAS/PS riguarda i titolari di pensione sociale e assegno sociale

IL MODELLO ICRIC - Qui ci concentriamo in particolare sul Modello di Invalidità Civile Ricovero (modello ICRIC), che sono tenuti  presentare gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o assegno mensile per le dichiarazioni relative a eventuali ricoveri gratuiti. Ricordiamo infatti che il ricovero gratuito in istituto di cura si pone come elemento ostativo all’erogazione dell’indennità di accompagnamento e all’erogazione dell’assegno sociale nella sua misura intera. Inoltre l’indennità di frequenza è incompatibile con qualsiasi forma di ricovero. Ricapitolando, ci sono i modelli:

-ICRIC per lo stato di ricoveri dei titolari di prestazioni di invalidità civile

-ICRIC FREQUENZA  per lo stato di ricovero dei titolari di prestazioni di indennità di frequenza e per le informazioni relative alla frequenza scolastica

ICRIC E DISABILITÀ INTELLETTIVA O PSICHICA -  In caso di disabilità intellettiva o psichica e in assenza di un tutore/curatore non serve alcuna dichiarazione ma, ai sensi dell’articolo 1, comma 254, legge n. 662/1996, deve essere consegnato alla struttura territorialmente competente un certificato medico con l’indicazione delle patologie.

ICRIC E MINORI - I minori titolari di indennità di accompagnamento e dell’indennità di frequenza devono presentare il modello ICRIC per dichiarare eventuali periodi di ricovero o, in caso di minori di età compresa tra i 5 e i 16 anni, la frequenza scolastica obbligatoria o quella di centri ambulatoriali.

Per i minori tra i 5 e 16 anni si deve dichiarare:

  • la cessazione della frequenza scolastica;
  • il cambio di scuola rispetto all’anno scolastico precedente;
  • il trasferimento ad altro istituto scolastico,

il passaggio di grado di istruzione. In tal caso devono essere indicati i riferimenti del nuovo istituto scolastico (nome della scuola, indirizzo completo, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di posta elettronica PEC).

E’ OBBLIGATORIO? E GLI ARRETRATI? - L’invio annuale delle dichiarazioni di responsabilità è obbligatorio per l’erogazione delle prestazioni assistenziali. Se l’utente è inadempiente, può visualizzare online anche i solleciti delle dichiarazioni degli anni precedenti per la regolarizzazione. Tra l’altro si segnala che la legge prevede l’obbligo della restituzione delle somme indebitamente percepite in caso di omessa od incompleta segnalazione.

COME PRESENTARE ILMODELLO ICRIC – Dal 2015 non è più possibile inviare le dichiarazioni in formato cartaceo: le dichiarazioni di responsabilità si presentano pertanto solo online attraverso il servizio dedicato oppure con la collaborazione degli intermediari abilitati, come i CAF. In alternativa, possono essere presentate tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile.

La procedura online consente di inviare i modelli:
- ICRIC per lo stato di ricovero dei titolari delle prestazioni di invalidità civile;

- ICRIC Frequenza per lo stato di ricovero dei titolari delle prestazioni di indennità di frequenza e per le informazioni sulla frequenza d’istituzione scolastica;

- ICLAV per lo svolgimento o meno di attività lavorativa per i titolari delle prestazioni di invalidità civile;

- ACC. AS/PS per la permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia per i titolari di pensione sociale, assegno sociale e sostitutivo di invalidità civile;

- ACC. AS/PS per le condizioni di ricovero per i titolari di assegno sociale e sostitutivo di invalidità civile.

Per procedere online è necessario essere in possesso del PIN abilitato, accedendo dal sito www.inps.it e selezionando il servizio “dichiarazioni di responsabilità” (ICRIC/ICLAV/ASS AS-PS) e verificare se, per la propria posizione, è previsto l’inoltro.

In alternativa è possibile recarsi presso un soggetto abilitato all’assistenza fiscale (es. CAF) con carta d’identità, codice fiscale e lettera inviata dall’INPS.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO SINDROME DI DOWN: QUEGLI SCIOCCHI LUOGHI COMUNI

26 Ottobre 2017, 13:18pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO SINDROME DI DOWN: QUEGLI SCIOCCHI LUOGHI COMUNI

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le persone con sindrome di Down non sono dei “disabili”, né sono da meno delle altre. Sono solo uomini e donne fisicamente diversi dagli altri, con uguali capacità di comprensione, ma un modo di comunicare diverso, che richiede un approccio attento da parte della famiglia, della scuola e della società. Lo dichiara Annalisa Sereni, medico e madre di famiglia numerosa con figli, dai 23 ai 3 anni, uno dei quali, Gabriele, con sindrome di Down. La vicenda di Gabriele e di come questo figlio “speciale” le abbia cambiato la vita, Annalisa l’ha raccontata in un libro dal titolo “Semplicemente una mamma”, che gode della prefazione di Pupi Avati.

Dottoressa Sereni, quali sono gli errori più comuni in cui si cade quando si parla di sindrome di Down?
“È scorretto, innanzitutto, continuare ad usare il termine ‘mongolismo’, essendo stato bandito nel linguaggio medico-scientifico ufficiale da almeno quarant’anni. I termini giusti sono sindrome di Down, dal cognome del medico che la scoprì, o Trisomia 21. È anche errato parlare di ‘malattia’, quando si tratta di una condizione genetica, derivante dalla presenza di un cromosoma in più. Purtroppo non solo i giornalisti ma anche i medici tendono a fare errori grossolani di terminologia. Su Libero, poi, ho trovato scritto un’altra affermazione falsa, ovvero che le persone con sindrome di Down avrebbero un’intelligenza gravemente al di sotto della media. Non è sempre così: è vero invece che queste persone quasi sempre non hanno un problema di comprensione bensì di comunicazione. È un po’ come se, ogni volta, gli venisse rivolta una domanda in italiano e loro dovessero rispondere in greco antico…”

Altri luoghi comuni diffusi?
“Le persone con sindrome di Down hanno un modo molto profondo di guardare alla realtà. Qualche giorno fa al parco, Gabriele è stato violentemente preso in giro da alcuni coetanei perché pronuncia la S “alla bolognese”. Ciononostante lui non ha dato apparentemente importanza all’episodio, continuando a giocare con loro e ignorando le offese. Quella stessa sera, però, quando gli ho chiesto se al parco si fosse divertito, lui mi ha detto di no e mi ha raccontato dello scherno. Gabriele aveva colto tutta la presa in giro di questi suoi coetanei, l’aveva interiorizzata ma era rimasto tranquillo. Quando poi, però, si è trovato di fronte alle mie domande, ha tirato fuori il problema. Aveva capito, quindi, quello che stava succedendo, ma l’ha vissuto a modo suo. Uno dei luoghi comuni, dunque, è proprio questo: alle persone con sindrome di Down si può dire quello che si vuole, tanto non capiscono. Non è assolutamente vero, capiscono tutto, anche se possono non rispondere, perché hanno un modo diverso di rapportarsi alla realtà. Altro luogo comune: le persone trisomiche sono più tranquille e meno dinamiche degli altri. Anche questo non è vero: mio figlio è una vera peste e quando si mette in testa che vuole fare una cosa è difficilissimo convincerlo del contrario”.

Non è corretto quindi parlare di disabilità? Forse è più giusto di parlare di diversa condizione psico-fisica?
“Forse la terminologia più corretta potrebbe essere proprio diversamente abili, tuttavia ognuno di noi è diversamente abile nel fare ogni cosa, quindi, faccio un po’ di fatica a usare queste generalizzazioni. Anche dire “quella persona è Down” è scorretto; Down non è un aggettivo ma un cognome (non quello di mio figlio…). È giusto, invece, dire: “quella persona ha la sindrome di Down”. Loro hanno un cromosoma in più ma non sono quel cromosoma. Mio figlio, dunque, ha la sindrome ma non è la sindrome. Anche tra di loro, non si può affatto generalizzare: ogni persona con sindrome di Down è una persona con le sue caratteristiche. Non bisogna identificare nessuna persona con la propria condizione, né offendere con espressioni come “sei mongoloide” o “sei down”. Devo dire, però, che se qualcuno mi desse della Down nemmeno mi offenderei perché davvero, a volte, vorrei avere una lettura della realtà pari a quella di mio figlio”.

Potremmo quindi dire che quel cromosoma in più porta un valore aggiunto?
“Sicuramente non è qualcosa in meno ma può essere qualcosa di diverso. Stigmatizzare una persona per un cromosoma in più, lo trovo limitante. A mio figlio auguro di essere felice e di realizzarsi in tutte le sue aspirazioni. Purtroppo la società, in questo, è limitante e della sindrome se ne parla sempre in tono dispregiativo”.

Essere medico le ha dato uno sguardo diverso sulla sindrome?
“Io sono pneumologa, quindi la mia specializzazione è fuori dal campo di studio della sindrome di Down, che è un fattore genetico. Mi sono quindi resa conto che, pur con la mia professionalità non potevo fare nulla per la condizione genetica di mio figlio, almeno dal punto di vista prettamente medico. Tuttavia, anche se non posso eliminare quel cromosoma, posso lavorare sulle difficoltà di cui soffrono le persone con la sindrome, oltre che fare cultura in questo campo e veicolare messaggi positivi. Devo dire che, anche tra i miei colleghi, c’è chi ancora parla di ‘mongolismo’…”

Ha una famiglia numerosa, con tanti figli, dei quali, tra il primo e l’ultimo passano vent’anni. Come hanno accolto Gabriele i suoi fratelli?
“È una domanda che spesso mi fanno ma in senso negativo, lasciandomi intendere che avrei caricato i miei primi sei figli del peso di un fratello con la sindrome di Down. Al punto che mi è venuto davvero il dubbio che per loro fosse una difficoltà. Allora ho deciso di parlare loro apertamente e credo che la sola riposta del più grande valga per tutti: “Guarda mamma, temo solo che Gabriele possa morire prima di me”. Una frase così ti fa capire che non hai sbagliato e non hai fatto torti a nessuno. E Gabriele, in effetti, è un vero collante per la nostra famiglia: è vivacissimo, simpaticissimo, fa ridere… siamo proprio felici che sia nostro”.

FONTE di Luca Marcolivio IN TERRIS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Novità su part-time e permessi 104

16 Ottobre 2017, 10:31am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Novità su part-time e permessi 104

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel caso di trasformazione del rapporto di lavoro in un part-time verticale, il lavoratore può continuare ad usufruire dei permessi della Legge 104 ma solo se il nuovo orario settimanale è più della metà dei giorni della settimana lavorativa (per esempio 4 su 6). Questo è quanto è stato sentenziato dalla Corte di Cassazione in una recente sentenza.

Ci sono tre tipi di lavoro part-time:

  • Part-time orizzontale, dove si lavora tutti i giorni ma per meno ore, per esempio lavorare 5 ore al giorno invece di 8;
  • Part-time verticale, dove l’orario di lavoro è a tempo pieno ma vengono ridotte le giornate di lavoro, per esempio lavorare 3 giorni alla settimana;
  • Part-time misto, con una combinazione sia orizzontale che verticale.

Ai lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92 e ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave, vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, permessi e periodi di congedo straordinario retribuiti: riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro oppure 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

In caso di lavoro part-time orizzontale, il lavoratore ha diritto ai tre giorni mensili canonici, mentre nel caso di part-time verticale, i permessi vengono proporzionati alle giornate lavorate settimanalmente.

Con questa sentenza, la Cassazione indica che nel caso si superi la metà delle giornate settimanali, anche il lavoratore con part-time verticale ha diritto ai tre giorni per intero e non devono essere ricalcolati.

FONTE di Simone Basten FONDAZIONE SERONO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

14 Ottobre 2017, 08:32am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Potenziato il servizio di trasporto per le fasce deboli da parte del Comune di Agropoli. Si tratta del trasporto scolastico per alunni disabili e “Mobility Life”, il trasporto dei disabili presso le strutture sanitarie. Effettuato dal lunedì al venerdì, con un apposito mezzo attrezzato, vede operare, a turno, due dipendenti della società in house dell’Ente, “Agropoli Cilento Servizi”, dalle ore 8.00 alle ore 18.00. Al momento sono circa venti i soggetti aventi diritto serviti, tra disabili, persone sole, anziane e non automunite, e da qualche giorno anche bambini: i primi ne usufruiscono per spostarsi verso gli uffici in genere, presso strutture sanitarie, dal medico curante e a fare la spesa; i bambini, in particolari condizioni di disagio, che vengono invece accompagnati presso gli  Istituti scolastici. Per poter usufruire del servizio, i soggetti interessati possono contattare l’ufficio dei Servizi Sociali del Comune di Agropoli (Tel. 0974-827427/Fax 0974-827145). «Nonostante le difficoltà economiche – afferma il Sindaco Adamo Coppola – ci prendiamo cura dei disabili, delle persone anziane e, da qualche tempo, anche di alcuni bambini per garantire gli spostamenti utili nella quotidianità, sia all’andata che al ritorno. Dopo una riorganizzazione, operata nei giorni scorsi, siamo in grado di garantire il servizio, dal mattino fino al tardo pomeriggio, facendo sentire un po’ meno sole le categorie più deboli della nostra Città».

AGROPOLINEWS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Legge barriere architettoniche: in vista il nuovo regolamento di accessibilità

12 Ottobre 2017, 10:23am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Legge barriere architettoniche: in vista il nuovo regolamento di accessibilità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ stata approvata il 3 ottobre alla Camera la proposta di legge 1013 “Disposizioni per il coordinamento della disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche”, che ora dovrà passare al Senato. La proposta di legge, che è composta di due articoli, contiene disposizioni finalizzate al coordinamento e all'aggiornamento delle prescrizioni tecniche per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati e negli spazi e nei servizi pubblici o aperti al pubblico o di pubblica utilità attualmente in vigore. L’obiettivo è quello di uniformare i regolamenti in vigore – o meglio, rendere finalmente attuativo il regolamento già esistente.

OGGETTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE - La proposta di legge contiene disposizioni per il coordinamento e l'aggiornamento delle vigenti prescrizioni tecniche per l'eliminazione delle barriere archiettoniche , contenute nel D.P.R. 503/1996 e nel D.M. 236/1989. Inoltre vengono  disciplinati i compiti della commissione. Si tratta di una proposta di legge, che riproduce con qualche modifica il testo dell'A.S. 3650 della XVI legislatura, approvato in prima lettura dalla Camera (A.C. 4573).
originariamente la proposta di legge era composta di un solo articolo; nel corso dell'esame è stata poi recepita una condizione formulata nel parere della V Commissione (Bilancio), pertanto alla proposta di legge è stato aggiunto l'art.  2  recante la clausola di invarianza finanziaria, che prevede nessun onere per la finanza pubblica.

LA NORMATIVA VIGENTE – Al momento attuale, per quanto riguarda l’abbattimaneto delle barriere architettoniche, in Italia  è vigente il regolamento di cui al D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 che reca norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, negli spazi e nei servizi pubblici ed ha sostituito, aggiornandole, le precedenti norme in materia dettate dal D.P.R. 27 aprile 1978, n. 384 (Regolamento di attuazione dell'art. 27 della L. 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici).
Inoltre la legge n. 13 del 9 gennaio 1989 ha dettato disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. In attuazione dell'art. 1, comma 2, di tale legge è stato emanato il D.M. dei lavori pubblici n. 236 del 14 giugno 1989 recante "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche". Nella medesima  legge n. 13 del 1989,  agli articoli 4 e 5 sono previste inoltre norme per gli interventi riguardanti i beni sottoposti a disposizioni di tutela per il loro valore paesaggistico o per l'esistenza di un vincolo di natura storico ed artistico.
Ulteriori disposizioni sull'eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche sono altresì previste dall'art. 24 della legge 104/1992. Queste disposizioni di rango “primario” sono state riprodotte negli artt. da 77 ad 82 del schema di regolamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche  (T.U. in materia edilizia), che costituiscono il capo III della parte II del citato T.U. e che reca "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico".

LE NUOVE DISPOSIZIONI - Stante questo panorama, la proposta di legge vuole quindi intervenire per dare un ordine organico a queste disposizioni. Vediamo cosa prevedono i commi dei singoli articoli.

Il comma 1 dell'articolo 1 della proposta di legge prevede l'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica, al fine di:

  • assicurare l'unitarietà e l'omogeneità della normativa relativa agli edifici, agli spazi e ai servizi pubblici, e della disciplina relativa agli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica;
  • promuovere l'adozione e la diffusione della progettazione universale in attuazione e in conformità ai princìpi espressi dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Il comma 1 inoltre prevede che il nuovo provvedimento venga adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge: da quel momento di prevede la conseguente abrogazione dei regolamenti di cui al D.P.R. 503/1996 e al D.M. 236/1989, destinati ad essere sostituiti dal nuovo D.P.R. (lo stabilisce il comma 2).

L’ITER DI ADOZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO – Sempre il comma 1 dell’art. 1 chiarisce l’iter per l’adozione del nuovo regolamento. Rispetto a quanto previsto per l'adozione del D.P.R. 503/1996 e del D.M. 236/1989, l'iter per l'approvazione del nuovo regolamento è più articolato, prevedendo un decreto:
- su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze;
-previa deliberazione del Consiglio dei ministri;
-sentito il parere del Consiglio di Stato e, per i relativi profili di competenza, il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime entro trenta giorni dalla richiesta;
-sentita la Conferenza unificata;
-acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla data dell'assegnazione dello schema di decreto.

LA COMMISSIONE DI MONITORAGGIO AGGIORNAMENTO -  Il comma 3 dell’art. 1  prevede la ricostituzione della commissione permanente già prevista dall'art. 12 del D.M. 236/1989 per l'aggiornamento e la modifica delle prescrizioni tecniche per l'eliminazione delle barriere architettoniche. La Commissione, che era stata ricostituita con decreto n. B3/1/792 del 15 ottobre 2004 e che aveva concluso i propri lavori il 26 luglio 2006 con una relazione e l'approvazione di uno schema di regolamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche  trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'approvazione, era stata soppressa in attuazione dall'articolo 12, comma 20, del decreto-legge 95 del 2012, che aveva previsto il trasferimento delle attività svolte dagli organismi collegiali operanti presso le pubbliche amministrazioni, in regime di proroga, ai competenti uffici delle amministrazioni stesse.

Alla  nuova commissione, le cui nomine sono effettuate da parte del Ministero dei trasporti, dopo aver sentito parere della Conferenza Stato-Regioni,  sono affidati i seguenti compiti:

  • individuare la soluzione a eventuali problemi tecnici derivanti dall'applicazione della normativa cui fa riferimento la proposta di legge;
  • elaborare proposte di modifica e aggiornamento;
  • adottare linee guida tecniche basate sulla progettazione universale ai sensi dell'art. 4 comma 1, lettera f), della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006
  • monitorare sistematicamente l’attività delle pubbliche amministrazioni (come da attuazione dell'articolo 32 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, in tema di adozione di piani di eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, i commi 20-22 contengono disposizioni sui PEBA, i piani di eliminazione delle barriere architettoniche che devono essere adottati da parte delle amministrazioni competenti per gli edifici pubblici non adeguati alle prescrizioni tecniche di cui al D.P.R. n. 384 del 1978 (ora sostituito dal D.P.R. 503/1996) prevedendo eventualmente l'intervento di un commissario in  sostituzione delle amministrazioni medesime.

Si prevede inoltre che la ricostituzione della commissione debba avvenire nell’ambito delle risolse già disponibili, e in ogni caso senza maggiori oneri finanziari a carico delle casse pubbliche. Per questo motivo è previsto che ai componenti della Commissione non siano corrisposti compensi, gettoni di presenza o rimborsi di spese.

FONTE DISABILI.COM

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costa d’Amalfi: bus di linea inadeguati per i disabili. La protesta del vice sindaco di Maiori

12 Ottobre 2017, 09:53am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costa d’Amalfi: bus di linea inadeguati per i disabili. La protesta del vice sindaco di Maiori

INSERITO DA MORENA MOTTA «Il trasporto pubblico della Sita in Costa d’Amalfi non è adeguato al trasporto disabili». E’ questa la denuncia del vice sindaco di Maiori, Mario Ruggiero, che ha inviato una nota al Presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, al Direttore della Sita Sud della Campania e ai sindaci della Costiera.

Con la viabilità, anche il trasporto pubblico torna al centro di polemiche per quei disservizi e quelle difficoltà che appaiono insormontabili. «Non entro nel merito della viabilità – scrive Ruggiero – ma per quanto di mia competenza, trovo inaccettabile che la Sita “costringa” i disabili, o meglio, quella parte di disabili costretti ad uno stato di simbiosi con una sedia a rotelle, a vivere situazioni di disagio e di imbarazzo».

«Non è più ammissibile che in uno dei territori più famosi, ambiti e visitati del mondo, patrimonio Unesco da oltre vent’anni, che promuove Ravello in un progetto ambizioso qual è la candidatura a capitale della cultura 2020, si debbano ancora registrare carenze tanto gravi» continua il vice sindaco di Maiori che, tra i politici locali, sente forse più di tutti il problema essendo costretto a vivere su una sedia a rotella.

Già un paio di anni fa il vice sindaco di Maiori aveva fatto presente il problema prima al Dirigente della sede Regione Campania Sita sud in occasione di un incontro al Comune di Maiori e poi tramite una petizione popolare qualche mese fa. «Entrambe le iniziative sono rimaste ad oggi senza risposta», aggiunge Ruggiero.

«Non è più tollerabile che la Sita, che gestisce praticamente da sempre il delicato settore del trasporto pubblico in costa d’Amalfi, faccia registrare disservizi simili che provocano disparità di trattamenti inaccettabili – aggiunge Mario Ruggiero – Un deficit gravissimo oltre che un danno d’immagine complessivo notevole per tutta la Costiera, che va a sommarsi agli atavici problemi legati alla carenza di corse che fanno registrare disagi gravi per gli utenti«.

Per il vice sindaco Ruggiero appare quindi «inconcepibile che si registrino ancora episodi penalizzanti per tutti coloro che decidono di muoversi con i mezzi pubblici della Sita, in particolare per le persone diversamente abili».

FONTE AMALFI NOTIZIE https://amalfinotizie.it/costa-damalfi-bus-di-linea-inadeguati-per-i-disabili-la-protesta-del-vice-sindaco-di-maiori/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

28 Settembre 2017, 12:18pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO

DI MICHELE PAPPACODA Soddisfazione e apprezzamento sono state espresse dalla Federazioni FAND e FISH per la notizia che nei prossimi giorni è previsto l’incontro di insediamento del rinnovato Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, fondamentale luogo di confronto ed elaborazione rispetto alle politiche riguardanti le persone con disabilità, oltreché alla concreta applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e del nuovo “Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità”, documento ormai in via di pubblicazione.

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