GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Santa Giulia e la cripta «inaccessibile»

/image%2F1394276%2F20200924%2Fob_e94819_119121791-368842837464109-657871473556.jpg)
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Allestire una mostra pensando di collocarne una parte in un posto inaccessibile (la cripta) è dimostrazione di ignoranza»: Alberto Arenghi, docente della Statale, denuncia l'inaccessibilità di una sezione della mostra di Baldeweg in Santa Giulia per il pubblico con disabilità motoria. BRESCIA. Le sue «disarmonie prestabilite» - allucinazioni liquide in equilibrio precario tra luce e ombra, ritorni e memorie dissolte - hanno sedotto la critica e il pubblico. Ma a sabotare una parte della strepitosa retrospettiva Juan Navarro Baldeweg - Architettura, Pittura, Scultura (in Santa Giulia fino al 5 aprile) sono una ventina di gradini: Una casa nella casa, la sezione allestita nella cripta, è inaccessibile alle persone con disabilità motoria. Per loro, il viaggio tra le visioni dell'architetto spagnolo - che inizia nel Coro delle monache - si interrompe nella basilica di San Salvatore: i plastici e le tavole diffusi nell'aula sotterranea restano invisibili, off limits, una grande bellezza negata. «Allestire una mostra pensando di collocarne una parte in un posto inaccessibile (la cripta) è dimostrazione di ignoranza, arroganza, menefreghismo, un atto contro la cultura, un'azione discriminatoria da denunciare senza se e senza ma»: il post è autografato da Alberto Arenghi, docente dell'Università degli Studi di Brescia. Che, al Corriere, non ha voluto rilasciare mezzo virgolettato: la sua, al momento, è una denuncia social. Nemmeno Brescia Musei ha replicato. È tuttavia un peccato che una parte di pubblico non possa vedere per intero la mostra antologica - la prima in Italia - dedicata all'architetto, scultore e pittore spagnolo che ha disegnato il nuovo allestimento della Vittoria Alata nella cella orientale del Capitolium. Un progetto dal fascino in-discreto che, a pochi giorni dalla vernice, ha conquistato centinaia di visitatori: sabato scorso, oltre 600 architetti sono venuti da tutta Italia per seguire la lectio di Navarro Baldeweg e vedere la sintesi del suo pensiero nel Museo di Santa Giulia. Tra tele astratte, installazioni che lottano contro la gravità, plastici e disegni, la mostra è un viaggio introspettivo nella testa dell'«uomo del Rinascimento» (come lo ha definito il curatore Pierre-Alain Croset). Il riassunto di una carriera e di un manifesto artistico che resta incompleto per una parte del pubblico. di Alessandra Troncana CORRIERE DELLA SERA
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)