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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO RIMEDI PER PANCIA GONFIA

17 Maggio 2016, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO RIMEDI PER PANCIA GONFIA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA La pancia gonfia è un sintomo tipico di numerose malattie o disturbi dell'apparato digerente. Si tratta di una spiacevole sensazione di eccessiva tensione addominale, espressione di un accumulo gassoso nello stomaco e nell'intestino.

La pancia gonfia - spesse volte riconosciuta con il termine meteorismo - è in genere accompagnata da alterazioni della frequenza di evacuazione (stipsi o diarrea), crampi addominali, flatulenza ed eruttazione.

Spesso, la pancia gonfia costituisce un sintomo passeggero, causato per esempio da un pasto troppo abbondante o consumato voracemente, oppure da un aumento di peso. Atre volte, invece, il gonfiore addominale è un sintomo di fenomeni fisiologici, quali sindrome premestruale e menopausa. In altri casi ancora, la pancia gonfia nasconde patologie più importanti, quali: appendicite, cancro al colon e all'ovaio, calcoli alla cistifellea, fibrosi cistica, gastroenterite virale/batterica, intolleranze alimentari (es. celiachia), sindrome dell'intestino irritabile ecc..

Il materiale pubblicato ha lo scopo di permettere il rapido accesso a consigli, suggerimenti e rimedi di carattere generale che medici e libri di testo sono soliti dispensare per il trattamento della Pancia Gonfia; tali indicazioni non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti sanitari del settore che hanno in cura il paziente.

Cosa Fare

  • Porre particolare attenzione al corretto abbinamento dei cibi costituisce un eccellente rimedio per "sgonfiare" più in fretta la pancia gonfia
  • In caso di intolleranza al lattosio, l'unico rimedio efficace per evitare il gonfiore di pancia è allontanare dalla dieta tutti gli alimenti contenenti lattosio
  • In caso di intolleranza al glutine (celiachia), seguire una dieta gluten-free è l'unico rimedio alimentare per ridurre i sintomi derivati dalla condizione patologica (compresa la pancia gonfia)
  • Perdere peso. L'aumento di qualche chilo può causare una spiacevole sensazione di tensione addominale
  • Mangiare lentamente e con moderazione
  • Assumere yogurt con fermenti lattici vivi od un probiotico in caso di terapia antibiotica (utile per la cura del meteorismo dipendente da gastroenterite batterica)
  • Mantenere un discreto apporto di fibra ed un buon livello di idratazione (bere almeno 2 litri d'acqua al giorno)
  • In assenza di patologie lombo-sacrali come lombalgie, ernie ecc., un buon rimedio per attenuare il meteorismo è "allenare la pancia" mediante esercizi di torsione del busto con bastone. L'esercizio consiste nell'inclinare leggermente il tronco in avanti, ruotando da destra a sinistra (e viceversa) un bastone che poggia dietro la testa, sopra le spalle
  • Diminuire lo stress. Anche se scontato, diminuire le tensioni quotidiane costituisce un ottimo rimedio per alleviare il gonfiore addominale dipendente da eccessivo stress
  • Seguire corsi yoga, pilates o qualsiasi altra forma di rilassamento
  • Praticare esercizio fisico costante: lo sport è un rimedio particolarmente efficace sia per l'umore, sia per alleviare il gonfiore alla pancia
  • Contattare immediatamente il medico se assieme al gonfiore addominale, si osservano altri sintomi potenzialmente gravi come febbre alta, diarrea grave, inappetenza, aumento della dolorabilità addominale alla palpazione
  • Se necessario, assumere antibiotici non assorbibili che esercitano la loro azione riequilibrante sulla flora batterica a livello enterico senza essere assorbiti dall'intestino
  • Non parlare mentre si mangia

Cosa NON fare

  • Abbuffarsi. Le grandi abbuffate sono i peggiori nemici della pancia gonfia
  • Seguire un regime dietetico sbilanciato, caratterizzato da eccessi, alimenti iperlipidici e cibi "spazzatura"
  • Abusare di lassativi a base eteropolisaccaridica (fibre): questi prodotti (compresi quelli erboristici) si gonfiano a livello gastro-intestinale, favorendo la pancia gonfia
  • Coricarsi immediatamente dopo il pasto
  • Bere bibite gassate
  • Masticare chewingum o succhiare troppe caramelle può favorire il gonfiore addominale
  • Bere con la cannuccia o sorseggiare la superficie di una bevanda calda può aumentare il senso di pancia gonfia. Con questo atteggiamento, infatti, viene inconsapevolmente ingerita anche aria
  • Abbinare molti cibi insieme (es. pasta, carne, pesce e dolci)
  • Sedentarietà
  • La depressione, l'ansia e lo stress accentuano la tensione addominale
  • Fumare durante i pasti

Cosa Mangiare

  • Assumere tanta frutta e verdura, in quanto ricca di antiossidanti (vitamina C ed E)
  • Se necessario, controllare la fame preferendo alimenti integrali (pasta, riso) e ricchi in fibre
  • Concedersi un frutto zuccherino lontano dai pasti, dal momento che questi alimenti favoriscono la fermentazione dei cibi a cui vengono associati
  • Associare proteine a verdure (non fritte)
  • Finocchio: favorisce l'espulsione dei gas
  • Menta: diminuisce la fermentazione e la pancia gonfia
  • Mela: interviene nella regolazione della fermentazione intestinale
  • Mirtillo: vanta proprietà antifermentative

Cosa NON Mangiare

Cure e Rimedi naturali

  • Il carbone - vegetale, animale, officinale composto e medicato - costituisce il rimedio erboristico più noto ed efficace per contrastare la pancia gonfia non patologica. Il carbone è l'unica sostanza in grado di adsorbire i gas. Esso vanta straordinarie proprietà adsorbenti, tali da inglobare l'aria in eccesso ingurgitata con l'alimentazione
  • Anche le piante carminative contribuiscono a ridurre il gonfiore addominale che contraddistingue il meteorismo. Diversamente dal carbone, queste droghe esercitano la propria azione terapeutica contro la pancia gonfia eliminando (e non adsorbendo) i gas:
  • Integrare la dieta con prodotti naturali formulati con fibre può costituire un buon rimedio per trattare la pancia gonfia (anche se, attenzione, l'eccesso di fibre può favorirla):
  • Glutammina: nutriente fondamentale per gli enterociti (cellule della mucosa intestinale dalla cui salute dipende la corretta selettività e capacità di assorbimento intestinale)

Cure Farmacologiche

Non sempre è necessario ricorrere a specialità farmacologiche per porre rimedio alla pancia gonfia. Più spesso, è sufficiente seguire una dieta sana e bilanciata, associata ad una pratica sportiva regolare. Ad ogni modo, alcuni pazienti ricorrono all'ausilio di farmaci, che vanno sempre assunti con moderazione e buon senso, previo consiglio/prescrizione medica:

Prevenzione

  • Il miglior rimedio per la cura della pancia gonfia è la prevenzione. In assenza di patologie sottostanti, è possibile prevenire la pancia gonfia semplicemente seguendo un regime dietetico sano e bilanciato, rispettando quanto dettato dall'educazione alimentare ed eseguendo regolarmente esercizio fisico. L'adozione di una corretta tecnica respiratoria (vedi respirazione addominale) può favorire la riduzione dei gonfiori grazie al massaggio intestinale costantemente esercitato dal diaframma durante gli atti respiratori

Trattamenti medici

  • In genere, non sono necessari trattamenti medici specifici per porre rimedio al gonfiore addominale. Ad ogni modo, il paziente affetto da pancia gonfia può essere sottoposto ad un mirato intervento medico nelle seguenti circostanze:

    • Ostruzione intestinale: richiede un trattamento chirurgico consistente nella rimozione di tutte le parti intestinali in necrosi
    • Cancro al colon/ovaie: richiede un trattamento radio/chemioterapico e/o chirurgico
    • Appendicite: richiede l'appendicectomia
    • Calcoli alla cistifellea: richiede colecistectomia


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/rimedi/pancia-gonfia.html

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ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO State a dieta ma la pancia non va giù? Ecco una lista di alimenti da evitare se aspirate a un vitino da vespa

17 Maggio 2016, 10:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO State a dieta ma la pancia non va giù? Ecco una lista di alimenti da evitare se aspirate a un vitino da vespa

DI MICHELE PAPPACODA Con l’avvicinarsi dell’estate, la voglia di sfoggiare un ventre piatto e tonico ‘a prova di vestitino ultra attillato’ aumenta. Tuttavia, spesso capita di non veder premiati i sacrifici alimentari: ci si controlla, si mangia meno e in modo più equilibrato, ma la pancia resta gonfia come un palloncino.

In realtà, questo problema può essere causato anche da cibi sani e poco calorici. Si tratta di queglialimenti che ‘fermentano’ e che, una volta ingeriti, nei soggetti più sensibili possono gonfiare significativamente l’addome.

Sicure di non essere incorse nell’errore? Ecco 10 tipologie alimenti da evitare se desiderate appiattire la pancia:

I legumi. Sono tra i principali responsabili del gonfiore addominale: limitate fagioli, ceci, piselli, fave e affini.

Alcune verdure. Come carciofi, broccoli e cavoletti di Bruxelles: preziosissimi antiossidanti, tendono però a fermentare nell’intestino creando possibili problemi di meteorismo (tassativamente vietati prima di un’uscita serale!).

Fruttosio. Angurie, cachi e prugne tendono a fermentare. Meglio consumare questo tipo di frutta lontano dai pasti principali.

Lattosio. I formaggi – soprattutto freschi – e gli alimenti contenenti il latte provocano pesantezza e gas e spesso scatenano vere e proprie intolleranze.

Cereali. Per ridurre l’effetto palloncino, evitate il frumento e privilegiate i prodotti senza glutine (ottima scusa anche per disintossicarvi!).

Dolcificanti. No ai vari dolcificanti light, prediligete quelli naturali come la stevia.

Miele. Anche il miele, ahinoi, tende a gonfiare la pancia. Limitatene l’uso a piccolissime quantità.

Bevande gassate. Tutte le bibite con le bollicine non aiutano a coronare l’obiettivo pancia piatta. Consumatele solo occasionalmente, la cintura dei pantaloni vi ringrazierà.

Alcolici e birra. Anche qui caschiamo male: non otterrete un vitino da vespa se starete a dieta ma abbonderete con vino e birra all’aperitivo!

La gomma da masticare. Infine, chiudiamo con una delle principali responsabili del gonfiore: la continua masticazione ci fa ingerire molta aria, ergo, gonfiare come palloncini. Quando vi viene voglia di chewingum, bevete un bicchiere d’acqua o masticate un bastoncino di liquirizia.

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ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

17 Maggio 2016, 10:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa gonna è troppo lunga, si legherà alle ruote della sedia a rotelle. Mentre la maglia è troppo stretta, impossibile indossarla da seduti. In Francia, due milioni di persone riferiscono di aver difficoltà a vestire a causa della loro disabilità. Tuttavia, grazie all’etichetta ‘Bien à porter‘ fare shopping per loro non sarà più un problema. L’idea viene dall’associazione COVER e il suo principio è davvero semplice. Attraverso un simbolo ben visibile sarà possibile identificare abiti, scarpe e accessori ergonomici direttamente nei negozi. Senza doverne provare a decine ed evitando di acquistare e poi avere brutte sorprese una volta a casa. I capi di abbigliamento saranno, infatti, precedentemente valutati da un team di esperti – disabili, medici, operatori del settore – in base a una lista di criteri prestabiliti. Come la facilità a essere indossati, il tessuto non irritante, la posizione delle cuciture. Già diverse marche di prêt-à-porter sono partner del progetto come Camaieu, Promod, Eram. Inoltre, commessi e responsabili delle vendite hanno ricevuto una specifica formazione per poter dare a questi speciali clienti i migliori consigli di moda possibili.

di Beatrice Credihttp://www.west-info.eu/it/letichetta-per-trovare-abiti-adatti-ai-disabili-a-colpo-docchio/

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ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Una comunità cresce quando è attenta ai disabili. La realtà dell'associazione Zerogradini

17 Maggio 2016, 10:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Una comunità cresce quando è attenta ai disabili. La realtà dell'associazione Zerogradini

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Importante il ruolo e l'attivismo del Comune di Porto San Giorgio. A Fermo stimolata una discussione su un ulteriore adeguamento del Teatro dell'Aquila.

Zerogradini è un'associazione nata per promuovere la sensibilizzazione sui temi della disabilità, mettendo a fuoco normative presenti ma spesso dimenticate, per non curanza e per mancanza d'interesse generale all'argomento. Un forte alleato dell'associazione - che vede Pasqualino Virgili nel ruolo di direttore e Saverio Verone in quello di presidente - è stato il Comune di Porto San Giorgio che, nella persona del sindaco Nicola Loira, aveva già da tempo provveduto a stanziare un fondo per l'abbattimento delle barriere architettoniche, nonché ad istituire una commissione che s'interessasse proprio dell'argomento. Questo sforzo dell'Amministrazione pone Porto San Giorgio tra i Comuni più virtuosi a rendersi protagonisti e responsabili di un problema da sempre trascurato. Tra i successi ottenuti da Zerogradi nell'ambito della provincia vanno ricordati i lavori completati sui marciapiedi del centro di Porto San Giorgio, l'accesso facilitato a Rocca Tiepolo, la richiesta ottenuta per i lavori di adeguamento alle norme nel cimitero comunale, oltre alla discussione in sede di Consiglio comunale di Fermo su di un ulteriore adeguamento del Teatro dell'Aquila. “E' importante non tanto sottolineare gli obiettivi per ora raggiunti - spiegano dall'associazione - quanto la capacità oggettiva riscontrata nel penetrare la trama intricata delle normative comunali, spesso distante da una reale conoscenza della materia”.Caposaldo di questa rivoluzione culturale è la convenzione dell'Onu del 13 dicembre 2006 (ratificata dal Parlamento con legge 18 del 3 marzo 2009) sul diritto alle persone con disabilità.

Un testo fondamentale per far luce sul tema della disabilità e far in modo che le varie Amministrazioni locali possano cogliere l'occasione per rendersi davvero presenti e in linea con le direttive della stessa.Anche se materia di giurisprudenza, va detto in termini divulgativi che il testo della convenzione oltre ad evidenziare gli obblighi da rispettare, permette di sorpassare tout court tante lungaggini burocratiche ed impedimenti vari di normative non più al passo coi tempi.L'associazione è riuscita, specie nel comune di Porto San Giorgio, a preporre questo testo a tutta la discussione, facendo leva anche su molte collaborazioni riuscite, in primis quella con l'ANCI.“Gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere non sono esclusivamente il mero abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di maggior interesse sociale, ma anche una vasta campagna di sensibilizzazione attraverso le istituzioni, per far in modo che il diritto sacrosanto della persona disabile non sia argomento per soli disabili ma faccia finalmente breccia nelle scuole e nelle famiglie, di modo da far capire che spesso il diritto del disabile è lo stesso diritto di tutti, perchè al principio di tutto di 'persona' si parla”.

FONTE http://www.informazione.tv/it/Cultura/art/62006-una-comunit-cresce-quando-attenta-ai-disabili-la-realt-dell-associazione-zerogradini/

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GIORNALIN ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO UDINE Stalli per disabili in via Liruti, interviene il Provveditorato

17 Maggio 2016, 10:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALIN ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO UDINE Stalli per disabili in via Liruti, interviene il Provveditorato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA UDINE. Non c’è più tempo, il Comune dovrà delimitare al più presto gli stalli per i disabili in via Liruti e, già che c’è, dovrà rimediare al degrado della segnaletica orizzontale delle vie circostanti.

La tirata di orecchi all’amministrazione Honsell arriva da Trieste, dalla sede coordinata del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige sulla questione degli stalli per la sosta dei disabili dinanzi allo Sportello rilascio titoli di viaggio agevolati del Servizio trasporti della Provincia.

A prendere l’iniziativa è stato Giovanni Marsico, consigliere comunale del gruppo consiliare “Identità civica” che, sull’argomento, ha presentato un’interrogazione, cui si è associato il collega Loris Michelin, quindi si è rivolto al Provveditorato sollecitando un sopralluogo.

Nel documento Marsico spiega che nei posti auto per disabili all’ingresso del palazzo «troppo spesso gli utenti disabili non trovano liberi i parcheggi a loro riservati in quanto gli stessi vengono occupati regolarmente da mezzi sprovvisti di autorizzazione».

Una situazione a fronte della quale per mesi la polizia municipale non è intervenuta. Non poteva, poichè mancava la segnaletica orizzontale. Da qui la richiesta di intervento di Marsico al Provveditorato «affinchè venga finalmente posizionata la segnaletica orizzontale che delimita i due stalli tanto necessari agli utenti dello sportello in applicazione al Codice della strada vigente, non avendo, l’amministrazione comunale, provveduto ancora alla sua realizzazione».

Non lascia dubbi la risposta del Provveditorato: «È presente unicamente un cartello con pannello integrativo indicante la presenza di due stalli riservati ai disabili – segnalano i tecnici –, il cartello è privo di indicazione della delibera con cui il Comune di Udine ha apposto la segnalazione, non ha un proprio sostegno ed è installato su un palo dell’illuminazione pubblica oltre la distanza massima dal ciglio della strada». P

erentorio il verdetto: «La mancanza di segnalazione orizzontale non è da ritenersi dovuta per la presenza di una strada in acciottolato, ma dal fatto che precedenti lavori di scavo sono terminati senza il ripristino del manto stradale originario apponendo del ghiaino su cui, ovviamente, non è possibile realizzare alcuna segnaletica orizzontale.

Gli stalli – continua la relazione, a firma del dirigente Giorgio Lillini – non sono ben individuati, non è chiara la loro delimitazione e pertanto, come viene relazionato dal signor Giovanni Marsico, non vengono e non possono essere rispettati dagli utenti della strada.

Per tali motivi – esorta il Provveditorato – si obbliga il Comune a provvedere urgentemente in primo luogo ad adeguare la segnaletica verticale installandola su apposito sostegno, e a delimitare gli stalli di sosta mediante l’apposizione di vernice gialla sul cordolo del marciapiede nonchè a prevedere il successivo ripristino del manto stradale per apporre la segnaletica orizzontale prevista dal Codice della strada». +

Non basta, il Provveditorato segnala anche che

«nel corso del sopralluogo è stato notato un generale degrado della segnaletica orizzontale nelle vie circostanti, si raccomanda vivamente a questo Comune di rinnovare periodicamente tale segnaletica con particolare riguardo agli attraversamenti pedonali».

FONTE di Alessandra Ceschia IL MESSAGGERO VENETO

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SEZ.DISABILITà NEWS Quando il parco è anche per bambini disabili In piazza Mazzini, voluto da Biud 10: possono giocare insieme tutti i piccoli

17 Maggio 2016, 09:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.DISABILITà NEWS Quando il parco è anche per bambini disabili In piazza Mazzini, voluto da Biud 10: possono giocare insieme tutti i piccoli

FILIPPO SIMONETTI VERCELLI È il primo parco in Italia per tutti i bambini. Il più grande. Dove possono giocare anche i bimbi disabili. Perché qui tutto è doppio. Lo scivolo grigio, dove i più temerari abbozzano anche una discesa a testa in giù, è accoppiato e parallelo: sul secondo scivolo c’è posto per un accompagnatore che può rassicurare ed assistere il bambino che gli scende accanto. Anche l’altalena è speciale: ha seggiolini, spalliera e sponde adatte a piccoli con disabilità motorie.

In piazza Mazzini si trovano decine di giostre, tutte doppie, o studiate con cura perché il parco «Andrea Bodo» di Vercelli funziona così: tutti i bambini, anche chi ha un handicap, sono insieme nello stesso ambiente a giocare e divertirsi. E le altalene «speciali», comodissime ed ergonomiche, arancio-azzurre, sono sempre prese d’assalto, come quelle tradizionali.

Il fiore all’occhiello è però il «combinato»: una mega-giostra che prevede l’uso contemporaneo di scivolo, spalliera e una rampa grazie alla quale possono accedere alla giostra anche le carrozzine. Qualche metro più in là si trovano un bilico a 6 posti, la foresta giraffa tattile, il super elefante, il cigno, la panca coccodrillo e un pannello gioco con attività di manipolazione.

In uno dei polmoni verdi più caratteristici di Vercelli, la onlus «Biud10» (nata in memoria del giovane calciatore Andrea Bodo) ha fatto sorgere un innovativo parco giochi. Il motto «giocare è un diritto di tutti i bimbi» è stato non solo la molla decisiva, ma il valore aggiunto rispetto ad altri parchi. L’area, che dall’estate 2014 accoglie ogni giorno centinaia di bambini, è stata pensata per una fascia di età compresa tra uno e undici anni. L’idea è nata prendendo ad esempio i parchi di Milano e Genova, ideati e sviluppati dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap: oggi la struttura vercellese è tra le primissime in Italia per estensione, efficienza e soprattutto grado di inclusione dei bimbi.

Nel grande parco giochi (440 metri quadrati) tutte le giostre possono essere adoperate da bambini normodotati e con disabilità. Tutti i giochi sono posati su un apposito fondo anti-trauma e collegati tra loro in modo da garantirne la completa accessibilità da tutti i bimbi. In fase di allestimento la onlus Biud10 ha chiesto alla ditta specializzata Kompan di realizzare una giostra speciale (il «combinato»), fuori catalogo, che rispondesse alle precise esigenze di questo parco innovativo. Così sia il parco Andrea Bodo che la giostra studiata a Vercelli sono stati presi ad esempio da altri parchi. «Siamo stati contattati da diversi comuni in Lombardia, Puglia e Sicilia. Da ultimo quello di Malnate - spiegano Paolo Zanoni e Andrea Rosate di Biud10 -. La cittadina in provincia di Varese ci ha presi come esempio, installando la giostra ideata da Biud10 nel parco che verrà inaugurato a fine maggio: una catena virtuosa che in qualche modo abbiamo contribuito ad alimentare» «Prima di progettare il parco ci siamo interfacciati con associazioni che seguono bambini con disabilità per capirne i reali bisogni - prosegue Alberto Stringi - tanto è vero che abbiamo chiesto di realizzare una giostra custom per venire incontro alle esigenze che avevamo recepito. Siamo così arrivati ad una giostra unica fuori catalogo e realizzata solo per noi».L’immagine della giostra è stata utilizzata sulla locandina per un seminario sulle nuove tendenze nella progettazione di parchi inclusivi in occasione del 53° Congresso mondiale di Ifla di architettura che si è appena svolto al Lingotto di Torino. Durante il seminario il progetto dell’area giochi Biud10 è stato portato come «caso studio» per spiegare come realizzare un area giochi inclusiva all’avanguardia. Biud10 ha finanziato totalmente la realizzazione del parco accollandosi le spese di manutenzione, abbellimento del parco, assicurazione e sorveglianza notturna. Metà della spesa del parco (costo totale 125.000 euro) è stata sostenuta da sei grandi donatori privati, l’altra metà deriva da piccole donazioni di centinaia di persone. Il parco giochi costruito da Biud10 è un patrimonio per la città reso possibile grazie al contributo di numerosi cittadini.

LA STAMPA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli

16 Maggio 2016, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli

INSERITO DA MORENA MOTTA Le distrofie muscolari dei cingoli – indicate di solite come LGMDs, sigla che deriva dall’inglese Limb (arto), Girdle (cintura) e Muscular Dystrophy (distrofia muscolare) – costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie geneticamente determinate, coinvolgenti in maniera primitiva la muscolatura dei cingoli, sia pelvico (inferiore) che scapolare (superiore).
Il decorso clinico è estremamente variabile, con forme gravi ad insorgenza precoce e rapida progressione e forme di minore entità che permettono agli individui che ne sono affetti una quasi normale aspettativa di vita e di autonomia motoria.

Trasmissione genetica
Queste forme di distrofie possono essere trasmesse con meccanismo autosomico (cioè colpiscono entrambi i sessi) sia dominante (di solito uno dei genitori affetti trasmette la malattia al 50% dei figli) che recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori non affetti del gene malattia perché il 25% dei figli sia malato). Da ricordare anche che le forme recessive sono più frequenti in caso di consanguineità o quando entrambi i genitori provengono da piccoli paesi, con scarso numero di abitanti (isolati geografici).
La causa è di solito dovuta a mutazioni (alterazioni nella sequenza del DNA, la struttura fondamentale di ogni essere vivente) in geni diversi, sette dominanti e quindici recessivi, ma il loro numero è destinato ad ampliarsi. La mutazione genica, a sua volta, provoca una ridotta presenza o la completa assenza della proteina corrispondente, che non può più svolgere il proprio lavoro.

Classificazione delle varie forme
Le forme dominanti (LGMD1A-LGMD1G) sono di solito più benigne e relativamente rare, rappresentando meno del 10% di tutte le distrofie dei cingoli.
Le forme recessive (LGMD2A-LGMD2O) sono molto più frequenti e presentano una prevalenza globale di 1 persona affetta su 15.000, con una diversa distribuzione geografica.
Tutte le proteine codificate dai geni responsabili delle forme recessive sono state identificate, a differenza delle proteine responsabili delle forme dominanti, delle quali al momento se ne conoscono solo tre.
La più recente classificazione utilizza la proteina carente per individuare la specifica forma di distrofia dei cingoli: si parlerà quindi di calpainopatia per le malattie da deficit di calpaina 3, di disferlinopatia per le malattie da deficit di disferlina e così via.

Quadro clinico e diagnosi
Il quadro clinico è caratterizzato da debolezza dei muscoli del cingolo pelvico, con difficoltà nel salire le scale, nel rialzarsi da terra e nel correre speditamente.
I sintomi correlati alla debolezza muscolare degli arti superiori, benché presenti sin dall’inizio (scapole alate), sono di solito più tardivi. Ad essi si associa un aumento dei valori della creatinkinasi (CK o CPK), di entità variabile da tre-cinque fino a cento volte il valore massimo normale, a seconda delle varie forme.
Un coinvolgimento cerebrale, di variabile gravità e insorgenza, è presente nelle forme di distrofia dei cCingoli da alterata glicosilazione dell’alfadistroglicano, note anche con il nome di distroglicanopatie (LGMD2K, 2M, 2N, 2O).
La diagnosi – sospettata sulla base del quadro clinico – può essere confermata sia con la ricerca delle proteine interessate su biopsia muscolare o mediante l’analisi molecolare dei geni sospettati, in circa il 60-65% dei casi.

Progressione della malattia
Nelle distrofie dei cingoli la progressione della malattia è variabile; alcune di esse più frequentemente portano alla perdita della deambulazione autonoma (sarcoglicanopatie gamma e delta), con conseguente comparsa di retrazioni a livello degli arti inferiori, scoliosi ecc. Altre vanno incontro a coinvolgimento cardiaco (sarcoglicanopatie, laminopatie, LGMD2I) e/o respiratorio (sarcoglicanopatie, LGMD2I). È quindi necessario che i pazienti con distrofie dei cingoli si sottopongano periodicamente a controlli cardiaci e respiratori presso centri specializzati.

Trattamenti e diagnosi prenatale
Al momento non esiste una terapia causativa per nessuna forma di distrofia dei cingoli. I tentativi in atto tendono ad attenuare l’evoluzione della patologia. A tale scopo risultati incoraggianti possono essere ottenuti con l’uso di steroidi, fisiokinesiterapia, chirurgia ortopedica ove indicata.
La terapia cardiologica è indicata nei casi di interessamento cardiaco, la terapia preventiva antibiotica e l’uso della ventilazione meccanica assistita nei casi di insufficienza respiratoria.
Risultati promettenti sono stati ottenuti in via sperimentale sui topi privi di alfa-sarcoglicano, mediante l’inoculazione dei mesangioblasti; tali risultati necessitano di ulteriori conferme prima di potere arrivare a un’applicazione a livello dell’uomo.
Nei casi in cui è stato messo in evidenza il difetto molecolare responsabile della particolare forma di distrofia dei cingoli, è possibile individuare i portatori asintomatici della patologia e procedere alla diagnosi prenatale di feto affetto, ove richiesta.
La ricerca punta a capire il ruolo delle varie proteine per cercare di vicariarne le funzioni. Molto si attende dai progressi della terapia genica.

FONTE di Luisa Politano (Servizio di Cardiomiologia e Genetica Medica, Seconda Università di Napoli) UILDM.ORG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

16 Maggio 2016, 15:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

INSERITO DA MORENA MOTTA Questa gonna è troppo lunga, si legherà alle ruote della sedia a rotelle. Mentre la maglia è troppo stretta, impossibile indossarla da seduti. In Francia, due milioni di persone riferiscono di aver difficoltà a vestire a causa della loro disabilità. Tuttavia, grazie all’etichetta ‘Bien à porter‘ fare shopping per loro non sarà più un problema. L’idea viene dall’associazione COVER e il suo principio è davvero semplice. Attraverso un simbolo ben visibile sarà possibile identificare abiti, scarpe e accessori ergonomici direttamente nei negozi. Senza doverne provare a decine ed evitando di acquistare e poi avere brutte sorprese una volta a casa. I capi di abbigliamento saranno, infatti, precedentemente valutati da un team di esperti – disabili, medici, operatori del settore – in base a una lista di criteri prestabiliti. Come la facilità a essere indossati, il tessuto non irritante, la posizione delle cuciture. Già diverse marche di prêt-à-porter sono partner del progetto come Camaieu, Promod, Eram. Inoltre, commessi e responsabili delle vendite hanno ricevuto una specifica formazione per poter dare a questi speciali clienti i migliori consigli di moda possibili.

FONTE di Beatrice Credi WEST-INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank

16 Maggio 2016, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell'ambito della rassegna Bibbia Festival, quest'anno dedicata all'accoglienza, il tema della disabilità è entrato nella scuola media Anna Frank di Cesena attraverso incontri ed esperienze in prima persona vissute dai ragazzi di cinque classi e dai rispettivi insegnanti. Il marciapiede didattico, una struttura in legno modulare realizzata con materiale ecologico, è stato installato nell'aula Magna dell'istituto scolastico, in collaborazione con l'associazione Adra, l'agenzia di sviluppo e soccorso della chiesa Avventista.

Percorrendo il "marciapiede" seduti su una carrozzina, gli studenti hanno vissuto, anche se solo per pochi minuti, la difficile esperienza che un disabile motorio vive quotidianamente affrontando gli ostacoli che si presentano nei marciapiedi delle nostre città. Momenti di dialogo e approfondimento sono poi seguiti all'interno delle aule, con l'intento di sensibilizzare i giovani e stimolarli, anche attraverso il gioco, al superamento di ogni barriera, non solo architettonica.

FONTE CESENA TODAY

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE 2016, Ristretto o Ordinario: quale applicare ai disabili?

16 Maggio 2016, 15:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE 2016, Ristretto o Ordinario: quale applicare ai disabili?
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE 2016, Ristretto o Ordinario: quale applicare ai disabili?

INSERITO DA MORENA MOTTA Il nuovo ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) deve essere applicato in forma ‘ristretta’, ossia riducendo il nucleo familiare del beneficiario cui fare riferimento soltanto al coniuge e ai figli, anche alle prestazioni sociali nel caso siano inserite in percorsi socio-sanitari. Questo secondo l’INPS.

Tra ISEE ordinario e ristretto, quale di questi 2 strumenti va applicato alle persone con disabilità per la compartecipazione alle spese socio-sanitarie?

I dubbi derivano da alcune interpretazioni della normativa nazionale, e più specificamente del Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM)159/13 che ha introdotto la riforma in materia di ISEE; interpretazioni che hanno contribuito a creare situazioni penalizzanti proprio per i soggetti con disabilità.

Di queste ultime, ad esempio, fanno parte le Linee Guida emesse dalla Regione Lombardia nel marzo 2015, responsabili di aver escluso specifici servizi dedicati alle persone con disabilità, tra cui CSE (Centri Socio Educativi) e SFA (Servizi di Formazione all’Autonomia), dai servizi per i quali invece si può richiedere l’applicazione dell’ISEE ‘ristretto ai fini della compartecipazione alla spesa.

Nel merito, il chiarimento risolutivo è arrivato ora dall’INPS che ha pubblicato nel proprio sito il documento “Le risposte alle domande più frequenti rispetto al tema ISEE”, dove sono stati raccolti numerosi quesiti posti sulla questione sia dai cittadini che dalle associazioni.

ISEE: QUALE RICHIEDERE PER CONCEDERE PRESTAZIONI AGEVOLATE?

Tra i vari quesiti, a quello riguardante il campo di applicazione dell’ISEE socio-sanitario, l’INPS ha fornito la seguente risposta: “Nella definizione di prestazione agevolate di natura sociosanitaria il DPCM 159/2015 fa rientrare anche il concetto di altri interventi rivolti alle persone con disabilità: in effetti tale definizione è così ampia da ricomprendere sia le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale che quelle sociali a rilevanza sanitaria, […]. In estrema sintesi si afferma che il Cse deve essere ricompreso tra i servizi per cui chiedere l’Isee sociosanitario purché la persona abbia ottenuto il riconoscimento formale del grado di disabilità non autosufficienza”.

In sostanza, quindi, l’INPS ha ritenuto che tutti i servizi, non soltanto quelli di natura sociale, ma anche quelli socio-sanitari rivolti alle persone con disabilità, vadano ricompresi nella nozione di prestazione agevolata di natura sociosanitaria e che di conseguenza vada applicato, in tal caso, l’ISEE ‘ristretto’.

FONTE LEGGIOGGI.IT

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