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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nuova campagna per sostenere i bambini sordociechi: casi in aumento

27 Gennaio 2016, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nuova campagna per sostenere i bambini sordociechi: casi in aumento
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nuova campagna per sostenere i bambini sordociechi: casi in aumento

INSERITO DA MORENA MOTTA Si chiuderà il 13 febbraio la nuova campagna della Lega del Filo d'Oro "Non lascio ma raddoppio" per raccogliere fondi per la costruzione dell'Area Sanitaria del nuovo Centro Nazionale ad Osimo e continuare così a garantire cura e assistenza a chi non può vedere e sentire e vive costantemente immerso in un buio silenzioso. Dal 24 gennaio al 13 febbraio 2016 sarà possibile sostenere la campagna inviando un sms solidale o chiamando da rete fissa al numero 45504.

Il Nuovo Centro Nazionale sarà una struttura d'avanguardia in Europa per l'assistenza, la cura e la riabilitazione delle persone sordocieche. La Lega del Filo d'Oro, così, incrementerà i posti letto per i ricoveri a tempo pieno, che passeranno da 56 a 80 (+43%), e quelli per la degenza diurna che arriveranno a 20 (con un aumento del 33%). Saranno, inoltre, raddoppiati i posti del centro diagnostico (da 4 a 8) e, di conseguenza, dimezzati i tempi di attesa per la valutazione iniziale.

"Il nuovo Centro Nazionale - afferma Rossano Bartoli Segretario Generale della Lega del Filo d'Oro - rappresenta il più importante progetto negli oltre 50 anni di storia della Lega del Filo d'Oro, un progetto innovativo sotto il profilo tecnico e frutto dell'esperienza di tanti anni di attività a favore delle persone sordocieche. Con i fondi raccolti dalla campagna potremo proseguire i lavori per la realizzazione della nuova Area Sanitaria del Centro per migliorare così la qualità dei servizi offerti e velocizzare i tempi di attesa per il ricovero e la riabilitazione delle persone sordocieche".

"In Italia, i casi di sordocecità - premessa per uno stato di isolamento assoluto - sono molto più diffusi di quanto si pensi e in costante aumento - ricorda l'associazione - Inoltre, nella maggior parte dei casi, la mancanza di vista e/o udito è accompagnata da disabilità intellettive e motorie. E se da un lato i casi di persone che presentano minorazioni sensoriali sono più gravi rispetto al passato, dall'altro lato le persone con queste problematiche hanno un'aspettativa di vita maggiore e sopravvivono ai genitori. Per questo oggi le richieste di accoglienza e assistenza specialistica sono in crescita". La Lega del Filo d'Oro, per ogni ospite, elabora una terapia riabilitativa personalizzata per permettere di stabilire relazioni col mondo e recuperare, quanto più possibile, una dimensione fatta di dignità e autonomia

Per sostenere la campagna "Non lascio ma raddoppio" si potrà donare dal 24 gennaio al 13 febbraio 2016 al numero 45504. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali e per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT e di 2 e 5 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45504 da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali. E a raddoppiare degli impegni della Lega del Filo d'Oro a favore dei sordociechi, raddoppiano anche i testimonial dell'organizzazione e accanto a Renzo Arbore, storico volto dell'Associazione, si aggiunge anche Neri Marcorè.

In occasione della campagna anche all'interno della grande mostra Videos, radios, cianfrusaglies "Lasciate ogni tristezza voi ch'entrate"- organizzata negli spazi espositivi della Pelanda al Macro di Roma - e dedicata a Renzo Arbore e ai 50 anni della sua straordinaria attività, sarà possibile sostenere i progetti della Lega del Filo d'Oro. Nel bookshop della mostra infatti viene proposta al pubblico un'ampia scelta di oggetti ispirati al colorato universo iconografico di Arbore: in particolare la sua collezione di originali e coloratissime cravatte che sarà possibile acquistare per sostenere la Lega del Filo d'Oro. Le 100 cravatte, che fanno parte della collezione privata di Arbore, sono disponibili a fronte di una donazione: anche i proventi di questa raccolta fondi serviranno perla realizzazione dell'Area Sanitaria del nuovo Centro Nazionale ad Osimo, per poter continuare così a garantire cura e assistenza a bambini ed adulti che non possono vedere e sentire e vivono costantemente immersi in un buio silenzioso.

FONTE SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Piccoli caregiver stressati si tengono per mano via chat

27 Gennaio 2016, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Piccoli caregiver stressati si tengono per mano via chat
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Piccoli caregiver stressati si tengono per mano via chat

INSERITO DA MORENA MOTTA Nel Regno Unito, quasi 200.000 bambini e adolescenti si occupano tutti i giorni di madri, padri e fratelli disabili. Con conseguenze disastrose su riposo, concentrazione scolastica, vita sociale. Per aiutarli, l’associazione Carers Trust ha lanciato un nuovo strumento di supporto, la piattaforma online Babble. Un forum che consente ai ragazzini di chattare, scambiarsi opinioni, fare amicizia e chiedere l’aiuto degli operatori in linea in situazioni di stress e difficoltà. Attiva da pochi mesi, Babble già conta centinaia di iscritti che hanno trovato nei suoi servizi sollievo e risposte ai loro quesiti.

FONTE di Annalisa Lista WEST-INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un giorno con Valentina, centro di Modena “vietato” ai disabili

27 Gennaio 2016, 08:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un giorno con Valentina, centro di Modena “vietato” ai disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un giorno con Valentina, centro di Modena “vietato” ai disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA “A Modena giro anch’io?”. Questa la domanda che si è posta Valentina Alice Sodano, una ragazza 31enne modenese doc, afflitta fin dalla nascita da una malattia molto rara quanto debilitante: la neurofibromatosi.

Una disabilità che la costringe a vivere su di una carrozzina elettrica, fatta su misura per lei, che non le ha tolto però né il sorriso, né la voglia di vivere la città come qualsiasi altra ragazza della sua età. Ed ecco l’idea di aprire una pagina Facebook qualche mese fa, in cui recensisce bar, ristoranti e negozi di Modena, tutti analizzati dal punto di vista dell’accoglienza, o meno, per chi come lei versa in condizioni di forte disabilità. Come risponde la nostra città in merito? E’ lei stessa a mostrarcelo attraverso un tour del centro storico geminiano.

PIAZZA GRANDE Una guida d’eccezione, per scoprire come si vive da disabili all’ombra della Ghirlandina. La prima nota dolente arriva però proprio da qui, da piazza Grande, cuore pulsante della città e teatro prescelto per numerosi eventi, che a Valentina restano di fatto preclusi. «L’Amministrazione comunale organizza diverse iniziative in questa bellissima piazza – dice la Sodano – come i mercatini e gli eventi enogastronomici legati a chef rinomati, ma purtroppo la mia carrozzina non va molto d’accordo con i sampietrini; fatico a muovermi su un tipo di plancito del genere, e così sono costretta a rinunciarvi. Sarebbe bello se si incrementassero eventi di richiamo, anche in altre piazze del centro storico che sono invece per me accessibili, come piazza Mazzini e piazza Matteotti».

Ed è proprio verso piazza Matteotti che ci dirigiamo nel nostro tour, non solo per via dell’accessibilità che il luogo consente a Valentina, ma anche perché qui c’è un ristorante che ha un particolare occhio di riguardo per i disabili. «Questa piazza è ampia ed accessibile, e così arrivare in uno dei miei ristoranti preferiti è davvero facile. L’Officina della Senape è uno dei posti che mi piace di più perché ha tavoli ampi ed alti in cui non fatico a sistemarmi con la carrozzina, che è molto ingombrante».

LA "VASCA" Dall’accessibilità di piazza Matteotti, alla buona “mobilità” della classica “vasca” lungo via Emilia Centro. Qui il passaggio è facilitato in parte dalla protezione offerta dai portici, più difficoltoso invece nei tratti in cui i marciapiedi si fanno stretti, e i gradini diventano un ostacolo sia per proseguire lungo la strada, che per attraversarla. Tutto sommato però, Valentina non si sente di bocciarla in toto: «Lungo via Emilia riesco a muovermi abbastanza bene; non ci sono particolari difficoltà se non nei tratti più stretti o quando devo scendere dal marciapiede per attraversare la strada. Vengo spesso quando posso, perché adoro lo shopping soprattutto di make up e profumi. E “Sephora” è una tappa fissa, non solo perché essendo sotto i portici si raggiunge con facilità, ma perché ha un ingresso ampio dove la carrozzina passa senza problemi».

Buono il passaggio anche lungo due importanti “street” quali via Farini e via del Taglio, come nella neo nata piazza Roma, dove la mobilità per la Sodano è alquanto agevole: «Riesco a percorrere queste vie senza particolari disagi. In via Farini non ci sono dislivelli e i portici aiutano a spostarsi senza pericoli, mentre via del Taglio è ampia e pedonale, e in più la maggior parte dei negozi dispone di ingressi ampi in cui riesco ad entrare molto bene. Piazza Roma poi è bellissima adesso».

LE DIFFICOLTA' Altra nota stonata arriva però da vie più laterali, dove i marciapiedi sono stretti e il passaggio diventa proibitivo per chiunque, a maggior ragione per Valentina. Come via Cesare Battisti. «Questa è una via scomoda da percorrere per me – ammette la Sodano - ma lo diventa ancora di più, perché nonostante sia la sede di una storica libreria, è impossibile muoversi al suo interno. Corridoi troppo stretti tra gli scaffali e nessun occhio di riguardo per chi, come me, è disabile ma ama leggere. Così i libri, sono costretta ad acquistarli solo online».

FONTE di Valentina Corsini LA GAZZETTA DI MODENA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI

26 Gennaio 2016, 08:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI

INSERITO DA MORENA MOTTA Partirà entro il mese di febbraio anche a Lecce un laboratorio per l'accesso libero e gratuito dei bambini ai benefici della musica. Si allargherà così ulteriormente la rete che il progetto didattico sperimentale MusicaInGioco a partire dal 2010 ha sviluppato a macchia d'olio nella provincia di Bari con questo obiettivo ambizioso: usare la musica come strumento di stimolo dell'intelligenza, di educazione sociale e personale dei più piccoli, offrendo la precedenza alle situazioni di disagio socio-economico, disabilità, disturbi dell'apprendimento. In questa logica ad oggi la onlus MusicaInGioco, con la sua "didattica reticolare" ha raggiunto in tutta la Puglia circa 1.500 bambini tra i 7 e i 13 anni donando loro lezioni e strumenti e l'opportunità di far parte dell'Orchestra regionale infantile. Il progetto della onlus si ispira al sistema creato in Venezuela da Josè Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura che nell'arco di un trentennio e con sovvenzioni pubbliche ha organizzato una rete d'istruzione musicale con 450 mila ragazzi, il 90% dei quali appartenenti a famiglie disagiate. Anche il progetto MusicaInGioco è stato finanziato nell'ambito del programma pugliese Bollenti Spiriti per le politiche giovanili 2014-2015 e porta avanti le proprie attività gratuite anche grazie agli sponsor, alle donazioni e all'azione volontaria di chi crede in questa missione.

"Abbiamo cominciato nel 2010 ad Adelfia, comune dell'area metropolitana di Bari, segnalando il progetto ai servizi sociali e alle scuole - racconta Andrea Gargiulo, musicista, professore di formazione corale, direttore artistico della onlus -. Con questo approccio pedagogico si parte dal fare e dalle motivazioni per arrivare al creare, in una interazione continua con il bambino e con attività varie tutte rapportate al gioco". Dei circa 1.500 bambini che compongono l'orchestra regionale circa il 30% presenta disturbi dell'apprendimento tra cui dislessia, deficit di attenzione e iperattività, un altro 30% si trova in situazioni familiari di disagio socio-economico, il 10% invece presenta problematiche più complesse tra cui sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico. In ogni caso, la musica è per tutti, e porta benefici a chiunque. "Tutti i bambini, quelli che presentano difficoltà specifiche o che sono spinti dalla semplice passione per la musica, cominciano il laboratorio senza alcuna formazione musicale pregressa. Fin dal primo giorno viene consegnato loro uno strumento, scelto insieme a loro stessi in base alla propensione, alle caratteristiche fisiche, alle abilità di ciascuno - precisa Gargiulo -. Ogni lezione, una volta a settimana, è diversa dall'altra e gli stimoli arrivano da attività diverse tra cui percussioni, attività corale, improvvisazione creativa, giochi didattici". Ciascun partecipante al laboratorio riceve in dono lo strumento scelto, che sarà restituito solo nel caso che si abbandoni il percorso.

Oltre alla base formativa MusicaInGioco di Adelfia - che dà nome all'intero progetto e che ha lavorato in questi anni in territori tra cui Bitonto, Acquaviva, Enziteto, Bisceglie - docenti e nuclei che svolgono la stessa attività sono presenti anche presso l'Art Village di S. Severo, frutto della struttura socio-sanitaria dell'Asl di Foggia, e presso il Laboratorio Arte Musica Spettacolo di Matera. Ognuno di questi soggetti ha formato bambini che compongono ad oggi l'Orchestra regionale. Faranno parte dell'Orchestra anche i circa 25 bambini che potranno accedere al laboratorio di Lecce, promosso dalla base MusicaInGioco insieme alla Biblioteca interculturale del Salento, progetto nato nel 2015 dall'associazione Salento Crocevia. Sarà proprio la presenza di bambini di culture diverse il valore aggiunto di questo nucleo, grazie alla Biblioteca come punto di riferimento per l'incontro tra la comunità leccese e chi esprime altre culture. "Dovremmo poter contare sull'appoggio finanziario della Regione Puglia - sottolinea Antonella De Blasio, responsabile della Biblioteca - in ogni caso siamo in grado di garantire, come partenza, un minimo di dieci lezioni per un totale di 30 ore".

Qualcuno dei bambini che ha cominciato le lezioni ad Adelfia anni fa, adesso sta pensando di fare la professione del musicista, altri si stanno preparando ad essere tutor dei nuovi arrivati più piccoli. "Ai nostri bambini chiediamo quindici minuti di esercizio al giorno - aggiunge Gargiulo -. Chiediamo di seguire questa passione cercando di stimolare un impegno, personale e sociale".

FONTE di sm SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La mia disabilità non ha fermato la mia passione per la medicina

26 Gennaio 2016, 08:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La mia disabilità non ha fermato la mia passione per la medicina

INSERITO DA MORENA MOTTA Studiare medicina e, soprattutto, diventare un buon medico, sono una grande sfida e sogno di moltissimi giovani, che tuttavia solo una percentuale abbastanza esigua riesce a realizzare. Basti pensare che ogni anno solo 1 su 6 supera il test d’ingresso per l’accesso alla facoltà di medicina e, dopo la laurea, 1 su 2 avrà una borsa di studio che gli permetterà di specializzarsi.
Il percorso di studi di un medico, infatti, si articola su 6 anni di università (generalmente i primi 3 anni improntati sulla cosidetta “preclinica" e gli ultimi 3 dedicati alle vere e proprie “cliniche”,seguiti dall'esame di stato per ottenere l’abilitazione lungo 3 mesi, specializzazione dai 4 ai 6 anni.
E’ un percorso molto impegnativo che suppone alla base grande motivazione e passione. Questo lungo e tortuoso percorso è difficile per chiunque e, probabilmente, lo è ancora di più per un ragazzo disabile. Qui di seguito cercherò di spiegare, in base alla mia personale esperienza, quali sono le maggiori difficoltà e problemi che deve affrontare un giovane portatore di handicap che decida di diventare medico e come consiglio di fronteggiarli. Andiamo con ordine

TEST D’INGRESSO – Recentemente, sia il concorso per accedere alla facoltà di medicina, sia quello per entrare in specializzazione dopo la laurea sono diventati nazionali. Che cosa significa? Non si partecipa più per accedere solo ad una singola università, ma si può scegliere di concorrere contemporaneamente per più sedi con graduatoria unica in tutta Italia. Da un lato positivo dall’altro molto negativo, specie per chi ha oggettivi problemi ad andare a vivere lontano da casa: può essere pericoloso, in quanto si rischia di venire assegnati a sedi parecchio lontane rispetto al proprio domicilio. Certamente uno non è obbligato a concorrere per tutte le sedi, ma scegliendone solo poche al momento dell’iscrizione al concorso ha sicuramente molte meno probabilità di accedere rispetto a chi si candida per tutte le università. In più i concorsi non aiutano gli studenti disabili: infatti non sono previste agevolazioni per la scelta della sede per chi ha un’invalidità.


Facciamo un esempio pratico: supponendo che un disabile decida di tentare tutti i concorsi nazionali, potrà correre il rischio di non accedere a un ateneo per lui comodo, con poche barriere e magari ben collegato da casa sua. Rischia di venire assegnato ad una sede lontana da casa e magari poco accessibile; soluzioni? O tenta di adattarsi o è costretto a rinunciare.
E’ possibile anche iscriversi presso l’università dove si è stati assegnati e richiedere il trasferimento in un altro ateneo, ma bisogna tener conto che le regole di passaggio sono diverse da un’università ed università e, molto spesso, la domanda di trasferimento può essere fatta solo dopo un anno dall’iscrizione.

ANNI DELLA “PRECLINICA” - Sottotitolo: studio matto e disperatissimo. In questo non c’è differenza se si è sulla sedia a rotelle o meno. Bisogna studiare tutti i giorni e per parecchie ore. Oltre a questo ci potrebbero essere dai laboratori da frequentare, utili anche se non fondamentali per chi vorrà fare il clinico o il chirurgo, ma particolarmente interessanti per chi vorrà dedicarsi, per esempio, alla medicina di laboratorio, genetica o microbiologia dopo la laurea. Queste specializzazioni sono ritenute essere sbocchi ideali per chi ha una disabilità (ambiente il più delle volte tranquillo, orari di lavoro più leggeri, non necessari lunghi spostamenti da un luogo all’altro, richieste quasi solo testa e manualità fine): in realtà dipende molto da un laboratorio all’altro, in quanto spesso i banconi sono troppo alti e ravvicinati per far sì che una persona sulla sedia a rotelle possa arrivarci e passarci in mezzo. Sono quindi specializzazioni da tenere in considerazione se piacciono e non si amano troppo le corsie d’ospedale, ma bisogna sempre informarsi accuratamente su come sono strutturati i luoghi di lavoro e, se interessati a frequentarli, comunicare le proprie esigenze personali a chi di dovere.

TIROCINI CLINICI IN CORSIA - Qui arriviamo al tasto dolente. Premettiamo che molti dei tirocini, nella maggior parte di università, sono organizzati in maniera pessima (tutor che non sanno di essere tutor; medici ed infermieri di reparto troppo presi dalle loro attività, per i quali gli studenti sono invisibili e ingombrano solo i corridoi del reparto; caos in cui nessuno si prende la briga di spiegare a chi deve ancora imparare una professione). Spesso, purtroppo, si trasformano in un’inutile perdita di tempo. E diventa ancora più frustrante se sei disabile. I periodi che in reparto si trascorrono in piedi come delle belle statuine sono di lunghezza biblica, contando per esempio che i giri visita possono durare ore ed in sala operatoria solo il chirurgo che opera può sedersi. Se state pensando che medici ed infermieri, di fronte ad uno studente con evidente deficit motorio, siano portati naturalmente per via della loro professione ad aiutarlo (anche banalmente offrendogli una sedia su cui accomodarsi) … beh, state sbagliando. E’ uguale ed invisibile come i suoi altri colleghi. Anzi, spesso una grana in più perché con i suoi ausili ingombra maggiormente ed è più lento negli spostamenti. E nei casi in cui i tirocini siano in coppia con un altro studente normodotato ed il supervisore decida di affidare un compito a tali studenti (dal fare un fotocopia a effettuare un prelievo di sangue o raccogliere un’anamnesi), il più delle volte quello incaricato sarà il normodotato, indipendentemente dal fatto che questi sia meno e volenteroso di darsi da fare o preparato rispetto al disabile. Quest’ultima è un’evenienza alquanto sgradevole a cui, tuttavia, ho assistito più volte, determinata dal fatto che, probabilmente, chi ha un handicap viene visto come impacciato e più a rischio di combinare danni oppure si teme, per qualche vago senso di “pietà” pessimamente messo in atto, che affidare un compito anche banale ad un disabile equivalga a sfruttarlo e farlo stancare. Ovviamente per fortuna non è sempre così, non in tutti i reparti e teste di medici regna questo odioso pregiudizio e non tutti gli internati sono organizzati così male.
Quello che consiglio è, tutte le volte che si deve iniziare un tirocinio, specie se particolarmente lungo ed importante, di andare qualche giorno prima a parlare con il tutor responsabile, spiegando a chiare lettere la propria condizione, i limiti che impone e come si pensa di ovviarli. Credo inoltre che sarebbe da evitare, qualora offerto, di accettare turni molto più brevi o un eccessivo alleggerimento del carico delle mansioni rispetto a quanto normalmente richiesto, poiché ciò risulterebbe meno formativo e si rischierebbe, in qualche modo, di sovrastimare il proprio handicap. Trascorrere molte ore in ospedale è pesante per tutti e mette a dura prova la resistenza fisica e psicologica di chiunque. E’ importante quindi “allenarsi” poco alla volta e, per quanto possibile, cercare sopportare nonostante la fatica, che per questa professione è da ritenersi pressochè “fisiologica”.

DOPO LA LAUREA - Dopo la tanto sognata festa con la corona d’alloro in testa, è tempo di ricominciare tutto da capo. Innanzitutto la scelta della specialità: come già detto, se messi nelle condizioni adatte per lavorare, le specializzazioni di laboratorio sono uno sbocco ideale, così come la radiodiagnostica, l’anatomia patologica e le cliniche tendenzialmente più “tranquille”, (dermatologia ed ematologia, per esempio). Sconsiglierei, a meno che non si nutra un amore viscerale verso queste specializzazioni, le chirurgie, anestesia e rianimazione e medicina d’urgenza, in quanto, per forza di cose, è necessario eseguire manovre non sempre agevoli per chi ha restrizioni sul piano motorio. Per quanto riguarda le altre cliniche, dipende molto, oltre che da interessi ed aspirazioni personali, anche dal tipo disabilità che una persona possiede: ad esempio, è chiaro che chi ha un handicap che inficia molto l’uso degli arti superiori è meglio che si astenga dalle specialità in cui si praticano esami invasivi (come gastroenterologia, dove è necessario saper seguire gastroscopie e colonscopie). Come ho già scritto prima, bisogna saper riconoscere in maniera chiara ed oggettiva quali siano i propri limiti e capire quali procedure possano essere svolte, quali assolutamente no e quali richiedano qualche strategia compensatoria o ausilio. Potrebbe essere utile, ad esempio, una volta che si avrà il proprio ambulatorio, acquistare un letto da visita elettronico regolabile in altezza, in modo che chi ha difficoltà a sollevare le braccia o è seduto sulla sedia a rotelle riesca a visitare agevolmente il paziente.
Da prendere in considerazione, infine, anche la carriera come medico di famiglia, ma tenendo conto che i medici di base sono tenuti alle visite domiciliari qualora il paziente sia intrasportabile. E’ fondamentale, quindi, chiarire sempre e con tutti gli assistiti la propria difficoltà nel caso di abitazioni con barriere architettoniche e corretto oltre che professionale, in caso di pazienti che necessitino di frequenti visite a domicilio e vivano in case difficili da raggiungere, indirizzarli eventualmente a un altro collega.

In conclusione, anche se questo percorso è disseminato di ostacoli e difficoltà tali da scoraggiare anche la persona più motivata, se svolta con professionalità, buon senso e tanta pazienza, la professione del medico può essere davvero una delle più belle al mondo. Solo lavorando con serietà ed intelligenza e dimostrando una forte dedizione verso le proprie mansioni, si riuscirà a convincere della propria competenza i colleghi ed i pazienti più diffidenti di fronte ad un medico con disabilità. E fidatevi, ne vale veramente la pena.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"

26 Gennaio 2016, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"

INSERITO DA MORENA MOTTA JESI - Un insegnante avrebbe sferrato un paio di schiaffi e un calcio a uno studente di 14 anni della prima classe, oltretutto affetto da problemi fisici, solo perchè l'alunno avrebbe pronunciato una banale frase interpretata dal prof come uno sfottò. L'increscioso episodio sarebbe successo lunedì, alla penultima ora, in una classe dell'Itis Marconi, istituto tecnico industriale fiore all'occhiello nell'insegnamento dell'elettronica, nell'elettrotecnica, dell'informatica e della meccanica.
Doveva essere un'ora buca per gli studenti, quel docente è stato mandato a sostituire la collega malata per non lasciare i ragazzi da soli, visto che mancava anche l'insegnante di sostegno. Appena entrato in aula, lo studente rivolto ai compagni avrebbe pronunciato una frase del tipo "ah ecco..." e poi il cognome del docente, quasi a sottolineare che quella mattina quel professore era toccato proprio a loro.
Un'esclamazione banale ma che nella sua semplicità avrebbe acceso una miccia facendo scattare le ire del prof. Il docente, che però non ha ancora avuto modo di dare la sua versione, ha forse interpretato male quell'espressione e scambiandola per uno sfottò nei suoi confronti o per una mancanza di rispetto, avrebbe perso le staffe tirando due schiaffi e un calcio al ragazzino, nonostante i suoi evidenti problemi fisici. Una reazione spropositata, di fronte a ventidue compagni. La cosa è arrivata alla coordinatrice di classe e sulla scrivania del dirigente scolastico Mario Crescimbeni, persona attenta ed estremamente scrupolosa. "Voglio vederci chiaro in questa storia - dichiara il preside amareggiato - sentirò personalmente il docente interessato, perché voglio capire cosa sia accaduto in classe quel lunedì mattina. Non sono mai stato uno che passa sopra alle cose, se ci sono delle responsabilità vanno assunte, specie da noi adulti. Solo con un quadro più chiaro potrò poi valutare come intervenire".
Ieri mattina è andato personalmente nella classe e ha voluto parlare con gli studenti. I ventidue ragazzi sono stati compatti nelle dichiarazioni: quel professore avrebbe perso le staffe alzando le mani sul loro compagno, solo per una battuta stupida. E' stata informata anche la famiglia dello studente. E adesso, l'iter dell'accertamento di eventuali responsabilità.

FONTE CORRIERE ADRIATICO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili

26 Gennaio 2016, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA p { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 10); line-height: 120%; text-align: left; }p.western { font-family: "Liberation Serif",serif; font-size: 12pt; }p.cjk { font-family: "SimSun"; font-size: 12pt; }p.ctl { font-family: "Lucida Sans"; font-size: 12pt; }a:link { } MONTESILVANO (PE) – Ultima settimana per presentare le domande per ottenere due importanti agevolazioni in favore dei disabili. Domenica 31 gennaio scade il termine per accedere al fondo relativo alla legge regionale sulla Vita Indipendente e per ottenere l’esenzione totale nel pagamento della Tari.

Per quanto riguarda la legge regionale sulla Vita indipendente, essa consente di ottenere un contributo compreso tra i 12.000 e i 18.000 euro, volto a garantire il diritto alla vita indipendente. Le persone diversamente abili tra i 18 e i 67 anni, con un’invalidità al 100% individueranno il loro assistente personale, anche nel nucleo familiare, che verrà regolarizzato con un rapporto di lavoro. Alla domanda, da presentare all’Azienda Speciale, andrà allegata la copia di un documento di riconoscimento e la certificazione di disabilità grave individuata dalle legge 104/92. A tali documenti bisogna aggiungere anche il modello Isee che potrà essere consegnato entro il 10 marzo.

Sempre il 31 gennaio scade anche il termine per ottenere l’esenzione totale del pagamento TARI, il tributo relativo alla raccolta dei rifiuti. L’esenzione è rivolta agli invalidi al 100%, con un reddito ISEE uguale o inferiore a 7.500 euro, per ciascun invalido presente nel nucleo familiare. Per presentare la richiesta, da recapitare a mano o per posta, all’Ufficio Protocollo del Comune, è necessario compilare la domanda, scaricabile sul sito, o anche farne una in carta semplice e allegare copia di un documento di identità, la documentazione attestante l’invalidità al 100% e la spettanza del servizio di accompagnamento e copia dell’ultimo ISEE. Anche in questo caso l’ISEE può essere presentato in un secondo momento.

«Si tratta – spiega l’assessore alle politiche per la disabilità, Fabio Vaccaro – di due importantissime occasioni capaci di dare un contributo concreto alle già complesse situazioni che le persone con disabilità grave e i loro familiari si trovano a vivere. Le spese che devono essere fronteggiate in casi di invalidità al 100% sono moltissime, quindi ottenere un contributo economico o ancora non dover sostenere i costi di alcune imposte è una boccata di ossigeno non indifferente. Invitiamo, dunque, i cittadini montesilvanesi che rientrano nei parametri richiesti, a non lasciarsi sfuggire queste occasioni».

FONTE L'OPINIONISTA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO UNIVERSITÀ TOR VERGATA PRESENTA PROGETTO "TEATRO INTEGRATO DELL'EMOZIONE"

26 Gennaio 2016, 08:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO UNIVERSITÀ TOR VERGATA PRESENTA PROGETTO "TEATRO INTEGRATO DELL'EMOZIONE"
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO UNIVERSITÀ TOR VERGATA PRESENTA PROGETTO "TEATRO INTEGRATO DELL'EMOZIONE"

INSERITO DA MORENA MOTTA Ricerca, formazione e terapia: il teatro incontra le disabilità mentali. All'Auditorium Parco della Musica sarà presentato al pubblico e alla stampa il progetto di ricerca Teatro terapia innovativa: ricerca e formazione sperimentale in "Teatro integrato dell'emozione", sostenuto dal Miur e promosso dall'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" nell'ambito delle iniziative "ZeroINdifferenza" per una Università sostenibile e inclusiva, in collaborazione con l'Associazione Teatro Patologico. Il progetto è dedicato alle persone con diverse abilità fisiche e psichiche. Nel corso della serata Dario D'Ambrosi e il suo Teatro Patologico porteranno in scena una particolare versione della "Medea" di Euripide, con protagonisti Almerica Schiavo nel ruolo di Medea e Mauro F. Cardinali nel ruolo di Giasone.

Dopo il grande successo di Londra, dove lo spettacolo ha debuttato vincendo il Wilton's Price come miglior rappresentazione straniera della stagione teatrale 2013, la "Medea" di D'Ambrosi è approdata al Teatro Argentina di Roma per volare poi a New York in un altro tempio della storia del teatro mondiale, il Cafè La Mama. Nelle vesti di madrina, Claudia Gerini, da molti anni impegnata con i "ragazzi difficili" del Teatro patologico, come anche altri noti attori e artisti che prenderanno parte alla serata.

Il progetto è particolarmente innovativo perché frutto dell'unione fra la trentennale esperienza "sul campo" sviluppata dall'Associazione Teatro Patologico e le attività di ricerca svolte in ambito neuropsichiatrico dall'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", e coordinate da Alberto Siracusano (Direttore Dipartimento di Medicina dei sistemi), con l'obiettivo di giungere ad una validazione scientifica formale di metodi innovativi di Teatro terapia (Teatro patologia) a vantaggio di soggetti con disabilità mentali di diverso grado.

Il primo step è rappresentato dal corso di formazione sperimentale, offerto dall'Associazione Teatro Patologico, che viene inaugurato questa sera e che avrà una durata di 6 mesi. Le finalità sono duplici: lo svolgimento di una attività di ricerca "sul campo", anche diretta alla preparazione di operatori esperti nel campo della riabilitazione neuropsichiatrica;la proposta di un percorso formativo sperimentale rivolto a giovani diplomati con disturbi mentali di diversa entità, che consenta ai partecipanti - attraverso un contesto protetto e rassicurante, nonché con l'ausilio di personale specializzato - di integrarsi nel mondo teatrale e, di qui, nella società, anche offrendo un supporto psicologico diretto ai familiari.

Un'équipe di ricerca coordinata dal professor Siracusano seguirà e supporterà le attività proposte ai 20 partecipanti, monitorando il percorso didattico-laboratoriale e predisponendo un'indagine approfondita, finalizzata alla elaborazione di protocolli terapeutici preliminari. Questa iniziativa risponde alle sfide di inclusione che "Tor Vergata" intende affrontare, in coerenza con la missione a favore della sostenibilità che si è recentemente data.

FONTE ITALPRESS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili

25 Gennaio 2016, 18:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Montesilvano, sociale: ultima settimana per le agevolazioni in favore dei disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA MONTESILVANO (PE) – Ultima settimana per presentare le domande per ottenere due importanti agevolazioni in favore dei disabili. Domenica 31 gennaio scade il termine per accedere al fondo relativo alla legge regionale sulla Vita Indipendente e per ottenere l’esenzione totale nel pagamento della Tari.

Per quanto riguarda la legge regionale sulla Vita indipendente, essa consente di ottenere un contributo compreso tra i 12.000 e i 18.000 euro, volto a garantire il diritto alla vita indipendente. Le persone diversamente abili tra i 18 e i 67 anni, con un’invalidità al 100% individueranno il loro assistente personale, anche nel nucleo familiare, che verrà regolarizzato con un rapporto di lavoro. Alla domanda, da presentare all’Azienda Speciale, andrà allegata la copia di un documento di riconoscimento e la certificazione di disabilità grave individuata dalle legge 104/92. A tali documenti bisogna aggiungere anche il modello Isee che potrà essere consegnato entro il 10 marzo.

Sempre il 31 gennaio scade anche il termine per ottenere l’esenzione totale del pagamento TARI, il tributo relativo alla raccolta dei rifiuti. L’esenzione è rivolta agli invalidi al 100%, con un reddito ISEE uguale o inferiore a 7.500 euro, per ciascun invalido presente nel nucleo familiare. Per presentare la richiesta, da recapitare a mano o per posta, all’Ufficio Protocollo del Comune, è necessario compilare la domanda, scaricabile sul sito, o anche farne una in carta semplice e allegare copia di un documento di identità, la documentazione attestante l’invalidità al 100% e la spettanza del servizio di accompagnamento e copia dell’ultimo ISEE. Anche in questo caso l’ISEE può essere presentato in un secondo momento.

«Si tratta – spiega l’assessore alle politiche per la disabilità, Fabio Vaccaro – di due importantissime occasioni capaci di dare un contributo concreto alle già complesse situazioni che le persone con disabilità grave e i loro familiari si trovano a vivere. Le spese che devono essere fronteggiate in casi di invalidità al 100% sono moltissime, quindi ottenere un contributo economico o ancora non dover sostenere i costi di alcune imposte è una boccata di ossigeno non indifferente. Invitiamo, dunque, i cittadini montesilvanesi che rientrano nei parametri richiesti, a non lasciarsi sfuggire queste occasioni».

FONTE L'OPINIONISTA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Siracusa. In sicurezza l’assistenza all’autonomia degli studenti disabili

25 Gennaio 2016, 15:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE  MARTINO  Siracusa. In sicurezza l’assistenza all’autonomia degli studenti disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE  MARTINO  Siracusa. In sicurezza l’assistenza all’autonomia degli studenti disabili

INSERITO DA ANGELA CECERE Evitato il rischio di dover interrompere, da lunedì prossimo, il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti disabili che frequentano gli istituti superiori della nostra provincia.
“Le famiglie e i loro ragazzi possono rimanere sereni”, rassicura il commissario del Libero Consorzi, Antonino Lutri.
“Nonostante le difficoltà in cui versa l’Ente – ha detto – siamo riusciti a reperire le risorse per offrire ancora un servizio importante in favore degli studenti diversamente abili”.
L’assistenza del Libero Consorzio Comunale è rivolta a circa 150 studenti disabili della Provincia , per assicurarla sono impegnate diciassette cooperative con i loro operatori, (Esperia 2000, Ivis, Mondo Nuovo, Acquarius, Futura di Palazzolo, Cras, Albero, Cpr, Aproda, Diversabili Padre Pio, Corallo, La Meta, Metum, Vita ed Labor, San Martino, Uic e ente nazionale sordi).
L’attività a favore degli studenti disabili favorisce l’integrazione scolastica dei ragazzi, un servizio a supporto dell’insegnante di sostegno.
Va detto che altri 25 studenti disabili usufruiranno anche del servizio di trasporto con personale specializzato dell’Ente e del Terzo Settore.
Il precedente contratto per favorire l’assistenza agli studenti diversamente abili era stato firmato il 27 ottobre scorso. Il servizio proseguirà ancora da lunedì, il Libero Consorzio Comunale ha garantito continuità all’assistenza, senza un giorno di sospensione del servizio

http://www.siracusaoggi.it/siracusa-in-sicurezza-lassistenza-allautonomia-degli-studenti-disabili/

25.01.2016 15.27

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