GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINOCrazy for football", nel 2018 i mondiali di calcio a 5 per persone con disagio mentale
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La competizione con l'obiettivo di mettere in evidenza la valenza terapeutica del gioco del calcio nell'ambito della riabilitazione psichica e della lotta ai pregiudizi. Testimonial l'attore Carlo Verdone: "Lo sport è una medicina per il cervello"

ROMA - Sono stati ufficializzati a Roma, nell'ambito di un convegno organizzato presso l'Istituto superiore di sanità, i Mondiali di calcio a 5 per persone con disagio mentale che si terranno in Italia nel 2018 con il patrocinio del Coni, della Federcalcio e del ministero della Salute. Nel corso dell'evento, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale Asl Rm 2 e dal Centro di ricerca universitario HE.R.A dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, medici psichiatri e allenatori tecnici che seguono i ragazzi della Nazionale si sono confrontati sull'importanza e la affetti da questo tipo di patologie. Testimonial del progetto è l'attore e regista Carlo Verdone.
"Per la salute mentale lo sport e' tutto- ha detto Verdone intervistato dall'Agenzia Dire- non e' infatti soltanto una questione di distrazione, libertà, leggerezza e condivisione, ma anche una grande medicina di ossigeno per il cervello". Verdone ha poi raccontato di avere pronto "un soggetto per un film sulla salute mentale- ha proseguito- che prima o poi vorrò mettere a punto e realizzare perché mi sembra molto interessante. La paura, però, e' sempre che il grande film 'Qualcuno volò sul nido del cuculo' di Miloš Forman aleggi sopra e quindi il timore e' quello di realizzare un prodotto molto molto inferiore. Prima o poi, però, voglio affrontare questo tema perché oggi fa parte oggi della società ed e' giusto che il pubblico si approcci anche con una commedia, perché no, a tematiche di questo tipo".
Anche l'attrice Ambra Angiolini ha voluto dare il suo sostegno a questo progetto, testimoniando come "queste occasioni che vedono coinvolte la società civile e i personaggi pubblici possono dare voce a realtà spesso guardate con enorme diffidenza ed essere una spinta a superare i pregiudizi e le etichette. Anche il teatro e' un luogo in cui le persone con queste difficoltà hanno modo di esprimersi liberamente, portando se stessi sul palco e creando momenti di profonda intimità e bellezza". Ambra ha poi detto all'Agenzia Dire che lo sport e' "una cura e aiuta a tener duro. Io ne pratico tantissimo, fin da piccolissima: basket, calcio, nuoto e ora in particolare l'arrampicata". Secondo l'attrice lo sport e' "terapeutico, rallenta la demenza senile e l'Alzheimer, ma va fatto in maniera sana e senza eccessi".
A condurre il dibattito e' stato il dottor Emanuele Caroppo, dirigente Psichiatra dell'Uoc Spdc presso l'ospedale Pertini di Roma e segretario Scientifico del seminario, che ha spiegato: "L'esperienza delle due edizioni 2015 e 2016 del progetto 'Rete!', realizzato da Figc in collaborazione con l'Università Cattolica e Sprar a favore della salute psico-fisica dei minori stranieri non accompagnati, insegna che attivando sinergie virtuose non soltanto si abbattono i costi di interventi attivi e di ricerca ma, quasi a costo zero, si migliora in modo importante la qualità della vita delle persone aumentandone la felicità e riducendone la vulnerabilità. E' auspicabile, quindi, una collaborazione sempre maggiore tra mondo dello sport, della ricerca, dei servizi di salute mentale, delle istituzioni e della società civile, perche' questa e' la strada maestra per affrontare il disagio psichico e combattere i pericolosi e sempre presenti pregiudizi. Raggiungiamo tutti insieme il gol dei Mondiali 2018".
Il calcio come sport d'inclusione, ha spiegato ancora durante l'incontro il professor Luigi Janiri, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, porta con se' un mondo "di regole, obiettivi comuni, ruoli da rispettare, responsabilità e condivisione che abbassano le resistenze dei soggetti che soffrono di disagi psichici e liberano un'emotività nuova e imprevedibile, rimettendo in discussione i rigidi assetti attraverso cui leggono la realtà e li rende più felici. I ragazzi coinvolti nel progetto della Nazionale e tutti i pazienti a cui e' stato proposto di praticare questo sport, infatti, hanno riportato una significativa riduzione dei ricoveri e dell'uso di farmaci".
In conclusione Ruggero, uno dei ragazzi della Nazionale, ha letto i ringraziamenti e l'augurio del presidente del Coni, Giovanni Malagò, per lo straordinario traguardo e l'esempio di volontà della squadra italiana che ha partecipato ai Campionati del mondo di Osaka: "Avete dimostrato che niente e' impossibile- si e' letto nel messaggio inviato da Malagò- per chi crede nella bellezza delle proprie ambizioni. Siete i campioni di una Nazionale che conferma come lo sport sia inclusione e aggregazione. 'Crazy for football' rappresenta gli ideali che promuoviamo ogni giorno attraverso lo sport. Facciamolo diventare uno slogan senza tempo- ha concluso- perché stupirete il mondo".
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