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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morta Caterina Morelli: rinunciò alle cure per far nascere il suo bambino. Era un medico, aveva 37 anni

13 Febbraio 2019, 11:56am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morta Caterina Morelli: rinunciò alle cure per far nascere il suo bambino. Era un medico, aveva 37 anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era il 2012 quando Caterina Morelli si è trovata davanti a una scelta terribile: abortire e cominciare le cure invasive per fermare il tumore che le era stato diagnosticato, oppure continuare la gravidanza.



Caterina scelse la via del coraggio. All'epoca trentunenne, di professione medico, partorì così il suo secondogenito Giacomo, rinunciando alla chemioterapia e affidandosi a cure compatibili con la maternità somministrate dall'Istituto europeo di oncologia di Milano. Dopo aver dato alla luce il suo bimbo, la mamma fiorentina si sottopose a interventi chirurgici per asportare il tumore e a cicli di chemioterapia che sembravano aver fermato la patologia. Ma nel 2016 le venne diagnosticato un altro tumore, più esteso e aggressivo. Negli ultimi mesi le sue condizioni si sono aggravate in maniera irreversibile, e la scorsa settimana Caterina è morta. Ma il suo esempio sopravvive.

Dal 2016 Caterina aveva cominciato a curarsi con importanti cicli di chemioterapia, mentre il suo fisico era sempre più debole. Sempre più spesso era costretta a muoversi con l'ausilio di una carrozzina. Ma il tumore non ha mai intaccato lo spirito di questa madre coraggio che diventa un punto di riferimento per le persone nella sua stessa condizione e per i suoi amici.
Anche nei momenti in cui la malattia la rendeva più debole, Carolina ha infatti aperto la porta di casa al prossimo. E parlato apertamente della propria malattia: «Non eravamo noi a sostenere Carolina, era Carolina a sostenere noi», raccontano gli amici. La donna partecipa così a raduni di preghiera e a gite con la Chiesa: è molto vicina ai frati della Santissima Annunziata.

A gennaio, quando dai medici capiscono che non c'è più nulla da fare, Caterina e il marito Jonata (che è sempre stato al suo fianco), decidono di anticipare la prima comunione di Gaia, la figlia più grande, perché la madre possa essere presente. Pochi giorni dopo la donna entra in coma. Dopo anni di lotta contro la malattia è morta alle 1.26 della notte tra giovedì e venerdì, a Firenze.
Sabato scorso i suoi funerali si sono celebrati proprio nella chiesa della Santissima Annunziata: erano in 200 a salutarla. «Ma il suo funerale sembrava una festa», hanno detto gli amici, proprio come avrebbe voluto Caterina. Fuori dalla chiesa un grande striscione: «Cate, sei volata nel cielo di Firenze per renderla più luminosa e bella». Con gli amici che, all'uscita della bara, hanno sparato addirittura i fuochi d'artificio.

di James Perugia Leggo.it

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Salvini chiama Mahmood dopo le critiche del post su Sanremo 2019: «Mi sono sentito in torto»

13 Febbraio 2019, 11:49am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Salvini chiama Mahmood dopo le critiche del post su Sanremo 2019: «Mi sono sentito in torto»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Se la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo 2019 fa ancora parecchio discutere, ci pensa Matteo Salvini a sedare gli animi degli italiani e chiamare direttamente il cantante dopo che il giovane è stato coinvolto in un’opera di strumentalizzazione socio-politica che ben poco ha a che fare con la musica. Al quotidiano La Stampa ha fatto sapere di averlo raggiunto telefonicamente per spiegare la propria posizione: “È un ragazzo italiano che suo malgrado è stato eletto a simbolo dell'integrazione, ma lui non si deve integrare, è nato a Milano. Lo hanno messo al centro di una storia che non gli appartiene”. “Che questo ragazzo, per il quale mi sono sentito in torto tanto da chiamarlo sia stato usato dalla sinistra, ci sta” ha aggiunto il vice-premier prima di puntare il dito contro la giuria d’onore.

LEGGO.IT

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Panettiere offre lavoro a 1.400 euro al mese: «Non trovo nessuno, i giovani non vogliono lavorare di notte»

13 Febbraio 2019, 11:26am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Panettiere offre lavoro a 1.400 euro al mese: «Non trovo nessuno, i giovani non vogliono lavorare di notte»

DI MICHELE PAPPACODA Il panettiere cerca un apprendista da 1.400 euro al mese, ma senza successo. L’ennesima storia di un imprenditore che offre lavoro ma che si vede davanti il muro della scarsa disponibilità dei giovani viene dal Veneto, precisamente da Reschigliano di Campodarsego, provincia di Padova: lo ha raccontato oggi il quotidiano Il Gazzettino. Lui si chiama Stefano Brigato e nisieme al cognato Guglielmo Peruzzo gestisce lo storico panificio del paese, rilevato 35 anni fa: da tempo sulla vetrina del suo negozio è esposto il cartello Cercasi apprendista panettiere, ma la ricerca è finora andata male. «Ci serve personale da assumere a tempo pieno, con contratto regolare, ma spesso è proprio questo il problema», ha detto Brigato: otto ore di lavoro al giorno, uno stipendio che arriva fino a 1.400 euro netti al mese, un ottimo stipendio considerando anche che in tanti settori si lavora di più per una retribuzione minore. Tanti i curriculum arrivati, colloqui e periodi di prova: ma la ricerca continua. «Condizione necessaria per svolgere la professione è il lavoro notturno, che viene retribuito con una maggiorazione del 50%». E qui forse nasce il problema: sempre meno giovani sono disposti ad affrontare i faticosi orari tipici di questo lavoro. «Si inizia alle 2 di notte e si stacca alle 9 di mattina ma rispetto a un tempo l’attività è meno faticosa. Le impastatrici automatiche, la lievitazione programmabile e i forni a gas computerizzati hanno alleggerito molto il peso della produzione». Ma nonostante ciò, i giovani la notte forse preferiscono dormire. «​La nostra associazione dovrebbe collaborare di più con le scuole alberghiere per attivare ad esempio corsi di panificazione - conclude il panettiere - Dobbiamo far capire ai giovani che questo mestiere resiste sempre alla crisi. Già perché, che sia una michetta o un ricercatissimo sfilatino farcito di olive, il pane sulla tavola non manca mai».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dialogo tra religioni e sfida Mediterraneo: Papa Francesco torna a Napoli

12 Febbraio 2019, 14:29pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dialogo tra religioni e sfida Mediterraneo: Papa Francesco torna a Napoli

 

INSERITO DA STAFF Bergoglio torna a Napoli. Il 21 giugno, Papa Francesco sarà ospite della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - in particolare della Sezione San Luigi che è affidata alla Compagnia di Gesù. A quattro anni dalla visita del 21 marzo 2015, il Pontefice atterrerà di nuovo sul territorio partenopeo per partecipare alla seconda giornata di incontri organizzati dalla facoltà sul tema: «La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo». Mezza giornata dedicata solo al convegno, poi il ritorno a Roma. Ed ecco il programma presentato ieri mattina in Curia dal cardinale Crescenzio Sepe con padre Pino Di Luccio, vice preside della sezione San Luigi della Facoltà, anima e motore di questa visita napoletana: «Quando l'ho invitato a partecipare al nostro convegno mi ha risposto subito: no - racconta sorridendo Di Luccio - ma guardandolo negli occhi avevo capito che non era poi così convinto». E infatti sarà qu. L'arrivo è previsto alle 9 quando l'elicottero del Vaticano atterrerà in un luogo ancora da definire. Non si esclude che possa essere proprio il campo di calcio dei gesuiti, all'interno della struttura di via Petrarca: si attende l'autorizzazione dell'Aeronautica che sta valutando le misure di sicurezza necessarie. Se così non fosse il Papa atterrerà altrove. Poi, a bordo di un'auto, raggiungerà la facoltà. Qui, ad attenderlo, ci saranno il cardinale Crescenzio Sepe; il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino; i gesuiti Arturo Sosa Abascal, preposito generale, il Papa nero, e Gianfranco Matarazzo, vice gran cancelliere e superiore provinciale; don Gaetano Castello, preside della facoltà teologica; i gesuiti Pino Di Luccio, vice preside, Domenico Marafioti, superiore della comunità, e Francesco Beneduce, rettore del Pontificio seminario campano.
di Maria Chiara Aulisio  IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Campania: vento forte e mare agitato, a mezzanotte scatta l'allerta meteo

12 Febbraio 2019, 14:25pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Campania: vento forte e mare agitato, a mezzanotte scatta l'allerta meteo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Protezione civile della Campania ha emanato un avviso di allerta meteo per vento e mare valevole dalla mezzanotte per l'intera giornata di domani su tutto il territorio regionale. Sono previsti, infatti, «Venti forti settentrionali con possibili raffiche». Il mare, lungo le coste esposte e, in particolare nelle zone di allerta 1, 3 e 6 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Piana Sede e Alto Cilento) si presenterà agitato«. La Protezione civile raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i possibili effetti dei fenomeni attesi e, in particolare, di controllare le strutture esposte alle sollecitazioni del vento e del mare. Non vi sono, invece, condizioni di rischio idrogeologico da precipitazioni piovose: il livello di allerta, per quanto riguarda piogge e temporali è Verde, ossia nullo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto Lorenzo Farinelli, il medico di Ancona: per lui si mobilitò il web raccogliendo 500mila euro

12 Febbraio 2019, 14:17pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto Lorenzo Farinelli, il medico di Ancona: per lui si mobilitò il web raccogliendo 500mila euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È morto in serata ad Ancona Lorenzo Farinelli, il medico 34enne affetto da Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B, che aveva commosso il web. Il suo appello sui social per raccogliere la somma necessaria ad andare in Usa per sottoporsi ad una terapia sperimentale con buone probabilità di successo era diventato virale e aveva permesso di raccogliere in pochi giorni la somma necessaria, 500 mila euro, e poi di superarla. «Non è finita finché non è finita. Non voglio morire» aveva detto. Per lui si era mobilitata tutta la città, ma anche vip che avevano rilanciato il suo appello ed erano giunte donazioni da tutte Italia sulla piattaforma gofundme.com. Lorenzo è morto a casa sua, in mattinata era stato dimesso dall'ospedale dopo che era stata interrotta la chemioterapia in preparazione del viaggio negli Usa.

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MOTORI E AUTO D'EPOCA BMW Serie 3, una storia di successo in 7 capitoli: dal debutto nel 1975 ogni evoluzione un punto di riferimento

12 Febbraio 2019, 14:06pm

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MOTORI E AUTO D'EPOCA BMW Serie 3, una storia di successo in 7 capitoli: dal debutto nel 1975 ogni evoluzione un punto di riferimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MONACO DI BAVIERA - Sigle come E21, E30, E36, sino ad arrivare all’ultima G20, probabilmente dicono poco o nulla ai meno appassionati. In realtà celano ogni singola generazione di Bmw Serie 3. Sette capitoli distinti, che hanno fatto la storia della Casa bavarese. Del resto si tratta dell’auto con il marchio dell’elica più venduta di sempre, potendo vantare ben 15.000.000 di esemplari venduti nel mondo. La prima, la E21 appunto, fu la sostituta della Serie 02. Una vettura che avrebbe potuto essere classificata sia come berlina che come coupé. Tre volumi a definire le linee, ma solo due porte a caratterizzare il corpo vettura. Una soluzione che determinò la prima proposta di Bmw Serie 3.
 

 

 

Sono gli anni ‘80 quelli che rappresentano il boom per il modello bavarese. E sono pure gli anni in cui le forme cominciano a dare segnali su altri fronti. Infatti, l’edizione E30, è la prima a presentare pure la berlina a quattro porte, così come la station wagon meglio nota come Touring e l’elegante versione cabrio. Non solo, ma la passione per il marchio di Monaco di Baviera aumenta le proprie quotazioni grazie alla variante preparata dal reparto M-Sport. Un reparto nato nel 1972. All’inizio, la Motorsport (questo il nome originale) non era che una piccola divisione che contava solamente otto componenti, compreso il fondatore, Jochen Neerpasch, un ex-pilota Bmw dalla grande esperienza in fatto di motori. Prima di arrivare alla seconda generazione di Bmw Serie 3, furono numerose le vetture a cui misero mano i tecnici del comparto sportivo. Anche perché la Motorsport si occupava principalmente dello sviluppo delle vetture da corse.

Ciò detto non toglie nulla al successo della E30 M3 che, sia in edizione stradale sia in quella da corse, riscosse un successo inatteso. Il celebre 4 cilindri in linea da 2,3 litri ha fatto sognare migliaia di appassionati. Anche perché consentì al pilota italiano Roberto Ravaglia di laurearsi campione del mondo turismo, mentre Winfried Vogt diventava campione europeo e Eric van de Poele campione tedesco. Ravaglia si aggiudicò poi il campionato europeo nel 1988, il DTM nel 1989 e il Campionato Italiano Turismo nel 1990.Gli anni Novanta sono segnati dalla versione E36. La Serie 3 si fa ancora più matura, confermando le varianti del modello precedente. Aggiungendo però la versione Compact, ossia una versione tronca della coupé. Per testare alcune nuove geometrie al retrotreno, venne realizzato nel 1986 un prototipo con carrozzeria roadster che montava il cosiddetto Z-link. Tale prototipo ebbe un tale successo che ne decisero la produzione in piccola serie: era la Z1. Alla Serie 3 E36 successe la E46. Dopodiché si è passati alla E90 e poi alla F30 (quella che ha dato i natili alla variante Gran Turismo). Sino ad arrivare all’ultima G20.  di Cesare Cappa

di Cesare Cappa LEGGO

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MOTORI E AUTO D'EPOCA GLE, l'ammiraglia che danza. Mercedes lancia la 4^ generazione, tanto lusso e dispositivi innovativi

12 Febbraio 2019, 13:54pm

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MOTORI E AUTO D'EPOCA GLE, l'ammiraglia che danza. Mercedes lancia la 4^ generazione, tanto lusso e dispositivi innovativi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SAN ANTONIO – Quando fu presentata nel 1997, si chiamava ML, era il primo Suv Mercedes e il primo ad essere prodotto negli Stati Uniti. Dal 2015 si chiama GLE ed è ora giunta alla quarta generazione dopo oltre 2 milioni di unità sfornate dallo stabilimento di Tuscaloosa, in Alabama, con il compito di continuare una storia a ruote alte della quale è la capostipite e che, insieme alle altre sorelle arrivate successivamente, oggi può dire di avere messo in fila ben 5 milioni di pezzi. La nuova GLE è basata sulla nuova piattaforma MHA (Modular High Architecture) e la sua scocca è un interessante cocktail che, oltre all’acciaio e all’alluminio, conta anche l’Organobleach, una nuova fibra plastica che si lavora come la lamiera ed è utilizzata per la traversa anteriore, più leggera del 30% e in grado di assorbire meglio l’energia degli urti.
 

 

La nuova GLE è lunga 4,92 metri e, come ogni Mercedes, ha un’aerodinamica da riferimento (cx di 0,29) frutto di uno stile che, oltre all’identità del marchio, tiene ben in conto la praticità di utilizzo. Grazie al passo allungato, l’abitabilità è migliorata e c’è la possibilità di avere anche la configurazione a 7 posti. I sedili della seconda fila possono scorrere per 10 cm ed essere abbattuti o anche risollevati elettricamente permettendo di modulare la volumetria del vano di carico da 630 fino a 2.055 litri. Tutto è realizzato contemperando stile, ergonomia e funzione con quella qualità di materiali ed esecuzione che è lecito attendersi da una Mercedes insieme – ovviamente – a grandi contenuti tecnologici.

La strumentazione è composta da due schermi allineati da 12,3 pollici racchiusi in un’unica cornice con l’aggiunta dell’head-up display più grande del mondo mentre il sistema MBUX utilizza l’intelligenza artificiale per ascoltare e rispondere sempre a tono offrendo anche la navigazione a realtà aumentata. La GLE permette di parlare in ogni momento anche con una persona “vera”, grazie all’assistente personale Concierge (gratis per 2 anni), e sa interagire con il guidatore in vari modi: sia a distanza, grazie allo smartphone, sia attraverso i wereable attraverso i quali percepisce gli stati d’animo o la stanchezza adattando automaticamente tutto quello che influisce sul comfort come la climatizzazione e l’illuminazione interna.
 

 

 

Ovviamente ai massimi livelli è la dotazione di sicurezza con alcune novità come la frenata autonoma che interviene quando si svolta a sinistra e sta sopraggiungendo un’altra auto dalla parte opposta, il sensore che segnala l’arrivo di un ciclista da dietro e l’assistente per il traffico in colonna che attende fino a 60 secondi per far ripartire da solo la vettura dopo una sosta. Ma gli effetti speciali più stupefacenti li fornisce il nuovo sistema di sospensioni elettro-idropneumatiche E-Body Active Control che regola in tempo reale i parametri di ogni ruota. La GLE si ammorbidisce se vede una buca e in curva piega come una moto fino a 3 gradi e, quando è il momento di affrontare il fuoristrada si solleva di 6 cm, ma non solo: muovendo semplici cursori a sfioramento si può regolare l’altezza di ogni ruota con la stessa facilita con la quale si alza il volume della radio e, se si rimane bloccati in mezzo al fango, alla sabbia o alla neve, la GLE balla e si agita come un ossessa fino a quando non si libera. E per finire: queste sospensioni sono anche in grado di trasformare ogni scuotimento in energia che va in una piccola batteria agli ioni di litio, pronta per alimentare tutti i dispositivi di bordo e il sistema mild-hybrid a 48 Volt del 3 litri a benzina da 367 cv, supportato da un motore elettrico da 16 kW e 250 Nm. Ci sono ovviamente anche i diesel: il 2 litri biturbo da 245 cv (6,1-6,4 l/100 km per 161-169 g/km di CO2) e il 6 cilindri 2.9 da 272 o 330 cv omologato Euro6d, dunque già pronto per le nuove normative del 2020. Tutti i propulsori sono sposati al già apprezzato cambio automatico a 9 rapporti e ad un nuovo sistema di trazione integrale. Se si prevede di affrontare anche il fuoristrada più impegnativo, si può avere il pacchetto Off-Road nel quale sono compresi ulteriori forme di assistenza da parte dell’elettronica e il riduttore.

La missione primaria della GLE sarà però quella del viaggio, una specialità che sa interpretare alla perfezione grazie ad un comfort principesco e ad un comportamento su strada preciso quanto naturale, anche senza le super sospensioni. È grazie a queste doti che il Suv tedesco, chilometro dopo chilometro, infonde un profondo senso di sicurezza. Il 4 cilindri a gasolio sarà il più gettonato e spinge la GLE senza problemi (225 km/h, 0-100 km/h in 7,2 s.), i 6 cilindri in linea hanno ovviamente una marcia in più, soprattutto per la loro souplesse. Questo è però solo l’inizio: arriveranno infatti altri motori e, molto presto, una versione ibrida plug-in da 306 cv il cui sistema è composto dal diesel 2 litri da 194 cv e da un motore elettrico da 90 kW che le permetterà di marciare ad emissioni zero per 50 km. Il listino prevede 3 allestimenti (Executive, Sport e Premium) e parte da 69.092 euro.

di Nicola Desiderio

di Nicola Desiderio IL MATTINO .IT

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE Al metrò di Medaglie d'Oro emettitrici biglietti fuori servizio

12 Febbraio 2019, 13:40pm

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE Al metrò di Medaglie d'Oro emettitrici biglietti fuori servizio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Metro Piazza Medaglie D’oro, 02/12/2018 ore 19,15. Queste le macchinette che emettono i biglietti- Unica alternativa una gentile signora della AMN che propone biglietti con sovrapprezzo ad 1,50. Come dire il danno e la beffa. IL MATTINO

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CASERTA NEWS Morto Dario, 17 anni: si svegliò dal coma e volle vedere Juventus-Napoli

12 Febbraio 2019, 13:39pm

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CASERTA NEWS Morto Dario, 17 anni: si svegliò dal coma e volle vedere Juventus-Napoli

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non ce l'ha fatta Dario, il giovanissimo tifoso azzurro, di appena 17 anni, che lo scorso 29 settembre, appena svegliatosi dal coma, chiese ai medici di fargli vedere la partita Juventus- Napoli. Il giovane, originario di Castelvoltuno, uno dei comuni del Casertano che si trovano nella cosidetta «terra dei fuochi», si è spento nell'ospedale Moscati di Avellino, dove era ricoverato, circondato dai suoi cari, per una grave malattia. I suoi familiari hanno rispettato il suo credo calcistico, che lo ha sostenuto in questi anni difficili durante i quali ha combattuto contro la malattia, ed hanno scelto di seppellirlo con la tuta della squadra del cuore. Anche il vice presidente del Napoli, Edoardo de Laurentiis, si apprende, che non ha mai fatto mancare il suo supporto, ha inviato un messaggio di cordoglio ai suoi parenti. I funerali di Dario si terranno a Caivano, in provincia di Napoli, città dov'è nata la madre. A celebrarli sarà il parroco antiroghi don Maurizio Patriciello. IL MATTINO.IT

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