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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Eruzione Stromboli, interrogazione parlamentare M5S: «Perché non fu annunciata?»

20 Luglio 2019, 10:30am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

«Il 3 luglio 2019 il vulcano Stromboli ha dato esito a un'eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli ed alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri. In occasione dell'esplosione purtroppo un escursionista è deceduto. Nonostante un costante monitoraggio geofisico e vulcanologico di Stromboli, non è stata data nessuna preallerta dell'esplosione, né dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (che, sotto la sovrintendenza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, gestisce le reti nazionali di monitoraggio per i fenomeni sismici e vulcanici), né da qualunque altra autorità istituzionale». Il senatore Franco Ortolani, in un’interrogazione parlamentare, sottoscritta da altri 17 senatori del Movimento, ha chiesto al presidente del Consiglio e ai ministeri competenti cosa non ha funzionato in occasione dell’eruzione del Vulcano Stromboli.
 


«Chiediamo se, dato l'attuale sistema di monitoraggio dell'attività vulcanica, la mancata preallerta sia stata dovuta ad un errore, ovvero ad un limite dello stesso sistema di monitoraggio tale per cui non sia oggettivamente possibile intervenire con congruo anticipo e le azioni che il governo intenda adottare per impedire che possano esservi altri morti dovuti ad eventi vulcanici e geologici imprevisti, come quello del 3 luglio 2019. Luglio e agosto sono mesi in cui le attività turistiche e balneari raggiungono valori elevati, con incremento di turisti sull'isola che possono accedere a visite guidate al vulcano, ragion per cui è importante accertare se vi siano elementi di criticità geofisica e vulcanologica che possano essere monitorati per consentire di pre-allertare la popolazione con congruo anticipo.

IL MATTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Noi speriamo che ce la caviamo da soli…”

20 Luglio 2019, 10:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

"Noi speriamo che ce la caviamo da soli...": corso di cucina dell'Associazione Aladino di Terni

DI MICHELE PAPPACODA Fare la spesa, cucinare, mangiare assieme attorno a un tavolo, oppure sul lungomare, partire per qualche giorno in montagna, o anche calcare il palco di un teatro: tanti momenti di vita quotidiana che ognuno ha il diritto di vivere. E sono le azioni che ormai da un anno, e sempre con maggiore consapevolezza, animano “Noi speriamo che ce la caviamo da soli…”, progetto voluto allo scopo di costruire percorsi di graduale autonomia per persone con disabilità intellettiva o fisica, coinvolgendo tredici Associazioni impegnate sul fronte della disabilità in dodici Regioni del nostro Paese.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Piano di Sorrento. Detenzione di droga: denunciati mamma e figlio

20 Luglio 2019, 10:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Piano di Sorrento. Detenzione di droga: denunciati mamma e figlio
 
 

Gli agenti del Commissariato di Sorrento hanno denunciato in stato di libertà una donna ed il figlio per detenzione di sostanza stupefacente. I poliziotti, intervenuti in Via Italia nel comune di Sant’Agnello, hanno controllato un box in fitto ad una donna originaria di Vico Equense. All'interno del garage i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato tre bilancini di precisione e sessantatré bustine contenenti marijuana, oltre ad un libro con annotazioni delle vendite. La 43enne e il figlio 17enne sono stati denunciati.

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CAPRI NEWS Anacapri. Nasconde droga nei pantaloni, 31enne arrestato

20 Luglio 2019, 10:17am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Anacapri. Nasconde droga nei pantaloni, 31enne arrestato
 
 

Anacapri. Nasconde droga nei pantaloni, 31enne arrestato dai carabinieri. I carabinieri della stazione di Anacapri hanno tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti Cristian Alberino, un 31enne del posto già noto alle forze dell’ordine per lo stesso reato. Il 31enne è stato sorpreso dai militari nel porto turistico di Marina Grande in possesso di 2 dosi di cocaina del peso complessivo di 4 grammi e di 52 grammi di marijuana. La droga era nascosta nei pantaloni. L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di celebrazione di giudizio con rito direttissimo.

PUNTOSTABIA

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Gragnano. Tenta di strangolare la moglie, arrestato 27enne

20 Luglio 2019, 10:13am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Gragnano. Tenta di strangolare la moglie, arrestato 27enne
 
 
Gragnano: tenta di strangolare la moglie, carabinieri arrestano 27enne. Marito e moglie, 27 e 23 anni, avevano litigato davanti ai loro bimbi per la gelosia di lui. Nell’impeto della rabbia il ragazzo ha afferrato la consorte e l’ha trascinata in bagno; ha chiuso la porta e le ha stretto le mani al collo mettendo in serio pericolo la vita della vittima. Per fortuna le urla della ragazza sono state avvertite dalla sorella, in quel momento nel proprio appartamento, che è corsa giù, è entrata in casa ed ha rotto la porta vetri del bagno. è riuscita a separare i 2 ed a salvare la sorella anche perché il marito ha mollato la presa dopo essere rimasto ferito dai vetri rotti. Lui a quel punto si è dileguato e stava lasciando il palazzo quando è stato fermato dai carabinieri, chiamati nel frattempo da uno dei piccoli della famiglia che dopo aver sentito le urla, anche se non sapeva cosa fosse successo, non ha avuto esitazioni ed chiamato il 112. I carabinieri hanno dunque bloccato il 27enne fuori casa dopo aver capito che era lui il violento in fuga dalle visibili ferite da taglio. lo hanno quindi condotto in caserma dove è stata anche raccolta la denuncia della vittima che, nonostante subisse violenze da 4 anni, non aveva mai denunciato. La ragazza è stata affidata ai medici dell’ospedale che l’hanno assistita per le escoriazioni e lo stato di ansia di cui era preda. l’arrestato, che risponderà di maltrattamenti in famiglia e lesioni, è stato tradotto in carcere.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO - Come andammo sulla Luna 50 anni fa: dietro Apollo 11 anni di studi e sacrifici

20 Luglio 2019, 10:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO - Come andammo sulla Luna 50 anni fa: dietro Apollo 11 anni di studi e sacrifici

inserito da Leone Buongiorno 


di Juanne Pili
Il 21 luglio di 50 anni fa due uomini camminarono per la prima volta nella Storia su un altro Mondo

Quel piccolo passo sulla regolite che copre la superficie lunare, che Neil Armstrong ha definito «un balzo gigante per l’umanità» sembra ormai lontano secoli. Invece da quel 21 luglio 1969 sono passati appena 50 anni.

Dopo di lui Buzz Aldrin, soprannominato Dottor rendezvous, per la sua conoscenza approfondita della tecnica che permetteva di raggiungere nello Spazio due veicoli lanciati separatamente.

Una tecnica fondamentale messa a punto dalla Nasa, senza la quale Michael Collins, rimasto ad attenderli sull’orbita lunare, non avrebbe potuto riportare i suoi compagni a casa.

La corsa allo Spazio
Sono questi tre colleghi, amici e persino vicini di casa durante il periodo delle missioni Apollo, i primi a piantare una bandiera americana sulla Luna.

Sì, perché tutti gli astronauti del progetto vennero fatti trasferire assieme alle famiglie in abitazioni vicine tra loro, vivendo insieme le glorie ma anche le tragedie che questo genere di avventure comporta.

Ma nel badge che simboleggia la missione Apollo 11 non compaiono i loro nomi, per sottolineare l’importanza dello sforzo compiuto da tecnici, scienziati e altri astronauti prima di loro, senza i quali avrebbero potuto fare ben poco.


Quando nel 1957 l’Unione sovietica lanciò nello spazio il primo satellite artificiale Sputnik 1 per gli americani fu un trauma. Solo tre anni dopo Jurij Gagarin sarà il primo uomo a viaggiare in orbita attorno alla Terra.

La superiorità sovietica nello Spazio aveva delle implicazioni terribili in piena Guerra fredda: degli oggetti inviati da una potenza nemica passavano indisturbati sopra gli Stati Uniti. Bisognava fare qualcosa. Fu così che il primo ottobre 1958 fu creata su richiesta del presidente Dwight Eisenhower l’Agenzia spaziale americana (Nasa).

Con l’aiuto di Wernher von Braun (uno dei tanti scienziati nazisti che si spartirono Stati Uniti  e Unione Sovietica dopo la Seconda guerra mondiale), si tentò di compensare la distanza tecnologica rispetto ai rivali, con i lanci dei primi satelliti Vanguard ed Explorer, mentre da tutta la nazione vennero selezionati piloti e ingegneri collaudatori per sperimentare i velivoli X-15: tra questi c’era anche Neil Armstrong e altri futuri astronauti.

Così dalla tecnologia nazista dei razzi V2, concepiti da von Braun e altri colleghi per bombardare a distanza le città nemiche – soprattutto Londra – si arrivò alle basi fondamentali per i voli spaziali. 

Con l’aereo ipersonico a propulsione X-15 Nasa e Usaf (Aeronautica militare americana) cominciarono a raggiungere i confini tra cielo e Spazio, sperimentando gli effetti sui piloti e addestrandoli per farli diventare i primi astronauti della Nasa e delle missioni che porteranno alcuni di loro sulla Luna, nel giro di appena 10 anni.


Finché si cercava di eguagliare i sovietici era praticamente impossibile raggiungerli. L’Agenzia spaziale malgrado i progressi acquisiti coi primi lanci delle missioni Mercury (dal 1958 al 1963) continuava a mangiare la polvere.

Bisognava spostare l’asticella della sfida fino a un punto in cui anche i sovietici avrebbero dovuto trovarsi al punto di partenza. Fu così che nel 1962 il presidente J. F. Kennedy pronunciò un discorso che spiazzò tutti, compresi i dirigenti della Nasa.


Kennedy si convinse che entro dieci anni dal momento in cui pronunciava il suo discorso, gli americani avrebbero portato un equipaggio sulla Luna, riportandolo sulla Terra sano e salvo. E da quel momento gli americani avrebbero fatto altre cose straordinarie, «non perché sono facili ma perché sono difficili».

Fino a quel discorso la Nasa era riuscita con le missioni Mercury a totalizzare qualche decina di minuti nello Spazio, ora il presidente sosteneva che avrebbero mandato astronauti sulla Luna entro la fine degli anni ’60.

Fu così che venne data una grossa spinta al progetto Gemini (dal 1961 al 1966), con cui vennero sperimentate permanenze più lunghe in orbita e diverse manovre che saranno fondamentali per le missioni Apollo. Contemporaneamente si cominciava a studiare la costruzione dei primi razzi Saturn V.

Saturn V: il razzo delle missioni Apollo
Il Saturn V è stato il razzo più potente mai costruito, concepito appositamente per il programma Apollo. Alto 111 metri e pesante 2,8 milioni di chilogrammi, venne costruito presso il Marshall Space Flight Center della Nasa nei suoi tre stadi principali.

In principio von Braun aveva concepito un razzo ancora più grande, compreso il modulo di allunaggio, mentre prevalse alla fine l’idea di dividere il mezzo in razzi intermedi.

Il primo stadio era costituito da cinque motori in grado di consumare fino a 13 tonnellate di cherosene e ossigeno liquido al secondo, avrebbe dato la spinta iniziale verso i confini dell’atmosfera fino a 70 chilometri di quota. A quel punto finito il carburante, veniva espulso e si accendevano i motori del secondo stadio.


Il terzo stadio trasportava il modulo lunare (Lem), quello di servizio che avrebbe riportato gli astronauti a casa e quello di comando: una capsula che sarebbe stata anche l’unico piccolissimo pezzo del Saturn V a far ritorno sulla Terra. In questo modo si poteva progressivamente accelerare riducendo man mano il peso, ottimizzando il carburante, costituito da combustibili liquidi che dovevano essere tenuti a bassissime temperature. 

Il Saturn V rischiò di far sospendere l’intero programma fin dalla prima missione, che di fatto non avvenne mai: quella dell’ Apollo 1. Durante un test nel modulo di comando gli astronauti Grissom, White e Chaffee morirono carbonizzati in pochi secondi a seguito di un incendio che divampò a causa di una scintilla, velocemente, visto che per farli respirare veniva immesso nell’abitacolo ossigeno puro. Un errore che non venne più commesso.

Il Saturn V venne lanciato per la prima volta completo di tutti i suoi stadi nel novembre 1967, con la missione non umana Apollo 4 (appena due anni prima di Apollo 11). Con l’ultimo test non umano dell’Apollo 6 venne studiato un altro problema che avrebbe potuto compromettere le missioni umane, uccidendo gli equipaggi: il cosiddetto “Effetto pogo”.

A causa di sbalzi nell’erogazione del propellente ai motori, poteva generarsi una oscillazione eccessiva del razzo. L’Effetto pogo venne poi risolto applicando degli appositi ammortizzatori meccanici. Per il resto nelle giunture tra uno stadio e l’altro erano presenti vari sensori e giroscopi in grado di tenere stabile il Saturn V, attraverso piccole correzioni di rotta.

Nell’ottobre 1968 con Apollo 7 ricominciano le missioni umane. L’equipaggio era formato da Eisele, Schirra e Cunningham. Sperimenteranno in orbita terrestre le operazioni di rendezvous e docking del Lem, ovvero il suo aggancio al modulo di comando.

Nel dicembre dello stesso anno avvenne un’altra tappa fondamentale: la missione Apollo 8 infatti è stata il primo viaggio nello Spazio profondo da parte di un equipaggio, raggiungendo la Luna. 

Gli astronauti a bordo Borman, Lovell e Anders non poterono scendere sulla superficie, ma scattarono una foto destinata a diventare storica: quella della Terra che sorge oltre l’orizzonte lunare.


Le ragioni di tutte queste tappe intermedie, nonostante la fretta di superare i sovietici, stava anche nel fatto che dopo la tragedia di Apollo 1 si doveva testare ogni tappa del viaggio, raccogliendo più informazioni possibili su altri eventuali imprevisti.

Per questo le missioni intermedie Apollo 9 e 10 dovettero limitarsi a testare il Lem, rispettivamente in volo nell’orbita terrestre e in quella lunare. In quest’ultimo caso venne ridotto il combustibile agli astronauti, prevenendo che all’ultimo momento decidessero di disobbedire agli ordini tentando l’allunaggio.

Il Saturn V raggiunse nuovamente la Luna nelle sei missioni successive, da Apollo 11 al 17. Fatta eccezione per Apollo 13 che ebbe un incidente durante il viaggio, tutte vennero condotte con successo.

Nessuna fu uguale all’altra, ogni volta vennero apportate modifiche e aggiunti elementi, come l’introduzione del rover, con cui gli astronauti poterono ampliare le loro esplorazioni. Dopo Apollo 17 il programma venne sospeso per mancanza di badget, nonostante fossero previste altre tre missioni.

Gli ultimi Saturn V vennero impiegati per il lancio della prima Stazione spaziale americana Skylab (1973) e nella missione congiunta coi sovietici Apollo-Soyuz (1975).


Il viaggio di andata
Il 16 luglio 1969 Armstrong, Aldrin e Collins partirono col Saturn V dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, dando il via alla missione Apollo 11. Dopo essersi separata dai primi due stadi la missione entra in orbita.

Nelle prime ore del 17 luglio il modulo di comando e quello di servizio – che servirà per compiere il resto del viaggio – ruotano in modo da poter agganciare ed estrarre il Lem, che si trova alla base del terzo stadio. Tutto è pronto per dare una nuova spinta dei motori verso la Luna.

Il 20 luglio Apollo 11 entra nell’orbita lunare. In quattro giorni venne coperta la distanza di 393.417 chilometri. A questo punto Armstrong e Aldrin si trasferiscono nel modulo lunare, mentre Collins resterà ad attenderli in orbita.


Sono le 19:44 in Italia quando il Lem comincia la sua discesa verso la superficie lunare. Per diversi momenti dalla Terra si teme il peggio. Armstrong che pilota il mezzo vede passare sotto di lui punti geografici in largo anticipo rispetto al previsto, indice del fatto che si stanno muovendo troppo velocemente.

A un certo punto dal display del computer di bordo compaiono dei codici di errore che fortunatamente vengono decodificati in pochi secondi dal controllo missione: si trattava di un sovraccarico di dati: fu sufficiente riavviarlo per non avere più problemi.

Il tempo stringe e il carburante sta per finire. Armstrong vede sotto di sé fino all’ultimo un terreno aspro non adatto all’allunaggio, finché finalmente trova un punto ideale. Sotto le gambe del Lem ci sono dei cavi che quando entrano a contatto con la superficie danno il segnale per spegnere i motori.

Per questo motivo a un certo punto Aldrin comunica al Controllo missione «luci di contatto», ma i motori non vengono ancora spenti, cosa che si temeva avrebbe potuto causare una esplosione. Per fortuna tutto andò per il meglio.


OPEN/Vincenzo Monaco/Apollo 11: il viaggio verso la Luna 
1. Lancio dalla rampa 39A
2. Separazione del primo stadio
3. Separazione del secondo stadio
4. Il terzo stadio entra in orbita
5. Il modulo di comando ruota di 180° per effettuare il docking col Lem
6. Separazione del Lem
7. Allunaggio
Il viaggio di ritorno
Armstrong battezza il sito dell’allunaggio «Base della tranquillità». In Italia sono le 22:17, i giornalisti Tito Stagno e Ruggero Orlando polemizzano sul momento esatto in cui il Lem «ha toccato».

Dopo essersi riposati per sei ore, gli astronauti sono pronti a uscire dal Lem nelle prime ore del 21 luglio. Il primo come noto sarà Armstrong in qualità di comandante della missione, pronunciando, quando tocca per la prima volta il suolo, la storica frase:

«Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigante per l’umanità».

Forse non tutti sanno che le immagini più iconiche del “primo uomo sulla Luna” non sono di Armstrong ma del secondo a mettervi piede, Aldrin. Di Armstrong abbiamo solo una foto di spalle.

Dopo aver piantato la bandiera americana e raccolto alcuni campioni gli astronauti tornano a bordo del Lem, dove devono fare i conti con la regolite che aderisce per elettrostatica alle tute. Si teme soprattutto che un brusco contatto con l’ossigeno la renda infiammabile.


Così Armstrong e Aldrin fanno entrare l’ossigeno nel loro abitacolo con molta prudenza, constatando che non vi fosse pericolo. Purtroppo però li attendeva ancora una brutta sorpresa. La levetta che doveva innescare la reazione che avrebbe spinto la parte superiore del Lem nello Spazio si era rotta.

Aldrin porta ancora con se nei convegni la penna che salvò la vita a lui e al suo collega. Con essa infatti riuscirono ad azionare il meccanismo per avviare la propulsione del Lem, che si separò dalla base. In realtà ogni procedura della missione aveva più di un “piano B”.

Nel caso non avesse funzionato il comando, Armstrong avrebbe ricevuto istruzioni per attivarlo scendendo dal Lem e maneggiando da fuori alcuni sistemi. Ma non sapremo mai se quel piano di riserva avrebbe funzionato.

Tornati in orbita attorno alla Luna gli astronauti si riagganciarono al modulo di comando dove li attendeva Collins. Questa manovra non avveniva per la prima volta, fu affinata – come abbiamo già visto – durante le missioni Apollo 7, 9 e 10, solo quella precedente però venne sperimentata in orbita lunare.


OPEN/Vincenzo Monaco/Apollo 11: Il ritorno verso la Terra
1. Allunaggio nella «Base della tranquillità»
2. L’ultima parte del Lem si separa dalla base
3. Docking tra quel che resta del Lem e il modulo di comando
4. Armostrong e Aldrin si riuniscono a Collins. Il Lem viene sganciato
5. Si riaccendono i motori e si parte verso la Terra
6. Vengono effettuate alcune correzioni di rotta
7. Il modulo di comando si separa da quello di servizio
8. L’atmosfera frena la caduta della capsula
9. Si aprono i paracadute
10. Ammaraggio nell’Oceano Pacifico
 

fonte Open 

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare di Stabia. A Marina di Stabia sequestrato yacht da 1 milione di euro intestato a società bulgara

20 Luglio 2019, 10:09am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Castellammare di Stabia. A Marina di Stabia sequestrato yacht da 1 milione di euro intestato a società bulgara
 
 
E' stato sequestrato questa mattina a Marina di Stabia, presso Castellammare di Stabia (Na), uno yacht di oltre 18 metri legalmente di proprieta' di una societa' bulgara ma che secondo la Guardia di Finanza locale sarebbe in realta' di uno dei 23 indagati coinvolti nell'operazione "Black spirit", attuata pochi giorni fa. I fermati, secondo quanto hanno fatto sapere i militari, avrebbero fatto parte di un sodalizio criminale dedito al traffico di alcolici, contro di loro era stato disposto un maxi sequestro del valore di 80 milioni di euro. All'elenco dei beni sequestrati pero' risultava mancate una imbarcazione di lusso simile allo yacht sequestrato oggi.
PUNTOSTABIA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Sora Calcio : Stefano Berardi “torna a casa”

20 Luglio 2019, 10:04am

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Conferenza stampa oggi pomeriggio al Tomei. Al termine della presentazione della nuova società, l'ufficialità dell'ingaggio dell'esperto difensore sorano.

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In una sala gremita di tifosi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova dirigenza dell’ASD Sora Calcio 1907. Presenti il presidente Avvocato Giovanni Palma, il vicepresidente Gianluca Parente, il direttore sportivo Marco Squillante e l’allenatore Ezio Castellucci, oltre al nuovo responsabile marketing e media Augusto D’Ambrogio. Il primo a prendere la parola è stato il neo vicepresidente, il sorano Gianluca Parente: «Ringrazio tutti di essere presenti, oltre alle istituzioni che ci stanno vicino e credono fortemente in questo nuovo progetto. Sia il sindaco, sia il delegato allo sport avevano avuto degli incontri con Leonardo Lilla e il suo gruppo di imprenditori, ma hanno preferito il nostro progetto semplicemente perché cerchiamo e vogliamo fare qualcosa di importante a lungo termine. Innanzitutto vogliamo ricreare un clima di fiducia. Ringrazio il presidente, con cui condivido questo nuovo progetto. Io sono doppiamente contento, essendo sorano e tifoso da sempre di questa maglia bianconera. La soranità non è solo essere residenti a Sora, ma qualcosa che ci accomuna e questa squadra la teniamo a cuore». La parola, poi, passa al neo presidente Giovanni Palma: «Qualcuno si chiederà perché ho fatto questa scelta di venire a fare calcio a Sora. Essenzialmente questa scelta è legata a un rapporto di amicizia che mi lega a Gianluca Parente da diversi anni. Con lui ho dei rapporti di lavoro e circa un mese fa mi ha proposto questa idea, partita da una battuta, ma poi concretizzatasi quando sono venuto a Sora, una città molto bella e tranquilla. Ho trovato un’amministrazione comunale molto vicina alle esigenze che ho manifestato e quindi, pur provenendo da esperienze in categorie superiori, quest’anno ho deciso di abbandonare il professionismo per fare un progetto tutto mio qui a Sora. Ho scelto un mister che per me è un sinonimo di garanzia, una persona che ha sempre fatto il professionista. Con lui adesso stiamo lavorando per allestire una squadra che dia soddisfazioni alla piazza, sottolineando che il Sora sarà sempre dei sorani e penso che le fortune della squadra saranno legate a come e quanto la piazza saprà sostenere questa nuova società. Dopo il mister ho affidato il ruolo di direttore sportivo a Marco Squillante, una persona che conosco da diversi anni e che ritengo seria e valida». L’intervento successivo è quello di mister Ezio Castellucci, che ritorna a sedere sulla panchina bianconera dopo le esperienze in serie C nella seconda metà degli anni novanta e quella in serie D del 2012-13: «Sono felice di essere qui, in questa sala c’è anche una foto di me a sedici anni con la maglia del Sora. Sono contento di essere tornato e spero di finire la carriera qui. Ringrazio il presidente a cui posso garantire la professionalità e la passione, oltre al fatto di conoscere questa città che ha una cultura calcistica eccellente. Non basta vincere le partite, ma bisognerà anche giocare bene. Chiederò alla mia squadra di giocare al massimo, cercando di creare un forte senso di appartenenza che questa città merita dopo le sofferenze passate. Inoltre, voglio ringraziare anche Antonio Tersigni, l’allenatore che mi ha preceduto e che ha riportato il Sora nel massimo campionato regionale». Per ultimo il neo direttore sportivo Marco Squillante: «Anche io voglio ringraziare il presidente Palma e il vicepresidente Parente per avermi conferito questo incarico in questo club storico. Siamo partiti un po’ in ritardo, ma stiamo lavorando. Abbiamo confermato tutti i ragazzi che volevano restare e ora cercheremo di fare una squadra importante per una piazza che merita palcoscenici migliori. I giocatori che verranno, lo posso garantire, saranno all’altezza e sceglieremo i profili giusti, senza avere fretta». Nello staff tecnico confermati il preparatore atletico Luca Lupi e il preparatore dei portieri Piergiorgio Greco. Medico sociale il dottor Ivano Orlandi. La preparazione inizierà lunedì 29 luglio presso lo stadio Giuseppe Panico di via Trecce. A chiusura della conferenza è arrivata l’ufficialità dell’ingaggio del difensore Stefano Berardi, ex Insieme Ausonia, sorano doc, che torna a vestire il bianconero per la quarta stagione dopo quelle dal 2011 al 2014 e quella 2014-15, tutte in serie D. Beniamino Cobellis Ufficio Stampa ASD Sora Calcio 1907

SORA24 

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CIOCIARIA NEWS SORA – Rissa al centro commerciale, otto arresti

20 Luglio 2019, 09:53am

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SORA – Rissa al centro commerciale, otto arresti

La ricostruzione della vicenda da parte dei Militari dell'Arma. Come riportato nel comunicato emesso dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone: «Nel primo pomeriggio di oggi, giungevano al centralino del Commissariato di P.S. di Sora ed alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri, diverse telefonate da parte di alcune commesse del centro commerciale “La Selva” di Sora, rappresentando l’urgenza d’intervento poiché era in corso una violenta rissa nella quale erano coinvolti anche alcuni rom. Sul posto convergevano immediatamente 4 pattuglie, 2 della polizia (commissariato e polizia stradale) e 2 dei carabinieri, i cui operatori intervenivano energicamente, adoperando non poca fatica per sedare la rissa che era stata segnalata, verosimilmente scaturita per futili motivi, tra alcuni rom che si aggiravano tra i negozi ed una guardia giurata della metropol in servizio antitaccheggio al centro commerciale, sostenuta da alcuni familiari nel frattempo sopraggiunti per dargli manforte. Nonostante 2 carabinieri e 2 agenti della polizia abbiano riportato lievi lesioni, le forze dell’ordine intervenute congiuntamente riuscivano a sedare la rissa e ripristinare l’ordine all’interno del centro commerciale. L’intervento si concludeva con l’arresto in flagranza di reato di 5 rom (2 uomini e 3 donne) tutti maggiorenni residenti a Sora, dell’agente della metropol e di 2 suoi familiari, tutti residenti a Sora. Gli otto arrestati, così come disposto dal Pubblico Ministero di Cassino, dottoressa D’Orefice, venivano collocati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo fissato per la giornata di domani».

SORA24

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Non paga 800 euro di droga: giovane di Concordia preso a pugni dal pusher

20 Luglio 2019, 09:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Non paga 800 euro di droga: giovane di Concordia preso a pugni dal pusher

CONCORDIA – Non paga 800 euro di droga: giovane di Concordia preso a pugni dal pusher. Lo spacciatore, un 19enne di Carpi, si è presentato sotto casa del ragazzo a Concordia assieme a dei complici per reclamare il debito.

Il concordiese, infatti, aveva acquistato a credito diverse quantità di fumo e di marijuana, ma passate ormai diverse settimane non aveva mai pagato lo spacciatore. Ha provato a chiedere i soldi per telefono, più volte, aveva anche contattao il padre del debitore, ma non riuscendoci il 19enne è passato dalle parole ai fatti. Si è messo d’accordo con un gruppo di amici ed è arrivato a Concordia da Carpi, ha raggiunto il ragazzo che gli doveva dei soldi e lo ha preso a pugni.

Tutto è avvenuto sotto gli occhi di un passante che ha subito chiamato i Carabinieri. Il 19enne è stato denunciato per tentata estorsione, lesioni personali e cessione di stupefacente.

SULPANARONET

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