Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Grave incidente a Roccasecca Scalo nella tarda mattinata di oggi. Due le vetture coinvolte nello scontro, una Golf, sulla quale viaggiavano due persone, e una Punto condotta da una ragazza. L’impatto si è verificato all’incrocio tra via Piave, il lungo rettilineo che dal semaforo sulla Casilina conduce fino alla stazione ferroviaria di Roccasecca, e via Adige. Ad avere la peggio è stata la giovane alla guida dell’utilitaria italiana: la sua vettura si è ribaltata su un lato e per lei è stato necessario il trasporto in eliambulanza in una struttura più attrezzata. Le cause del sinistro sono al vaglio dei Carabinieri della locale stazione, intervenuti sul posto con i sanitari, il personale medico del 118 ed i Vigili del Fuoco di Cassino. SORA24
Pur trattandosi di uno dei più efficaci e produttivi ministri del governo uscente rischia la contestazione.Il ministro dell’ambiente sarà ad Albanella sabato prossimo alle 16,30 in piazza.Insieme con lui ci saranno alcuni dei discussi e contestati personaggi del movimento 5 stelle presi di mira dalla gente per la loro inefficacia e il loro immobilismo e per il loro comportamento molto dubbioso. l ministro dell’ambiente Sergio Costa si distingue anche per le leggi che ha fatto approvare e l’attività molto proficua.
inserito da Alessia Chianese Forse per risparmiare qualche euro, imarinai di uno yacht di 75 metri ormeggiato alla fonda a Portofino, hanno scaricato di nascosto la spazzatura di bordo su una banchina del porto della vicina Santa Margherita Ligure ma sono stati scoperti e multati.
Pensavano difarla franca scaricando al mattino i sacchi neri della spazzaturada un barchino tender in piazzale Cagni e allontanandosi verso lo yacht ormeggiato a Portofino ha spiegato oggi il Comune di Santa Margherita in una nota, ma grazie alla segnalazione di un cittadino che ha assistito alla scena e grazie alle telecamere di sorveglianza gli agenti della Polizia Locale con la Capitaneria di Porto e i vigili di Portofino, li hanno individuati e sanzionati con una multa di 200 euro.
I due marinai, in servizio sullo yacht di un armatore straniero, hanno subito saldato la multa. L'equipaggio di questo yacht si era già reso protagonista di un fatto analogo qualche tempo addietro sulla banchina di Portofino spiegano i vigili urbani.
Il Comune di Capri approda sui social network. E’ attiva da qualche ora, come da Delibera di Giunta Municipale n. 128/2019, la pagina facebook istituzionale della Città di Capri all’indirizzohttps://www.facebook.com/cittacapri/
Questo il messaggio di benvenuto che compare: “Benvenuti nella pagina ufficiale della Città di Capri. Questa pagina fornisce utili informazioni sull’attività dell’Ente e su iniziative, servizi ed eventi dedicati a chi vive, lavora a Capri o la visita”.
inserito da Alessia Chianese Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha appena annunciato che aprirà un'inchiesta conoscitiva sul decesso di Andrea Zamperoni, il 33enne chef lodigiano trovato morto a New York avvolto in una coperta in un ostello del Queen's vicino a casa sua. «Si tratta - come spiega Chiaro - di un atto dovuto. Attendiamo poi anche di capire quale è stato l'esatto motivo della morte. Il fascicolo verrà aperto oggi».
«È comprensibile che i genitori vogliano assolutamente sapere come siano andati esattamente i fatti».Lo ha spiegato il sindaco di Casalpusterlengo (Lodi), Elia Delmiglio, dopo aver incontrato i genitori di Andrea Zamperoni, lo chef trovato morto a New York. Il primo cittadino ha anche deciso che proclamerà il lutto cittadino nella giornata in cui si terranno i funerali del giovane. Il sindaco è da poco andato a fare visita alla famiglia, impietrita dal dolore, nella frazione di Zorlesco, e uscendo dalla villetta di famiglia ha spiegato che «l'amministrazione comunale ha portato tutta la propria vicinanza interpretando anche la volontà dei cittadini. Per noi è un grande dolore».
«Per me mio nipote si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato».Così si è espresso Renato Dosi, zio di Andrea Zamperoni, lo chef di Cipriani Dolci trovato morto in un ostello a New York. Un amico del giovane, poi, ha raccontato: «L'ho visto l'ultima volta quando è tornato in Italia. Lo diceva che era un pò stanco del lavoro, ma lui non ha mai fatto pesare queste cose».
inserito da Alessia Chianese Pochi giorni dopo la tragica e prematura scomparsa diNadia Toffa,Maurizio Costanzosi è scagliato contro gli haters della conduttrice de Le Iene. “Purtroppo il web ha consentito agli imbecilli di esprimere pubblicamente la loro opinione - scrive il marito di Maria De Filippi nella sua rubrica su Chi - Hanno creduto che sulla malattia bluffasse, che volesse lucrarci”. Il giornalista si è sentito in dovere di intervenire e dire la sua sulla triste vicenda anche perché era legato alla Toffa da un affetto sincero. “Io che ho conosciuto Nadia molto bene, posso affermare che era una donna che aveva una voglia di vivere, di farcela, pazzesca” ha continuato sulle pagine del settimanale. Infine, la reprimenda: “Le persone che hanno scritto quelle volgarità si devono solo vergognare”.
„Si tratta di una donna bionda, con diversi tatuaggi sul braccio destro, che va in giro con i capelli raccolti ed una borsa a tracolla molto grande dove nasconde la refurtiva“
Entra nei negozi per rubare capi di abbigliamento. E’ caccia, a Cava de’ Tirreni, alla ladra che è stata individuata grazie alle telecamere di un noto esercizio commerciale. L'identikit Si tratta di una donna bionda, con diversi tatuaggi sul braccio destro che va in giro con i capelli raccolti ed una borsa a tracolla molto grande dove nasconde la refurtiva. Lei, con molta tranquillità, entra nei negozi, finge di curiosare tra la merce esposta, e attendere che i clienti distraggano le commesse a lavoro per rubare e poi fuggire. L’ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi, con una commerciante che ha denunciato l’accaduto sia sul web che alle forze dell’ordine.
inserito da Alessia Chianese Le strade deserte, le curve che si insinuano su per il fianco delle colline. Poi, d’improvviso, le macerie. Chi oggi percorre la Salaria e decide di inerpicarsi verso l’interno, versoArquata del Tronto, non potrà fare a meno di incontrare questo spettacolo prima o poi. E così appaiono le Sae, soluzioni abitative di emergenza, ora residenze per centinaia di persone che tre anni fa hanno perso la loro casa. Per chi non conosce questo territorio i vari borghi Sae, piccole periferie sparse intorno alle macerie dei paesi che furono, sembrano deserti silenziosi. Finché un gatto rosso non attraversa la strada di corsa, a testimonianza che vita c’è. E così ci si rende conto che i vari borghi sono ancora vivi. Scoraggiati, forse, ma vivi.
La popolazione in questi luoghi si è dimezzata. In molti sarebbero voluti rimanere, altri non hanno potuto invece fare altro: «Tanti sono andati via perché non avevano altro modo, e la costruzione delle casette di emergenza ha avuto tempi abbastanza lunghi» raccontaFederica Angelucci, la cui famiglia ha un ristorante aTrisungo, frazione diArquata del Tronto. Anche la clientela del ristorante è cambiata: «Durante l’emergenza venivano in molti a mangiare qui, poi subito dopo sono cominciate ad arrivare le persone che passavano per dare una mano, magari per spendere dei soldi qui dopo il sisma. Ora la clientela sta tornando ad essere meno che prima del sisma». In una delle sale del locale, è esposta una mappa dell’Italia, con tutte le targhette delle compagnie dei Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio in zona. «Era cominciato per gioco con i pompieri di Bologna, e poi abbiamo continuato», racconta la27ennesecondo cui, a tre anni dal sisma la situazione rimane ancora complicata. «Se prima eravamo già messi in disparte perché non eravamo di Amatrice, adesso sembra come ci stessero tutti mettendo nel dimenticatoio». E ad oggi, nonostante la determinazione nel voler far ripartire un intero territorio, c’è solo un concetto: «Quello che viene, viene».
La rassegnazione. C’è stato il tempo del dolore, della paura, della rabbia, della voglia di darsi da fare. Perfino il periodo del timore è passato sulle teste e sulle vite delle popolazioni colpite dalterremoto del centro Italia. Ora, a tre anni di distanza, una nuova sensazione passa su molti di coloro che hanno cercato di non abbandonare le loro città e i loro paesi. Unarassegnazioneche forse è anche più evidente sui volti di quegli stessi terremotati che oggi si sentono terremotati di serie B:Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e tutte le loro diverse frazioni, abbandonate e quasi messe nel dimenticatoio dall’Italia. Amatrice è la città-simbolo del sisma del 2016, anche per i suoi 239 morti, ma altre città marchigiane hanno subito più danni rispetto ai vicini laziali. E per questo in molti si sentono su un piano inferiore rispetto ai vicini. «Le luci ora si riaccenderanno per poche ore. Poi torneremo nel buio per un altro anno». Don Nazzareno Gasperi, ilparroco di Arquata, non usa mezzi termini per rappresentare vividamente la situazione che i suoi parrocchiani vivono. «Quando sono arrivato qui, nel 2017, sentivo la disperazione della popolazione di Arquata: il dolore per la perdita di persone care, che si sente ancora di più nelle piccole comunità come la nostra, unita allo choc di aver perso la propria casa ha distrutto le vite e gli animi della zona», racconta. Secondo Don Nazzareno dall’anno scorso poco è cambiato: «Tutto si era fermato e tutto è ancora fermo: qui dobbiamo ancora togliere le macerie. Quando ho sollecitato, mi hanno risposto “Adesso lo faremo, che fretta c’è?”». E la conferma della percezione: «Noi non ci sentiamo terremotati di serie B, noi lo siamo: pensi che l’anno scorso è venuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo all’ultimo momento, e in teoria si sarebbe dovuto fermare solo ad Accumoli e ad Amatrice». Secondo il parroco di Arquata del Tronto, proprio la cittadina laziale è riuscita ad avere un maggiore impatto mediatico e per questo «Quando si parla del sisma del centro Italia si parla del terremoto di Amatrice, e per questo loro sono più avanti di noi» nel riprendere la vita quotidiana: «Le macerie le debbono levare anche lì, e la ricostruzione è ferma così come è qui da noi, ma almeno loro hanno il polo commerciale e dei ristoranti, che attraggono un sacco di gente».
Per quanto riguarda il futuro, per tutti regna l’incertezza.Don Nazzarenofa fatica a capire come sarà il domani diArquata: «Sicuramente ci sarà un futuro, ma ancora non si sa come saranno ricostruiti questi borghi. Io immagino una comunità compatta e allargata, pur sapendo consapevolmente che le cose qui non torneranno mai com’erano prima. Alcuni poi non torneranno più: chi ha figli in età scolare che magari si sono trasferiti ad Ascoli o sulla riviera difficilmente torneranno qui». Le necessità principali? «La casa. La tua casa: le Sae non saranno mai una vera casa. Qui c’erano tutte case grandi, con orti, aie e spazi verdi. Ci mancano i nostri spazi», sospiraDon Nazzareno. Anche la concezione del futuro stesso in queste zone è cambiata: «Avendo vissuto un evento come questo- racconta Federica -sai che tutto può finire in un momento. Devi cercare di vivere al meglio la giornata, sperando che la gente torni qui».
E mentre le diverse frazioni vengono smembrate nei vari villaggi Sae, cercando di ricostruire una parvenza di vita normale accanto alla via Salaria, il segno del sisma rimane anche nei cuori e negli occhi di chi ha vissuto una vita in queste zone: «Pretare e tutte quelle zone vicino Arquata- racconta una signora anziana ad Acquasanta Terme -erano i luoghi di villeggiatura estivi. Io sono cresciuta lì, ma dopo il terremoto non sono più tornata. Troppo dolore».
FINALE EMILIA E SOLIERA – Spaccata al bar di Soliera, e a Finale un delinquente è stato sorpreso all’isola ecologica. Anche ladri e malviventi di vario genere sembra siano andati in ferie, ma cominciano a tornare, ed ecco che ricominciano le notizie sugli atti criminali nella Bassa.
ASolierai ladri hanno preso di mira il bar Piro di via Limidi. Sono entrati, l’altra notte, sfondando la porta di ingresso forse con un tombino o un grosso masso, e sono riusciti ad arraffare tutti i soldi che c’erano in cassa e diverse stecche di sigarette. Un bottino da circa mille euro. Indagano i Carabinieri. L’ipotesi che sia stato usato un tombino richiama un altro fatto di cronaca avvenuto a Formigine. Quii Carabinieri hanno arrestato un calabrese 24enne, domiciliato a Spilamberto, per un furto compiuto pochi minuti prima ai danni di un esercizio commerciale a Formigine. Il giovane, mediante l’utilizzo di un tombino stradale, aveva infranto la vetrata del negozio da cui aveva asportato alcuni generi alimentari. I militari, che già conoscevano il ragazzo per averlo arrestato per episodi analoghi, lo hanno intercettato mentre a bordo della sua bicicletta stava ritornando verso Spilamberto, il confronto con le immagini di videosorveglianza ha sciolto ogni dubbio sulla sua responsabilità nel furto commesso.
AFinale Emiliainvece è stato colto sul fatto, grazie all’allarme dato dai residenti, un 40enne che stava portando via il rame da alcuni elettrodomestici che si trovavano nell’isola ecologica. I Carabinieri lo hanno denunciato.
Carlo Delle Piane è mortoa Roma all'età di 83 anni. A dare notizia della morte dell'attore è la moglie, Anna Crispino. L'attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio conPupi Avati.
Carlo Delle Piane, proprio recitando con Pupi Avati, era entrato nell'immaginario collettivo grazie al film Regalo di Natale dove interpretava l'avvocato Santelia; nel film, che racconta di una lunga partita a poker tra amici proprio la notte di Natale, recita anche Diego Abatantuono. Una straordinaria interpretazione quella di Delle Piane che gli valse anche la Coppa Volpi alla mostra del Cinema di Venezia del 1986. Fu un film che segnò una svolta per la carriera di entrambi, sia per Abatantuono che trovò una nuova carriera dopo gli esordi legati alla comicità, sia per Delle Piane che grazie a quel film fu conosciuto anche dal grandissimo pubblico.
Ancora provato dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l'amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno allamostra del cinema di Pesaro. 110 film all'attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati,Delle Pianeaveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. «Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all'ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca», raccontava.
Un film dietro l'altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, «uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così». Suo attore di riferimento Buster Keaton: «Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre». Infine perCarlo Delle Pianela terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell'essere toccato, stava nel lavoro: «Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte».