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SEZ. VARIE NEWS S. Pio da Pietrelcina SACERDOTE O.F.M. CAP. (1887-1968) Festeggiato Il 23 Settembre

23 Settembre 2019, 10:48am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

S. Pio da Pietrelcina

DI MICHELE PAPPACODA Intorno alla sua figura si sono versati molti fiumi di inchiostro. Un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri : si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. “Farò più rumore da morto che da vivo”, aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento; fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a S. Francesco d'Assisi. Il padre Grazio Maria, nato nel 1860, e la madre Maria Giuseppa De Nunzio, nata nel 1859, erano poveri contadini sposati da sei anni ed avevano già avuto tre figli, di cui due già morti, alla nascita di Francesco. Il 27 settembre 1899 riceve la Comunione e la Cresima dall'allora arcivescovo di Benevento Donato Maria dell'Olio. Il desiderio di diventare sacerdote si manifestò molto presto e fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra Camillo da S. Elia a Pianisi, che periodicamente passava per Pietrelcina a raccogliere offerte. Le pratiche per l'entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Francesco aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo. Solo nell'autunno del 1902 arrivò l'assenso. Francesco raccontò di aver avuto una visione, il 1° gennaio del 1903 dopo la Comunione, che gli confermava e chiariva la sua vocazione alla continua lotta con satana. La notte del 5 gennaio, l'ultima che passava con la sua famiglia, disse di aver avuto un'altra visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano e lo assicuravano della loro predilezione. La mattina del 6 gennaio, dopo aver assistito alla messa nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina, accompagnato dal suo maestro Angelo Caccavo e dal sacerdote don Nicola Caruso, Francesco venne ricevuto al noviziato dei Cappuccini della provincia religiosa di Foggia, a Morcone (Benevento). Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, Francesco vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò fra Pio. Concluso l'anno del noviziato, fra Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità ed obbedienza) il 22 gennaio del 1904. Tre giorni dopo si recò a S. Elia a Pianisi per intraprendere gli studi ginnasiali. Il 27 gennaio 1907 emise la professione dei voti solenni. Seguì studi classici e di filosofia e nel novembre del 1908 raggiunse Montefusco, dove proseguì i suoi studi di teologia. Il 18 luglio del 1909, ricevette l'ordine del diaconato, nel noviziato di Morcone. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento, da mons. Paolo Schinosi; nell'immagine ricordo della sua prima messa aveva scritto “Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d'amore, con Te io sia per il mondo Via,Verità e Vita e per Te sacerdote santo, vittima perfetta”. I primi anni di sacerdozio sono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandano più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli è più congeniale. Padre Pio è malato assai gravemente ai polmoni. I medici gli danno poco da vivere. Come se non bastasse, alla malattia si vanno ad aggiungere le terribili vessazioni a cui il demonio lo sottopone, che non lasciano mai in pace il povero frate, torturato nel corpo e nello spirito. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a S. Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell'Italia, cominciano ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorre anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio. Il 20 settembre 1918 riceve le stigmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti, per ben cinquant'anni. Padre Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali deve sottostare a infamanti ispezioni canoniche; si dichiara “figlio dell'obbedienza” e sopporta tutto con serafica pazienza. Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale. La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. A Lei, nel maggio 1956, dedica la Casa Sollievo della Sofferenza, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con più di 70.000 ricoveri l'anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo. Negli anni '40, per combattere con l'arma della preghiera la tremenda realtà della seconda guerra mondiale, Padre Pio diede avvio ai Gruppi di Preghiera, una delle realtà ecclesiali più diffuse attualmente nel mondo, con oltre duecentomila devoti sparsi in tutta la terra. Con la Casa Sollievo della Sofferenza essi costituiscono la sua eredità spirituale, il segno di una vita tutta dedicata alla preghiera e contrassegnata da una devozione ardente alla Vergine. Da Lei il frate si sentiva protetto nella sua lotta quotidiana col demonio, il “cosaccio” come lo chiamava, e per ben due volte la Vergine lo guarisce miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. In quest'ultimo caso i medici lo avevano dato proprio per spacciato quando, dopo l'arrivo della Madonna pellegrina di Fatima a San Giovanni Rotondo, il 6 agosto 1959, Padre Pio fu risanato improvvisamente, tra lo stupore e la gioia dei suoi devoti. “Esiste una scorciatoia per il Paradiso?”, gli fu domandato una volta. “Sì”, lui rispose,“è la Madonna”. “Essa-diceva il frate di Pietrelcina - è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni”. Esortava sempre i suoi figli spirituali a pregare il Rosario e ad imitare la Madonna nelle sue virtù quotidiane quali l'umiltà, la pazienza, il silenzio, la purezza, la carità. “Vorrei avere una voce così forte - diceva - per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna”. Lui stesso aveva sempre la corona del rosario in mano; lo recitava incessantemente, per intero, soprattutto nelle ore notturne. “Questa preghiera - diceva Padre Pio - è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l'esplosione della nostra carità”. Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare.Recitate sempre il Rosario”. Tra i segni miracolosi del santo frate ci sono, oltre alle stigmate, il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone. Padre Pio muore, all'età di 81 anni, il 23 settembre 1968; ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d'Italia. Il 20 marzo 1983iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile; fu beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato, il 16 giugno 2002, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005). Il vostro servitore, che ha preparato questa composizione agiografica, ha conosciuto Padre Pio (a l'occasione di una visita fatta a S. Giovanni Rotondo col Seminario Arcivescovile di Napoli) e messo fuori dalla sacrestia, dallo stesso Padre Pio, insieme ad un altro seminarista, divenuto poi prete (Don Luigi Graziuso), per aver scattato due foto di nascosto (la pellicola, stranamente, risultò nera). Nella chiesa del citato amico, fine 1998, si impresse indelebilmente, su un pezzo di marmo di Carrara, di uno dei pilastri della parte destra della navata centrale, l'effigie di Padre Pio, tuttora visibile. Per la cronaca : ci fu il prelievo e sequestro del marmo in questione, da parte della Curia, e restituito dopo diversi mesi di accurati controlli per verificare, come era il caso, che non ci fossero artifizi. (gpm)

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 23.09.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

23 Settembre 2019, 10:40am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

S. Pio da Pietrelcina

A CURA DI MICHELE PAPPACODA S. Pio da Pietrelcina sacerdote O.F.M. Cap. (1887-1968)S. Lino Papa (2°) e martire († 76)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 8,16-18. In quel tempo, Gesù disse alla folla: « Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere ».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Piano anti-barriere edifici e spazi pubblici accessibili a tutti

23 Settembre 2019, 10:32am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Piano anti-barriere edifici e spazi pubblici accessibili a tutti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SAN CANZIAN. L’amministrazione comunale di San Canzian d’Isonzo presenterà questa sera, alle 20, nella sala al piano terra della Casa delle associazione a Pieris, il Peba, cioè il Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Si tratta dello strumento che consente di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici e degli spazi pubblici per tutti i cittadini. Il Comune di San Canzian l’ha predisposto con i propri uffici, definendo le priorità di intervento per le quali poter chiedere dei fondi dedicati all’abbattimento delle barriere architettoniche, presenti ad esempio lungo gli spazi per i pedoni in via Risiera San Sabba a San Canzian. Il piano, in base alla normativa, deve infatti poter individuare anche le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere presenti e fare la stima dei costi: i Peba non sono solo uno strumento di monitoraggio, ma appunto anche di pianificazione e coordinamento sugli interventi per l’accessibilità, perché comportano una previsione del tipo di soluzione da apportare per ciascuna barriera rilevata, i relativi costi, la priorità di intervento. Introdotti nel 1986, con l’articolo 32 della legge numero 41, e integrati con l’articolo 24 della legge 104 del 1992, che ne ha esteso l’ambito agli spazi urbani, i Peba sono lo strumento individuato dalla normativa italiana per monitorare e superare le barriere architettoniche insistenti sul territorio. All’incontro di questa sera l’amministrazione ha quindi invitato anche le associazioni che operano nel sociale. (La. Bl.) Il Piccolo di Trieste del 18.09.2019

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COSTIERA AMALFITANA NEWS DENUNCIATOIN STATO DI EBBREZZA UN 24ENNE IN COSTIERA AMALFITANA

23 Settembre 2019, 10:19am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

COSTIERA AMALFITANA NEWS DENUNCIATOIN STATO DI EBBREZZA UN 24ENNE IN COSTIERA AMALFITANA

di Michele Pappacoda Nel fine settimana in costiera amalfitana i carabinieri di Amalfi in un posto di blocco hanno fermato un 24enne originario di Napoli che a seguito del alccol test nella notte del 20 settembre e sto trovato con un tasso alcolemico molto elevato inutili le giustificazioni per lui una salata sanzione amministrativa con sospensione della patente. Complessivamente nel weekend i carabinieri hanno identificato 250 persone e controllato 180 veicoli 20 contravvenzioni e segnalati tre ragazzi perchè in possesso di piccole dosi di stupefacenti.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PONTECAGNANO, 4 PERSONE COINVOLTE IN GRAVE INCIDENTE TRA 2 VETTURE

23 Settembre 2019, 08:22am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Un grave incidente tra 2 vetture ha coinvolto 4 persone a Pontecagnano. Un ferito in gravi condizioni, sul luogo le ambulanze del Vopi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Grave incidente nella serata a Pontecagnano Faiano. Nei pressi dell’Isola Verde, in via lago Trasimeno, c’è stato infatti un violento incidente tra 2 vetture che ha coinvolto 4 persone. Sul posto sono arrivate per prime le ambulanze del Vopi, una medicalizzata di tipo B e una Saut. Successivamente sono intervenuti anche Croce Verde di Battipaglia, Humanitas, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Tra i feriti, un adulto di età ancora sconosciuta risulterebbe essere in gravi condizioni dopo essere stato trasportato al San Leonardo, dove si trova ora in prognosi riservata. La Croce Verde ha invece trasportato una donna, sempre all’Ospedale di Salerno. Ancora poco chiare le dinamiche dell’incidente, seguiranno aggiornamenti. DI DOMINGO PALMA ZEROTTONOVE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Maltempo, a Roma pioggia e vento in mattinata: danni e alberi caduti

23 Settembre 2019, 08:14am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Maltempo, a Roma pioggia e vento in mattinata: danni e alberi caduti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Finisce l'estate, inizia l'autunno e subito Roma deve fare i conti con i danni del maltempo. Già dall'alba di questa mattina, la Capitale è stata colpita da temporali e forti raffiche di vento, che hanno causato allagamenti e la caduta di rami e alberi, soprattutto nel quadrante Nord della città. 

Sono circa cento gli interventi effettuati delle pattuglie della polizia locale, dalle 5 del mattino, per messa in sicurezza di aree, chiusure strade e ausilio a pompieri e protezione civile nelle aree colpite da intense raffiche di vento e forti piogge registrate in nottata e in mattinata. Al momento non risultano feriti, ma alcuni veicoli danneggiati dalla caduta di rami e alberi. Particolarmente colpito il quadrante nord: Casale Lumbroso,via Flaminia, via Salaria e la zona di Settebagni. Tra le principali strade consolari di Roma, quelle più colpite risultano essere la Flaminia, la Salaria e l'Aurelia, dove ci sono stati diversi allagamenti e la caduta di alcuni rami di alberi. La via Tiberina, invece, è stata chiusa nel tratto compreso tra il km 2 e il km 8 per liberare la carreggiata da alcuni alberi caduti. Diversi i danni, ma fortunatamente senza feriti. In via precauzionale, poi, i vigili del fuoco sono intervenuti per rimuovere un albero pericolante in via Cheren, nei pressi di via Nomentana, nel quartiere africano.

LEGGO.IT

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SEZ. RICETTE Pretzel, cosa sono e come si fanno

23 Settembre 2019, 08:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Pretzel, cosa sono e come si fanno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Doodle di oggi invita gli utenti a conoscere uno degli alimenti più apprezzati al mondo: i Pretzel o Brezel. Non tutti sanno di cosa si tratta, ne' hanno avuto la fortuna di assaggiarli: sono un tipo di pane a forma di anello con le estremità a intreccio, vengono dalla Germania e hanno origini centenarie. In occasione dell'inizio dell'Oktoberfest a Monaco di Baviera - durante il quale di Pretzel se ne mangiano in abbondanza - Google ha deciso di dedicargli un doodle. Pretzel, la storia Su come nacquero i Pretzel, c'è ancora tanta confusione. Alcuni dicono che la loro ricetta fu inventata in un monastero francese. Secondo questa versione il loro nome verrebbe dal latino medievale bracellus, che significava braccialetto, o da bracchiola, braccine (a indicare i due bracci del pretzel), che rappresenterebbero le braccia di un monaco in preghiera. Altri dicono che la loro origine sia italiana. Il loro impasto, nel quale non ci sono nè latte nè uova ma solo farina di grano tenero, malto, lievito di birra, acqua e bicarbonato di sodio, li rese certamente famosi durante la Quaresima e i digiuni previsti dalla religione cattolica. Pretzel, gli ingredienti Gli ingredienti necessari per 8 Pretzel sono: Farina 00 400 g Acqua tiepida 215 ml Burro a temperatura ambiente 50 g Sale fino 12 g Bicarbonato 30 g Pretzel, la ricetta Mettete sul tavolo la farina a fontana, poi versate il lievito sciolto in acqua. Dopo aver mescolato, aggiungete sale e burro. Continuate a mescolare fino a che il composto non diventerà uniforme e liscio. A questo punto lasciate lievitare per un'ora. Fate le porzioni: stendete l'impasto in filoni da circa 40/50 cm, ripiegate le estremità verso il centro e intrecciatele. Ripetete lo stesso procedimento un'altra volta, di modo che i pretzel siano bene intrecciati. Poi lasciate riposare in frigo per un'ora. Infine bollite un litro di acqua, versateci del bicarbonato e mettete i vostri pretzel dentro. Scolateli, spargete sopra il sale grosso e infornate per 20 minuti a 220°C.

di Michela Poi LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Pisa, rom vende le figlie per le nozze dopo averle picchiate: primo arresto per codice rosso

23 Settembre 2019, 07:53am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Rom vende le figlie per le nozze dopo averle picchiate: primo arresto per codice rosso

DI MICHELE PAPPACODA Un uomo, bosniaco di etnia rom, è stato arrestato dalla polizia di Pisa in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché avrebbe picchiato, maltrattato e segregato le due figlie fidanzate con uomini diversi dai cugini da lui prescelti e a cui le aveva già vendute in cambio di denaro. Per il reato di induzione al matrimonio, introdotto dal cosiddetto Codice Rosso, si tratta - è stato spiegato dagli inquirenti - della prima ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita in Italia.

L'uomo, da quanto spiegato, è accusato di reiterate violenze, lesioni, segregazioni nei confronti delle due figlie, una delle quali da poco maggiorenne. Le violenze, che risalirebbero sin dalla minore età per una delle due, non si sarebbero limitate a calci, pugni e pratiche umilianti, come quella del taglio dei capelli, ma spesso consistevano in veri propri periodi di segregazione nelle roulotte, dove le ragazze venivano cibate a pane e acqua. Le punizioni inflitte dal padre non sarebbero state solo finalizzate nel riprendere piccole mancanze in ambito familiare, ma servivano soprattutto a impedire alle due ragazze di frequentare i loro fidanzati, diversi da quelli che il padre aveva prescelto per loro, ovvero due cugini del campo, con le famiglie dei quali aveva già intavolato una trattativa, chiedendo e ottenendo denaro in cambio dell'assenso al matrimonio con le figlie. Ulteriori dettagli sull'inchiesta saranno forniti durante la conferenza stampa prevista oggi alle 10 alla Procura della Repubblica di Pisa.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nuoro, bimbo di 2 anni figlio di vegani ricoverato in ospedale per denutrizione: è grave. «È magrissimo»

23 Settembre 2019, 07:48am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Bimbo di 2 anni figlio di una coppia vegana ricoverato in ospedale per denutrizione: è grave. «È magrissimo»

DI MICHELE PAPPACODA Un bambino di nemmeno due anni, figlio di una coppia vegana, è ricoverato all'ospedale San Francesco di Nuoro per un avanzato stato di denutrizione. Le sue condizioni sono gravi ma non è in pericolo di vita. La notizia anticipata dal quotidiano l'Unione Sarda è stata confermata all'ANSA dalla dirigenza sanitaria della Assl del capoluogo barbaricino. Il piccolo era arrivato all'ospedale nuorese nei giorni scorsi in gravi condizioni: debole, magrissimo, svogliato. Immediate le analisi ematologiche per capire se ci fosse qualche malattia o batterio. Niente del tutto ciò, gli esami lo hanno escluso. La diagnosi è solo una: denutrizione. Ora il piccolo è ricoverato nel reparto di Pediatria dell'ospedale e dopo essere stato sottoposto alle prime cure non è in pericolo di vita.

 «Ci occupiamo delle problematiche alimentari che riguardano i bambini con grande attenzione, - ha detto all'ANSA la direttrice dell'Assl nuorese Grazia Catina - Le strutture dell'Assl assicurano la presa in cura con approccio specialistico che si avvale di collaborazioni multidisciplinari e multiprofessionali, per tutelare e promuovere la salute dei bambini e delle loro famiglie».

Impossibile cercare di saperne di più sullo stato di salute del piccolo, se dovuto ad una particolare dieta poco ricca di proteine fondamentali nell'età dello sviluppo o se dietro al suo stato ci possa essere anche un fattore genetico. Al momento il bambino è curato giorno e notte e al suo fianco ci sono i genitori. Le sue condizioni, dopo le cure dei medici della Pediatria sarebbero leggermente migliorate. I professionisti appena le condizioni del bambino lo consentiranno, contano di impostare un piano alimentare congruo allo sviluppo del minore, che coinvolgerà i genitori.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SALERNO, DONNA DI 225 CHILI PARTORISCE ALLA 34ESIMA SETTIMANA

23 Settembre 2019, 07:18am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Vero e proprio miracolo all’Ospedale di Salerno. Una donna di 225 chilogrammi ha partorito alla 34esima settimana nonostante condizioni critiche

salerno, ospedale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Parto record all’ospedale di Salerno. Una donna di 225 chili ha dato alla luce una splendida bambina alla 34sima settimana. È il risultato di un intervento compiuto dai medici del Ruggi. La 35enne Filomena Ianniello, residente a San Valentino Torio, era giunta al presidio ospedaliero di via San Leonardo con uno scompenso cardiaco e una gestosi, in condizioni critiche.

La gravidanza però ha avuto esito positivo grazie all’operazione effettuata dalle equipe coordinate da Mario Polichetti, reggente dell’unità di gravidanza a rischio di Salerno dopo il pensionamento di Raffaele Petta, e Francesco Marino, responsabile facente funzioni del reparto di ginecologia ospedaliera del Ruggi. Adesso la paziente sta seguendo un regime alimentare che l’ha portata a raggiungere il peso di 162 chilogrammi.

“Sono grata ai medici dell’ospedale di Salerno. Hanno strappato alla morte me e mia figlia. Io e mio marito, Angelo Migliaro, gli saremo sempre riconoscenti per aver ricevuto in dono la nostra Antonia Maria Rosaria, nata due settimane fa” ha dichiarato la neo-mamma.

DOMINGO PALMA ZEROTTONOVE

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