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SEZ. POLITICA PONTECAGNANO, CHE FINE HA FATTO VIA MAZZINI? SE LO CHIEDE SINISTRA ITALIANA

26 Novembre 2019, 08:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Sinistra Italiana nelle ultime ore ha posto numerosi quesiti all’Amministrazione Comunale di Pontecagnano Faiano circa le condizioni di via Mazzini

Via Mazzini Pontecagnano

“Che fine ha fatto via Giuseppe Mazzini?” Ecco la domanda che Sinistra Italiana pone all’Amministrazione del Comune di Pontecagnano Faiano. Da diversi mesi, la suddetta strada pare aver perso completamente la propria identità. Nonostante sia censita nell’elenco delle strade comunali come da delibera del CC del 13 luglio 2018 e confermata dalla delibera di giunta n°13 del 14 febbraio 2019, continua ad essere chiusa da un cancello che ne ricorda i costanti lavori in corso. Inoltre non ha neanche più la segnaletica con su scritto il proprio nome. Ecco che il Gruppo politico Sinistra Italiana di Pontecagnano Faiano si è posto una serie di quesiti e ha rivolto all’Amministrazione Lanzara circa le condizioni della suddetta via e dalla quale si aspetta tutte le risposte. Qui di seguito le domande: Quale è motivo per cui via Mazzini sia stata interdetta totalmente al passaggio dei cittadini e se esiste una ordinanza sindacale che prescrive la chiusura della stessa? Per quale motivo è stata rimossa la segnaletica che indica il nome della strada e quando sarà ripristinata? Quando l’intero percorso di via Mazzini sarà ripristinato e reso di nuovo disponibile al transito dei pedoni e dei veicoli senza alcuna barriera? È possibile attraversare l’area di un cantiere per accedere ai box auto pertinenziali? Dove è l’esatta collocazione del cancello di chiusura dell’accesso ai box auto pertinenziali così come previsto dalla licenza edilizia? Quando l’intera area soprasuolo dei box auto sarà resa disponibile all’uso pubblico così come previsto dalla convenzione firmata tra proprietari e Comune? Sussistono violazioni dell’articolo 7 della suddetta convezione, visti i ritardi della disponibilità della suddetta area e la totale chiusura della stessa?

DI SERAFINA DI LASCIO ZEROTTONOVE

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI MARCO MENGONI, SORRIDENTE ED INSTANCABILE TRA LE LUCI DELLA NOTTE DI EBOLI

26 Novembre 2019, 08:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Marco Mengoni e la seconda parte del suo oceanico “Atlantico tour” ancora una volta di scena al Palasele di Eboli con un vero e proprio viaggio intercontinentale nel segno delle esplosioni luminose e del fascino latino

inserito da Michele Pappacoda Lo avevamo lasciato sospeso a mezz’aria nel cielo dei palazzetti che hanno ospitato le date del  Marco Mengoni live2016 per poi ritrovarlo, a distanza di circa tre anni, quasi a vagare nei sotterranei delle stesse arene indoor prima di mostrarsi al suo “esercito” di fan grazie ad una botola che sbuca nella porzione finale del palco. Comincia proprio così, infatti, l’ “Atlantico tour” di Marco Mengoni che ieri sera ha fatto tappa al Palasele di Eboli per l’unica data autunnale prevista in terra campana, dopo il successo straordinario raccolto nell’appuntamento dello scorso maggio.

Introdotto dai possenti colpi di batteria di singoli “Muhammad Alì” e “Voglio”, l’artista laziale ha immediatamente rubato tutta la scena a sua disposizione presentandosi al pubblico da solo ed in completo total white firmato Giorgio Armani, a fare da contrasto con le ombre dei suoi compagni di viaggio sparpagliati nello sfondo costituito da un telo semitrasparente utilizzato per celare buona parte dello stage. Quest’ultimo si mostra in tutta la sua magnificenza solo al termine del trittico di brani iniziale, completato da “Ti ho voluto bene veramente”, quando la caduta improvvisa del velo rivela la presenza di un enorme ledwall incastonato a mo’ di fondale in una struttura dalle fattezze industriali costituita da grosse impalcature mobili e da una miriade di corpi luminosi che, vagando per il palco e modificandosi a fasi alterne, generano le atmosfere dei vari brani in scaletta in un modo talmente penetrante da creare una serie di effetti scenici su cui è impossibile non far posare l’occhio.

Il rosso intenso emanato dalla struttura principale che fa contrasto con il cielo stellato immortalato nel ledwall, si mescola più volte al verde ed al blu ritmato dei laser di “Onde” la cui coda presenta un accenno della discotecara “Sweet dreams” prima di lasciare spazio alle tinte unite che toccano l’apice nel tappeto di nuvole e fumo, su cui Marco esegue in rapida successione “Sai che” ed “Everest”, ed all’ocra de “La ragione del mondo”, la cui esecuzione trasforma il Palasele in una specie di jazz club dal sapore newyorkese.

Il viaggio nel mondo occidentale continua anche durante le successive porzioni di show, quando l’insormontabile oceano Atlantico che dà il nome all’intera tournée, grazie alla musica ed alla presenza scenica di Mengoni, diventa quasi una piccolissima pozzanghera in grado di azzerare le distanze tra le armonie latino americane e le ciclicità nostrane. L’aria godereccia di Cuba e l’andazzo tribale scandito dai calavera messicani impressi sullo schermo invadono il palazzetto di Eboli mentre nelle casse rinsuonano le varie “Buona vita” “La casa di Azul”, prima di lasciare spazio al portoghese cantato di “Amalia” ed al virtuosismo della capoeira e della samba che, complice un Mengoni in versione inedita di ballerino, conducono immediatamente l’ascoltatore nella tortuosità delle favelas di Rio.

I tanti “Esseri umani” incontrati in questo lungo cammino si palesano prima in una delle canzoni storiche presenti in scaletta, e poi nell’unica voce proveniente dal pubblico che a suon di cori e boati  prende ben presto il posto delle danze e del ritmo, assecondando i virtuosismi e gli accordi del sorridente Mengoni e della sua band durante l’intonazione dei brani più famosi presenti in scaletta. In quest’ottica le varie “Io ti aspetto”, “L’essenziale”, eseguita su di uno sfondo privo di qualsiasi accessorio, e “Credimi ancora” si arrichiscono di un sottofondo corale unico che scorre via senza attrito spianando la strada alla chiusura finale affidata prima all’ oriunda “Hola” e poi alla recentissima “Duemila volte”. L’ennesimo richiamo al mondo latino ed alla fantasia, che fanno pensare già ad un nuovo viaggio imminente verso terre lontane.

Galleria fotografica a cura di Alfonso Maria Salsano:

IVAN GALLUZZI ZEROTTONOVE

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Monza-Alessandria la partita in diretta, i biancorossi affondano l’Alessandria con due reti nella ripresa Gli episodi salienti del big match del Brianteo e le foto da bordo campo

25 Novembre 2019, 14:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Monza-Alessandria la partita in diretta, i biancorossi affondano l’Alessandria con due reti nella ripresa Gli episodi salienti del big match del Brianteo e le foto da bordo campo

Monza-Alessandria la partita in diretta. Il Monza si aggiudica per 2 a 0 il big match della sedicesima giornata del Campionato di Serie C, girone A, giocando un secondo tempo attento nel quale ha trovato la rete prima con Rigoni e poi con Armellino.  Ora biancorossi in fuga a +11 sul Renate. Qui le interviste del dopo gara. MONZA-ALESSANDRIA 2-0 MONZA: Lamanna, Lepore, Scaglia, Bellusci, Anastasio (31’st Marconi); Armellino, Rigoni, D’Errico, Mosti (31′ st Galli); Marchi (18′ st Brighenti), Gliozzi (18′ st Finotto) (a disp. Sommariva, Del Frate, Fossati, Chiricò, Negro, Goffi, Di Munno) All. Brocchi ALESSANDRIA: Valentini; Dossena, Cosenza, Sciacca; Cambiaso, Chiarello (32′ st Sartore), Suljic (23′ st Gilli), Castellano, Celia (1′ st Cleur); Eusepi, Arrighini (a disp. Crisanto, Ponzio, Akammadu, Sartore, Gerace, Gjura, Casarini, Pandolfi, Mhamsi) All. Scazzola MARCATORI: 26′ st Rigoni (M), 40′ st Armellino (M) AMMONITI: D’Errico, Marchi (M); Cambiaso, Cleur, Eusepi (A) NOTE: Spettatori 4.288 per un incasso di 23.047 euro. In tribuna Fabio Capello e Adriano Galliani. 45’+4′ Finisce la partita, vince il Monza 2 a 0!  45’+1′ Brighenti si libera in area e scocca un pallonetto che sembra destinato in rete, e invece la sfera finisce fuori di poco. 45′ 4 minuti di recupero. 44′ Bellusci provvidenziale, salva sulla linea un tiro di Sartore. Arrighini poi scaraventa la sfera alta sulla traversa!41′ Ammonito Eusepi per fallo di frustrazione. 40′ GOL MONZA! Su azione d’attacco del Monza, Armellino insacca il raddoppio ben servito da Finotto in area. 39′ Incursione dell’Alessandria in area monzese con Sartore che crossa in mezzo per Gilli. Anche in questo caso nulla di fatto. 38′ D’Errico ritarda di un soffio il passaggio per ‎Finotto in ripartenza. La difesa grigia sventa il pericolo.

GIORNALE DI MONZA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Monza-Alessandria interviste, dopo il successo Brocchi lascia la scena ai suoi ragazzi Per il Monza parlano Marchi e Rigoni. Scazzola, mister dei grigi: "Siamo stati ingenui"

25 Novembre 2019, 14:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Monza-Alessandria interviste, dopo il successo Brocchi lascia la scena ai suoi ragazzi Per il Monza parlano Marchi e Rigoni. Scazzola, mister dei grigi: "Siamo stati ingenui"

Monza-Alessandria interviste. Mister Brocchi compare in sala stampa solo un istante per annunciare di non aver intenzione di parlare, ma di voler lasciare la scena ai ragazzi che hanno portato a casa un successo importantissimo contro i “grigi” piemontesi. Monza-Alessandria interviste, parla Ettore Marchi “E’ stata una partita difficile contro un avversario tosto – afferma l’attaccante biancorosso autore di una prestazione maiuscola cui è mancato solo il gol – Abbiamo giocato il primo tempo a ritmi alti, poi l’intensità è calata, ma la nostra dote è quella di poter contare su cambi che possono far girare la partita, così può capitare che nei minuti finali diventiamo ancora più pericolosi. Quando mi dicono che gli attaccanti non segnano in questa squadra mi viene un po’ da sorridere perché mi sembra che si voglia andare a cercare il pelo nell’uovo. Da parte mia è relativo vedere chi fa gol: gioco nella squadra più forte da quando sono professionista, più forte anche di quando ero in Serie B, tanto che oggi mi trovo ad imparare da chi ha 10 anni meno di me, per questo non potrei essere più contento e soddisfatto. I tifosi? Io sono qui da quasi un anno, ho sempre avvertito grande entusiasmo sia per la società sia per tutto quello che sta accadendo. I risultati poi non fanno che facilitare questo entusiasmo. Abbiamo conosciuto una fase di difficoltà nel momento della sconfitta in Coppa Italia, ma per il resto c’è sempre stato grande appoggio da parte di tutti”. Nicola Rigoni “Abbiamo giocato una partita importante – afferma il difensore – sono contento: complimenti all’ambiente, alla squadra e allo staff. Nel primo tempo, a parte gli ultimi dieci/quindici minuti, abbiamo mantenuto il controllo della partita. Siamo stati bravi a restare in partita e siamo stati premiati. A livello societario siamo già due categorie sopra la Serie C. Certamente sappiamo che la nostra è una squadra importante, ma anche che vincere non è scontato. Siamo concentrati sull’obiettivo finale e siamo orientati in quella direzione”. Infine un cenno ai rigori negati anche questa domenica: “Siamo l’unica squadra a non aver ancora avuto rigori a favore, ma se finisce con la vittoria, allora va bene”.    Dalla Brianza al tetto d'Europa: oro per la Nazionale Junior del Vovinam Viet Vo Dao Monza-Alessandria interviste: Cristiano Scazzola, allenatore dell’Alessandria “Oggi ci siamo espressi in campo con una grande prestazione nonostante le assenze pesanti. Sapevano che avremmo affrontato i più forti, ma non ci siamo intimoriti e nel primo tempo meritavamo il vantaggio. Non abbiamo però segnato anche per la bravura di Lamanna. Nel secondo tempo abbiamo avuto una bella palla con Arrighini, non finalizzata, mentre sul gol che ha sbloccato il risultato siamo stati ingenui perdendo la marcatura. Anche sul 2 a 0 abbiamo avuto un’ottima occasione, peccato. Resta da capire come altre squadre siano venute qui e abbiano portato a casa punti rendendosi pericolose in due contropiede, mentre per noi che abbiamo creato tanto neanche un punto. Dobbiamo essere più concreti e finalizzare la mole di gioco che produciamo”. Alberto Dossena, difensore Alessandria “La nostra è stata un’ottima partita su un campo difficile, meritavamo di andare in vantaggio nel primo tempo ma ci ha detto male sul corner. Gli episodi fanno differenza, così loro hanno fatto gol. Credo che avremmo dovuto essere essere più lucidi. Il gol di Rigoni? Lo analizzeremo in settimana… Siamo consapevoli di essere ottima squadra e anche del fatto che avremmo meritato di vincere per 70 minuti. Dimostreremo di essere un gruppo forte partendo già da domenica prossima”.

GIORNALE DI MONZA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Live non è la D'Urso, anticipazioni. Mercedesz Henger choc: «Riccardo Schicchi non è mio padre»

25 Novembre 2019, 14:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Live non è la D'Urso, anticipazioni. Mercedesz Henger choc: «Riccardo Schicchi non è mio padre»

Live non è la D'Urso, anticipazioni. Mercedesz Henger choc: «Riccardo Schicchi non è mio padre». Torna su Canale 5 l'appuntamento serale del lunedì con il talk di Barbara D'Urso. Anche in questa nuova puntata che seguiremo come sempre in diretta su Leggo.it, tantissimi ospiti e una dichiarazione choc di Mercedesz Henger. Tantissimi ospiti nella nuova puntata di Live non è la D'Urso. Simona Izzo abbandona per una sera il ruolo di opinionista e accetta la sfida degli sferati in compagnia del marito Ricky Tognazzi. Mercedesz Henger, finora conosciuta come la figlia di Riccardo Schicchi ed Eva Henger, rivelerà: «Mia madre mi ha svelato l’identità del mio padre biologico che non è Riccardo Schicchi. Avendo saputo che qualcuno ha fatto girare la “notizia”, ho preso la decisione di fare una dichiarazione dettagliata sulla verità. Questo per evitare che in alcun modo venga alterata da gossip e opinioni di persone estranee alla vicenda». Si torna a parlare delle suore, una in particolare fuggita dal convento per amore e poi, come ha annunciato la presentatrice: «Arriverà da New York una donna molto famosa, un’ottantenne che sostiene di fare l’amore molte volte a settimana con dei ventenni». 

LEGGO

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SEZ. VARIE NEWS Spotify punta sui podcast, arriva playlist dedicata Sperimentazione in alcuni paesi, contenuti scelti da algoritmo

25 Novembre 2019, 14:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VARIE NEWS Spotify punta sui podcast, arriva playlist dedicata Sperimentazione in alcuni paesi, contenuti scelti da algoritmo

 Spotify punta sui podcast, sta testando una nuova funzione che propone agli utenti contenuti scelti da un algoritmo che si basa sugli ascolti precedenti. La funzione si chiama Your Daily Podcast e permette di creare una playlist, al pari di quelle musicali, ma con contenuti audio. La sperimentazione non è disponibile in tutti i Paesi. E' iniziata per ora in Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Messico, Brasile, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Il popolare servizio di streaming, a inizio 2019, ha previsto che nel corso del tempo i contenuti non strettamente musicali avrebbero rappresentato il 20% degli ascolti totali. E ha iniziato a investire sui podcast. A fine agosto, grazie ad una indiscrezione su Twitter della ricercatrice Jane Manchun Wong, è emerso che la società abbia testato anche un tasto per semplificare la procedura di creazione di un nuovo podcast. Si chiama 'Create your podcast' e ha l'obiettivo di permettere a chiunque di realizzare il proprio podcast direttamente dallo smartphone, facilitando notevolmente le procedure per tutti coloro che vogliono avventurarsi in questo mondo. Al momento non ci sono dettagli sulla distribuzione di questa funzione a livello globale.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA NEWS Borsa: Europa sale, Milano +0,8% Occhi su Bce e Fed, sprint Lvmh dopo acquisizione Tiffany

25 Novembre 2019, 13:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. ECONOMIA NEWS Borsa: Europa sale, Milano +0,8% Occhi su Bce e Fed, sprint Lvmh dopo acquisizione Tiffany

 MILANO,  Borse europee positive in sintonia con i futures Usa, sulla scia dell'entusiasmo in Asia per la vittoria dei democratici alle elezioni di Hong Kong, dopo il rialzo in linea con le stime degli indici Ifo sulla fiducia delle imprese in Germania e in attesa dell'intervento a Francoforte di Yves Mersch, membro dell'esecutivo della Bce, previsto per le 19 di oggi. Londra (+0,85%) è la migliore davanti a Milano (Ftse Mib +0,8%), Madrid (+0,6%), Francoforte (+0,45%) e Parigi (+0,35%). In arrivo dagli Usa gli indici Fed di Chicago (attività economica nazionale) e di Dallas (attività manifatturiera), mentre per domani è previsto il discorso del presidente della Fed Jerome Powell a Rhode Island e tra due giorni il Beige Book sull'economia nazionale. L'acquisizione dell'americana Tiffany spinge Lvmh (+1,75%) a Parigi, ma salgono anche Cie (+1,5%), Burberry (+2,75%) e Persimmon (+1,4%).

ANSA

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SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

25 Novembre 2019, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Nicola Zingaretti a Leggo: «Ho amato The Wall alla follia, custodisce i valori della pace»

Sembra una vita fa, l'uscita di The Wall. In quarant'anni abbiamo fatto in tempo a gioire per muri che crollavano, e a vederne erigere di nuovi. Come milioni di persone, ho amato alla follia questo capolavoro di ingegneria musicale, politica e ribellione. Nel corso degli anni, sono tornato spesso, come a una fonte, al suo messaggio di pacifismo, rifiuto della violenza e dell'ordine costituito, assoluto e senza compromessi, incastonato in quella maestosa architettura musicale. Ma l'emozione più grande legata a The Wall per me è più recente. Sono stato profondamente colpito quando ho letto, nel 2014, che Roger Waters aveva scoperto, dopo una lunga ricerca, che il nucleo sentimentale da cui si generò il corpo di The Wall è un fatto storico accaduto ad Anzio, sulle coste della nostra regione, a pochi chilometri da Roma. È lì che morì nel 1944 il padre di Roger Waters, soldato dell'esercito inglese: combattendo per la nostra libertà. In The Final Cut, il disco che completa The Wall, la voce narrante si chiede a un certo punto: Is for me that daddy died? Ecco, i quarant'anni di The Wall, oggi in questo complicato snodo storico in cui vediamo rivivere tensioni, istinti di guerra, nuovi muri - mi fanno pensare soprattutto al peso di una responsabilità politica ed etica: alla necessità di custodire, con cura e amore, la pace e i valori democratici che ci hanno consegnato i nostri padri e le nostre madri.

LEGGO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Quando alle persone con disabilità venne negato il diritto al salvataggio

25 Novembre 2019, 13:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Quando alle persone con disabilità venne negato il diritto al salvataggio

«“Alle persone con disabilità venne negato il diritto al salvataggio”: la denuncia di qualche anno fa – scrive Stefano Zanut -, riguardante ciò che accadde nel 2005 a New Orleans, con l’arrivo del devastante Uragano Katrina, impone una riflessione e rende necessario, in tema di cambiamenti climatici e disuguaglianze, attivare un percorso nuovo – come stanno facendo le Nazioni Unite -, che a partire da ciò che abbiamo imparato dalle esperienze, sappia delineare un cambio di prospettiva nella cultura dell’emergenza e del soccorso, senza dimenticare di coinvolgere anche le persone interessate» Florida, 2016, Uragano Matthew
Una persona con disabilità in carrozzina lungo una parte di un’autostrada distrurtta dall’Uragano Matthew a Flagler Beach, in Florida, il 9 ottobre 2016 (© Jewel Samad/AFP/Getty Images) Il 29 agosto 2005, ovvero un po’ più di quattordici anni fa, l’Uragano Katrina devastò la costa sud-orientale degli Stati Uniti, lasciando una drammatica eredità: morirono 1.800 persone, decine di migliaia dovettero abbandonare le proprie case e l’80% di New Orleans, la città più colpita, venne sommersa dalle acque. Ma quella catastrofe assume anche un’altra dimensione, se analizzata considerando il suo sproporzionato impatto sulle persone più vulnerabili: considerando infatti la sola città di New Orleans, il 73% delle vittime aveva un’età superiore ai 60 anni, anche se questa fascia di popolazione rappresentava solo il 15% di quella totale (fonte: National Council of Disability). Per ricordare quel tragico evento, dieci anni dopo è stato prodotto The Right to be Rescued (“Il diritto di essere salvati”), un documentario con le testimonianze di persone con disabilità coinvolte e le interviste di avvocati che s’interessano di diritti umani. In quel caso le conseguenze non furono da imputare a Madre Natura, quanto a un’altra condizione in cui l’elemento determinante è stato l’uomo e la sua organizzazione sociale, vale a dire che «alle persone con disabilità venne negato il diritto al salvataggio».
Una denuncia drammatica, questa, da cui è difficile sottrarsi e che necessariamente impone una riflessione, specialmente in un periodo come questo in cui il tema dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze si sta manifestando in tutta la sua drastica realtà.
Solo per fare un esempio, Katrina è stato solo uno degli oltre duecento eventi disastrosi abbattutisi sul territorio degli Stati Uniti nel periodo tra il 1980 e il 2018 e negli anni la situazione si sta gradualmente intensificando, tanto che ben tredici Agenzie Governative hanno stimato un possibile impatto sull’economia statunitense con una perdita del Prodotto Interno Lordo fino al 10%. Questi sono i casi più studiati e conosciuti, ma il resto del mondo non è certo esente da eventi del genere, tanto da fare intervenire anche le Nazioni Unite con una Risoluzione del 9 luglio scorso, dal titolo Human Rights and Climate Change (“Diritti umani e cambiamenti climatici”), in cui si esortano i governi ad ascoltare le persone che possono essere maggiormente colpite da eventi di questo tipo e ad adottare «un approccio globale, integrato, sensibile al genere e inclusivo della disabilità per le politiche di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici». Una Risoluzione che certo non cade come un fulmine a ciel sereno, ma è logica conseguenza delle attività che hanno condotto alla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità, la quale all’articolo 11 (Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie) si esprime proprio su questi argomenti. «Per ogni individuo – ha scritto David M. Perry dopo l’Uragano Harvey che ha colpito gli Stati Uniti nel 2017 – le conseguenze di un disastro naturale saranno intensificate non solo dalle specifiche necessità connesse alla disabilità, ma anche da altre forme di disuguaglianza ed emarginazione come razza, classe, genere o identità sessuale e stato giuridico».  Un commento che fa eco a quello di Laura M. Stough e Ilan Kelman in Disability and Disaster. Explorations and Exchanges: «I disastri non discriminano, fanno emergere e sottolineano le disuguaglianze che già esistono nelle comunità su cui impattano».  Sempre dalle Nazioni Unite giunge poi un altro contributo sul tema, per evidenziare come in molti Paesi i bisogni delle persone con disabilità siano spesso trascurati nelle prime fasi della risposta alle emergenze umanitarie, evidenziando come il 72% di loro non abbia un piano personale da mettere in atto in caso di catastrofe e quasi l’80% non sia in grado di evacuare immediatamente senza difficoltà. Episodi lontani da noi solo in apparenza, lontani ma vicini, proprio come i grandi incendi che hanno sconvolto le foreste siberiane e che stanno minando quelle dell’Amazzonia, perché la scala dei cambiamenti a cui stiamo assistendo coinvolgono inevitabilmente tutti i Paesi e le genti del nostro pianeta e non si fermano certo ai confini di una nazione o davanti a muri eretti per altri scopi. Anche nel nostro Paese si stanno verificando eventi improvvisi e violenti, in genere di origine meteorologica, le cui conseguenze sono spesso amplificate da condizioni ambientali compromesse dall’uomo. Situazioni che richiedono una risposta veloce ed efficace da parte delle persone, a prescindere dalle proprie capacità o condizioni, un risultato che si può conseguire solo con una pregressa preparazione e pianificazione, ma anche attraverso una strutturazione degli spazi che favorisca tali risposte. Formazione e pianificazione, quindi, come strumenti per affrontare situazioni complesse, ma anche informazione affinché tutti abbiano consapevolezza di ciò e possano dare il proprio contributo alla costruzione di una cultura condivisa e inclusiva su questi argomenti. È necessario attivare un percorso nuovo su questi temi, che a partire da ciò che abbiamo imparato dalle esperienze sappia delineare un cambio di prospettiva nella cultura dell’emergenza e del soccorso, ma senza dimenticare di coinvolgere anche le persone interessate. La sfida che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni sarà complessa e difficile, ma certamente un sistema inclusivo che sappia superare le disuguaglianze in un percorso comune sarà in grado di fare la differenza.

SUPERANDO

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Black Out. Buio a Perrone e allo Spalatriello

25 Novembre 2019, 13:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

ISCHIA E PROCIDA NEWS Black Out. Buio a Perrone e allo Spalatriello

Allerta meteo e maltempo. Territorio messo a dura prova. Via anche l’energia elettrica. Due guasti in poche ore sulla stessa linea elettrica hanno causato abbassamenti di tensione e black out a partire dalle 13,00 di oggi a Casamicciola Terme. Qui in località Perrone e soprattutto presso il popoloso Rione De Gasperi e Mortito la popolazione è rimasta senza energia elettrica. Paura ed apprensione attese le condizioni meteorologiche  avverse e la precarietà in cui versa il territorio. Atteso un repentino intervento per il riposino delle forniture.  Non solo Perrone al buio. In alcune zone dell’isola d’Ischia, in particolare a Ischia e Barano, in località Spalatriello la pubblica illuminazione è fuori con grave rischio e nocumento per la pubblica. E privata incolumità. L’auspico è che la situazione torni alla normalità al più presto. 

IL DISPARI QUOTIDIANO 

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