Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Comune di Meta taglia il costo delle luminarie natalizie e destina le somme risparmiate alle misure di sostegno per i cittadini in difficoltà per le conseguenze economiche della pandemia. “A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e della conseguente adozione di misure restrittive le quali certamente avranno, anche nell’immediato, un significativo impatto sul tessuto socio-economico del nostro territorio – spiega il sindaco Giuseppe Tito – il Comune di Meta ha ritenuto opportuno avvalersi della facoltà di rinegoziare il contratto di appalto in corso di esecuzione e non suscettibile allo stato di risoluzione, decurtando la spesa occorrente per il noleggio delle luminarie natalizie nella misura del 20%, e, destinando l’intera somma, pari a circa 25mila euro, al capitolo di bilancio a tal uopo previsto, per l’acquisto di beni di necessità (buoni spesa)”.
INSERITO DA ANGELA CECERE La rivista specializzata nazionale “Itinerari e Luoghi” ha aperto un contest per far scegliere ai propri utenti la copertina per quanto riguarda l’edizione di dicembre-gennaio. In lizza anche la Tramonti con la sua montiera e i suoi sentieri. Il servizio dedicato alla divina racconta dal trekking, alle cantine, caseifici, ristoranti, alla pizza, strutture ricettive e tanto altro. Una bellissima vetrina per far conoscere ancor di più Tramonti come meta turistica. Matteo Giordano, Guida Escursionistica di Tramonti ha mostrato tutte le eccellenze del nostro Paese in qualità di socio della Tramonti Amalfi Coast Trekking, grazie al quale, dal 2014 si occupa della sentieristica che ad oggi conta già un numero discreto di presenze e diventerà ben presto un bellissima realtà e quindi meta di molti appassionati. I sentieri abbinati all’ enogastronomia saranno il futuro del turismo nel nostro Paese.
INSERITO DA ANGELA CECERE L’Amministrazione Comunale di Soliera si attiva per sostenere concretamente le società sportive del territorio penalizzate dall’emergenza sanitaria. Lo fa con un contributo economico straordinario a fronte della sospensione dell’attività determinata dalle disposizioni di contrasto del contagio da Covid-19. Il contributo del Comune intende porsi come indennizzo – per una cifra massima di 5.000 euro per associazione – a quelle società che nei mesi scorsi sono venute incontro ai propri tesserati: restituendo somme di denaro legate alla retta annuale della stagione 2019-2020 oppure riconoscendo loro voucher in forma di sconto per le future attività. Il periodo preso in considerazione è quello che va dall’8 marzo al 24 novembre 2020. Le domande di contributo vanno presentate entro e non oltre le ore 12 di lunedì 30 novembre. Possono essere consegnate a mano presso l’URP (Ufficio relazioni con il pubblico) di via Garibaldi 48 (orari di apertura: dal lunedì al sabato 8.15-12.45; martedì 14.30-17.30) o spedite tramite PEC all’indirizzo protocollo@pec.comune.soliera.mo.it Il modulo di domanda è disponibile sulla homepage del sito internet del Comune di Soliera. L’intervento di sostegno all’attività sportiva va a sommarsi in tal modo ai contributi ai nuclei familiari residenti a Soliera, a parziale copertura della spesa sostenuta per la frequentazione dei figli a corsi sportivi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Legambiente Terre d’Argine, Lipu Carpi e WWF Emilia Centrale intervengono dopo la decisione dell'Amministrazione Comunale di Novi di Modena di abbattere i 68 platani di Via XXII Aprile e inviano una lettera al sindaco Enrico Diacci. Legambiente Terre d’Argine, Lipu Carpi e WWF Emilia Centrale intervengono dopo la decisione dell’Amministrazione Comunale di Novi di Modena di abbattere i 68 platani di Via XXII Aprile e inviano una lettera al sindaco Enrico Diacci. “Una decisione che apprendiamo con stupore – scrivono – dal momento che l’intervento viene motivato con un generico e presunto rischio di crollo, desunto dalla recente caduta di un unico altro platano, in un’altra via e in una situazione ambientale completamente diversa”. Gli ambientalisti si soffermano sul “valore delle alberature in generale e in particolare all’interno dei centri abitati: combattono le isole di calore, producono ombra e fresco, assorbono anidride carbonica e contribuiscono a contenere il riscaldamento climatico, salvaguardano la biodiversità, in quanto sono rifugio di varie specie di uccelli diurni e notturni. Inoltre, va sottolineato, che funzionando da barriera all’inquinamento atmosferico, particolarmente pesante in Pianura Padana, che alcuni studi ritengono essere una delle cause della diffusione del COVID 19, svolgono anche un’importante funzione di tutela della salute”. Anziché abbatterne, proseguono i rappresentanti delle associazioni, “occorrerebbe piantarne tanti in più e in continuazione, così come previsto dal programma regionale che punta a collocare quattro milioni e mezzo di alberi. Infine, ma non per ultimo, si tratta di platani, messi a dimora nel secondo dopoguerra, che quindi fanno parte del vissuto di molti cittadini novesi e rappresentano un tratto caratteristico del centro abitato, la cui cancellazione rappresenterebbe una ferita non rimarginabile. Per tutte queste ragioni, le associazioni firmatarie di questa comunicazione si oppongono a questo intervento e chiedono alla Giunta di Novi di recedere da questa decisione”.
Dopo la mobilitazione di alcuni cittadini di Novi, da lunedì 16 novembre, è in corso una perizia sullo stato delle alberature dei viali, a cura di una ditta specializzata. L’invito degli ambientalisti è chiaro: “bene la perizia ma questa dev’essere rigorosa, visiva e strumentale con tomografia sonica, piuttosto che con resistografia, perchè più efficace, attendibile e meno invasiva. La verifica strumentale va fatta su quegli esemplari in cui fossero necessari approfondimenti, ma soprattutto eseguita non solo a campione su pochi esemplari, ma su tutti i 68 platani del viale, rendendo noti a tutta la cittadinanza i risultati della perizia stessa, per ogni singolo albero”.
J.B.
INSERITO DA ANGELA CECERE Età media di 80 anni e almeno una patologia preesistente. Sono queste le principali caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Covid-19. I dati, aggiornati all'11 novembre scorso, sono stati elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità. E consultabili anche sul sito dedicato della Protezione Civile. L'analisi a livello nazionale si basa su un campione di 41.737 pazienti deceduti e positivi al Sars-Cov-2. Il report è stato prodotto dai membri del gruppo della sorveglianza Covid-19. Lo studio La percentuale maggiore dei decessi è in Lombardia: il 44,8%. Poi ci sono l'Emilia Romagna (11,6%), il Piemonte (9,9%), il Veneto (6,4%). La percentuale del Lazio è di 3,7%. L'età media di un paziente morto positivo al Covid è di 80 anni, più alta di oltre 30 rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione (48 anni). Per quanto riguarda le patologie preesistenti, il dato è stato ottenuto dall'esame delle cartelle cliniche di 5.234 deceduti. Rileva il report: «Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,5». Complessivamente 174 pazienti(3,3%) presentavano 0 patologie, 682 (13%) 1 patologia, 988 (18,9%) 2 patologie, 3.390 (64,8%) 3 o più patologie. Queste le patologie osservate più frequentemente: ipertensione arteriosa (65,7%) e diabete mellito tipo 2 (29,3%). Sempre nello studio: «Nel 90,6% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse). In 455 casi (9,4% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all'infezione. In 67 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 163 patologie cardiovascolari, in 61 casi patologie gastrointestinali, in 164 casi altre patologie». Febbre, dispnea e tosse rappresentano i sintomi più comuni. Meno frequenti sono diarrea e emottisi. Il 7,8% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero. L'insufficienza respiratoria è stata la complicanza più frequentemente osservata nel campione esaminato, pari al 93,9%. Poi il danno renale acuto (23,5%), la sovrainfezione (19,2%) e il danno miocardico acuto (11,2%). C'è poi il capitolo riservato ai tempi che trascorrono dall'insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall'insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Quindi si rileva: «Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 6 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (12 giorni contro 6 giorni)». Una app per i sindaci Il direttore generale della Asl Pierpaola D'Alessandro ha inviato una lettera ai sindaci dei 91 Comuni. Rilevando: «Nel giro di pochi giorni abbiamo attrezzato numerosi posti letto e nuove terapie intensive. Ci siamo preparati ad accogliere dolore, ansie, morte. Ma anche tuttii nuovi posti si occupano velocemente, per questo siamo continuamente a lavoro per incrementarli di giorno in giorno. Come potete immaginare la stanchezza accumulata negli ultimi mesi è enorme, il personale sta lavorando senza sosta, con coraggio, trovando forze inaspettate; per questo abbiamo bisogno di voi che con noi, insieme, responsabilmente si possa affrontare e governare tutto questo. Abbiamo mesi decisivi davanti, che metteranno a dura prova sistemi e istituzioni, persone e comportamenti». Poi aggiunge: «Da giorni con medici e infermieri vediamo aggravarsi la situazione: siamo più preparati della prima ondatama, a differenza di allora, ora avvertiamo più tensioneetroppo rumoredifondo intorno a noi. Tutto questo mi preoccupa. La sanità deve lavorare serenamente, evitare dispersioni inutili, soprattutto in questo momento di emergenza: tutte le energie impiegate nella gestione di conflitti evitabili sono sottratte alla cura delle persone che ne hanno necessità. Ora è il momento della concordia, di un patto di reciproca fiducia tra popolazione e operatori. Sarebbe un grave danno sevi fossero dubbi, sestrumentalizzazioni di qualsiasi tipo ci distogliessero dai nostri doveri. Noi non abbiamo tempo, noi dobbiamo riorganizzarci ogni giorno per accogliere pazienti: siate la nostra forza, aiutateci a fare meglio, costruite insieme a noi una nuova responsabilità individuale e collettiva. Nelle case, negli uffici, nelle piazze, il virus si deve bloccare. Chiediamo uno sforzo da parte di tutti, noi lo faremo sempre al vostro servizio, in prima linea, senza paura e senza un briciolo di esitazione. Nel frattempo cambiamo pelle, anche organizzativamente, e sarà mia cura informarvi man mano che ci saranno sviluppi che riguarderannoi territori».Quindi l'annuncio: «Nei prossimi giorni vi metterò a disposizione una app da cui attingere tutte le informazioni utili a gestire al meglio la pandemia. Insieme, lavorando nella stessa direzione, quella della salute delle persone che abbiamo la responsabilità di proteggere, possiamo farcela». Mese nero in Ciociaria Da ieri siamo nella trentottesima settimana dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone: 69 nuovi casi positivi, su circa 600 tamponi. L'11,5%. E 4 decessi. I numeri di novembre confermano le dimensioni di questa seconda ondata. Dall'inizio del mese, in sedici giorni, i nuovi casi sono stati 4.082, per una media di 255,125 ogni ventiquattro ore. Sia a livello assoluto che di media sono le cifre più alte in nove mesi. Peraltro 4.082 positivi su 8.697 totali fa una percentuale del 46,9%. Sempre a novembre si sono registrati 45 decessi, dei 113 totali: la percentuale è del 39,8%. Intanto si è negativizzata il consigliere provinciale e comunale di Frosinone del Pd Alessandra Sardellitti. Operativo l'assetto di Cassino Da ieri mattina l'assetto Covid dell'ospedale di Cassinoè operativo. I posti letto totali a regime saranno 80. Ieri ne sono stati attivati 58 e sempre ieri i ricoveri sono stati 11. Questa la suddivisione degli 80 posti lettodedicati ai malatidi Coronavirus al Santa Scolastica di Cassino: 28 a Geriatria, 14 a Pneumologia, 30 a Medicina, 8 a Terapia intensiva.Ricordiamo poil'as setto dello Spaziani, hub di riferimento e Covid hospital. Ci sono 127 posti letto di degenza ordinaria per malati di Coronavirus: 75 a Medicina Covid, 26 a Medicina d'urgenza Covid, 26 a Malattie infettive. A questi vanno aggiunti i 20 posti letto in Terapia intensiva e i 4 di Terapia subintensiva. Per un totale di 151. E in questo momento in terapia intensiva ci sono 17 pazienti ricoverati. I servizi della Asl Da ieri attivi (h24) tre numeri di telefono relativi al servizio "Se il virus ti isola, noi ci siamo": 333.1252289, 328.9271664, 388.9859410. Si legge nel volantino: «Se sei a casa in quarantena o in isolamento domiciliare a causa dell'emergenzaCoronavirus estai vivendo unacondizione didisagio o di sconforto, che ti impedisce di svolgere le attività quotidiane e vorresti sentirti più sereno, oppure se hai bisogno di un sostegno per tranquillizzare i tuoi familiari o i tuoi bambini, se hai bisogno di informazioni che non riesci a rintracciare sul sito della Asl, se hai bisogno di qualsiasi cosa inerente il problema del Covid 19 e non riesci a trovare i riferimenti giusti chiamaci, siamo disponibili h 24, giorno e notte. I nostri operatori ti aiuteranno a trovare le giuste soluzioni. Risponderà un operatore della Asl e non un disco». Si tratta di un servizio coordinato dal dottor Fernando Ferrauti, dirigente del Dipartimento Salute mentale della Asl. Da domenica a lunedì mattina, con un solo numero di telefono attivo, c'erano state 286 chiamate, 73 delle quali dalle ore 24 alle 7. Ieri sera le telefonate erano arrivate a quota 650. La sentenza Per il Tar del Lazio «l'affidamento ai medici dimedicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid» risulta in contrasto con la normativa emergenziale. E per questo ha parzialmente accolto un ricorso proposto dal sindacato dei medici italiani contro alcuni provvedimenti della Regione Lazio. Per effetto delle decisioni regionali «i medici di medicina generale sottolinea il Tar risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca)». Per il Tar i medici verrebbero «pericolosamente distratti dal compito di prestare l'assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi». L'unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio ha immediatamente notato: «Proporremo ricorso urgente al Consiglio diStato contro la sentenza del Tar del Lazio che è in contraddizione con le funzioni che il nuovo Acn assegna ai medici di medicina generale». L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato afferma: «I cittadini chiedono una cosa semplice: di poter parlare con il proprio medico di medicina generalee di avere, lì dove necessario, l'assistenza domiciliare. La sentenza del Tar del Lazio non tiene conto del mutato quadro della pandemia e del ruolo che devono avere anche i medici di medicina generale nel rafforzare la rete territoriale di assistenza. È un passo indietro rispetto al nuovo accordo nazionale sottoscritto dalle principali sigle dei medici di medicina generale e dal ministro Speranza. Pensare di suddividere come fa il Tar l'assistenza domiciliare da Covid a non Covid destinando esclusivamente ai medici di medicina generale solo quest'ultima, non solo non tiene conto di un quadro di cronicità e pluripatologie presenti soprattutto nelle fasce di popolazione più anziana, ma tecnicamente significa non garantire alcuna assistenza domiciliare. Pensare di gestire gli oltre 600.000 in isolamento domiciliare in Italia e gli oltre 60.000 nel Lazio solo con le Unità mobili Usca-r vorrebbe dire avere a disposizione una platea di oltre 10.000 operatori, stante l'evoluzione della pandemia. Questo ovviamente non è né possibile e né praticabile.
Ricorriamo in Consiglio di Stato affinché si possa sospendere la sentenza del Tar del Lazio, che rischia di bloccare l'assistenza domiciliare Covid creando un danno irreparabile in un momento in cui il servizio sanitario regionale sta combattendo una battaglia durissima per difendere Roma e il Lazio».
INSERITO DA ANGELA CECERE I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale Santo Russo, 48enne del posto. L’uomo, dopo aver litigato con la sua compagna che era andata via di casa, aveva minacciato di fare esplodere il palazzo dove abita con delle bombole di gas. Il 48enne, – in evidente stato di alterazione per l’assunzione di alcol – all’arrivo dei carabinieri li ha prima minacciati e poi li ha aggrediti. Ha spintonato i militari – specie uno facendolo cadere dalle scale – per poi scappare al quarto piano del palazzo, minacciando di lanciarsi nel vuoto. Dopo l’arrivo dei vigili del fuoco che hanno predisposto il telone para cadute, i carabinieri e i pompieri sono riusciti a convincere l’uomo a consegnarsi spontaneamente e lo hanno condotto in caserma.
Arrestato, è ora in attesa di giudizio. I militari sono stati giudicati guaribili, rispettivamente, in 15 e 5 giorni per contusioni multiple.
INSERITO DA ANGELA CECERE Battipaglia. Partirà ufficialmente da domani, martedì 17 novembre, l’USCA a Battipaglia. Dopo l’ultimo sopralluogo di questo pomeriggio presso il “Pala Schiavo” è poi partita la sanificazione degli ambienti, iniziata poco dopo le ore 16. Presente sul posto l’Assessore Pietro Cerullo e la sindaca Cecilia Francese. Dopo una lunga trafila, si è concluso l’iter per l’attivazione dell’Unità speciale di continuità assistenziale. Soddisfatto il primo cittadino. Medici e personale presteranno servizio dalle 8 alle 20, e si occuperanno di effettuare i tamponi per la prevenzione sul territorio.
INSERITO DA ANGELA CECERE contagio da coronavirus corre in provincia di Caserta e, ad oggi, ha colpito già il 2,3% della popolazione residente in Terra di Lavoro. Sono, infatti, 21390 i residenti a cui è stata riscontrata la positività al Covid-19 da marzo ad oggi. I report dell’azienda sanitaria di Caserta guidata dal direttore generale Ferdinando Russo hanno fotografato un aumento costante dei contagi che, nell’ultimo mese, sono aumentati ad un ritmo di 600 nuovi casi circa al giorno. Dal 15 ottobre al 15 novembre, infatti, c’è stata un’escalation di 18mila nuovi pazienti. Il centro più colpito è Aversa con 1128 positivi attuali (1670 da inizio pandemia), seguita da Caserta con 1195 casi monitorati oggi (1502 totali), Marcianise con 753 (1005 da marzo), Maddaloni con 670 (851 totali), Orta di Atella con 653 (914), San Felice a Cancello con 521 (706), Casal di Principe con 472 (694), Trentola Ducenta con 402 (618), Sant’Arpino con 388 (537) e Santa Maria a Vico con 379 (466).- Quello che preoccupa, però, è anche l’aumento di decessi. Sempre nell’ultimo mese, sono stati ben 117 le persone che, dopo aver contratto il virus, hanno perso la vita senza riuscire a superare la battaglia sanitaria. Un numero che rappresenta il doppio dei morti che vi erano stati in provincia di Caserta durante la prima ondata del virus. Ormai quasi tutti i comuni della provincia sono stati colpiti dal Covid-19 ed hanno almeno un residente contagiato. L’unico centro ancora ‘immune’ è San Gregorio Matese, piccola comunità di poco meno di mille abitanti su cui ricade una parte del Lago Matese: è questo l’unico centro della provincia che ancora non ha dovuto fare i conti col contagio, ma suo malgrado si ritrova comunque in zona rossa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Altri sessanta casi di covid segnalati dall'Asl, più di quaranta positivi dai tamponi processati al San Pio. E purtroppo anche un nuovo decesso. Sono i dati dell'emergenza covid nel Sannio per oggi, lunedì 16 novembre. Secondo quanto emerge dal report elaborato dall'azienda sanitaria di via Oderisio diventano 1639 i contagi nel beneventano. Sessanta i nuovi positivi emersi in giornata su 633 test effettuati, di cui 4 sintomatici e 56 asintomatici. E sale complessivamente a 35 il numero dei decessi dall'inizio della nuova ondata di contagi. Ci sono però anche 24 nuove guarigiorni per un totale di 630 cittadini che hanno ormai superato la malattia. Come detto, nuovi casi sono emersi dai 347 tamponi processati nei laboratori dell'azienda ospedaliera San Pio di Benevento, di cui 64 risultati positivi. Ma nel consueto bollettino diramato in serata dal nosocomio sannita viene precisato che dei sessantaquattro positivi, 43 rappresentano nuovi casi. Di questi 41 sono cittadini residenti nella provincia di Benevento e due sono residenti in altra provincia, mentre gli altri 21 si riferiscono a conferme di positività già precedentemente accertata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Dopo qualche ritardo, a Campo Genova sono partiti oggi i tamponi rapidi dell'Amministrazione Comunale. Nel pomeriggio i primi test, circa una quarantina, sui vigili urbani. Messe da parte le polemiche è iniziata la collaborazione con l'Ordine dei Medici per lo screening di massa sul territorio comunale. Per non intralciare il lavoro dell’Asl, il Comune procederà ad effettuare i tamponi quando l’azienda sanitaria non sarà impegnata a Campo Genova. Sul posto oggi pomeriggio anche il sindaco Festa accompagnato dall'assessore Giuseppe Giacobbe. E c'erano anche i medici che siedono nei banchi del consiglio comunale, senza distinzione tra maggioranza e opposizione: Franco Russo, Nino Montanile, Elia De Simone e Luigi Preziosi "perchè - dicono - in questa emergenza sanitaria non esistono differenze ma solo solidarietà". Nei prossimi giorni si sottoporranno al test, gratuito, anche altre categorie maggiormente a rischio a cominciare dai commercianti. Sarà comunque necessaria un’impegnativa da parte del proprio medico curante per sostenere il test.