Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA La preoccupazione rimane elevata, ma la speranza di un lento avvio verso la normalità diventa più concreta: giovedì 19 novembre, afferma il sindaco di Monza Dario Allevi, si potrà capire se in Lombardia ci sono i presupposti per chiedere al governo di promuovere la regione dalla zona rossa a quella arancione. La valutazione sarà effettuata durante l’incontro tra il presidente Attilio Fontana e i primi cittadini dei dodici capoluoghi: se sarà positiva venerdì sarà girata dal governatore alla conferenza Stato-Regioni. La decisione finale spetterà, comunque, al Governo che potrebbe pronunciarsi domenica.
«I numeri dei contagi a Monza e in Brianza – spiega Allevi – rimangono elevati: di fronte a una crescita simile è impossibile non essere allarmati. L’andamento, però, evidenzia una importante diminuzione dell’indice Rt che è sceso da oltre il 2 a 1.5 e pare che a livello regionale sia sotto l’1.4. Se ci saranno ulteriori segnali di calo e i presupposti per chiedere al Governo il passaggio alla zona arancione saremo tutti felici». Lo scatto, ricorda, non consentirà molta più libertà di azione rispetto alla rossa in quanto il vero salto avverrebbe con l’ingresso nella fascia gialla: non ci si potrebbe, quindi, muovere da un comune all’altro mentre non servirebbe l’autocertificazione per gli spostamenti all’interno della propria città tra le 5 e le 22. Tornerebbero in classe, però, gli studenti di prima e seconda media e potrebbero aprire i negozi al dettaglio.
DI PRIMULA GALANTUCCI “Vedevo 24 persone intubate, scene da film di fantascienza. E pregavo per loro”. Così Gerry Scotti racconta la sua esperienza col Covid sulle pagine del Corriere della Sera, ripercorrendo i giorni trascorsi in ospedale. Il conduttore parla del momento in cui ha scoperto di essere positivo al virus: “In un attimo ho rivissuto i sei mesi di paura, terrore, precauzione, speranza che stiamo vivendo tutti. Perché proprio a me?”. Scotti prosegue ricordando come i sintomi iniziali fossero stati febbriciattola, stanchezza, colpi di tosse. Per lui una terapia domiciliare, poi la decisione del ricovero a causa dei valori alterati durante un controllo ospedaliero. “Mi è stato consigliato di rimanere da loro perché avevo tutti i parametri sballati: fegato, reni, pancreas”. Una volta ricoverato per Scotti l’arrivo in una stanza al confine tra il reparto ordinario e l’unità di terapia intensiva dove è rimasto per 36 ore: “Ero in una stanzina, di là c’era la sliding door della vita di tantissime persone. Con due altri pazienti ci strizzavamo l’occhio, dai che ce la fai. Ho appurato che quella era l’ultima porta. Se decidevano di aprire quel varco... Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza. Pregavo per loro invece che pregare per me”. Il presentatore racconta di essere stato anche curato con il casco per l’ossigeno: “Mi hanno fatto indossare il casco salvifico, è l’ultimo step indolore della terapia prima che ti intubino” [...] “L’avevo visto in tv, letto suoi giornali, mi sembrava fantascienza. Ricordo lo slogan: il casco ti salva la vita. Adesso ho capito bene di che casco si tratta... Poi una mattina hanno girato indietro il letto e mi hanno riportato nella mia stanza”.
di Giovanni Farzati Santa Maria di Castellabate; festa dell'estate, "Santa Maria a mare"; 1952, la banda musicale marcia lungo corso Matarazzo il 15 agosto. (foto di Aurelio Di Biasi, grazie)
DI GIOVANNI FARZATI Tuoni, fulmini e tempeste, poi il sereno; come andar per mare, la competizione elettorale... 1964, elezioni, dopo i primi quattro anni alla guida del comune, sarà riconfermato l'avv. Farzati. Un suo fedelissimo, di buona verve artistica, offre al sindaco il simbolo delle "Tre spighe su tela"
INSERITO DA ANGELA CECERE Da ormai sette giorni il centrocampista del Frosinone, Grigoris Kastanos, è in ritiro con la Nazionale del suo Paese: Cipro. Mercoledì scorso è quindi sceso in campo, ma soltanto nella ripresa, in occasione dell'amichevole persa per 2 a 1 in casa della Gracia. Sabato, poi, è stato protagonista assoluto e mattatore in occasione del successo che il suo Cipro ha ottenuto nella gara casalinga contro il Lussemburgo valida per la National League. Kastanos, infatti, ha prima trasformato il calcio di rigore che ha permesso alla sua squadra di pareggiare il gol che aveva subito nei minuti iniziali della partita, e quindi al 25' della ripresa siglare la doppietta personale che ha dato la vittoria a Cipro. Ma le fatiche del centrocampista canarino con la sua Nazionale non sono ancora finite. Domani, infatti, è in programma un'altra gara valida per la National League, che vedrà Cipro impegnato in casa del Montenegro. In che vuol dire che Kastanos potrà tornare a disposizione di Nesta soltanto nella giornata di mercoledì e quindi svolgere con la squadra soltanto la seduta di rifinitura che chiuderà la preparazione alla partita di venerdì sera al "Benito Stirpe" contro il Cosenza. Una gara alla quale Kastanos non vorrebbe mancare per nessun motivo, ma è chiaro che comunque andrà valutata nei minimi dettagli la sua condizione fisica dopo il tour de force dell'ultima settimana.
INSERITO DA ANGELA CECERE Rovigo, 17 novembre 2020 - "Quando un bambino così piccolo muore non ci sono tante parole da dire, si resta ammutoliti dal dolore, pietrificati – dice Giovanni Rossi, sindaco di Badia Polesine, sconvolto dal tragico incidente a Giacciano con Baruchella in cui ha perso la vita Steve Luchin, 5 anni –. Conosco solo marginalmente i genitori, non sapevo che si erano trasferiti a Giacciano con Baruchella. Quello che è successo distrugge e addolora ognuno di noi, non voglio pensare a quello che stanno provando i familiari in questo triste momento. E’ un dramma immane che distrugge, la vita è la cosa più importante che c’è, davanti a quello che è successo ogni cosa passa in secondo piano. Esprimo ai familiari la mia personale vicinanza e a nome di tutta la cittadinanza. Un altro incidente della strada che ci deve comunque fare riflettere su quanto bisogna essere prudenti in ogni situazione ed in ogni momento quando si guida".
INSERITO DA ANGELA CECERE Forlì, 17 novembre 2020 - "In questi giorni si sta incrementando il personale dedicato al tracciamento dei casi positivi al coronavirus, un elemento importante per dare ai pazienti in quarantena risposte più rapide. A regime dovremmo poter mettere all’opera 28 addetti in più". Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica di Ausl Romagna, è a capo di una delle unità in prima linea. Covid oggi: bollettino Coronavirus 16 novembre. 23 morti in Emilia Romagna Dottoressa Angelini, molti pazienti guariti lamentano che dall’esito negativo dell’ultimo tampone, poi passa qualche altro giorno per essere rimessi in libertà: si può ridurre questo tempo? "Sì, è una delle questioni che stiamo affrontando. Capisco bene le ragioni di queste persone, alcune di loro ci telefonano, protestando. Il problema è che con 600 nuovi casi al giorno, bisogna moltiplicare per 8 o per 10 i contatti da avvisare, un numero enorme. Ora però il sistema è stato finalmente automatizzato e dovremmo accelerare i tempi".
INSERTO DA ANGELA CECERE Novità a Mezzago: la Giunta Comunale ha deliberato l’acquisto di 100 saturimetri che saranno distribuiti ai medici di base che li utilizzeranno per i pazienti Covid in cura a domicilio.I n arrivo i saturimetri per i pazienti Covid in cura a domicilio Ieri, lunedì 16 novembre, la Giunta Comunale di Mezzago ha deliberato l’acquisto di 100 saturimetri, fondamentali per monitorare l’ossigenazione nei pazienti Covid positivi. Già questa settimana, ha fatto sapere l’Amministrazione comunale in una nota diffusa in mattinata, i dispositivi verranno consegnati ai medici di base, che li utilizzeranno per il monitoraggio dei pazienti che si curano presso il proprio domicilio. Un gesto concreto per supportare la medicina territoriale, che coincide anche con una proposta della minoranza e raccoglie quindi il consenso unanime del Consiglio Comunale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Tutti uniti per Giovanni. Il ragazzo, che vive a Velasca insieme alla famiglia, da agosto è paralizzato dal torace in giù in seguito ad un incidente. Ora sta facendo una lunga riabilitazione. I suoi amici lo sostengono con una raccolta fondi. Tutti uniti per Giovanni A 27 anni, in un soffio, la vita di Giovanni è cambiata. Un tuffo in piscina a casa di amici, poi la corsa in ospedale, la difficile operazione chirurgica che, giovane e forte, ha superato ma che purtroppo nulla ha potuto di fronte alla rottura scomposta delle vertebre L3,L4 e L5 che gli ha provocato la paralisi dal torace in giù. Era agosto. Da quel momento Giovanni Coppolaro non è più tornato a casa: ora si trova a Villa Beretta a Costa Masnaga per un difficile percorso di riabilitazione. Oltre all’amore e all’affetto dei suoi familiari (mamma, papà e suo fratello) anche i tantissimi amici di Giovanni non hanno mai smesso di avere un pensiero per lui. Soprattutto in un momento come questo in cui la pandemia rende tutto più difficile, dove non ci si può vedere, abbracciare, a volte nemmeno sentire per giorni. Lo sa bene papà Agostino: “Non vediamo Giovanni dal 14 ottobre, giorno in cui ha iniziato la riabilitazione a Villa Beretta. A causa di della pandemia da Covid, infatti, non sono consentite visite. Cerchiamo di sentirlo quando è possibile ma le emozioni al telefono non sono facili da esternare. Quel che è certo è che ci manca, che non vediamo l’ora di riaverlo a casa. I medici ci hanno prospettato ancora 4/5 mesi di riabilitazione ma noi speriamo vivamente di poterlo riabbracciare prima”. In poche ore oltre 500 donazioni online Anche gli amici di Giovanni, e sono tanti davvero, fremono per poterlo rivedere a casa, insieme alla sua famiglia. Proprio per questo nelle ultime ore hanno attivato per lui una raccolta fondi su GoFundMe, per aiutare lui e la sua famiglia a sostenere le cure e il rientro a casa. “Giovanni è per noi un grande amico – racconta Stefano Carù – un punto di riferimento su cui poter contare. È una persona dall’animo buono, che ama fare dell’ironia e si merita davvero tutto l’affetto che possiamo dargli. È un ragazzo di 27 anni a cui è sempre piaciuto viaggiare, grande tifoso dell’inter, appassionato di sport, videogiochi e lego che da poco stava cercando casa per diventare indipendente. Ad agosto Giovanni ha vinto la sua battaglia per la vita dopo una lunga operazione. Ma da allora non lo abbiamo più potuto vedere ed è rimasto da solo a superare questo brutto momento a causa della pandemia in corso. Ora finalmente dopo tre mesi ha iniziato il suo percorso riabilitativo presso la struttura di Villa Beretta. Attualmente muove le braccia solo dal gomito al polso ma il suo percorso è appena iniziato, sarà lungo e richiederà tutto l’aiuto economico che possiamo dargli”. Da qui la decisione di attivare la raccolta fondi. L’obiettivo dei 20 mila euro è stato raggiunto in poco più di 12 ore grazia a oltre 500 donazioni. Un segno tangibile del grande cuore delle persone. Ora c’è un nuovo obiettivo da raggiungere. Grazie! Ora c’è ancora bisogno di voi” “Da parte di noi amici e da parte della famiglia di Giovanni un grazie di cuore. Abbiamo raggiunto, in appena 24 ore, il primo obiettivo che ci eravamo posti: garantire le spese per la riabilitazione a Gio” – scrivono su GoFundMe gli amici di Gio, che hanno deciso di alzare il tetto della raccolta fondi a 50mila euro (CLICCA QUI PER VEDERE LA RACCOLTA FONDI). “Adesso vorremmo impegnarci per rendere la sua vita più autonoma quando uscirà dall’attuale struttura, a partire dalle modifiche dell’abitazione, agli spostamenti e a tutto ciò che gli possa permettere di semplificargli il suo nuovo inizio. Continuiamo quindi a tenere la campagna aperta e a chiedere il vostro aiuto affinché arrivi a più persone possibile!” “Vorremmo far ripartire la vita di Gio come l’aveva lasciata, i viaggi che da solo intraprendeva, il suo lavoro a cui tiene molto e realizzare tutti i progetti lasciati in sospeso per poterne creare di nuovi”. E infine un messaggio rivolto solo a Giovanni nella speranza che lui possa leggerlo: “Gio tu pensa a solo a rimetterti in forma che a te ci sta pensando un’intera comunità qua fuori. Ti aspettiamo!”.