COSTIERA AMALFITANA NEWS FURORE AMALFI NELLA ZONA DETTA BUTTARA RADICHE AI LATI DELLA STRADA COSTITUISCONO PERICOLO



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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il consigliere comunale di opposizione GianLuca Laudano scrive sul suo profilo facebook:
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.



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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il consigliere comunale di opposizione GianLuca Laudano scrive sul suo profilo facebook:

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Obbligo di assicurazione per responsabilità civile, limitazione della conduzione alle sole persone che abbiano compiuto 18 anni di età, con conseguente divieto per i minori, ed estensione a tutti i conducenti dell'obbligo di indossare il casco protettivo, oggi previsto solo per gli under 18. Sono i contenuti della proposta di legge al Parlamento per modificare le disposizioni vigenti sui monopattini elettrici approvata dalla Regione Lombardia. "Purtroppo gli eventi drammatici che continuano a ripetersi impongono una riflessione più attenta sul modo in cui questi mezzi devono circolare", ha detto il governatore Attilio Fontana. ANSA

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA CAPALBIO, 07 SET - A causa del forte vento, durante la notte, il fuoco che si era sviluppato nei pressi di Capalbio (Grosseto) si è riattivato in una zona lontana da vie di accesso. Il fronte di fiamma si è poi rapidamente allargato, andando ad interessare un bosco di lecci. Evacuati precauzionalmente circa 20 appartamenti presso un centro residenziale. Le squadre di volontariato Aib (antincendi boschivi) e gli operai forestali presenti si sono adoperati con attrezzi manuali per contenere l'estensione dell'incendio ed evitare che raggiungesse altre zone densamente boscate. La sala operativa regionale ha quindi avviato la procedura del coordinamento assistito che prevede attivazione e impiego di figure specializzate per incendi boschivi rilevanti: sono attualmente in azione tre elicotteri e un Canadair, coordinati a terra da due direttori operazioni. I vigili del fuoco, oltre a garantire il rifornimento dei mezzi antincendio, sono dislocati a presidio di alcune villette che a scopo precauzionale sono state evacuate. Le famiglie per il momento sono ospitate in municipio. In arrivo ulteriori squadre da fuori provincia in rinforzo. (ANSA).
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INSERITO DA MORENA MOTTA "I miei poveri fiori sono tutti morti!" disse la piccola Ida. "Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?" chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! "Perché i fiori sono così brutti oggi?" gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito.
"Oh, sai che cos'hanno?" disse lo studente. "I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola."
"Ma no! i fiori non possono ballare" rispose la piccola Ida.
"Come no!" replicò lo studente. "Quando viene buio e noi tutti dormiamo, loro si mettono a saltare allegramente qui intorno, quasi ogni notte ballano."
"E i bambini non possono partecipare al ballo?"
"Sì: le piccole margherite e i mughetti!"
"E dove ballano i fiori più carini?" chiese la piccola Ida.
"Non sei già stata più volte fuori città in quel grande castello, dove il re abita d'estate, dove c'è un bel giardino con moltissimi fiori? Hai anche visto i cigni nuotarti incontro quando volevi dar loro le briciole di pane. Quello, sì, che è un ballo, credimi!"
"Sono stata in quel giardino proprio ieri con la mamma" disse Ida "ma tutte le foglie erano cadute dagli alberi e non c'era più neppure un fiore. Dove sono finiti? In estate ne ho visti tanti!"
"Sono entrati nel castello. Devi sapere che non appena il re e la sua corte tornano in città, tutti i fiori corrono nel castello per divertirsi. Dovresti vedere! Le due rose più belle si siedono sul trono e fanno il re e la regina. Tutte le rosse creste di gallo si mettono di lato e si inchinano, loro sono i gentiluomini di corte. Poi arrivano tutti i fiori più belli e ballano, le violette fingono di essere allievi ufficiali di marina, e ballano con i giacinti e coi fiori di croco, che chiamano signorine! I tulipani e i grandi gigli gialli, che sono vecchie signore, stanno attente che si balli bene e che tutto vada per il meglio."
"Ma non c'è nessuno che fa qualcosa ai fiori che ballano nel castello del re?" chiese la piccola Ida.
"Nessuno lo sa!" ribatté lo studente. "A volte di notte arriva il vecchio guardiano, che deve controllare il castello; ha un gran mucchio di chiavi e non appena i fiori sentono il rumore delle chiavi, si azzittiscono, si nascondono dietro le lunghe tende e affacciano la testa. "Sento bene dal profumo che qui dentro ci sono dei fiori!" dice il vecchio guardiano, ma non riesce a vederli."
"È divertente!" disse la piccola Ida e batté le mani. "Ma neppure io potrei vedere i fiori?"
"Sì; ricordati, quando andrai là di nuovo, di guardare dentro la finestra e sicuramente li vedrai. Io ho guardato oggi e c'era un lungo narciso giallo sdraiato sul divano che si stiracchiava come se fosse stato una dama di corte."
"Anche i fiori del giardino botanico possono andare fin là? Possono camminare così a lungo?"
"Certo che possono. Quando vogliono, possono anche volare. Non hai mai visto le belle farfalle, rosse, gialle e bianche, che sembrano proprio dei fiori? E lo erano; sono saltate dal gambo verso l'alto e hanno agitato i petali come se fossero state piccole ali, e così han cominciato a volare; e dato che si comportarono bene, ottennero il permesso di volare anche di giorno, non dovettero più tornare a casa e rimettersi sul gambo, e così i petali divennero alla fine delle ali vere. E l'hai visto tu stessa! Può anche essere che i fiori del giardino botanico non siano mai stati nel castello del re, altrimenti saprebbero quanto è divertente là di notte. Per questo ora ti dico qualcosa che renderà il professore di botanica che abita qui di fianco molto sorpreso. Tu lo conosci, vero? Quando vai nel suo giardino devi raccontare a uno dei fiori che c'è un grande ballo al castello, così lui lo dirà a tutti gli altri e se ne partiranno; e quando il professore entrerà nel giardino non ci sarà più nessun fiore e lui non saprà dove sono finiti."
"Ma come farà il fiore a raccontarlo agli altri? I fiori non sanno parlare!"
"No, certo che non sanno parlare" rispose lo studente "ma usano la mimica. Avrai notato che quando c'è un po' di vento, i fiori fanno cenni e muovono le foglie; si capiscono come se parlassero."
"E il professore non capisce la mimica?"
"Sì, senza dubbio! Una mattina era entrato nel suo giardino e aveva visto una grande ortica parlare con i movimenti delle foglie a un bel garofano rosso; gli diceva: "Sei così carino, e io ti voglio molto bene!"; ma questo al professore non piaceva affatto, così picchiò subito l'ortica sulle foglie, che sono le sue dita, e in quel modo si fece male e da quel momento non osò più toccare un'ortica."
"È divertente!" esclamò la piccola Ida e rise.
"Come si fa a raccontare certe cose ai bambini!" disse il noioso consigliere che era venuto a far visita e che si era seduto sul divano; non poteva sopportare lo studente e borbottava sempre quando lo vedeva ritagliare quelle strane figure divertenti: una volta un uomo che penzolava dalla forca e aveva un cuore in mano – era un ladro di cuori – un'altra volta una vecchia strega che cavalcava una scopa e aveva il marito sul naso; tutto questo non piaceva al consigliere che diceva sempre: "Che gusto mettere queste sciocchezze in testa ai bambini. Tu e la tua stupida fantasia!."
La piccola Ida pensava invece che era così divertente quel che lo studente raccontava dei suoi fiori, e ci pensò a lungo. Se i fiori avevano la testa piegata perché erano stanchi di aver ballato tutta la notte, erano sicuramente malati. Così li prese e li portò da tutti i suoi giocattoli, sistemati su un grazioso tavolino col cassetto pieno di cianfrusaglie. Nel letto della bambola c'era la bambola, Sofia, che dormiva, ma la piccola Ida le disse: "Adesso devi alzarti, Sofia, e accontentarti di stare nel cassetto per questa notte; i poveri fiori sono malati e devono sdraiarsi nel tuo letto, così forse guariranno," e sollevò la bambola che la guardava di traverso ma non disse una parola, perché era molto arrabbiata di non poter stare nel suo letto.
Poi Ida mise i fiori nel lettino della bambola, li coprì per bene con la coperta e disse che dovevano stare tranquilli: avrebbe preparato del tè per loro, così sarebbero guariti e si sarebbero alzati di nuovo l'indomani. Poi tirò le tende vicino al lettino per evitare che il sole li disturbasse.
Per tutta la sera non poté fare a meno di pensare a quello che lo studente le aveva raccontato, e quando lei stessa dovette andare a letto, guardò prima dietro le tendine della finestra dove c'erano i bei fiori della sua mamma, i giacinti e i tulipani, e sussurrò piano piano: "So bene che dovete andare al ballo questa notte"; i fiori fecero finta di niente, non mossero neppure una foglia, ma Ida sapeva bene quello che diceva.
Una volta a letto pensò a lungo a quanto sarebbe stato bello vedere i bei fiori danzare al castello del re. "Chissà se i miei fiori sono veramente stati là?" E così si addormentò. A metà notte si svegliò di nuovo; aveva sognato i fiori e lo studente con cui il consigliere brontolava dicendo che voleva mettere tutte quelle sciocchezze in testa alla bambina. C'era silenzio nella camera da letto dove si trovava Ida; la lampada per la notte bruciava laggiù sul tavolo e i suoi genitori dormivano.
"Chissà se i miei fiori sono ancora nel letto di Sofia!" si chiese "mi piacerebbe saperlo." Si alzò a sedere e guardò verso la porta, che era socchiusa; là nella stanza c'erano i fiori e tutti i suoi giocattoli. Tese l'orecchio e le sembrò di sentire qualcuno che suonava il pianoforte in quella stanza, ma così piano e così bene che non l'aveva mai sentito prima.
"Certamente tutti i fiori stanno ballando là dentro" disse. "Oh, come mi piacerebbe vederli!" ma non osava alzarsi perché avrebbe svegliato i suoi genitori. "Se solo venissero qui loro" pensò, ma i fiori non vennero e la musica continuava, e era tanto bella che lei non poté più trattenersi; scivolò fuori dal suo lettino e andò piano piano fino alla porta e da lì guardò nella stanza. Oh, che belle cose vide!
Non c'era luce là dentro, ma ugualmente la stanza era luminosa, la luna brillava attraverso la finestra fino in mezzo al pavimento! Era quasi come se fosse giorno. Tutti i giacinti e i tulipani erano allineati in due file sul pavimento, non ce n'erano più alla finestra, i vasi erano tutti vuoti. Sul pavimento i fiori ballavano girando tra di loro, facevano catene ordinate e si tenevano per le lunghe foglie verdi, quando ruotavano.
Al pianoforte sedeva un grande giglio giallo, che Ida di sicuro aveva visto quell'estate perché ricordava bene che lo studente aveva detto: "Oh, come assomiglia alla signorina Line!," ma tutti lo avevano preso in giro; ora invece anche Ida pensava che il lungo fiore giallo assomigliava alla signorina, e si muoveva allo stesso modo mentre suonava, piegava il viso allungato prima da un lato e poi dall'altro, segnando il tempo della musica. Nessuno s'accorse della piccola Ida. Lei vide poi un grande croco blu saltare sul tavolo dei giocattoli e andare al letto della bambola e tirare le tendine; li c'erano i fiori malati, ma si alzarono subito e fecero cenno agli altri, come se volessero danzare anche loro. Il vecchio bruciafumo, quello con il labbro inferiore rotto, si alzò e si inchinò davanti ai bei fiori, che non sembravano affatto ammalati; anzi saltarono giù insieme agli altri e avevano l'aria di divertirsi.
Le sembrò poi che qualcuno fosse caduto giù dal tavolo, e guardò in quella direzione: era il frustino di carnevale che era saltato giù, pensando di dover stare insieme ai fiori. Era molto grazioso e proprio sopra aveva un bambolotto di cera che portava un largo cappello in testa, giusto come quello del consigliere; il frustino di carnevale saltellava sulle sue tre gambe di legno rosse in mezzo ai fiori e batteva forte i piedi, perché si ballava la mazurca, e quella danza gli altri fiori non la potevano fare: erano troppo leggeri e non potevano battere i piedi.
Il bambolotto di cera sul frustino di carnevale divenne sempre più lungo e grande, e si librò sopra i fiori di carta e urlò a voce ben alta: "Come si fa a far credere certe cose ai bambini! Tu e la tua stupida fantasia!" e in quel momento il bambolotto di cera era tale e quale il consigliere, con quel largo cappello, era giallo e burbero come lui, ma i fiori di carta lo colpirono alle gambe e così si piegò di nuovo su se stesso e tornò a essere un minuscolo bambolotto di cera. Era proprio divertente! La piccola Ida non poté fare a meno di ridere.
Il frustino di carnevale continuò a danzare e il consigliere non poteva non danzare con lui; che si facesse ancora lungo lungo o restasse il bambolotto di cera con il cappello enorme, non serviva proprio a niente. Allora furono gli altri fiori a chiedere che potesse smettere, soprattutto quelli che avevano riposato nel letto della bambola, e così il frustino di carnevale si fermò. Contemporaneamente si sentì bussare forte nel cassetto, dove la bambola di Ida, Sofia, si trovava con molti altri giocattoli; il bruciafumo corse fino al bordo del tavolo, si affacciò, appoggiato sulla pancia, e aprì un pochino il cassetto. Sofia si alzò in piedi e si guardò intorno meravigliata. "Qui c'è un ballo!" disse "perché nessuno me l'ha detto?"
"Vuoi ballare con me?" chiese il bruciafumo.
"Sì, sei proprio il tipo giusto con cui ballare!" gli disse, e gli voltò le spalle. Poi sedette sul cassetto e pensò che uno dei fiori sarebbe certo andato a invitarla, ma nessuno andò; allora tossì un po' hm, hm, hm! ma anche con questo non andò nessuno. Il bruciafumo se ne ballava da solo e non era affatto male!
Dato che nessuno dei fiori sembrava guardarla Sofia si lasciò cadere dal cassetto giù sul pavimento, così ci fu una gran confusione; tutti i fiori corsero lì e la circondarono e le chiesero se s'era fatta male, e furono molto gentili con lei, soprattutto quelli che avevano usato il suo letto; lei non si era fatta male, e tutti i fiori di Ida la ringraziarono per il comodo letto e si occuparono di lei, la misero in mezzo al pavimento, dove la luna splendeva, e danzarono con lei, e tutti gli altri fiori le fecero cerchio intorno: ora Sofia si divertiva proprio! e disse che potevano tenere ancora il suo letto, perché a lei non costava nulla stare nel cassetto.
Ma i fiori risposero: "Ti ringraziamo molto, ma non vivremo a lungo; domani saremo morti: riferisci alla piccola Ida che ci seppellisca nel giardino, dove giace il canarino, così cresceremo di nuovo per l'estate e saremo ancora più belli!."
"No, non potete morire!" disse Sofia e baciò i fiori; nello stesso istante si aprì la porta del salone e entrò danzando una gran quantità di fiori bellissimi; Ida non immaginava da dove venissero. Erano certo tutti i fiori del castello del re. Per prime giunsero due belle rose, che portavano piccole corone d'oro in testa; erano un re e una regina, poi seguivano le più belle violacciocche e i garofani più graziosi, e salutavano da ogni parte. Avevano con loro anche un'orchestrina, grandi papaveri e peonie soffiavano nei baccelli dei piselli ed erano tutti rossi in viso, i giacinti azzurri e i bianchi bucaneve suonavano come avessero avuto addosso delle campanelline. Facevano una bella musica. Poi giunsero molti altri fiori e ballarono tutti insieme, le violette azzurre e le margheritine rosse, le margherite e i mughetti. E tutti si baciavano tra loro, erano così carini da vedere!
Alla fine si augurarono la buona notte e anche la piccola Ida se ne tornò nel suo lettino, dove sognò tutto quello che aveva visto.
Quando il mattino dopo si alzò, andò subito al tavolino per vedere se i fiori erano ancora li, tirò le tendine del letto e, sì c'erano tutti, ma erano completamente appassiti, molto più che il giorno prima. Sofia era nel cassetto, dove l'aveva messa lei, e appariva molto assonnata.
"Ti ricordi che cosa mi dovevi dire?" chiese la piccola Ida, ma Sofia aveva l'aria molto stupida e non disse una parola.
"Non sei affatto buona" disse Ida "eppure hanno ballato tutti con te." Poi prese una scatoletta di cartone con disegnati sopra dei begli uccellini, la aprì e vi mise dentro i fiori morti. "Questa sarà la vostra graziosa bara" disse "e quando i miei cugini norvegesi saranno qui, vi seppelliremo fuori in giardino cosicché possiate crescere per l'estate e diventare ancora più belli."
I cugini norvegesi erano due ragazzi in gamba, si chiamavano uno Giona e l'altro Adolfo; avevano appena avuto in regalo dal padre due nuovi archi che avevano portato per mostrarli a Ida. Lei raccontò dei poveri fiori appassiti, e così poté seppellirli. I due ragazzi erano davanti, con gli archi sulle spalle, e la piccola Ida li seguiva con i fiori morti nella graziosa scatola, nel giardino venne scavata una piccola fossa; Ida prima baciò i fiori, poi li posò con la scatola nella terra e Adolfo e Giona tirarono con l'arco, non avendo né fucili né cannoni.
di Hans Christian Andersen
FONTE www.andersenstories.com
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sartena[2][3] (o anche Sartene[4][5], originariamente Sarteni[6] o Sartene[7]; in francese Sartène /saʁˈtɛn/, in corso Sartè /sarˈtɛ/) è un comune di 3 244 abitanti situato nel dipartimento della Corsica del Sud nella regione della Corsica (Francia), sede di sottoprefettura dipartimentale (arrondissement di Sartena). Tutto all'interno del suo territorio comunale si trova il comune di Giuncheto. È il comune più esteso della Corsica con ben 200,4 km² di superficie[8]. Sartena è una delle poche città corse che non si affacciano sulla costa e si trova a 14 chilometri da Propriano. È sede di un ospedale situato a 5 km dal centro cittadino sulla D 21. Dal punto di vista dell'estensione territoriale, è l'undicesimo comune della Francia. Il suo litorale va dalla Cala d'Arana a nord fino alla Cala di Roccapina a sud, comprendendo Capo Senetosa con il suo faro. Dominata da famiglie della nobiltà corsa che possedevano le terre coltivabili, ebbe grande splendore nel Basso Medioevo. Il feudalesimo vanificò a Sartena le spinte indipendentiste di Sampiero Corso e di Pasquale Paoli, determinando lo schieramento cittadino favorevole prima a Genova e poi alla Francia. Subì scorrerie piratesche nel 1583 da parte dei Barbareschi che la devastarono e trassero in schiavitù 400 abitanti nel 1732, quando tutta la zona circostante fu devastata. Nel 1768 entrò a far parte della Francia. Durante gli anni 1830-1840 si ebbero feroci scontri tra popolo e nobiltà.
WIKIPENDIA
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INSERITO DA MORENA MOTTA Con il termine pyramidion (accentato pyramìdion) si intende la cuspide piramidale monolitica delle piramidi e degli obelischi che rappresentava la sacra pietra benben.
Erano costituiti nell'Antico Regno, da materiali rari come la diorite o il nero basalto che creavano così un forte contrasto policromo con il bianco calcare di rivestimento.
Durante il Medio Regno veniva usato il granito con iscrizioni geroglifiche. Il più famoso è quello di Amenemhat III proveniente dalla piramide nera di Dahshur, conservato al museo del Cairo e decorato con geroglifici, con il disco solare alato e con due urei. Tra le ali del sole vi sono due occhi, simbolo della bellezza di Ra nascente mentre sotto vi sono incisi anche i cartigli e le formule di vita eterna.
Nelle piramidi del Nuovo Regno di Deir el-Medina i pyramidion avevano tutte e quattro le facce decorate con scene di culto solare e con il defunto in adorazione di Ra ma erano fatti sempre di calcare locale, proveniente da Tura, come quello frammentario rinvenuto presso la tomba di Sennedjem. Il pyramidion della piramide di Cheope doveva pesare circa 7 tonnellate.
Quello degli obelischi, più piccolo, era spesso senza iscrizioni e ricoperto con lamine d'oro, elettro o rame dorato come quello di Niuserra ad Abu Gurab che brillava di vivida luce illuminato dai raggi del sole.
FONTE https://it.wikipedia.org
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INSERITO DA ANGELA CECERE La 15esima edizione dei Seat Music Awards - in onda il 9 e 10 settembre in prima serata su Rai1 - sarà quella della “ripartenza”. Ma anche dell’omaggio: a Raffella Carrà, primadonna del varietà (le due sere sono a lei dedicate), a Gino Strada (Fiorella Mannoia canterà in suo ricordo) e a Stefano D’Orazio, con gli ex compagni Pooh a ricordarlo, ma solo a parole. All’Arena di Verona - con la conduzione veterana di Carlo Conti e Vanessa Incontrada - sono attesi seimila spettatori e un parterre di ottanta ospiti (non solo musicali) tra cui Alessandra Amoroso, Claudio Baglioni, Orietta Berti, Elisa, Negramaro, Alessandro Cattelan, Antonella Clerici, Paola Cortellesi e Andrea Bocelli. Premio speciale per Maria De Filippi (“per il contributo dato alla musica attraverso la tv”, spiega Carlo Conti) e un post Arena domenica 12 alle ore 16.30 su Rai1 con Nek conduttore di Disco Estate: si evocheranno gli storici tormentoni estivi insieme a una serie di ospiti musicali non presenti nelle due serate degli Awards, da Coma_Cose a Colapesce e Dimartino. “I Seat Music Awards sono il filo rosso musicale che collega il Festival di Sanremo che è estato a quello che sarà - ha spiegato Claudio Fasulo capostruttura di Rai1 – e un luogo di celebrazione della tv senza steccati editoriali. Mi piace potessero diventare i nuovi TeleGatti”.
LEGGO

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sale al 13% (+ 1%) la percentuale dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva in Sardegna, mentre scende al 14% (-1%) la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica. Sono i dati forniti da Agenas, che tengono l'Isola ancora in bilico tra zona bianca e gialla: la regione, infatti, è sopra la soglia critica del 10% per le intensive e sotto solo di un punto per l'aera medica, il cui limite da non superare è fissato al 15%. In calo, invece, il dato sull'incidenza per ogni 100mila abitanti, sceso nell'ultima settimana - dal 30 agosto al 5 settembre - al 102,3 (era al 137,3). ANSA
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INSERITO DA MORENA MOTTA L’habitat elettivo della iena maculata è rappresentato dalle aree semidesertiche e di savana dell’Africa centrale e meridionale. La sua pelliccia è corta e ispida e il manto è caratterizzato da macchie scure che sono più evidenti negli individui giovani e quasi assenti in quelli molto vecchi.
Il corpo è lungo circa 95-150 cm e l’altezza al garrese è di 75-85 cm, con le femmine che sono più grandi e pesanti dei maschi (55-70 kg contro 45-60 kg), diversamente dalla maggior parte dei mammiferi. Crocuta crocuta esibisce un corpo tarchiato, un collo massiccio e delle mascelle portentose che, insieme ai resistenti denti, permettono di polverizzare anche le ossa delle prede. Le femmine, che sono il sesso dominante nella specie, hanno l’apparato genitale del tutto simile a quello maschile.
Le iene maculate si riuniscono in gruppi anche molto numerosi, fino a 80 membri, in base alla disponibilità di prede. Il ruolo di comando è assegnato alla femmina dominate e alle sue figlie, che sono destinate a sostituirla, mentre i maschi sono completamente assoggettati al volere delle compagne.
Solitamente le madri danno alla luce due gemelli, ma è molto frequente che questi comincino subito a litigare fra loro e che uno abbia il sopravvento e uccida l’altro. L’investimento parentale è alto e la madre protegge e allatta la sua prole quasi per un anno e mezzo.
La vita media in natura è stimata essere di 20 anni. Le iene maculate comunicano soprattutto attraverso le vocalizzazioni e la tipica risata, da cui deriva il nome “iena ridens”, è associata soprattutto a stati di paura o eccitazione e si sente spesso quando un individuo è inseguito.
FONTE www.focusjunior.it

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA CERIGNOLA (FOGGIA), 07 SET - Tentato assalto all'alba a un tir vuoto sull'A16 Napoli-Canosa nel Foggiano, tra Candela e Cerignola Ovest. Il conducente, un napoletano di 54 anni, stava andando a caricare scarpe in un calzaturificio di Lecce. A quanto si apprende, l'assalto è fallito grazie alla reazione dell'autista, che è riuscito a fuggire e a chiamare i soccorsi, trovando una pattuglia dei Carabinieri ad attenderlo all'uscita dell'autostrada, al casello di Cerignola Ovest. Secondo le prime informazioni, i rapinatori hanno bloccato la carreggiata con due veicoli in fiamme, un furgone poi risultato rubato ad Andria e un'auto rubata a Canosa. E hanno seguito il Tir con una Bmw nera, affiancandolo per puntare contro l'autotrasportatore una sorta di lampeggiante, un altro espediente per tentare di costringerlo a fermarsi. La dinamica è in fase di ricostruzione. E' intervenuta la Polizia, con gli uomini della Stradale e della Scientifica. Non è il primo assalto autostradale con tecniche analoghe nella zona di Cerignola, dove si intersecano la A16 e la A14. Solo lo scorso anno, tra luglio e agosto ne vennero compiuti tre, tutti contro portavalori blindati, tutti falliti: il 24 luglio e il 10 agosto lungo la A14 e il 24 agosto sull'A16. (ANSA).