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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Inferiore, sorpasso e schianto: grave motociclista. Ha perso una gamba

11 Settembre 2021, 09:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Schiacciato tra auto e camion dopo un’invasione di corsia. L’uomo è ricoverato all’Umberto I in prognosi riservata NOCERA INFERIORE - Ha perso una gamba ed è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Sarebbe in condizioni gravi ma stazionarie l’unico ferito nell’incidente stradale che si è verificato mercoledì sera in via Cupa del Serio a Nocera Inferiore. Si tratta di un motociclista nocerino di 42 anni. L’uomo è finito con il suo T-Max tra un autocarro ed una macchina. Se per il camionista e l’automobilista non ci sono state ripercussioni, per il 42enne alla guida dello scooterone sì. L’impatto, su cui indagano i vigili urbani agli ordini del comandante Carmine Bucciero , si è verificato lungo la strada che collega le rampe di Chivoli alla ex statale Nocerina, attraversando l’abitato popolare di Piedimonte. Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla polizia municipale, l’uomo a bordo dello scooter era in fase di sorpasso quando, invadendo la corsia opposta, si è ritrovato stretto tra il camion e la macchina che sopraggiungeva. Nonostante la brusca frenata effettuata da alcuni dei veicoli coinvolti, sull’asfalto erano evidenti i segni, non c’è stato scampo per il motociclista nocerino. L’uomo è finito a terra, riverso a centro strada a faccia in su, con ferite esposte e copiose perdite di sangue, ma tuttavia cosciente all’arrivo dei sanitari. La scena era spaventosa. Sono stati allertati immediatamente i soccorsi. Sul posto i caschi bianchi con il comandante Bucciero e le ambulanze del 118. Stabilizzato, è stato trasportato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore e poi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. I medici sono stati costretti ad amputare parzialmente una gamba. Il 42enne è stato poi ricoverato nel reparto di Rianimazione, la prognosi è riservata e le condizioni sarebbero stazionarie. Non sono rimasti feriti, invece, i conducenti dell’automobile e del camion. Tuttavia sono stati portati anche loro al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Tutti e tre sono stati sottoposti ad alcol test e droga test e, in via precauzionale, sono state ritirate le patenti di guida. Sono scattate le segnalazioni in prefettura e in procura. A causa del blocco su via Cupa del Serio, ci sono state ripercussioni sul traffico in città. Sconvolti quanti hanno assistito alla scena ed hanno allertato i soccorsi per evitare il peggio al centauro. Via Cupa del Serio è una strada a scorrimento veloce, solitamente molto trafficata, tuttavia era da tempo che non si verificavano incidenti così gravi tanto da mettere in serio pericolo i feriti. Saranno gli uomini del comandante Bucciero a stabilire come siano andati i fatti. Salvatore D’Angelo LA CITTA

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CILENTO NEWS Montesano sulla Marcellana, si schianta per evitare cane: muore 22enne Il giovane è finito fuori strada lungo via Nazionale

11 Settembre 2021, 09:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA MONTESANO SULLA MARCELLANA - Incidente mortale tra Padula e Montesano sulla Marcellana: perde la vita ragazzo di 22 anni. Il giovane, residente a Montesano, era da solo alla guida di una Punto lungo via Nazionale all'altezza della ex clinica Fischietti quando ha perso il controllo dell'auto, dopo aver investito un cane nel tentativo di evitarlo è finito fuori strada. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori. Erminio Cioffi LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Baronissi, otto giorni senza corrente: i volontari gli trovano casa Lieto fine per una coppia di rifugiati con tre bimbi già ospiti del progetto Sprar

11 Settembre 2021, 09:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARONISSI - Scade il progetto Sprar, trovano una sistemazione alternativa grazie ai volontari di Legambiente. Una storia di solidarietà a lieto fine, ma anche di sofferenza, quella vissuta da una famiglia di rifugiati provenienti dal Pakistan, che si sono trovati per alcuni giorni quasi senza un tetto sopra la testa in quanto i termini per usufruire dell’abitazione resa disponibile da una cooperativa del territorio erano scaduti. Il nucleo familiare, composto da una coppia e da tre bimbi piccoli, tutti con lo status di richiedenti asilo, era tra quelli accolti nella cittadina della Valle dell’Irno grazie al progetto Sprar, nell’ambito di un progetto con scadenza a fine agosto. Sapendo di dover traslocare, si erano già messi alla ricerca un altro posto in cui vivere, ma la ricerca si era rivelata più difficoltosa del previsto. Fino a che si è arrivati alla data fatidica del 31 agosto: trascorsi 20 minuti dalla mezzanotte, nella casa in cui abitavano sarebbe stata staccata la luce, lasciandoli nell’impotenza. Seguivano giorni di ansia e preoccupazione per il futuro, fino a che non appariva la classica luce in fondo al tunnel: in particolare grazie agli sforzi profusi da cittadini e volontari del territorio, tra cui diversi esponenti di Legambiente che gli hanno teso la mano per aiutarli a sistemarsi altrove. È stata quindi trovata un’altra abitazione in affitto a Baronissi, dove si sono resi necessari lavori a tempo di record per rendere gli ambienti confortevoli e abitabili per la famigliola e consentire l’allaccio delle utenze. I cinque pakistani hanno dovuto munirsi di pazienza e resistere in una situazione non certo ottimale, privi della corrente, occupandosi dei bimbi e senza trascurare il lavoro con cui riuscire a mantenersi. Otto lunghi giorni prima che arrivasse la bella notizia: la nuova casa era pronta e “attendeva” solo i suoi ospiti. Un sospiro di sollievo e una conclusione felice per una vicenda che ha in ogni caso messo a nudo qualche problema di tempistica in un progetto, pur lodevole e funzionante, basato proprio sull’accoglienza. Tra coloro che si sono personalmente e materialmente attivati per dare una sistemazione ai cinque rifugiati, i volontari Andrea e Marilena Magliano , soci di Legambiente, e il presidente della sezione Irno, Antonio D’Auria . Quest’ultimo, nel momento in cui la famiglia ha preso possesso del nuovo appartamento, ha parlato della fine di un incubo: «Abbiamo fatto il possibile ed anche l’impossibile, alla fine siamo riusciti a fare felice una famiglia pakistana con tre figli piccoli che da ben otto giorni era senza energia elettrica, abbandonati da tutte le istituzioni. Da mercoledì sono nella nuova casa che gli abbiamo trovato, in pochissimo tempo l’abbiamo fatta mettere in ordine e soprattutto si è provveduto per l’energia elettrica. Erano felicissimi e noi con loro». Non manca una nota polemica: «Sono cose che in un Paese civile dell’Occidente non possono succedere, ci auguriamo sia l’ultima volta. Queste persone rischiavano di finire sotto un ponte. È segno che l’associazionismo funziona, il resto no». Francesco Ienco LA CITTA

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CILENTO NEWS Cilento- Rutino Scalo, oggi una giornata particolare al Mediterraneo video festival sulla scia di Giovanni Farzati in Graziella

11 Settembre 2021, 09:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 1 persona e bicicletta

INSERITO DA GIOVANNI FARZATI L'uomo a pedali, Roberto Bonfanti, di recente a pubblicato un libro dove mette in mostra tutta la sua passione per il ciclismo; il ciclista con la bicicletta Graziella; Giovanni Farzati, giornalista di Perdifumo, ex pistard negli anni 80, gs Lagrav Lecce, da qualche mese, ha scoperto il nord Walking agonistico, (camminata veloce con bastoni da sci) interessante il suo personale: 8 chilometri in 1ora19.21. L'uomo a Pedali e il ciclista in Graziella con la mitica pieghevole; gli amici della costiera amalfitana e Sorrentina, Michele Pappacoda, Vettica di Amalfi on line e il cronista di Castellammare di Stabia, Pasquale Greco. Anche lo spirito anticonformista e surrealista di Salvador Dalì subì il fascino della Graziella, pratica ed elegante. Il celebre pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo venne ritratto mentre trasportava alcune sue opere a fianco della sua inseparabile Graziella. Al Medfest 2021di Maria Grazia Caso, ciclismo eroico e cinema a braccetto, raccontare il territorio legandolo ai personaggi, è il local global; così la Mostra mediterranea del cinema di Maria Grazia Caso, ha ricevuto la visita a Rutino scalo del corridore ciclista cilentano in Graziella, Giovanni Farzati: strada Provinciale e SS18 per Rutino, Rutino Scalo; ritorno SS18 e a sx a Santa Maria Torchiara direzione Mercato Cilento; raccontare il territorio legandolo ai personaggi del territorio. (s.r.)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Tromba d'aria a Pantelleria: 2 morti nelle auto ribaltate e 9 feriti. I soccorritori: «Una scena apocalittica»

11 Settembre 2021, 08:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una tromba d'aria che si è abbattuta sull'isola di Pantelleria ha provocato, secondo i soccorritori, la morte di due persone e il ferimento grave di almeno altre quattro. La tromba d'aria avrebbe investito in pieno almeno dieci auto. La conferma arriva dal sindaco di Pantelleria Vincenzo Campo, che sta seguendo e coordinando le operazioni di soccorso. «Ci sono due morti e diversi feriti - dice -. È stata certamente una tromba d'aria che ha coinvolto case e anche diverse auto. Sono in corso le ricerche. Stiamo ancora valutando quello che è successo». Sono abitanti di Pantelleria le due persone morte in seguito al passaggio di una tromba d'aria che si è abbattuta sull'isola di Pantelleria. Si tratta di Giovanni Errera, di 47 anni, vigile del fuoco in servizio sull'isola, e di un pensionato di 86 anni, Francesca Valenza. I due viaggiavano a bordo delle loro auto, sulla strada che porta al lago di Venere, quando sono stati investiti dalla tromba d'aria. Subito sono intervenuti i soccorsi da Lampedusa insieme ai soccorsi del 118 con l'elisoccorso. La tromba d'aria ha interessato la contrada Campobello, una zona costiera dell'isola. Le vittime, che erano a bordo delle loro auto, sono state investite in pieno dalla tromba d'aria e scaraventate fuori dall'abitacolo, una su un muretto l'altra a terra. Anche i feriti, quattro dei quali sono in gravi condizioni, sarebbero stati coinvolti in incidenti stradali provocati dalla furia del maltempo. Sul posto stanno intervenendo i sanitari del 118 e i carabinieri. Le condizioni meteo sull'isola allo stato sono in miglioramento

I SOCCORRITORI: "SCENA APOCALITTICA" «Quello che si è presentata ai nostri occhi è stata una scena apocalittica». È quanto racconta un soccorritore del 118 intervenuto stasera in contrada Campobello, sull'isola di Pantelleria, dove una tromba d'aria ha distrutto abitazioni e auto. La tromba d'aria è arrivata dal mare e in pochi secondi ha trascinato in un vortice case e auto che stavano percorrendo la strada perimetrale dell'isola. «Sentivo pioggia e vento fortissimi, qualcosa di davvero anomalo per la nostra isola. Tutto è successo in un momento». È la testimonianza di Pino Guida, residente in contrada Karuscia a Pantelleria. Casa sua dista poco meno di un chilometro dal luogo dove la tromba d'aria ha investito case e auto seminando morte e distruzione. «Dall'intensità della pioggia sembrava come un tornado che veniva dal mare - racconta ancora Guida - da casa non riuscivamo a uscire, tanto era forte il vento. A un certo punto è andata via anche la luce e a quel punto abbiamo pensato che la tromba d'aria aveva provocato danni seri, anche se non potevamo immaginare ci fossero anche delle vittime». (ANSA).

LUTTO CITTADINO Per domani è stato proclamato il lutto cittadino a Pantelleria. Lo ha annunciato il sindaco Vincenzo Campo con un post sui social. «L'Amministrazione comunale si stringe con affetto e sgomento attorno alle famiglie delle vittime», scrive il primo cittadin LUTTO CITTADINO Per domani è stato proclamato il lutto cittadino a Pantelleria. Lo ha annunciato il sindaco Vincenzo Campo con un post sui social. «L'Amministrazione comunale si stringe con affetto e sgomento attorno alle famiglie delle vittime», scrive il primo cittadino.

LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Messina, clochard uccisa a coltellate sugli scalini della chiesa: fermato un 70enne

11 Settembre 2021, 08:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA I carabinieri hanno fermato nella notte a Messina un sospettato per la morte della clochard Concetta Gioè, 68 anni, uccisa ieri davanti alla chiesa di Santa Caterina a Messina. Si tratta di un altro senza fissa dimora: Pietro Miduri, 70 anni, pregiudicato originario di Furci Siculo che nel 1974 si rese autore di un altro omicidio. Ad incastrarlo le immagini dei sistemi di sorveglianza nella zona. Interrogato per oltre due ore dal pm Vito Di Giorgio, l'uomo non ha ammesso il delitto. Dopo che il gip ha convalidato il fermo, è stato trasferito al carcere di Trapani. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tra l'arrestato e la vittima ci sarebbe stata una violenta lite: l'uomo avrebbe colpito la donna con un coltello 12 volte e uno dei fendenti le avrebbe reciso la giugulare causandone la morte. La clochard, che ha un marito e tre figli, era originaria di Palermo, da dove era andata via scegliendo di vivere in strada. Dopo l'autopsia, il corpo della donna verrà restituito ai familiari.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 11 settembre, Mattarella: «La tragedia ci ha uniti. Libertà, democrazia, pace e sicurezza valori indivisibili»

11 Settembre 2021, 08:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MICHELE PAPPACODA «In occasione del ventesimo anniversario dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, desidero anzitutto esprimere la vicinanza del popolo italiano alle famiglie delle vittime di quel feroce attentato e a tutto il popolo degli Stati Uniti, nel segno della profonda e storica amicizia che lega i nostri due Paesi». È quanto si legge in una dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del ventesimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001. «Rivolgo - dice il capo dello Stato - un pensiero particolare ai connazionali e alle persone di origine italiana che persero la vita in quella dolorosa circostanza, vite spezzate da un fanatismo vile e cieco che colpì uomini e donne innocenti. Quella tragedia ci ha uniti nel segno del dolore. La memoria della barbara aggressione di vent'anni or sono ci spinge con sempre maggiore vigore a proteggere quella cornice comune di valori che risponde ai princìpi di libertà e pacifica convivenza tra popoli».Per Mattarella «la drammatica vicenda afgana che ne è seguita, sino al recente gravissimo attentato presso l'aeroporto di Kabul, ultimo di una sequela di brutali attacchi terroristici susseguitisi negli anni in tanti Paesi, conferma quanto sia impervia la strada della affermazione dei diritti dell'uomo. Libertà, democrazia, pace e sicurezza sono valori indivisibili che non possono mai essere considerati acquisiti, bensì devono essere preservati e alimentati dalla comunità internazionale». «L'impegno dell'Italia in questo ambito non verrà mai meno, a partire dal contributo alla definizione di una cornice di sicurezza che sappia sconfiggere il terrorismo e i suoi inganni. L'Italia è solidale con gli Stati Uniti e gli altri alleati per fronteggiare ogni minaccia terroristica, spegnere i focolai di guerra che le fortificano e per rafforzare un ordine mondiale incentrato sul diritto, sulla giustizia sociale ed economica, attraverso la cooperazione, il dialogo multilaterale, nella profonda convinzione che tale impegno consentirà di affrontare le nuove decisive sfide che si profilano sullo scenario globale per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni», conclude il Colle.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PROSSIME ORE, tra poco VIOLENTI TEMPORALI con GRANDINE colpiranno tante REGIONI, pericolo di NUBIFRAGI

11 Settembre 2021, 08:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PROSSIME ORE ancora a rischio di FORTI TEMPORALI, GRANDINE e NUBIFRAGI

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un insidioso vortice di bassa pressione in viaggio dalla Sardegna verso le regioni del Sud, manterrà condizioni di tempo fortemente instabile nelle prossime ore con possibili violenti temporali, grandinate e numerosi nubifragi che colpiranno tante regioni. La cronaca meteorologica ci racconta purtroppo di una fase di maltempo che già venerdì ha interessato dapprima la Sardegna per poi spostarsi verso alcuni tratti del Sud dove temporali anche forti hanno colpito soprattutto la Sicilia. E qui dove si è verificato un evento vorticoso (Tornado) che ha provocato addirittura morte e distruzione nelle zone di Pantelleria. Ora la fase di maltempo muoverà il suo baricentro in direzione dei Balcani ma sarà ancora in grado di provocare parecchi temporali anche forti su molte aree del Sud. Vediamo allora quali saranno i settori maggiormente a rischio fino a questa sera. Nella prima parte del mattino occhi puntati ancora sulla Sardegna , la Sicilia e la Calabria dove sarà attiva una vivace attività temporalesca che potrebbe temporaneamente raggiungere i litorali laziali e campani. Qualche isolato piovasco potrà inoltre bagnare localmente alcuni tratti del Nordovest segnatamente la Lombardia e l'ovest Emilia. In tarda mattinata poi, ci attendiamo un generale miglioramento sulla Sardegna mentre insisteranno rovesci, temporali e locali grandinate al Sud pronti a condizionare il meteo praticamente fino a sera. Nel pomeriggio infatti la fase di forte maltempo colpirà soprattutto il tratto di mare del basso Tirreno e anche gran parte dell'area ionica. Ci attendiamo forti piogge, temporali e nubifragi sulle coste ioniche di Calabria e Basilicata mentre altri rovesci temporaleschi colpiranno i settori nord della Sicilia e l'area ionica della Puglia. Come accaduto nella giornata di venerdì, non saranno da escludere fenomeni vorticosi. Il maltempo proseguirà poi sulle medesime aree fino a sera e solo nel corso della nottata il centro motore del brutto tempo si muoverà con più decisione verso l'area balcanica con un conseguente seppur graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche. Ci sarà invece spazio per un sabato sicuramente più tranquillo sul resto del Paese fatta eccezione per una modesta ingerenza temporalesca pomeridiana a ridosso dei monti del Nord, ma con qualche timido disturbo non escluso sulla dorsale appenninica centrale dove tuttavia il rischio di pioggia si manterrà piuttosto basso. di Salvatore de Rosa Meteorologo IL METEO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PROSSIMA SETTIMANA, CAMBIA TUTTO! Da Mercoledì ASSAGGIO AUTUNNALE con PIOGGE BATTENTI su tutta ITALIA

11 Settembre 2021, 08:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Previsioni meteo per la prossima settimana

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ormai non ci sono più dubbi, nel corso della prossima settimana cambierà tutto, con le condizioni meteo che peggioreranno da martedì 14 settembre, sotto i colpi di una forte perturbazione atlantica. Prepariamoci dunque ad un assaggio autunnale con piogge battenti, stavolta pronte a colpire tutta l'Italia. Ma facciamo il punto della situazione per capire meglio cosa aspettarci tracciando una tendenza aggiornata su precipitazioni e temperature. Dopo un inizio di settimana tutto sommato tranquillo, caratterizzato da poche e isolate precipitazioni a carico solamente sulle coste tirreniche del Sud, la nostra attenzione si concentra da martedì 14, quando le prime avvisaglie di un vasto fronte atlantico interesseranno le regioni del Nordovest, provocando piogge intense già durante il pomeriggio/sera, in particolare su Liguria e Piemonte. Ma sarà da mercoledì 15 settembre in poi che la perturbazione riuscirà a sfondare definitivamente sull'Italia, dando il via ad una fase di diffuso e intenso maltempo. Il vortice ciclonico, in discesa dal Nord Atlantico, si approfondirà ulteriormente sul mar Tirreno, richiamando intense e umide correnti meridionali che andranno ad esaltare i contrasti tra masse d'aria diverse. Ecco quindi che potrebbero prender vita imponenti celle temporalesche in grado di scaricare al suolo ingenti quantità d'acqua nel giro di poche ore: le tanto temute alluvioni lampo. Secondo gli ultimi aggiornamenti andrà prestata massima attenzione soprattutto su Liguria, Alpi e Prealpi lombarde e piemontesi e successivamente anche sui settori tirrenici di Toscana, Lazio e Campania dove potrebbero cadere fino ad oltre 100 litri per metro quadrato in pochissimo tempo. Nei giorni successivi il peggioramento si estenderà a tutto il nostro Paese. Insomma, ecco servito il primo generale impulso instabile prettamente autunnale. Anche le temperature infatti sono previste in sensibile calo e, specie dove insisteranno le precipitazioni, si porteranno fin sotto le medie climatiche di riferimento. di Carlo Testa Meteorologo IL METEO.IT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Ametrano story: “Io, Maradona e la notte da campione del mondo con la Juve. Ribery a Salerno scelta d’amore”

11 Settembre 2021, 07:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA CARLO AMETRANO La Juve nel destino, da Castellamare di Stabia a Torino. Poi gli scarpini di Maradona in regalo e quella medaglia di campione del mondo conquistata in Giappone che luccica ancora. Oggi Raffaele Ametrano ha 48 anni e corre ancora dietro al pallone

 

Mille colori, mille parole, la voce di un bambino. Poi un sole amaro, l'odore del mare e una carta sporca. È Napoli, nel bene e nel male. È Napoli, nelle parole di Pino Daniele, il compagno di viaggio di Raffaele Ametrano, l'ex ragazzo di talento di Castellammare di Stabia che un giorno si è arrampicato in cima al mondo. Suo padre lavorava alla Fincantieri, lui con passione e sudore è arrivato a stringere la mano a Maradona. Il 1996 gli ha cambiato la vita, forse troppo in fretta: con l'Italia Under 21 ha vinto gli Europei, con la Juve di Del Piero la Coppa Intercontinentale contro il River a Tokyo. Emozioni uniche che oggi è bello rivivere ad Udine, la sua seconda casa dopo la terra natia. Quella Campania dove Ametrano ha giocato praticamente ovunque, dove tanti ragazzi sognano in grande come lui in passato. Col pallone tra i piedi.

Raffaele, lei fa l'allenatore: che momento sta vivendo?

Ho iniziato nel 2010 come secondo di Rastelli al Brindisi. Poi ho lavorato nel settore giovanile dell'Udinese per quattro anni. Nella mia ultima esperienza ho fatto il vice di Sullo al Padova per una stagione. Adesso lavoro per una società qui ad Udine sempre a livello giovanile e mi diverto. Rastelli e Sullo sono due grandi allenatori. Massimo allena da tempo come primo. Salvatore è stato vice di Ventura al Bari, al Torino e in Nazionale. Adesso guida l'ACR Messina in Serie C. Ha una grande carriera davanti.

Che cosa l'ha spinta a fare l'allenatore?

La passione per il calcio ti rimane addosso. Ad un certo punto purtroppo è impossibile restare in campo. Io a nove anni ero già iscritto alla scuola calcio, mi sono ritirato quando ne avevo 38. Non è stato facile abbandonare questo sport. La passione che mi spinge ancora a stare sul campo è forte. Mi piace allenare i ragazzi perché assorbono tanto dall'allenatore. Coi grandi è diverso, c'è più da gestire che da allenare.

Com'è nata la sua passione per il calcio? C'erano sportivi in famiglia?

No, in famiglia nessuno era arrivato a questi livelli. Mio padre faceva tutt'altro: lavorava alla Fincantieri a Castellammare. A 13 anni ho fatto un provino col Napoli: è andato bene ed è cominciata l'avventura nelle giovanili azzurre. Sono passato all'Ischia in Serie C, poi sono arrivate l'Udinese e la Juventus.

Era giovane quando c'era Maradona al Napoli: che cosa ricorda?

Ho avuto la fortuna di trovarmi lì. Era bellissimo. Il Napoli aveva il giocatore più forte del mondo nella sua squadra. Si vincevano scudetti e coppe. È stato bello assistere in prima persona a tutto questo. Tante volte ero in campo a fare il raccattapalle e vedere Maradona dal vivo era un sogno.

Ha un aneddoto legato a Diego?

Una volta io e Fabio Cannavaro abbiamo chiesto a Maradona i suoi scarpini: era giovedì, il giorno della partitella del Napoli in vista della domenica. Ci ha detto 'ok', ma non pensavamo che sarebbe successo. Due giorni dopo negli spogliatoi sono arrivati due pacchi coi suoi scarpini all'interno. In quel momento abbiamo capito quanto fosse grande. Poi ha passato brutte vicende danneggiando soprattutto se stesso.

Quale eredità ha lasciato Maradona alla città di Napoli?

L'orgoglio che il napoletano si porta dentro. Vederlo giocare è stata una fortuna. Con Maradona il Napoli ha vinto per la prima volta e si è messo alle spalle le superpotenze del calcio italiano. La gente di Napoli nutre un amore sconfinato verso quel giocatore e quell'uomo che in sette anni ha fatto davvero tanto.

Che legame c'è tra lei e la maglia del Napoli?

Forte. Quando ho iniziato il settore giovanile, la prima squadra portava a casa un successo dietro l'altro. Poi tutti sognano di giocare al San Paolo: è uno stadio speciale. Mi è capitata l'occasione di ritornare al Napoli nel 2002 e l'ho presa al volo. Per me tornarci è stato un po' come chiudere un cerchio.

Nel 1996 lei ha vinto con l'Italia U21 ed è andato alla Juve: le ha cambiato la vita?

È arrivato un po' tutto in fretta. È stato un anno speciale, il primo in Serie A con la maglia dell'Udinese. Poi abbiamo vinto l'Europeo Under 21 contro la Spagna. Ho partecipato anche alle Olimpiadi di Atlanta. La chiamata della Juve è stata speciale per me. Ho avuto la fortuna di essere in panchina a Tokyo quando abbiamo vinto la Coppa Intercontinentale.

 

La Juve aveva appena vinto la Champions League: com'è stato l'impatto coi bianconeri?

Ho sentito molto il trasferimento. Ho lasciato l'Udinese, una società top però a gestione più familiare. Quando sono arrivato a Torino ho capito subito che lì era tutta un'altra storia. La maglia della Juve pesa molto di più, il club non ti aspetta. Devi essere subito pronto. Due mesi prima la squadra aveva vinto la Champions, c'erano giocatori incredibili che hanno fatto la storia del club e delle loro nazionali. Poi c'era Lippi che ha vinto tutto. Forse per me non era ancora il momento giusto, ero troppo giovane e mi sono accontentato del mio ruolo. C'erano Antonio Conte, Deschamps, Jugovic, Di Livio: calciatori più esperti di me. Mi serviva più tempo, ma la Juve vuole tutto subito: anche per questo motivo resta ai vertici.

Che cosa ricorda della finale contro il River Plate a Tokyo?

Eravamo partiti una settimana prima. Era la mia prima esperienza in una finale di coppa a livello di club. Io ero agitato alla partenza, i giocatori più importanti erano sereni. Temevo che stessero snobbando la finale. Il giorno della vigilia non volava più nemmeno una mosca nello spogliatoio. Tutti hanno cambiato atteggiamento. È stato bello. Per me vederli allenare e osservare come si comportavano era come andare a scuola. Mi è rimasto dentro e cerco di trasferirlo a tutti. Bisogna essere sempre campioni a 360 gradi.

Che cosa è mancato alla Juve per rivincere la Champions dal 1996 ad oggi?

Hanno perso cinque finali di fila. Tante. Contro il Milan sono caduti ai rigori. Quando ha sfidato il Barça, la Juve aveva la squadra per fare la partita, purtroppo non ha saputo giocarsela alla pari. Col Borussia Dortmund era favorita, poi il campo ha dimostrato tutt'altro. Gli episodi pesano. Come ci si arriva e lo stato di forma fanno la differenza. Per arrivare in finale bisogna vincere tante gare e gestire le energie.

Che momento sta vivendo la Juve adesso? 

La società ha dominato per nove anni in Italia e in Europa. Giocare due finali di Champions ravvicinate non è semplice contro società che si possono permettere qualsiasi cosa. Poi la Juve ha cercato di cambiare qualcosa e lì secondo me si sono rotti degli equilibri. Adesso la società è cambiata, è tornato Allegri. Il suo compito principale sarà ricostruire quegli stessi equilibri che la Juve in passato aveva saputo creare.

Separarsi da Ronaldo Cristiano è stato coraggioso?

Tutto finisce. Ronaldo era stato preso per vincere la Champions, ma non è andata. Era il momento giusto per lasciarsi. La tempistica poteva essere diversa, ma era arrivato comunque il momento di dividersi.

 (Photo by Juventus FC - Archive/Juventus FC via Getty Images)
 

Spalletti sfida Allegri questo weekend: che uomo ha conosciuto ad Empoli? 

Spalletti era più aggressivo rispetto ad oggi. Negli spogliatoi Luciano si faceva sentire. Era un vulcano ed un grande allenatore. Ci faceva giocare bene. È una persona schietta, dice tutto in faccia, a qualcuno può dare fastidio. Il mister è fatto così e lo apprezzo per questo. Vedo bene il suo Napoli. La squadra è forte, non le manca niente per far bene. Il mister è bravo nel capire le situazioni, è esperto e sa trovare il giusto equilibrio tra le due fasi in campo. Le squadre di Spalletti sono equilibrate. Il Napoli può fare bene.

Al San Paolo ha più da perdere la Juve?

Sì, perché viene da un pareggio e da una sconfitta. Dovesse perdere a Napoli diventerebbe tutto difficile. I punti di svantaggio diventerebbero otto e qualcuno inizierebbe a parlare della partenza di Ronaldo. Ci sarebbe un po’ di pesantezza a Torino. Otto punti significherebbero già tre partite di distanza dalle altre.

Lei ha giocato nell’ultima Salernitana che è stata in A: che cosa ricorda di quell'anno? 

Sono stato benissimo a Salerno. I tifosi sono stati fantastici, ho cercato di dare il massimo e lo hanno capito. Ci tenevo tanto. Se fosse arrivata la salvezza all'ultima giornata sarei rimasto e magari avremmo aperto un ciclo. Quella squadra era fortissima, c'erano tanti ragazzi forti. Abbiamo sbagliato la partenza. È stata una stagione anomala perché con 41 punti di solito ci si salva, noi invece siamo retrocessi. Nel calcio serve un pizzico di fortuna. Mi è dispiaciuto per la tragedia avvenuta dopo la partita di Piacenza e per i ragazzi che sono morti: è una ferita che mi porto dentro. Spero che la Salernitana riesca a salvarsi.

C’era Gattuso: che ragazzo ha conosciuto?

Un tipo semplice e determinato. Un uomo passionale. Tutti avevamo intravisto già le sue grandi qualità. Rino ha fatto una stagione straordinaria, poi è andato al Milan e ha aperto un ciclo. Ricordo il ragazzo d'oro che sento ogni tanto. Tra Rino e il Napoli non c'è mai stato un problema tecnico, ci sono state incomprensioni a livello relazionale. Ha fatto un ottimo lavoro a Napoli, nonostante il Covid che gli abbia portato via tanti giocatori. Rino predilige il rapporto umano, non lo ha trovato e ha scelto di andare via.

Cosa ne pensa della coppia Simy-Ribery? 

Non mi aspettavo l’arrivo di Ribery. Credo che abbia scelto Salerno per la passione. Si sentirà ancora tanto giocatore. Giocare all'Arechi è bello. A Ribery non interessano i soldi. Nella sua carriera ha vinto tutto. Salerno è una bella sfida da vincere. Se ci riuscirà poi resterà scolpito nei cuori della gente. Può trovare un po’ di amore. In altre piazze uno come Ribery magari viene considerato un giocatore finito perché lì sono abituati ai campioni. A Salerno le aspettative sono alte: è un altro stimolo per fare bene.

Che cosa si aspetta da Simy invece?

Simy è stato la sorpresa dello scorso anno. Ha fatto tantissimi gol in una squadra che è retrocessa, cosa non facile. Ha grandi qualità, è un giocatore d'area di rigore. Sa leggere le situazioni in anticipo, si mette sempre bene col corpo per fare gol. Mi aspetto il giocatore che abbiamo ammirato col Crotone. Un uomo che lavora, che è umile e che è decisivo. La squadra dovrà metterlo nelle condizioni giuste per colpire.

 

Lei ha giocato anche con Avellino e Juve Stabia: come ha vissuto i tanti derby campani?

Ne ho giocati tanti duri. Uno dei derby più sentiti è Avellino-Salernitana, anche Napoli-Salernitana lo è, un po' meno Napoli-Avellino. Mi sono divertito a giocare queste partite. L'ho fatto anche con la squadra della mia città. Ci devi mettere sempre qualcosa in più per soddisfare la tifoseria che vive di queste cose.

Che cosa hanno di speciale i calciatori campani?

Il calcio spesso dà un'opportunità al ragazzo campano. Non tutti vivono in belle situazioni, ci sono molti posti difficili. Per un giovane talentuoso della mia regione il calcio è un mezzo per cambiare la propria vita. Ci mette dentro tutto se stesso perché sa che è un percorso che un giorno può salvargli l'esistenza.

Lei ha giocato con Danilo D'Ambrosio nel finale di carriera: che ragazzo era?

Splendido. Nel 2008 è passato dalla Primavera della Fiorentina al Potenza dove giocavo io. D'Ambrosio è napoletano, ma non lo sembra. Era molto timido, parlava poco. Mi sono affezionato e gli sono stato vicino. Ho cercato di dargli consigli. Io ero a fine carriera, lui stava cominciando. Poi io sono passato alla Juve Stabia e ho chiesto al mio direttore sportivo di acquistare D'Ambrosio. Avevo intravisto in lui un potenziale enorme. Doveva crescere nella testa, fisicamente e tecnicamente era già molto forte. Poi ho chiamato qualche amico in Serie A e gli ho chiesto di dare un'occhiata a D'Ambrosio. Ero sicuro che avrebbe fatto strada. Con l'Inter sta facendo il suo cammino. Ho cercato di aiutarlo fuori dal campo.

Che cosa fa quando non fa calcio? È appassionato di musica?

Vado in palestra, cerco di tenermi in forma, preparo gli allenamenti per i miei ragazzi. Mi piace la musica italiana. Pino Daniele rappresenta la mia adolescenza, è stato il mio compagno di viaggio. Quando ero in trasferta con la squadra ascoltavo le sue canzoni e cercavo di rilassarmi. Ricordo questo del grande Pino.

FONTE https://www.ilposticipo.it/calcio/intervista-raffaele-ametrano-seconda-vita/1/

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